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domenica 5 settembre 2010

FARINATA DI CECI CON CIPOLLA ROSSA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO

FARINATA ALLA CIPOLLA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO

Non ho alibi, nemmeno il caldo, che ormai non mi tortura più. Mi rimane in giro per ogni cellula un'infinita blog-pigrizia, che stasera cerco di vincere per una ricetta 'on demand'.
La farinata di ceci (o cecìna che dir si voglia) è una meravigliosa creatura a base semplicemente di farina di ceci, acqua, olio extravergine. Una 'veg-bistecca' sfiziosissima, un secondo proteico golosissimo, un graditissimo aperitivo, un amatissimo antipasto, un versatilissimo passepartout (per esempio nel panino... chevvelodicoaffà?). Insomma, questa overdose di superlativi solo per farvi capire a chiare lettere, pure in grassetto e maiuscolo, che mi piace da matti. Dapprima la scoprii in versione 'classica', prima a Torino dove praticamente ogni pizzeria ha nel menu anche la farinata. Poi in Toscana dove si fa chiamare cecìna. Poi nella mia cucina dove ogni volta ci si inventa un 'vestitino' nuovo. Con le zucchine e la maggiorana, con le patate e il rosmarino, con le patate e i porri, con i peperoni e il basilico, con i carciofi e il timo fresco (mammamiachedelizia), con i fiori di zucchina e i semi di papavero... con quel che offre la dispensa, l'orto, la fantasia e suggerisce l'acquolina.
Quest'estate che va concludendosi una delle versioni più quotate è senza dubbio questa, provata per caso e diventata subito un must, graditissima anche ai bambini (e giuro che non l'avrei mai detto!).
Vi lascio la ricetta, facilissima e suscettibile di tutte le interpretazioni che vorrete!

FARINATA DI CECI ALLA CIPOLLA ROSSA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO
gr 250 di farina di ceci
gr 750 di acqua
4 cucchiai di olio extravergine
1 cipolla di Tropea
1 rametto di origano fresco
sale&pepe

Preparate la pastella con la proporzione di 1:3,  aggiungete l'acqua poco per volta alla farina setacciata in modo che non si formino grumi, lasciatela riposare una notte  (o la mattina per la sera)  o come minimo un paio di ore. 
Una volta 'riposata' la pastella, rigiratela con la frusta, aggiungete un pizzicone di sale e un paio di cucchai di olio 'bono'.
Affettate la cipolla; io la aggiungo a crudo, da quando ho questo attrezzino stracomodo che mi consente di affettare la cipolla sooooottilissima quasi trasparente. Altrimenti passatela brevemente in padella, affinché non risulti antipaticamente 'dura' dopo la cottura in forno.
Accendete il forno alla massima temperatura. 
Ora, senza arrivare a disquisire sulla tipologia di teglia che deve essere usata per la farinata, (pesante rame stagnato. Prima o poi me la regalo!) io vi dico che nella mia cucina si fa di necessità virtù e utilizzo una banalissima teglia da forno antiaderente. 
Vabbé, antiaderente è una parola grossa, chiamiamola semplicemente 'placca da forno'.
Mi hanno spiegato (spero sia vero, io ho abboccato come un'allocca e utilizzo questo sistema) questa procedura da seguire: una volta portato il forno a temperatura, infilare la placca nel forno bollente per qualche minuto, quindi tirarla fuori, oliarla e aggiungere la pastella, quindi infornare la farinata.
Potete aggiungere le verdure e le erbe aromatiche alla pastella prima di infornarla oppure, per un risultato estetico più gradevole, distribuirle sulla pastella già nella teglia (purché siate rapidi).
Infornate immediatamente per 30-35 minuti, fino al raggiungimento di una buona doratura (se necessario aggiungere un paio di minuti di grill).
Servire calda, accompagnando con il pepe da grattuggiare allegramente.

venerdì 11 giugno 2010

FIORI DI ZUCCHINA ALLE MANDORLE, ZAFFERANO E MENTA

Un post delicato per dare il benvenuto alle CartoNine

Se non conoscete ancora Nina, correte subitissimo da lei.
Preparatevi una tisana, gustatevi un bel caffé, va bene anche un bicchiere di acqua fresca.
Gustatevi il suo blog, deliziatevi delle sue parole, saziatevi l'anima con le sue immagini.
C'è delicatezza, forza, energia, pace.
C'è un piccolo mondo, forse in riva al mare: prima di tornare da questo fantastico viaggio non dimenticate di scegliere una cartoNina.
Il mio cuore, a occhi chiusi, ha scelto questa 
Dopo una passeggiata in riva al mare, con i capelli scompigliati dal vento e dalla salsedine, tornerete a casa con le tasche piene di conchiglie e con un discreto appetito.

Vi lascio una ricetta rapida rapida. E soprattutto easy.



FIORI DI ZUCCHINA ALLE MANDORLE,
ZAFFERANO E MENTA

una dozzina di fiori di zucchina
tre panini del giorno prima
una tazza di latte di soya
una generosa manciata di mandorle tostate e tritate finemente
un paio di rametti di menta
qualche pistillo di zafferano
un filino di olio extravergine di oliva
sale q.b.

Pulite con cura i fiori di zucchina: chiedete con gentilezza a formichine e moscerini di scegliere un'altra casa, privateli del pistillo e sciacquateli  sotto l'acqua corrente quindi asciugateli bene.
In un contenitore spezzettate il pane (in questo caso erano tre 'arabi' all'avena, ovvero quel che c'era d'avanzo) bagnatelo con una tazza  abbondante di latte tiepido, aggiungete un pizzico di sale, lo zafferano, le mandorle e la menta tritata.
Otterete un impasto abbastanza umido, se necessario aggiungete altro latte.
Farcite i fiori aiutandovi con un cucchiaino inserendo la farcitura dal lato dell'ex-pistillo, tenendo chiuso il fiore con l'altra mano.
Adagiate i fiori in una pirofila con il fondo rivestito di carta da forno, cospargete con un filino di olio extravergine,  coprite la teglia con la carta stagnola e infornate a 180° per un quarto d'ora circa.
Scoprite la teglia, completate per cinque minuti la cottura (forno non ventilato altrimenti a mio avviso si asciugano troppo!).

NOTE - Le dosi potrebbero variare, dipende dalla grandezza dei fiori, ma anche dal peso e consistenza del pane. Adattatele serenamente alle vostre esigenze, se non vi piace la menta potete usare erba cipollina o prezzemolo, se vi è consentito potete sostituire il latte vegetale con il latte vaccino.

Dedicata a Valentina & Valentina!




lunedì 31 maggio 2010

POLPETTE TOFU E OLIVE

Uhlallà, è da tanto tempo che non vi rifilo una ricetta polpettosa... devo rimediare. Perché si sa, la Golosastra è ghiotta di polpette e non perde occasione di prepararle con gli ingredienti che le capitano sotto le grinfie.
Ieri la mia sorellina mi ha preparato delle sfiziose polpette che alla prima occasione rifarò per il blog, stasera invece ho improvvisato  questa ricettina per la mia cena con la Peponzola (tale madre, tale figlia golosa di polpette), sperimentando un altro stratagemma sfizioso per gustare il tofu.

Leggo spesso commenti negativi sul tofu e mi piacerebbe spendere qualche parolina in merito. 
Il tofu è in effetti un alimento dall'aspetto, consistenza e sapore davvero poco invitante, specie per chi lo interpreta come un 'sostituto' del formaggio del quale, di certo, non ha neppure lontanamente il sapore. 
Molto utilizzato da vegetariani e ancor di più da chi ha adottato un'alimentazione prettamente vegana, ma sono moltissimi gli 'onnivori' che per motivi di salute (problemi con il colesterolo o i trigliceridi) o di intolleranza al lattosio, tentano l'approccio con questo alimento misterioso. Spesso con esiti non proprio incoraggianti.
Raccomando di cuore, ma di cuore di cuore di cuore (no, non si è incantata la tastiera e nemmeno il mio mononeurone, è un consiglio davvero sentito!)  di utilizzare del BUON tofu. 
Quindi bando a quello supercommerciale reperibile nella GDO. Preferite un tofu acquistato in un negozio di alimenti biologici, sono certa che con questo accorgimento e con qualche altro trucchettino per cucinarlo potrete gustare un piatto non solo sano ma anche goloso.
Io non ho ancora sperimentato l'autoproduzione, il tofu (e il seitan) nella mia cucina sono una sorta di quattro-veg-salti-in-padella: un ingrediente jolly per risolvere in pochi minuti un pasto.
Proprio come è successo stasera...



POLPETTE TOFU E OLIVE
(e capperi e timo fresco)
dosi per una dozzina di polpette
130 gr di tofu
30 gr di olive verdi denocciolate
5 gr di capperi dissalati
una cucchiaiata di timo fresco
pangrattato
un cucchiaio di olio extravergine di oliva
Il procedimento è facile che più facile non si può! Frullate tofu, olive e capperi (ben sciacquati e asciugati) e le foglioline di timo con un minipimer.
Formate con le mani delle palline della dimensione di una piccola noce e rotolatela ben bene nel pangrattato.
Cuocete le polpettine in una padella con un filino di olio extravergine, rigirandole frequentemente, per una decina di minuti o comunque fino a doratura.
note - vale, secondo me, la pena di prepararne un quantitativo maggiore, cuocendole in forno caldo.




martedì 18 maggio 2010

SFOGLIA DI PATATE E ASPARAGI CON CRUMBLE DI PISTACCHI DI BRONTE


Oh, che succede? LaGolosastra si è svegliata dal letargo? In effetti, questo blog si è un po' assopito, e il post di oggi non è che un cenno per ringraziarvi della vostra presenza costante nonostante la mia assenza virtuale. Perché in effetti, nella vita vera in ciccia&ossetti io sono presente e operativa quotidianamente.
Ahimé sarò comunque rapida, vi lascio più che un ricetta un 'appunto' per reinterpretare un piatto che da tempo mi incuriosiva. Si tratta di una creazione di Jamie Oliver che avevo addocchiato, ma prima mancavano gli ingredienti di stagione (asparagi) e poi l'ispirazione per veganizzarla. Ma la mia guru della veganità golosa mi ha dato lo spunto!
L'esperimento ha riscosso un buon successo (infatti la foto è stata scattata a tutta velocità* prima che le fettine andassero a ruba... infatti il vassoio era già stato preso d'assalto),  ma la prossima volta proverò con la pastafillo come previsto nella ricetta originale di Jamie (uh, che confidenza...).
In questo caso ho usato la mia adorata sfoglia di Stelladisale, in pratica questa è (virtualmente) una ricetta a quattro paia di mani (Golosastra, Azabel, Stella e Jamie)!

*sì sì sì, la fretta, le alluvioni, le cavallette... naturalmente mi fischiavano già le orecchie al pensiero dei post di Alessandro!


SFOGLIA DI PATATE E ASPARAGI
CON CRUMBLE DI PISTACCHI DI BRONTE

per la sfoglia (ricetta di StelladiSale)*
150 gr. di farina 00
3 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare
per la farcitura 
1 mazzo di asparagi verdi
2 patate di media dimensione
2 cucchiaiate di amido di mais
100 ml di panna vegetale
sale&pepe

per il crumble (ricetta di Azabel)
70 gr di pistacchi di Bronte non salati, tritati grossolanamente
60 gr di farina 00
1/2 spicchio di aglio
30 gr di olio extravergine d'oliva
10 gr di acqua
sale&pepe


Preparate la sfoglia, mescolando rapidamente gli ingredienti senza lavorarli troppo. Lasciate la pallotta impastata a riposare e nel frattempo occupatevi della farcitura.
Pelate le patate (scegliete patate ben farinose, come quelle per gnocchi)  tagliatele a cubetti, pulite gli asparagi eliminando la parte dura e legnosa sul fondo e raschiate con uno spelucchino il gambo per eliminare le foglioline più dure,  quindi tagliatelo a fettine di un cm circa e conservate le punte. 
Sistemate patate e asparagi nell'apposito cestello e cuoceteli al vapore finché non saranno teneri.
Una volta pronti, lasciateli intiepidire, quindi passateli al minipimer aggiungendo la panna  e due cucchiaiate di amido di mais. Regolate di sale e pepe.
Preparate il crumble di pistacchi: setacciare la farina,  aggiungete un pizzico di sale e una macinata di pepe, il mezzo spicchio grattuggiato e i pistacchi tritati. Aggiungete quindi l'olio e l'acqua,  mescolate rapidamente con le dita senza impastarlo, devono risultare dei grossi bricioloni.
Stendete la sfoglia in una pirofila rettangolare, lasciandone anche lungo il bordo, versare all'interno il composto, distribuite sulla superficie il crumble e decorate con le punte di asparagi.
Infornate a 180° per 30/40'.

*in alternativa potete utilizzare la fillo pasta come previsto nella ricetta originale, anche la pasta sfoglia credo sia una variante golosa!




lunedì 18 gennaio 2010

Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano


Per prima cosa GRAZIE!
Grazie di cuore a Laura, che ha pazientemente organizzato la nostra giornata godereccia. Grazie alle compagne di avventura (Lorenza, con la meravigliosa Gnoma, Giovanna, Valentina, LauraPippi) grazie ai compagni, mariti, simpatizzanti che ci hanno fatto compagnia e sopportato le nostre infinite chiacchiere, grazie alle nuove amicizie che spero di aver occasione in futuro di conoscere meglio.
Finalmente siamo riuscite a riunire la combriccola che su Facebook è stata battezzata con il nome di 'La compagnia del fornello', gruppo inizialmente nato per radunare foodblogger milanesi, allargato poi anche ai forestieri.
La 'scusa' era un brunch al ristorante Sempione42, in realtà già in Stazione Centrale abbiamo dato inizio alla quasi interminabile serie di chiacchiere (e chi ci ferma?). Come se ci conoscessimo da sempre.
Lorenza ho già avuto la fortuna di incontrarla un paio di volte, Giovanna mi ha fatto compagnia al Sana, la sensazione è sempre la stessa: quando ci si incontra c'è nell'aria un meraviglioso, contagioso e tangibile entusiasmo.

Per merito dell'organizzazione super efficiente di Laura, ho avuto il mio vegan menu (che non troverete sul sito... era tutto mio. E della Gallina, che mi ha fatto compagnia!). Volete saperlo? Voilà:
ANTIPASTO
Insalatina di puntarelle e croccante di pane ai fichi con dressing al miele e balsamico
PRIMO
Gnocchetti di patate ai carciofi e mentuccia
SECONDO
Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano
DESSERT
Sorbetto al mandarino

Niente male, eh?
E siccome la Golosastra è pure una copiona, ecco che oggi vi propongo la mia versione (superfast e supereasy, pure light, và) del tortino!


TORTINO DI PATATE E PORRI
SU PASSATINA DI ZUCCHINE E ZAFFERANO
(dosi per due persone, o per il piatto unico di una sola Golosastra affamata)

2 patate medio-piccole (circa 180 gr)
1 porro
1 zucchina
2/3 foglie di salvia (facoltative)
olio extravergine di oliva
zafferano di Samassi in fili
sale&pepe

Pronti? Via! Vi servirà una pentola per la cottura a vapore, due stampini da muffin in silicone (o altro materiale, se userete il microonde ovviamente dovrà essere adatto a questo tipo di cottura!).
Pelate le patate, tagliatele a fettine sottilissimissime.
Sistematelo in 1/3 del cestello a vapore.
Lavate e mondate il porro, tagliatene metà a rondelle e sitematelo accanto alle patate. Pulite la zucchina (fettine di 2-3 mm di spessore), tagliate anche questa a rondelle e posizionatela nello spazio rimasto del cestello forato.
A me piace mettere qualcosa di profumato nell'acqua quando cucino al vapore, in questo caso ho agguantato un paio di foglie di salvia. 
Ho messo la pentola sul fuoco e ho lasciato cuocere per una decina di minuti, non di più, finché le patate cedevano alla forchetta.
Nel frattempo ho tagliato il più sottile possibile l'altra metà di porro e l'ho 'crispata' nel microonde (funzione crisp con apposito piatto appena velato di olio evo). Se avete voglia di friggerla, provate e fatemi sapere, secondo me doveva essere così; delle striscioline sottilissime, chiarissime, croccantissime. Io purtroppo non friggo in casa, Nè tantomeno il mio fegato lo tollera un granché pertanto mi sono accontentata di questo risultato estetico.
Terminato di crispare i porri li ho tenuti da parte in una ciotolina.
A questo punto le verdure dovrebbero essere cotte: prelevate patate e porri e (a scelta) passatele con un passaverdure o affidatevi a santissimo minipimer e riducetele in purea. Io avevo due patate ben farinose e non ho avuto necessità di aggiungere farina, in caso fossero troppo acquose forse preferirei aggiungere un cucchiaio di fecola.
Regolate di sale e pepe, quindi versate l'impasto nei due stampini (precedentemente oliati in modo da sformare poi con estrema facilità i tortini). Mettete nel forno a microonde alla massima potenza per 5 minuti.
Nel frattempo passate al mixer le zucchine, con un pizzico di sale e pepe, un cucchiaino da caffé di olio extravergine di oliva e 2/3 fili di zafferano (io ho usato questo che la mia sorellina mi ha portato in dono dalla Sardegna).
Preparate un letto di passatina, sulla quale adagerete il tortino. Sul cocuzzolo del tortino sistemate con garbo i ricciolini di porro crispato e servite.
Li adoooooro!
Questi sono superfast, provati oggi a pausa pranzo perché morivo dalla curiosità. La prossima volta proverò con la cottura in forno, a mio avviso miglioreranno dal punto di vista della consistenza.




giovedì 15 ottobre 2009

la tortina per Valentina


 


Molte di noi si ritrovano anche su Facebook che è diventato una specie di salottino (adiacente alla cucina) dove si conversa allegramente del più e del meno, dove si parla spesso e molto volentieri di cose buone da mangiare: cosa preparo per pranzo/cena, cosa sto sfornando, mmmhhh che profumino, porcaloca che disastro... Insomma, l'abbiamo trasformato in un social-gnam-network!

Proprio oggi, al termine di una mattinata in giro per commissioni assai noiose ma doverose, mi intrattengo in due chat-ciacole con una cuoca pasticciona che mi fa venire lo sghiribizzo di lanciarmi in cucina a preparare una torta salata da condividere.
Detto fatto!

Una torta salata preparata in tempo record con quel che c'era in casa *, sfornata al volo e fotografata ancora bollente prima di scappare di corsissimissima al lavoro.
Una ricetta anche un po' banale, nulla di innovativo (anche se in verità ho pure sperimentato una cosa che non avevo ancora provato), ma preparata con il cuore.
Questa è la tortina per Valentina!

*(grazie di cuore al  nonno Lallo per la fornitura di porri... è iniziata la produzione invernale dell'orto! A proposito: buon compleanno, nonno!)




TORTA SALATA PORRI & MANDORLE IN SFOGLIA ALLA SALVIA

per la base:
120 gr di farina 0
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di salvia secca tritata
1 pizzico di sale
1 pizzico di cremor tartaro
vino bianco secco q.b.

per la farcitura:

2 cucchiai di farina 00
1 tazza di latte di soia
3 piccoli porri (o 1 grande)
salvia fresca
sale&pepe
olio extravergine di oliva
1 manciata di mandorle tritate grossolanamente

Preparate la sfoglia (una variante della fantastica, versatilissima ricetta di Stelladisale) mescolando la farina con un pizzico di sale e un pizzico di cremor tartaro (o di lievito non vanigliato!), la salvia secca tritata. Aggiungete l'olio e pian pianino il vino bianco quanto basta a creare un impasto elastico. Coprite e lasciate riposare.
Pulite e mondate i porri, tagliateli a rondelle e fateli saltare in padella con un filo di olio, un paio di foglie di salvia e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e lasciate ammorbidire qualche minuto.
Preparate la besciamella vegan scaldando l'olio in un pentolino. Togliete dal fuoco, aggiungete la farina setacciata mescolando con un cucchiaio di legno fino ad amalgamarla competamente senza formare grumi. Aggiungete quindi a filo il latte (io l'ho aggiunto a temperatura ambiente) mescolando di continuo. Riportate il tegamino sul fuoco basso, e continuando a mescolare portate ad ebollizione e lasciate bollire finché non si addensa.
Una volta pronta, aggiungete i porri, regolate di sale e di pepe.
Portate la temperatura del forno a  180°. Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da forno, fino ad uno spessore di 2/3 mm, quindi adagiatela in una tortiera da 22 cm lasciando fuoriuscire i bordi. Farcite la base, spolverizzate con le mandorle tritate grossolanamete, e ripiegate i bordi della pasta verso il centro.
Infornate per una ventina di minuti, finché non sarà ben dorata.


PER FAVORE.
ASPETTATE UN ATTIMO PRIMA DI ASSAGGIARE!

C'è un messaggio importante, Fra ha detto tutto e io vi rimando al suo post.

OGGI 15 OTTOBRE - BLOG ACTION DAY


lunedì 5 ottobre 2009

LaGolosastra e la zucca del contadino.


C'era una volta un contadino gentile che regalò alla mamota (la genitrice della Golosastra, n.d.r.) una bella Zucca.
Bella? Insomma, mica tanto. La Zucca, se vogliamo essere sinceri sinceri, era un pochino bruttarella: aveva qualche bozzo fuori posto e certo non avrebbe potuto partecipare a Miss-Zucca-Italia 2009. Ma si sa, qui badiamo solo fino ad un certo punto all'apparenza. Quel che conta è che sia "bella dentro".
E così LaGolosastra si armò di santa pazienza e (letteralmente) di un coltellaccio affilato e sacrificò la Zucca bruttarella in una sera di quest'autunno che si traveste d'estate.
Il suo cuore si rivelò intatto, e fu barbaramente affettato e infornato senza pietà per deliziare i palati dei commensali.
Ma già alla prima forchettata, la Golosastra si rese conto che la Zucca stava perpetrando la sua subdola vendetta, presentandosi con un sapore sinceramente un po' insulso.
Che delusione. E che faccio butto via tutto 'sto bendidio? No. Eh, no. Se vuoi la guerra, Zucca, la guerra avrai.


(mumble... mumble...)

Che ci posso fare con una zucca già cotta in forno? Gnocchi? No, non ne ho voglia. Polpette? Mah, potrebbe essere un'idea. Niente uova, però. E se provassi con i magici fiocchi di cereali? Proviamo?
Sì!

BOCCONCINI ALLA ZUCCA&RICOTTA AFFUMICATA

1 zucca
1 tazza di fiocchi di farro
1 tazza di ricotta affumicata grattuggiata (del Cansiglio)
latte di riso
sale&pepe
1/2 cipolla
semi di papavero
olio extravergine di oliva

Truc... ahem... aprite la zucca, privatela dei semi e della scorza e disponetela sulla placca foderata di carta forno. Infornate a 180/200° per 15/20'.
Sfornate, lasciandola intiepidire.
Fullate la zucca insieme ai fiocchi di farro (precedentemente ammollati in una tazza con poco latte di riso tiepido e strizzati), la ricotta grattuggiata e mezza cipolla, quindi aggiustate di sale e pepe.
Sulla placca del forno (foderata con la solita carta), pennellate poco olio extravergine e con due cucchiai formate delle quenelle a distanza regolare. Cospargetele di semi di papavero, infornate a 180' per un quarto d'ora circa.


piesse - perfetto come contorno, ma niente male anche come aperitivo o antipasto, anche per un buffet visto che si può servire tiepido e mangiare con le mani senza fare un macello!

piesse bis -  Alla fine ha vinto la Golosastra. La Zucca "nientediche" è diventata proprio buona!

venerdì 28 agosto 2009

Preparatevi ad una serata... piccante!

"Dio ha creato l'alimento, il diavolo il condimento" - J. Joyce

Non dalla Calabria ma dall'orto della Val de l'Oco è arrivata questa mini fornitura di peperoncini very very hot! Che farne? Nella maggior parte delle ricette li troviamo farciti di tonno e/o acciughe, o raramente con del caprino (sono deliziosi). La prima opzione è stata scartata a priori, la seconda pure perché il caprino Tommasino me lo sono pappato tutto io (e che dovevo fare,è uno dei pochi latticini di cui mi è consentito deliziarmi).
Avevo letto da qualche parte una ricetta che prevedeva un ripieno di pangrattato e pasta di acciughe, e mi ha dato un'idea per un ripieno alternativo e, soprattutto, vegetariano.
Ho curiosato nel frigo e in dispensa, ho saccheggiato la mia pianta di origano, e pasticciando un po' in una ciotola ho finalmente ottenuto quella che mi è sembrata la consistenza giusta ed ora vi svelo cosa celano questi piccantissimi scrigni. Le dosi sono un po' a occhio ma ho cercato di stare attenta alle quantità per poter riportare delle proporzioni sensate.

PEPERONCINI ROSSI PICCANTISSIMI
una dozzina di peperoncini rossi tondi
una tazza di pangrattato
una tazza formaggio di capra grattuggiato
3 cucchiai di paté di olive nere
1 cucchiaio di capperi dissalati + una dozzina di capperi per decorare
un mazzetto di origano fresco
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva

(aceto per sbollentare i peperoni)

ATTENZIONE - Procuratevi immediatamente un paio di guanti per maneggiare i diabolici peperoncini. Non è un'indicazione, è un ordine!
Lavate ed asciugate i peperoncini.
Con un coltellino tagliate tutt'intorno al picciolo e asportatelo. Pulite con cura anche l'interno eliminando tutti i semini.
Portate ad ebollizione in una pentola capiente metà acqua e metà aceto bianco, regolate di sale.
Tuffatevi i peperoncini e sbollentateli per un paio di minuti.
Scolateli e metteteli ad asciugare per bene con il foro rivolto in basso.
Tritate con la mezzaluna lo spicchio d'aglio, i capperi e l'origano e metteteli in una ciotola. Unite il pangrattato e il formaggio*, il paté di olive e aggiungete un filo d'olio per amalgamare, fino ad ottenere un impasto morbido.
Farcite con cura ogni peperoncino con l'impasto (i guanti, non dimenticateli) pigiandolo con delicatezza nella cavità fino a riempirli completamente. Decorate ogni peperoncino con un cappero intero, condite con olio extravergine e servite.
Non siate avari di abbeveraggi per i vostri commensali!

Io ho utilizzato un formaggio di capra (di cui non sono ancora riuscita a carpire il nome, sempre che abbia un nome) che trovo al mercato da un simpatico signore Sardo. si tratta di un formaggio magro con una consistenza simile alla ricotta dura. Nulla toglie che si possa utilizzare un qualsiasi formaggio di vostro gradimento. Secondo me potrebbe essere moooolto sfiziosa la feta, per esempio.

note - probabilmente possono essere conservati come si fa per per quelli ripieni di tonno o formaggio, ma non so se gli ingredienti della farcitura siano adatti alla conservazione. Se qualcuno passa di qui e ha consigli in merito, sarà il benvenuto/a!

giovedì 16 luglio 2009

VMS ovvero: Vegan Muffins Salati

Ok, ok. Ci sono, non sono sparita.
O meglio, in effetti per una settimanina ina ina ho tagliato la corda e mi sono rifugiata in un posticino delizioso che vi consiglio di cuore.
Poi il caldo, la nonvoglia di stare davanti al pc, qualche camminata serale con la mia sorellina, un po' di bagoli assortiti e l'adesione allo sciopero... ecco che un mese se ne vola in un attimo.
Nel frattempo ho continuato le mie vegansperimentazioni (nelle serate più fresche) e oggi vi parlo di una delle mie favorite. Avevo già tentato di mettere insieme qualche sfizio salato con il cake alle ortiche, che però non si era gonfiato come avrei voluto. Ebbene stavolta ho ottenuto qualcosa di "meglio riuscito" tanto che la mamota, che guarda con sospetto la cucina vegan, se ne è divorata 3 su 6! La prossima volta dosi doppie, yessss!

MUFFINS POMODORINI & ERBETTE AROMATICHE

300 gr di yogurt di soya
250 gr farina semintegrale
1/2 di cremor tartaro
1 cucchiaio di amido di mais
2 cucchiai di fiocchi di cereali
30 gr di olio extavergine
8 pomodorini secchi
una manciata di erbe aromatiche fresche (basilico, erba cipollina, origano, timo, menta)
sale&pepe

Mescolate come da "regolamento muffins" gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli umidi in un'altra.
Io ho fatto eccezione con i fiocchi di 6 cereali (geniali, li avevo usati anche qui e qui) che ho lasciato ammorbidire nello yogurt, aggiungendo poi l'olio.
Nell'altra ciotola miscelate farina semintegrale, cremor tartaro, amido di mais, un pizzico di sale, un pizzico di pepe.
Amalgamate i due preparati rapidamente e aggiungete i pomdorini e le erbette aromatiche tritati grossolanamente.
Riempite lo stampino da 6 muffins (ho usato quello in silicone, senza ungere) e infornate a 180° per 20' circa.
Buon appetito!

martedì 16 giugno 2009

Peperoncini verdi dolci...

I peperoncini verdi dolci...
La mamota, da quando si è trasformata in appassionata telespettatrice della Prova del Cuoco, li chiama friggitelli (a proposito, anche la Trattoria Muvara li ha serviti oggi!) da non confondersi con i friarielli che sono tutt'altra cosa. Come dice Aiuolik, il nome dice tutto: danno il massimo di sé fritti in padella!

A casa li chiamiamo da sempre "peperoni a sigaretta" come mi ha insegnato la nonna Bruna e poi la mia mamota. Ne sono sempre stata golosissima, fin da bambina. Ricordo che la nonna e la mamma li bollivano in acqua e aceto (la ricettina qui), si condivano con l'olio d'oliva del nostro lago e si mangiavano allegramente con le mani. E grazie al "pòcio" che rimaneva nel piatto sono diventata campionessa mondiale della specialità olimpica di "scarpetta" (applausi)!
Preparati in questo modo si possono pure conservare. Se durano. A casa mia NON avanzano MAI!
La magica Brii li conserva anche così (e meritano, giuro!).

In questo periodo i peperoncini crescono rigogliosi nell'orto dei nonni, domenica mattina alle 6.30 eravamo già chini a raccogliere peperoncini, zucchine, cetrioli, tegoline (che poi sarebbero i fagiolini boby: a Verona li chiamiamo così, e quelli dell'orto dei nonni sono superstellari!). E noi ci facciamo delle gran scorpacciate!

La ricettina che vi propongo oggi è di Radmila, grandissima amica della mia sorellina. Radmila è sempre in giro per il mondo, tuttavia ho avuto la fortuna di rivederla dopo tanti anni in occasione di una cenetta in quel della Val de l'Oco. Radmila ha una passione per il cinema e per la regia... e per i peperoni. A quanto pare li cucina magicamente... e io ho scopiazzato questa ricettina. Semplicissima ma deliziosa.


PEPERONCINI VERDI DOLCI DI RADMILA
peperoni verdi dolci
olio extravergine di oliva
1 spicchio d'aglio
qualche foglia di sedano
mezzo limone
sale&pepe

Distribuite in una larga padella un filo di olio extravergine di oliva, fate saltare allegramente i peperoncini con uno spicchio d'aglio e le foglie di sedano, finché saranno morbidi.
Regolare di sale e pepe.
Prima di spegnere il fuoco, irrorate con il succo del limone, lasciate velocemente evaporare e servite.

lunedì 1 giugno 2009

L'invasione delle zucchine!

Sì sì sì ce ne sono tantissimissime! L'orto del nonno Lallo è invaso dalle zucchine e devo sfuttare in tutti i modi possibili immaginabili questo momento (anche perché i nonni sono partiti per il mare e a me spetta l'ingrato compito di saccheggiare quotidianamente l'orto!).
Le zucchine sono buone in tutti i modi: al vapore, saltate in padella, grigliate... pizza, pasta, cereali, polpette, frittate finte, eccetera... persino nei dolci!

Questa volta ho voluto sperimentare questa pasta-base ispirata ad una ricettina vista su veganblog, di cui avevo preso nota degli ingredienti.
Penso proprio che entrerà nella top-ten delle ricette più sfruttate in casa mia, come la base di Stelladisale (sperimentato anche in versione aromatizzata per lo strudel salato), perché è buona, rapida, leggera, versatile. E soprattutto veggie!
Come tutte le torte salate può essere servita come aperitivo/antipasto, o come secondo piatto. Per me è un piatto unico, un po' di frutta (sono arrivate anche le albicocchine dell'alberello del nonno) e il pranzo è risolto!

CROSTATA SALATA PATATE&ZUCCHINE

per la base:
125 gr di farina integrale
125 gr di farina 00
125 gr di acqua calda
80 gr di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro

per la farcitura:
2 zucchine
1 grossa patata
1 manciata di mandorle macinate
poca poca cipolla
sale&pepe

Pulite e affettate le zucchine, pelate le patate e affettatele (io le ho entrambe affettate prima sottilissime con la mandolina, poi tagliuzzate in modo irregolare con il coltello... mi dava l'idea di un aspetto "rustico"!), fatele saltare una decina di minuti in padella con un filino di olio extravergine di oliva e la cipolla (io ne ho usata pochissimissima, ma se vi garba potete aumentare la dose!), mescolando frequentemente. Regolate di sale e pepe.
Accendete il forno e portate la temperatura a 175 gradi circa.
Preparate l'impasto mescolando rapidamente gli ingredienti, stendete l'impasto in una teglia da forno (diametro 30 cm circa), versate le verdure sulla superficie della pasta lasciando un cm di bordo che si gonfierà leggermente in cottura. Spolverizzate con le mandorle tritate, infornate per circa 30 minuti.
Ottima anche fredda il giorno dopo!

giovedì 21 maggio 2009

Veggie pride!

Dopo più di 20 anni che non mangio né carne né pesce, sono ancora viva. Non è strano, credetemi. E, da un paio di mesi, sto scoprendo anche che, yes I can, posso stare anche senza uova e latticini.
Il mio "essere vegetariana" ha sempre suscitato una gran curiosità (nonché qualche perplessità). Le domande più frequenti sono "ma cosa mangi?" (perché, tu mangi solo carne e pesce?), oppure "e le proteine?" (eh, ci sono anche altrove) o meglio ancora "ah, ma sei come le capre, mangi solo erba!" (sì sì, in effetti mi piacerebbe passare la pausapranzo a brucare nei prati).
Devo ammettere che negli ultimi anni la curiosità e la perplessità sono diminuite, ci sono sempre più vegetariani in circolazione e invitare laGolosastra a cena non viene più considerato da parenti e amici come un'impresa inaffrontabile!
Io, tanto per guastare le feste, mi sono inventata un acciacchino per colpa del quale devo dimenticare l'esistenza delle uova, evitare i latticini (mi concedo solo qualche assaggio di formaggi di capra), fritti e pure la cioccolata. Sapete cosa vi dico? Quasi quasi questa dieta forzata la faccio diventare una sana abitudine. Con qualche concessione alla golosità, di tanto in tanto.

In tema di golosità (perché una Golosastra quasi vegana non bruca solo erba!), lo scorso sabato abbiamo festeggiato il compleanno della mia sorellina con un Veggie Party nella Val de l'Oco (combinazione, proprio mentre in giro per l'Europa si festeggiava il Veggie Pride!). Prossimamente dedicherò un post alla "cucina della zia Lisi", tre ricettine direttamente dal Veggie Party. Nell'attesa, vi regalo una vegan golosità spalmabile superfast.
Ovvero tre piccioni con una fava: sfruttare un panetto di tofu in scadenza fra qualche giorno, usare pochissimo i fuochi per colpa del gran caldo e (soprattutto) soddisfare il palato!



PATE' GOLOSO DI TOFU

200 gr di tofu
4 pomodori secchi
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria dissalati
una manciata di olive verdi
qualche foglia di basilico
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di lievito alimetare

Sbollentate per una decina di minuti il tofu in acqua poco salata, scolatelo e lasciatelo raffreddare.
Tritate con la mezzaluna i pomodorini, i capperi e le olive verdi e il basilico, unite il tofu schiacciato per benino con la forchetta (o passato al mixer).
Condite con cucchiaio di lievito e un filo di olio extravergine.
Spalmate allegramente su crostini di pane tostati.

mercoledì 1 aprile 2009

tutto in una notte...

Sì, lo so. O troppo o niente.
Stasera vada per il troppo!
Ho promesso una ricetta e raccolgo le ultimissime energie della giornata per postare le polpette-vegan-sperimentali per Anna! Abbiamo complottato grazie a Facebook per inventarci ste benedette polpette, ho curiosato in giro per il web e avevo trovato queste. Interessantissima ricettina che conserverò con cura ma... devo andarci piano anche con la frutta secca (ah, Susona Curiosona... non sono a dieta per diventare una top-model... è che invecchiando iniziano gli acciacchi e il mio corpicione sventola bandiera bianca!).
Per farla breve: devo quasi eliminare i formaggi (e questo per me è dolorosissimo), dimenticare l'esistenza delle uova, e altre piccole amenità. E cosa potrò mai mangiare?
Sapete che adoro le polpette e in questi giorni sto attingendo a piene mani dal magico mondo vegan, e vi assicuro che sto scoprendo nuovi modi per polpettare.
Ora vi racconto!

VEGANPOLPETTE AI FIOCCHI DI CEREALI
(OGGI CON PORRI & ZUCCHINE)

80 gr di fiocchi di cereali
2 zucchine
1 piccolo porro
una tazza di brodo vegetale
olio extravergine
pangrattato

Ammollate i fiocchi di cereali coprendoli con una tazza di brodo vegetale caldo.
Nel frattempo pulite e affettate le zucchine e il porro, e fateli saltare in padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Regolate di sale, abbassate la fiamma e lasciate stufare per qualche minuto.
Una volta pronte le verdure, passatele al mixer con metà fiocchi di cereali. Amalgamate poi al composto l'altra metà di cereali lasciati interi.
Formate con le mani delle polpette (tonde, piatte, come le preferite) e passatele nel pangrattato.
Cucinatele in padella antiaderente con un filino di olio extravergine.

note - io ho utilizzato una miscela di fiocchi di 6 cereali (avena, frumento, orzo, segale, riso, farro) e ho cotto le polpette nel piatto crisp (per 4 minuti, girate e altri 4 minuti).


Attenzione, SOLO PER QUESTA SERA bonus polpette!



Le "tonde", preparate con una tazza di miglio lessato, un pugno di spinaci lessati ben tritati, la scorza di un limone grattuggiata con mio affidabilissimo finto Zester, un pizzico di erba cipollina, regolate di sale e pepe e passate nel pangrattato. Spadellate brevemente in padellina antiaderente facendole rotolare allegramente di qua e di là!

Le "piatte", preparate con una bicchiere di amaranto cotto in due bicchieri di acqua, a fiamma bassa bassa fino a completo assorbimento. Ho aggiunto una patata lessa schiacciata con la forchetta, cinque/sei pomodori secchi tagliati a pezzettini piccini, una manciata di basilico tritato. Amalgamato il tutto, passato nel solito banalissimo pangrattato e "crispate" per tre/quattro minuti per parte.

EVVIVA LE POLPETTE!

domenica 1 marzo 2009

Two gust is megl che uan!


Diceva il saggio Accorsi ai suoi esordi. Non aveva tutti i torti e io ve lo dimostrerò.
Ieri ho accompagnato la mia mamota ad un corso di cucina per non vedenti, una splendida iniziativa promossa dall'Unione Italiana Ciechi di Verona in collaborazione con l'istituto professionale Alberghiero di Verona, "Angelo Berti".

La mia presenza è in veste di accompagnatrice però siccome sono terribilmente rompiscatole, ogni tanto ci metto il naso! Durante l'incontro di ieri abbiamo preparato la pasta brisée (e quindi delle mini-quiche) e la trota (aiuto, che impressione...).
E ho pensato che per colpa della mia passione sfrenata per la base di Stella di Sale, era da molto tempo che non utilizzavo la brisée.
Più brisée per tutti! La brisée è facile da fare, sfiziosa e soprattutto versatile (si presta a mille abbinamenti, salati e dolci).
Sono la solita esagerata e, presa dall'entusiasmo, ho impastato troppa brisée. Doveva solo trasformarsi in un tortina salata per pranzo, e poi che è successo?
Ora ve lo racconto.

QUICHE SPINACI E BRIE
per la base - pasta brisée:
100 gr di farina 00
50 gr di burro
30 gr di acqua freddissima
1 pizzico di sale

per la farcitura:
100 ml di panna fresca
2 uova
300 gr di spinaci surgelati
1 pezzettino di cipolla
1 filo di olio extravergine di oliva
100 gr di brie
sale&pepe
erba cipollina

Preparate la pasta brisé impastando velocemente con le mani la farina con un pizzichino di sale, il burro freddissimo a pezzettini, aggiungendo poco per volta l'acqua freddissima.
Lavoratela in fretta fino a formare un impastico sodo ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare nel frigo per un'oretta (potete prepararla, meglio ancora, il giorno prima).
Nel frattempo preparate il ripieno: lessate gli spinaci (io li cucino nel microonde in un contenitore fattaposta), scolateli per benino e passateli in padella con la cipolla e un filo di olio extravergine finché si saranno asciugati. Regolate di sale.
In una ciotola montare con la frusta le uova, aggiungere la panna continuando a mescolare energicamente. Regolate di sale e pepe (con cautela, ricordatevi che poi ci va il brie che è ben saporito!).
Aggiungete alla crema gli spinaci tritati.
Accendete il forno a 175°.
Stendete la pasta brisé con il mattarello e foderate uno stampo diametro 22 cm, compresi i bordi.
Versate il composto sulla base, aggiungete il brie a tocchetti (tenetelo distante qualche cm dal bordo) affondandolo leggermente nella farcitura.
Infornate per una mezzoretta circa.
Lasciate intiepidire e servite!


C'è da dire, però, che avevo preparato il doppio dell'impasto (con 200 gr di farina). La pallotta avanzata l'ho parcheggiata nel frigo.
Poi, dopo pranzo, visto il tempo insulso che non invitava di certo ad uscire, visto che mi serviva un alibi per non affrontare la biancheria da stirare, mi sono inventata di preparare un dolce per merenda. Così potevo far fuori anche la brisé avanzata! Ne è uscito un mix tra il flan provenzale e la torta alsaziana. Ma con un profumino di agrumi...
E siccome non c'è due senza tre (e siccome la Golosastra è una pasticciona), c'è anche un bonus extra. Possiamo dire senza incertezza alcuna che "Tree gust is megl che uan!"

FLAN AL PROFUMO DI AGRUMI
per la base:
pasta brisé (vedi sopra ricetta della quiche)

per la farcitura:
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
zucchero a velo

Preparate la brisée come indicato per la quiche. Potete anche utilizzare questa ricetta, un po' più dolce (eventualmente riducete lo zucchero della farcitura). Quando ha terminato il suo meritato riposo nel frigo, stendetela con il mattarello e foderate uno stampo (io ho utilizzato sempre lo stampo piccino da 22 cm), se avanza un pezzettino di pasta consevatelo per ricavare le strisce con cui decorare la crostata.
Ricoprite la base di brisée con un disco di carta forno tagliato "su misura", riempite di fagioli secchi e infornate a 175° per una ventina di minuti.
Nel frattempo preparate la crema per la farcitura: montate le uova con lo zucchero (ricordate, le uova a temperatura ambiente!) aggiungete la panna, anch'essa a temperatura ambiente, i semini di mezza stecca di vaniglia, la scorza di un limone grattuggiata e la scorza di un'arancia (agrumi bio, comuque non trattati!).
Io ho aggiunto la polvere d'arancia preparata secondo le istruzioni di Cavoletto.
Il composto andrà versato sulla base che nel frattempo avrete pre-cotto nel forno, decorato con le strisce ritagliate (appoggiatele con delicatezza a formare delle losanghe), spolverizzato con poco zucchero a velo e nuovamente infornato per almeno un'altra mezzora, finché il ripieno sarà completamente rappreso.
Una volta sfornata, lasciar raffreddare (una volta che si è intiepidita meglio sformarla e raffreddare su apposita griglia).

Bonus extra, ovvero come la Golosastra ti rigira la frittata: combina un pasticcio e si inventa un dolcetto!
Allora, confesso, ho sbagliato (ahahah, tanto per cambiare) e ho fatto delle considerazioni proprio del tutto sconsiderate. Dalla ricetta della torta Alsaziana ho visto che ci andava la crema preparata con 200 ml di panna. La testolina mia ha pensato "visto che non ci metto le mele, raddoppio la dose di crema, così viene una crostata goloserrima". Peccato che ho steso la brisée nello stampo piccolo, quindi tutta quella crema non ci stava neanche con un miracolo.
Cosa potevo inventarmi per sfruttare tutta questa cremina agrumosa?


MINIBUDINI AL PROFUMO DI LIMONE E ARANCIA
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiai di amido di mais
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
mandorle a scaglie

Ovviamente la cremina va preparata come quella sopra, ho semplicemente aggiunto un paio di cucchiaiate abbondanti di amido di mais, con calma e sempre mescolando con le fruste elettriche per evitare eventuali grumi.
Ho suddiviso il composto negli stampini in silicone per 6 muffins, riempiti nemmeno a metà dell'altezza totale, ho distribuito poche scaglie di mandorle in superficie ed infornato a bagnomaria per una mezzoretta, finché si sono completamente addensati.
Niente male, davvero.
Non so se in effetti si possano definire budini, ma non saprei come altro chiamarli!

domenica 11 gennaio 2009

Più polpette per tutti!

Ma... si è capito per caso che ho una passione per le polpette? E l'ho pure passata (DNA?) anche alla Pepi. In effetti le polpette sono proprio simpatiche. Così cicciottose... e poi sono versatili, riciclose e (volendo) vegetarianissime!
Il mio pseudonipotone oggi ha pranzato con noi e... ricordate la sua pseudoantipatia per le verdure? Ecco, ha mangiato con tanta gioia anche questa versione.
Non ha gradito molto i semini di sesamo (ma quando ha capito che si trattava dei "semi della saggezza" ha smesso di spulciare le polpette!) e ciò nonostante noi "grandi" siamo rimasti quasi a bocca asciutta! Per fortuna le ho servite come antipastino e poi c'era altro per rimpinzarsi!

Non è una ricetta sofisticata, né inedita. Però sono buone buone... croccanti fuori e morbidose dentro. E poi so che c'è qualche lettrice silente che apprezza queste dritte per rendere più appetibili le verdure...
POLPETTE CROCCANTI ALLE VERDURE

2 zucchine
1 carota
1 piccolo porro
1 panino del giorno prima
1 uovo piccolo
una tazza di formaggio grattuggiato
olioextravergine
dado vegetale
semi di sesamo

Pulite le verdure, asciugatele bene e tritatele finemente (le zucchine e la carota potete eventualmente grattuggiarla con la grattuggia a fori larghi). Passatele in padella con un filo d'olio extravergine e mezzo cucchiaino di dado vegetale. Abbassate la fiamma e lasciatele stufare qualche minuto e comunque finché si saranno ben asciugate.
Lasciatele raffreddare un po', quindi mettetele in una ciotola abbastanza capiente, aggiungete il pane sbriciolato, il formaggio grattuggiato (anche formaggi misti), l'uovo e amalgamate per benino il tutto.
Una volta ottenuto un morbido composto omogeneo (se è troppo molle aggiungete un po' di pangrattato), formate delle palline con le mani, passatele nei semi di sesamo appiattendole con il palmo della mano e disponetele in una pirofila oliata.
Cuocete in forno a 180° circa per un quarto d'ora circa, togliete la pirofila dal forno, rigirate le polpette una ad una e rimettete in forno per altri 10/15 minuti, finché non saranno ben dorate.

Consiglio 1 - chi dispone di un microonde con funzione crisp può cuocere le verdure per 10' con l'apposita teglia crisp. Consiglio 2 - per bambini particolarmente verduro-resistenti: potete passare al mixer il composto, come ho fatto io, così e verdure praticamente non si vedono. Inoltre, i semini di sesamo non sono graditi a tutti (anche se potete inventarvi qualche magica storia per convincerli ad assaggiarli). Eventualmente passate le polpette nel pangrattato.


Uh, devo comunicarvi un'altra piccola trovata della Golosastra pasticciona.
Siccome Babbo Natale non si è ricordato di caricare sulla sua slitta un bel Kitchen Aid verde pistacchio (o di altro colore a caso, non sono così capricciosa!), ho provato a sfruttare le potenzialità della macchina del pane (altrimenti detta "il sarcofago" per la sua forma assai poco ergonomica). Esiste una funzione "solo impasto" che non avevo mai sfruttato perché ammetto che per me è una goduria pasticciare con le mani nella farina. Ma qualche volta, nella mia cucinettina, manca lo spazio e alla sottoscritta manca il tempo per impiastricciare. Così ho deciso di sperimentare questa funzione. Niente male!
Ieri panini alle noci, oggi bocconcini di pane alle olive... sognando il Kitchen Aid!
In pratica seguo la ricetta base che utilizzo quasi sempre per il pane con la mdp (3oo acqua, 1 cucchiaio olio, 1 cucchiaino zucchero di canna o di malto, 1 cucchiaino di sale, 250 gr di farina 0/manitoba e 250 di semola, 8 gr di lievito fresco), lascio che impasti per bene poi aggiungo 1 ciotolina di noci tritate o di olive snocciolate a rondelle, e lascio andare.
La mia macchina del pane impiega 1h e 1/2 per impastare e lievitare. Al termine del programma, estraggo delicatamente l'impasto lievitato, lo allungo con le mani infarinate (insemolate? Vabbé, uso la semola...) sul piano del tavolo (pure infarinato) e con una spatola taglio i bocconcini, li rotolo nella semola e li dispongo sulla placca del forno. Copro con uno strofinaccio, li lascio chiusi nel forno per continuare la lievitazione.
Al momento di cuocere, tolgo lo strofinaccio e metto una ciotolina di acqua nel forno, sotto la placca. Inforno a forno spento, quindi accendo il forno a 220°, statico, e lascio cuocere (ehem, a casa mia è detto "il metodo Lo")

mercoledì 31 dicembre 2008

Ci siamo!

Finalmente è arrivato il 31 dicembre.
No, no... non ho la smania di festeggiare il capodanno (diciamo che le feste comandate mi provocano un po' di orticaria), non sono impaziente di fare il conto alla rovescia e stappare una bottiglia di orrendo spumante.
Ho solo tanta voglia di lasciar andare questo 2008. Ho voglia di vedere un anno nuovo sereno, gioioso, ricco (e non parlo di euroni, anche se onestamente qualcuno in più non mi darebbe affatto fastidio). E soprattutto davvero NUOVO.
Voglio scartarlo come un regalo ben confezionato, con un fiocco di raso colorato che mi scivola tra le dita mentre ne sciolgo i nodi, con una bella carta croccante, di quelle che quando inizi a squarciarla tutto il mondo lo sa che stai aprendo il tuo regalo.
Voglio sbarrare gli occhi per la sorpresa, e poi impazzire dalla gioia e piangere dall'emozione.
E poi conservare questo dono in un posto speciale, caldo, morbido; voglio proteggerlo e coccolarlo e curarlo affinché duri nel tempo e accompagni a lungo le mie giornate.
E soprattutto vorrei fosse un dono da condividere con le persone a cui voglio bene, che sia fonte di felicità anche per gli altri.

Non ho mai amato particolarmente i "festoni" di San Silvestro: già da ottobre gli amici iniziano a chiederti "cosa si fa all'ultimo dell'anno?", che noia!
Ho amato di più le serate in poche persone, anche solo in due (Cinziettina, ricordi il capodanno pizza-party io e te nella casetta di Via Arsenale?) o in tre (Cri, Biba e Vero, ai tempi inseparabili). L'unico che ricordo con gioia in cui eravamo in un centinaio è stato in mezzo alle montagne innevate, in una "malga autogestita". Per raggiungerla abbiamo camminato con le torce in mezzo alla neve, si è cucinato, ballato, chiacchierato tutta la notte. E all'alba (eravamo rimasti solo in 6, gli altri di sopra a dormire) a giocare come gli scemi con gli slittini!
Stasera festeggeremo in tranquillità, con un non-conventional cenone, un mix di cucina mexicana, italiana, e un tocco di tradizione capodannesca che si dice porti fortuna.
E con i soliti miei esperimenti.
La sorte stavolta ha deciso per la "parmesan crust" una base per torta salata addocchiata da Serena e che mi ha ingolosita un bel po'. L'ho preparata con una farcia di porri e radicchio (gentilmente forniti dall'orto dei nonni).
Vi farò sapere al mio rientro (me ne vado qualche giorno in terra piemontese), anche se sarà tempo di pensare a quella cosa che si fa di solito dopo le feste (o prima dell'estate). Quella parola che qui non si può pronunciare, ricordate?

Non mi rimane che lasciare qui una scorta enormissima di abbracci e baci sotto il vischio, che chiunque passa di qui si può prendere.
AUGURI A TUTTI PER UNO STREPITOSO 2009!


ah... la ricetta.

TORTA SALATA CON PARMESAN CRUST
AI PORRI E RADICCHIO ROSSO DI CHIOGGIA

parmesan crust (base):
100 gr farina 00
90 gr di burro freddo a piccoli pezzetti
90 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
3 cucchiai di acqua fredda
sale&pepe

ripieno:
1 cuoricino di radicchio rosso di Chioggia
1 piccolo porro
1 uovo
1 o 2 cucchiaiate di latte (facoltative)
olio e.v.o.
sale&pepe

Preparate la base "parmesan crust" amalgamando rapidamente gli ingredienti con le dita, come per la pasta frolla o brisé. Formate una pallotta, avvolgetela nella pellicola e lasciatela in frigo almeno una mezzoretta.
Nel frattempo mondate e lavate il porro e il radicchio, affettateli sottili e spadellateli rapidamente con un filo di olio extravergine, un pizzico di sale e una cucchiaiata di acqua affinché rimangano morbidi.

Portate il forno a 180°.
Stendete la pasta in una tortiera diametro 22 cm, disponete sulla base le verdure e l'uovo ben sbattuto con una o due cucchiaiate di latte e un pizzico di sale. Spolverizzate di pepe e infornate una ventina di minuti, finché i bordi saranno ben dorati e il ripieno ben sodo.

Il profumo è davvero stuzzichevole... mmmh... meno male che ce la papperemo come antipasto!

martedì 11 novembre 2008

è arrivato il freddo?

Bene, è arrivato il momento di concedersi quei piatti sostanziosi (e, vabbé, anche un po' più calorici!) che ci scaldano l'anima.
Per la serie "Amarcord", dedicata in gran parte alla trattoria "La Busa", da tempo ho in mente di provare a riprodurre una cosina che tanto mi piaceva. Un pasticcio fatto con la sfoglia di farina di castagne e ripieno di taleggio e noci. Lo adoravo!
Tante volte mi sono ripromessa di provare a fare la sfoglia per la pasta con la farina di castagne, ma non ho mai trovato il momento adatto. Forse per questo motivo la mia sorellina mi ha omaggiata di una confezione di tagliatelle alle castagne prodotte da Sala Cereali.
Et voilà, pronta l'idea per il condimento. Il taleggio c'è, i frutti che lo splendido noce della Val de l'Oco ci regala sono lì che mi guardano dalla cesta... basta giusto il tempo di lessare la pasta ed è tutto pronto per servirla!
In questo periodo un tantino complicato, ho cercato di coccolare la mia mamota invitandola a pranzo o a cena il più spesso possibile, a patto di riuscire a combinare (tra le mille corse) un pasto grazie a ricettine superveloci ma comunque sfiziose.
Raccolgo il carinissimo invito di Chocolat (dolcissima di nome e di fatto... deve esserlo per forza per essersi inventata un premio così buono!) di Cookinginrome che in occasione del suo 100° post lancia la sfida "Il premio della buona azione".
(Però, ad essere sincera, la mia mamota me la sarei coccolata lo stesso. Quindi chiedo a Chocolat di partecipare non per il premio, ma per il gusto di partecipare ad un'iniziativa così carina!)

TAGLIATELLE ALLE CASTAGNE
CON FONDUTA DI TALEGGIO E NOCI DELLA VAL DE L'OCO

250 gr di tagliatelle alle castagne
200 gr di taleggio
qualche cucchiaio di latte
una noce di burro
una manciata di noci
sale&pepe

Finché aspettate che l'acqua dove cuocerete le tagliatelle inizi a bollire, tagliate a tocchetti il taleggio (a temperatura ambiente), mettetelo in un tegamino con qualche cucchiaiata di latte e fondetelo a fiamma bassissima, continuando a mescolare fino ad ottenere una cremina.
Lessate le tagliatelle in abbondante acqua poco salata (attenzione, il taleggio è molto saporito!), scolatela lasciando giusto un paio di cucchiaiate di acqua di cottura, condite il tutto con una noce di burro, la fondutina e cospargete con le noci tritate grossolanamente e una bella grattuggiata di pepe, se lo gradite.


Attenzione, bonus extra. Sempre in onore della mia mamota (e anche per voi che, visti i commenti alla ricettina della crema di radicchio, sembrate gradire le "golosità spalmabili") una salsina sfiziosa e veloce che tanto piace a casa mia. La salsa di funghi champignons! Spalmatela senza ritegno sul pane tostato, non ve ne pentirete!


SALSA AI FUNGHI CHAMPIGNONS
250 gr di champignons bianchi
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
1 cucchiaio di maionese
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale&pepe

Scegliete dei funghi freschissimi, sodi e ben chiusi. Puliteli accuratamente con una pezzuola umida e asciugateli bene con un panno asciutto. Tritateli finissimi con la mezzaluna, metteteli in una ciotola e aggiungete l'olio, la maionese (se non gradita si può evitare), il parmigiano, l'erba cipollina e (per ultimo, appena prima di servire) regolate di sale e pepe.

Tutto molto facile&veloce, vero?
Ora scappo via altrettanto velocemente e me ne vado a nanna.
Se riesco nei prossimi giorni vi racconto del mio goloso intermezzo pomeridiano...

domenica 5 ottobre 2008

Benvenuta Anna!


Signore e signori, sono immensamente felice di comunicare al mondo intero, isole comprese, l'arrivo della mia pseudo-nipotina Anna! Un meraviglioso esserino di 3920 kg, sorellina di un orgogliosissimo fratello maggiore (che, per inciso, è anche il fidanzato della Pepi).
Oggi Anna è arrivata finalmente a casa, e per agevolare tutto l'iter di dimissioni e trasporto a casa, il suddetto orgoglioso fratello maggiore/fidanzato della Pepi è stato nostro graditissimo ospite.
Ed io che ho un testone duroduro, mi sono ostinata anche questa volta a preparargli qualcosa di ultravegetariano a lui che non ama particolarmente (come tante bambine e bambini) le verdure. E anche questa volta, le polpette si sono rivelate uno stratagemma vincente!
Per la cronaca, con questo pranzo domenicale ho praticamente terminato la scorta di verdurine arrivate mercoledì scorso (mi avanza giusto qualche carotina...)! Tutto buonissimo!
POLPETTINE DI MIGLIO E SPINACI
1 ciotola di miglio
2 ciotole di acqua
1 carota
1/2 cipolla
2 etti circa di spinacini freschi
farina di ceci
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale
Pulite con cura gli spinaci e lessateli in acqua bollente leggermente salata per 5 minuti circa.
Lavate il miglio sotto l'acqua corrente, in una padella antiaderente (wok) scaldate un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, soffriggete brevemente la cipolla tritata, aggiungete la carota (precedentemente pulita e pelata) a rondelle sottili.
Lasciate soffriggere a fuoco moderato, aggiungete il miglio e successivamente le due ciotole di acqua bollente.
Lasciate andare a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, finché il liquido non sarà completamente assorbito. Se necessario aggiungete altra acqua bollente per portare a termine la cottura.
Una volta pronto il miglio, togliete dal fuoco e mettetelo in una ciotola con gli spinaci e il tomino sbriciolato. Passate il tutto con il minipimer (specialmente se dovete, ehem, ingannare un piccolo nemico delle verdure).
Aggiungete al composto ottenuto un cucchiaio per volta di farina di ceci (anche farina 00 va benissimo se non disponete di farina di ceci), finché non avrete ottenuto la consistenza giusta che vi consenta di formare delle polpettine. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Preparate in un piatto il pangrattato, e contemporaneamente una pirofila antiaderente ben oliata.
Preriscaldate il forno a 180°.
Inumidite i palmi delle mani e prendete un'abbondante cucchiaiata di composto, formate le polpette (io di solito preparo delle polpette rotondine palline, questa volta le ho appiattite, tanto per variare), passatele per bene nel pangrattato e depositatele nella pirofila.
Una volta pronte, infornate finché non sono ben dorate, girandole di tanto in tanto.
note - come al solito, sono ottime anche fritte, sono perfette per un aperitivo perché buone anche fredde! Oggi le ho servite come entrée, così i miei piccoli commensali avrebbero avuto più appetito. Quando è arrivata la pasta, le hanno pure spezzettate con le mani per arricchire il sugo di pomodoro!!!

Passiamo alle note dolci...
in verità questa l'ho preparata ieri per consolarmi da una mancata giornata di vendemmia (sgrunt!). Era da un po' che avevo questa ricetta nella mia cartellina (ina???) piena zeppa di articoli, appunti, ritagli, fotocopie, e varie amenità ad argomento enogastronomico.
Ieri, data l'abbondanza di mele bio fornite dal già menzionato BioMio, mi sono decisa a provarla!
Unico neo: la ricetta in originale si chiama "Dolce in cocotte alle mele". La cocotte, dice la ricetta, è un classico recipiente della cucina francese, ovale o rotondo, a pareti spesse e dotato di coperchio, adatto anche alla cottura in forno. Ebbene, tra l'infinità di carabattole che riempiono i pensili della mia cucina, proprio non esiste una cocotte o nulla di assimilabile.
Per cui mi sono accontentata di una banalissima tortiera a cerniera che ho coperto con un ancor più banale coperchio da pentola.
Chissà... noi intanto ce la stiamo pian piano pappando tutta!
DOLCE MORBIDO ALLE MELE
4 mele (renette)
1 limone
4 uova
2 bicchieri di zucchero
3 bicchieri di farina
1 bicchiere di panna
1 bustina di lievito per dolci
burro per la tortiera
zucchero a velo
cannella
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo con l'apposito attrezzo e affettatele allo spessore di 1/2 cm.
Irrorate le mele con il succo del limone.
In una ciotola montate con la frusta le uova con lo zucchero finché il composto diventa chiaro (io la prossima volta ridurrò la quantità di zucchero, a me è sembrata un tantino dolce). Incorporate la farina a pioggia, la panna ed infine il lievito (io ho aggiunto anche la scorza del limone grattuggiata e un pizzico di cannella, che nella ricetta originale non erano previsti).
Imburrate bene la tortiera, disponete le mele con cura e copritele con l'impasto.
Incoperchiate la tortiera e fate cuocere per 1 ora in forno già caldo a 190°, lasciatelo raffreddare senza togliere il coperchio e sevitelo dopo averlo cosparso di zucchero a velo!
Il risultato è un dolce (molto dolce) e morbidissimo.
note - come già detto secondo me andrebbe ridotto lo zucchero. Se, come me, non avete una cocotte, coprite con un coperchio o con la stagnola. Forse sarebbe meglio anteporre un foglio di carta forno, o imburrare per bene anche coperchio e/o stagnola (anche se in verità non si è attaccata, ritengo che il risultato potrebbe migliorare esteticamente).
Buon appetito!