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martedì 1 dicembre 2009

Pagnotta al mais e semi di zucca



Quando entro in un panificio sono  incredibilmente attratta dalle svariate fogge in vendita ma in particolare dai diversi gusti. Farine differenti, olive, erbette, verdurine, semi e semini... non resisto.
E non resisto alla tentazione di riprodurre a casa!
Ebbene questo è uno dei miei preferiti, tuttavia non lo preparo spesso perché, ahimé, sono anche incredibilmente attratta dal testare personalmente il risultato. E mi divoro mezza pagnotta con la scusa di capire com'è venuta. Ok, è buona. Vi passo la ricetta? 
Come al solito il pane lo preparo molto 'a tentoni', solo da quando esiste il blog mi impegno a pesare gli ingredienti e a cercare di essere il più precisa possibile per condividere con voi i risultati (ed, egoisticamente parlando, per avere un posto sicuro dove lasciare un appunto. Spesso torno a rileggere dei post per sapere quanta farina ci va, perché nel marasma di foglietti in giro per casa non trovo la ricetta che mi serve!). L'unica cosa che stavolta non ho proprio pesato è stata l'acqua, che ho aggiunto fino ad ottenere la consistenza che volevo, ma poi ero troppo impegnata (affaticata?) ad impastare e non ho più pensato a segnare con precisione la quantità di liquido. Uff... porterete pazienza anche stavolta?






PAGNOTTA AL MAIS E SEMI DI ZUCCA
200 gr circa di pasta madre già rinfrescata*
acqua tiepida
300 gr di fioretto
300 gr di farina 0
50 gr di semi di zucca
1 cucchiaino di malto di mais
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio
acqua tiepida q.b. (circa 350 gr - puramente indicativo)
*(io di solito rinfresco la mattina, la sera la utilizzo, lascio lievitare durante la notte)

Sciogliete in una ciotola di vetro la pasta madre nell'acqua tiepida, aggiungete l'olio e il cucchiaino di malto.Miscelate le due farine con in sale e i semi di zucca, e aggiungetene poco per volta mescolando inizialmente con una spatola di legno, quindi continuate a mano impastando vigorosamente (l'avverbio  non si addice a chi dispone di uno di quei meravigliosi marcingegni che risparmiano alla purché volenterosa massaia questa fatica immane).
Se l'impasto è troppo asciutto e si sbriciola aggiungete un cucchiaino di acqua (viceversa se  troppo umido e si appiccica alle mani aggiungete farina) finché non otterrete una palla elastica.
Coprite la ciotola e lasciate riposare un paio di ore.
Riprendete l'impasto, lavoratelo brevemente, fate le tre pieghe, formate una palla, cospargetela di fioretto di mais e poggiatela sulla placca del forno anch'essa cosparsa di fioretto. Coprite con la ciotola di vetro rovesciata e lasciate riposare tutta la notte (io la lascio chiusa nel forno spento).
Al mattino, scoprite la pagnotta che sarà ben lievitata, praticate dei tagli 'a scacchiera' (o come li preferite!), infornate a forno freddo con un pentolino di acqua.
Accendete il forno a 200° (statico) e lasciate cuocere finché non sarà di un bel colore dorato (circa 40'). 
Una volta sfornata avvolgete in uno strofinaccio pulito finché si sarà ben raffreddata.





BENE, ora prestatemi un filino ino ino di attenzione. Questo è lo spazio ringraziamenti, ho condiviso il pane ora condivido con voi delle piccole gioie!



IL GIVAWAY DI BLOGMAMMA! Devo ringraziare Marianna per la splendida occasione. Ora devo tenere le dita incrociate! Sì sì sì voglio proprio andare a fare un giro qui!

Invece MAMMAFELICE promuove un giveaway in vista del Natale! 


In giro ci sono tantissime iniziative carine, io davvero non ce la faccio a star dietro a tutte voi (ma come fate?)... c'era lo Swap 2009 di Marica, e ho perso il treno anche quest'anno... c'era la Danza delle scatole di latta di Daniela, idem. Sono negata per le scadenze! 

Ora vorrei segnalare l'iniziativa di Daphne (c'è ancora un po' di tempo chissà se ce la farò... dovrò di certo pasticciare un sacco prima di ottenere qualcosa di commestibile!)...


...e quella della mitica Susina! Che non poteva che essere a tema 'the'. C'è tempo fino al 31 gennaio 2010!





LO e BRII  che mi hanno invitata a partecipare attivamente alla European Waste Week Reduction*. E io che faccio? Arrivo in ritardo. Intanto GRAZIE per aver pensato a me.
*Ho un dubbio: perché il sito http://www.ewwr.eu non ha l'opzione 'italiano'?
 
Facciamo che invece di impegnarmi per una settimana io cerco di impegnarmi un pochino tutti i giorni? Poi, si sa, nessuno è perfetto (e qualcuno è pure un po' pigro... ahem... per esempio stasera avevo  taaaanto freddo, c'erano già tutte le tapparelle chiuse e... ho buttato la buccia della clementina nel secco. Adesso vado di mia spontanea volontà in castigo nell'angolino).

Facciamo che invito tutti a leggere qui o qui.  Non si finisce mai di imparare qualche piccolo trucco quotidiano per non-contribuire ad arricchire il nostro splendido pianeta del nostro pattume.
 
Facciamo che vi 'omaggio' di uno dei gioielli creati da me e dalla Pepi tutti di riciclo? L'anima è un cerchio ricavato da una bottiglia di plastica, rivestito con stoffe e stoffette di recupero e gingillini vari raccattati in giro, bottoni, nastrini... ri-usati per creare chiccosissimi gioielli per le bambine (e perché no, per qualche mamma estrosa!).

MENO RUSCO PER TUTTI!
(e più gioielli eco-chic per tutte!)

domenica 8 novembre 2009

LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE È DI ADRIANO CONTINISIO! Ovvero pane al pane...

...e crostate alle crostate, torte alle torte, a Cesare quel che è di Cesare.
E, naturalmente ad Adriano e Lydia quel che a loro appartiene.
Molte delle persone che in questo momento leggono questo post conoscono le recenti vicende che hanno visto protagonisti Adriano e Lydia.
Per questo oggi, 8 novembre 2009 molti foodblog pubblicheranno in contemporanea un post a loro dedicato. Per questo anche LaGolosastra aderisce (in modo un po' anomalo, mi si perdoni) a questa iniziativa.

Per chi invece non conosce le vicende, può trovare un 'riassunto' in questo post di sfogo di Adriano.


Vogliamo ricordare che la Crostata di Mele e Mandorle è di Adriano.
E la Caprese bianca è di Lydia.
Ma, se vogliamo, sono di tutti e di tutte, sarebbe sufficiente un po' di umiltà nel riconoscere il merito a chi quotidianamente mette a disposizione del resto del mondo il frutto del proprio lavoro, della propria passione, del proprio tempo. Sarebbe sufficiente condividere e non copiare di sana pianta, senza prendersi la briga di cambiare nemmeno una virgola.
Soprattutto quando il frutto del lavoro di qualcun'altro viene utilizzato a scopo di lucro.

Io utilizzo quotidianamente ricette 'rubate' in giro per la rete. E pure le pubblico, riconoscendo con immenso piacere e davvero infinita gratitudine il merito a chi l'ha pubblicata o a chi mi ha anche solo ispirata.
Ed oggi quindi, tripla dedica per questo post, in virtù del fatto che, a causa delle restrizioni a cui sono sottoposta in questi ultimi mesi, non posso plagiare a modino la ricetta di Adriano o quella di Lydia.
Ma posso scopiazzare di gusto (e fidatevi, DAVVERO di gusto) la ricetta di Alex visto che finalmente ho trovato il latticello!

Il latticello (o buttermilch o buttermilk... insomma il 'latte del burro') non è altro ciò che rimane in seguiro alla burrificazione della panna. In pratica è un siero un po' più acido del latte, ricco di sali minerali basici (potassio e calcio, ad esempio), pochi grassi e lattosio, ma soprattutto ha la caratteristica di rendere torte e focacce meravigliosamente soffici!

Provare per credere!


IL PANE PER LA COLAZIONE 
 

450 gr di farina
2 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaio di scorza d'arancia grattugiata (o 1-2 cucchiaini di polvere d'arancia)
2 cucchiai di semi di papavero
2 cucchiai di semi di sesamo o di lino
2 cucchiai di semi di girasole o di zucca
1 cucchiaino di sale
500 ml di latticello
burro per lo stampo

Preparazione: riscaldare il forno a 200°C. 
Setacciare la farina in una terrina capiente, aggiungere gli altri ingredienti secchi e mescolare il tutto. Versare pian piano il latticello mescolando fino ad ottenere un impasto morbido. Imburrare uno stampo da cake, mettere l'impasto nello stampo. Infornare per 30 minuti, abbassare poi la temperatura del forno a 150°C e cuocere ancora per 30 minuti. Fare la prova dello stecchino prima di estrarre il pane dal forno. Togliere il pane dallo stampo e lasciarlo raffredare su una griglia.

la mia variante: ho utilizzato 2 cucchiai di semi di papavero, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 2 cucchiai di semi di lino, 1 cucchiaio di mandorle tritate. E ho pure cosparso la superficie di scaglie di mandorle prima di infornare. Ho utilizzato olio di oliva extravergine per ungere la teglia.

piesse - sì lo so, sono latitante. Ma vi giuro che ci sono. Sono davvero impigrita dall'arrivo del freddo. Non ho smesso di cucinare (e nemmeno di  plagiare!) ma per lo più la sera, per lo più ricette già straviste (zuppe&co. sono il mio hobby preferito) e in mancanza di luce naturale la mia macchinetta a pedali non ce la fa a fotografare. Stamani per scattare ste due misere fotine al 'mio' pane per la colazione ho rischiato la broncopolmonite (sono rabbreddatizziba e fuori c'è un tempaccio)! 
Ma ci sono!

venerdì 16 ottobre 2009

WORLD BREAD DAY 2009 - yes, we bake!



Ho deciso di partecipare a questa gustosa iniziativa soprattutto perché gli ingredienti fondamentali per ottenere un delizioso risultato sono due: StellaDiSale e ComidaDeMama.
No, non sono impazzita. Adesso vi spiego.
Il primo prezioso ingrediente è la Pasta Madre, la base da cui nascono le idee. Stella mi ha donato un pezzettino della sua pasta Pasta Madre che io gelosamente custodisco e amorevolmente curo. E con molto, molto orgoglio regalo a chi vuole avvicinarsi a questo magico mondo.
Magico, davvero, perchè ogni volta avviene un piccolo miracolo, la pasta madre ha un fascino che ti cattura.
Avevo già sperimentato la Pasta Madre preparandola da me, poi purtroppo una serie di complicate vicissitudini personali mi hanno tenuta lontana dalla cucina per un periodo e ho trascurato il mio barattolino con le immaginabili conseguenze. Un giorno di inizio estate Stella chiede se qualcuno voleva un pezzettino della sua e io non mi sono fatta sfuggire l'occasione.
Stella, precisa e professionale, ha confezionato il pezzettino di pasta madre come il più prezioso dei cristalli e l'ha affidato ad un corriere che l'ha recapitato alla Golosastra.
Forse sono un po'suonata e pure un'inguaribile romantica, ma adoro l'idea di  curare la sua pasta madre e portare avanti la sua tradizione: ogni impasto per me è speciale perché porta il profumo di Stella.


Il secondo misterioso ingrediente è questo profumato semino che viene da lontano. Si chiama Ajwain e lo assaggiai anni fa in Egitto (1993?), su piccoli deliziosi panini che ci venivano offerti a colazione. Erano dei bocconcini morbidi, alcuni decorati con miele e pistacchi, altri con il sesamo o con il cumino e... e poi c'erano questi semini che somigliavano un po' al cumino o al finocchio, ma erano più "bassi e cicciotti" e con un sapore più amarognolo e pungente e un profumo che mi ricordava timo, origano...
Li ho cercati in Italia per anni. Tentando a descriverne le caratteristiche, ma ...nulla. Chiunque finiva con il propormi del cumino.
Dopo tutti questi anni il post di Elena mi ha illuminata, lo commento immediatamente con entusiasmo e ringranziandola per avermi finalmente rivelato il mistero!
Chi conosce Elena tramite il suo blog può intuire che è una persona luminosa, entusiasta, contagiosa. E ora vi rivelerò che è pure generosa: secondo voi chi mi ha spedito a casa una bella busta con dentro un sacchettino pieno di semini di Ajwain?


world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

Passiamo alla ricetta e all'inziativa, che avevo già visto da quando bazzico in giro per blog ma alla quale non ho mai partecipato.

Come si fa a partecipare: leggete attentamente questo post di Zorra.

  • Preparate o acquistate il pane, fate delle foto (se possibile) e pubblicate un post venerdì 16 Ottobre 2009 (Il post può essere scritto anche in italiano)
  • Il post dovrà essere nuovo e dedicato unicamente a questo evento, quindi non potrà partecipare ad altri eventi promossi nel mondo dei food blog.
  • Compilate questo formulario e la propria ricetta verrà inserita nella raccolta finale.
  • Nel post aggiungete un link a questo post e possibilmente anche al roundup quando quest'ultimo sarà pubblicato.
  • Le ricette saranno accettate fino a sabato 17 Ottobre.
Bene... io ci sono e voi? Vorrei condividere con voi dei bocconcini che hanno il sapore dei deliziosi intrecci che si possono creare tra foodblogger. Anche se realmente non ci conosciamo.
Ma può sempre accadere, ed è bello scoprire che dietro una ricetta, una foto, un nickname c'è una persona vera, con uno sguardo, un sorriso, una voce, un abbraccio.
Grazie a tutt* per essere presenti ogni giorno.



BOCCONCINI ALL'AJWAIN

200 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
400 gr di farina 0

300 gr circa di acqua tiepida*
un cucchiaino di malto
un cucchiaino di sale
4 cucchiai di olio evo

una manciata di semi di ajwain


Sciogliete la pasta madre in un bicchiere abbondante di acqua tiepida. Aggiungete il malto, l'olio e poco a poco la farina, e per ultimo il sale. Impastare tutti gli ingredienti per una decina minuti  fino ad ottenere una palla morbida ed elastica.
Coprite con uno strofinaccio pulito ed umido e lasciate lievitare mezza giornata almeno in un luogo protetto da correnti e sbalzi di temperatura (perfetta una madia o il forno spento con lo sportello ben chiuso).
Riprendete l'impasto, formate delle palline e disponetele sulla placca del forno, spennellateli con  acqua tiepida in cui avrete sciolto poco malto e cospargete di semini.
Lasciate riposare un'altra oretta posizionando la placca nella parte bassa del forno spento (mettete nel forno una ciotolina o un pentolino interamente in acciaio riempito a metà di acqua calda).
Senza estrarre la placca portate la temperatura del forno a 200° (statico),   cuocete per 15/20 minuti  dal raggiungimento della temperatura, finchè avrete ottenuto una bella doratura.
Lasciate raffreddare i panini su una griglia (se preferite la crosticina più croccante) o avvolti in un canovaccio pulito (non lavato con detersivi!) se gradite la crosticina un pochino più morbida.


* la quantità dell'acqua è indicativa, può variare secondo la tipologia di farina che utilizzerete. Aggiungetene poco per volta, fino ad ottenere un impasto elastico e poco umido.


AGGIORNAMENTO: SIGNORE E SIGNORI (ed è il caso di dire pure ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, damas y caballeros!)... è PRONTO IL ROUNDUP 2009

World Bread Day 2009 - Yes we baked. - Roundup

giovedì 19 marzo 2009

Grissini al Radicchio di Verona




Ieri pomeriggio ho tentato di plagiare i mitici grissinotti del mio panificio di fiducia, uno dei pochi  forni di Verona che fa un pane "come una volta", naturalmente buonissimo.
Non solo pane e pagnotte per tutti i gusti e in tutte le fogge, ogni giorno si sfornano anche focacce sublimi: non perdetevi la focaccia pomodoro e origano!
Tra i prodotti del Forno Volpato che provocano dipendenza, ci sono i grissinotti: semplici, al sesamo, all'erba cipollina e, di tanto in tanto, al radicchio. Uno tira l'altro e la bilancia NON ringrazia!

Tentiamo di farli nel forno di casa?


300 gr di farina 0
200 gr di farina Manitoba
8 gr di lievito di birra
300 gr d’acqua
4 cucchiai d’olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 tazza circa di radicchio rosso tritato fine
(semola di grano duro per formarli e olio extravergine di oliva per la placca)

Ho sfruttato la funzione "impasto" della macchina del pane, seguendo la sequenza acqua, olio, sale e zucchero, farine, lievito di birra sbriciolato. Dopo qualche minuto ho unito il radicchio (ovviamente non è indispensabile, si possono impastare a mano).
Al termine del programma ho preso la pasta lievitata e con l'aiuto della semola ho formato dei grissotti corti e tozzi, piuttosto "rustici". Li ho disposti sulla placca del forno (2 teglie) abbondantemente oliata, infornato a 200° per un quarto d'ora circa, fino a che li ho visti ben dorati.

NOTA - ho utilizzato sicuramente un quantitativo di olio inferiore a quello della ricetta originale, il risultato è probabilmente più leggero ma comunque buonissimo!

lunedì 9 febbraio 2009

La ruota del mulino...

...che macina la farina
e fa la polentina
la polenta è quasi cotta

me la mangio con la ricotta
me la mangio col pesciolino

la polenta di Beppino!


Faceva più o meno così la filastrocca che la mia Peponzola aveva imparato al nido. E io, dal giorno della gita al mulino, ancora la sto canticchiando.
Il mio shopping al mulino è stato abbastanza modesto (tanto, che bello, posso pure tornarci, no?) anche perché nella mia dispensa c'è già un discreto assortimento (e pensare che a casa della maggior parte delle persone che conosco la fornitura è unicamente di banalissima farina 00 del supermercato).
Però non ho saputo davvero resistere alla farina di 5 cereali (nella quale c'è anche quel grano antico che profuma lievemente di vaniglia) e ai semini di girasole e di zucca, già decorticati, che mi mancavano. Andate a sbriciare il post di Astrofiammante, con le foto del mulino!

Il primo esperimento è stato il pane (eeeeh, potevo esimermi?). Buono, il sapore è proprio buono ma... credo di dover ancora prendere un po' di confidenza con questa farina.
Il pane è stato preparato come di consueto adattando la ricetta di Lo: ho utilizzato 250 gr di farina manitoba e 250 gr di farina ai 5 cereali, circa 5 gr di lievito, un cucchiaino di sale e acqua quanto basta per ottenere un bell'impasto elastico.
Dopo 24 ore circa di lievitazione e reimpasti, ottengo una bella pagnotta gonfia gonfia ma... in cottura si è abbassato, appiattito. Uffi. Ci sono rimasta male! Vabbé, ritenta e (forse) sarai più fortunata.

Poi, dopo un paio di giorni, che cosa vedono i miei occhi sul blog di Adina?
Ecco, ve lo racconto subito...





CRACKERS DI ADINA
la ricetta originale qui

140 g di farina semintegrale
140 g di farina ai 5 cereali
50 g di burro
1 presa di sale
20 cl di latte
10 gr di semi di sesamo
10 gr di semi di girasole
10 gr di semi di zucca
10 gr di semi di ajwain
10 gr di semi di papavero

Mettete la farina, il burro, il latte e il sale in una capiente ciotola. Mescolate il tutto, quindi aggiungete i semini e acqua quanto basta per consentirvi di amalgamare bene l'impasto, otterrete un palla dalla consistenza elastica, che lascerete riposare per qualche minuto
Nel frattempo portate la temperatura del forno a 180°.
Con il mattarello stendete sottile la pasta e tagliatela con la rotella dentata (a rettangoli o losanghe, come più vi garba).
Infornate a 180° per circa 10/15 minuti, fino a che saranno ben dorati.

note - questi cracker sono rapidi e golosi... la prossima volta uso altri semini e li stendo più sottili, perché secondo me devono essere sottili e croccanti. I semi di zucca e di girasole non mi hanno consentito di tirare la sfoglia più sottile di così.

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Le ultime righe (badate bene, non sono ultime per importanza) sono a sostegno di quanto già detto con molta chiarezza ed in modo esauriente da Gisella, da Lorenza, da Marco, da Stella, da Vera&Silvia e da chissà quanti altri che hanno deciso di far sentire la loro voce.
Io vorrei far sentire il mio assordante silenzio, l'ingombrante suono di chi è rimasto totalmente senza parole. Lo sentite? LO SENTITE???

giovedì 29 gennaio 2009

BOOOOOOOOOOOMBA!

"Ecco una ricetta per un pane in cassetta delizioso, arricchito con chicchi freschi di mais, peperoncini jalapeños e formaggio piccante..."

Così recitava l'introduzione a questa ricettina, tra le tante contenute nel libretto "Pane fatto in casa" di Sale&Pepe collection.
Ogni tanto pesco qualche ricettina da questo piccolo scrigno di golosità, come quella del pane alle olive e timo, molto molto sfiziosa.
Questo pane (anche se definirlo "pane" mi sembra quasi inappropriato) mi incuriosiva davvero un sacco, e quando ieri dal mio pusher di frutta&verdura sotto casa ho addocchiato un cestino di peperoncini verdi piccantissimi non ho resistito e ne ho preso uno, giusto per provare.
PANE AL MAIS E PEPERONCINI JALAPEÑOS

250 gr di farina 00
30 gr di farina integrale
60 gr di farina di mais
60 gr di semi di mais dolce
1 cucchiaino scarso di sale
60 gr di pecorino piccante grattuggiato
1 cipolla piccolina
1 peperoncino verde piccante Jalapeño
7 gr di lievito di birra
150 ml di acqua tiepida
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaino di miele o malto
olio di semi di mais

La ricetta originale prevedeva dosi doppie per preparare due pagnotte. Io ho dimezzato e adattato le dosi per sfruttare le graaaaandi potenzialità della mia supermegamacchinadelpane (così nel frattempo sono andata a: portare la peponzola a scuola, fare poca poca spesa, affrontare la coda all'ufficio postale, pagare le bollette, salutare la mamota, etc.).
Innanzitutto ho preparato prima la vaschetta della mdp, ungendola per benino con l'olio di semi di mais (ho utilizzato quello di mais perché ho in casa quello buonobuono bio, altrimenti va benissimo l'olio extravergine di oliva).
Ho inserito gli ingredienti seguendo (più o meno) le indicazioni della mia mdp, prima l'acqua, poi il malto e il tuorlo d'uovo leggermente sbattuto, poi il sale, quindi le farine mescolate insieme.
Ho pulito e privato dei semi il peperoncino, sminuzzato per bene insieme alla cipollina, ho scolato il mais (io ho usato quello in scatola, non ho trovato mais fresco), ho grattuggiato il pecorino (io ho utilizzato un pecorino pugliese piuttosto piccantino che ci hanno regalato) e l'ho aggiunto agli ingredienti.
Per ultimo il lievito di birra sbriciolato. Ho selezionato il programma base, e la cottura media.

Ovviamente chi non avesse la mdp o non avesse bollette in scadenza da pagare, può impastare a mano, in questa sequenza:
-in una grossa ciotola unite le farine, il mais, il formaggio, cipolline e peperoncino
-mescolate bene, fare una fontana al centro
-sbriciolate il lievito nell'acqua, scioglietelo bene e versatelo al centro della fontana
-unite l'uovo e il malto (o il miele)
-incorporate gli ingredienti solidi gradualmente fino a formare un impasto morbido ma non appiccicoso
- trasferite su una superficie infarinata e impastare per 5 minuti
- rimettete l'impasto nella ciotola (pulita e asciugata), coprite con pellicola e lasciate lievitare in luogo caldo finché il volume non sarà raddoppiato (dicono circa mezz'ora)
- trasferite l'impasto su una superficie infarinata, schiacciatelo con le nocche per sgonfiarlo, modellate quindi l'impasto a forma di cilindro e mettetelo in uno stampo da pane in cassetta
- inserite il tutto in un grande sacchetto per alimenti, gonfiatelo leggermente e sigillatelo
- lasciate lievitare fino a che non raddoppia di volume (un'ora circa)
- accendete il forno a 200°
- estrate la pagnotta dal sacchetto, infornatela per 30' fino a doratura
- lasciate raffreddare su una griglia

Il libricino consiglia di abbinarlo a cucina messicana, alle insalate o di utilizzarlo per insoliti panini.
Io ne testerò il gradimento questa sera... ihihih... a me piace!

note - il formaggio deve essere un po' piccante (nella ricetta è consigliato un cheddar o un pecorino toscano stagionato).

ACHTUNGBABY - attenzione a non grattarvi bocca-naso-occhi dopo aver maneggiato il peperoncino killer. Io l'ho fatto e sto ancora piangendo. Ho anche dato una grattatina sul naso di caneGerry e non ha affatto gradito.

lunedì 26 gennaio 2009

Buon Capodanno lunare!

Siccome non ho fatto i miei buoni propositi per l'anno nuovo, prendo al volissimo l'occasione di questo "Lunar New Year" e raccolgo l'invito della mia Gallinella preferita per assolvere a questo oneroo impegno. Onerosissimo, perché poi io sono di una bravura disarmante a non mantenere i buoni propositi. Sono "solo" 8 e a me sembrano un miliardo!
Quando Lo mi ha coinvolta nel meme, mi sono sentita molto Bridget Jones: il suo Diario inizia esattamente con i buoni propositi (quasi tutti disattesi) per l'anno che inizia.
Ah, per la cronaca, io iniziai a leggere il "Diario di Bridget Jones" proprio a Capodanno. Un presagio?
Vabé, via con i buoni propositi:

1 - diventare più egoista. Non sono pazza, ma dovrei davvero pre(ten)dere più tempo per me stessa, per il mio relax totale.
2 - del sopraddetto tempo-per-me-stessa, devo assolutamente dedicarne di più al movimento, ricominciare ad andare in piscina, per esempio, o rispolverare i miei amati rollerblade. Qualsiasi cosa.
3 - assolutamente in primavera devo prendere un aeroplanino e volare dalla mia amica Alessia. Lo voglio fortissimamente. Rinuncerei anche al tanto desiderato Kitchen Aid di qualsiasi colore (tanto comunque non me lo regaleranno, né io non me lo autoregalerò, mai! )
4 - cambiare casa. Voglio una casa in cui sentirmi veramente a casa, con tanta luce, con una cucina a dimensione di Golosastra e un grande tavolo da pranzo! Se poi ci fosse anche un bel terrazzo... E magari un quadrupede felino...
5 - di conseguenza al punto 4: invitare più spesso gli amici e le amiche a cena, a pranzo, a merenda!
6 - viaggiare, sì viaggiare. Anche solo per un giorno. Beh, almeno per andare in gita a Venegono Inferiore.
7 - fare musina (chi è che sa cosa significa?) per acquistare una macchina fotografica seria e dedicarmi con più impegno a fotografare. In alternativa, trovare il coraggio di scattare con la reflex a pellicola (ho taaaanta paura di sprecarla! Con il digitale ci si fa meno problemi e si sperimenta di più)
8 - diventare più ordinata. E più brava ad eliminare tutto quello che davvero non serve più (Cri che ne dici di cominciare riordinando l'archivio di foto nel pc?)

Forse dovrei passare la palla ad altre persone: chi non ha ancora fatto i suoi buoni propositi si faccia avanti e si impossessi del meme!


Intanto vi lascio il mio esperimento del weekend. Le mantovanine al malto, dedicate alla mia *Stellina* (quando ti ripigli ricordati che ti aspetta un invito a cena!).
MANTOVANINE AL MALTO

(grazie a Cameron di Cookaround che ha pubblicato il procedimento)



250 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di malto
500 gr di farina manitoba
8 gr di lievito di birra


Ho utilizzato il metodo "solo impasto" della mdp, ho variato leggermente le dosi indicate da Cameron perché con così poca acqua mi risultava troppo asciutto.
Ho messo due cucchiai di malto perché volevo raggiungere il risultato un po' dolcino delle mantovanine al malto di De Rossi, e la prossima volta oserò di più (erano ottime, spazzolate 16 mantovanine nel corso di una cena in 4 adulti!).
In pratica: nella ciotola inserire gli ingredienti nell'ordine indicato. Selezionate il programma"solo impasto" (e lievitazione).
Estraete la pallotta dalla ciotola, dividetela in 16 pezzi (se volete le mantovanine, se le preferite più grandi dividetele in soli 8 pezzi) e seguite il procedimento spiegato da Cameron (ovvero stesura, arrotolatura, stesura di nuovo, arrotolatura di nuovo. Ok, forse non sembra ma è davvero facile, ma guardate le sue foto che sono chiarissime! Io l'ho fatto con il mattarello, non è indispensabile la macchinetta per sfogliare.).
Prima di infornare praticate il taglio sul cocuzzolo, io ho infornato a 240° con una ciotolina di acqua per mantenerle più morbide.
Le ho lasciate in forno fino a doratura, circa 15'.

Sono molto molto molto orgogliosa di aver provato a farle, fin da bambina adoro questo formato di pane! Anche la Pepi era felicissima!





domenica 11 gennaio 2009

Più polpette per tutti!

Ma... si è capito per caso che ho una passione per le polpette? E l'ho pure passata (DNA?) anche alla Pepi. In effetti le polpette sono proprio simpatiche. Così cicciottose... e poi sono versatili, riciclose e (volendo) vegetarianissime!
Il mio pseudonipotone oggi ha pranzato con noi e... ricordate la sua pseudoantipatia per le verdure? Ecco, ha mangiato con tanta gioia anche questa versione.
Non ha gradito molto i semini di sesamo (ma quando ha capito che si trattava dei "semi della saggezza" ha smesso di spulciare le polpette!) e ciò nonostante noi "grandi" siamo rimasti quasi a bocca asciutta! Per fortuna le ho servite come antipastino e poi c'era altro per rimpinzarsi!

Non è una ricetta sofisticata, né inedita. Però sono buone buone... croccanti fuori e morbidose dentro. E poi so che c'è qualche lettrice silente che apprezza queste dritte per rendere più appetibili le verdure...
POLPETTE CROCCANTI ALLE VERDURE

2 zucchine
1 carota
1 piccolo porro
1 panino del giorno prima
1 uovo piccolo
una tazza di formaggio grattuggiato
olioextravergine
dado vegetale
semi di sesamo

Pulite le verdure, asciugatele bene e tritatele finemente (le zucchine e la carota potete eventualmente grattuggiarla con la grattuggia a fori larghi). Passatele in padella con un filo d'olio extravergine e mezzo cucchiaino di dado vegetale. Abbassate la fiamma e lasciatele stufare qualche minuto e comunque finché si saranno ben asciugate.
Lasciatele raffreddare un po', quindi mettetele in una ciotola abbastanza capiente, aggiungete il pane sbriciolato, il formaggio grattuggiato (anche formaggi misti), l'uovo e amalgamate per benino il tutto.
Una volta ottenuto un morbido composto omogeneo (se è troppo molle aggiungete un po' di pangrattato), formate delle palline con le mani, passatele nei semi di sesamo appiattendole con il palmo della mano e disponetele in una pirofila oliata.
Cuocete in forno a 180° circa per un quarto d'ora circa, togliete la pirofila dal forno, rigirate le polpette una ad una e rimettete in forno per altri 10/15 minuti, finché non saranno ben dorate.

Consiglio 1 - chi dispone di un microonde con funzione crisp può cuocere le verdure per 10' con l'apposita teglia crisp. Consiglio 2 - per bambini particolarmente verduro-resistenti: potete passare al mixer il composto, come ho fatto io, così e verdure praticamente non si vedono. Inoltre, i semini di sesamo non sono graditi a tutti (anche se potete inventarvi qualche magica storia per convincerli ad assaggiarli). Eventualmente passate le polpette nel pangrattato.


Uh, devo comunicarvi un'altra piccola trovata della Golosastra pasticciona.
Siccome Babbo Natale non si è ricordato di caricare sulla sua slitta un bel Kitchen Aid verde pistacchio (o di altro colore a caso, non sono così capricciosa!), ho provato a sfruttare le potenzialità della macchina del pane (altrimenti detta "il sarcofago" per la sua forma assai poco ergonomica). Esiste una funzione "solo impasto" che non avevo mai sfruttato perché ammetto che per me è una goduria pasticciare con le mani nella farina. Ma qualche volta, nella mia cucinettina, manca lo spazio e alla sottoscritta manca il tempo per impiastricciare. Così ho deciso di sperimentare questa funzione. Niente male!
Ieri panini alle noci, oggi bocconcini di pane alle olive... sognando il Kitchen Aid!
In pratica seguo la ricetta base che utilizzo quasi sempre per il pane con la mdp (3oo acqua, 1 cucchiaio olio, 1 cucchiaino zucchero di canna o di malto, 1 cucchiaino di sale, 250 gr di farina 0/manitoba e 250 di semola, 8 gr di lievito fresco), lascio che impasti per bene poi aggiungo 1 ciotolina di noci tritate o di olive snocciolate a rondelle, e lascio andare.
La mia macchina del pane impiega 1h e 1/2 per impastare e lievitare. Al termine del programma, estraggo delicatamente l'impasto lievitato, lo allungo con le mani infarinate (insemolate? Vabbé, uso la semola...) sul piano del tavolo (pure infarinato) e con una spatola taglio i bocconcini, li rotolo nella semola e li dispongo sulla placca del forno. Copro con uno strofinaccio, li lascio chiusi nel forno per continuare la lievitazione.
Al momento di cuocere, tolgo lo strofinaccio e metto una ciotolina di acqua nel forno, sotto la placca. Inforno a forno spento, quindi accendo il forno a 220°, statico, e lascio cuocere (ehem, a casa mia è detto "il metodo Lo")

lunedì 27 ottobre 2008

Uno sfizio superveloce

Così come superveloci saranno le mie puntatine nel blog.
Vi lascio una ricettina facilissimissima per la quale vi bastano davvero un minuto e un minipimer.
Io adoro salse, salsine & co, da spalmare allegramente sul pane. E ieri ho improvvisato un aperitivo grazie ad ciuffetto di radicchio rosso (che non sarebbe bastato per un'insalata) dal quale è nata questa salsina sfiziosa preparata tutta a crudo.
Non vi indicherò le quantità, vi basterà lavare e asciugare per bene il vostro radicchio, tagliarlo a listerelle e passarlo al mixer aggiungedo un pizzico di sale, mezzo spicchiettino di aglio (se vi piace), grana padano grattuggiato ed un ottimo olio extravergine a filo finché il composto non raggiunge la consistenza cremosa adatta ad essere spalmata.
Me la sono gustata spalmata su pane caldo alle noci (preparato con la macchina del pane: 300 gr di acqua, un cucchiaio di olio evo, un cucchiaino di sale, un cucchiaino di zucchero, 250 gr di farina 0, 250 gr di semola, 10 gr di lievito di birra, 80 gr circa di noci aggiunte quando la macchina "chiama" con il beeep! Seguite le indicazioni del produttore della Vs. macchina del pane, perché non so se le modalità sono le stesse).
Non escludo che ci si possa condire anche un bel piatto di pasta.
Ciaaao e buona settimana!

lunedì 22 settembre 2008

IT'S TIME TO CELEBRATE!

Questo è un post speciale speciale, per celebrare un po' di cosine... prima di tutto la creatura che vedete ritratta qui sopra: la prima pagnotta con la pasta madre!
Diciamo pure che è stata un successone, sabato sera avevo ospiti a cena per una "serata crêpes" (sorry, niente foto... nemmeno il tempo di metterle in posa), e ho chiesto se volevano fare da cavie e assaggiare il pane.
Assaggiare? Mah, a dire il vero è proprio sparito del tutto.
Ringrazio per la ricetta (e l'appoggio morale) la mia guru della pasta madre, la gallinella Lo.
La splendida Lo, oltre ad incoraggiarmi a provare la mistica esperienza della pasta madre, mi ha fatto scoprire questo metodo di cottura "a forno freddo" che ha dato un risultato davvero strepitoso: sarà anche merito della tripla lievitazione, sarà grazie alla pasta madre, tant'è che questo pane ci è piaciuto un bel po'. Ma un bel po' tanto! Basti pensare che abbiamo tagliato un paio di fette per antipasto, con qualche stuzzichino e un vassoio di polpettine... e "ciacolando" ci siamo fatti fuori una pagnotta enorme... burp!
E ora è arrivato il momento di ringraziare cento, mille volte tutte le persone che in questi giorni mi hanno dedicato un premio. Come ho già detto a qualcuna, non so se davvero mi merito tutto questo! So che in questo periodo vi dedico poco tempo, ma la sera crollo dalla stanchezza (oh, mammamia... sarà il letargo?) e durante il giorno il tempo è tiranno!


Inizio in ordine sparso, e vi prego di segnalare eventuali inesattezze perchè anche i miei neuroni sono propensi all'imminente letargo!




FASTIDIOSA


ROBERTA e VERONICA

Ora spero mi vorranno perdonare tutti coloro che mi hanno consegnato questi premi ma... vi dico solo che ho iniziato a scrivere questo post alle 15.00 e ora sono quasi le 19.00.
Giuro, davvero non ho il tempo materiale per andare a copiare ed incollare tutti i regolamenti e spero davvero di non fare torto a nessuno (come già detto eventuali segnalazioni saranno il più prontamente possibile pubblicate).
Vi ringrazio davvero e di cuore, e vorrei lasciare un pezzettino di ciascuno di questi premi proprio a te che stai leggendo ora (sì, proprio tu... non strabuzzare gli occhi!), perché se merito la tua presenza e attenzione significa che in qualche modo fai parte di questa "combriccola" virtuale e voglio solo dirti che te ne sono grata!
Concludo con una ricettina che ogni tanto tiro fuori dal cilindro (spesso con varianti improvvisate come questa con aggiunta di anacardi che ho proposto sabato sera come stuzzichino pre-cena). Con queste polpettine magiche siamo riusciti (ok, ammettiamolo, con un pizzico di inganno) a far mangiare le zucchine ad un bambino che proprio non ne voleva sapere!
POLPETTE ZUCCHINE E ANACARDI
4 zucchine di medie dimensioni
1 uovo intero
100 gr circa di formaggi misti (parmigiano, scamorza, provola, pecorino...)
una manciata di anacardi
erba cipollina
pangrattato
olio extravergine
1/2 scalogno
sale&pepe
Lavate ed asciugate le zucchine, grattuggiatele con la grattuggia a fori medi (eh, spero di essermi spiegata: ho una grattuggia made in Ikea che ha i fori non troppo sottili, diciamo che il foro ha un diametro di circa 2 mm), ponetele nel wok con un cucchiaio di olio extravergine, una tazzina di acqua e 1/2 scalogno. Regolate di sale e lasciate andare a fuoco vivace, finché non rimarrà liquido.
Lasciate intiepidire.
In una ciotola mescolate l'uovo con le zucchine, il formaggio grattuggiato, gli anacardi pestati al mortaio, erba cipollina e aggiungete pian piano il pangrattato fino a raggiungere la consistenza giusta che vi consenta di formare agevolmente delle palline con le mani (senza appiccicare troppo).
Formate quindi delle palline di dimensioni omogenee, rotolatele allegramente nel pangrattato e cuocetele nel forno a 180° rigirandole spesso (io le metto in una pirofila a bordi alti, che agguanto con le presine e shackero ogni 5/10 minuti così le palline girano e si dorano per benino).
Ovviamente potete anche friggerle. Ovviamente sono mooooooolto più sfiziose!
Ottime come finger-food, si mangiano calde, tiepide, fredde... come più vi garba.
La mia sorellina, passata a salutare sabato pomeriggio appena rientrata da Pantelleria, mentre io preparavo la cena ne ha agguantate un po' al volo, ha rubacchiato anche una fetta di pane appena sfornato, ci ha salutati ed è andata a casa sua!
(oggi però ha ricambiato donandoci un po' di goloserie pantesche, tra cui la mia fornitura di capperi!)

venerdì 12 settembre 2008

I crackerini della gallinella

Ebbene sì, ho (finalmente?) ceduto alla tentazione di affrontare l'inesplorato mondo della Pasta Madre. Da tempo immemore guardo qua e là sui vari blogs e/o siti papparecci, e mi incuriosisco, e mi spavento anche (perché temo di dimenticarmela e lasciarla morire... che tragedia!) e quindi rimando all'infinito la grande prova.
Mercoledì ho avuto un raptus di follia e zacchete, ci ho provato. Questo misterioso blob che vive nella mia ciotolona di vetro pare davvero un essere vivente (confesso che questa mattina sono stata sul punto di dargli il buongiorno, ma mi sono trattenuta. A proposito, ci sono prove che parlando con la pasta madre questa dia migliori risultati, tipo con le piante?).
Ho iniziato pigliando una ricetta a caso (caspita, ce ne sono milleottocentonovantadue differenti), letta qui. E oggi, come da regolamento, ho fatto il primo rinfresco.
Ho letto da qualche parte (e qui mi cogliete impreparata, perché proprio non so citare la fonte) che con il pezzetto di pasta madre avanzato dal primo rinfresco è meglio non fare il pane, meglio preparare grissini o crackers. Crackers! Yessssssssssssss!
Sono andata a ripescare la ricettina della mia gallinella preferita, e ho preparato questi crackerini con i semini di Ajwain (che mi ha fatto ri-scoprire Elena/ComidaDeMama)...
Non chiedetemi di assaggiarne uno. Sono spariti (qualcuno, assaggiandoli, ha detto: ma che strano origano hai usato?) nonostante la diffidenza verso questi strani semini.


CRACKERS ALL'AJWAIN (minivariante della ricettina di Lo)
da 150 gr a 300 gr di pasta madre (io ne ho utilizzata 200 gr)
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
250 gr di farina 0
120 gr di acqua
2 cucchiaini di sale (di Cervia)
una manciata di Ajwain

Aggiungete un cucchiaino di sale alla farina, mescolate e disponete a fontana.
Mettete al centro la pasta madre a pezzettini, aggiungete l'olioextravergine e l'ajwain, aggiungete quindi l'acqua poco per volta e impastate a lungo: l'impasto dovrà risultare morbido e un po' appiccicoso.
Formate una palla e lasciatela lievitare in un luogo tiepido e lasciamolo lì per almeno 3 o 4 ore. Portate la temperatura del forno a 190°, stendete la pasta in uno strato sottile e tagliatela a quadratini con la rotella.
Disponete i crackers sulla placca del forno, pennellate di olio extravergine e spolverizzate con un cucchiaino di sale di Cervia.
Cuocete per circa 15' finché risulteranno ben dorati.

venerdì 1 agosto 2008

La focaccia croccante di Adriano

Confesso di essermi lasciata ingannare dalle apparenze. Visto che al mio risveglio, ieri, un bel temporalone aveva rinfrescato l'aria, ho pensato che finalmente fosse arrivato il momento di sperimentare una delle mille golosità proposte dal Guru Adriano: la Focaccia Croccante!
Ho impastato la prima parte ieri mattina con il finto freschino che entrava dalla finestra della cucina, ho lasciato il composto parcheggiato finché sono stata al lavoro e...
non vi dico ieri pomeriggio ad impastare a manina (benedetta Kitchen Aid, mannaggialamiseriaccia come la vorrei in questi momenti) senza capire bene alcuni passaggi. Per esempio cosa vuol dire "incordatura"??? Io ho aggiunto l'olio poco per volta, ma non sapevo come caspita fare per non perderla!
Insomma, ho impastato per dieci minuti buoni e poi, credendo di aver raggiunto il risultato di un impasto dalla trama liscia e setosa, l'ho coperto e ho abbandonato la mia fascetta di spugna Panatta-style per concedermi una meritatissima doccia!
Altro dubbio: come si fa a stendere l'impasto sul piano infarinato "facendo attenzione a non schiacciare la pasta"? Come faccio a stenderlo senza schiacciarlo? Ho provato con parole magiche, ho provato con simil-tecniche di telecinesi, ma non funzionava.
Quindi alla fine temo di averla schiaccicchiata un tantino, infatti l'alveolatura NON è come quella di Adriano (agevolo dettaglio).

Nonostante tutto due teglie di focaccia sono svanite nei nostri pancini affamati, da sola la Pepi ne ha mangiato 3 bei quadratoni (ehem... uno farcito di scamorza bianca, prosciutto cotto, guacamole e tortilla chips. Un'autentica gourmande) e la mia mamma è (casualmente) passata a fare un salutino dopo cena, giusto per sentire com'era venuta la focaccia se ne è fatta fuori un pezzettino (e poi due, e poi tre), si è pappata una fetta di torta yogurt-pesche e per finire ha portato via un sacchettino con tre quadratoni di focaccia "così ti dico come rimane il giorno dopo!".

Tentativo da ripetere. Nel frattempo magari arriva dal cielo una Kitchen Aid (verde mela, grazie!). Ah, a proposito... l'altro pomeriggio alla Metro per la prima volta ne ho toccata una VERA (ok, era bianca ma mi accontento). Ero emozionatissima, come una bambina che vede nel negozio il suo giocattolo più ambito. Mi hanno presa per pazza.

lunedì 9 giugno 2008

La gita della domenica (e una cena improvvisata)


Ieri abbiamo sfidato le poco promettenti previsioni meteo e ci siamo avventurati a fare quattro passi in quel di Borghetto (non conoscete Borghetto? Malissimo! Programmate una gita, forza! Non ve ne pentirete!).
Verso l'ora di pranzo non era solo la fame a farsi sentire, ma pure il brontolio di quei nuvoloni carichi che si avvicinavano minacciosamente. Siccome siamo esseri umani dotati di qualche neurone nonché di appetito gioioso, avevamo prudentemente prenotato il nostro tavolino in un posto che amiamo molto, Casa Pierina. Un agriturismo in mezzo al verde che offre, oltre ad una cucina che mi garba parecchio, anche ospitalità ai "viandanti" (nostri amici forestieri hanno avuto modo di gradire).
Infatti nel momento in cui ci stavamo per gustare i nostri primi, la pioggia ha iniziato a scendere.
Per la cronaca, quello in foto è il piatto di Tortellini di Valeggio che si è scofanata Miss Pepi prima di andare a giocare: è tornata solo per ordinare (e divorare) la sua Crema Catalana.
Ovviamente io ho sfruttato il bonus "pasto libero settimanale" e mi sono mangiata un bis di primi: tortelli alla ricotta e asparagi e una crema di patate, porri e rosmarino. Ho spiluccato delle sfiziose patatine al forno (devo provare ad imitarle, erano dorate ben bene con i semini di sesamo... slurrrp!) e per finire, tatatataaaaaaaaan: il soufflé al cioccolato (libidine!).
Una volta rientrata a casa ho dovuto mettermi in attività perchè rischiavo di abbabbarmi sul divano e non ripigliarmi più.
E quindi ho impastato. Un esperimento, per sfruttare l'ultimo avanzo di farina di ceci: non potevo produrre l'ennesimo cake con le zucchine e i fiori, al mio prossimo rientro a casa potrei trovare la serratura cambiata. La farinata non ho il coraggio di affrontarla con il nuovo e ancora sconosciuto forno... e se facessi del pane? Mai provato con la farina di ceci... mumble, mumble... Vabbé, se viene una schifezza ci sono Clotilde, Ramona ed Ettore che saranno felicissimi di vederselo recapitare nel pollaio.
PANE CON FARINA DI CECI AL ROSMARINO
15o gr di farina di ceci
150 gr di farina Manitoba
una manciata di rosmarino fresco tritato
acqua quanto basta per impastare
sale
1/2 bustina lievito secco biologico (io uso questo)
olio
Setacciare insieme le due farine, aggiungere un pizzico di sale, la mezza bustina di lievito ed infine il rosmarino. Preparate un bicchiere di acqua tiepida e versatela a filo continuando a mescolare, quanto basta a formare una pallotta elastica, se è troppo umida e appiccicosa aggiungete un pizzico di farina (o viceversa se troppo asciutta inumidire con un po' di acqua).
Impastate, impastate e impastate e quando le braccia non ce la fanno più preparate tante palline di eguali dimensioni (io le ho fatte più o meno come una pallina da ping pong) sulla placca del forno.
Coprite con uno strofinaccio, mettete al calduccio a lievitare finché non avranno almeno raddoppiato le dimensioni.
Preparate il forno già caldissimo a 250°. Pennellate la superficie con un buon olio extravergine e infornate per circa 15 minuti.
L'esperimento è stato molto gradito, a mio parere mancava un pizzico di sale. L'abbinamento della farina di ceci con il rosmarino (la farinata insegna) è ottimo, la spennellata d'olio trasforma questi paninetti in sfiziose focaccine da farcire a piacere.
Ieri sera, in una cenetta improvvisata con il nostro vicino di casa (e carissimo amico) nelle focaccine ci è finito un cacciatorino, accompagnato da un paio di birre fresche, e stuzzichini lastminute, tra cui una torta salata con la ricettina di Stella di Sale, che per me è diventata un'istituzione. Stavolta la variante con zucchine (ma và? Che originale!) e crescenza: uno dei miei abbinamenti favoriti!

TORTA SALATA ZUCCHINE E CRESCENZA
base:
200 gr di farina 00
4 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare
ripieno:
4 zucchine (medie)
mezzo scalogno
2 uova
200 gr di crescenza
olio evo
sale&pepe

Preparate la base come indicato qui.
Lasciatela riposare e nel frattempo preparate il ripieno: pulite e affettate le zucchine, passatele rapidamente in padella antiaderente con un filino di olio e lo scalogno tritato finissimissimo (io le ho passate al microonde/funzione Crisp per 10 minuti).
Scaldate il forno a 180°.
In una ciotola sbattete le uova intere con la frusta, regolate di sale e pepe, aggiungete la crescenza a pezzetti ed infine le zucchine.
Stendete la pasta con il mattarello (questa volta l'ho lasciata meno sottile) e adagiatela in una pirofila (quando la stendete raggiungete la misura del diametro della teglia prescelta, più una decina di cm per il bordo). Versate il ripieno al centro, ripiegate i bordi per contenere il ripieno ed infornate per circa 20-25 minuti, lasciate intiepidire su una griglia e buon appetito!
(piesse - ottima anche il giorno dopo!)

sabato 17 maggio 2008

Buon compleanno, sorellina!

Purtroppo il tempo (fedelissimo alle previsioni meteo) non è stato affatto clemente.
Questo non ci ha impedito di festeggiare il compleanno della mia sorellina (AUGURIIIII) e di mangiare con tutto il nostro appetito (figuriamoci il mio, a dieta da lunedì scorso!).
Gran grigliata di carne per gli onnivori (e per la gioia di Chica, quella vera, e cane Gerry), e per le due inguaribili vegetariane le spettacolari verdure gratinate del Tesoriere (questa volta si è superato...), l'insalatina dell'orto dei nonni e due piatti della Golosatra.
E per celebrare come si deve un compleanno, una fantastica torta Langhe di Tomasi (non vi so spiegare quanto è buona!).
La giornata è andata benissimo, nonostante la pioggia alternata a momenti di cielo comunque sempre coperto. Illasi è sempre un bel posto dove passare il tempo.

Questa foto è per Lo: ti presento gallo Ettore e la gallinella Clotilde.
La gallinona Ramona era imboscata da qualche parte. Forse a covare gli ovetti? Ah, una curiosità: tra gli ovetti c'è un clandestino. Un uovo di fagiano, introdotto all'insaputa dell'intero pollaio!
Bene, passiamo alle ricette!
CAKE CON FETA, POMODORINI SECCHI E ORIGANO
3 uova
150 grammi di farina
una bustina di lievito per torte salate
1 dl di olio extravergine di oliva
125 gr di latte
100 grammi di grana padano
150 gr di feta
una manciata di pomodorini secchi
una manciata di origano
sale&pepe

Questa ricetta è un adattamento di questa.
Montate leggermente le uova intere con il latte e l'olio. Aggiungete la farina setacciata con il lievito ed infine il grana grattuggiato.
Tagliate i pomodori secchi, spezzettate la feta, regolate di sale e pepe, e aggiungete al composto. Versate in uno stampo da plum cake imburrato e cuocete in forno già caldo (180°) per circa 45-55 minuti (fate la prova dello stuzzicadenti che deve uscire pulito).
Lasciate raffreddare prima di togliere il cake dallo stampo (in questo caso io ho usato uno stampo usa e getta in carta, che ho portato così com'era e tagliato in loco).
PASTIERA SALATA AL FARRO E PEPERONI
pasta brisé*
200 gr di farro già cotto al dente
200 ml di latte
1 uovo
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 scalogno
300 gr di ricotta
100 gr di grana padano
olio extravergine di oliva
un paio di cucchiai di aceto balsamico
un pizzico di zucchero di canna
sale&pepe
un pizzico di paprika

Mettete il latte e il farro cotto a bollire a fuoco lento, con un pizzico di sale (verificate prima se è necessario, meglio evitare se il farro è giò stato sufficientemente salato in cottura) finché avrà assorbito tutto il latte, quindi lasciatelo raffreddare.
Lavate e mondate i peperoni, tagliateli a quadratini piccolissimi e mettete nel wok con un filino d'olio. Spadellateli brevemente a fuoco vivace, regolate di sala, quindi continuare la cottura per circa 10 minuti a fuoco lento, finché si è asciugata l’acqua di cottura. Versate un paio di cucchiai di aceto balsamico e mezzo cucchiaino di zucchero e continuate la cottura fino a far evaporare completamente l’aceto.
Aggiungete i peperoni al farro, unite la ricotta, l'uovo leggermente sbattuto, il grana padano grattuggiato, un pizzico di paprika e mescolate bene (se necessario regolate di sale e pepe).
Foderate uno stampo a cerniera con la pasta brisé, lasciando la pasta alta sui bordi e versate il ripieno e livellatelo.
Tagliate dalla restante pasta brisé delle striscioline sottili, disponetele (proprio come si fa pere crostate alla marmellata) sopra il ripieno.
Cuocete in forno a 180° per 45/5o minuti circa.

piesse - questa è la minipastiera che si preparata Stefania con il suo stampino dell'Ikea, che va in forno per davvero. Voleva fare il picnic e si è portata il suo cestino apposta (regalo di compleanno della mia amica C.), la pioggia non le ha concesso questo piccolo lusso.
piesse 2 - per la *pasta brisé: io ho preparato una "dose" abbondante (per la cronaca ne è avanzata un pochina, domani mi inventerò che farne) con:
4oo gr di farina 00
25o gr di burro a tocchettini piccolini (freddo da frigo)
125 gr di acqua (idem come sopra, fredda da frigo)
un pizzico di sale
Amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo (guardate la guida di Gennarino.org). Prima di utilizzarla, avvolgete la pallotta nella pellicola e lasciatela a sonnecchiare nel frigo almeno un'oretta.
Ovviamente potete prepararla il giorno prima, come ho fatto io, o se non avete proprio voglia di impastare, andate a pigliare due rotoli di quella pronta nel banco frigo del supermercato!)
PANE ALLA FRUTTA SECCA
Preparato con la macchina del pane programmata per sfornare alle 7.30 circa, poco dopo le 4 ho sentito il cicalino (miracolosamente, perché quando dormo neanche le bombe mi svegliano!) e mi sono alzata ad aggiungere la frutta secca, preparata in una ciotolina la sera prima di andare a nanna...
Queste sono le dosi che ho usato io, ma consiglio di esaminare il ricettario in dotazione con le macchine del pane per adattarlo alle vostre esigenze:
300 ml acqua
2 cucchiai olio evo
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di sale fino
250 gr di farina manitoba
250 gr di farina di grano duro
100 gr di frutta secca mista*
*(ho trovato un interessante mix di noci, noci pecan, nocciole, anacardi e mandorle in nonmiricordoquale supermercato. Prima di affettare il pane da portare a tavola, ne ho imboscato un bel pezzettone nella credenza della sorellina. Così domani mattina lo può tostare e spalmare di miele: questo pane secondo me è fantastico a colazione!)