mercoledì 10 novembre 2010

CREMA DI FINOCCHI

CREMA DI FINOCCHI


Oggi non servono molte parole, oggi voglio solo lanciare un segnale.
Qui non si tratta di politica, si tratta di RISPETTO.

Le blogger che aderiscono a questa iniziativa vogliono fortissimamente affermare ad alta voce che NO, non ci stanno. 

Noi PRETENDIAMO il rispetto da chi  "offende gli omosessuali, le loro famiglie e i loro amici insieme e, nella sua concezione utilitaristica, tutte le donne" (P.Patané- Presidente nazionale Arcigay).
Aderisco con vero gusto a questa inziziativa, perché i finocchi a casa mia sono sempre  molto molto graditi.

Metti un finocchio a cena
(Più finocchi per tutti!)

CREMA DI FINOCCHI
un grosso finocchio (300 gr circa)
1/2 lt circa di latte di soya
50 gr di fiocchi di 5 cereali
un cucchiaino di dado vegetale
un filo di olio extravergine di oliva
pepe nero (Sichuan, in questo caso)


Ricetta superfast, super easy, super coccolosa. Nel tempo di quei tanto citati "quattro salti" avrete un piatto gustoso, leggero, caldo, confortevole, sano e completo da gustare a cena  mentre fuori piove e fa freddo (obbligatorio: tv rigorosamente spenta affinché certe uscite poco indovinate non possano rendervi le pietanze indigeste).
Tagliate il finocchio sottilissimo (0.5 con la mandolina) sciacquatelo sotto l'acqua corrente e mettetelo in una pentola di dimesioni adeguate.
Coprite con il latte di soya, unite un cucchiaino di dado vegetale e portate ad ebollizione. Lasciate bollire a fuoco lento finché i finocchi saranno morbidi (10 minuti e sono pronti di sicuro), spegnete la fiamma e aggiungete i fiocchi di cereali. Lasciate riposare per 5 minuti, quindi passate tutto al minipimer. Servite con un filo d'olio e un'abbondante grattuggiata di pepe nero.
Dosi perfette per due persone affamate. Graditi anche i crostini ;)

Un grazie speciale a Gaia e a  Madama Bavareisa.

mercoledì 3 novembre 2010

CROSTATA ALLA CREMA DI MANDORLE

crostata alla crema di mandorle

Buongiorno! Io sono un post programmato per essere pubblicato al mattino presto presto. 

Tu, lettore che ti sei appena svegliato, prepara un  bel caffé e (se l'esperimento di programmazione post ha funzionato) ti faccio compagnia mentre lo sorseggi. La vuoi una fetta di crostata?

Ok, porta pazienza: la crostata purtroppo era solo virtuale.
La crostata era anche una scusa per inaugurare il mio nuovo stampo rettangolare con fondo amovibile, che è diventato mio (finalmente, lo desideravo da un sacco di tempo) dopo la scorribanda, comprensiva di picnic/merenda golosa, con le tre grazie a Brescia da Artebianca! Mi è sempre piaciuto un sacco e ora è entrato a far parte della grande famiglia degli attrezzini che come un tetris tridimensionale si incastrano alla (quasi) perfezione in ogni antina e vano disponibile.
Complice un pomeriggio di incessante pioggia, mi sono messa all'opera per fare la mia prima crostata rettangolare. 
Come al solito la Golosastra pasticciona ha scelto trequattromila ricette, ne ha scartate millecinquecento, ne ha valutate un altro paio, ha ripescato in quelle scartate la ricetta della base, ha mixato tra quelle papabili e ha elaborato la variante per la farcitura, con un occhio alla dispensa per verificare se c'era tutto quel che serviva. Il tutto per arrivare a questo risultato finale che mi è piaciuto un bel po'.  
Se vi arrivasse voce che mi sono pappata praticamente mezza crostata da sola, non ci credete.
Nego, nego tutto.


CROSTATA ALLA CREMA DI MANDORLE

per la base:
250 gr di farina 00
110 gr di burro di soya
70 gr di zucchero di canna
40 gr di latte di soya (circa)
1/2 baccello di vaniglia
1 pizzico di sale

per la farcitura:
400 gr di latte di soya
40 gr di zucchero di canna
20 gr di farina 00
20 gr di amido di mais
30 gr di burro di soya
1/2 baccello di vaniglia
1/2 cucchiaino di curcuma
una manciata di scaglie di mandorla

Preparate con anticipo la base di pseudofrolla: tagliate il burro di soya a tocchetti, setacciate la farina e disponetela a fontana, unite la margarina al centro, lo zucchero,  un pizzichino di sale e la vaniglia (aprite con un coltellino la bacca e raschiate i semini). lavorate velocemente con le mani e aggiungete quindi il latte poco per volta fino ad otterere un impasto liscio. (a seconda del tipo di farina potrebbe servirne poco più o poco meno). Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela a riposare nel frigo (minimo mezz'ora).
Per la farcitura: preparate una cremasimilpasticcera, amalgamando in una ciotola la farina setacciata con l'amido e la curcuma, aggiungendo a filo circa 50 gr di latte di soya mescolando energicamente con una frusta per evitare il formarsi di grumi.
In un pentolino portate ad ebollizione il rimanente latte, lo zucchero e i semini della vaniglia, aggiungete quindi il composto precedentemente preparato senza smettere di mescolare, unite quindi la crema di mandrorla. Lasciate bollire, sempre mescolando, per cinque minuti circa. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.

Accendete il forno a 180°, togliete dal frigo la fintafrolla, stendetela con il mattarello ad uno spessore di circa 2 mm e foderate lo stampo (il mio è rettangolare da 35x11cm, ma la base della ricetta era per uno stampo rotondo di diametro 24 cm). Foderatela con un foglio di carta forno, riempitela di fagioli secchi e cuocete per circa 20'.
Estraete dal forno la base, liberatela dal foglio con i fagioli.
Lavorate velocemente la crema ormai intiepidita, versatela con cura nella concavità della base, livellatela con una spatola e distribuite sulla superficie una manciata di mandorle in scaglie.
Infornate di nuovo per una decina di minuti finché la superficie della crema sarà dorata e le mandorle tostate.
Sfornate, lasciate raffreddare perfettamente (se resistete all'assaggio, lasciate compattare per bene la crema per tutta la notte in frigo).

crostata alla crema di mandorle

note: e se provassi a fare una  crema pasticcera con il latte di mandorle? Sono graditi i suggerimenti! 
La scelta di utilizzare la crema di mandorle,  è dovuta ad un virtuoso momento 'svuotadispensa'. So che si tratta di un ingrediente che  non tutti hanno a disposizione ma vi assicuro che, se vi piacciono le mandorle, almeno una volta la dovete assaggiare. Io l'avevo comprata a causa di un colpo di fulmine per la ricetta di Alice!

lunedì 18 ottobre 2010

LA GOLOSASTRA SI VESTE DI ROSA

Un solo colore, un solo simbolo per un messaggio universale.

http://www.nastrorosa.it/


"La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

IL TUMORE AL SENO E L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE

In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia si calcola che nel 2010 i nuovi casi di tumore alla mammella saliranno a circa 42mila. Sconfiggere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica."



Un nastro rosa che accarezza tantissimi blog, e colora di speranza la rete.
Un colore da sempre simbolo della femminilità, per sensibilizzare tutte le donne a sconfiggere il tumore con la migliore arma a disposizione: la PREVENZIONE.
E siccome abbiamo la golosa abitudine di parlare di cibo, perché non pensiamo anche ad adottare uno stile di vita sano anche a tavola? Perché anche quel che mangiamo contribuisce alla prevenzione.

IMPARIAMO A VOLERCI BENE!

Un grazie di cuore a SemplicementePepeRosa per aver diffuso la notizia dell'iniziativa.
Un grazie di cuore a MammaFelice per impegnarsi a ospitare tutti i blog che partecipano.
Un grazie a tutte e tutti per esserci!

Arabic:شريط وردي
Urdu:گلابی ربن
Spanish:Lazo Rosa
Filipino:Lasong Rosas
French:Ruban Rose
Italian:Nastro Rosa
Galician:Lazo Vermello
Valencian:Llaç rosa
Catalan:Cinta rosa
German:Rosa Schleife
Dutch:Roze Lint
Danish:Lyserøde Sløjfe
Croatian:Ružičasta vrpca
Czech:Růžová stužka
Finnish:Roosa Nauha
Hungarian:Rózsaszín szalag
Macedonian:Розева панделка
Norwegian:Rosa Sløyfe
Korean:핑크리본
Latvian:Rozā lente
Lithuanian:Rožinis kaspinas
Persian:روبان صورتی
Polish:Różowa Wstążka
Portuguese:Fita Rosa
Romanian:Panglica Roz
Russian:Pозовая Лента
Slovak:Ružová stužka
Swedish:Rosa Bandet
Catalan:Llaç Rosa
Turkish:Pembe Kurdele
Japanese:ピンクリボン
Chinese:粉红丝带
Hebrew:סרט ורוד
Serbian:Ружичаста машна
Slovenian:Rožnati trak
Ukrainian:Рожева стрічка
Greek:Ρόζ κορδέλα

E tu hai già prenotato la tua visita di controllo?
No?
Cosa aspetti?


Durante il mese di ottobre gli oltre 390 Punti Prevenzione (ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione delle donne per visite senologiche.
Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare l'elenco degli ambulatori LILT sul territorio italiano nel sito www.lilt.it

Prendi il telefono, chiama e passa parola alle tue amiche!



































domenica 17 ottobre 2010

VEGAN KNÖDEL


Nonostante le mie migliori intenzioni quest'anno non sono riuscita ad arrivare puntuale all'appuntamento con la quinta edizione del World Bread Day 2010 promosso da Zorra. 



Oggi ho pensato comunque di 'festeggiare' questo appuntamento in una maniera un po' insolita. Cosa si fa con il pane che avanza? Perché per quanto io sia golosa di pane&affini, mi capita ogni tanto di 'sbagliare i conti' e ritrovarmi con del pane di troppo. Una delle ricette della tradizione che mi fa impazzire sono i Canerderli o Knödel, piatto tipico della tradizione trentina, altoatesina e tirolese, anzi credo proprio che anche nella zona delle Dolomiti bellunesi sia diffuso. Esistono infinite varianti di questo grosso, saporito gnocco a base di pane: salate con speck, formaggi, verdure. Si servono in brodo o asciutti conditi con abbondante burro fuso e formaggio. Pochi sanno che esiste anche la versione dolce.  Fino a questa mattina non credevo però che fosse possibile gustarne una 'traduzione' vegan.
Ero infatti strastraconvinta che senza l'uovo tutta sta mappazza di pane raffermo non potesse in alcun modo stare assieme senza disintegrarsi durante la cottura.
Sbagliato.
Funziona.

SONO UNA GOLOSASTRA FELICE!


Vegan Knödel

VEGAN KNÖDEL
(per una persona)
100 gr di pane raffermo
50 gr di spinaci lessati e tritati
1 cucchiaio di cipolla tritata
1 cucchiaio di amido di mais
1/2 bicchiere di latte di soya
un pizzico di sale
un filino di olio extravergine di oliva

per condire: 
1 cucchiaio di burro di soya
1 cucchiaino di mandorle tritate
lievito in scaglie
erba cipollina fresca tritata
un pizzico di sale

Tagliare il pane a cubettini, inumidirlo con mezzo bicchiere di latte di soya tiepido e lasciar riposare. Potrebbe essere necessario aggiungere poco latte se il pane è troppo asciutto. Io in genere utilizzo pane del giorno prima, non secchissimo, purché con crosta sottile.
In una padella soffriggere la cipolla tritata in pochissimo olio e passare velocemente gli spinaci tritati per asciugarli il più possibile. Regolate di sale.
Unire gli spinaci al pane ammollato, aggiungere un cucchiaio di amido di mais, otterrete un composto con il quale formerete con le mani due pallotte compatte. Se risulta troppo asciutto aggiungete un goccino ino ino di latte, se invece è troppo umido un po' di pangrattato.
Mettete a bollire abbondante acqua salata (meglio ancora brodo vegetale) e lessate i canederli per una decina di minuti.
Scolateli, conditeli con il burro-veg-fuso (di solito non uso questa specie di margarina per condire, ma in questo caso l'ho fortissimamente voluta perché l'olio sui canederli proprio non ci sta, a mio avviso. Questa è quella che preferisco), con il parmigiano vegan (un cucchiaino di mandorle tritate finissime, 1/2 cucchiaino di lievito, un pizzichino di sale) e con erba cipollina tritata.
NOTE - Mi sono impegnata a misurare quel che ho usato per poter scrivere un post-apposta, ma in generale con i canederli 'regolamentari' (così come avviene con le polpette e con molte altre ricette, anche con il pane!) ho sempre fatto 'ad occhio', perché secondo l'umidità del pane, degli spinaci o altra verdura, può variare la quantità di latte da usare o può essere necessario aggiungere un pizzico di amido o una cucchiaiata di pangrattato per asciugare un po' il composto.
Provate, prendete confidenza con la consistenza dell'impasto e poi dimenticatevi la bilancia!

Piccola, facoltativa ma ASSAI interessante variante golosa: nelle foto (scattate in frettissima con una fame pazzesca!) potete forse notare che c'è un 'qualcosa' di bianco al centro del canederlo tagliato a metà. Ho provato ad 'inserire' un nucleo morbidoso, fatto di No-Muh Melty, una geniale idea mozzarellosa vegan. Per chi non vuole/non può mangiare latticini, esistono personcine deliziose come quelle di Vegusto che producono interessanti alternative al formaggio (simili a questa che avevo sperimentato) e ad altri prodotti di origine animale. Ho avuto l'occasione di degustarli ieri in occasione di questa festa, dove ho anche acquistato una confezione di No-Muh Melty da testare. Questo è il primo esperimento, decisamente approvato.
Stasera temo che sacrificherò il resto della confezione sulla pizza!

P.S. - Ho trovato su Veganblog un'altra versione vegan dei canederli (mmmh, ai funghi!... guardate qui) che la prossima volta proverò!

martedì 5 ottobre 2010

PACCHERI ALLA CREMA DI ZUCCA


C'era una missione per la Golosastra: testare una pasta su richiesta di un amico che ha aperto un negozio bio in centro storico a Verona. Nei soliti negozi non la trovavo, ma dopo tanto peregrinare l'ho scovata per caso in un negozietto in una zona che, in effetti, non è il mio territorio di caccia abituale.
Comprata, infilata nella sportina e portata a casa. E mò che ci preparo? Il tempo scarseggia, l'appetito no.
Eureka! C'è la scorta di zucca già pronta!

Chi mi legge da tempo conosce il mio rapporto conflittuale con la zucca, così quando la mia mamota  va dal contadino a fare shopping e mi porta in dono dei pezzi di artiglieria pesante (questa zucca pesava più di 4 kg) passo allegramente il pomeriggio a trucidarla.
La sbuccio, la taglio, la affetto, la cucino al vapore in piccoli pezzi e passo il tutto al minipimer.  
Senza condimento né sale, così posso utilizzarla per qualsiasi cosa.
La sera posso scollegare mano, polso, tutto l'arto fino alla spalla compresa e mandarlo in rottamazione, ma in compenso ho un sacco di ciotoline nel freezer con la  crema di zucca "prêt-à-porter".


Quindi, anche questa ricetta potrebbe essere rapida ed indolore se avete della zucca già pronta. Altrimenti tenete conto del tempo necessario a pulirla e cuocerla al vapore.
paccheri alla crema di zucca

PACCHERI CON CREMA DI ZUCCA
(e semi di zucca tostati allo shoyu)

per 4 persone
250 gr di paccheri rigati di grano duro
1 ciotola di crema di zucca cotta al vapore (circa 500 gr)
1 manciata di semi di zucca
2 cucchiaiate di shoyu
1/2 scalogno
olio extravergine di oliva
brodo vegetale q.b.
qualche pizzico di alghe miste
sale

In una padella dal fondo spesso tostate una manciata di semi di zucca sgusciati (per la serie: della zucca non si butta via quasi niente), lasciateli sfrigolare e giusto al termine della tostatura irrorateli con un paio di cucchiaiate di shoyu e lasciatelo asciugare.
Stufate in padella lo scalogno tritato finissimo con un filo di olio extravergine di oliva e aggiungete quindi la crema di zucca. Se troppo densa, aggiungete un paio di cucchiai di brodo vegetale per renderla bella fluida. Regolate di sale (non esagerate, i semi di zucca tostati con lo shoyu sono ben sapidi!).
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e conditela con la crema di zucca, un pizzico di alghe miste e una cucchiaiata di semi di zucca tostati.
Buon appetito!
AVVERTENZE: LaGolosastra non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni derivanti dall'abuso di semi di zucca tostati. Sappiate fin d'ora che possono causare pericolosissime dipendenze. Idem per i semi di girasole, qualora vi venisse la malsana idea di provarli tostati con lo shoyu.
Si sconsiglia vivamente anche l'utilizzo di mandorle tostate con lo shoyu e aromatizzate con il curry. La vostra vita non sarà più la stessa.

giovedì 23 settembre 2010

CROSTATA MORBIDA DI MELE SOLO PER BRAVIBIMBI!

CROSTATA DI MELE


Nonostante il periodo un tantino affannato, mi sono concessa un paio di ore di pausa relax in compagnia di una tazza extrasize di tisana all'Echinacea e del mio fedelissimo fazzoletto. Etcì.
Benvenuto autunno!

E doveva proprio arrivare il Sig. Claudio Autunno, pittore di foglie (che è molto amico della Pimpa) per preparare finalmente una tortina per i Bravibimbi?
Quanto mi ha contattato il Barbapapà per chiedermi se avevo piacere di dedicare ai Bravibimbi una ricetta, io ho risposto subito con entusiasmo. Volevo una ricetta che potesse coinvolgere genitori e figli, una ricetta facilefacile da preparare a quattro, sei, otto, mani.
Ma soprattutto volevo dedicare un pensiero speciale ai Bravibimbi che soffrono di qualche intolleranza e ai loro Bravigenitori che non sanno cosa preparare che sia contemporaneamente sfizioso e privo di latte cini e uova.
Siete pronti? Via!

CROSTATA DI MELE


CROSTATA MORBIDA ALLE MELE
in esclusiva per Bravibimbi

200 gr di farina 00*
1 bustina di cremor tartaro
50 gr di zucchero di canna
250 gr di yogurt di soya
70 gr di olio di riso (più un filo di olio per ungere lo stampo)
1/2 limone
1 pizzico di sale
1 grossa mela
1/2 cucchiaino di cannella macinata


Preparate uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro, foderate il fondo con carta forno e oliate per bene il bordo, quindi accendete il forno a 175°.
Sbucciate la mela, tagliatela a fettine di 3 mm circa di spessore, quindi irroratela con il succo di mezzo limone.
Spolverate il fondo della tortiera con 10 gr di zucchero di canna, quindi disponete con cura le fettine di mela.
In una capiente ciotola versate il restante zucchero e tutti gli ingredienti, comprese le zeste del mezzo limone, mescolando con un cucchiaio di legno finché saranno tutti ben amalgamati.
Versate il composto nella tortiera, prestando attenzione a coprire con delicatezza tutte le fettine di mela. Infornate nella parte bassa del forno per circa 40 minuti: fate la prova stecchino, se esce asciutto è il momento di sfornare la torta!
Lasciatela intiepidire, quindi toglietela dallo stampo e rovesciatela su un piatto da portata.

CROSTATA DI MELE


Buon appetito!

note -  la farina di grano tenero 00 in caso di intolleranze può essere tranquillamente sostituita con farina di kamut o farro, se integrale la torta risulterà più 'rustica' (vi consiglio in caso di tenere a portata di mano del latte di soia da aggiungere all'impasto per renderlo più morbido).

domenica 5 settembre 2010

FARINATA DI CECI CON CIPOLLA ROSSA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO

FARINATA ALLA CIPOLLA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO

Non ho alibi, nemmeno il caldo, che ormai non mi tortura più. Mi rimane in giro per ogni cellula un'infinita blog-pigrizia, che stasera cerco di vincere per una ricetta 'on demand'.
La farinata di ceci (o cecìna che dir si voglia) è una meravigliosa creatura a base semplicemente di farina di ceci, acqua, olio extravergine. Una 'veg-bistecca' sfiziosissima, un secondo proteico golosissimo, un graditissimo aperitivo, un amatissimo antipasto, un versatilissimo passepartout (per esempio nel panino... chevvelodicoaffà?). Insomma, questa overdose di superlativi solo per farvi capire a chiare lettere, pure in grassetto e maiuscolo, che mi piace da matti. Dapprima la scoprii in versione 'classica', prima a Torino dove praticamente ogni pizzeria ha nel menu anche la farinata. Poi in Toscana dove si fa chiamare cecìna. Poi nella mia cucina dove ogni volta ci si inventa un 'vestitino' nuovo. Con le zucchine e la maggiorana, con le patate e il rosmarino, con le patate e i porri, con i peperoni e il basilico, con i carciofi e il timo fresco (mammamiachedelizia), con i fiori di zucchina e i semi di papavero... con quel che offre la dispensa, l'orto, la fantasia e suggerisce l'acquolina.
Quest'estate che va concludendosi una delle versioni più quotate è senza dubbio questa, provata per caso e diventata subito un must, graditissima anche ai bambini (e giuro che non l'avrei mai detto!).
Vi lascio la ricetta, facilissima e suscettibile di tutte le interpretazioni che vorrete!

FARINATA DI CECI ALLA CIPOLLA ROSSA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO
gr 250 di farina di ceci
gr 750 di acqua
4 cucchiai di olio extravergine
1 cipolla di Tropea
1 rametto di origano fresco
sale&pepe

Preparate la pastella con la proporzione di 1:3,  aggiungete l'acqua poco per volta alla farina setacciata in modo che non si formino grumi, lasciatela riposare una notte  (o la mattina per la sera)  o come minimo un paio di ore. 
Una volta 'riposata' la pastella, rigiratela con la frusta, aggiungete un pizzicone di sale e un paio di cucchai di olio 'bono'.
Affettate la cipolla; io la aggiungo a crudo, da quando ho questo attrezzino stracomodo che mi consente di affettare la cipolla sooooottilissima quasi trasparente. Altrimenti passatela brevemente in padella, affinché non risulti antipaticamente 'dura' dopo la cottura in forno.
Accendete il forno alla massima temperatura. 
Ora, senza arrivare a disquisire sulla tipologia di teglia che deve essere usata per la farinata, (pesante rame stagnato. Prima o poi me la regalo!) io vi dico che nella mia cucina si fa di necessità virtù e utilizzo una banalissima teglia da forno antiaderente. 
Vabbé, antiaderente è una parola grossa, chiamiamola semplicemente 'placca da forno'.
Mi hanno spiegato (spero sia vero, io ho abboccato come un'allocca e utilizzo questo sistema) questa procedura da seguire: una volta portato il forno a temperatura, infilare la placca nel forno bollente per qualche minuto, quindi tirarla fuori, oliarla e aggiungere la pastella, quindi infornare la farinata.
Potete aggiungere le verdure e le erbe aromatiche alla pastella prima di infornarla oppure, per un risultato estetico più gradevole, distribuirle sulla pastella già nella teglia (purché siate rapidi).
Infornate immediatamente per 30-35 minuti, fino al raggiungimento di una buona doratura (se necessario aggiungere un paio di minuti di grill).
Servire calda, accompagnando con il pepe da grattuggiare allegramente.

domenica 25 luglio 2010

GELATO AL CIOCCOLATO E CROCCANTE DI MANDORLE

GELATO AL CIOCCOLATO

Da quando seguo un'alimentazione prettamente vegan, il piacere del gelato è davvero difficile da assecondare. Nella mia gelateria di fiducia i gusti a base di frutta sono quasi tutti senza latte e senza uova (e pure senza zucchero), ma chevvelodicoaffà, sono una Golosastra e la mia golosità contempla solo ed esclusivamente le creme! Sì, ogni tanto mi accontento di una coppettina di pompelmo rosa e zenzero o di marasca (yumyum) ma non mi danno la soddisfazione di un sacrosanto, cremoso, goloso gelato al cioccolato, alla gianduia, alla nocciola. 

La scorsa estate mi ripromettevo in continuazione di sperimentare, stimolata dagli esperimenti di Manuela, una ricetta golosa e nello stesso tempo priva di latticini e uova. 
Quest'estate, grazie ai 'consigli per gli acquisti' di Ciboulette sono diventata la felice proprietaria di una gelatiera! Dopo qualche esperimento buono sì, ma non soddisfacente al centoxcento, voilà oggi il primo risultato che vale la pena di essere postato.
Mi piacerebbe condividerlo virtualmente con l'allegra combriccola che ieri si aggirava per le vie del centro di Verona, con un meraviglioso cielo turchese a fare da cicerone: grazie a Azabel , Konstantina, Valentina e Valentina!

GELATO AL CIOCCOLATO E CROCCANTE DI MANDORLE
150 ml di latte di riso
200 ml panna di riso
70 gr di zucchero di canna
125 gr di cioccolato fondente 60%
60 gr di croccante di mandorle
1 cucchiaino di lecitina di soia
1 cucchiaino raso di agar agar in polvere
1 pizzichino di sale dolce di Cervia


In un pentolino sciogliete perfettamente l'agar agar in mezzo bicchiere di latte di riso, lasciatelo sobbollire per cinque minuti quindi spegnete la fiamma. Fondete il cioccolato a pezzettini, a bagnomaria, con il restante latte di riso.
Unire i due composti, aggiungere la lecitina, il pizzico di sale amalgamando benissimo con la frusta elettrica in modo che non ci siano grumi. Aggiungere quindi la panna di riso continuando mescolare con la frusta.
Lasciate raffreddare il composto ottenuto nel frigo, quindi mettetelo nella gelatiera fino ad ottenere la cremosità desiderata (seguite le indicazioni fornite dal produttore del vostro elettrodomestico).
Tritate il croccante in modo grossolano (io l'ho massacrato a suon di mattarellate!) e unirlo al gelato  direttamente nella vaschetta refrigerata mescolando con la spatola.

note - essendo notoriamente un'improvvisatrice pasticciona, ho messo un cucchiaino di agar agar non conoscendone il peso preciso (urge acquisto di bilancino di precisione!). La consistenza del gelato ottenuta è di mio gradimento, ben cremosa ma soda, come vedete dalle immagini iniziava a sciogliersi leggermente nell'attesa di scattare le foto, ma il cucchiaino rimaneva 'in piedi' perché la consistenza non era troppo cedevole.



giovedì 8 luglio 2010

VERDURE ESTIVE CON GRATIN AL BASILICO

verdure estive con gratin al basilico


Ahimé le vacanze sono già terminate, ma la consueta tristezza da rientro è stata rincuorata da una busta che mi aspettava paziente al lavoro. Non vedevo l'ora di aprire il mio pacchettino per accarezzare le mie CartoNine! Ricordate il post di benvenuto alle CartoNine e il contest per il bicompleanno di Nina?
Ebbene sì, mentre io raccoglievo vento in riva al mare la mia amata Jemanjà guidava, poco più a sud, la maNina di Francesca che ha pescato proprio il sassolino della Golosastra, insieme al sassolino di Comida!
Sono innamorata delle mie CartoNine, non so decidere quale mi piace di più. E, come se non bastasse, sono arrivate racchiuse in una rete, con una conchiglia a far da sentinella. Le ho liberate, guardate, annusate...
Come si fa per avere le CartoNine? Guardate qui.

Ecco, ora che ho riposto nella rete il sassolino, la conchiglia e i miei dieci frammenti di sogno, devo tornare con i piedi per terra. Ovvero, le vacanze sono finite. Ovvero abbandonato il bikini, siamo prigioniere di abiti sempre troppo caldi, di stanze sempre troppo ricche di pareti, di strade sempre troppo costeggiate da cemento e palazzi. 
Stasera l'afa mi concede una tregua, e io prontamente accendo il forno. Avevo in progetto una ricettina semplice semplice ma sfiziosa, di cui avevo preso nota in spiaggia leggendo un settimanale femminile gentilmente messo a disposizione dal bagnino.. oltre a scovare nuove interessanti ricette, sono informatissima su gossip e tendenze moda estive, ho scoperto pure che Angelina Jolie e Brad Pitt cercano casa in Valpolicella... diventeremo quasivicindicasa?.
Visto che finalmente l'orto del nonno Lallo è in piena attività e ci regala ogni giorno un sacco di verdurine favolose, ecco una buona occasione per gustarle in modo goloso!


VERDURE ESTIVE CON GRATIN AL BASILICO
500 gr di peperoni gialli belli carnosi
300 gr di zucchine
500 gr di melanzane
150 gr di pomodori
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di basilico
1 panino raffermo (o una tazza di pangrattato)
olio extravergine di oliva
sale&pepe

Affettate le melanzane, salatele e lasciatele riposare un'oretta (poi sciacquatele e asciugatele). Nel frattempo tagliate i peperoni a falde, puliteli per bene ed eliminate i semi e i filamenti bianchi interni. Tagliate le zucchine spuntate per il lungo e i pomodori a fette sottili.
Tritate un panino raffermo con i due spicchi d'aglio e le foglie di basilico, aggiungete due generose prese di sale.
Accendete il forno a 180°, oliate una pirofila e disponete un primo strato di peperoni, spolverizzate con il pangrattato "aromatico", coprite con uno strato di zucchine, spolverizzate con il pangrattato e procedete nello stesso modo con le melanzane, i pomodori e di nuovo i peperoni, alternando a strati le verdure fino ad esaurimento.
Coprite con l'alluminio e infornate per una mezzora, quindi estraete dal forno, scoprite, cospargete le verdure con abbondante pangrattato e passate di nuovo in forno attivando il grill per dorare il pane.
Lasciate intiepidire e servite!


NOTE - la ricetta originale prevedeva melanzane lunghe, io ho usato quelle tonde chiare. Variata anche la qualità di pomodori, ho usato il cuore di bue al posto dei perini. Inoltre, invece di aggiungere l'olio in cottura mi sono limitata ad oliare la pirofila e ho preferito aggiungere olio crudo direttamente nel piatto, il piatto guadagna maggior leggerezza e il gusto dell'olio extrvergine di oliva a crudo è ineguagliabile! Ah, e per sperimentare ho preparato metà dose: errore madornale, va a ruba!

venerdì 11 giugno 2010

FIORI DI ZUCCHINA ALLE MANDORLE, ZAFFERANO E MENTA

Un post delicato per dare il benvenuto alle CartoNine

Se non conoscete ancora Nina, correte subitissimo da lei.
Preparatevi una tisana, gustatevi un bel caffé, va bene anche un bicchiere di acqua fresca.
Gustatevi il suo blog, deliziatevi delle sue parole, saziatevi l'anima con le sue immagini.
C'è delicatezza, forza, energia, pace.
C'è un piccolo mondo, forse in riva al mare: prima di tornare da questo fantastico viaggio non dimenticate di scegliere una cartoNina.
Il mio cuore, a occhi chiusi, ha scelto questa 
Dopo una passeggiata in riva al mare, con i capelli scompigliati dal vento e dalla salsedine, tornerete a casa con le tasche piene di conchiglie e con un discreto appetito.

Vi lascio una ricetta rapida rapida. E soprattutto easy.



FIORI DI ZUCCHINA ALLE MANDORLE,
ZAFFERANO E MENTA

una dozzina di fiori di zucchina
tre panini del giorno prima
una tazza di latte di soya
una generosa manciata di mandorle tostate e tritate finemente
un paio di rametti di menta
qualche pistillo di zafferano
un filino di olio extravergine di oliva
sale q.b.

Pulite con cura i fiori di zucchina: chiedete con gentilezza a formichine e moscerini di scegliere un'altra casa, privateli del pistillo e sciacquateli  sotto l'acqua corrente quindi asciugateli bene.
In un contenitore spezzettate il pane (in questo caso erano tre 'arabi' all'avena, ovvero quel che c'era d'avanzo) bagnatelo con una tazza  abbondante di latte tiepido, aggiungete un pizzico di sale, lo zafferano, le mandorle e la menta tritata.
Otterete un impasto abbastanza umido, se necessario aggiungete altro latte.
Farcite i fiori aiutandovi con un cucchiaino inserendo la farcitura dal lato dell'ex-pistillo, tenendo chiuso il fiore con l'altra mano.
Adagiate i fiori in una pirofila con il fondo rivestito di carta da forno, cospargete con un filino di olio extravergine,  coprite la teglia con la carta stagnola e infornate a 180° per un quarto d'ora circa.
Scoprite la teglia, completate per cinque minuti la cottura (forno non ventilato altrimenti a mio avviso si asciugano troppo!).

NOTE - Le dosi potrebbero variare, dipende dalla grandezza dei fiori, ma anche dal peso e consistenza del pane. Adattatele serenamente alle vostre esigenze, se non vi piace la menta potete usare erba cipollina o prezzemolo, se vi è consentito potete sostituire il latte vegetale con il latte vaccino.

Dedicata a Valentina & Valentina!




mercoledì 9 giugno 2010

COPPETTE DI CAROTE ALLA VANIGLIA E CIOCCOLATO


Va bene, va bene, ufficialmente è arrivata l'estate. Ora possiamo mettere da parte davvero gli stivali e sfoggiare infradito e sandalini. 
Alla 'prova bikini' avremmo dovuto pensare qualche mese fa, (sob!) ma non è mai troppo tardi per iniziare a seguire un'alimentazione sana ed equilibrata (no alle diete lampo, non sono mai equilibrate e spesso i pochi kg persi rapidamente si recuperano con pari velocità).
(ahahah come sono brava a predicare... ma razzolo malissimo)
Soprattutto non è mai mai mai il caso di rinunciare al gusto, ad una coccola, anche ad un dolcetto, purché sia leggero, possibilmente vitaminico e pure pro-abbronzatura.
Queste coppette, a mio avviso, sono più adatte ad una robusta merenda piuttosto che a fine pasto come dessert, infatti sono ben sostanziose (spero di non dire un'eresia dichiarando che potrebbero sostituire un pasto. Domani provo e se sopravvivo vi informo!).
Sono rapidissime da preparare, il tempo al fornello è più che sopportabile, non richiedono una gran maestria ma solo buoni ingredienti.
Da un annetto le avevo addocchiate su un numero di CucinaNaturale, oggi ho rinunciato alle carote nella mia insalatona multicolor e le ho sacrificate per un dolcetto (che all'inizio doveva essere questo, ma poi chissà perché questa rivista è apparsa alla mia vista).
A me sono piaciute un sacco!





COPPETTE DI CAROTE
ALLA VANIGLIA E CIOCCOLATO

(ispirato da una ricetta di CucinaNaturale - aprile 2009)
per 2/3 persone
250 gr di carote (peso delle carote già pulite)
250 ml di latte di riso
1 cucchiaio di olio di riso

25 gr di mandorle tostate
1/2 baccello di vaniglia
2 cucchiai di malto di mais
4 albicocche secche
scaglie di cioccolato fondente e qualche mandorla intera tostata per decorare le coppette

Frullate le carote con le albicocche e il latte di riso, mettetele in una pentola con il baccello di vaniglia diviso in 2-3 pezzi, portate a bollore e abbassate la fiamma e lasciate andare finché si riassorbe tutto il liquido. Aggiungete l'olio di riso e cuocete per altri 15 minuti, lasciando caramellare leggermente il composto.
Lasciate intiepidire, eliminate la vaniglia e unite le mandorle tritate.
Disponete il composto in 2 coppette (o 3 più piccine), lasciate raffreddare in frigo.
Servite decorando con cioccolato fondente in scaglie sottili e qualche mandorla tostata intera (si suggerisce l'abbinamento con ruhm morbido... mmmmh...).

note - le dosi nell'articolo di CucinaNaturale erano doppie, indicate per 4 persone/4 coppette. A mio avviso anche queste dosi sono sufficienti per 4 coppette piccine, dato che il dessert è molto sostanzioso.
Io ho velocizzato un pochino il procedimento, frullando insieme carote e albiococche secche e utilizzando mandorle già tostate (di solito ne tosto in quantità e le conservo in un barattolo ermetico, pronte all'uso) e ho diminuito la dose di olio.

lunedì 31 maggio 2010

POLPETTE TOFU E OLIVE

Uhlallà, è da tanto tempo che non vi rifilo una ricetta polpettosa... devo rimediare. Perché si sa, la Golosastra è ghiotta di polpette e non perde occasione di prepararle con gli ingredienti che le capitano sotto le grinfie.
Ieri la mia sorellina mi ha preparato delle sfiziose polpette che alla prima occasione rifarò per il blog, stasera invece ho improvvisato  questa ricettina per la mia cena con la Peponzola (tale madre, tale figlia golosa di polpette), sperimentando un altro stratagemma sfizioso per gustare il tofu.

Leggo spesso commenti negativi sul tofu e mi piacerebbe spendere qualche parolina in merito. 
Il tofu è in effetti un alimento dall'aspetto, consistenza e sapore davvero poco invitante, specie per chi lo interpreta come un 'sostituto' del formaggio del quale, di certo, non ha neppure lontanamente il sapore. 
Molto utilizzato da vegetariani e ancor di più da chi ha adottato un'alimentazione prettamente vegana, ma sono moltissimi gli 'onnivori' che per motivi di salute (problemi con il colesterolo o i trigliceridi) o di intolleranza al lattosio, tentano l'approccio con questo alimento misterioso. Spesso con esiti non proprio incoraggianti.
Raccomando di cuore, ma di cuore di cuore di cuore (no, non si è incantata la tastiera e nemmeno il mio mononeurone, è un consiglio davvero sentito!)  di utilizzare del BUON tofu. 
Quindi bando a quello supercommerciale reperibile nella GDO. Preferite un tofu acquistato in un negozio di alimenti biologici, sono certa che con questo accorgimento e con qualche altro trucchettino per cucinarlo potrete gustare un piatto non solo sano ma anche goloso.
Io non ho ancora sperimentato l'autoproduzione, il tofu (e il seitan) nella mia cucina sono una sorta di quattro-veg-salti-in-padella: un ingrediente jolly per risolvere in pochi minuti un pasto.
Proprio come è successo stasera...



POLPETTE TOFU E OLIVE
(e capperi e timo fresco)
dosi per una dozzina di polpette
130 gr di tofu
30 gr di olive verdi denocciolate
5 gr di capperi dissalati
una cucchiaiata di timo fresco
pangrattato
un cucchiaio di olio extravergine di oliva
Il procedimento è facile che più facile non si può! Frullate tofu, olive e capperi (ben sciacquati e asciugati) e le foglioline di timo con un minipimer.
Formate con le mani delle palline della dimensione di una piccola noce e rotolatela ben bene nel pangrattato.
Cuocete le polpettine in una padella con un filino di olio extravergine, rigirandole frequentemente, per una decina di minuti o comunque fino a doratura.
note - vale, secondo me, la pena di prepararne un quantitativo maggiore, cuocendole in forno caldo.




martedì 18 maggio 2010

SFOGLIA DI PATATE E ASPARAGI CON CRUMBLE DI PISTACCHI DI BRONTE


Oh, che succede? LaGolosastra si è svegliata dal letargo? In effetti, questo blog si è un po' assopito, e il post di oggi non è che un cenno per ringraziarvi della vostra presenza costante nonostante la mia assenza virtuale. Perché in effetti, nella vita vera in ciccia&ossetti io sono presente e operativa quotidianamente.
Ahimé sarò comunque rapida, vi lascio più che un ricetta un 'appunto' per reinterpretare un piatto che da tempo mi incuriosiva. Si tratta di una creazione di Jamie Oliver che avevo addocchiato, ma prima mancavano gli ingredienti di stagione (asparagi) e poi l'ispirazione per veganizzarla. Ma la mia guru della veganità golosa mi ha dato lo spunto!
L'esperimento ha riscosso un buon successo (infatti la foto è stata scattata a tutta velocità* prima che le fettine andassero a ruba... infatti il vassoio era già stato preso d'assalto),  ma la prossima volta proverò con la pastafillo come previsto nella ricetta originale di Jamie (uh, che confidenza...).
In questo caso ho usato la mia adorata sfoglia di Stelladisale, in pratica questa è (virtualmente) una ricetta a quattro paia di mani (Golosastra, Azabel, Stella e Jamie)!

*sì sì sì, la fretta, le alluvioni, le cavallette... naturalmente mi fischiavano già le orecchie al pensiero dei post di Alessandro!


SFOGLIA DI PATATE E ASPARAGI
CON CRUMBLE DI PISTACCHI DI BRONTE

per la sfoglia (ricetta di StelladiSale)*
150 gr. di farina 00
3 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare
per la farcitura 
1 mazzo di asparagi verdi
2 patate di media dimensione
2 cucchiaiate di amido di mais
100 ml di panna vegetale
sale&pepe

per il crumble (ricetta di Azabel)
70 gr di pistacchi di Bronte non salati, tritati grossolanamente
60 gr di farina 00
1/2 spicchio di aglio
30 gr di olio extravergine d'oliva
10 gr di acqua
sale&pepe


Preparate la sfoglia, mescolando rapidamente gli ingredienti senza lavorarli troppo. Lasciate la pallotta impastata a riposare e nel frattempo occupatevi della farcitura.
Pelate le patate (scegliete patate ben farinose, come quelle per gnocchi)  tagliatele a cubetti, pulite gli asparagi eliminando la parte dura e legnosa sul fondo e raschiate con uno spelucchino il gambo per eliminare le foglioline più dure,  quindi tagliatelo a fettine di un cm circa e conservate le punte. 
Sistemate patate e asparagi nell'apposito cestello e cuoceteli al vapore finché non saranno teneri.
Una volta pronti, lasciateli intiepidire, quindi passateli al minipimer aggiungendo la panna  e due cucchiaiate di amido di mais. Regolate di sale e pepe.
Preparate il crumble di pistacchi: setacciare la farina,  aggiungete un pizzico di sale e una macinata di pepe, il mezzo spicchio grattuggiato e i pistacchi tritati. Aggiungete quindi l'olio e l'acqua,  mescolate rapidamente con le dita senza impastarlo, devono risultare dei grossi bricioloni.
Stendete la sfoglia in una pirofila rettangolare, lasciandone anche lungo il bordo, versare all'interno il composto, distribuite sulla superficie il crumble e decorate con le punte di asparagi.
Infornate a 180° per 30/40'.

*in alternativa potete utilizzare la fillo pasta come previsto nella ricetta originale, anche la pasta sfoglia credo sia una variante golosa!




sabato 3 aprile 2010

RISOTTO COI BRUSCANSI

Cosa può far felice una Golosastra? Un mazzo di rose rosse a stelo lungo? Nooooo...
L'omaggio floreale perfetto è un mazzo di... Bruscansi!
I Bruscansi (o bruscandoli, a seconda della nonna e/o zietta che te li ha fatti conoscere per la prima volta) non sono altro che le estremità tenere tenere del luppolo selvatico (Humulus Luppulus). che insieme a sparasine, candeline e altre golosità si possono trovare in giro per i boschi in primavera.
Anzi, devo segnare in agenda che a fine mese c'è la Sagra della Sparasina a Pigozzo!
Non è facile trovarli, se non si ha la possibilità e il tempo di poterseli procacciare grazie ad una bella passeggiata.
A volte capita che un'amica abbia la fortuna di avere sotto casa un fruttivendolo ben fornito e la Golosastra passi da lei un pomeriggio di ciacole accompagnate da una deliziosa merenda (a proposito, la ricetta?) e porti poi a casa in omaggio un mazzetto di questi preziosi germogli.
Ovviamente non ho perso tempo, e li ho subito sacrificati in uno degli abbinamenti più azzeccati: il risottino!
Grazie, Azabel!

RISOTTO COI BRUSCANSI
un mazzo di bruscansi 
una tazzona di riso vialone nano
mezza cipolla rossa
un bicchiere di vino bianco
sale&pepe
brodo vegetale 
olio extravergine di oliva

Preparare il brodo vegetale (santa comodità, io lo preparo con il dado vegetale) e lasciatelo sobbollire in una pentola a parte.
Pulire i bruscansi, utilizzando solo le cimette tenere (guardate qui, sono le eccellenti indicazioni della mia omonima), tritate la cipolla e fatela saltare in pochissimo olio extravergine di oliva. Unite i bruscansi, dopo un paio di minuti aggiungete il riso lasciate tostare un minutino quindi sfumate con un bicchiere di vino bianco.
Aggiungete un mestolo per volta di brodo caldo, mescolando finché si sarà assorbito, quindi aggiungete man mano un mestolo per volta fino a cottura completata (una ventina di minuti, assaggiate per scrupolo). Spegnete la fiamma, aggiungete un filo di olio extravergine e mantecate.
A piacere potete aggiungere prezzemolo tritato oppure servire con parmigiano grattuggiato.

venerdì 2 aprile 2010

COLOMBA PASQUALE VEGAN


Caspita, ma quanto mi sono impigrita?
Ora sento il tepore sulle spalle illuminate dal sole che entra dalla mia finestra, fuori tira un pò di vento e il mio windchime cinguetta allegro e balla al ritmo della primavera.
Dai, Golosastra, è ora di svegliarsi. Stiracchiati per benino e inzia ad uscire dal letargo.
Fra tre giorni è Pasqua, ho persino compiuto 39 (trentanove!) anni e quasi manco me ne accorgevo, se non fosse stato per gli auguri affettuosi e i meravigliosi regali ricevuti (grazie ancora, di cuore).

Avrei un paio di ricettine in serbo per voi, ma siccome il tempo stringe pubblico per prima questa 'colomba sperimentale' così sarete ancora in tempo se vorrete farmi compagnia e provare questa alternativa 'sana' per la vostra Pasqua.


COLOMBA VEGAN


ricetta (leggermente rivisitata) 
di Pasquale Boscarello
Terra Nuova Edizioni

500 g di farina Manitoba
150 g di lievito madre
300 g d’acqua
150 g di malto di mais
100 g di olio di mais spremuto a freddo
100 g di mandorle  tostate e tritate

2 arance (la buccia grattugiata e il succo)
1 cucchiaio di crema di mandorle
5 g di sale
5 g di cannella

per decorare la superficie:
malto di mais
mandorle intere
una cucchiaiata di granella di zucchero (facoltativa)

Sciogliete 150 g di lievito madre a temperatura ambiente (il mio è bello arzillo, rinfrescato quotidianamente per 2 giorni di fila per allenarlo) in 300 g d’acqua anche questa a temperatura ambiente e aggiungete 500 g di farina. Impastate e lasciate riposare in una ciotola coperta in ambiente riparato da sbalzi di temperatura (io l'ho messa nel forno spento come faccio di solito con il pane) per 4 ore, o comunque finché nell'impasto non si sono formate delle bollicine,  segno che la fermentazione è in piena attività. Io l'ho impastata a pausa pranzo e sono andata al lavoro, e ho ripreso l'impasto ad ora di cena.
A questo punto potete aggiungere il sale, la cannella, 1 cucchiaio di  crema di mandorle (la ricetta originala prevedeva la pasta di nocciole , indicandola come "facoltativa"), il succo e la buccia (solo la parte arancione) delle 2 arance, le mandorle tostate e tritate, l’olio di mais e il malto di mais. Si amalgama bene l’impasto fino ad arrivare a una consistenza morbida appiccicosa.
Se siete così fortunate/i da possedere un'impastatrice, non esitate ad utilizzarla. Altimenti consiglio di sporcarsi allegramente le mani, perché con un cucchiaio di legno ho trovato un po' di difficoltà ad amalgamare la pasta già lievitata al liquido.
La ricetta suggerisce, se dovesse essere troppo duro o troppo morbido di aggiungere, a seconda dei casi, un po’ d’acqua o di farina, senza esagerare nelle quantità per non alterare le proporzioni iniziali.
A questo punto si cola l’impasto nella forma della colomba (io ho utilizzato una queste) e si lascia riposare per due ore circa, sino a quando l’impasto non raddoppia il suo volume.
(Prima di infornare io ho cosparso la superficie con le mandorle, appoggiandole con una leggera pressione).
Infornate quindi a 190° C per circa un’ora (io ho utilizzato forno elettrico ventilato abbassando la temperatura a 175°).
Durante la cottura, sbirciate per verificare se la superficie superiore della colomba ha preso già troppo colore,  in caso proteggetela con un foglio di carta stagnola.
Poco prima della fine della cottura, ho spalmato la superficie (utilizzando un pennellino di silicone)  con una miscela di malto e acqua (3 a 1) e cosparso con una cucchiaiata di zucchero in granella (da evitare se si desidera mantenere la ricetta 'macrobiotica' (giusto Cobrizo e Valentina?).
Prima di servire, fare raffreddare.

Il profumo è ottimo, l'aspetto un po' meno... il sapore come sarà? La consistenza? Pubblico per la prima volta una ricetta 'a scatola chiusa', speriamo bene...

Ah, già... quasi dimenticavo: BUONA PASQUA!

PIESSE - Andate ad 'assaggiare' questa versione micro-macro di Cobrizo!

domenica 28 febbraio 2010

GNOCCHI CON CREMA DI CARCIOFI, TARTUFO NERO DELLA LESSINIA E TIMO FRESCO


Ieri pomeriggio ho fatto un po' di scorta pro-weekend dal mio pusher di frutta&verdura e la Pepi ha addocchiato i carciofi. Sono stata costretta a comprarli, come potevo non accontentarla? 
In effetti si tratta di un ortaggio che non acquisto di frequente, un po' per pigrizia, un po' perché mi sembra sempre di buttar via troppa 'materia', ma ne sono golosa per cui ogni tanto merita un piccolo sforzo! A dire il vero ne avevo proprio voglia, un po' per colpa della Cuoca Pasticciona!
Questa mattina, mentre pulivo i carciofi, è passata la mamota e l'ho pure invitata per un pranzo improvvisato. Guarda caso lei aveva un tartufino nostrano da 'sfruttare' per il pranzo: la quadratura del cerchio!
Ecco cosa siamo riusciti a papparci. Con queste dosi abbiamo mangiato in 5 (un piattino ma ben saziante, ad onor del vero), per 4  pax è un sostanzioso piatto unico.
Il piattino è dedicato al mio President.

GNOCCHI CON CREMA DI CARCIOFI,
TARTUFO NERO E TIMO FRESCO

500 gr circa di gnocchi di patate
5 carciofi
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva
mezzo bicchiere di vino bianco secco
un paio di cucchiaiate di panna vegetale
1 piccolo tartufo nero
timo fresco
sale&pepe

Pulite i carciofi (con i guanti, altrimenti vi macchierete le dita!) togliendo il gambo e tutte le foglie esterne dure. Tagliate a spicchi i cuoricini e spadellateli con un filo di olio extravergine e uno spicchietto di aglio. Aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco, un pizzico di sale, abbassate la fiamma e lasciate ammorbidire i cuoricini.
Nel frattempo preparate gli gnocchi, disponeteli sulla spianatoia infarinata e portate a bollore abbondante acqua salata.
Riducete a crema nel mixer i carciofi con un paio di cucchiai di panna (d'avena, nel mio caso), conservando, se vi fa piacere, qualche spicchietto per decorare i piatti. Aggiungete le foglioline del timo fresco, regolate di sale.
Una volta scolati gli gnocchi, conditeli con la crema di carciofi, il tartufo a scaglie e pepe macinato.

martedì 16 febbraio 2010

I Galani (crostoli, chiacchiere, frappe, cenci, etc.) eretici!



Anche quest'anno siamo giunti al termine del carnevale (ah, ma non a Parona, domani c'è ancora la Festa de la Renga!) e porcamiseriaccia dopo aver sofferto vedendo gli altri preparare (e papparsi) frittelle e galani (o che dir si voglia: posto che vai nome che trovi) mi sono decisa a sfidare la tradizione.
La mia golosità non ha voluto neppure questa volta lasciarsi sconfiggere dalle millemila limitazioni a cui mi devo sottoporre (no uova, no latticini e, pure, no fritto)  e quindi, voilà, ecco la mia versione vegan e pure al forno. Saranno eretici ma si lasciano mangiare volentieri anche dagli onnivori!
Oggi la mamma mi prepara pure un piattazzo di gnocchi (vabbé, ammettiamolo, li prepara per la Pepi e io mi autoinvito) e forse forse anche le sue mitiche fritole (che ovviamente non mangerò).

Qui una delle (tante) ricette per i galani, di seguito la mia. Eretica.

GALANI VEGAN AL FORNO

350 gr di farina 00
80 gr di zucchero
60 gr di olio extravergine di oliva
4 cucchiai di rhum (non avevo la grappa, ahem...)
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 bicchiere scarso di latte di soya
la scorza di 1/2 limone 
la scorza di 1/2 arancia
zucchero a velo per spolverizzare

Mescolare la farina con zucchero, sale, lievito, scorzettine grattuggiate, aggiugere olio, rhum  (o grappa) e legare il tutto aggiungendo poco per volta il latte di soya, (io ho usato un bicchiere  piccolo, circa) fino ad ottenere un composto sodo. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per un'oretta.
Accendete il forno a 180°, 
Stendete la pasta sottilissima con il mattarello e ritagliatela a triangoli, per comodità potete utilizzare la vecchia cara Imperia per tirare la sfoglia sottilissima. Tagliatela con la rotella a rettangoli, disponeteli sulla placca rivestita da cartaforno e infornate per pochissimi minuti, fino a doratura. 
Lasciateli raffreddare per benino così diventeranno ben croccanti, spolverizzateli di zucchero a velo e divorateli senza sentirvi troppo in colpa!
note - se avete a disposizione più placche da forno, predisponetele tutte con la carta e preparatele per infornare il tutto più rapidamente.

sabato 6 febbraio 2010

PASTA ALLA CREMA DI MANDORLE


PASTA ALLA CREMA DI MANDORLE, inserito originariamente da LaGolosastra.
Sì, adoro le mandorle.

E dopo aver letto da Izn il nuovo post di Claudia Dallabona ho scoperto che (almeno in questo periodo) ho l'alibi perfetto per aggiungere le mie solite mandorle ai miei pasti... vabbé senza esagerare, giusto una  cucchiaiata di mandorle tritate nei cereali o qualche scaglia sui muffins salati!
Da un po' ripensavo ad una ricettina un po' datata, che un tempo preparavo spesso, che avevo trovato su una vecchia rivista.
Dovevo proprio ripescarla...

Ho aperto la mia cartelletta delle ricette (vabbé, uno si immagina una cartellina ordinata, con ricette archiviate con un senso logico e invece si trova davanti un marasma di fogli-foglietti-ritagli-librettini-opuscolini-note-tovagliolini-appunti) e... boh. Sparita. Non la trovo più.
In effetti c'è un bel caos di carta, dovrò decidermi a fare un repulisti.

Nel frattempo per risolvere un pranzetto veloce, ho cercato di ritrovare nella memoria quella ricetta.

Ingrediente fondamentale le mandorle.
Poi c'era della mollica di pane, del latte, e cos'altro?



PASTA ALLA CREMA DI MANDORLE
(monoporzione)
50 gr di pasta
3/4 mandorle
la mollica di mezzo panino
mezzo spicchio d'aglio
un cucchiaino di olio extravergine
un pizzico di sale
mezzo cucchaino di semi di papavero

Lessate la pasta (possibilmente corta, io ho scelto i radiatori Garofalo, finalmente assaggiati grazie ai suggerimenti di numerosi blog).
Nel frattempo tritate nel minipimer le mandorle con la mollica sbriciolata, lo spicchio d'aglio, il cucchiaino di olio, un pizzico di sale e un paio di cucchiai di acqua di cottura (nella ricetta originale era previsto il latte, io l'ho sostituito con l'acqua di cottura della pasta, più leggera e soprattutto compatibile con l'intolleranza al lattosio!).
Frullate fino ad ottenere una bella cremina, eventualmente aggiungete altra acqua per renderla meno densa (a vostro gusto).
Scolate la pasta al dente, conditela con la cremina e con i semi di papavero.

martedì 2 febbraio 2010

HUMMUS DI CECI


ORIGANO FRESCO, inserito originariamente da LaGolosastra.

Una persona sana di mente per il compleanno pensa ad una bella torta, con i bigné, la panna, le meringhette, le candeline... laGolosastra che ha una mente un po' contorta cosa può postare il giorno del suo 2°blogcompleanno?  Hummus di ceci? OhMyGod!
Scorrendo le ricette finora postate mi sono accorta che non ho mai pubblicato un hummus, una spalmevolezza cremosa che adoro! Se in dispensa avete una latta di ceci lessati lo preparate in un nanosecondo!
Ho letto tante versioni simili ma con piccole varianti (qualcuno aggiunge pure la cipolla, chi mette il cumino, altri il coriandolo).
Io lo preparo in maniera molto molto semplice:

250 gr di ceci lessati
succo di un limone
2 cucchiai di tahin chiaro
2 cucchiai di olio
1 spicchio d'aglio
paprika (se piace anche cumino in polvere)
sale&pepe
(prezzemolo fresco) origano fresco



Nella mia dispensa non mancano mai  un paio di latte di legumi, in particolare i ceci lessati. Posso tranquillamente dire che sono i miei 'QuattroSaltiInPadella' ovvero i salvacena (o pranzo) last minute. 
Se non ho il tempo di lessare i ceci, non mi perdo d'animo e mi impegno ad aprire la superlatta!
Per preparare uno sfizioso hummus a partire dalla comoda lattina (da 400 gr, peso sgocciolato 250 gr), sgocciolo i ceci in un colino e li risciacquo brevemente sotto l'acqua corrente (il risciacquo è un mio vizio... voi lo fate?), li metto nel bicchierozzo del minipimer, aggiungo il succo di un limone (provate, se vi piacciono, a mettere anche le zeste, io le trovo ottime nell'hummus), due generose cucchiaiate di tahin chiaro, due cucchiai scarsi di olio, lo spicchio d'aglio* spellato (grazie Lo!), un pizzico di paprika, un pizzico di sale e pepe a vostro gusto. Frullo fino ad ottenere una bella crema e servo con (prezzemolo, ma non ne avevo stavolta) fresco o, variante del giorno, origano fresco (in onore della mia pianticella che sta sopravvivendo fieramente a questo gelido inverno).
Questa volta l'ho goduriosamente spalmata su fettine di pane al farro con timo&maggiorana (fatto da Ceres, da copiare quanto prima).


*a volte aggiungo anche un pezzettino di cipolla,

Che dire?
Sono passati due anni dal primo timido post e non mi sembra vero.
Abbiamo festeggiato insieme il primo compleanno e siamo qui per spegnere la seconda candelina (su una ciotolina di hummus!). 
Nel frattempo ho avuto la fortuna di incontrare belle persone. Davvero.
Nel futuro ho voglia di conoscere presto altre persone che mi piacciono tanto e sono certa che anche stavolta non rimarrò delusa.
Vi voglio bene, davvero, di cuore.
Ogni giorno mi insegnate qualcosa di nuovo e ve ne sono grata!