domenica 15 giugno 2008

Evviva la pizza!

Chi mi conosce sa quanto io adori alla follia la pizza, me la mangerei anche a colazione.
Non scherzo! In passato l'ho già fatto. Ricordo per esempio le colazioni all'Abetone, al Lupo Bianco, prima di iniziare la giornata sulla neve: gli altri pocciavano la brioche nel cappuccino, io mi mangiavo un paio di strepitose pizzette con una spremuta d'arancia. Pronti, via!
Per dirla tutta, io sono golosissima non solo di pizza ma pure di pane, focaccia e affini. Ma la pizza "vera", quella tonda della pizzeria, cotta nel forno a legna... è per me la numero uno.
Forse anche perché non è (generalmente) una di quelle pietanze che puoi imitare a casa. Faccio spesso la pizza a casa, ma non mi soddisfa come la tonda.
Da un po' di tempo leggevo "quaellà" nei vari blog la tecnica di impasto con il poolish. Che diavoleria mai sarà? Le prime volte che leggevo questo termine la mia mente viaggiava tra immagini di paste lucidanti per la carrozzeria dell'auto, smalto per le unghie, lucido per scarpe e altre amenità affatto appetitose.
Ma quella O in più fa la differenza.
La mia mamota ieri mi aveva chiesto la pizza per il pranzo di oggi. E ho fatto l'esperimento.

Non ho MAI MAI MAI fatto una pizza così buona. Leggera, fragrante, sottile sottile ma con un bel bordino ciccettino (fuori scrocchiarello, dentro morbidino).

Ringrazio, tra i tanti che postano ricette con il poolish, in particolare Adriano (io ho seguito le sue indicazioni, dimezzando le dosi). Ora VOGLIO un forno a legna. No, dai mi basta una pietra refrattaria. O una piastrella del bagno? Su questo attendo lumi da Adriano in merito all'utilizzo della mattonella in gres.

Con le dosi dimezzate ho ottenuto 4 bei panetti, da cui ho preparato 2 semplici pizze margherita, una pizza pomodoro, mozzarella e melanzane grigliate e una pizza "vegetariana" con pomodoro e mozzarella e verdure grigliate (melanzane, zucchine e peperoni gialli).

Doverosamente confesso di aver saltato il passaggio dei panetti in frigo (credevo fosse solo un modo per conservarli fino al momento dell'utilizzo), poi ho letto tra i commenti al post di Adriano che si tratta invece di un passaggio fondamentale perché consente la maturazione dell'impasto. Anche se non so bene che significa, la prossima volta sarò rigorosissima.

Inoltre confesso che rifarei la pizza anche per domani... ma la d***a prosegue, non si può sgarrare ancora!

piesse - devo trovare un vangelo che mi spieghi tutte le menate sulla forza dei vari tipi di farina. Quando leggo alcuni blog e/o siti di esperti panificatori il mio unico neurone va in panne!