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mercoledì 10 novembre 2010

CREMA DI FINOCCHI

CREMA DI FINOCCHI


Oggi non servono molte parole, oggi voglio solo lanciare un segnale.
Qui non si tratta di politica, si tratta di RISPETTO.

Le blogger che aderiscono a questa iniziativa vogliono fortissimamente affermare ad alta voce che NO, non ci stanno. 

Noi PRETENDIAMO il rispetto da chi  "offende gli omosessuali, le loro famiglie e i loro amici insieme e, nella sua concezione utilitaristica, tutte le donne" (P.Patané- Presidente nazionale Arcigay).
Aderisco con vero gusto a questa inziziativa, perché i finocchi a casa mia sono sempre  molto molto graditi.

Metti un finocchio a cena
(Più finocchi per tutti!)

CREMA DI FINOCCHI
un grosso finocchio (300 gr circa)
1/2 lt circa di latte di soya
50 gr di fiocchi di 5 cereali
un cucchiaino di dado vegetale
un filo di olio extravergine di oliva
pepe nero (Sichuan, in questo caso)


Ricetta superfast, super easy, super coccolosa. Nel tempo di quei tanto citati "quattro salti" avrete un piatto gustoso, leggero, caldo, confortevole, sano e completo da gustare a cena  mentre fuori piove e fa freddo (obbligatorio: tv rigorosamente spenta affinché certe uscite poco indovinate non possano rendervi le pietanze indigeste).
Tagliate il finocchio sottilissimo (0.5 con la mandolina) sciacquatelo sotto l'acqua corrente e mettetelo in una pentola di dimesioni adeguate.
Coprite con il latte di soya, unite un cucchiaino di dado vegetale e portate ad ebollizione. Lasciate bollire a fuoco lento finché i finocchi saranno morbidi (10 minuti e sono pronti di sicuro), spegnete la fiamma e aggiungete i fiocchi di cereali. Lasciate riposare per 5 minuti, quindi passate tutto al minipimer. Servite con un filo d'olio e un'abbondante grattuggiata di pepe nero.
Dosi perfette per due persone affamate. Graditi anche i crostini ;)

Un grazie speciale a Gaia e a  Madama Bavareisa.

mercoledì 3 novembre 2010

CROSTATA ALLA CREMA DI MANDORLE

crostata alla crema di mandorle

Buongiorno! Io sono un post programmato per essere pubblicato al mattino presto presto. 

Tu, lettore che ti sei appena svegliato, prepara un  bel caffé e (se l'esperimento di programmazione post ha funzionato) ti faccio compagnia mentre lo sorseggi. La vuoi una fetta di crostata?

Ok, porta pazienza: la crostata purtroppo era solo virtuale.
La crostata era anche una scusa per inaugurare il mio nuovo stampo rettangolare con fondo amovibile, che è diventato mio (finalmente, lo desideravo da un sacco di tempo) dopo la scorribanda, comprensiva di picnic/merenda golosa, con le tre grazie a Brescia da Artebianca! Mi è sempre piaciuto un sacco e ora è entrato a far parte della grande famiglia degli attrezzini che come un tetris tridimensionale si incastrano alla (quasi) perfezione in ogni antina e vano disponibile.
Complice un pomeriggio di incessante pioggia, mi sono messa all'opera per fare la mia prima crostata rettangolare. 
Come al solito la Golosastra pasticciona ha scelto trequattromila ricette, ne ha scartate millecinquecento, ne ha valutate un altro paio, ha ripescato in quelle scartate la ricetta della base, ha mixato tra quelle papabili e ha elaborato la variante per la farcitura, con un occhio alla dispensa per verificare se c'era tutto quel che serviva. Il tutto per arrivare a questo risultato finale che mi è piaciuto un bel po'.  
Se vi arrivasse voce che mi sono pappata praticamente mezza crostata da sola, non ci credete.
Nego, nego tutto.


CROSTATA ALLA CREMA DI MANDORLE

per la base:
250 gr di farina 00
110 gr di burro di soya
70 gr di zucchero di canna
40 gr di latte di soya (circa)
1/2 baccello di vaniglia
1 pizzico di sale

per la farcitura:
400 gr di latte di soya
40 gr di zucchero di canna
20 gr di farina 00
20 gr di amido di mais
30 gr di burro di soya
1/2 baccello di vaniglia
1/2 cucchiaino di curcuma
una manciata di scaglie di mandorla

Preparate con anticipo la base di pseudofrolla: tagliate il burro di soya a tocchetti, setacciate la farina e disponetela a fontana, unite la margarina al centro, lo zucchero,  un pizzichino di sale e la vaniglia (aprite con un coltellino la bacca e raschiate i semini). lavorate velocemente con le mani e aggiungete quindi il latte poco per volta fino ad otterere un impasto liscio. (a seconda del tipo di farina potrebbe servirne poco più o poco meno). Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela a riposare nel frigo (minimo mezz'ora).
Per la farcitura: preparate una cremasimilpasticcera, amalgamando in una ciotola la farina setacciata con l'amido e la curcuma, aggiungendo a filo circa 50 gr di latte di soya mescolando energicamente con una frusta per evitare il formarsi di grumi.
In un pentolino portate ad ebollizione il rimanente latte, lo zucchero e i semini della vaniglia, aggiungete quindi il composto precedentemente preparato senza smettere di mescolare, unite quindi la crema di mandrorla. Lasciate bollire, sempre mescolando, per cinque minuti circa. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.

Accendete il forno a 180°, togliete dal frigo la fintafrolla, stendetela con il mattarello ad uno spessore di circa 2 mm e foderate lo stampo (il mio è rettangolare da 35x11cm, ma la base della ricetta era per uno stampo rotondo di diametro 24 cm). Foderatela con un foglio di carta forno, riempitela di fagioli secchi e cuocete per circa 20'.
Estraete dal forno la base, liberatela dal foglio con i fagioli.
Lavorate velocemente la crema ormai intiepidita, versatela con cura nella concavità della base, livellatela con una spatola e distribuite sulla superficie una manciata di mandorle in scaglie.
Infornate di nuovo per una decina di minuti finché la superficie della crema sarà dorata e le mandorle tostate.
Sfornate, lasciate raffreddare perfettamente (se resistete all'assaggio, lasciate compattare per bene la crema per tutta la notte in frigo).

crostata alla crema di mandorle

note: e se provassi a fare una  crema pasticcera con il latte di mandorle? Sono graditi i suggerimenti! 
La scelta di utilizzare la crema di mandorle,  è dovuta ad un virtuoso momento 'svuotadispensa'. So che si tratta di un ingrediente che  non tutti hanno a disposizione ma vi assicuro che, se vi piacciono le mandorle, almeno una volta la dovete assaggiare. Io l'avevo comprata a causa di un colpo di fulmine per la ricetta di Alice!

martedì 5 ottobre 2010

PACCHERI ALLA CREMA DI ZUCCA


C'era una missione per la Golosastra: testare una pasta su richiesta di un amico che ha aperto un negozio bio in centro storico a Verona. Nei soliti negozi non la trovavo, ma dopo tanto peregrinare l'ho scovata per caso in un negozietto in una zona che, in effetti, non è il mio territorio di caccia abituale.
Comprata, infilata nella sportina e portata a casa. E mò che ci preparo? Il tempo scarseggia, l'appetito no.
Eureka! C'è la scorta di zucca già pronta!

Chi mi legge da tempo conosce il mio rapporto conflittuale con la zucca, così quando la mia mamota  va dal contadino a fare shopping e mi porta in dono dei pezzi di artiglieria pesante (questa zucca pesava più di 4 kg) passo allegramente il pomeriggio a trucidarla.
La sbuccio, la taglio, la affetto, la cucino al vapore in piccoli pezzi e passo il tutto al minipimer.  
Senza condimento né sale, così posso utilizzarla per qualsiasi cosa.
La sera posso scollegare mano, polso, tutto l'arto fino alla spalla compresa e mandarlo in rottamazione, ma in compenso ho un sacco di ciotoline nel freezer con la  crema di zucca "prêt-à-porter".


Quindi, anche questa ricetta potrebbe essere rapida ed indolore se avete della zucca già pronta. Altrimenti tenete conto del tempo necessario a pulirla e cuocerla al vapore.
paccheri alla crema di zucca

PACCHERI CON CREMA DI ZUCCA
(e semi di zucca tostati allo shoyu)

per 4 persone
250 gr di paccheri rigati di grano duro
1 ciotola di crema di zucca cotta al vapore (circa 500 gr)
1 manciata di semi di zucca
2 cucchiaiate di shoyu
1/2 scalogno
olio extravergine di oliva
brodo vegetale q.b.
qualche pizzico di alghe miste
sale

In una padella dal fondo spesso tostate una manciata di semi di zucca sgusciati (per la serie: della zucca non si butta via quasi niente), lasciateli sfrigolare e giusto al termine della tostatura irrorateli con un paio di cucchiaiate di shoyu e lasciatelo asciugare.
Stufate in padella lo scalogno tritato finissimo con un filo di olio extravergine di oliva e aggiungete quindi la crema di zucca. Se troppo densa, aggiungete un paio di cucchiai di brodo vegetale per renderla bella fluida. Regolate di sale (non esagerate, i semi di zucca tostati con lo shoyu sono ben sapidi!).
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e conditela con la crema di zucca, un pizzico di alghe miste e una cucchiaiata di semi di zucca tostati.
Buon appetito!
AVVERTENZE: LaGolosastra non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni derivanti dall'abuso di semi di zucca tostati. Sappiate fin d'ora che possono causare pericolosissime dipendenze. Idem per i semi di girasole, qualora vi venisse la malsana idea di provarli tostati con lo shoyu.
Si sconsiglia vivamente anche l'utilizzo di mandorle tostate con lo shoyu e aromatizzate con il curry. La vostra vita non sarà più la stessa.

mercoledì 9 giugno 2010

COPPETTE DI CAROTE ALLA VANIGLIA E CIOCCOLATO


Va bene, va bene, ufficialmente è arrivata l'estate. Ora possiamo mettere da parte davvero gli stivali e sfoggiare infradito e sandalini. 
Alla 'prova bikini' avremmo dovuto pensare qualche mese fa, (sob!) ma non è mai troppo tardi per iniziare a seguire un'alimentazione sana ed equilibrata (no alle diete lampo, non sono mai equilibrate e spesso i pochi kg persi rapidamente si recuperano con pari velocità).
(ahahah come sono brava a predicare... ma razzolo malissimo)
Soprattutto non è mai mai mai il caso di rinunciare al gusto, ad una coccola, anche ad un dolcetto, purché sia leggero, possibilmente vitaminico e pure pro-abbronzatura.
Queste coppette, a mio avviso, sono più adatte ad una robusta merenda piuttosto che a fine pasto come dessert, infatti sono ben sostanziose (spero di non dire un'eresia dichiarando che potrebbero sostituire un pasto. Domani provo e se sopravvivo vi informo!).
Sono rapidissime da preparare, il tempo al fornello è più che sopportabile, non richiedono una gran maestria ma solo buoni ingredienti.
Da un annetto le avevo addocchiate su un numero di CucinaNaturale, oggi ho rinunciato alle carote nella mia insalatona multicolor e le ho sacrificate per un dolcetto (che all'inizio doveva essere questo, ma poi chissà perché questa rivista è apparsa alla mia vista).
A me sono piaciute un sacco!





COPPETTE DI CAROTE
ALLA VANIGLIA E CIOCCOLATO

(ispirato da una ricetta di CucinaNaturale - aprile 2009)
per 2/3 persone
250 gr di carote (peso delle carote già pulite)
250 ml di latte di riso
1 cucchiaio di olio di riso

25 gr di mandorle tostate
1/2 baccello di vaniglia
2 cucchiai di malto di mais
4 albicocche secche
scaglie di cioccolato fondente e qualche mandorla intera tostata per decorare le coppette

Frullate le carote con le albicocche e il latte di riso, mettetele in una pentola con il baccello di vaniglia diviso in 2-3 pezzi, portate a bollore e abbassate la fiamma e lasciate andare finché si riassorbe tutto il liquido. Aggiungete l'olio di riso e cuocete per altri 15 minuti, lasciando caramellare leggermente il composto.
Lasciate intiepidire, eliminate la vaniglia e unite le mandorle tritate.
Disponete il composto in 2 coppette (o 3 più piccine), lasciate raffreddare in frigo.
Servite decorando con cioccolato fondente in scaglie sottili e qualche mandorla tostata intera (si suggerisce l'abbinamento con ruhm morbido... mmmmh...).

note - le dosi nell'articolo di CucinaNaturale erano doppie, indicate per 4 persone/4 coppette. A mio avviso anche queste dosi sono sufficienti per 4 coppette piccine, dato che il dessert è molto sostanzioso.
Io ho velocizzato un pochino il procedimento, frullando insieme carote e albiococche secche e utilizzando mandorle già tostate (di solito ne tosto in quantità e le conservo in un barattolo ermetico, pronte all'uso) e ho diminuito la dose di olio.

domenica 31 gennaio 2010

Muffins cioccolato e cocco


Muffins cioccolato e cocco, inserito originariamente da LaGolosastra.


Sì sì sì una coccola dolce con questo freddino è un toccasana. Una bella tazza di caffé o di thé caldo, un muffins e la mattinata cambia colore!
Questi muffins (detti anche MAFI) sono vegan, ovvero non contengono alcun ingrediente di origine animale. In parole povere né latte né uova. E come fanno a stare in piedi? Semplice, mentre li preparate dovrete recitare qualche parolina magica a vostra discrezione: abracadabra, salacadulamagicabulabidibodibibu, simsalabim, supercalifragilistichespiralidoso... scegliete quella che vi piace di più.
Io ho scelto PARIPANPU ed eccoli quà... i muffins sono usciti benissimo! Funziona!
Ne ho preparati 6, li ho impacchettati in qualche modo, ho preparato un thermos di thé nero alla vaniglia mi sono imbacuccata e via, alla volta di Trento per un'allegra gita fuoriporta in compagnia di Alice (la mia guru dei dolci vegan, finalmente ci siamo conosciute!), Alda, Brii, Marta e Manu (che da brava trentina ci ha fatto da guida)! 
Come sempre ci facciamo riconoscere, sul treno abbiamo fatto in 5 un casino che manco una scolaresca del liceo in gita... abbiamo tirato fuori i viveri e abbiamo fatto colazione mentre il paziente controllore emetteva il biglietto per le due lacustri che si sono salite sul treno alla Dolcé International Railway Station che non è manco dotata di biglietteria né umana né elettronica (pare che i biglietti si possano acquistare nel negozio di alimentari in centro alla metropoli di Dolcé).
Del viaggio di ritorno sono certa che vi parlerà Brii, io sto ancora ghignando.
Allora, la ricetta a cui si sono ispirati questi muffins l'avevo pescata in rete, credo da VeganBlog ma non ne sono certa, e me l'ero scritta sul solito foglietto volante. Era una dose per 6 muffins, e siccome di solito ne inforno ben di più era rimasta inutilizzata. Invece è tornata utilissima venerdì pomeriggio, il forno era già acceso per la preparazione della torta della Pepi (e prima ancora della mia focaccia da picnic, stavolta in versione vegan) quindi non mi sono fatta riguardo ad infornare solo sei muffins.
L'abbinamento cocco-cioccolato mi piace tanto tanto, vabbé, è cosa nota.
Ci avevo provato pure con la carruba, ricordate? Ah, anche con le banane!
La ricetta è per Brii, che ne farà sicuramente buon uso. A buona intenditrice...


MUFFINS VEGAN CIOCCOLATO E COCCO
100 gr di farina 00
15 gr di cocco rapé + un paio di cucchiaini da spolverizzare sul cocuzzolo
25 gr di olio di riso
125 gr di latte di cocco
70 gr di zucchero di canna
50 gr di cioccolato fondente
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 pizzico di sale

Tritate grossolanamente il cioccolato fondente. Mescolate come d'abitudine gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli umidi in un'altra Unite gli ingredienti umidi a quelli secchi e amalgamateli rapidamente con un cucchiaio evitando di mescolare troppo a lungo, giusto il tempo per fare 'assorbire' la farina (da qualche parte ho letto un perentorio 'massimo 7 mescolate'!). Aggiungete il cioccolato fondente, riempite uno stampo da 6 muffins, spolverizzateli con un pizzico di cocco rapé e infornate a 180° (ventilato) per una ventina di minuti.
Una coccola leggera, consentita anche a chi è perennemente a dieta (un muffin in cambio di una camminata pro-shopping con le amiche blogger: perfetto no?)

martedì 19 gennaio 2010

INSALATINA DI PUNTARELLE

INSALATINA DI PUNTARELLE


...con dressing al miele e balsamico e crostini di pane ai semi di girasole (giusto per non pubblicare un post dal titolo wertmulleriano).

In origine i crostini erano 'croccante di pane ai fichi' (ricordate il mio vegmenu ispirato alle proposte di Andrea Alfieri del Sempione42?) ma siccome io sono decisamente più ruspante (la verità è che il pane ai fichi non ce l'ho) la variante ci stava 'na meraviglia e guarda caso mi avanzava giusto giusto del pane ai semi di girasole preparato sabato. Perfetto per ricavare una manciata di crostini.

Questa mattina mentre facevo la spesa ho adocchiato certe catalogne che mi guardavano sull'attenti, quasi a voler attirare la mia attenzione. Pronti, via.
Avevo già in mente il pranzettino.
Solo che, da brava padana, mica mi sono mai cimentata in vita mia con le puntarelle. Mai mai mai. Anzi, credo di averle mangiate davvero pochissime volte (anche perché spesso mi venivano proposte con l'acciuga che io detesto con tutto il mio cuore).
E quindi? Bon, proviamoci comunque. In rete ci sono un sacco di consigli anche 'fotoguidati'  (per esempio questo) per cui tutto sommato non è difficile, basta un po' di pazienza.
La catalogna che ho acquistato non è proprio quella cicciona che si vede nelle immagini che vi ho linkato, ma quella lunga (so' troppo tecnica?) che però ho scelto badando bene che possedesse un cuoricino bello consistente di foglioline tenere che ho accuratamente pulito e tagliato a striscioline con l'aiuto dello spelucchino (le foglie 'normali' le ho lessate in abbondante acqua salata).
Ho messo in ammollo in acqua fredda con cubetti di ghiaccio, acidulata con mezzo limone, per un'oretta circa le striscioline, che si sono arricciate benissimissimo.
Ho preparato un dressing con mezzo cucchiaino di miele di tarassaco (grazie alle mie consulenti online, Valentina ed Enza!) mezzo cucchiaino di aceto balsamico: ho messo il tutto in una tazzina da caffé e scaldato brevemente nel microonde per liquefare il miele, regolato quindi di sale e pepe.
Ho condito con un cucchiaino di olio extravergine i ricciolini, li ho cosparsi con il dressing e ho aggiunto una generosa manciata di crostini (ovvero pane ai semi di girasole tagliato a cubettini e tostato brevemente in padellino antiaderente appena appena unto di olio extravergine).

Sono ufficialmente innamorata dell'insalatina di puntarelle!

lunedì 18 gennaio 2010

Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano


Per prima cosa GRAZIE!
Grazie di cuore a Laura, che ha pazientemente organizzato la nostra giornata godereccia. Grazie alle compagne di avventura (Lorenza, con la meravigliosa Gnoma, Giovanna, Valentina, LauraPippi) grazie ai compagni, mariti, simpatizzanti che ci hanno fatto compagnia e sopportato le nostre infinite chiacchiere, grazie alle nuove amicizie che spero di aver occasione in futuro di conoscere meglio.
Finalmente siamo riuscite a riunire la combriccola che su Facebook è stata battezzata con il nome di 'La compagnia del fornello', gruppo inizialmente nato per radunare foodblogger milanesi, allargato poi anche ai forestieri.
La 'scusa' era un brunch al ristorante Sempione42, in realtà già in Stazione Centrale abbiamo dato inizio alla quasi interminabile serie di chiacchiere (e chi ci ferma?). Come se ci conoscessimo da sempre.
Lorenza ho già avuto la fortuna di incontrarla un paio di volte, Giovanna mi ha fatto compagnia al Sana, la sensazione è sempre la stessa: quando ci si incontra c'è nell'aria un meraviglioso, contagioso e tangibile entusiasmo.

Per merito dell'organizzazione super efficiente di Laura, ho avuto il mio vegan menu (che non troverete sul sito... era tutto mio. E della Gallina, che mi ha fatto compagnia!). Volete saperlo? Voilà:
ANTIPASTO
Insalatina di puntarelle e croccante di pane ai fichi con dressing al miele e balsamico
PRIMO
Gnocchetti di patate ai carciofi e mentuccia
SECONDO
Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano
DESSERT
Sorbetto al mandarino

Niente male, eh?
E siccome la Golosastra è pure una copiona, ecco che oggi vi propongo la mia versione (superfast e supereasy, pure light, và) del tortino!


TORTINO DI PATATE E PORRI
SU PASSATINA DI ZUCCHINE E ZAFFERANO
(dosi per due persone, o per il piatto unico di una sola Golosastra affamata)

2 patate medio-piccole (circa 180 gr)
1 porro
1 zucchina
2/3 foglie di salvia (facoltative)
olio extravergine di oliva
zafferano di Samassi in fili
sale&pepe

Pronti? Via! Vi servirà una pentola per la cottura a vapore, due stampini da muffin in silicone (o altro materiale, se userete il microonde ovviamente dovrà essere adatto a questo tipo di cottura!).
Pelate le patate, tagliatele a fettine sottilissimissime.
Sistematelo in 1/3 del cestello a vapore.
Lavate e mondate il porro, tagliatene metà a rondelle e sitematelo accanto alle patate. Pulite la zucchina (fettine di 2-3 mm di spessore), tagliate anche questa a rondelle e posizionatela nello spazio rimasto del cestello forato.
A me piace mettere qualcosa di profumato nell'acqua quando cucino al vapore, in questo caso ho agguantato un paio di foglie di salvia. 
Ho messo la pentola sul fuoco e ho lasciato cuocere per una decina di minuti, non di più, finché le patate cedevano alla forchetta.
Nel frattempo ho tagliato il più sottile possibile l'altra metà di porro e l'ho 'crispata' nel microonde (funzione crisp con apposito piatto appena velato di olio evo). Se avete voglia di friggerla, provate e fatemi sapere, secondo me doveva essere così; delle striscioline sottilissime, chiarissime, croccantissime. Io purtroppo non friggo in casa, Nè tantomeno il mio fegato lo tollera un granché pertanto mi sono accontentata di questo risultato estetico.
Terminato di crispare i porri li ho tenuti da parte in una ciotolina.
A questo punto le verdure dovrebbero essere cotte: prelevate patate e porri e (a scelta) passatele con un passaverdure o affidatevi a santissimo minipimer e riducetele in purea. Io avevo due patate ben farinose e non ho avuto necessità di aggiungere farina, in caso fossero troppo acquose forse preferirei aggiungere un cucchiaio di fecola.
Regolate di sale e pepe, quindi versate l'impasto nei due stampini (precedentemente oliati in modo da sformare poi con estrema facilità i tortini). Mettete nel forno a microonde alla massima potenza per 5 minuti.
Nel frattempo passate al mixer le zucchine, con un pizzico di sale e pepe, un cucchiaino da caffé di olio extravergine di oliva e 2/3 fili di zafferano (io ho usato questo che la mia sorellina mi ha portato in dono dalla Sardegna).
Preparate un letto di passatina, sulla quale adagerete il tortino. Sul cocuzzolo del tortino sistemate con garbo i ricciolini di porro crispato e servite.
Li adoooooro!
Questi sono superfast, provati oggi a pausa pranzo perché morivo dalla curiosità. La prossima volta proverò con la cottura in forno, a mio avviso miglioreranno dal punto di vista della consistenza.




sabato 2 gennaio 2010

Riso Rosso Selvaggio al Radicchio di Verona





...e formaggio di mandorle, con erba cipollina, se vogliamo dirla tutta.
Sto sperimentando l'assortimento (disponibile nel punto vendita della Cooperativa LaPrimavera vicino a casa mia) di prodotti sfusi: cereali, semi, etc..
Ognuno si riempie il suo sacchettino di carta, se lo pesa e va alla cassa. In questo modo si può acquistare una minidose giusto per provare un prodotto (come in questo caso) senza ritrovarsi con sacchettini a metà di cereali strambi che non ti sono piaciuti e non sai come liberartene (cosa che onestamente non mi capita mai) o confezioni di legumi dimenticate in fondo alla dispensa, chissà quanto tempo fà.
Su, su, confessate: è capitato anche a voi!
Inoltre, giusto per confermare le buone intenzioni di ridurre i rifiuti, meglio un sacchettino di carta riciclabilissimo che un inutile e inquinante bustina di plastica. Ed è pure più carino!
Ho provato questo riso in uno dei miei pranzetti in solitaria, e devo ammettere che: sì mi è piaciuto, però attendendo che si cuocesse per bene sono morta di fame! Forse con la pentola a pressione non si rischia di azzannare il cucchiaio di legno dalla disperazione.
La cremina di mandorle è un'idea carinissima che ho copiato pari pari dal blog di Alice, di cui mi sono innamorata a prima vista (e a primo assaggio, perché questo pseudo formaggio delizioso lo utilizzo da quando l'ho addocchiato in questa ricetta). L'ho già provato sui cereali con le zucchine (voi già sapete quanto mi piace l'abbinamento mandorle-zucchine?), sulla pizza ma soprattutto su una focaccia radicchio rosso e patate croccanti (non l'ho fotografata ma è deliziosa!). Visto che pure l'abbinamento radicchio/mandorle ha riscosso un certo successo, perché non provarlo con un risottino?
Per il formaggio di mandorle questa volta ho adottato la variante dell'erba cipollina, visto che il mio timo ormai non produce più foglioline (in compenso l'origano è in gran forma, sopravvissuto alla nevicata e alla gelata... mistero!).


RISO ROSSO SELVAGGIO 
CON RADICCHIO ROSSO DI VERONA
FORMAGGIO DI MANDORLE
ED ERBA CIPOLLINA

(dosi per una Golosastra affamata)

80 gr di riso rosso selvaggio
1/2 scalogno piccolo
1 piccolo ciuffo di Radicchio Rosso di Verona
olio extravergine di oliva
brodo vegetale q.b.
sale&pepe

(quantità per circa una tazza da the di ‘formaggio’)
1/2 tazza di mandorle lasciate in ammollo in acqua fredda per almeno 2 ore (in frigorifero)
un cucchiaio di succo di limone
un pizzico di sale marino integrale
un cucchiaino di crema di mandorle bianca
erba cipollina

Preparate con un certo anticipo il formaggio: mettete in ammollo le mandorle spellate in acqua fredda, lasciandole in frigorifero. Dopo l'ammollo, sciacquatele e passatele al mixer, aggiungete il succo di limone, un pizzico di sale ed infine la crema di mandorle (io ho usato questa che trovo da NaturaSì). Coprite e mettete a riposare in frigorifero per mezza giornata.
(io ho messo in ammollo le mandorle la sera, preparato il formaggio il mattino presto e poi lasciato riposare tutta la mattina in frigo).

Preparate il riso:  tritate lo scalogno e stufatelo brevemente con un cucchiaio scarso di olio extravergine di oliva, aggiungete il radicchio mondato e tritato e poco brodo vegetale. Lasciatelo ammorbidire un paio di minuti, quindi unite il riso rosso, tostatelo brevemente e aggiungete gradualmente  il brodo vegetale (che lascerete sobbollire in una pentola a parte, prendendo mestolo per mestolo e aggiungendolo poco per volta al riso fino a cottura ultimata).
A fuoco spento, aggiungere un filino ino ino di olio extravergine a crudo, regolate di sale&pepe, impiattare e condire con la cremina di mandorle e una spolverata di erba cipollina tritata.

note: in rete ho trovato come indicazioni di cottura 34/40 minuti. Secondo me ci vogliono almeno 10 minuti in più. 
Le dosi del formaggio sono decisamente abbondanti, anche se ho ridotto le dosi rispetto a quelle indicate da Alice, Tuttavia non ne è avanzata neanche una briciolina...

mercoledì 11 novembre 2009

L'estate di San Martino!


Pura trasgressione autunnale: non ho saputo resistere all'acquisto di un paio di belle melanzane (in offerta, 1 euro al kg!) al rinnovato punto vendita della Cooperativa La Primavera, e tutta fiera e senza sensi di colpa me le sono portate a casa con il sorriso sulle labbra pregustandone il sapore.
Quale migliore occasione per celebrare questo pezzettino d'estate tardiva? Ad essere sincera oggi mi sembrava ci fosse un bel freddino, nonostante il bel tempo, e un piattino così ha il potere di portare la mia fantasia a spasso: mi ritrovo come per incanto seduta su uno scoglio a guardare il mare di Pantelleria sotto il sole di un tiepido novembre.
Vabbé, purtroppo io a Pantelleria non ci sono mai stata, ma la mia sorellina ci va ormai da qualche anno a in vacanza e non manca di portare a casa saporiti souvenirs:  delizioso passito, profumatissimo origano, minuscoli capperi sotto sale, frutti del cappero paciocconi e... favolosi pistacchi al naturale!
Quindi, riassumendo: una bella melanzanina, tagliata a cubettini e cotta nel mitico piatto Crisp (ok,  ok, lo so che sarebbe molto più invitante fritta, ma chi si contenta gode), qualche pomodorino secco (nella nostra dispensa abbondano grazie ai suoceri), una manciatina di pistacchi e qualche foglia di origano miracolosamente sopravvissuto. E il boulgur. E cosa sarà mai? Il boulgur (o boulghoul, boulgour, bulghur o bulghul e chissà cos'altro) è nient'altro che grano duro spezzato. Nutriente, saporito e, soprattutto, comodo e veloce da preparare (né più né meno di un qualsiasi formato di pasta).
Si presta a fresche insalatone estive, mescolato a verdure e legumi, ma è ottimo consumato anche tiepido come in questa preparazione.
Si può lessare come si fa con la pasta o con il riso (controllate sulla confezione, di solito ci sono indicazioni per la cottura) ma esiste anche un metodo di cottura che prevede di lasciarlo reidratare e gonfiare  chiuso in un contenitore (thermos?) con acqua bollente, ma dovrei andare a recuperare qualche libro per fornirvi indicazioni precise in merito (forse qui nella mia bibbia dello svezzamento veggie, ma l'ho prestato e deve ancora tornare a casina!).




BOULGUR 
CON MELANZANE, POMODORINI SECCHI 
E PISTACCHI DI BRONTE

(dosi per un super piatto unico per una persona affamata
dopo una mattinata di lavoro e un'ora e mezza di yoga)
50 gr di boulgur
1 piccola melanzana
2 pomodorini secchi
1 cucchiaiata di pistacchi di Bronte
1/2 spicchio di aglio
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 ramettino di origano fresco

Sbucciate la melanzanina, tagliatela a cubettini piccini picciò (meno di un cm di lato). Scaldate il piatto crisp per 2 minuti, pennellatelo con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e versate le melanzane, cuocetele quindi con la funzione crisp per una decina di minuti. Salatele (poco) e tenetele da parte.
In alternativa potete friggerle (yummi!) o spadellarle con pochissimo olio, oppure grigliarle (in questo caso tagliatele a fette!).
Risciacquate rapidamente il boulgur sotto l'acqua corrente e lessatelo in acqua bollente salata per 15 minuti circa (io lo scolo qualche minuto prima per spadellarlo con il condimento).
Tostate  rapidamente una cucchiaiata di pistacchi in una padella antiaderente calda, aggiungetevi le melanzane,  il mezzo spicchio di aglio e due pomodorini secchi tagliati a striscioline.
Scolate il boulgur, aggiungetelo al condimento e fatelo brevemente saltare in padella a fuoco vivace. Servite con un filo di olio di oliva a crudo e l'origano fresco.

domenica 8 novembre 2009

LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE È DI ADRIANO CONTINISIO! Ovvero pane al pane...

...e crostate alle crostate, torte alle torte, a Cesare quel che è di Cesare.
E, naturalmente ad Adriano e Lydia quel che a loro appartiene.
Molte delle persone che in questo momento leggono questo post conoscono le recenti vicende che hanno visto protagonisti Adriano e Lydia.
Per questo oggi, 8 novembre 2009 molti foodblog pubblicheranno in contemporanea un post a loro dedicato. Per questo anche LaGolosastra aderisce (in modo un po' anomalo, mi si perdoni) a questa iniziativa.

Per chi invece non conosce le vicende, può trovare un 'riassunto' in questo post di sfogo di Adriano.


Vogliamo ricordare che la Crostata di Mele e Mandorle è di Adriano.
E la Caprese bianca è di Lydia.
Ma, se vogliamo, sono di tutti e di tutte, sarebbe sufficiente un po' di umiltà nel riconoscere il merito a chi quotidianamente mette a disposizione del resto del mondo il frutto del proprio lavoro, della propria passione, del proprio tempo. Sarebbe sufficiente condividere e non copiare di sana pianta, senza prendersi la briga di cambiare nemmeno una virgola.
Soprattutto quando il frutto del lavoro di qualcun'altro viene utilizzato a scopo di lucro.

Io utilizzo quotidianamente ricette 'rubate' in giro per la rete. E pure le pubblico, riconoscendo con immenso piacere e davvero infinita gratitudine il merito a chi l'ha pubblicata o a chi mi ha anche solo ispirata.
Ed oggi quindi, tripla dedica per questo post, in virtù del fatto che, a causa delle restrizioni a cui sono sottoposta in questi ultimi mesi, non posso plagiare a modino la ricetta di Adriano o quella di Lydia.
Ma posso scopiazzare di gusto (e fidatevi, DAVVERO di gusto) la ricetta di Alex visto che finalmente ho trovato il latticello!

Il latticello (o buttermilch o buttermilk... insomma il 'latte del burro') non è altro ciò che rimane in seguiro alla burrificazione della panna. In pratica è un siero un po' più acido del latte, ricco di sali minerali basici (potassio e calcio, ad esempio), pochi grassi e lattosio, ma soprattutto ha la caratteristica di rendere torte e focacce meravigliosamente soffici!

Provare per credere!


IL PANE PER LA COLAZIONE 
 

450 gr di farina
2 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaio di scorza d'arancia grattugiata (o 1-2 cucchiaini di polvere d'arancia)
2 cucchiai di semi di papavero
2 cucchiai di semi di sesamo o di lino
2 cucchiai di semi di girasole o di zucca
1 cucchiaino di sale
500 ml di latticello
burro per lo stampo

Preparazione: riscaldare il forno a 200°C. 
Setacciare la farina in una terrina capiente, aggiungere gli altri ingredienti secchi e mescolare il tutto. Versare pian piano il latticello mescolando fino ad ottenere un impasto morbido. Imburrare uno stampo da cake, mettere l'impasto nello stampo. Infornare per 30 minuti, abbassare poi la temperatura del forno a 150°C e cuocere ancora per 30 minuti. Fare la prova dello stecchino prima di estrarre il pane dal forno. Togliere il pane dallo stampo e lasciarlo raffredare su una griglia.

la mia variante: ho utilizzato 2 cucchiai di semi di papavero, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 2 cucchiai di semi di lino, 1 cucchiaio di mandorle tritate. E ho pure cosparso la superficie di scaglie di mandorle prima di infornare. Ho utilizzato olio di oliva extravergine per ungere la teglia.

piesse - sì lo so, sono latitante. Ma vi giuro che ci sono. Sono davvero impigrita dall'arrivo del freddo. Non ho smesso di cucinare (e nemmeno di  plagiare!) ma per lo più la sera, per lo più ricette già straviste (zuppe&co. sono il mio hobby preferito) e in mancanza di luce naturale la mia macchinetta a pedali non ce la fa a fotografare. Stamani per scattare ste due misere fotine al 'mio' pane per la colazione ho rischiato la broncopolmonite (sono rabbreddatizziba e fuori c'è un tempaccio)! 
Ma ci sono!

giovedì 15 ottobre 2009

la tortina per Valentina


 


Molte di noi si ritrovano anche su Facebook che è diventato una specie di salottino (adiacente alla cucina) dove si conversa allegramente del più e del meno, dove si parla spesso e molto volentieri di cose buone da mangiare: cosa preparo per pranzo/cena, cosa sto sfornando, mmmhhh che profumino, porcaloca che disastro... Insomma, l'abbiamo trasformato in un social-gnam-network!

Proprio oggi, al termine di una mattinata in giro per commissioni assai noiose ma doverose, mi intrattengo in due chat-ciacole con una cuoca pasticciona che mi fa venire lo sghiribizzo di lanciarmi in cucina a preparare una torta salata da condividere.
Detto fatto!

Una torta salata preparata in tempo record con quel che c'era in casa *, sfornata al volo e fotografata ancora bollente prima di scappare di corsissimissima al lavoro.
Una ricetta anche un po' banale, nulla di innovativo (anche se in verità ho pure sperimentato una cosa che non avevo ancora provato), ma preparata con il cuore.
Questa è la tortina per Valentina!

*(grazie di cuore al  nonno Lallo per la fornitura di porri... è iniziata la produzione invernale dell'orto! A proposito: buon compleanno, nonno!)




TORTA SALATA PORRI & MANDORLE IN SFOGLIA ALLA SALVIA

per la base:
120 gr di farina 0
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di salvia secca tritata
1 pizzico di sale
1 pizzico di cremor tartaro
vino bianco secco q.b.

per la farcitura:

2 cucchiai di farina 00
1 tazza di latte di soia
3 piccoli porri (o 1 grande)
salvia fresca
sale&pepe
olio extravergine di oliva
1 manciata di mandorle tritate grossolanamente

Preparate la sfoglia (una variante della fantastica, versatilissima ricetta di Stelladisale) mescolando la farina con un pizzico di sale e un pizzico di cremor tartaro (o di lievito non vanigliato!), la salvia secca tritata. Aggiungete l'olio e pian pianino il vino bianco quanto basta a creare un impasto elastico. Coprite e lasciate riposare.
Pulite e mondate i porri, tagliateli a rondelle e fateli saltare in padella con un filo di olio, un paio di foglie di salvia e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e lasciate ammorbidire qualche minuto.
Preparate la besciamella vegan scaldando l'olio in un pentolino. Togliete dal fuoco, aggiungete la farina setacciata mescolando con un cucchiaio di legno fino ad amalgamarla competamente senza formare grumi. Aggiungete quindi a filo il latte (io l'ho aggiunto a temperatura ambiente) mescolando di continuo. Riportate il tegamino sul fuoco basso, e continuando a mescolare portate ad ebollizione e lasciate bollire finché non si addensa.
Una volta pronta, aggiungete i porri, regolate di sale e di pepe.
Portate la temperatura del forno a  180°. Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da forno, fino ad uno spessore di 2/3 mm, quindi adagiatela in una tortiera da 22 cm lasciando fuoriuscire i bordi. Farcite la base, spolverizzate con le mandorle tritate grossolanamete, e ripiegate i bordi della pasta verso il centro.
Infornate per una ventina di minuti, finché non sarà ben dorata.


PER FAVORE.
ASPETTATE UN ATTIMO PRIMA DI ASSAGGIARE!

C'è un messaggio importante, Fra ha detto tutto e io vi rimando al suo post.

OGGI 15 OTTOBRE - BLOG ACTION DAY


domenica 11 ottobre 2009

Evviva lo strudel!


Al solito. Arriva la Golosastra a stravolgere le tradizioni. Non contenta di proporre una versione vegan (e pure light, se vogliamo), mò vi stravolgo anche il ripieno.
Io amo lo strudel. Con le mele, l'uvetta, la cannella. Accetto anche i pinoli, pur non amandoli particolarmente (infatti spesso a casa li sostituisco con le noci). Ma questo ripieno, lasciatemelo dire, è una bomba!
Che l'abbinata pere+cioccolato sia favolosa si era già detto (tra l'altro andando a ripescare questo vecchio post mi sono accorta che a) non riesco a visualizzare la foto della zuppa... ahahahh chi se l'è mangiata? b) anche l'abbinamento zucca, ricotta del Cansiglio e semi di papavero mi piace un bel po'!) e ogni volta che vedo in giro per i blog ricettine con questi due ingredienti la mia acquolina aumenta in maniera esponenziale. Così come avvenne il giorno in cui scoprii l'esistenza di questo strudel (in una versione squisitamente altoatesina). Fu durante un weekend in questo posticino qui dove un tempo andavo anche piuttosto spesso e in qualsiasi stagione.
Arrivai e subito una locandina colpì la mia (golosa) attenzione: "La settimana del buongustaio" (o qualcosa che suonava altrettanto appetitoso). Una settimana durante la quale il già succulento menu del ristorante veniva arricchito da proposte ad hoc.
Che dire? Me lo ricordo ancora questo strudel!
Volete provarlo?
Poi, non vorrei insistere, ma con una giornatina uggiosa come quella che l'autunno ci ha regalato ieri, cosa c'è di meglio di un buon the caldo con una fetta di strudel?

piesse - per i golosissimi, per i tolleranti, per quelli che non stanno mai a dieta: provatelo anche con la sfoglia classica. Per i pigri: vi concedo pure la pasta sfoglia già pronta, non vi pentirete del risultato!


Per la pasta:
200 gr di farina 00
4 cucchiai di olio di semi di mais


un pizzico di sale
un pizzico di cremor tartaro
latte di riso q.b.

Per il ripieno:
3 pere
50 gr di cioccolato fondente
1 manciata di noci tritate
2 biscotti secchi sbriciolati

1 cucchiaino di malto
zucchero a velo per la decorazione


Mettete la farina sulla spianatoia o in una ciotola abbastanza capiente, aggiungete il cremor tartaro, un pizzico di sale e l'olio. Iniziate ad impastare e aggiungete latte di riso quanto basta per ottenere una pallotta liscia ed elastica. Avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare una mezzoretta.
Nel frattempo preparate il ripieno: sbucciate le pere e tagliatele a piccoli pezzi, mettetele in una ciotola e mescolatele con delicatezza con la cioccolata tritata molto grossolanamente e le noci.
Stendete la pasta sottile su uno strofinaccio pulitissimo e infarinato, prima con il mattarello poi aiutandovi con le mani. Ritagliate con la rotella la pasta in eccesso fino a formare un  rettangolo e  disponete prima i biscotti sbriciolati su circa 2/3 della superficie e quindi il ripieno.
Con  l'aiuto di uno strofinaccio (questo video può aiutarvi a capire come) arrotolate la pasta fino a formare un cilindro e disponetelo sulla placca rivestita con carta forno.
Spennellate con poco latte di riso la superficie e infornate a 180° (io uso il forno non ventilato perché mi sembra che altrimenti si secchi troppo, essendo una versione a ridottissimo utilizzo di grassi) per 15 minuti circa (se vedete che tende a scurire troppo, coprite con carta stagnola) .
Tirate fuori dal forno, spennellate la superficie con un cucchiaino di malto (io ho barbaramente intinto il pennello in silicone e passato sulla superficie calda dello strudel!) e infornate nuovamente per una decina di minuti.

Una volta sfornato, lasciate raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo prima di servire.

lunedì 5 ottobre 2009

LaGolosastra e la zucca del contadino.


C'era una volta un contadino gentile che regalò alla mamota (la genitrice della Golosastra, n.d.r.) una bella Zucca.
Bella? Insomma, mica tanto. La Zucca, se vogliamo essere sinceri sinceri, era un pochino bruttarella: aveva qualche bozzo fuori posto e certo non avrebbe potuto partecipare a Miss-Zucca-Italia 2009. Ma si sa, qui badiamo solo fino ad un certo punto all'apparenza. Quel che conta è che sia "bella dentro".
E così LaGolosastra si armò di santa pazienza e (letteralmente) di un coltellaccio affilato e sacrificò la Zucca bruttarella in una sera di quest'autunno che si traveste d'estate.
Il suo cuore si rivelò intatto, e fu barbaramente affettato e infornato senza pietà per deliziare i palati dei commensali.
Ma già alla prima forchettata, la Golosastra si rese conto che la Zucca stava perpetrando la sua subdola vendetta, presentandosi con un sapore sinceramente un po' insulso.
Che delusione. E che faccio butto via tutto 'sto bendidio? No. Eh, no. Se vuoi la guerra, Zucca, la guerra avrai.


(mumble... mumble...)

Che ci posso fare con una zucca già cotta in forno? Gnocchi? No, non ne ho voglia. Polpette? Mah, potrebbe essere un'idea. Niente uova, però. E se provassi con i magici fiocchi di cereali? Proviamo?
Sì!

BOCCONCINI ALLA ZUCCA&RICOTTA AFFUMICATA

1 zucca
1 tazza di fiocchi di farro
1 tazza di ricotta affumicata grattuggiata (del Cansiglio)
latte di riso
sale&pepe
1/2 cipolla
semi di papavero
olio extravergine di oliva

Truc... ahem... aprite la zucca, privatela dei semi e della scorza e disponetela sulla placca foderata di carta forno. Infornate a 180/200° per 15/20'.
Sfornate, lasciandola intiepidire.
Fullate la zucca insieme ai fiocchi di farro (precedentemente ammollati in una tazza con poco latte di riso tiepido e strizzati), la ricotta grattuggiata e mezza cipolla, quindi aggiustate di sale e pepe.
Sulla placca del forno (foderata con la solita carta), pennellate poco olio extravergine e con due cucchiai formate delle quenelle a distanza regolare. Cospargetele di semi di papavero, infornate a 180' per un quarto d'ora circa.


piesse - perfetto come contorno, ma niente male anche come aperitivo o antipasto, anche per un buffet visto che si può servire tiepido e mangiare con le mani senza fare un macello!

piesse bis -  Alla fine ha vinto la Golosastra. La Zucca "nientediche" è diventata proprio buona!

martedì 29 settembre 2009

L'apparenza inganna...


Per esempio potrebbe sembrare che io sia sparita. Invece no. Ci sono, anche se, vinta dalla pigrizia, non sto volentieri davanti al pc se non per motivi lavorativi o per dei rapidi passaggi.
Le giornate sono ancora soleggiate e si sta volentieri in giro (anche per una bella passeggiata per conoscere carinissime e giovanissime blogger) e, complice il caldo, le maledette zanzatigre sono ancora iperattive ed affamate e non appena mi accomodo alla mia postazione con il buon proposito di postare qualcosa... eccole, arrivano all'attacco. Proprio mentre scrivo uno di questi simpatici quanto utili insettini ha ben pensato di banchettare sul mio zigomo sinistro.
Penso che per andare a lavorare oggi dovrò indossare recuperare un sacco di carta con i buchi per gli occhi (avete presente Charlie Brown?).
Niente scuse, sono qui per lasciare una ricettina (molto easy, come di abitudine) per dei dolcetti vegan, che sono dei muffins ma senza uova, senza latte. E senza cioccolato.
Sono stati infatti preparati con la farina di carruba al posto del cacao.
La farina di carruba ha un alto contenuto di proteine, vitamine, minerali come calcio, magnesio, potassio: è un alimento nutriente a tutti gli effetti, povera di grassi e di sodio e soprattutto di sostanze eccitanti come il cacao.
Ora, a me il cioccolato piace in un modo indescrivibile. Ma in teoria dovrei evitarlo (eh, bravo chi ce la fa!). Ho acquistato questa confezione di polvere di carruba Rapunzel (approfittando di un'offerta) e ho timidamente fatto il primo esperimento semplicemente sostituendo il cacao con la carruba.
Siccome ho letto pure che questa polvere magica è pure un ottimo addensante, stabilizzante ed emulsionante, non potevo che pensare a Manuela e ai suoi esperimenti. E prima o poi ci provo anch'io. Anzi, chi passa di qui e ha qualche suggerimento per l'utilizzo della farina di carruba è naturalmente il benvenuto!

Intanto godetevi questa ricettina "a basso rischio"!

MUFFINS COCCO E CARRUBA (12 muffins)
3 tazze di farina 00
1 tazza di cocco rapé
1 tazza di zucchero di canna
2 cucchiai di farina di carruba
2 tazze di latte di riso
1/2 tazza di olio di semi
1 bustina di cremor tartaro

Accendete il forno a 180° (ventilato anche qualche grado meno) e predisponete già le apposite pirrottine di carta nello stampo per muffins.
Quindi seguite la procedura tradizionale per i muffins (è facile, detta e ri-detta ma la ripeto per i dummies).
Preparate due ciotole, una con gli ingredienti "secchi" ben miscelati e l'altra con gli ingredienti "umidi" anche questi bene amalgamati.
Unite il contenuto della due ciotole mescolando rapidamente, non lavorate troppo.
Disponete un'abbondante cucchiaiata di preparato per ogni stampino, quindi infornate per 15-20'.
Lasciate intiepidire e quindi estraete dallo stampo e lasciate raffreddare su una griglia.
Questi muffins vegan, contenendo meno grassi, sono un po' più asciutti: si conservano qualche giorno, avendo l'accortezza di chiuderli in un contenitore ermetico.







giovedì 17 settembre 2009

Couscous... sano!

 
Guardate un po' l'orario di questo post, e sappiate che mi sono alzata di buon ora per poter pubblicare qualcosina prima di andare al lavoro!
Già da quasi due settimane sono tornata ad occupare la mia scrivania dopo la convalescenza e il ritmo è davvero incessante. Aggiungete l'inizio della scuola (anzi, il debutto in prima della mia Pepi), l'autunno che ci è piombato addosso senza preavviso e capirete perché alla sera sono da buttar via!
Già da qualche giorno sono entrata in quella languida fase della stagione in cui indugio sotto le coperte prima di alzarmi. Suona la sveglia e, invece di scattare, tiro un po' più su le lenzuola fino a coprirmi anche il naso...
Bando alle ciance (ciancie?), sono qui per raccontarvi che lo scorso sabato sono andata in gita a Bologna per visitare il Sana! Vi racconto anche che qualche settimana fà mi arriva una mail di Letizia di Ecor con l'invito a partecipare alla presentazione della nuova rivista Valore Alimentare. Ho accolto l'invito con entusiasmo e sabato 12 settembre è arrivato in un batter d'occhio: sveglia presto, sono salita sul mio bel trenino in direzione Bologna Centrale, dove avevo appuntamento con la socia Giò.
Siamo arrivate prestissimo in fiera, ancora dovevano aprire le biglietterie! 
Dopo una passeggiata tra gli stands alla scoperta di interessanti bio-novità da degustare (di cui andrò presto a caccia e vi racconterò), alle 12 ci siamo presentate al palcoscenico di "A Sana con Gusto" dove Letizia (grazie!) ci ha accolte con la sua sorridente dolcezza. Che emozione, ho avuto il piacere di conoscere Camomilla/Fiordifrolla, Izn/Il pasto nudo, ed Ester/Kosenrufu mama
Dopo un breve aperitivo, ci siamo accomodate sul palcoscenico appositamente allestito, ed è iniziata la presentazione della rivista. O dovrei dire la ri-presentazione? Infatti Valore Alimentare qualcuno di voi probabilmente ha già avuto modo di sfogliarla, perché veniva distribuita gratuitamente in alcuni punti vendita di alimenti biologici. Ora si presenta in una veste nuova, ricca di contenuti curati da uno staff professionale e appassionato.
E sottolineo appassionato. Perché durante la presentazione sono rimasta piacevolmente contagiata dall'entusiasmo con cui ogni singolo componente dello staff ha dato voce alle proprie competenze con la passione che a mio parere sarà l'ingrediente fondamentale di questa "ricetta" rinnovata
La rivista sarà disponibile presso numerosi punti vendita di alimenti biologici ma è possibile anche riceverla comodamente a casa in abbonamento (per informazioni o per scrivere alla rivista: info@valorealimentare.it).
E a proposito di ricette, la domenica mattina dopo una giornata al Sana, non può che venir voglia di un piattino "sano". Rovistando nella dispensa mi sono resa conto che contiente più prodotti Ecor di quanti avrei mai creduto di avere! E quindi, voilà una ricetta molto Sana e abbastanza Ecor!
COUS COUS CON LENTICCHIE ROSSE E CAROTE
una tazza di lenticchie rosse
2 carote
1/2 cipolla
2 cucchiai di tahin
2 cucchiai di semi di girasole
erba cipollina fresca
olio extravergine di oliva
sale&pepe
Cucinate il cous cous secondo le indicazioni che trovate sulla confezione (io ho messo a bollire 200 gr di acqua con un cucchiaino di sale e un cucchiaio di olio, una volta portata ad ebollizione ho spento, versato il couscous, mescolato con un cucchiaio di legno e coperto per 5 minuti).
Tritate fine la cipolla, soffriggetela in una padella antiaderente con un filino di olio, aggiungete le lenticchie e le carote grattuggiate, coprite con una tazza di acqua. Abbassate la fiamma e lasciate stufare per un quarto d'ora circa (controllate la cottura e verificate che rimangano umide).
Sgranate il cous cous con la forchetta, aggiungete le carote e le lenticchie, un paio di cucchiai di tahin (facoltativo... io ne sono golosa...), una cucchiaiata di erba cipollina fresca tritata fine, regolate di sale&pepe e aggiungete un filo di olio extravergine se vi sembra troppo asciutto.
Servite guarnendo con semi di girasole.
Facile, veloce e sano!
note - Non lo so se il fatto di curare un blog goloso renda le persone più belle (sottoscritta esclusa), ma sino ad oggi le blogger che ho avuto modo di conoscere "live" non mi hanno mai delusa!

domenica 9 agosto 2009

La zuppa di Carote di Alex - reloaded

Con la pancia piena, mentre mi lecco ancora i baffi, sono qui solo per accompagnarvi per manina in un blog dell'altro mondo.
Oggi Alex ha postato questa ricettina sfiziosa che merita la vostra attenzione. Semplice da preparare (e chi ha voglia di stare davanti ai fornelli con queste temperature infernali?) e vitaminica!
Le dosi indicate nel post originale sono per 4 persone, io l'ho preparata (con alcune varianti) per me sola e mi sono divertita a perdere tempo per fotografarla con diversi sfondi (sempre colpa di Alex!) tanto è più buona tiepidina e comunque nessuno aspettava che la servissi in tavola!
Secondo me questa ricettina è perfetta anche per i single, per dedicarsi una sana coccola, con un piatto facile e veloce da preparare. Ed è anche light!

ZUPPA DI PATATE DI ALEX - reloaded
dosi per una persona!

100 gr di carote
1/2 scalogno tritato
1/4 di litro di brodo vegetale
1 cucchiaio di tahin chiaro
1 cucchiao di lievito alimentare in fiocchi
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
sale&pepe
erba cipollina

Tritate lo scalogno fine, pulite le carote e grattuggiatele, mettete il tutto a saltare velocemente in un tegamino, quindi coprite con il brodo vegetale e lasciate cuocere finché le carote non si ammorbidiscono (un quarto d'ora è sufficiente).
Togliere dal fuoco, lasciate intiepidire.
Aggiungete un cucchiaio di tahin chiaro, un cucchiaio di lievito alimentare e passate il tutto al minipimer. Potete guarnire con un pizzico di semini di sesamo e qualche filo di erba cipollina tagliuzzato.

mercoledì 3 giugno 2009

Resta di stucco, è un barbatrucco!

Fino a qualche mese fa ero convinta che per preparare i muffins ci fosse almeno un ingrediente irrinunciabile: le uova.
Ora, siccome si fa di necessità virtù, e in questo momento la Golosastra ha la necessità di privarsi delle uova e dei latticini in genere, deve inventarsi qualche virtù perchè è pur sempre una Golosastra nell'anima. Come dire... se il lupo perde il pelo ma non il vizio, la Golosastra rinuncia a uova e latticini, ma MAI e poi MAI alle golosità!
Così, spulciando nei vari blog e siti a tema "vegan", ha scoperto che si possono preparare i muffins senza uova e senza latte! Ho tentato già qualche esperimento, prima con la farina di cocco, poi quelli con le noci pecan... buoni!
Ieri due banane maculate mi guardavano in un modo inquietante... EUREKA! Da qualche parte avevo letto che anche le banane potevano diventare un eccellente sostituto dell'uovo nella preparazione di vegandolci.
Et voilà, se consideriamo che ho tonnellate (!) di cioccolato pasquale avanzato... les jeux sont faits!

Peccato non aver avuto una bella candelina... perché ci sarebbe da festeggiare Comida!
Buon blogcompleanno, di cuore <3 perché te lo meriti, perché sei speciale!


MUFFINS VEGAN AL CIOCCOLATO
2 banane mature
1 tazza di farina 00
1 tazza di farina integrale
1/2 di tazza di latte di mandorle
3/4 tazza di zucchero di canna
2 cucchiai di malto di mais
1/2 tazza di amido di mais
1/2 tazza di olio di semi di mais
1/2 bustina di cremor tartaro
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale (che io mi sono dimenticata...)
80 gr di cioccolato fondente

Nella suddivisione "classica" degli ingredienti da muffins (secco-umido) sono andata in crisi per un istante, poi ho considerato che due banane maculate che vanno spiaccicate con la forchetta sono decisamente da annoverare tra gli ingredienti umidi!
Nella ciotola delle banane spiaccicate ho aggiunto l'olio, il latte di mandorle e il malto emulsionando bene bene con la forchetta.
In un'altra ciotola ho mixato le due farine e l'amido, aggiunto il cremor tartaro e il bicarbonato (mi sono clamorosamente scordata del sale, pazienza) e ho grattuggiato il cioccolato fondente (tenendone da parte un quadratino).
Ho mescolato il contenuto delle due ciotole rapidamente.
In uno stampo da 12 muffins ho posizionato le pirottine, suddiviso l'impasto e infornato a 175° circa (forno ventilato) per una ventina di minuti.
Una volta sfornati, ho grattuggiato il cioccolato sul cocuzzolo di ogni muffin ancora caldo!



piesse - secondo voi ho fatto bene ad "etichettare" questa ricetta come "Light"?
piessebis - andate a vedere i cherrymuffins di Paoletta, e fate tesoro dei suoi consigli!