domenica 1 marzo 2009

Two gust is megl che uan!


Diceva il saggio Accorsi ai suoi esordi. Non aveva tutti i torti e io ve lo dimostrerò.
Ieri ho accompagnato la mia mamota ad un corso di cucina per non vedenti, una splendida iniziativa promossa dall'Unione Italiana Ciechi di Verona in collaborazione con l'istituto professionale Alberghiero di Verona, "Angelo Berti".

La mia presenza è in veste di accompagnatrice però siccome sono terribilmente rompiscatole, ogni tanto ci metto il naso! Durante l'incontro di ieri abbiamo preparato la pasta brisée (e quindi delle mini-quiche) e la trota (aiuto, che impressione...).
E ho pensato che per colpa della mia passione sfrenata per la base di Stella di Sale, era da molto tempo che non utilizzavo la brisée.
Più brisée per tutti! La brisée è facile da fare, sfiziosa e soprattutto versatile (si presta a mille abbinamenti, salati e dolci).
Sono la solita esagerata e, presa dall'entusiasmo, ho impastato troppa brisée. Doveva solo trasformarsi in un tortina salata per pranzo, e poi che è successo?
Ora ve lo racconto.

QUICHE SPINACI E BRIE
per la base - pasta brisée:
100 gr di farina 00
50 gr di burro
30 gr di acqua freddissima
1 pizzico di sale

per la farcitura:
100 ml di panna fresca
2 uova
300 gr di spinaci surgelati
1 pezzettino di cipolla
1 filo di olio extravergine di oliva
100 gr di brie
sale&pepe
erba cipollina

Preparate la pasta brisé impastando velocemente con le mani la farina con un pizzichino di sale, il burro freddissimo a pezzettini, aggiungendo poco per volta l'acqua freddissima.
Lavoratela in fretta fino a formare un impastico sodo ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare nel frigo per un'oretta (potete prepararla, meglio ancora, il giorno prima).
Nel frattempo preparate il ripieno: lessate gli spinaci (io li cucino nel microonde in un contenitore fattaposta), scolateli per benino e passateli in padella con la cipolla e un filo di olio extravergine finché si saranno asciugati. Regolate di sale.
In una ciotola montare con la frusta le uova, aggiungere la panna continuando a mescolare energicamente. Regolate di sale e pepe (con cautela, ricordatevi che poi ci va il brie che è ben saporito!).
Aggiungete alla crema gli spinaci tritati.
Accendete il forno a 175°.
Stendete la pasta brisé con il mattarello e foderate uno stampo diametro 22 cm, compresi i bordi.
Versate il composto sulla base, aggiungete il brie a tocchetti (tenetelo distante qualche cm dal bordo) affondandolo leggermente nella farcitura.
Infornate per una mezzoretta circa.
Lasciate intiepidire e servite!


C'è da dire, però, che avevo preparato il doppio dell'impasto (con 200 gr di farina). La pallotta avanzata l'ho parcheggiata nel frigo.
Poi, dopo pranzo, visto il tempo insulso che non invitava di certo ad uscire, visto che mi serviva un alibi per non affrontare la biancheria da stirare, mi sono inventata di preparare un dolce per merenda. Così potevo far fuori anche la brisé avanzata! Ne è uscito un mix tra il flan provenzale e la torta alsaziana. Ma con un profumino di agrumi...
E siccome non c'è due senza tre (e siccome la Golosastra è una pasticciona), c'è anche un bonus extra. Possiamo dire senza incertezza alcuna che "Tree gust is megl che uan!"

FLAN AL PROFUMO DI AGRUMI
per la base:
pasta brisé (vedi sopra ricetta della quiche)

per la farcitura:
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
zucchero a velo

Preparate la brisée come indicato per la quiche. Potete anche utilizzare questa ricetta, un po' più dolce (eventualmente riducete lo zucchero della farcitura). Quando ha terminato il suo meritato riposo nel frigo, stendetela con il mattarello e foderate uno stampo (io ho utilizzato sempre lo stampo piccino da 22 cm), se avanza un pezzettino di pasta consevatelo per ricavare le strisce con cui decorare la crostata.
Ricoprite la base di brisée con un disco di carta forno tagliato "su misura", riempite di fagioli secchi e infornate a 175° per una ventina di minuti.
Nel frattempo preparate la crema per la farcitura: montate le uova con lo zucchero (ricordate, le uova a temperatura ambiente!) aggiungete la panna, anch'essa a temperatura ambiente, i semini di mezza stecca di vaniglia, la scorza di un limone grattuggiata e la scorza di un'arancia (agrumi bio, comuque non trattati!).
Io ho aggiunto la polvere d'arancia preparata secondo le istruzioni di Cavoletto.
Il composto andrà versato sulla base che nel frattempo avrete pre-cotto nel forno, decorato con le strisce ritagliate (appoggiatele con delicatezza a formare delle losanghe), spolverizzato con poco zucchero a velo e nuovamente infornato per almeno un'altra mezzora, finché il ripieno sarà completamente rappreso.
Una volta sfornata, lasciar raffreddare (una volta che si è intiepidita meglio sformarla e raffreddare su apposita griglia).

Bonus extra, ovvero come la Golosastra ti rigira la frittata: combina un pasticcio e si inventa un dolcetto!
Allora, confesso, ho sbagliato (ahahah, tanto per cambiare) e ho fatto delle considerazioni proprio del tutto sconsiderate. Dalla ricetta della torta Alsaziana ho visto che ci andava la crema preparata con 200 ml di panna. La testolina mia ha pensato "visto che non ci metto le mele, raddoppio la dose di crema, così viene una crostata goloserrima". Peccato che ho steso la brisée nello stampo piccolo, quindi tutta quella crema non ci stava neanche con un miracolo.
Cosa potevo inventarmi per sfruttare tutta questa cremina agrumosa?


MINIBUDINI AL PROFUMO DI LIMONE E ARANCIA
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiai di amido di mais
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
mandorle a scaglie

Ovviamente la cremina va preparata come quella sopra, ho semplicemente aggiunto un paio di cucchiaiate abbondanti di amido di mais, con calma e sempre mescolando con le fruste elettriche per evitare eventuali grumi.
Ho suddiviso il composto negli stampini in silicone per 6 muffins, riempiti nemmeno a metà dell'altezza totale, ho distribuito poche scaglie di mandorle in superficie ed infornato a bagnomaria per una mezzoretta, finché si sono completamente addensati.
Niente male, davvero.
Non so se in effetti si possano definire budini, ma non saprei come altro chiamarli!