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venerdì 28 agosto 2009

Preparatevi ad una serata... piccante!

"Dio ha creato l'alimento, il diavolo il condimento" - J. Joyce

Non dalla Calabria ma dall'orto della Val de l'Oco è arrivata questa mini fornitura di peperoncini very very hot! Che farne? Nella maggior parte delle ricette li troviamo farciti di tonno e/o acciughe, o raramente con del caprino (sono deliziosi). La prima opzione è stata scartata a priori, la seconda pure perché il caprino Tommasino me lo sono pappato tutto io (e che dovevo fare,è uno dei pochi latticini di cui mi è consentito deliziarmi).
Avevo letto da qualche parte una ricetta che prevedeva un ripieno di pangrattato e pasta di acciughe, e mi ha dato un'idea per un ripieno alternativo e, soprattutto, vegetariano.
Ho curiosato nel frigo e in dispensa, ho saccheggiato la mia pianta di origano, e pasticciando un po' in una ciotola ho finalmente ottenuto quella che mi è sembrata la consistenza giusta ed ora vi svelo cosa celano questi piccantissimi scrigni. Le dosi sono un po' a occhio ma ho cercato di stare attenta alle quantità per poter riportare delle proporzioni sensate.

PEPERONCINI ROSSI PICCANTISSIMI
una dozzina di peperoncini rossi tondi
una tazza di pangrattato
una tazza formaggio di capra grattuggiato
3 cucchiai di paté di olive nere
1 cucchiaio di capperi dissalati + una dozzina di capperi per decorare
un mazzetto di origano fresco
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva

(aceto per sbollentare i peperoni)

ATTENZIONE - Procuratevi immediatamente un paio di guanti per maneggiare i diabolici peperoncini. Non è un'indicazione, è un ordine!
Lavate ed asciugate i peperoncini.
Con un coltellino tagliate tutt'intorno al picciolo e asportatelo. Pulite con cura anche l'interno eliminando tutti i semini.
Portate ad ebollizione in una pentola capiente metà acqua e metà aceto bianco, regolate di sale.
Tuffatevi i peperoncini e sbollentateli per un paio di minuti.
Scolateli e metteteli ad asciugare per bene con il foro rivolto in basso.
Tritate con la mezzaluna lo spicchio d'aglio, i capperi e l'origano e metteteli in una ciotola. Unite il pangrattato e il formaggio*, il paté di olive e aggiungete un filo d'olio per amalgamare, fino ad ottenere un impasto morbido.
Farcite con cura ogni peperoncino con l'impasto (i guanti, non dimenticateli) pigiandolo con delicatezza nella cavità fino a riempirli completamente. Decorate ogni peperoncino con un cappero intero, condite con olio extravergine e servite.
Non siate avari di abbeveraggi per i vostri commensali!

Io ho utilizzato un formaggio di capra (di cui non sono ancora riuscita a carpire il nome, sempre che abbia un nome) che trovo al mercato da un simpatico signore Sardo. si tratta di un formaggio magro con una consistenza simile alla ricotta dura. Nulla toglie che si possa utilizzare un qualsiasi formaggio di vostro gradimento. Secondo me potrebbe essere moooolto sfiziosa la feta, per esempio.

note - probabilmente possono essere conservati come si fa per per quelli ripieni di tonno o formaggio, ma non so se gli ingredienti della farcitura siano adatti alla conservazione. Se qualcuno passa di qui e ha consigli in merito, sarà il benvenuto/a!

venerdì 22 agosto 2008

Golosastrerie!

L'altra sera in preda ad un raptus golosastro, invece che cucinare due patate al vapore da accompagnare ad un po' di formaggio per una cena leggera (sì, lo so, fa molto mensa dell'ospedale...ma ogni tanto ci vuole), mi è saltato in mente di preparare le patate fritte VERE, come quelle che mi faceva la mia nonna Bruna quand'ero bambina: quelle tagliate a fettine rotonde. Che delizia!
E, visto che c'ero, ho sfruttato i fiori di zucchina, raccolti il giorno stesso nell'orto dei nonni, per delle sfiziosissime frittelline. E dulcis in fundo, ho preparato pure il gnocco fritto (con la scusa che c'era un bel pezzo di crescenza da finire!). Ah, io non uso lo strutto per friggere il gnocco (mi scusino gli emiliani DOC, ma ho questo brutto difetto di essere vegetariana...).
Insomma, una cena leggera. E neanche un pochino di odor di fritto in giro per casa (che schifo! La mia casa ha davvero una pessima aerazione, per questo friggo una volta l'anno e poi me ne pento!). Ecco un paio di ricettine, fatte a modo mio.


FRITTELLE DI FIORI DI ZUCCHINA

Pulite bene i fiori di zucca, lavateli e asciugateli (ocio a formiche e bruchetti...).
Mettete la farina in una terrina, aggiungete un pizzico di bicarbonato e diluitela, con l'aiuto di una frusta, aggiungendo pian pianino l'acqua frizzante freddissima (da frigo) fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea.
Lasciate la ciotola con la pastella immersa in una ciotola più grande con cubetti di ghiaccio, in modo che la pastella rimanga ben fredda!
Immergete in questa pastella i fiori di zucca e mescolate delicatamente, prestando attenzione a non romperli.
Portate a temperatura del buon olio per friggere (meglio se di oliva).
Prelevate dalla ciotola,con un cucchiaio da tavola, i fiori di zucca con una cucchiaiata circa di pastella e gettateli nell'olio ben caldo, rigirandoli di tanto in tanto finché non saranno ben dorati.
Scolate le frittelle, lasciatele asciugare su un foglio di carta da cucina e salatele. Servitele calde!


Ah, dimenticavo una delle golosità preferite della mia Pepi e anche della sottoscritta, fin da piccina: i "peperoni a sigaretta" (credo che la qualità di chiami "lungo del Veneto" o qualcosa di simile). I nonni non ne piantano sempre un bel po' nell'orto perché sanno che poi vanno a ruba (letteralmente: se non li raccogliamo al volo, qualcuno che passa di lì provvede a farli sparire. Sgrunt!)
Ne andiamo davvero tutti pazzi di questi peperoni che sarebbero perfetti da conservare per l'inverno, ma chi ci riesce a non papparseli tutti subito?
Voilà la preparazione, semplicissima.


PEPERONI A SIGARETTA SOTT'OLIO

Pulire i peperoni.
Portare ad ebollizione (in una pentola di proporzioni adeguate alla quantità di peperoni) dell'aceto bianco con una pari quantità di acqua e sale.
Quando si alza il bollore, gettate i peperoni e lasciateli bollire qualche minuto (io li preferisco un po' morbidini) scolateli con una schiumarola e lasciateli sgocciolare bene.
Se li mangiare subito, condite con ottimo olio extravergine di oliva e consumate quando sono tiepidi (buoni anche freddi) e non dimenticate di fare scarpetta per gustarvi l'olietto buono.
Se li volete conservare, attendete il giorno dopo quando si saranno asciugati e sistemateli nei vasi ben puliti, aggiungete aromi a piacere (io di solito aggiungo timo) coprire bene con olio extravergine di oliva.
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piesse - grazie alla cara Lo, sono riuscita a fare questo collage di fotine che vedevo in giro, e che mi piacciono assai. Se volete provare, fate un giretto su BigHugeLabs!