martedì 1 dicembre 2009

Pagnotta al mais e semi di zucca



Quando entro in un panificio sono  incredibilmente attratta dalle svariate fogge in vendita ma in particolare dai diversi gusti. Farine differenti, olive, erbette, verdurine, semi e semini... non resisto.
E non resisto alla tentazione di riprodurre a casa!
Ebbene questo è uno dei miei preferiti, tuttavia non lo preparo spesso perché, ahimé, sono anche incredibilmente attratta dal testare personalmente il risultato. E mi divoro mezza pagnotta con la scusa di capire com'è venuta. Ok, è buona. Vi passo la ricetta? 
Come al solito il pane lo preparo molto 'a tentoni', solo da quando esiste il blog mi impegno a pesare gli ingredienti e a cercare di essere il più precisa possibile per condividere con voi i risultati (ed, egoisticamente parlando, per avere un posto sicuro dove lasciare un appunto. Spesso torno a rileggere dei post per sapere quanta farina ci va, perché nel marasma di foglietti in giro per casa non trovo la ricetta che mi serve!). L'unica cosa che stavolta non ho proprio pesato è stata l'acqua, che ho aggiunto fino ad ottenere la consistenza che volevo, ma poi ero troppo impegnata (affaticata?) ad impastare e non ho più pensato a segnare con precisione la quantità di liquido. Uff... porterete pazienza anche stavolta?






PAGNOTTA AL MAIS E SEMI DI ZUCCA
200 gr circa di pasta madre già rinfrescata*
acqua tiepida
300 gr di fioretto
300 gr di farina 0
50 gr di semi di zucca
1 cucchiaino di malto di mais
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio
acqua tiepida q.b. (circa 350 gr - puramente indicativo)
*(io di solito rinfresco la mattina, la sera la utilizzo, lascio lievitare durante la notte)

Sciogliete in una ciotola di vetro la pasta madre nell'acqua tiepida, aggiungete l'olio e il cucchiaino di malto.Miscelate le due farine con in sale e i semi di zucca, e aggiungetene poco per volta mescolando inizialmente con una spatola di legno, quindi continuate a mano impastando vigorosamente (l'avverbio  non si addice a chi dispone di uno di quei meravigliosi marcingegni che risparmiano alla purché volenterosa massaia questa fatica immane).
Se l'impasto è troppo asciutto e si sbriciola aggiungete un cucchiaino di acqua (viceversa se  troppo umido e si appiccica alle mani aggiungete farina) finché non otterrete una palla elastica.
Coprite la ciotola e lasciate riposare un paio di ore.
Riprendete l'impasto, lavoratelo brevemente, fate le tre pieghe, formate una palla, cospargetela di fioretto di mais e poggiatela sulla placca del forno anch'essa cosparsa di fioretto. Coprite con la ciotola di vetro rovesciata e lasciate riposare tutta la notte (io la lascio chiusa nel forno spento).
Al mattino, scoprite la pagnotta che sarà ben lievitata, praticate dei tagli 'a scacchiera' (o come li preferite!), infornate a forno freddo con un pentolino di acqua.
Accendete il forno a 200° (statico) e lasciate cuocere finché non sarà di un bel colore dorato (circa 40'). 
Una volta sfornata avvolgete in uno strofinaccio pulito finché si sarà ben raffreddata.





BENE, ora prestatemi un filino ino ino di attenzione. Questo è lo spazio ringraziamenti, ho condiviso il pane ora condivido con voi delle piccole gioie!



IL GIVAWAY DI BLOGMAMMA! Devo ringraziare Marianna per la splendida occasione. Ora devo tenere le dita incrociate! Sì sì sì voglio proprio andare a fare un giro qui!

Invece MAMMAFELICE promuove un giveaway in vista del Natale! 


In giro ci sono tantissime iniziative carine, io davvero non ce la faccio a star dietro a tutte voi (ma come fate?)... c'era lo Swap 2009 di Marica, e ho perso il treno anche quest'anno... c'era la Danza delle scatole di latta di Daniela, idem. Sono negata per le scadenze! 

Ora vorrei segnalare l'iniziativa di Daphne (c'è ancora un po' di tempo chissà se ce la farò... dovrò di certo pasticciare un sacco prima di ottenere qualcosa di commestibile!)...


...e quella della mitica Susina! Che non poteva che essere a tema 'the'. C'è tempo fino al 31 gennaio 2010!





LO e BRII  che mi hanno invitata a partecipare attivamente alla European Waste Week Reduction*. E io che faccio? Arrivo in ritardo. Intanto GRAZIE per aver pensato a me.
*Ho un dubbio: perché il sito http://www.ewwr.eu non ha l'opzione 'italiano'?
 
Facciamo che invece di impegnarmi per una settimana io cerco di impegnarmi un pochino tutti i giorni? Poi, si sa, nessuno è perfetto (e qualcuno è pure un po' pigro... ahem... per esempio stasera avevo  taaaanto freddo, c'erano già tutte le tapparelle chiuse e... ho buttato la buccia della clementina nel secco. Adesso vado di mia spontanea volontà in castigo nell'angolino).

Facciamo che invito tutti a leggere qui o qui.  Non si finisce mai di imparare qualche piccolo trucco quotidiano per non-contribuire ad arricchire il nostro splendido pianeta del nostro pattume.
 
Facciamo che vi 'omaggio' di uno dei gioielli creati da me e dalla Pepi tutti di riciclo? L'anima è un cerchio ricavato da una bottiglia di plastica, rivestito con stoffe e stoffette di recupero e gingillini vari raccattati in giro, bottoni, nastrini... ri-usati per creare chiccosissimi gioielli per le bambine (e perché no, per qualche mamma estrosa!).

MENO RUSCO PER TUTTI!
(e più gioielli eco-chic per tutte!)

martedì 24 novembre 2009

Fake Cheese


Qualche fedelissimo e attento frequentatore di questi spazi avrà notato che dalla scorsa primavera sono drasticamente calate le ricette con uova e latticini tra gli ingredienti. Ehhh, che nooooia, 'sta Golosastra. Già era vegetariana, vabbé, niente carne, niente pesce. Se mi elimina pure le uova e i latticini, che se magna ora?
Inizialmente l'astensione forzata (e di conseguenza un orientamento alla cucina vegan e una ricerca di fonti proteiche alternative ma soprattutto golose) era dovuta ad un momentaneo... ahem, chiamiamolo 'momento di defaillance' (tecnicamente definibile calcolosi biliare, poi risolta chirurgicamente) che mi ha costretta ad eliminare le uova e a lasciare in pace il mio povero fegato eliminando i fritti (vabbé, non che facessero parte della mia dieta abituale) e riducendo drasticamente i formaggi, salvo qualche rara concessione a formaggi estremamente magri.
Ora, qual'è la cosa peggiore che si può augurare ad una vegetariana amante dei formaggi? Un'intolleranza al lattosio! Ma sì! Eccola qui, la Golosastra che se ne va a spasso con un deficit di lattasi!
Sinceramente, visto il prolungato periodo di dieta quasi vegan, l'ho presa bene. Sì può tranquillamente sopravvivere anche da vegane, sapete? Chi mi conosce sa che non sono affatto deperita, anzi... e le analisi confermano.
Il problema è che i formaggi mi piacciono un sacco, e mi mancheranno (tuttavia, pian pianino, sto usando la tecnica del trial & error per testare quali sono i miei limiti di tolleranza).
Sono e sarò sempre infinitamente grata alla favolosa Azabel (sfido chiunque a guardare le sue foto senza farsi venire l'acquolina in bocca!), a siti come Veganblog (fonte quasi inesauribile di ispirazione), a Yari (che testa pure ristoranti, gelaterie, etc. con un'attenzione speciale),  TippiTappi (amo le sue t-shirt) e tanti altri... grazie a voi non solo sono riuscita ad assecondare la mia golosità, ma anche a  far provare la cucina vegan agli onnivori diffidenti!

L'ultima sperimentazione in cucina è stato il Fake Cheese. Su Veganblog c'è un assortimento di ricette, io ne ho sperimentate due. La scamorzina veg (che ho preparato alla piastra e divorata con l'aiuto della Pepi che ha dichiarato 'mamma, da ora in poi non compriamo più formaggi così lasciamo in pace le mucche!' Piano, fermi, stop: non commuovetevi di cotanta dolcezza. Quella piccola delinquente non rinuncerà MAI alla bistecca, ai formaggi e compagnia bella. Fidatevi di me.)
Il secondo esperimento è questo. Partendo da questa ricetta ho voluto rielaborarla ispirandomi ad uno dei miei formaggi (veri) preferiti, il Mediterraneo della Cà Verde.
Ovviamente, inutile raccontare frottole, NON è la stessa cosa. Il formaggio è formaggio.
Questo è una saporita alternativa, ma rimane un fake!





FAKE CHEESE - MEDITERRANEO

50 gr. di tahin chiaro
3 cucchiai colmi di lievito in scaglie
1 cucchiaio colmo di panna di soia
1 cucchiaino di sale
200 ml di latte di soia naturale
2 cucchiaini rasi di agar agar in polvere
1 cucchiaio di timo secco
1 cucchiaino di peperoncino secco

Mescolate in una ciotola il tahin con la panna, il lievito in scaglie ed il sale metteteli da parte.
Sciogliete in un pentolino l’agar agar con poco latte di soia, quindi aggiungete il resto del latte mettete sul fuoco e portate e portate ad ebollizione. Lasciate bollire per un minuto circa, quindi  togliete dal fuoco e lasciate intiepidire per un minuto circa.
Versate quindi questo composto sugli altri ingredienti mescolati in precedenza e frullate tutto.
Se utilizzerete un frullatore ad immersione il composto incamererà più aria e otterrete un fake cheese con le 'bollicine'.
Una volta che gli ingredienti saranno amalgamati perfettamente, aggiungere timo e peperoncino, mescolare rapidamente, e versare il tutto in un contenitore o uno stampino precedentemente oliato, lasciate raffreddare finché non si sarà addensato (io l'ho lasciato tutta la notte in frigo e sformato il giorno dopo).

mercoledì 11 novembre 2009

L'estate di San Martino!


Pura trasgressione autunnale: non ho saputo resistere all'acquisto di un paio di belle melanzane (in offerta, 1 euro al kg!) al rinnovato punto vendita della Cooperativa La Primavera, e tutta fiera e senza sensi di colpa me le sono portate a casa con il sorriso sulle labbra pregustandone il sapore.
Quale migliore occasione per celebrare questo pezzettino d'estate tardiva? Ad essere sincera oggi mi sembrava ci fosse un bel freddino, nonostante il bel tempo, e un piattino così ha il potere di portare la mia fantasia a spasso: mi ritrovo come per incanto seduta su uno scoglio a guardare il mare di Pantelleria sotto il sole di un tiepido novembre.
Vabbé, purtroppo io a Pantelleria non ci sono mai stata, ma la mia sorellina ci va ormai da qualche anno a in vacanza e non manca di portare a casa saporiti souvenirs:  delizioso passito, profumatissimo origano, minuscoli capperi sotto sale, frutti del cappero paciocconi e... favolosi pistacchi al naturale!
Quindi, riassumendo: una bella melanzanina, tagliata a cubettini e cotta nel mitico piatto Crisp (ok,  ok, lo so che sarebbe molto più invitante fritta, ma chi si contenta gode), qualche pomodorino secco (nella nostra dispensa abbondano grazie ai suoceri), una manciatina di pistacchi e qualche foglia di origano miracolosamente sopravvissuto. E il boulgur. E cosa sarà mai? Il boulgur (o boulghoul, boulgour, bulghur o bulghul e chissà cos'altro) è nient'altro che grano duro spezzato. Nutriente, saporito e, soprattutto, comodo e veloce da preparare (né più né meno di un qualsiasi formato di pasta).
Si presta a fresche insalatone estive, mescolato a verdure e legumi, ma è ottimo consumato anche tiepido come in questa preparazione.
Si può lessare come si fa con la pasta o con il riso (controllate sulla confezione, di solito ci sono indicazioni per la cottura) ma esiste anche un metodo di cottura che prevede di lasciarlo reidratare e gonfiare  chiuso in un contenitore (thermos?) con acqua bollente, ma dovrei andare a recuperare qualche libro per fornirvi indicazioni precise in merito (forse qui nella mia bibbia dello svezzamento veggie, ma l'ho prestato e deve ancora tornare a casina!).




BOULGUR 
CON MELANZANE, POMODORINI SECCHI 
E PISTACCHI DI BRONTE

(dosi per un super piatto unico per una persona affamata
dopo una mattinata di lavoro e un'ora e mezza di yoga)
50 gr di boulgur
1 piccola melanzana
2 pomodorini secchi
1 cucchiaiata di pistacchi di Bronte
1/2 spicchio di aglio
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 ramettino di origano fresco

Sbucciate la melanzanina, tagliatela a cubettini piccini picciò (meno di un cm di lato). Scaldate il piatto crisp per 2 minuti, pennellatelo con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e versate le melanzane, cuocetele quindi con la funzione crisp per una decina di minuti. Salatele (poco) e tenetele da parte.
In alternativa potete friggerle (yummi!) o spadellarle con pochissimo olio, oppure grigliarle (in questo caso tagliatele a fette!).
Risciacquate rapidamente il boulgur sotto l'acqua corrente e lessatelo in acqua bollente salata per 15 minuti circa (io lo scolo qualche minuto prima per spadellarlo con il condimento).
Tostate  rapidamente una cucchiaiata di pistacchi in una padella antiaderente calda, aggiungetevi le melanzane,  il mezzo spicchio di aglio e due pomodorini secchi tagliati a striscioline.
Scolate il boulgur, aggiungetelo al condimento e fatelo brevemente saltare in padella a fuoco vivace. Servite con un filo di olio di oliva a crudo e l'origano fresco.

domenica 8 novembre 2009

LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE È DI ADRIANO CONTINISIO! Ovvero pane al pane...

...e crostate alle crostate, torte alle torte, a Cesare quel che è di Cesare.
E, naturalmente ad Adriano e Lydia quel che a loro appartiene.
Molte delle persone che in questo momento leggono questo post conoscono le recenti vicende che hanno visto protagonisti Adriano e Lydia.
Per questo oggi, 8 novembre 2009 molti foodblog pubblicheranno in contemporanea un post a loro dedicato. Per questo anche LaGolosastra aderisce (in modo un po' anomalo, mi si perdoni) a questa iniziativa.

Per chi invece non conosce le vicende, può trovare un 'riassunto' in questo post di sfogo di Adriano.


Vogliamo ricordare che la Crostata di Mele e Mandorle è di Adriano.
E la Caprese bianca è di Lydia.
Ma, se vogliamo, sono di tutti e di tutte, sarebbe sufficiente un po' di umiltà nel riconoscere il merito a chi quotidianamente mette a disposizione del resto del mondo il frutto del proprio lavoro, della propria passione, del proprio tempo. Sarebbe sufficiente condividere e non copiare di sana pianta, senza prendersi la briga di cambiare nemmeno una virgola.
Soprattutto quando il frutto del lavoro di qualcun'altro viene utilizzato a scopo di lucro.

Io utilizzo quotidianamente ricette 'rubate' in giro per la rete. E pure le pubblico, riconoscendo con immenso piacere e davvero infinita gratitudine il merito a chi l'ha pubblicata o a chi mi ha anche solo ispirata.
Ed oggi quindi, tripla dedica per questo post, in virtù del fatto che, a causa delle restrizioni a cui sono sottoposta in questi ultimi mesi, non posso plagiare a modino la ricetta di Adriano o quella di Lydia.
Ma posso scopiazzare di gusto (e fidatevi, DAVVERO di gusto) la ricetta di Alex visto che finalmente ho trovato il latticello!

Il latticello (o buttermilch o buttermilk... insomma il 'latte del burro') non è altro ciò che rimane in seguiro alla burrificazione della panna. In pratica è un siero un po' più acido del latte, ricco di sali minerali basici (potassio e calcio, ad esempio), pochi grassi e lattosio, ma soprattutto ha la caratteristica di rendere torte e focacce meravigliosamente soffici!

Provare per credere!


IL PANE PER LA COLAZIONE 
 

450 gr di farina
2 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaio di scorza d'arancia grattugiata (o 1-2 cucchiaini di polvere d'arancia)
2 cucchiai di semi di papavero
2 cucchiai di semi di sesamo o di lino
2 cucchiai di semi di girasole o di zucca
1 cucchiaino di sale
500 ml di latticello
burro per lo stampo

Preparazione: riscaldare il forno a 200°C. 
Setacciare la farina in una terrina capiente, aggiungere gli altri ingredienti secchi e mescolare il tutto. Versare pian piano il latticello mescolando fino ad ottenere un impasto morbido. Imburrare uno stampo da cake, mettere l'impasto nello stampo. Infornare per 30 minuti, abbassare poi la temperatura del forno a 150°C e cuocere ancora per 30 minuti. Fare la prova dello stecchino prima di estrarre il pane dal forno. Togliere il pane dallo stampo e lasciarlo raffredare su una griglia.

la mia variante: ho utilizzato 2 cucchiai di semi di papavero, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 2 cucchiai di semi di lino, 1 cucchiaio di mandorle tritate. E ho pure cosparso la superficie di scaglie di mandorle prima di infornare. Ho utilizzato olio di oliva extravergine per ungere la teglia.

piesse - sì lo so, sono latitante. Ma vi giuro che ci sono. Sono davvero impigrita dall'arrivo del freddo. Non ho smesso di cucinare (e nemmeno di  plagiare!) ma per lo più la sera, per lo più ricette già straviste (zuppe&co. sono il mio hobby preferito) e in mancanza di luce naturale la mia macchinetta a pedali non ce la fa a fotografare. Stamani per scattare ste due misere fotine al 'mio' pane per la colazione ho rischiato la broncopolmonite (sono rabbreddatizziba e fuori c'è un tempaccio)! 
Ma ci sono!

venerdì 16 ottobre 2009

WORLD BREAD DAY 2009 - yes, we bake!



Ho deciso di partecipare a questa gustosa iniziativa soprattutto perché gli ingredienti fondamentali per ottenere un delizioso risultato sono due: StellaDiSale e ComidaDeMama.
No, non sono impazzita. Adesso vi spiego.
Il primo prezioso ingrediente è la Pasta Madre, la base da cui nascono le idee. Stella mi ha donato un pezzettino della sua pasta Pasta Madre che io gelosamente custodisco e amorevolmente curo. E con molto, molto orgoglio regalo a chi vuole avvicinarsi a questo magico mondo.
Magico, davvero, perchè ogni volta avviene un piccolo miracolo, la pasta madre ha un fascino che ti cattura.
Avevo già sperimentato la Pasta Madre preparandola da me, poi purtroppo una serie di complicate vicissitudini personali mi hanno tenuta lontana dalla cucina per un periodo e ho trascurato il mio barattolino con le immaginabili conseguenze. Un giorno di inizio estate Stella chiede se qualcuno voleva un pezzettino della sua e io non mi sono fatta sfuggire l'occasione.
Stella, precisa e professionale, ha confezionato il pezzettino di pasta madre come il più prezioso dei cristalli e l'ha affidato ad un corriere che l'ha recapitato alla Golosastra.
Forse sono un po'suonata e pure un'inguaribile romantica, ma adoro l'idea di  curare la sua pasta madre e portare avanti la sua tradizione: ogni impasto per me è speciale perché porta il profumo di Stella.


Il secondo misterioso ingrediente è questo profumato semino che viene da lontano. Si chiama Ajwain e lo assaggiai anni fa in Egitto (1993?), su piccoli deliziosi panini che ci venivano offerti a colazione. Erano dei bocconcini morbidi, alcuni decorati con miele e pistacchi, altri con il sesamo o con il cumino e... e poi c'erano questi semini che somigliavano un po' al cumino o al finocchio, ma erano più "bassi e cicciotti" e con un sapore più amarognolo e pungente e un profumo che mi ricordava timo, origano...
Li ho cercati in Italia per anni. Tentando a descriverne le caratteristiche, ma ...nulla. Chiunque finiva con il propormi del cumino.
Dopo tutti questi anni il post di Elena mi ha illuminata, lo commento immediatamente con entusiasmo e ringranziandola per avermi finalmente rivelato il mistero!
Chi conosce Elena tramite il suo blog può intuire che è una persona luminosa, entusiasta, contagiosa. E ora vi rivelerò che è pure generosa: secondo voi chi mi ha spedito a casa una bella busta con dentro un sacchettino pieno di semini di Ajwain?


world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

Passiamo alla ricetta e all'inziativa, che avevo già visto da quando bazzico in giro per blog ma alla quale non ho mai partecipato.

Come si fa a partecipare: leggete attentamente questo post di Zorra.

  • Preparate o acquistate il pane, fate delle foto (se possibile) e pubblicate un post venerdì 16 Ottobre 2009 (Il post può essere scritto anche in italiano)
  • Il post dovrà essere nuovo e dedicato unicamente a questo evento, quindi non potrà partecipare ad altri eventi promossi nel mondo dei food blog.
  • Compilate questo formulario e la propria ricetta verrà inserita nella raccolta finale.
  • Nel post aggiungete un link a questo post e possibilmente anche al roundup quando quest'ultimo sarà pubblicato.
  • Le ricette saranno accettate fino a sabato 17 Ottobre.
Bene... io ci sono e voi? Vorrei condividere con voi dei bocconcini che hanno il sapore dei deliziosi intrecci che si possono creare tra foodblogger. Anche se realmente non ci conosciamo.
Ma può sempre accadere, ed è bello scoprire che dietro una ricetta, una foto, un nickname c'è una persona vera, con uno sguardo, un sorriso, una voce, un abbraccio.
Grazie a tutt* per essere presenti ogni giorno.



BOCCONCINI ALL'AJWAIN

200 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
400 gr di farina 0

300 gr circa di acqua tiepida*
un cucchiaino di malto
un cucchiaino di sale
4 cucchiai di olio evo

una manciata di semi di ajwain


Sciogliete la pasta madre in un bicchiere abbondante di acqua tiepida. Aggiungete il malto, l'olio e poco a poco la farina, e per ultimo il sale. Impastare tutti gli ingredienti per una decina minuti  fino ad ottenere una palla morbida ed elastica.
Coprite con uno strofinaccio pulito ed umido e lasciate lievitare mezza giornata almeno in un luogo protetto da correnti e sbalzi di temperatura (perfetta una madia o il forno spento con lo sportello ben chiuso).
Riprendete l'impasto, formate delle palline e disponetele sulla placca del forno, spennellateli con  acqua tiepida in cui avrete sciolto poco malto e cospargete di semini.
Lasciate riposare un'altra oretta posizionando la placca nella parte bassa del forno spento (mettete nel forno una ciotolina o un pentolino interamente in acciaio riempito a metà di acqua calda).
Senza estrarre la placca portate la temperatura del forno a 200° (statico),   cuocete per 15/20 minuti  dal raggiungimento della temperatura, finchè avrete ottenuto una bella doratura.
Lasciate raffreddare i panini su una griglia (se preferite la crosticina più croccante) o avvolti in un canovaccio pulito (non lavato con detersivi!) se gradite la crosticina un pochino più morbida.


* la quantità dell'acqua è indicativa, può variare secondo la tipologia di farina che utilizzerete. Aggiungetene poco per volta, fino ad ottenere un impasto elastico e poco umido.


AGGIORNAMENTO: SIGNORE E SIGNORI (ed è il caso di dire pure ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, damas y caballeros!)... è PRONTO IL ROUNDUP 2009

World Bread Day 2009 - Yes we baked. - Roundup

giovedì 15 ottobre 2009

la tortina per Valentina


 


Molte di noi si ritrovano anche su Facebook che è diventato una specie di salottino (adiacente alla cucina) dove si conversa allegramente del più e del meno, dove si parla spesso e molto volentieri di cose buone da mangiare: cosa preparo per pranzo/cena, cosa sto sfornando, mmmhhh che profumino, porcaloca che disastro... Insomma, l'abbiamo trasformato in un social-gnam-network!

Proprio oggi, al termine di una mattinata in giro per commissioni assai noiose ma doverose, mi intrattengo in due chat-ciacole con una cuoca pasticciona che mi fa venire lo sghiribizzo di lanciarmi in cucina a preparare una torta salata da condividere.
Detto fatto!

Una torta salata preparata in tempo record con quel che c'era in casa *, sfornata al volo e fotografata ancora bollente prima di scappare di corsissimissima al lavoro.
Una ricetta anche un po' banale, nulla di innovativo (anche se in verità ho pure sperimentato una cosa che non avevo ancora provato), ma preparata con il cuore.
Questa è la tortina per Valentina!

*(grazie di cuore al  nonno Lallo per la fornitura di porri... è iniziata la produzione invernale dell'orto! A proposito: buon compleanno, nonno!)




TORTA SALATA PORRI & MANDORLE IN SFOGLIA ALLA SALVIA

per la base:
120 gr di farina 0
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di salvia secca tritata
1 pizzico di sale
1 pizzico di cremor tartaro
vino bianco secco q.b.

per la farcitura:

2 cucchiai di farina 00
1 tazza di latte di soia
3 piccoli porri (o 1 grande)
salvia fresca
sale&pepe
olio extravergine di oliva
1 manciata di mandorle tritate grossolanamente

Preparate la sfoglia (una variante della fantastica, versatilissima ricetta di Stelladisale) mescolando la farina con un pizzico di sale e un pizzico di cremor tartaro (o di lievito non vanigliato!), la salvia secca tritata. Aggiungete l'olio e pian pianino il vino bianco quanto basta a creare un impasto elastico. Coprite e lasciate riposare.
Pulite e mondate i porri, tagliateli a rondelle e fateli saltare in padella con un filo di olio, un paio di foglie di salvia e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e lasciate ammorbidire qualche minuto.
Preparate la besciamella vegan scaldando l'olio in un pentolino. Togliete dal fuoco, aggiungete la farina setacciata mescolando con un cucchiaio di legno fino ad amalgamarla competamente senza formare grumi. Aggiungete quindi a filo il latte (io l'ho aggiunto a temperatura ambiente) mescolando di continuo. Riportate il tegamino sul fuoco basso, e continuando a mescolare portate ad ebollizione e lasciate bollire finché non si addensa.
Una volta pronta, aggiungete i porri, regolate di sale e di pepe.
Portate la temperatura del forno a  180°. Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da forno, fino ad uno spessore di 2/3 mm, quindi adagiatela in una tortiera da 22 cm lasciando fuoriuscire i bordi. Farcite la base, spolverizzate con le mandorle tritate grossolanamete, e ripiegate i bordi della pasta verso il centro.
Infornate per una ventina di minuti, finché non sarà ben dorata.


PER FAVORE.
ASPETTATE UN ATTIMO PRIMA DI ASSAGGIARE!

C'è un messaggio importante, Fra ha detto tutto e io vi rimando al suo post.

OGGI 15 OTTOBRE - BLOG ACTION DAY


domenica 11 ottobre 2009

Evviva lo strudel!


Al solito. Arriva la Golosastra a stravolgere le tradizioni. Non contenta di proporre una versione vegan (e pure light, se vogliamo), mò vi stravolgo anche il ripieno.
Io amo lo strudel. Con le mele, l'uvetta, la cannella. Accetto anche i pinoli, pur non amandoli particolarmente (infatti spesso a casa li sostituisco con le noci). Ma questo ripieno, lasciatemelo dire, è una bomba!
Che l'abbinata pere+cioccolato sia favolosa si era già detto (tra l'altro andando a ripescare questo vecchio post mi sono accorta che a) non riesco a visualizzare la foto della zuppa... ahahahh chi se l'è mangiata? b) anche l'abbinamento zucca, ricotta del Cansiglio e semi di papavero mi piace un bel po'!) e ogni volta che vedo in giro per i blog ricettine con questi due ingredienti la mia acquolina aumenta in maniera esponenziale. Così come avvenne il giorno in cui scoprii l'esistenza di questo strudel (in una versione squisitamente altoatesina). Fu durante un weekend in questo posticino qui dove un tempo andavo anche piuttosto spesso e in qualsiasi stagione.
Arrivai e subito una locandina colpì la mia (golosa) attenzione: "La settimana del buongustaio" (o qualcosa che suonava altrettanto appetitoso). Una settimana durante la quale il già succulento menu del ristorante veniva arricchito da proposte ad hoc.
Che dire? Me lo ricordo ancora questo strudel!
Volete provarlo?
Poi, non vorrei insistere, ma con una giornatina uggiosa come quella che l'autunno ci ha regalato ieri, cosa c'è di meglio di un buon the caldo con una fetta di strudel?

piesse - per i golosissimi, per i tolleranti, per quelli che non stanno mai a dieta: provatelo anche con la sfoglia classica. Per i pigri: vi concedo pure la pasta sfoglia già pronta, non vi pentirete del risultato!


Per la pasta:
200 gr di farina 00
4 cucchiai di olio di semi di mais


un pizzico di sale
un pizzico di cremor tartaro
latte di riso q.b.

Per il ripieno:
3 pere
50 gr di cioccolato fondente
1 manciata di noci tritate
2 biscotti secchi sbriciolati

1 cucchiaino di malto
zucchero a velo per la decorazione


Mettete la farina sulla spianatoia o in una ciotola abbastanza capiente, aggiungete il cremor tartaro, un pizzico di sale e l'olio. Iniziate ad impastare e aggiungete latte di riso quanto basta per ottenere una pallotta liscia ed elastica. Avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare una mezzoretta.
Nel frattempo preparate il ripieno: sbucciate le pere e tagliatele a piccoli pezzi, mettetele in una ciotola e mescolatele con delicatezza con la cioccolata tritata molto grossolanamente e le noci.
Stendete la pasta sottile su uno strofinaccio pulitissimo e infarinato, prima con il mattarello poi aiutandovi con le mani. Ritagliate con la rotella la pasta in eccesso fino a formare un  rettangolo e  disponete prima i biscotti sbriciolati su circa 2/3 della superficie e quindi il ripieno.
Con  l'aiuto di uno strofinaccio (questo video può aiutarvi a capire come) arrotolate la pasta fino a formare un cilindro e disponetelo sulla placca rivestita con carta forno.
Spennellate con poco latte di riso la superficie e infornate a 180° (io uso il forno non ventilato perché mi sembra che altrimenti si secchi troppo, essendo una versione a ridottissimo utilizzo di grassi) per 15 minuti circa (se vedete che tende a scurire troppo, coprite con carta stagnola) .
Tirate fuori dal forno, spennellate la superficie con un cucchiaino di malto (io ho barbaramente intinto il pennello in silicone e passato sulla superficie calda dello strudel!) e infornate nuovamente per una decina di minuti.

Una volta sfornato, lasciate raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo prima di servire.