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martedì 18 maggio 2010

SFOGLIA DI PATATE E ASPARAGI CON CRUMBLE DI PISTACCHI DI BRONTE


Oh, che succede? LaGolosastra si è svegliata dal letargo? In effetti, questo blog si è un po' assopito, e il post di oggi non è che un cenno per ringraziarvi della vostra presenza costante nonostante la mia assenza virtuale. Perché in effetti, nella vita vera in ciccia&ossetti io sono presente e operativa quotidianamente.
Ahimé sarò comunque rapida, vi lascio più che un ricetta un 'appunto' per reinterpretare un piatto che da tempo mi incuriosiva. Si tratta di una creazione di Jamie Oliver che avevo addocchiato, ma prima mancavano gli ingredienti di stagione (asparagi) e poi l'ispirazione per veganizzarla. Ma la mia guru della veganità golosa mi ha dato lo spunto!
L'esperimento ha riscosso un buon successo (infatti la foto è stata scattata a tutta velocità* prima che le fettine andassero a ruba... infatti il vassoio era già stato preso d'assalto),  ma la prossima volta proverò con la pastafillo come previsto nella ricetta originale di Jamie (uh, che confidenza...).
In questo caso ho usato la mia adorata sfoglia di Stelladisale, in pratica questa è (virtualmente) una ricetta a quattro paia di mani (Golosastra, Azabel, Stella e Jamie)!

*sì sì sì, la fretta, le alluvioni, le cavallette... naturalmente mi fischiavano già le orecchie al pensiero dei post di Alessandro!


SFOGLIA DI PATATE E ASPARAGI
CON CRUMBLE DI PISTACCHI DI BRONTE

per la sfoglia (ricetta di StelladiSale)*
150 gr. di farina 00
3 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare
per la farcitura 
1 mazzo di asparagi verdi
2 patate di media dimensione
2 cucchiaiate di amido di mais
100 ml di panna vegetale
sale&pepe

per il crumble (ricetta di Azabel)
70 gr di pistacchi di Bronte non salati, tritati grossolanamente
60 gr di farina 00
1/2 spicchio di aglio
30 gr di olio extravergine d'oliva
10 gr di acqua
sale&pepe


Preparate la sfoglia, mescolando rapidamente gli ingredienti senza lavorarli troppo. Lasciate la pallotta impastata a riposare e nel frattempo occupatevi della farcitura.
Pelate le patate (scegliete patate ben farinose, come quelle per gnocchi)  tagliatele a cubetti, pulite gli asparagi eliminando la parte dura e legnosa sul fondo e raschiate con uno spelucchino il gambo per eliminare le foglioline più dure,  quindi tagliatelo a fettine di un cm circa e conservate le punte. 
Sistemate patate e asparagi nell'apposito cestello e cuoceteli al vapore finché non saranno teneri.
Una volta pronti, lasciateli intiepidire, quindi passateli al minipimer aggiungendo la panna  e due cucchiaiate di amido di mais. Regolate di sale e pepe.
Preparate il crumble di pistacchi: setacciare la farina,  aggiungete un pizzico di sale e una macinata di pepe, il mezzo spicchio grattuggiato e i pistacchi tritati. Aggiungete quindi l'olio e l'acqua,  mescolate rapidamente con le dita senza impastarlo, devono risultare dei grossi bricioloni.
Stendete la sfoglia in una pirofila rettangolare, lasciandone anche lungo il bordo, versare all'interno il composto, distribuite sulla superficie il crumble e decorate con le punte di asparagi.
Infornate a 180° per 30/40'.

*in alternativa potete utilizzare la fillo pasta come previsto nella ricetta originale, anche la pasta sfoglia credo sia una variante golosa!




giovedì 15 ottobre 2009

la tortina per Valentina


 


Molte di noi si ritrovano anche su Facebook che è diventato una specie di salottino (adiacente alla cucina) dove si conversa allegramente del più e del meno, dove si parla spesso e molto volentieri di cose buone da mangiare: cosa preparo per pranzo/cena, cosa sto sfornando, mmmhhh che profumino, porcaloca che disastro... Insomma, l'abbiamo trasformato in un social-gnam-network!

Proprio oggi, al termine di una mattinata in giro per commissioni assai noiose ma doverose, mi intrattengo in due chat-ciacole con una cuoca pasticciona che mi fa venire lo sghiribizzo di lanciarmi in cucina a preparare una torta salata da condividere.
Detto fatto!

Una torta salata preparata in tempo record con quel che c'era in casa *, sfornata al volo e fotografata ancora bollente prima di scappare di corsissimissima al lavoro.
Una ricetta anche un po' banale, nulla di innovativo (anche se in verità ho pure sperimentato una cosa che non avevo ancora provato), ma preparata con il cuore.
Questa è la tortina per Valentina!

*(grazie di cuore al  nonno Lallo per la fornitura di porri... è iniziata la produzione invernale dell'orto! A proposito: buon compleanno, nonno!)




TORTA SALATA PORRI & MANDORLE IN SFOGLIA ALLA SALVIA

per la base:
120 gr di farina 0
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di salvia secca tritata
1 pizzico di sale
1 pizzico di cremor tartaro
vino bianco secco q.b.

per la farcitura:

2 cucchiai di farina 00
1 tazza di latte di soia
3 piccoli porri (o 1 grande)
salvia fresca
sale&pepe
olio extravergine di oliva
1 manciata di mandorle tritate grossolanamente

Preparate la sfoglia (una variante della fantastica, versatilissima ricetta di Stelladisale) mescolando la farina con un pizzico di sale e un pizzico di cremor tartaro (o di lievito non vanigliato!), la salvia secca tritata. Aggiungete l'olio e pian pianino il vino bianco quanto basta a creare un impasto elastico. Coprite e lasciate riposare.
Pulite e mondate i porri, tagliateli a rondelle e fateli saltare in padella con un filo di olio, un paio di foglie di salvia e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e lasciate ammorbidire qualche minuto.
Preparate la besciamella vegan scaldando l'olio in un pentolino. Togliete dal fuoco, aggiungete la farina setacciata mescolando con un cucchiaio di legno fino ad amalgamarla competamente senza formare grumi. Aggiungete quindi a filo il latte (io l'ho aggiunto a temperatura ambiente) mescolando di continuo. Riportate il tegamino sul fuoco basso, e continuando a mescolare portate ad ebollizione e lasciate bollire finché non si addensa.
Una volta pronta, aggiungete i porri, regolate di sale e di pepe.
Portate la temperatura del forno a  180°. Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da forno, fino ad uno spessore di 2/3 mm, quindi adagiatela in una tortiera da 22 cm lasciando fuoriuscire i bordi. Farcite la base, spolverizzate con le mandorle tritate grossolanamete, e ripiegate i bordi della pasta verso il centro.
Infornate per una ventina di minuti, finché non sarà ben dorata.


PER FAVORE.
ASPETTATE UN ATTIMO PRIMA DI ASSAGGIARE!

C'è un messaggio importante, Fra ha detto tutto e io vi rimando al suo post.

OGGI 15 OTTOBRE - BLOG ACTION DAY


giovedì 16 luglio 2009

VMS ovvero: Vegan Muffins Salati

Ok, ok. Ci sono, non sono sparita.
O meglio, in effetti per una settimanina ina ina ho tagliato la corda e mi sono rifugiata in un posticino delizioso che vi consiglio di cuore.
Poi il caldo, la nonvoglia di stare davanti al pc, qualche camminata serale con la mia sorellina, un po' di bagoli assortiti e l'adesione allo sciopero... ecco che un mese se ne vola in un attimo.
Nel frattempo ho continuato le mie vegansperimentazioni (nelle serate più fresche) e oggi vi parlo di una delle mie favorite. Avevo già tentato di mettere insieme qualche sfizio salato con il cake alle ortiche, che però non si era gonfiato come avrei voluto. Ebbene stavolta ho ottenuto qualcosa di "meglio riuscito" tanto che la mamota, che guarda con sospetto la cucina vegan, se ne è divorata 3 su 6! La prossima volta dosi doppie, yessss!

MUFFINS POMODORINI & ERBETTE AROMATICHE

300 gr di yogurt di soya
250 gr farina semintegrale
1/2 di cremor tartaro
1 cucchiaio di amido di mais
2 cucchiai di fiocchi di cereali
30 gr di olio extavergine
8 pomodorini secchi
una manciata di erbe aromatiche fresche (basilico, erba cipollina, origano, timo, menta)
sale&pepe

Mescolate come da "regolamento muffins" gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli umidi in un'altra.
Io ho fatto eccezione con i fiocchi di 6 cereali (geniali, li avevo usati anche qui e qui) che ho lasciato ammorbidire nello yogurt, aggiungendo poi l'olio.
Nell'altra ciotola miscelate farina semintegrale, cremor tartaro, amido di mais, un pizzico di sale, un pizzico di pepe.
Amalgamate i due preparati rapidamente e aggiungete i pomdorini e le erbette aromatiche tritati grossolanamente.
Riempite lo stampino da 6 muffins (ho usato quello in silicone, senza ungere) e infornate a 180° per 20' circa.
Buon appetito!

lunedì 1 giugno 2009

L'invasione delle zucchine!

Sì sì sì ce ne sono tantissimissime! L'orto del nonno Lallo è invaso dalle zucchine e devo sfuttare in tutti i modi possibili immaginabili questo momento (anche perché i nonni sono partiti per il mare e a me spetta l'ingrato compito di saccheggiare quotidianamente l'orto!).
Le zucchine sono buone in tutti i modi: al vapore, saltate in padella, grigliate... pizza, pasta, cereali, polpette, frittate finte, eccetera... persino nei dolci!

Questa volta ho voluto sperimentare questa pasta-base ispirata ad una ricettina vista su veganblog, di cui avevo preso nota degli ingredienti.
Penso proprio che entrerà nella top-ten delle ricette più sfruttate in casa mia, come la base di Stelladisale (sperimentato anche in versione aromatizzata per lo strudel salato), perché è buona, rapida, leggera, versatile. E soprattutto veggie!
Come tutte le torte salate può essere servita come aperitivo/antipasto, o come secondo piatto. Per me è un piatto unico, un po' di frutta (sono arrivate anche le albicocchine dell'alberello del nonno) e il pranzo è risolto!

CROSTATA SALATA PATATE&ZUCCHINE

per la base:
125 gr di farina integrale
125 gr di farina 00
125 gr di acqua calda
80 gr di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro

per la farcitura:
2 zucchine
1 grossa patata
1 manciata di mandorle macinate
poca poca cipolla
sale&pepe

Pulite e affettate le zucchine, pelate le patate e affettatele (io le ho entrambe affettate prima sottilissime con la mandolina, poi tagliuzzate in modo irregolare con il coltello... mi dava l'idea di un aspetto "rustico"!), fatele saltare una decina di minuti in padella con un filino di olio extravergine di oliva e la cipolla (io ne ho usata pochissimissima, ma se vi garba potete aumentare la dose!), mescolando frequentemente. Regolate di sale e pepe.
Accendete il forno e portate la temperatura a 175 gradi circa.
Preparate l'impasto mescolando rapidamente gli ingredienti, stendete l'impasto in una teglia da forno (diametro 30 cm circa), versate le verdure sulla superficie della pasta lasciando un cm di bordo che si gonfierà leggermente in cottura. Spolverizzate con le mandorle tritate, infornate per circa 30 minuti.
Ottima anche fredda il giorno dopo!

domenica 1 marzo 2009

Two gust is megl che uan!


Diceva il saggio Accorsi ai suoi esordi. Non aveva tutti i torti e io ve lo dimostrerò.
Ieri ho accompagnato la mia mamota ad un corso di cucina per non vedenti, una splendida iniziativa promossa dall'Unione Italiana Ciechi di Verona in collaborazione con l'istituto professionale Alberghiero di Verona, "Angelo Berti".

La mia presenza è in veste di accompagnatrice però siccome sono terribilmente rompiscatole, ogni tanto ci metto il naso! Durante l'incontro di ieri abbiamo preparato la pasta brisée (e quindi delle mini-quiche) e la trota (aiuto, che impressione...).
E ho pensato che per colpa della mia passione sfrenata per la base di Stella di Sale, era da molto tempo che non utilizzavo la brisée.
Più brisée per tutti! La brisée è facile da fare, sfiziosa e soprattutto versatile (si presta a mille abbinamenti, salati e dolci).
Sono la solita esagerata e, presa dall'entusiasmo, ho impastato troppa brisée. Doveva solo trasformarsi in un tortina salata per pranzo, e poi che è successo?
Ora ve lo racconto.

QUICHE SPINACI E BRIE
per la base - pasta brisée:
100 gr di farina 00
50 gr di burro
30 gr di acqua freddissima
1 pizzico di sale

per la farcitura:
100 ml di panna fresca
2 uova
300 gr di spinaci surgelati
1 pezzettino di cipolla
1 filo di olio extravergine di oliva
100 gr di brie
sale&pepe
erba cipollina

Preparate la pasta brisé impastando velocemente con le mani la farina con un pizzichino di sale, il burro freddissimo a pezzettini, aggiungendo poco per volta l'acqua freddissima.
Lavoratela in fretta fino a formare un impastico sodo ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare nel frigo per un'oretta (potete prepararla, meglio ancora, il giorno prima).
Nel frattempo preparate il ripieno: lessate gli spinaci (io li cucino nel microonde in un contenitore fattaposta), scolateli per benino e passateli in padella con la cipolla e un filo di olio extravergine finché si saranno asciugati. Regolate di sale.
In una ciotola montare con la frusta le uova, aggiungere la panna continuando a mescolare energicamente. Regolate di sale e pepe (con cautela, ricordatevi che poi ci va il brie che è ben saporito!).
Aggiungete alla crema gli spinaci tritati.
Accendete il forno a 175°.
Stendete la pasta brisé con il mattarello e foderate uno stampo diametro 22 cm, compresi i bordi.
Versate il composto sulla base, aggiungete il brie a tocchetti (tenetelo distante qualche cm dal bordo) affondandolo leggermente nella farcitura.
Infornate per una mezzoretta circa.
Lasciate intiepidire e servite!


C'è da dire, però, che avevo preparato il doppio dell'impasto (con 200 gr di farina). La pallotta avanzata l'ho parcheggiata nel frigo.
Poi, dopo pranzo, visto il tempo insulso che non invitava di certo ad uscire, visto che mi serviva un alibi per non affrontare la biancheria da stirare, mi sono inventata di preparare un dolce per merenda. Così potevo far fuori anche la brisé avanzata! Ne è uscito un mix tra il flan provenzale e la torta alsaziana. Ma con un profumino di agrumi...
E siccome non c'è due senza tre (e siccome la Golosastra è una pasticciona), c'è anche un bonus extra. Possiamo dire senza incertezza alcuna che "Tree gust is megl che uan!"

FLAN AL PROFUMO DI AGRUMI
per la base:
pasta brisé (vedi sopra ricetta della quiche)

per la farcitura:
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
zucchero a velo

Preparate la brisée come indicato per la quiche. Potete anche utilizzare questa ricetta, un po' più dolce (eventualmente riducete lo zucchero della farcitura). Quando ha terminato il suo meritato riposo nel frigo, stendetela con il mattarello e foderate uno stampo (io ho utilizzato sempre lo stampo piccino da 22 cm), se avanza un pezzettino di pasta consevatelo per ricavare le strisce con cui decorare la crostata.
Ricoprite la base di brisée con un disco di carta forno tagliato "su misura", riempite di fagioli secchi e infornate a 175° per una ventina di minuti.
Nel frattempo preparate la crema per la farcitura: montate le uova con lo zucchero (ricordate, le uova a temperatura ambiente!) aggiungete la panna, anch'essa a temperatura ambiente, i semini di mezza stecca di vaniglia, la scorza di un limone grattuggiata e la scorza di un'arancia (agrumi bio, comuque non trattati!).
Io ho aggiunto la polvere d'arancia preparata secondo le istruzioni di Cavoletto.
Il composto andrà versato sulla base che nel frattempo avrete pre-cotto nel forno, decorato con le strisce ritagliate (appoggiatele con delicatezza a formare delle losanghe), spolverizzato con poco zucchero a velo e nuovamente infornato per almeno un'altra mezzora, finché il ripieno sarà completamente rappreso.
Una volta sfornata, lasciar raffreddare (una volta che si è intiepidita meglio sformarla e raffreddare su apposita griglia).

Bonus extra, ovvero come la Golosastra ti rigira la frittata: combina un pasticcio e si inventa un dolcetto!
Allora, confesso, ho sbagliato (ahahah, tanto per cambiare) e ho fatto delle considerazioni proprio del tutto sconsiderate. Dalla ricetta della torta Alsaziana ho visto che ci andava la crema preparata con 200 ml di panna. La testolina mia ha pensato "visto che non ci metto le mele, raddoppio la dose di crema, così viene una crostata goloserrima". Peccato che ho steso la brisée nello stampo piccolo, quindi tutta quella crema non ci stava neanche con un miracolo.
Cosa potevo inventarmi per sfruttare tutta questa cremina agrumosa?


MINIBUDINI AL PROFUMO DI LIMONE E ARANCIA
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiai di amido di mais
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
mandorle a scaglie

Ovviamente la cremina va preparata come quella sopra, ho semplicemente aggiunto un paio di cucchiaiate abbondanti di amido di mais, con calma e sempre mescolando con le fruste elettriche per evitare eventuali grumi.
Ho suddiviso il composto negli stampini in silicone per 6 muffins, riempiti nemmeno a metà dell'altezza totale, ho distribuito poche scaglie di mandorle in superficie ed infornato a bagnomaria per una mezzoretta, finché si sono completamente addensati.
Niente male, davvero.
Non so se in effetti si possano definire budini, ma non saprei come altro chiamarli!

mercoledì 31 dicembre 2008

Ci siamo!

Finalmente è arrivato il 31 dicembre.
No, no... non ho la smania di festeggiare il capodanno (diciamo che le feste comandate mi provocano un po' di orticaria), non sono impaziente di fare il conto alla rovescia e stappare una bottiglia di orrendo spumante.
Ho solo tanta voglia di lasciar andare questo 2008. Ho voglia di vedere un anno nuovo sereno, gioioso, ricco (e non parlo di euroni, anche se onestamente qualcuno in più non mi darebbe affatto fastidio). E soprattutto davvero NUOVO.
Voglio scartarlo come un regalo ben confezionato, con un fiocco di raso colorato che mi scivola tra le dita mentre ne sciolgo i nodi, con una bella carta croccante, di quelle che quando inizi a squarciarla tutto il mondo lo sa che stai aprendo il tuo regalo.
Voglio sbarrare gli occhi per la sorpresa, e poi impazzire dalla gioia e piangere dall'emozione.
E poi conservare questo dono in un posto speciale, caldo, morbido; voglio proteggerlo e coccolarlo e curarlo affinché duri nel tempo e accompagni a lungo le mie giornate.
E soprattutto vorrei fosse un dono da condividere con le persone a cui voglio bene, che sia fonte di felicità anche per gli altri.

Non ho mai amato particolarmente i "festoni" di San Silvestro: già da ottobre gli amici iniziano a chiederti "cosa si fa all'ultimo dell'anno?", che noia!
Ho amato di più le serate in poche persone, anche solo in due (Cinziettina, ricordi il capodanno pizza-party io e te nella casetta di Via Arsenale?) o in tre (Cri, Biba e Vero, ai tempi inseparabili). L'unico che ricordo con gioia in cui eravamo in un centinaio è stato in mezzo alle montagne innevate, in una "malga autogestita". Per raggiungerla abbiamo camminato con le torce in mezzo alla neve, si è cucinato, ballato, chiacchierato tutta la notte. E all'alba (eravamo rimasti solo in 6, gli altri di sopra a dormire) a giocare come gli scemi con gli slittini!
Stasera festeggeremo in tranquillità, con un non-conventional cenone, un mix di cucina mexicana, italiana, e un tocco di tradizione capodannesca che si dice porti fortuna.
E con i soliti miei esperimenti.
La sorte stavolta ha deciso per la "parmesan crust" una base per torta salata addocchiata da Serena e che mi ha ingolosita un bel po'. L'ho preparata con una farcia di porri e radicchio (gentilmente forniti dall'orto dei nonni).
Vi farò sapere al mio rientro (me ne vado qualche giorno in terra piemontese), anche se sarà tempo di pensare a quella cosa che si fa di solito dopo le feste (o prima dell'estate). Quella parola che qui non si può pronunciare, ricordate?

Non mi rimane che lasciare qui una scorta enormissima di abbracci e baci sotto il vischio, che chiunque passa di qui si può prendere.
AUGURI A TUTTI PER UNO STREPITOSO 2009!


ah... la ricetta.

TORTA SALATA CON PARMESAN CRUST
AI PORRI E RADICCHIO ROSSO DI CHIOGGIA

parmesan crust (base):
100 gr farina 00
90 gr di burro freddo a piccoli pezzetti
90 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
3 cucchiai di acqua fredda
sale&pepe

ripieno:
1 cuoricino di radicchio rosso di Chioggia
1 piccolo porro
1 uovo
1 o 2 cucchiaiate di latte (facoltative)
olio e.v.o.
sale&pepe

Preparate la base "parmesan crust" amalgamando rapidamente gli ingredienti con le dita, come per la pasta frolla o brisé. Formate una pallotta, avvolgetela nella pellicola e lasciatela in frigo almeno una mezzoretta.
Nel frattempo mondate e lavate il porro e il radicchio, affettateli sottili e spadellateli rapidamente con un filo di olio extravergine, un pizzico di sale e una cucchiaiata di acqua affinché rimangano morbidi.

Portate il forno a 180°.
Stendete la pasta in una tortiera diametro 22 cm, disponete sulla base le verdure e l'uovo ben sbattuto con una o due cucchiaiate di latte e un pizzico di sale. Spolverizzate di pepe e infornate una ventina di minuti, finché i bordi saranno ben dorati e il ripieno ben sodo.

Il profumo è davvero stuzzichevole... mmmh... meno male che ce la papperemo come antipasto!

domenica 12 ottobre 2008

Un pranzo quasi estivo...

Un piccolo miracolo meteorologico ha voluto trasformare la "festa degli ottobrini" (momento enogastronomico/mondano che ogni anno celebriamo per festeggiare ben tre compleanni) in un piacevole pranzo all'aria aperta, che date le fresche temperature dell'ultimo periodo, avevamo già programmato di consumare tra le mura della casetta nella Val de l'Oco.
Invece abbiamo apparecchiato una bella tavola all'aperto, tutti dotati di cappellino di paglia o copricapo improvvisato per ripararci dal sole.
Come di consueto ogni partecipante ha dato il suo apporto mangereccio. Ottimi antipasti, dei primi deliziosi, i secondi non-vegetariani pare siano stati parecchio apprezzati (io e la sorellina ci siamo pappate la torta salata riservata alle vegetariane... non tutta, ovviamente), contorni vari e ben due dolci (il tiramisu al melograno della mamota e una sacher sperimentale mia). Il tutto innaffiato da deliziosi vinelli (per lo più della zona, la Cantina di Soave ancora una volta ringrazia per la scelta) e in ottima compagnia (compresi Gerry, Chica e Groucho e il pollaio tutto).
Oggi voglio condividere con voi un modo alternativo per preparare la base per le torte salate (per evitare di pigliare dal banco frigo del supermercato rotoli di pasta sfoglia, brisé, etc. preconfezionate). La torta salata che ho portato al pranzo di ieri (ah, non fotografata... spiace) l'ho preparata con un mix tra la ricetta di StelladiSale e quella di Lo), ovvero le dosi della sfoglia di StelladiSale, ma utilizzando la semola. Il ripieno era a base di biete/erbette miste (dal cesto BioMio di questa settimana) e un'ottima ricotta.
Oltre alla sopra citata sfoglia che è prepotentemente entrata a far parte della mia top-ten (?) di risorse culinarie, questa è un'altra ricettina di base che sfrutto tantissimo, in particolare con questo abbinamento di ricotta e spinaci (o erbette, biete, etc.). La trovai tempo fa sul giornaletto di NaturaSì. Vista, provata, piaciuta.
TORTA SALATA RICOTTA E SPINACI
per la base
75 gr di farina di mais
50 gr di farina 00
6 cucchiai di latte
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 uovo
25 gr di burro
per il ripieno
250 gr di spinaci (o erbette miste)
250 gr di ricotta
1 uovo
30 gr di scamorza bianca
1 cucchiaio di parmigiano
erba cipollina
sale&pepe
Preparate la base, miscelando le due farine al lievito con il setaccio, formate una fontanella e impastate gli ingredienti aggiungendoli nel seguente ordine: uovo, burro morbido, latte.
Stendete la pasta con le dita in una pirofila adatta ad essere servita in tavola, dopo averla imburrata ed infarinata (bordi compresi). Riponete in frigo per una mezzoretta.
Preparate il ripieno, mescolando gli spinaci (lessati in acqua salata e ben strizzati) con la ricotta schiacciata con la forchetta, l'uovo, una cucchiaiata di parmigiano, la scamorza a cubettini e una manciata di erba cipollina. Regolate di sale e pepe.
Riempite con questo composto la base già preparata, infornate a 175° per 40 minuti circa.
Servite tiepida.

martedì 9 settembre 2008

Un modo nuovo di gustare il formaggio

...così titolava la rivista (o meglio la pagina strappata a tale rivista, presumibilmente un settimanale femminile tipo Gioia, Anna o che ne so) di qualche anno fa. La rubrica si chiamava "La ricetta velocissima" e posso confermare che la ricetta è davvero velocissima ma è pure sfiziosissima.
L'ho preparata in questi giorni di latitanza, e mentre cuoceva nel forno mi dicevo "stasera la posto nel blog". Poi, vinta dalla pigrizia di questa fine estate che però sembra non finire, credo di essermi spaparanzata sul divano senza neppure avvicinarmi al pc. Mi perdonate? Non c'ero ma vi pensavo, davvero davvero!
Dai, stasera se non sapete cosa preparare per cena, tirate fuori dal frigo gli avanzi di formaggio, un paio di barattoli di yogurt e preparate questo tortino che a me piace da matti, lo accompagnate con una bella insalatona fresca ed il gioco è fatto!


TORTINO ALLO YOGURT
25o gr di yogurt bianco
350 gr di formaggio*
2 uova
100 gr di burro
1/2 cucchiaino di lievito per torte salate
120 gr di farina 00
pangrattato
sale&pepe

*la ricetta originale prevedeva 150 gr di emmental e 200 gr di pecorino fresco. Potete comunque utilizzare ciò che avete a disposizione purché non siano formaggi troppo stagionati o troppo cremosi. Io per questo tortino ho utilizzato un misto di Monte Veronese giovane, Monte Ubriaco, Cimbro, avanzati dopo uno shopping sfrenato da Benedetti in occasione di un pomeriggio al Ponte di Veja.

Accendete il forno a 200°.
Imburrate una pirofila del diametro di 22 cm circa e rivestitela di pangrattato.
Fate fondere il burro rimasto a fuoco bassissimo, frullate poi insieme il burro fuso, lo yogurt, le uova, la farina, il lievito, sale e pepe. Unite anche i formaggi e frullate ancora finché saranno abbastanza tritati.
Versate il composto nella teglia, cospargete la superficie con il pangrattato e cuocete per 20-25 minuti in forno.
Servite la torta a piacere calda, tiepida o a temperatura ambiente.


Attenzione attenzione... non posso attendere ancora per ringraziare per lo splendido premio che mi è stato donato per ben due volte (yuppi):

da Luciana di "Cucina&Gianduia"


REGOLAMENTO:Al ricevimento del riconoscimento, citare il nome di chi vi ha ritenuto suo amica/o mostrando il nome del suo blog o profilo. Scegliere un minimo di 7 profili o blog che sono i tuoi amici o che ritieni siano meritevoli della tua simpatica attenzione. Mostra il loro nome e avvisali che hanno ricevuto il segno della tua “AMICIZIA".
La mia (simpatica) attenzione va a:
Mr.President e Orangecat (in attesa della nosta cenetta Tête-à-Tête-à-Tête)
Mammazan (un mito)
Monique (con uno speciale augurio per il suo futuro)
La Sere (in vacanza da una vita!)
La cuoca eclettica (e ai suoi gattoni)
Elena (bentornata...)
Grazie ancora!!!

lunedì 9 giugno 2008

La gita della domenica (e una cena improvvisata)


Ieri abbiamo sfidato le poco promettenti previsioni meteo e ci siamo avventurati a fare quattro passi in quel di Borghetto (non conoscete Borghetto? Malissimo! Programmate una gita, forza! Non ve ne pentirete!).
Verso l'ora di pranzo non era solo la fame a farsi sentire, ma pure il brontolio di quei nuvoloni carichi che si avvicinavano minacciosamente. Siccome siamo esseri umani dotati di qualche neurone nonché di appetito gioioso, avevamo prudentemente prenotato il nostro tavolino in un posto che amiamo molto, Casa Pierina. Un agriturismo in mezzo al verde che offre, oltre ad una cucina che mi garba parecchio, anche ospitalità ai "viandanti" (nostri amici forestieri hanno avuto modo di gradire).
Infatti nel momento in cui ci stavamo per gustare i nostri primi, la pioggia ha iniziato a scendere.
Per la cronaca, quello in foto è il piatto di Tortellini di Valeggio che si è scofanata Miss Pepi prima di andare a giocare: è tornata solo per ordinare (e divorare) la sua Crema Catalana.
Ovviamente io ho sfruttato il bonus "pasto libero settimanale" e mi sono mangiata un bis di primi: tortelli alla ricotta e asparagi e una crema di patate, porri e rosmarino. Ho spiluccato delle sfiziose patatine al forno (devo provare ad imitarle, erano dorate ben bene con i semini di sesamo... slurrrp!) e per finire, tatatataaaaaaaaan: il soufflé al cioccolato (libidine!).
Una volta rientrata a casa ho dovuto mettermi in attività perchè rischiavo di abbabbarmi sul divano e non ripigliarmi più.
E quindi ho impastato. Un esperimento, per sfruttare l'ultimo avanzo di farina di ceci: non potevo produrre l'ennesimo cake con le zucchine e i fiori, al mio prossimo rientro a casa potrei trovare la serratura cambiata. La farinata non ho il coraggio di affrontarla con il nuovo e ancora sconosciuto forno... e se facessi del pane? Mai provato con la farina di ceci... mumble, mumble... Vabbé, se viene una schifezza ci sono Clotilde, Ramona ed Ettore che saranno felicissimi di vederselo recapitare nel pollaio.
PANE CON FARINA DI CECI AL ROSMARINO
15o gr di farina di ceci
150 gr di farina Manitoba
una manciata di rosmarino fresco tritato
acqua quanto basta per impastare
sale
1/2 bustina lievito secco biologico (io uso questo)
olio
Setacciare insieme le due farine, aggiungere un pizzico di sale, la mezza bustina di lievito ed infine il rosmarino. Preparate un bicchiere di acqua tiepida e versatela a filo continuando a mescolare, quanto basta a formare una pallotta elastica, se è troppo umida e appiccicosa aggiungete un pizzico di farina (o viceversa se troppo asciutta inumidire con un po' di acqua).
Impastate, impastate e impastate e quando le braccia non ce la fanno più preparate tante palline di eguali dimensioni (io le ho fatte più o meno come una pallina da ping pong) sulla placca del forno.
Coprite con uno strofinaccio, mettete al calduccio a lievitare finché non avranno almeno raddoppiato le dimensioni.
Preparate il forno già caldissimo a 250°. Pennellate la superficie con un buon olio extravergine e infornate per circa 15 minuti.
L'esperimento è stato molto gradito, a mio parere mancava un pizzico di sale. L'abbinamento della farina di ceci con il rosmarino (la farinata insegna) è ottimo, la spennellata d'olio trasforma questi paninetti in sfiziose focaccine da farcire a piacere.
Ieri sera, in una cenetta improvvisata con il nostro vicino di casa (e carissimo amico) nelle focaccine ci è finito un cacciatorino, accompagnato da un paio di birre fresche, e stuzzichini lastminute, tra cui una torta salata con la ricettina di Stella di Sale, che per me è diventata un'istituzione. Stavolta la variante con zucchine (ma và? Che originale!) e crescenza: uno dei miei abbinamenti favoriti!

TORTA SALATA ZUCCHINE E CRESCENZA
base:
200 gr di farina 00
4 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare
ripieno:
4 zucchine (medie)
mezzo scalogno
2 uova
200 gr di crescenza
olio evo
sale&pepe

Preparate la base come indicato qui.
Lasciatela riposare e nel frattempo preparate il ripieno: pulite e affettate le zucchine, passatele rapidamente in padella antiaderente con un filino di olio e lo scalogno tritato finissimissimo (io le ho passate al microonde/funzione Crisp per 10 minuti).
Scaldate il forno a 180°.
In una ciotola sbattete le uova intere con la frusta, regolate di sale e pepe, aggiungete la crescenza a pezzetti ed infine le zucchine.
Stendete la pasta con il mattarello (questa volta l'ho lasciata meno sottile) e adagiatela in una pirofila (quando la stendete raggiungete la misura del diametro della teglia prescelta, più una decina di cm per il bordo). Versate il ripieno al centro, ripiegate i bordi per contenere il ripieno ed infornate per circa 20-25 minuti, lasciate intiepidire su una griglia e buon appetito!
(piesse - ottima anche il giorno dopo!)

mercoledì 21 maggio 2008

le ispirazioni cavolettiane

Ieri, ore 13.18, leggo questa stuzzicantissima ricettina di Sigrid... ma che bello, grande Cavoletto! Ecco un modo diverso dalla farinata per utilizzare la farina di ceci! Devo assolutamente inventarmi una variante vegetariana e provarla alla prima occasione. Mumble...mumble...
Alle 14.00 esco dal lavoro e tornando a casa passo davanti al fruttivendolo di fiducia: una bella cassettina di zucchine con il fiore! Yuuuppi, provo la torta con zucchine e fiori!
Esperimento riuscito: tortino portato come contributo alla cenetta a casa di Grazia, gli ospiti/cavie hanno gradito e dato la loro approvazione! Bene, bene, la base per il cake salato con farina di ceci è stata collaudata con successo!
Ancora una volta, GRAZIE SIGRID! Voilà la mia (prima) versione vegetariana.

CAKE DI FARINA DI CECI E ZUCCHINE CON IL FIORE
100 gr farina 00
80 gr farina di ceci
3 uova
10 cl latte intero
10 cl olio d’oliva
40 gr parmigiano grattuggiato
60 gr scamorza bianca
6/7 piccole zucchine con il fiore
una manciata di maggiorana
una manciata di mandorle a scaglie
1/2 bustina di cremor tartaro o 1 bustina di lievito per torte salate
sale & pepe


Pulite le zucchine, affettatele sottili (con la mandolina) e fatele saltare qualche minuto nel wox a fuoco vivace con un filo di olio. Pulite accuratamente il fiore, privatelo dello stame e tagliatelo a striscioline, e aggiugnetelo nel wok solo all'ultimo minuto. Regolate di sale e pepe e lasciate intiepidire.
Nel frattempo sbattete le uova con il latte e l’olio. Aggiungete la farina miscelata con il cremor tartaro, il parmigiano e la maggiorana.
Aggiustate di sale e pepe e versate nel composto anche le zucchine con il fiore, e la scamorza tagliata a cubettini.
Mescolate rapidamente e versate in uno stampo da plum cake (riempitelo solo fino a 3/4 dell'altezza), cospargete la superficie con le mandorle a scaglie e infornate a 180° per circa 40 minuti e lasciate intiepidire prima di servire.

domenica 18 maggio 2008

(del maiale) non si butta via niente!

E con la pasta brisé avanzata che fare?

Ieri mi sono ripromessa che oggi avrei preparato qualcosa con la pasta brisé avanzata dalla preparazione della pastiera.
Avevo in mente un dolce che, per colpa di Orangecat aka Nicola, mi frulla per la testa da un po'.
Stamattina ho tirato fuori dal frigo la brisé e... oh! Me la ricordavo più grande sta palletta. Non ci si fa una torta!
Siccome la torta ormai la devo fare (sono una testarda. Pure masochista visto che poi anche se faccio la torta non la posso assaggiare, sgrunt!), ho fatto un'altra brisé e ho colto pure l'occasione di farne una variante un po' zuccherata per la torta.
Che farne della palletta avanzata?

Un tortino da aperitivo!

Va beeeeeeeeeeene. Ho steso la pasta in una mini-pirofilina di dimensioni adatte, ho esaminato rapidamente cosa offriva il frigo (pomodorini, non mancano mai; olive taggiasche, ottimo; la feta avanzata dal tortino di ieri, evviva!). Ho farcito con i pomodorini ciliegini (lavati, asciugati e tagliati a metà), la feta sbriciolata, una cucchiaiata di olive taggiasche (non le ho sgocciolate perché sono in olio extravergine ligure molto buono), cosparso di origano e ho infornato a 180° finché non ho visto che i bordi erano ben dorati (una ventina di minuti, la brisé era stesa abbastanza sottile).
"Bene - mi sono detta - ora posso fare la brisé per la torta" (n.d.r. - la torta è nel forno, in questo momento). Procedo con gli ingredienti (seguirà post apposta), lascio riposare la pallottolona in frigo, procedo con la stesura della pasta. Oh, oh... è avanzata anche un po' di questa pasta brisé dolce. Prepariamo dei raviolini con il cioccolato delle uova di Pasqua (che secondo me non finirà mai)? Ecco fatto!
Potete sbizzarrirvi con cioccolato fondente, al latte oppure marmellata (che altro vi suggerisce la vostra golosità? Miele e noci? Ricotta e canditi?): stendete la pasta, tagliate dei tondi con l'aiuto del coppapasta o di un bicchiere, mettete un po' di cioccolato grattuggiato al centro (o un cucchiaino di marmellata), ripiegate a metà e sigillate i bordi.
Infornate a 180° per 15/20 minuti, finché sono ben dorati.


A dopo, se ce la faccio (e soprattutto se ne vale la pena, lascerò giudicare agli assaggiatori ufficiali) posto la torta "work in progress"!

piesse - ricevo messaggio: "ma sei proprio fuori a fare anche la pasta brisé in casa, è tanto comoda quella pronta della B******i!". Verissimo, è comodissima in situazioni di emergenza. L'ho usata anch'io, che credete? Non ho sempre il tempo da dedicare alla cucina!

Ma con un pizzico di pazienza ed organizzazione evito di mangiare (e far mangiare agli altri, in primis mia figlia: "Farina di frumento, olio vegetale idrogenato, acqua, maltodestrina, sale, alcol, succo di limone concentrato, aromi, burro anidro, colorante caroteni": ho copiatoincollato gli ingredienti di una nota pasta brisé che si trova nel banco frigo del supermercato).

Vogliamo parlare di risparmio? Una confezione della suddetta brisé pronta, del peso di 230 gr, costa in media Euro € 1,99 (8,65 /KG).

Calcolando il materiale utilizzato, con una maggior resa, 300 gr di farina 00 costano in media € 0,15, 125 gr di burro € 0,75, l'acqua la offre il Sindaco, il pizzico di sale non lo conto: totale € 0,90.

Tempo perso: 10 minuti (considerando il tempo impiegato a preparare sul tavolo gli ingredienti, pesarli, impastarli, avvolgerle la pallotta nella pellicola e schiaffarla in frigo). Ok, contiamo anche 5 minuti per stenderla con il mattarello e siamo a posto.

Secondo me, ne vale la pena!

sabato 17 maggio 2008

Buon compleanno, sorellina!

Purtroppo il tempo (fedelissimo alle previsioni meteo) non è stato affatto clemente.
Questo non ci ha impedito di festeggiare il compleanno della mia sorellina (AUGURIIIII) e di mangiare con tutto il nostro appetito (figuriamoci il mio, a dieta da lunedì scorso!).
Gran grigliata di carne per gli onnivori (e per la gioia di Chica, quella vera, e cane Gerry), e per le due inguaribili vegetariane le spettacolari verdure gratinate del Tesoriere (questa volta si è superato...), l'insalatina dell'orto dei nonni e due piatti della Golosatra.
E per celebrare come si deve un compleanno, una fantastica torta Langhe di Tomasi (non vi so spiegare quanto è buona!).
La giornata è andata benissimo, nonostante la pioggia alternata a momenti di cielo comunque sempre coperto. Illasi è sempre un bel posto dove passare il tempo.

Questa foto è per Lo: ti presento gallo Ettore e la gallinella Clotilde.
La gallinona Ramona era imboscata da qualche parte. Forse a covare gli ovetti? Ah, una curiosità: tra gli ovetti c'è un clandestino. Un uovo di fagiano, introdotto all'insaputa dell'intero pollaio!
Bene, passiamo alle ricette!
CAKE CON FETA, POMODORINI SECCHI E ORIGANO
3 uova
150 grammi di farina
una bustina di lievito per torte salate
1 dl di olio extravergine di oliva
125 gr di latte
100 grammi di grana padano
150 gr di feta
una manciata di pomodorini secchi
una manciata di origano
sale&pepe

Questa ricetta è un adattamento di questa.
Montate leggermente le uova intere con il latte e l'olio. Aggiungete la farina setacciata con il lievito ed infine il grana grattuggiato.
Tagliate i pomodori secchi, spezzettate la feta, regolate di sale e pepe, e aggiungete al composto. Versate in uno stampo da plum cake imburrato e cuocete in forno già caldo (180°) per circa 45-55 minuti (fate la prova dello stuzzicadenti che deve uscire pulito).
Lasciate raffreddare prima di togliere il cake dallo stampo (in questo caso io ho usato uno stampo usa e getta in carta, che ho portato così com'era e tagliato in loco).
PASTIERA SALATA AL FARRO E PEPERONI
pasta brisé*
200 gr di farro già cotto al dente
200 ml di latte
1 uovo
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 scalogno
300 gr di ricotta
100 gr di grana padano
olio extravergine di oliva
un paio di cucchiai di aceto balsamico
un pizzico di zucchero di canna
sale&pepe
un pizzico di paprika

Mettete il latte e il farro cotto a bollire a fuoco lento, con un pizzico di sale (verificate prima se è necessario, meglio evitare se il farro è giò stato sufficientemente salato in cottura) finché avrà assorbito tutto il latte, quindi lasciatelo raffreddare.
Lavate e mondate i peperoni, tagliateli a quadratini piccolissimi e mettete nel wok con un filino d'olio. Spadellateli brevemente a fuoco vivace, regolate di sala, quindi continuare la cottura per circa 10 minuti a fuoco lento, finché si è asciugata l’acqua di cottura. Versate un paio di cucchiai di aceto balsamico e mezzo cucchiaino di zucchero e continuate la cottura fino a far evaporare completamente l’aceto.
Aggiungete i peperoni al farro, unite la ricotta, l'uovo leggermente sbattuto, il grana padano grattuggiato, un pizzico di paprika e mescolate bene (se necessario regolate di sale e pepe).
Foderate uno stampo a cerniera con la pasta brisé, lasciando la pasta alta sui bordi e versate il ripieno e livellatelo.
Tagliate dalla restante pasta brisé delle striscioline sottili, disponetele (proprio come si fa pere crostate alla marmellata) sopra il ripieno.
Cuocete in forno a 180° per 45/5o minuti circa.

piesse - questa è la minipastiera che si preparata Stefania con il suo stampino dell'Ikea, che va in forno per davvero. Voleva fare il picnic e si è portata il suo cestino apposta (regalo di compleanno della mia amica C.), la pioggia non le ha concesso questo piccolo lusso.
piesse 2 - per la *pasta brisé: io ho preparato una "dose" abbondante (per la cronaca ne è avanzata un pochina, domani mi inventerò che farne) con:
4oo gr di farina 00
25o gr di burro a tocchettini piccolini (freddo da frigo)
125 gr di acqua (idem come sopra, fredda da frigo)
un pizzico di sale
Amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo (guardate la guida di Gennarino.org). Prima di utilizzarla, avvolgete la pallotta nella pellicola e lasciatela a sonnecchiare nel frigo almeno un'oretta.
Ovviamente potete prepararla il giorno prima, come ho fatto io, o se non avete proprio voglia di impastare, andate a pigliare due rotoli di quella pronta nel banco frigo del supermercato!)
PANE ALLA FRUTTA SECCA
Preparato con la macchina del pane programmata per sfornare alle 7.30 circa, poco dopo le 4 ho sentito il cicalino (miracolosamente, perché quando dormo neanche le bombe mi svegliano!) e mi sono alzata ad aggiungere la frutta secca, preparata in una ciotolina la sera prima di andare a nanna...
Queste sono le dosi che ho usato io, ma consiglio di esaminare il ricettario in dotazione con le macchine del pane per adattarlo alle vostre esigenze:
300 ml acqua
2 cucchiai olio evo
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di sale fino
250 gr di farina manitoba
250 gr di farina di grano duro
100 gr di frutta secca mista*
*(ho trovato un interessante mix di noci, noci pecan, nocciole, anacardi e mandorle in nonmiricordoquale supermercato. Prima di affettare il pane da portare a tavola, ne ho imboscato un bel pezzettone nella credenza della sorellina. Così domani mattina lo può tostare e spalmare di miele: questo pane secondo me è fantastico a colazione!)

domenica 4 maggio 2008

La ricettina di Stella di Sale

Già da qualche tempo avevo adocchiato una ricetta per una sfoglia da utilizzare per le torte salate sul blog di Stella di Sale.
Ebbene, oggi l'ho provata ed è stra-deliziosa, rapida da fare, leggera... insomma consiglio a tutti di provarla in sostituzione della "solita" pasta sfoglia o brisè.
Ho ricevuto in dono una Robiola di Cocconato e questa volta ce la siamo gustata in questo interessante abbinamento con i porri in un tortino salato.

TORTINO AI PORRI E ROBIOLA DI COCCONATO
per la sfoglia (pasta matta al vino bianco)
150 gr. di farina 00
3 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare

per la farcitura
un grosso porro
2 cucchiai di olio evo
2/3 foglie di salvia
1 Robiola di Cocconato

Preparate la sfoglia mescolando velocemente per amalgamare bene gli ingredienti, ottenendo un impasto liscio da lasciare riposare mentre.
pere tagliate a fettine bagnate in succo limpido di mela con comino, anice e semi di finocchio pestati, gorgonzola tagliato a fettine, io veramente ho usato il blu di capra, ma qualunque erborinato va bene.

Nel frattempo pulite il porro e affettatelo. Lasciatelo ammorbidire in una padella con un paio di cucchiai di olio evo, mezza tazzina di acqua. Aggiungete le foglie di salvia e regolate di sale.
Una volta cucinato il porro, eliminate le foglie di salvia e farcite la sfoglia (dividetela in due parti, una più grande che stenderete in un disco sottilissimo da usare come base da farcire, la seconda più piccola, da utilizzare come copertura. La sfoglia va stesa con il mattarello sottile come un velo), guarnite con la Robiola a tocchetti e coprite con la seconda sfoglia.
Ho spennellato la superficie con un un cucchiaino di olio extravergine diluito in un cucchiaio di acqua calda.
Infornate a 180 finché la superficie sarà ben dorata.






FREE BONUS DELLA DOMENICA:
Una simpatico primo (ma anche piatto unico, perché no?) tricolore, salutare, saporito e vegetarianissimo.

La quinoa (che NON è un cereale, poiché da un punto di vista botanico, appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae come gli spinaci o la barbabietola) non può mancare nella dispensa del vegetariano: è ricca di proteine con aminoacidi essenziali, fornisce un buon apporto di carboidrati, vitamine e minerali... e poi è leggera e gustosa!

Quando la preparo per gli ospiti, spesso la guardano con diffidenza: credono sia couscous (o miglio, i più preparati!), magari la assaggiano storcendo un po' il naso. Ma poi chiedono il bis!

Se è per voi la prima volta, provatela in un insalata tiepida, perfetta per i primi tepori primaverili. Aggiungete le verdure che vi piacciono di più e... Buon appetito!
INSALATA TIEPIDA DI QUINOA
CON POMODORINI, ZUCCHINE E RICOTTA DEL CANSIGLIO
250 gr di quinoa
600 ml circa di acqua (meglio ancora brodo vegetale)
1 tazza di pomodorini di Pachino
5/6 zucchine
sale a piacere
ricotta affumicata del Cansiglio
timo fresco
Sciacquate la quinoa sotto l’acqua corrente. Ponete un cucchiaio di olio in una pentola e tostate la quinoa per pochi minuti, aggiungere il brodo vegetale (oppure l’acqua, regolando di sale), portare a bollore, abbassate la fiamma al minimo e coprire con un coperchio. Cuocere per 20 minuti, spegnete il fuoco e e lasciare gonfiare per 5 minuti la quinoa nella pentola coperta. Trascorsi i 5 minuti, togliete il coperchio e condite con un paio di cucchiai di olio evo, mescolate bene e lasciate intiepidire.
Nel frattempo pulire le zucchine, tagliatele a cubetti piccini e spadellatele velocemente nel wok con olio evo.
Lavate e asciugate i pomodorini e tagliateli a cubettini.

Condite la quinoa con le zucchine saltate, i pomodorini e una grattuggiata a piacere di ricotta del Cansiglio, profumate con foglioline di timo fresco e servite.

giovedì 1 maggio 2008

Pranzettino sciué sciué

No, non si tratta di ricetta partenopea, ma di un modo un po' più mediterraneo di dire "veloce veloce".
Questa ricetta fa parte della mia "preziosa" collezione cartacea (trattasi di una cartellina incasinatissima di ritagli, fotocopie, ricette e appunti su disparati supporti cartacei, il tutto decorato qua e là da cacao in polvere, farina, qualche ditata, etc. etc.): credo risalga ai primi anni '90, provenienza "Sale e Pepe", di certo pag. 20.
Veloce davvero da fare (l'ho preparata oggi per pranzo in una mezzoretta), si tratta di una versione salata del Clafoutis francese.
Potete servirlo caldo, ma è ottimo anche tiepido.
Potete re-inventarlo con un'altra verdura (io lo provai anche con le zucchine, moooolto delicato), scegliere le erbette aromatiche (la mia Pepi le chiama Erbe Romantiche!) che vi piacciono di più.


Voilà, suivez la recette et ....... bon appétit!



CLAFOUTIS DI POMODORINI, RICOTTA ED ERBE AROMATICHE
300 gr di pomodorini ciliegia
250 gr di ricotta fresca (io ho usato questa)
3 uova
2 dl di panna fresca
4 cucchiai di olio extravergine
1 spicchio di aglio
1 manciata di erbe aromatiche miste tritate
1 manciata di foglioline di origano (o timo) fresco
sale&pepe


Togliete i piccioli ai pomodorini, lavateli sotto l'acqua corrente fredda e asciugateli delicatamente con un canovaccio pulito.
Mettete i pomodorini in una padella con 2 cucchiai di olio, fateli saltare per 5 minuti a fuoco vivace, scuotendo la padella avanti e indietro.
Trasferiteli quindi sul fondo di una pirofila. Sbucciate e tritate l'aglio e in una ciotolina mescolatelo alle erbe aromatiche, sale e pepe e cospargete i pomodorini con il trito preparato.
In una ciotola sbattete le uova con la panna, unitevi metà della ricotta, il rimanente olio extravergine, sale e pepe. Versate il preparato sui pomodorini.
Aggiungete qua e là la ricotta rimasta, sbriciolata grossolanamente con le dita. Fate cuocere il clafoutis nel forno già caldo a 210° per 15-20 minuti, fino a quando la superficie si sarà rappresa e leggermente dorata. Cospargete con le foglioline di origano (o timo) fresco e servite il piatto caldo o tiepido.

mercoledì 30 aprile 2008

Cavoletto docet

Posto un tantino in ritardo queste due cosine, preparate in occasione dell'ultimo incontro di "Letture in corso", che prevedeva un interessante momento di "saluti enogastronomici" al termine della lezione settimanale.
L'influenza non è ancora passata, a dire il vero si è trasformata in qualcosa di indefinibile (sinusite?), con un risvolto per me assolutamente inaccettabile: sono totalmente priva di olfatto. Tanto per farvi capire, non percepisco neppure vagamente il sentore della crema al timo della Just (chi la conosce sa quanto è intenso il suo aroma).
Per me è terribile non riuscire ad assaporare nulla. Terribile.
Ma tant'è che ci provo lo stesso a cucinare, e ancora una volta (conoscendo la passione per il salato del mio adorato Presidente), ho pescato a piene mani dall'archivio di Sigrid.
Ricordavo di aver visto un cake (io adoro i cakes salati) che mi aveva parecchio incuriosito... gorgonzola, pere e noci: un abbinamento che mi garba davvero moltissimo.
Ho semplicemente sostituito il gorgonzola piccante con il suo cugino francese, il Roquefort (non perchè voglio tirarmela, ma perchè questo era disponibile!).
Ed in fondo un cake con un po' di erremoscia ci stava giusto bene (riservato agli adepti del corso: il riferimento al Vaniteux del Petit Prince è puramente casuale...).

Vorrei dedicare un pensiero speciale a tutte/i coloro che mi hanno accompagnata in questo bellissimo viaggio alla scoperta della letteratura per l'infanzia e della lettura ad alta voce.
Mi mancherà (anche se qualche volta arrivavo davvero stanca) l'appuntamento del martedì sera.
CAKE SALATO AL ROQUEFORT, PERE E NOCI
180 gr di farina
3 uova
1 dl olio d’oliva extravergine
1dl latte
150 gr di roquefort
100 gr di grana padano grattuggiato
1 pera william
70 gr di noci
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale&pepe

Montate le uova intere con il latte e l’olio.
Aggiungete la farina, setacciata col lievito, e il grana padano grattuggiato, poi il roquefort spezzettato e la pera tagliata a cubettini ed infine le noci tritate grossolanamente.
Regolate di sale e pepe, versate in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno, e infornate a 180° per circa 50 minuti.

(note - non ho potuto tagliarne una fetta per vedere l'interno. Era ancora caldo e se avessi ceduto alla tentazione di tagliarlo solo per fare la foto avrei combinato un pasticcio.)

Ho sperimentato anche una nuova versione, sempre di ispirazione Cavolettiana.
Ricordate i Biscottini al parmigiano e semi di papavero? Ecco, siccome dal fruttivendolo vicino a casa ho acquistato una splendida cassa di zucchine con il fiore, ho provato a fare i biscottini nella variante fiori di zucchina+zafferano. Non so se sono riusciti bene, ho assaggiato ma per il mio palato sono assolutamente senza sapore, così come il cake. Pare che siano stati graditi.

giovedì 24 aprile 2008

Sfizio superfast


Per la mia patatina che adora questo abbinamento... ieri ho preparato per cena dei piccoli "nidi" farciti di spinaci e feta.
Tempo: poco. Pochissimo. Avevo impegnato la mia mattinata con il Flan Provenzale e dovevo scappare a lavorare!
La magia è presto fatta: ho prelevato dal freezer una pastasfoglia, tre cubotti di spinaci e dal frigo un uovo e 200 gr circa di feta.
Ho lessato e spadellato gli spinaci, tritati, mescolati con la feta sbriciolata e un uovo sbattuto (ne ho tenuto da parte un cucchiaino per spennellare la sfoglia) e regolato di sale.
Ho tagliato la sfoglia in pezzi quadrati che ho disposto nelle minipirofiline, ho farcito con il composto di spinaci e feta, ripiegando i bordi della sfoglia (e li ho spennellati con l'uovo sbattuto).
Ho cacciato al volo tutto in forno (180° per 15/20 minuti circa, finchè comunque la sfoglia non è ben dorata) e lasciato poi a raffreddare su una grata.
(Ehem... confesso che inizialmente volevo fare una sorta di Spanakopita - σπανάκιπίτα, con la fillopasta che avevo nel freezer. Ma mentre la scongelavo distrattamente l'ho disintegrata, recuperando prontamente gli ingredienti con la pastasfoglia)

venerdì 15 febbraio 2008

Ricotta in crosta di patate




Buona sera buona sera... proseguono in questi giorni gli esperimenti della serie "mani in pasta". In pratica (a parte oggi, che mi sono affidata alla vecchia fedele macchina del pane) ho impastato tutte le mattine con le mie manine, prima di andare al lavoro, in modo da trovare ad ora di pranzo (diciamo meglio nel primo pomeriggio prima di scheggiare a prendere la Pepi a scuola) una pasta ben lievitata. Giusto il tempo per: sbizzarrirmi nell'improvvisare qualche simpatica variante (olive, erbette aromatiche, etc.), formare dei graziosi paninetti da lasciare a riposare ancora fino all'ora di cena, e sono già fuori dalla porta per correre a scuola.

Questi miniesperimenti sono stati davvero molto apprezzati tanto che si è detto "il pane non lo compriamo più!" (eh, sì... e il tempo dove lo trovo???).

In realtà sto meditando di convertirmi al religioso culto della pasta madre. Solo che poi temo di non riuscire a prendermi cura di lei come si deve.

Però... non c'è nulla da fare: il profumo del pane caldo stuzzica l'appetito come niente altro al mondo!


Pane a parte, oggi il menu propone... Ancora una torta salata? Sì (chi mi conosce sa che le adoro, poi per chi come me non mangia né carne né pesce sono un ottimo stratagemma per risolvere un secondo), ma con una pratica variante alla solita pasta sfoglia e/o brisée. E soprattutto molto più leggera... Provate, su...


RICOTTA IN CROSTA DI PATATE

4 patate a pasta gialla di media grandezza
2 uova
400 g di ricotta vaccina
4 pugni di pangrattato
olio e.v.o.
erba cipollina fresca (o liofilizzata)
sale e pepe a piacere


Preparate il forno preriscaldato a 200° e nel frattempo sbucciate e lavate bene le patate, dopo averle ben asciugate affettatele sottilissime con l'aiuto della mandolina.
Cospargete bene d'olio extravergine una pirofila rotonda (anche sui bordi), quindi spargete sull'olio uno strato uniforme ma sottile di pangrattato, in modo da coprire tutta la superficie della teglia, sempre compresi i bordi.

Adagiatevi le patate formando due/tre strati sottili ed infornate per circa mezz'ora, o comunque finché le patate formeranno una crosta, dorata a vostro piacere.

Lavorate in una ciotola la ricotta con la forchetta, le uova, l’erba cipollina, il pepe e il sale per qualche minuto fino ad avere un composto omogeneo.
Quando la crosta di patate è pronta, versatevi il composto di ricotta e infornate di nuovo per circa un quarto d'ora.
Sfornate e servite caldo o tiepido, a vostro gusto.