mercoledì 4 marzo 2009

Camillo si unisce alla lotta contro il plagio!

Vi chiederete "ma chi è sto Camillo? E che c'entra con il plagio?".
Ve lo spiegherò, intanto per cortesia prendetevi cinque minutini, sorseggiando un bel thé, una calda tisana o, se preferite, gustandovi l'aroma di un buon caffé.
Così ascolterete quello che ho da raccontarvi.
Capita che un giorno un'allegra combriccola di blogger (sì, quelle simpatiche signore e signorine che ogni giorno vi tengono compagnia con le loro ricette condite da mille avventure, quelle che si impiastricciano le mani ogni giorno con farina, latte, uova e altre golose amenità, quelle che qualche volta combinano un pasticcio e bruciacchiano una torta ma non ve lo vengono certo a raccontare... o anche sì) si accorge che in giro per la rete c'è più di uno sfaccendata/o che si diletta a scopiazzare le loro ricette e pubblicarle in sedicenti foodblog.
Vogliamo definire questa azione "rubare"? Ognuno la pensi come vuole.
Tanto per chiarire, io non sono parte in causa (ahahha, da qui non ha copiato nessuno. Di solito si copia dalla più brava della classe ed io sto d'incanto con il cappello a punta e le orecchie da asino!).
Mi unisco solo, per una sorta di "difesa dell'onestà intellettuale" a questo piccolo, ma agguerrito, esercito che sta combattendo la sua battaglia per difendere quello che, spesso con qualche sacrificio, ha creato.
Io, per esempio, non ho un granché da fare tutto il giorno: lavoro, faccio la mamma, non ho la colf e ho una casa da tenere (più o meno) pulita ed in ordine, lavo, stiro (oddio, non me lo ricordate!) devo fare la spesa, devo curare le p.r. di Miss-Pepi-Italia. Ogni tanto ho voglia anche di non fare un fico secco, di fare le cornici concentriche sulla Settimana Enigmistica, di perdere tempo a farmi lo scrub, o che ne so io cosa potrei ancora inventarmi.
Il blog è solo un passatempo, che però richiede un zinzino di cura, di pazienza e di tempo da dedicarvicivicivicisi!
E chi dispone di quel minimo di tempo e ha voglia di aprire (e curare) un blog, di qualsiasi argomento esso tratti, è cortesemente pregato di evitare con cura di pescare qua e là nella farina del sacco altrui. Maggior ragione se poi nel suo bloggettino ci piazza anche un bel po' di pubblicità.
Detto questo, avrete già terminato il vostro thé-tisana-caffé, vi prego di andare a far visita alle mie amiche (vi scoccia se vi chiamo così? Anche se siete amiche virtuali, mi piace definirvi così), per vedere come la pensano in merito e le azioni che hanno intrapreso.



Fiordisale ha pubblicato una sezione apposita "antiplagio" con annesso spazio dedicato per le segnalazioni*.

Stelladisale oltre ad aver già fornito esaurienti spiegazioni sul diritto d'autore, si è resa disponibile a raccogliere le segnalazioni* in questo post.

*In base alle Vostre segnalazioni, verranno elencati i blog/siti in cui è stato pubblicata una ricetta e/o foto e/o raccolta copiata da altri blog. Vi prego, se riscontrate scopiazzature di ogni genere (anche non vostro, ma di "colleghe" o "colleghi" di altri blog) di segnalare sia il link della ricetta originale e di quella copiata, avvisando possibilmente il diretto interessato.

Cavolettodibruxelles
Essenzadivaniglia
Fiordifrolla
Cuochedellaltromondo
Susinaontherocks
Galline2ndlife

COMITATO BLOGGER ANTIPLAGIO SU FACEBOOK


...e molte altre (se non l'hanno ancora fatto) si stanno attivando!

Dai, ora vi racconto la storia di Camillo.
Galeotto fu il sito di una delle copiatrici, la tenera Laura, che più o meno ingenuamente pubblicava ricette simpaticamente scopiazzate di qua e di là. Dopo la segnalazione, ho sbirciato anch'io sul blog per vedere se per caso aveva scopiazzato anche me. Ebbene, no.
Però con l'occasione avevo addocchiato una ricetta delle note merendine per bambini, il cui ingrediente principale sono le carote. Però la ricettina in questione era preparata col tanto osannato Bimby (che non è annoverato tra i marchingegni che occupano la mia piccola cucina).
Vabbé, posso adattarla, no? Eh, no. La signora Laura ha già chiuso i battenti.
Quindi ho preso le mie belle carotine, ho girovagato un po' tra i blog, ho scopiazzato un po' di ricette su un foglio A4 (rigorosamente di riciclo) e me le sono appese con la molletta della biancheria alla maniglia del pensile della cucina (vogliate considerarlo come il mio leggio ufficiale mentre spignatto allegramente).
Siccome ho trovato ricette di torte alle carote, e io volevo delle merendine, ho suddiviso l'impasto negli stampini da muffins, gli unici che ho a disposizione oltre a quelli per le minicrostatine che non c'azzeccano proprio.
E sono stati così dati alla luce dodici Camilli (altro non sono che un incrocio tra le Camille e i Muffins).
Tra l'altro il sig. Camilo (con una elle sola) è il pusher che mi ha venduro il simpatico ortaggio arancione.

Voilà la ricetta per una sana merenda. Velocissimamente preparata con il robot da cucina.


CAMILLI
300 g di carote
100 g di mandorle
200 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
1 tazzina da caffé di olio di semi
2 uova
2 cucchiai di cremor tartaro
1 scorza di limone grattugiata

Pelate le carote, tagliatele a pezzi e mettetele nel bicchierone del robot munito di lamerotantitagliatutto. Tritatele finissime, aggiungete le mandorle con lo zucchero, lasciate andare una ventina di secondi finché non saranno ben tritate a amalgamate.
Aggiungete, con le lame in funzione, le uova dall'apposita imboccatura, quindi l'olio (io ho usato olio di semi di mais) e frullate ancora un po' fino ad amalgamare il tutto.
Con il robot ancora in funzione, abbassate la velocità, e inserite dall'imboccatura la farina, già setacciata con il cremor tartaro e quindi la scorza di un limone grattuggiato.
Verificate che tutti gli ingredienti si siano ben amalgamati, eventualmente mescolare accuratamente con una spatola (a robot spento, lo dico anche se sembra superfluo. Non voglio zampette sulla coscienza!).
Portate la temperatura del forno a 180°.
Posizionate le coppettine di carta nello stampo da 12 muffins, e riempitele fino a 3/4 dell'altezza.
Infornate per 40' circa (verificate con lo stuzzicadente, io li ho lasciati qualche minuto in più finché li ho trovati ben sodi).