domenica 18 gennaio 2009

Farina del mio sacco!

"Farina del mio sacco" è una qualità di farina che ho addocchiato al mio (e di Marta) primo incontro del corso di Pasticceria e che mi ha fatto morire dal ridere. Non è uno scherzo, hanno dato davvero un nome del genere ad una farina!
Eh, sì, avete capito bene: Corso di Pasticceria! Io e Marta ci siamo lanciate in questa miniavventura (sono solo due incontri) nella speranza di carpire i segreti e i trucchetti di mille golosità. Ai post(eri) che verranno l'ardua sentenza.
Intanto posso dire di essermi divertita, nonostante il mio pancino sia stato in tumulto per tutta la settimana (maledette influenze!) e di conseguenza la prospettiva di assaggini di cremine&co. non mi entusiasmasse particolarmente. Pasticciare in compagnia, devo ammettere, mi è piaciuto molto. Ho usato anche il Kitchen Aid: sì sììì sììììììììì, era bellissimo, biancobianco come gli albumi montati a neve!
PSSST... Qualora vi fosse un benefattore in ascolto (vabbé, in lettura) : OK, mi piace anche bianco. Di più verde, ma anche arancione. Non è male anche alluminio e il rosso è molto ciliegioso.
Dopo le doverose presentazioni, una premessa sulle tipologie di farina e la descrizione di ciò che avremmo preparato durante il primo incontro, poi ci siamo lanciate in cucina a pastrocciare, con i nostri bei grembiulini bordeaux e la cuffietta bianca (!!!).
Prima di andare a casa, brindisi con un bicchierino di Durello e poi pizza e focaccia per tutti con un bicchiere di birra (ovviamente io non ho mangiato e ho bevuto acqua... sgrunt!).
Mercoledì prossimo il secondo e ultimo incontro, che spero di affrontare nel pieno delle mie energie perchè voglio preparare la pasta sfoglia, e soprattutto voglio godermelo un po' di più!

Dopo una settimana di patate al vapore & riso bollito, innaffiati da un aromatico finocchietto DOCG, oggi mi sono un po' più lasciata andare e a pranzo... pizza per tutti!
Oltre alla "solita" pizza al piatto che non è farina del mio sacco (ricetta di Adriano, as usual) ma ormai è diventata un must con obbligatoria cadenza settimanale, sta entrando nelle abitudini anche la focaccia croccante di Adriano, che dopo un primo incerto tentativo e un seguito più incoraggiante, è entrata a far parte delle abitudini di casa ed è sempre molto molto apprezzata anche nella variante alle patate che vi illustrerò di seguito. La sperimentazione con le patate (so che la patatara per antonomasia apprezzerà) è nata dal tentativo di imitare la schiaccia di Marina di Grosseto, che golosamente divoravo quasi ogni giorno durante le mie vacanze al mare!

FOCACCIA CROCCANTE ALLE PATATE

per l'impasto (una placca da forno):
175 gr farina Manitoba
175 gr farina di semola rimacinata
280 gr acqua
13 gr olio extravergine di oliva
8 gr sale
4 gr lievito fresco

per il condimento:
3 patate medie
sale di Cervia (o fiordisale)
olio extravergine di oliva
erba cipollina (o rosmarino)

Se disponete di un'impastatrice, seguite le indicazioni di Adriano
Io (visto che Babbo Natale non ha ricevuto la mia letteria, maledetti servizi postali!) ho provato a sfruttare le potenzialità della funzione "solo impasto" della macchina del pane. Vi spiego di seguito come procedo.
Primo step: sciolgo il lievito in 125 gr di acqua tiepida, aggiungo 125 gr di farina manitoba, mescolo e lascio riposare per un'oretta e mezza (deve raddoppiare di volume).
Quindi metto il primo impasto nella ciotola della macchina del pane, aggiungo l’acqua rimanente e poco più della metà delle farine, miscelate, che restano e avvio il programma "solo impasto".
Dopo un paio di minuti apro il coperchio (nella mia si può fare, non so se tutte le mdp sia assomigliano) aggiungo il sale, poi di seguito il resto delle farine e quando si è tutto amalgamato aggiungo l'olio a filo. Quando la macchina ha finito di impastare (e si prepara per far lievitare l'impasto) io la spengo, mi piglio il mio impasto e lo metto in una pirofila leggermente infarinata con la semola e copro con una ciotolona di vetro.
Dopo un'oretta, prendo l'impasto e dò la piegatura a 3 (spiegata qui da Adriano), copro di nuovo con il ciotolone per un altro quarto d'ora (a volte anche di più perchè me la dimentico...) .
Nel frattempo preparo la placca del forno ben oliata e quando è il momento stendo la pasta tirandola con delicatezza per non schiacciare le bollicine (no mattarello, no schiacciare con le dita... sperimentate e troverete la vostra strada! Io subito non avevo capito come fare, ora è una passeggiata!).
Oggi ho saltato a pié pari il passaggio in frigo, ho solo coperto la teglia con uno strofinaccio un po' umido e l'ho lasciata sopra al piano cottura mentre portavo il forno sottostante alla massima temperatura.
Ho pulito, pelato, lavato e asciugato tre patate di medie dimensioni, le ho affettate sottilissimissime con la mandolina e le ho messe in ammollo in acqua calda salata.
Al momento di infornare, ho steso le patate (senza asciugarle così rimangono più umide e non si seccano troppo nel forno) in modo uniforme sulla superficie della focaccia.
Un filo di olio e poco sale (io non ho fior di sale, uso il sale di Cervia), un pizzico di erba cipollina (di solito metto il rosmarino, ma oggi pioveva e non mi andava di andare fuori al freddo a tagliarlo...) e via nel forno, una decina di minuti nella parte bassissima, poi in nella parte alta così si dorano per benino le patate.

Attenzione, è pericolosissima. Io soffro di una preoccupante dipendenza da focaccia alle patate.