lunedì 2 giugno 2008

La domenica ad Illasi


Per festeggiare il compleanno del mio "cognato"! Finalmente il tempo ci ha consentito di mangiare (alla faccia della d***a!) all'aperto e pure di fare una passeggiata digestiva. I ciliegi sono carichi di delizie, rosse, succose, dolci. E in mezzo alle vigne, oltre agli splendidi papaveri, tanta tanta rucola: un prelibato bottino da portare a casa.
Cosa fare con la rucola, oltre alla "solita" insalatina?
Un pesto! Sì!
Ho lavato e asciugato bene le foglioline, le ho spezzettate e passate con il minipimer aggiugendo un pizzico di sale, qualche gheriglio di noce e ottimo olio extravergine tanto da renderlo cremoso.
Perfetto per condire la pasta, un bel piatto (piattino, i consentiti 70 gr.) di penne integrali, con una dadolata di pomodoro fresco.

Siccome il bottino era davvero consistente, un altra manciata di rucola l'ho utilizzata per insaporire una formaggella casalinga, preparata con il latte crudo (per trovare il latte crudo vicino a casa vostra, cercate su milkmaps!).

Per preparare la cagliata (con due litri di latte ho preparato una fuscella da circa 200 gr.), portate ed ebollizione il latte in una pentola di acciaio, mescolando spesso perché il latte non si attacchi sul fondo e non bruci. Quando il latte è giunto a ebollizione abbassate il fuoco e aggiungete 3 cucchiai di succo di limone ben filtrato (o di aceto); mescolate delicatamente il latte finché caglia (vedrete che forma dei granuli) quindi togliete la pentola dal fuoco.
Coprite con un coperchio e lasciate riposare per un quarto d'ora circa. Preparate una garza sterile di grandezza adeguata, foderate il fondo di in un colino, e versate la cagliata. Strizzate la garza, versate il contenuto in una ciotolina e mescolatelo con la rucola spezzettata. Mettete il tutto nella fuscella (io conservo quelle della ricotta, altrimenti potete utilizzare un colino) e ponete sopra un peso (io ho coperto con una pellicola e ho appoggiato sopra un barattolo Bormioli pieno di acqua) in modo che possa fuoriuscire tutto il siero in eccesso.

Credo che preparata in questo modo, la cagliata si possa conservare qualche giorno in frigo... non posso garantire, perché quando la preparo non ne avanza mai neppure un cucchiaino!

Devo ammettere che mi piace pastrocchiare con il latte... ho letto da qualche parte che il siero che avanza (oltre che per la preparazione della ricotta) può essere utilizzato come integratore alimentare, perché ricchissimo di preziose proteine e povero in grassi. Ma quanto tempo si conserva? Ben vengano i suggerimenti...