sabato 14 giugno 2008

C'era una volta...

...la salsa zingara. Tutti adoravano la salsa zingara, ma in particolare una persona che la letteratura psichiatrica potrebbe definire un soggetto "zingara-addicted".
La zingara è un prodotto industriale, tuttavia non contiene strane porcherie (conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità...).Tra l'altro è prodotta nel territorio veronese, quindi non fa neppure tanta strada per arrivare sugli scaffali del supermerato.
Spesso la potete avvistare nelle paninoteche, pub e piadinerie, usata per arricchire succulenti paninozzi, ma un tempo era reperibile anche in una nota catena di supermercati veronesi.
Uno di questi supermercati era diventato nostra meta fissa non appena il barattolone iniziava a mostrare il fondo.
Ma...traggggedia... un giorno, improvvisamente, sullo scaffale al solito posto... la salsa zingara non c'è! La settimana dopo, neppure. Un mese dopo, nulla. Al posto della salsa zingara, la salsa della suocera (sì, non è male, ma NON è la zingara).
La salsa zingara, dal quel triste dì, non viene più riassortita.
Stamattina mi sono fermata a bere un caffé in un bar dove credo di non essere mai entrata in vita mia. Nella vetrinetta cosa vedo??? La salsa zingara. Scopro che non è uscita di produzione, e si acquista dai grossisti che riforniscono paninoteche&co. Mi accordo con la signora per un barattolo la prossima settimana. Fantastico. Lo zingara-addictet credeva di essere finalmente fuori dal tunnel-el-el!
Ah, dimenticavo di raccontare che stasera saremo a cena dal suddetto zingara-addicted. E oggi mi è venuto lo sghiribizzo di tentare un'imitazione della celeberrima salsa.
Gli ingredienti indicati sulla confezione sono: peperoni, ortaggi misti (sì, ma quali???), capperi, senape, peperoncino, aceto di vino, aglio, sale, aromi naturali.
Io ho frullato nel mixer una tazza (circa) di peperoni rossi e gialli in agrodolce (che prima di frullare ho asciugato un momentino-ino-ino in padella antiaderente con un cucchiaino di cipolla tritata), un cucchiaino circa di capperi sotto sale sciacquati per bene ed asciugati, tre quattro olive verdi, un cucchiaino di senape, un pizzico di peperoncino, olio e.v.o. "de quel bon", un po' di foglioline di origano fresco. Le dosi sono un po' a occhio, perché mentre la preparavo assaggiavo e cercavo di ricordare il sapore della salsa zingara e cercavo di "correggere", ovviamente con quel che avevo in frigo e/o dispensa.
Ottima spalmata su pane tostato, crostini e simili. Beh, anche per farcire panini/piadine (credo l'abbiano inventata proprio per questo).
Da provare per "pocciare" i nachos in un abbinamento pseudo-mexicano.
Perfetta per condire la pasta.
Il soggetto dipendente la usa anche su patatine fritte, lesse e al forno e sulla pizza, spero vivamente che non l'abbia ancora provata con i biscotti della colazione.
Attenzione, crea dipendenza!
Stasera la porto allo zingara-addicted. Il suo giudizio è fondamentale.
Ah, dimenticavo: i peperoni sono un avanzo della cena di ieri, mi autoinvito a partecipare alla ricicloricetta... ottima iniziativa, la tradizione italiana è ricchissima di gustosissime pietanze create con gli avanzi!

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5 commenti:

  1. ciao bella Cri...ma che goduriosa salsetta...certo che se la preparo mi cibo di soli panini fino alla fine della salsina...un bacione buon weekend

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  2. bella bella bella... che salsetta golosissima! Grazie per la partecipazione con questa interessante riciclo-ricetta!

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  3. Accidenti che golosità !!!! Baci Laura

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  4. @ Lo - beh, che c'è di male? Chi ha detto che non si vive di solo pane sapeva bene che esistono le salsine!
    @ Cipolla - grazie a te, è una splendida iniziativa!
    @ Laura - grazie della visita!!!

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  5. bella questa salsa zingara, mi piace molto

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