domenica 22 febbraio 2009

ridi, ridi...

...che la mama l'ha fato i gnochi!
Sì, lo so che c'è poco da ridere perché sono in ritardissimo, ma è comunque ancora Carnevale! E, ricordate, vi avevo già raccontato del nostro venardi gnocolar! Quest'anno la mamota ci ha preparato gnocchi e fritole giovedì, sapendo che io e la Peponzola il venerdì non abbiamo un secondo di tempo: dobbiamo correre a vedere la sfilata dei carri! Quest'anno abbiamo fatto tardissimo, siamo tornate a casa quasi alle 21, dopo aver ballato e cantato e lanciato stelle filanti e coriandoli e preso al volo un sacco di caramelle! Giusto un toast al volo e a nanna subito... e niente gnocchi del venerdì.
Pazienza. Ci siamo rifatte sabato a pranzo. E senza tanti scrupoli, ogni giorno è buono per papparsi un bel piattone di gnocchi fumanti!

GNOCCHI DI PATATE
500 gr di patate farinose
farina 00 q.b.
un pizzico di sale

Il segreto per fare ottimi gnocchi sono solo le patate. Devono essere quelle farinose e vecie (no patate nuove, troppo acquose) che sono perfette. Tanto per fare un esempio, questa volta su 500 gr di patate (pesate ancora crude e con la buccia) ho usato circa 90 gr di farina, sufficienti per preparare un primo piatto per tre persone morigerate o per due pesone golose.
La Nonna Bruna non metteva l'uovo, e io seguo la sua tradizione: lessare le patate con la buccia (attenzione, segnalo il metodo Berso... rapidissimo con il microonde e devo dire che funziona!), provo la cottura infilzando le patate con la forchetta, quindi le scolo e procedo con l'ustionante pelatura!
Una volta pelate le patate e private di eventuali imperfezioni con un coltellino, le "schiso" (schiaccio) in un ciotolone con l'apposito attrezzo (schiacciapatate) e le lascio raffreddare.
Quando le patate hanno raggiunto una temperatura ragionevole, aggiungo un pizzico di sale e poi la farina un cucchiaio per volta, finché "ne prendono" (traduco letteralmente dal "fin che le ghe ne ciàpa" o "quela che le tòl" della nonna).
Questa volta le patate erano favolose e ho usato solo 80 gr circa di farina per 500 gr di patate (ho pesato la farina apposta per voi, per farmi perdonare di tutte le volte che non sono precisa con i tempi di cottura o le dosi, visto che cucino "a ocio"!).
Una volta impastato per bene, preparare sul piano leggermente infarinato dei rotolini del diametro di circa un cm e mezzo, tagliateli a tocchetti con il coltello e fateli "rugolàr col dielon" (rotolare, con l'ausilio del polpastrello del pollice) sul "dedrìo del pìron" (sui rebbi della forchetta rovesciata) per creare le "righette" sul dorso degli gnocchi, oppure sul "dedrìo" della grattuggia, in questo caso i vostri gnocchi avranno dei simpatici quadrettini (a me piacciono di più con i quadretti, ma la Pepi ritiene che con le righette siano "così eleganti"!).
In una pentola portate ad ebollizione abbondante acqua salata, quando ha raggiunto il bollore tuffate gli gnocchi: quando vengono a galla "càteli su con la schiumarola" (per anni ho pensato che "schiumarola" fosse un termine dialettale per definire il mestolo forato).
Passiamo al condimento, e qui c'è l'imbarazzo della scelta.
I veronesi DOC (carnivori) li apprezzano conditi con la Pastisada de caval.
Un buon piatto di gnocchi fatti in casa è delizioso anche solo con burro fuso con una foglia di salvia e spolverizzati di abbondante parmigiano.
In molti li amano con il sugo di pomodoro, altri con il gorgonzola (abbinato alle noci o alla rucola). Io questa volta ho provato a condirli (oltre che con il sugo di pomodoro) con una fondutina di formaggio Monte. STRASRLURP!

EVIVA EL PAPA DEL GNOCO!