mercoledì 1 aprile 2009

Play the game!

"Elena... sei davvero tu? Io..." sospirò Eugenio cercando una luce nel suo sguardo. Ma Elena sembrava non ricordare, nei suoi occhi non riusciva a trovare neppure un frammento della gioia che la faceva splendere di luce propria.
Eppure ne era certo, era sicuro che fosse la stessa Elena che dieci anni prima aveva visto, per l'ultima volta, in quella baita. Un ultimo indimenticabile abbraccio. E poi il buio.
Un bambino da Pietro. Aspettava un bambino. Da Pietro.

Elena continuava a guardare negli occhi Eugenio, nella luce surreale del neon la sensazione era di trovarsi nel bel mezzo di una assurdo viaggio onirico.
Cercava quello sguardo nell'archivio delle emozioni sopite.
Lo conosceva quello sguardo. Ma l'aveva chiuso a doppia mandata nell'ultimo cassetto della sua memoria, quello dove conservava una ricca e preziosa collezione di ricordi di cui non si curava più. La polvere li ha resi così insignificanti.
La stessa polvere che copre di grigia malinconia anche il suo sguardo e il suo esile corpo, un tempo pervaso da una bellezza disarmante.
Oggi la sua vita è dedicata agli altri. Ai suoi bimbi. A sua madre. Al suo lavoro.

Eppure, lo sguardo di Eugenio stava lentamente passando una mano sulla polvere dei suoi ricordi. Ecco, un lieve bagliore...

"Tu sei..." disse con un filo di voce Elena.
"Eugenio." rispose.
"Eugenio... non è possibile!"

Elena ricordava. Sì, ricordava con estrema chiarezza Eugenio, ricordava l'inverno di ormai dieci anni fa, ricordava perfettamente quell'inverno che segnò indelebilmente la sua vita.
Ricordava con immensa gioia e profondo dolore quell'inverno.

Il fidanzamento con Pietro, il "povero" Pietro, il fidanzato che tutte le mamme sognano per la propria figlia: bel ragazzo, ottima famiglia, intelligente, educato. Semplicemente perfetto.

La storia con Eugenio, la bruciante e inconfessabile passione.

La vacanza in montagna, quando scoprì di aspettare un bambino.

L'annuncio, durante la festa in baita, accolto con entusiasmo da tutti gli amici.

L'ultimo emozionante abbraccio con Eugenio.

Il bambino, che quando nacque portava impresso nello sguardo il nome di Eugenio.


"No, Eugenio, non posso!" Elena scostò con un gesto deciso la mano di Eugenio. Aveva paura.
No. Ora che la sua vita si era assestata e navigava fluida in un sorta di calma piatta, non poteva lasciarla sconvolgere da questa onda anomala di emozioni.
Doveva proteggere la fragile cinta muraria che negli anni aveva eretto a difesa del suo piccolo regno, aveva il preciso dovere di tutelare la serenità dei suoi figli che tanto aveva faticato a conquistare. Il suo rassicurante trantran quotidiano, la casa, la scuola, il lavoro, il supermercato, il parco giochi nei pomeriggi liberi, prendersi cura dei bambini e della povera madre... non doveva in alcun modo essere sconvolto.
No. Dieci anni in cui aveva imparato a lenire il dolore silenzioso che abitava nella sua anima.
Non potevano svanire così, nel corso di una sola notte.


Questo è il mio piccolo contributo al progetto di Luca e Sabrina.
Il pennino-testimone mi è stato passato dalla mia gallinella Lo, che l'ha ricevuto da Anna, che a sua volta l'ha avuto da Luana, e lei da Germana, e lei da Caty...
Insomma, siete o no curiosi di capire dove andremo a finire?

Io passo il testimone a Marta! So che non ci deluderà!

5 commenti:

  1. Siamo felici che tu l'abbia scritto, hai riempito di vita un'altra pagina di questo romanzo virtuale, è stata lunga l'attesa, ma come vedi, nonostante l'ora tarda, siamo corsi a leggerti. Complimenti per la scelta di Marta a cui hai lasciato il calamaio!
    Buonanotte da Sabrina&Luca

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  2. Cri...sei stata mega...è bellissimo...
    che gioia averlo passato te! bravissima un abbraccio

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  3. Bellissimo il prosequio!!
    Brava, chissà che bel romanzo uscirà.
    E' stata una bellissima idea quella di Luca e Sabrina.
    Baci

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  4. scopro da un commento di Luca e Sabrina che mi hai lanciato un calamaio con tanto di inchiostro e pennino....vedrò cosa fare, ma non so se riuscirò in tempi brevi..mi sa che dovrò rimandare a dopo pasqua...tu sai già perchè...che dici
    ...si può fare?

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  5. bellissimo e coinvolgente !un complimento alla scrittrice !!

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