sabato 15 novembre 2008

Send a salami to your friend in USA!

Il titolo è liberamente ispirato da una tovaglietta del ristorante Katz's Delicatessen di New York, che è incorniciata ed appesa nella mia cucina (souvenir di cui ringrazio il Dome), a ricordo di uno dei miei film preferiti (in questo ristorante è stata girata una delle scene storiche del film).
Veniamo al sodo: una persona deliziosa che vive oltreoceano (con il suo bel maritino e due splendide creature), mi ha chiesto una ricetta per il salame di cioccolata. Siccome io le voglio tanto tanto bene (anche se per ovvi motivi logistici non ci vediamo mai) e mi fa tantissimo piacere poter fare qualcosa per lei, ieri ho preso due piccioni con una fava e ho fatto preparare alla mia Pepi, che me lo chiedeva da almeno un mese, il mitico salame di cioccolata.
Uno dei miei dolci preferiti da sempre, forse perché per me è una sorta di "madeleine," un sapore che mi fa ritornare bambina.
Facilissimo da fare (infatti si è felicemente cimentata a pasticciare la Pepi, con grande orgoglio), negli anni credo di aver provato dozzine di ricette (la base è sempre più o meno la stessa, cambiano soprattutto le dosi) e questa è quella che mi soddisfa maggiormente, anche se ogni tanto aggiusto il tiro aggiungendo o togliendo qualcosa.
Dedicata alla mia Bibi!

SALAME DI CIOCCOLATA

100 gr di burro a temperatura ambiente
250 gr di biscotti secchi
2 uova
100 gr di zucchero
55 gr di cacao amaro in polere
zucchero a velo

Spezzettare i biscotti in una ciotola. Aggiungere lo zucchero, il cacao, le uova, il burro morbidissimo e amalgamare con cura tutti gli ingredienti.
Quando saranno perfettamente amalgamati, distendete un foglio di pellicola da cucina e versate il composto, richiudendo la pellicola per dare la forma di un salame. Avvolgete la forma nella carta stagnola e lasciate in frigorifero per una notte intera.
Prima di tagliare, cospargete l'esterno del salame di cioccolata con lo zucchero a velo.

(Una delle mie debolezze? Un paio di fette di cioccolato servite con crema inglese... oppure sostituire parte dei biscotti con delle nocciole tostate!).


In tema di dolcezze, come promesso farò un (breve) report del mio pomeriggio goloso dello scorso martedì.
Era da un po' che tenevo d'occhio questo evento, ma ad essere sincera visto il periodo un po' movimentato mi era totalmente sfuggito di mente. Ma dal cielo è arrivato l'invito per andare a festeggiare (con l'occasione) anche il 40° compleanno della mia pasticceria preferita, Tomasi.
Il destino vuole che, visto che di solito il martedì pomeriggio avrei dovuto essere operativa al lavoro, la mia collega mi chieda un cambio di turno. E vai, martedì pomeriggio libero!
Sistemati un altro paio di intoppi logistici, ero moralmente pronta a portare alle stelle il mio tasso glicemico! Per magia è arrivato un altro invito, e la mia Pepi ha (ehem, volontariamente) acconsentito ad accompagnarmi.
La cornice di Palazzo della Ragione (nello splendore del recente restauro) ha ospitato il XV° simposio dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani, un tripudio di dolci opere d'arte, un'occasione unica per deliziare gli occhi e il palato con le creazioni di 50 pasticceri provenienti da tutta Italia.
Unica nota negativa: l'educazione (scarsa) del pubblico. Affamati come se provenissero da un secolo di carestia, afferravano qualsiasi oggetto commestibile a portata di mano. Anche ciò che era dedicato solo all'esposizione (e vi assicuro che si degustava abbondantemente senza necessità di affannarsi e di devastare le composizioni e le decorazioni). Si narra di eleganti signore con il filo di perle che con la propria forchetta massacravano splendide pieces, di egregi signori in giacca e cravatta, dall'aria distinta, che uscivano dalle sale con sottobraccio un mandorlato gigante, sottratto all'esposizione.
Sorvoliamo.
Io ho avuto l'onore di stringere la mano ad uno dei miei miti, Luca Mannori. Purtroppo non ho potuto degustare l'opera d'arte della pasticceria italiana, la sua Setteveli (darei l'anima per un bocconcino di Setteveli!). Ma mi sono consolata con qualche assaggino. Non molti per la verità, dopo un po' iniziavo a non apprezzare bene i sapori.
Ricordo con piacere una deliziosa torta alla Malvasia di Antonino Accardi, e un mignon, una sorta di "sfogliatella scomposta" di Salvatore de Riso. Avrei voluto assaggiare di tutto e di più, ma davvero non ce l'ho fatta!
Devo dire una cosa: i Pasticceri sono una categoria eccezionale, di una cortesia sorprendente (anche di fronte ai già citati cafoni) e di una proverbiale dolcezza!
Stefania (facendo gli occhi dolci a tutti) ha ricevuto deliziosi omaggi da portare a casa: un cofanettino con 8 tavolette di cioccolata Valrhona assortite, cioccolatini al pistacchio, una confezione di mandorle "Primitive Collection" di Pasquale Marigliano... etc.
E per tutti i partecipanti un mini Nadalin di Tomasi, che credo sparirà domani a merenda con una bella cioccolata calda...