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domenica 5 settembre 2010

FARINATA DI CECI CON CIPOLLA ROSSA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO

FARINATA ALLA CIPOLLA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO

Non ho alibi, nemmeno il caldo, che ormai non mi tortura più. Mi rimane in giro per ogni cellula un'infinita blog-pigrizia, che stasera cerco di vincere per una ricetta 'on demand'.
La farinata di ceci (o cecìna che dir si voglia) è una meravigliosa creatura a base semplicemente di farina di ceci, acqua, olio extravergine. Una 'veg-bistecca' sfiziosissima, un secondo proteico golosissimo, un graditissimo aperitivo, un amatissimo antipasto, un versatilissimo passepartout (per esempio nel panino... chevvelodicoaffà?). Insomma, questa overdose di superlativi solo per farvi capire a chiare lettere, pure in grassetto e maiuscolo, che mi piace da matti. Dapprima la scoprii in versione 'classica', prima a Torino dove praticamente ogni pizzeria ha nel menu anche la farinata. Poi in Toscana dove si fa chiamare cecìna. Poi nella mia cucina dove ogni volta ci si inventa un 'vestitino' nuovo. Con le zucchine e la maggiorana, con le patate e il rosmarino, con le patate e i porri, con i peperoni e il basilico, con i carciofi e il timo fresco (mammamiachedelizia), con i fiori di zucchina e i semi di papavero... con quel che offre la dispensa, l'orto, la fantasia e suggerisce l'acquolina.
Quest'estate che va concludendosi una delle versioni più quotate è senza dubbio questa, provata per caso e diventata subito un must, graditissima anche ai bambini (e giuro che non l'avrei mai detto!).
Vi lascio la ricetta, facilissima e suscettibile di tutte le interpretazioni che vorrete!

FARINATA DI CECI ALLA CIPOLLA ROSSA DI TROPEA E ORIGANO FRESCO
gr 250 di farina di ceci
gr 750 di acqua
4 cucchiai di olio extravergine
1 cipolla di Tropea
1 rametto di origano fresco
sale&pepe

Preparate la pastella con la proporzione di 1:3,  aggiungete l'acqua poco per volta alla farina setacciata in modo che non si formino grumi, lasciatela riposare una notte  (o la mattina per la sera)  o come minimo un paio di ore. 
Una volta 'riposata' la pastella, rigiratela con la frusta, aggiungete un pizzicone di sale e un paio di cucchai di olio 'bono'.
Affettate la cipolla; io la aggiungo a crudo, da quando ho questo attrezzino stracomodo che mi consente di affettare la cipolla sooooottilissima quasi trasparente. Altrimenti passatela brevemente in padella, affinché non risulti antipaticamente 'dura' dopo la cottura in forno.
Accendete il forno alla massima temperatura. 
Ora, senza arrivare a disquisire sulla tipologia di teglia che deve essere usata per la farinata, (pesante rame stagnato. Prima o poi me la regalo!) io vi dico che nella mia cucina si fa di necessità virtù e utilizzo una banalissima teglia da forno antiaderente. 
Vabbé, antiaderente è una parola grossa, chiamiamola semplicemente 'placca da forno'.
Mi hanno spiegato (spero sia vero, io ho abboccato come un'allocca e utilizzo questo sistema) questa procedura da seguire: una volta portato il forno a temperatura, infilare la placca nel forno bollente per qualche minuto, quindi tirarla fuori, oliarla e aggiungere la pastella, quindi infornare la farinata.
Potete aggiungere le verdure e le erbe aromatiche alla pastella prima di infornarla oppure, per un risultato estetico più gradevole, distribuirle sulla pastella già nella teglia (purché siate rapidi).
Infornate immediatamente per 30-35 minuti, fino al raggiungimento di una buona doratura (se necessario aggiungere un paio di minuti di grill).
Servire calda, accompagnando con il pepe da grattuggiare allegramente.

venerdì 11 giugno 2010

FIORI DI ZUCCHINA ALLE MANDORLE, ZAFFERANO E MENTA

Un post delicato per dare il benvenuto alle CartoNine

Se non conoscete ancora Nina, correte subitissimo da lei.
Preparatevi una tisana, gustatevi un bel caffé, va bene anche un bicchiere di acqua fresca.
Gustatevi il suo blog, deliziatevi delle sue parole, saziatevi l'anima con le sue immagini.
C'è delicatezza, forza, energia, pace.
C'è un piccolo mondo, forse in riva al mare: prima di tornare da questo fantastico viaggio non dimenticate di scegliere una cartoNina.
Il mio cuore, a occhi chiusi, ha scelto questa 
Dopo una passeggiata in riva al mare, con i capelli scompigliati dal vento e dalla salsedine, tornerete a casa con le tasche piene di conchiglie e con un discreto appetito.

Vi lascio una ricetta rapida rapida. E soprattutto easy.



FIORI DI ZUCCHINA ALLE MANDORLE,
ZAFFERANO E MENTA

una dozzina di fiori di zucchina
tre panini del giorno prima
una tazza di latte di soya
una generosa manciata di mandorle tostate e tritate finemente
un paio di rametti di menta
qualche pistillo di zafferano
un filino di olio extravergine di oliva
sale q.b.

Pulite con cura i fiori di zucchina: chiedete con gentilezza a formichine e moscerini di scegliere un'altra casa, privateli del pistillo e sciacquateli  sotto l'acqua corrente quindi asciugateli bene.
In un contenitore spezzettate il pane (in questo caso erano tre 'arabi' all'avena, ovvero quel che c'era d'avanzo) bagnatelo con una tazza  abbondante di latte tiepido, aggiungete un pizzico di sale, lo zafferano, le mandorle e la menta tritata.
Otterete un impasto abbastanza umido, se necessario aggiungete altro latte.
Farcite i fiori aiutandovi con un cucchiaino inserendo la farcitura dal lato dell'ex-pistillo, tenendo chiuso il fiore con l'altra mano.
Adagiate i fiori in una pirofila con il fondo rivestito di carta da forno, cospargete con un filino di olio extravergine,  coprite la teglia con la carta stagnola e infornate a 180° per un quarto d'ora circa.
Scoprite la teglia, completate per cinque minuti la cottura (forno non ventilato altrimenti a mio avviso si asciugano troppo!).

NOTE - Le dosi potrebbero variare, dipende dalla grandezza dei fiori, ma anche dal peso e consistenza del pane. Adattatele serenamente alle vostre esigenze, se non vi piace la menta potete usare erba cipollina o prezzemolo, se vi è consentito potete sostituire il latte vegetale con il latte vaccino.

Dedicata a Valentina & Valentina!




lunedì 31 maggio 2010

POLPETTE TOFU E OLIVE

Uhlallà, è da tanto tempo che non vi rifilo una ricetta polpettosa... devo rimediare. Perché si sa, la Golosastra è ghiotta di polpette e non perde occasione di prepararle con gli ingredienti che le capitano sotto le grinfie.
Ieri la mia sorellina mi ha preparato delle sfiziose polpette che alla prima occasione rifarò per il blog, stasera invece ho improvvisato  questa ricettina per la mia cena con la Peponzola (tale madre, tale figlia golosa di polpette), sperimentando un altro stratagemma sfizioso per gustare il tofu.

Leggo spesso commenti negativi sul tofu e mi piacerebbe spendere qualche parolina in merito. 
Il tofu è in effetti un alimento dall'aspetto, consistenza e sapore davvero poco invitante, specie per chi lo interpreta come un 'sostituto' del formaggio del quale, di certo, non ha neppure lontanamente il sapore. 
Molto utilizzato da vegetariani e ancor di più da chi ha adottato un'alimentazione prettamente vegana, ma sono moltissimi gli 'onnivori' che per motivi di salute (problemi con il colesterolo o i trigliceridi) o di intolleranza al lattosio, tentano l'approccio con questo alimento misterioso. Spesso con esiti non proprio incoraggianti.
Raccomando di cuore, ma di cuore di cuore di cuore (no, non si è incantata la tastiera e nemmeno il mio mononeurone, è un consiglio davvero sentito!)  di utilizzare del BUON tofu. 
Quindi bando a quello supercommerciale reperibile nella GDO. Preferite un tofu acquistato in un negozio di alimenti biologici, sono certa che con questo accorgimento e con qualche altro trucchettino per cucinarlo potrete gustare un piatto non solo sano ma anche goloso.
Io non ho ancora sperimentato l'autoproduzione, il tofu (e il seitan) nella mia cucina sono una sorta di quattro-veg-salti-in-padella: un ingrediente jolly per risolvere in pochi minuti un pasto.
Proprio come è successo stasera...



POLPETTE TOFU E OLIVE
(e capperi e timo fresco)
dosi per una dozzina di polpette
130 gr di tofu
30 gr di olive verdi denocciolate
5 gr di capperi dissalati
una cucchiaiata di timo fresco
pangrattato
un cucchiaio di olio extravergine di oliva
Il procedimento è facile che più facile non si può! Frullate tofu, olive e capperi (ben sciacquati e asciugati) e le foglioline di timo con un minipimer.
Formate con le mani delle palline della dimensione di una piccola noce e rotolatela ben bene nel pangrattato.
Cuocete le polpettine in una padella con un filino di olio extravergine, rigirandole frequentemente, per una decina di minuti o comunque fino a doratura.
note - vale, secondo me, la pena di prepararne un quantitativo maggiore, cuocendole in forno caldo.




lunedì 5 ottobre 2009

LaGolosastra e la zucca del contadino.


C'era una volta un contadino gentile che regalò alla mamota (la genitrice della Golosastra, n.d.r.) una bella Zucca.
Bella? Insomma, mica tanto. La Zucca, se vogliamo essere sinceri sinceri, era un pochino bruttarella: aveva qualche bozzo fuori posto e certo non avrebbe potuto partecipare a Miss-Zucca-Italia 2009. Ma si sa, qui badiamo solo fino ad un certo punto all'apparenza. Quel che conta è che sia "bella dentro".
E così LaGolosastra si armò di santa pazienza e (letteralmente) di un coltellaccio affilato e sacrificò la Zucca bruttarella in una sera di quest'autunno che si traveste d'estate.
Il suo cuore si rivelò intatto, e fu barbaramente affettato e infornato senza pietà per deliziare i palati dei commensali.
Ma già alla prima forchettata, la Golosastra si rese conto che la Zucca stava perpetrando la sua subdola vendetta, presentandosi con un sapore sinceramente un po' insulso.
Che delusione. E che faccio butto via tutto 'sto bendidio? No. Eh, no. Se vuoi la guerra, Zucca, la guerra avrai.


(mumble... mumble...)

Che ci posso fare con una zucca già cotta in forno? Gnocchi? No, non ne ho voglia. Polpette? Mah, potrebbe essere un'idea. Niente uova, però. E se provassi con i magici fiocchi di cereali? Proviamo?
Sì!

BOCCONCINI ALLA ZUCCA&RICOTTA AFFUMICATA

1 zucca
1 tazza di fiocchi di farro
1 tazza di ricotta affumicata grattuggiata (del Cansiglio)
latte di riso
sale&pepe
1/2 cipolla
semi di papavero
olio extravergine di oliva

Truc... ahem... aprite la zucca, privatela dei semi e della scorza e disponetela sulla placca foderata di carta forno. Infornate a 180/200° per 15/20'.
Sfornate, lasciandola intiepidire.
Fullate la zucca insieme ai fiocchi di farro (precedentemente ammollati in una tazza con poco latte di riso tiepido e strizzati), la ricotta grattuggiata e mezza cipolla, quindi aggiustate di sale e pepe.
Sulla placca del forno (foderata con la solita carta), pennellate poco olio extravergine e con due cucchiai formate delle quenelle a distanza regolare. Cospargetele di semi di papavero, infornate a 180' per un quarto d'ora circa.


piesse - perfetto come contorno, ma niente male anche come aperitivo o antipasto, anche per un buffet visto che si può servire tiepido e mangiare con le mani senza fare un macello!

piesse bis -  Alla fine ha vinto la Golosastra. La Zucca "nientediche" è diventata proprio buona!

venerdì 28 agosto 2009

Preparatevi ad una serata... piccante!

"Dio ha creato l'alimento, il diavolo il condimento" - J. Joyce

Non dalla Calabria ma dall'orto della Val de l'Oco è arrivata questa mini fornitura di peperoncini very very hot! Che farne? Nella maggior parte delle ricette li troviamo farciti di tonno e/o acciughe, o raramente con del caprino (sono deliziosi). La prima opzione è stata scartata a priori, la seconda pure perché il caprino Tommasino me lo sono pappato tutto io (e che dovevo fare,è uno dei pochi latticini di cui mi è consentito deliziarmi).
Avevo letto da qualche parte una ricetta che prevedeva un ripieno di pangrattato e pasta di acciughe, e mi ha dato un'idea per un ripieno alternativo e, soprattutto, vegetariano.
Ho curiosato nel frigo e in dispensa, ho saccheggiato la mia pianta di origano, e pasticciando un po' in una ciotola ho finalmente ottenuto quella che mi è sembrata la consistenza giusta ed ora vi svelo cosa celano questi piccantissimi scrigni. Le dosi sono un po' a occhio ma ho cercato di stare attenta alle quantità per poter riportare delle proporzioni sensate.

PEPERONCINI ROSSI PICCANTISSIMI
una dozzina di peperoncini rossi tondi
una tazza di pangrattato
una tazza formaggio di capra grattuggiato
3 cucchiai di paté di olive nere
1 cucchiaio di capperi dissalati + una dozzina di capperi per decorare
un mazzetto di origano fresco
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva

(aceto per sbollentare i peperoni)

ATTENZIONE - Procuratevi immediatamente un paio di guanti per maneggiare i diabolici peperoncini. Non è un'indicazione, è un ordine!
Lavate ed asciugate i peperoncini.
Con un coltellino tagliate tutt'intorno al picciolo e asportatelo. Pulite con cura anche l'interno eliminando tutti i semini.
Portate ad ebollizione in una pentola capiente metà acqua e metà aceto bianco, regolate di sale.
Tuffatevi i peperoncini e sbollentateli per un paio di minuti.
Scolateli e metteteli ad asciugare per bene con il foro rivolto in basso.
Tritate con la mezzaluna lo spicchio d'aglio, i capperi e l'origano e metteteli in una ciotola. Unite il pangrattato e il formaggio*, il paté di olive e aggiungete un filo d'olio per amalgamare, fino ad ottenere un impasto morbido.
Farcite con cura ogni peperoncino con l'impasto (i guanti, non dimenticateli) pigiandolo con delicatezza nella cavità fino a riempirli completamente. Decorate ogni peperoncino con un cappero intero, condite con olio extravergine e servite.
Non siate avari di abbeveraggi per i vostri commensali!

Io ho utilizzato un formaggio di capra (di cui non sono ancora riuscita a carpire il nome, sempre che abbia un nome) che trovo al mercato da un simpatico signore Sardo. si tratta di un formaggio magro con una consistenza simile alla ricotta dura. Nulla toglie che si possa utilizzare un qualsiasi formaggio di vostro gradimento. Secondo me potrebbe essere moooolto sfiziosa la feta, per esempio.

note - probabilmente possono essere conservati come si fa per per quelli ripieni di tonno o formaggio, ma non so se gli ingredienti della farcitura siano adatti alla conservazione. Se qualcuno passa di qui e ha consigli in merito, sarà il benvenuto/a!

giovedì 16 luglio 2009

VMS ovvero: Vegan Muffins Salati

Ok, ok. Ci sono, non sono sparita.
O meglio, in effetti per una settimanina ina ina ho tagliato la corda e mi sono rifugiata in un posticino delizioso che vi consiglio di cuore.
Poi il caldo, la nonvoglia di stare davanti al pc, qualche camminata serale con la mia sorellina, un po' di bagoli assortiti e l'adesione allo sciopero... ecco che un mese se ne vola in un attimo.
Nel frattempo ho continuato le mie vegansperimentazioni (nelle serate più fresche) e oggi vi parlo di una delle mie favorite. Avevo già tentato di mettere insieme qualche sfizio salato con il cake alle ortiche, che però non si era gonfiato come avrei voluto. Ebbene stavolta ho ottenuto qualcosa di "meglio riuscito" tanto che la mamota, che guarda con sospetto la cucina vegan, se ne è divorata 3 su 6! La prossima volta dosi doppie, yessss!

MUFFINS POMODORINI & ERBETTE AROMATICHE

300 gr di yogurt di soya
250 gr farina semintegrale
1/2 di cremor tartaro
1 cucchiaio di amido di mais
2 cucchiai di fiocchi di cereali
30 gr di olio extavergine
8 pomodorini secchi
una manciata di erbe aromatiche fresche (basilico, erba cipollina, origano, timo, menta)
sale&pepe

Mescolate come da "regolamento muffins" gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli umidi in un'altra.
Io ho fatto eccezione con i fiocchi di 6 cereali (geniali, li avevo usati anche qui e qui) che ho lasciato ammorbidire nello yogurt, aggiungendo poi l'olio.
Nell'altra ciotola miscelate farina semintegrale, cremor tartaro, amido di mais, un pizzico di sale, un pizzico di pepe.
Amalgamate i due preparati rapidamente e aggiungete i pomdorini e le erbette aromatiche tritati grossolanamente.
Riempite lo stampino da 6 muffins (ho usato quello in silicone, senza ungere) e infornate a 180° per 20' circa.
Buon appetito!

sabato 18 aprile 2009

Grattis på födelsedagen!

Il titolo del post non è un messaggio in codice. Non è neppure uno spot pubblicitario dell'Ikea. l simpatici pallini sulle A sono per augurare un superfelice compleanno* all'inarrestabile Brii!
*(dovrebbe essere una specie di "buon compleanno", almeno spero. Ahimé lo svedese proprio non lo so!)

Per celebrare il suo compleanno sarebbe più indicata una bella torta, lo so. Ma dobbiamo disintossicarci, no? E quindi oggi pranzetto vegan per tutti. E non storcete il naso, perché anche senza utilizzare né uova né latticini possiamo gustarci dei piattini appetitosi.

Per esempio queste polpette radicchio e nocciole, preparate con l'ultimo radicchio della stagione (una sorta di arrivederci al prossimo inverno).
Ho sfruttato la ricetta di Remy, utilizzando (al posto delle zucchine) dei cuoricini di radicchio rosso di Verona, tritati a crudo con il mixer, aggiunendo le nocciole tostate, i fiocchi di 6 cereali già usati per le polpette porri&zucchine, . Sono sfiziosissime, il croccantino della nocciola stuzzica il palato che è una meraviglia! Le ho cucinate sempre con il crisp, qualche minuto per lato con un filo quasi invisibile di olio extravergine. Deliziose!

Altra scoperta è la fintafrittata. Finta perché di uova non c'è neppure l'ombra. In realtà potrebbe essere una farinata, ma non è cotta nel forno ma nella padella!

Sperimentata grazie ai suggerimenti preziosi trovati in questo blog.

VEGANFRITTATA DI ZUCCHINE
Ingredienti base per la farin-frittata di ceci (per due persone circa):
100g di farina di ceci
un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
sale&pepe
acqua. q.b.

inoltre:
2 zucchine
1/2 scalogno
dado vegetale
olio extravergine di oliva
erba cipollina


Incorporate dell'acqua poco per volta alla farina di ceci, mescolando fino ad ottenere una pastella diluita, simile a quella delle crêpes.
Mescolate con una frusta per eliminare i grumi e fate riposare per almeno un'ora.
Nel frattempo pulite ed asciugate due belle zucchine, grattuggiatele con la grattuggia a fori larghi e rosolatele in una padella con un filo di olio extravergine e 1/2 cucchaino di dado vegetale finché saranno ben dorate.

Quando la pastella avrà riposato a sufficienza, scaldate bene la padella delle zucchine e versate la pastella.
Fate rapprendere bene da un lato, fino a doratura e poi giratela per farla cuocere bene anche dall'altra parte. Spolverizzate, se vi piace, con erba cipollina fresca tritata.
Forse avevo messo troppe zucchine e ho fatto un po' fatica a girarla, ma con l'aiuto di un piatto ho risolto l'impasse.
piesse - l'ho pure provata in un panino con un po' di salsa zingara, uno spettacolo!
La prossima volta (quasi quasi già stasera) la provo con le patate! Yessss!

domenica 5 ottobre 2008

Benvenuta Anna!


Signore e signori, sono immensamente felice di comunicare al mondo intero, isole comprese, l'arrivo della mia pseudo-nipotina Anna! Un meraviglioso esserino di 3920 kg, sorellina di un orgogliosissimo fratello maggiore (che, per inciso, è anche il fidanzato della Pepi).
Oggi Anna è arrivata finalmente a casa, e per agevolare tutto l'iter di dimissioni e trasporto a casa, il suddetto orgoglioso fratello maggiore/fidanzato della Pepi è stato nostro graditissimo ospite.
Ed io che ho un testone duroduro, mi sono ostinata anche questa volta a preparargli qualcosa di ultravegetariano a lui che non ama particolarmente (come tante bambine e bambini) le verdure. E anche questa volta, le polpette si sono rivelate uno stratagemma vincente!
Per la cronaca, con questo pranzo domenicale ho praticamente terminato la scorta di verdurine arrivate mercoledì scorso (mi avanza giusto qualche carotina...)! Tutto buonissimo!
POLPETTINE DI MIGLIO E SPINACI
1 ciotola di miglio
2 ciotole di acqua
1 carota
1/2 cipolla
2 etti circa di spinacini freschi
farina di ceci
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale
Pulite con cura gli spinaci e lessateli in acqua bollente leggermente salata per 5 minuti circa.
Lavate il miglio sotto l'acqua corrente, in una padella antiaderente (wok) scaldate un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, soffriggete brevemente la cipolla tritata, aggiungete la carota (precedentemente pulita e pelata) a rondelle sottili.
Lasciate soffriggere a fuoco moderato, aggiungete il miglio e successivamente le due ciotole di acqua bollente.
Lasciate andare a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, finché il liquido non sarà completamente assorbito. Se necessario aggiungete altra acqua bollente per portare a termine la cottura.
Una volta pronto il miglio, togliete dal fuoco e mettetelo in una ciotola con gli spinaci e il tomino sbriciolato. Passate il tutto con il minipimer (specialmente se dovete, ehem, ingannare un piccolo nemico delle verdure).
Aggiungete al composto ottenuto un cucchiaio per volta di farina di ceci (anche farina 00 va benissimo se non disponete di farina di ceci), finché non avrete ottenuto la consistenza giusta che vi consenta di formare delle polpettine. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Preparate in un piatto il pangrattato, e contemporaneamente una pirofila antiaderente ben oliata.
Preriscaldate il forno a 180°.
Inumidite i palmi delle mani e prendete un'abbondante cucchiaiata di composto, formate le polpette (io di solito preparo delle polpette rotondine palline, questa volta le ho appiattite, tanto per variare), passatele per bene nel pangrattato e depositatele nella pirofila.
Una volta pronte, infornate finché non sono ben dorate, girandole di tanto in tanto.
note - come al solito, sono ottime anche fritte, sono perfette per un aperitivo perché buone anche fredde! Oggi le ho servite come entrée, così i miei piccoli commensali avrebbero avuto più appetito. Quando è arrivata la pasta, le hanno pure spezzettate con le mani per arricchire il sugo di pomodoro!!!

Passiamo alle note dolci...
in verità questa l'ho preparata ieri per consolarmi da una mancata giornata di vendemmia (sgrunt!). Era da un po' che avevo questa ricetta nella mia cartellina (ina???) piena zeppa di articoli, appunti, ritagli, fotocopie, e varie amenità ad argomento enogastronomico.
Ieri, data l'abbondanza di mele bio fornite dal già menzionato BioMio, mi sono decisa a provarla!
Unico neo: la ricetta in originale si chiama "Dolce in cocotte alle mele". La cocotte, dice la ricetta, è un classico recipiente della cucina francese, ovale o rotondo, a pareti spesse e dotato di coperchio, adatto anche alla cottura in forno. Ebbene, tra l'infinità di carabattole che riempiono i pensili della mia cucina, proprio non esiste una cocotte o nulla di assimilabile.
Per cui mi sono accontentata di una banalissima tortiera a cerniera che ho coperto con un ancor più banale coperchio da pentola.
Chissà... noi intanto ce la stiamo pian piano pappando tutta!
DOLCE MORBIDO ALLE MELE
4 mele (renette)
1 limone
4 uova
2 bicchieri di zucchero
3 bicchieri di farina
1 bicchiere di panna
1 bustina di lievito per dolci
burro per la tortiera
zucchero a velo
cannella
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo con l'apposito attrezzo e affettatele allo spessore di 1/2 cm.
Irrorate le mele con il succo del limone.
In una ciotola montate con la frusta le uova con lo zucchero finché il composto diventa chiaro (io la prossima volta ridurrò la quantità di zucchero, a me è sembrata un tantino dolce). Incorporate la farina a pioggia, la panna ed infine il lievito (io ho aggiunto anche la scorza del limone grattuggiata e un pizzico di cannella, che nella ricetta originale non erano previsti).
Imburrate bene la tortiera, disponete le mele con cura e copritele con l'impasto.
Incoperchiate la tortiera e fate cuocere per 1 ora in forno già caldo a 190°, lasciatelo raffreddare senza togliere il coperchio e sevitelo dopo averlo cosparso di zucchero a velo!
Il risultato è un dolce (molto dolce) e morbidissimo.
note - come già detto secondo me andrebbe ridotto lo zucchero. Se, come me, non avete una cocotte, coprite con un coperchio o con la stagnola. Forse sarebbe meglio anteporre un foglio di carta forno, o imburrare per bene anche coperchio e/o stagnola (anche se in verità non si è attaccata, ritengo che il risultato potrebbe migliorare esteticamente).
Buon appetito!

lunedì 22 settembre 2008

IT'S TIME TO CELEBRATE!

Questo è un post speciale speciale, per celebrare un po' di cosine... prima di tutto la creatura che vedete ritratta qui sopra: la prima pagnotta con la pasta madre!
Diciamo pure che è stata un successone, sabato sera avevo ospiti a cena per una "serata crêpes" (sorry, niente foto... nemmeno il tempo di metterle in posa), e ho chiesto se volevano fare da cavie e assaggiare il pane.
Assaggiare? Mah, a dire il vero è proprio sparito del tutto.
Ringrazio per la ricetta (e l'appoggio morale) la mia guru della pasta madre, la gallinella Lo.
La splendida Lo, oltre ad incoraggiarmi a provare la mistica esperienza della pasta madre, mi ha fatto scoprire questo metodo di cottura "a forno freddo" che ha dato un risultato davvero strepitoso: sarà anche merito della tripla lievitazione, sarà grazie alla pasta madre, tant'è che questo pane ci è piaciuto un bel po'. Ma un bel po' tanto! Basti pensare che abbiamo tagliato un paio di fette per antipasto, con qualche stuzzichino e un vassoio di polpettine... e "ciacolando" ci siamo fatti fuori una pagnotta enorme... burp!
E ora è arrivato il momento di ringraziare cento, mille volte tutte le persone che in questi giorni mi hanno dedicato un premio. Come ho già detto a qualcuna, non so se davvero mi merito tutto questo! So che in questo periodo vi dedico poco tempo, ma la sera crollo dalla stanchezza (oh, mammamia... sarà il letargo?) e durante il giorno il tempo è tiranno!


Inizio in ordine sparso, e vi prego di segnalare eventuali inesattezze perchè anche i miei neuroni sono propensi all'imminente letargo!




FASTIDIOSA


ROBERTA e VERONICA

Ora spero mi vorranno perdonare tutti coloro che mi hanno consegnato questi premi ma... vi dico solo che ho iniziato a scrivere questo post alle 15.00 e ora sono quasi le 19.00.
Giuro, davvero non ho il tempo materiale per andare a copiare ed incollare tutti i regolamenti e spero davvero di non fare torto a nessuno (come già detto eventuali segnalazioni saranno il più prontamente possibile pubblicate).
Vi ringrazio davvero e di cuore, e vorrei lasciare un pezzettino di ciascuno di questi premi proprio a te che stai leggendo ora (sì, proprio tu... non strabuzzare gli occhi!), perché se merito la tua presenza e attenzione significa che in qualche modo fai parte di questa "combriccola" virtuale e voglio solo dirti che te ne sono grata!
Concludo con una ricettina che ogni tanto tiro fuori dal cilindro (spesso con varianti improvvisate come questa con aggiunta di anacardi che ho proposto sabato sera come stuzzichino pre-cena). Con queste polpettine magiche siamo riusciti (ok, ammettiamolo, con un pizzico di inganno) a far mangiare le zucchine ad un bambino che proprio non ne voleva sapere!
POLPETTE ZUCCHINE E ANACARDI
4 zucchine di medie dimensioni
1 uovo intero
100 gr circa di formaggi misti (parmigiano, scamorza, provola, pecorino...)
una manciata di anacardi
erba cipollina
pangrattato
olio extravergine
1/2 scalogno
sale&pepe
Lavate ed asciugate le zucchine, grattuggiatele con la grattuggia a fori medi (eh, spero di essermi spiegata: ho una grattuggia made in Ikea che ha i fori non troppo sottili, diciamo che il foro ha un diametro di circa 2 mm), ponetele nel wok con un cucchiaio di olio extravergine, una tazzina di acqua e 1/2 scalogno. Regolate di sale e lasciate andare a fuoco vivace, finché non rimarrà liquido.
Lasciate intiepidire.
In una ciotola mescolate l'uovo con le zucchine, il formaggio grattuggiato, gli anacardi pestati al mortaio, erba cipollina e aggiungete pian piano il pangrattato fino a raggiungere la consistenza giusta che vi consenta di formare agevolmente delle palline con le mani (senza appiccicare troppo).
Formate quindi delle palline di dimensioni omogenee, rotolatele allegramente nel pangrattato e cuocetele nel forno a 180° rigirandole spesso (io le metto in una pirofila a bordi alti, che agguanto con le presine e shackero ogni 5/10 minuti così le palline girano e si dorano per benino).
Ovviamente potete anche friggerle. Ovviamente sono mooooooolto più sfiziose!
Ottime come finger-food, si mangiano calde, tiepide, fredde... come più vi garba.
La mia sorellina, passata a salutare sabato pomeriggio appena rientrata da Pantelleria, mentre io preparavo la cena ne ha agguantate un po' al volo, ha rubacchiato anche una fetta di pane appena sfornato, ci ha salutati ed è andata a casa sua!
(oggi però ha ricambiato donandoci un po' di goloserie pantesche, tra cui la mia fornitura di capperi!)

mercoledì 30 aprile 2008

Cavoletto docet

Posto un tantino in ritardo queste due cosine, preparate in occasione dell'ultimo incontro di "Letture in corso", che prevedeva un interessante momento di "saluti enogastronomici" al termine della lezione settimanale.
L'influenza non è ancora passata, a dire il vero si è trasformata in qualcosa di indefinibile (sinusite?), con un risvolto per me assolutamente inaccettabile: sono totalmente priva di olfatto. Tanto per farvi capire, non percepisco neppure vagamente il sentore della crema al timo della Just (chi la conosce sa quanto è intenso il suo aroma).
Per me è terribile non riuscire ad assaporare nulla. Terribile.
Ma tant'è che ci provo lo stesso a cucinare, e ancora una volta (conoscendo la passione per il salato del mio adorato Presidente), ho pescato a piene mani dall'archivio di Sigrid.
Ricordavo di aver visto un cake (io adoro i cakes salati) che mi aveva parecchio incuriosito... gorgonzola, pere e noci: un abbinamento che mi garba davvero moltissimo.
Ho semplicemente sostituito il gorgonzola piccante con il suo cugino francese, il Roquefort (non perchè voglio tirarmela, ma perchè questo era disponibile!).
Ed in fondo un cake con un po' di erremoscia ci stava giusto bene (riservato agli adepti del corso: il riferimento al Vaniteux del Petit Prince è puramente casuale...).

Vorrei dedicare un pensiero speciale a tutte/i coloro che mi hanno accompagnata in questo bellissimo viaggio alla scoperta della letteratura per l'infanzia e della lettura ad alta voce.
Mi mancherà (anche se qualche volta arrivavo davvero stanca) l'appuntamento del martedì sera.
CAKE SALATO AL ROQUEFORT, PERE E NOCI
180 gr di farina
3 uova
1 dl olio d’oliva extravergine
1dl latte
150 gr di roquefort
100 gr di grana padano grattuggiato
1 pera william
70 gr di noci
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale&pepe

Montate le uova intere con il latte e l’olio.
Aggiungete la farina, setacciata col lievito, e il grana padano grattuggiato, poi il roquefort spezzettato e la pera tagliata a cubettini ed infine le noci tritate grossolanamente.
Regolate di sale e pepe, versate in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno, e infornate a 180° per circa 50 minuti.

(note - non ho potuto tagliarne una fetta per vedere l'interno. Era ancora caldo e se avessi ceduto alla tentazione di tagliarlo solo per fare la foto avrei combinato un pasticcio.)

Ho sperimentato anche una nuova versione, sempre di ispirazione Cavolettiana.
Ricordate i Biscottini al parmigiano e semi di papavero? Ecco, siccome dal fruttivendolo vicino a casa ho acquistato una splendida cassa di zucchine con il fiore, ho provato a fare i biscottini nella variante fiori di zucchina+zafferano. Non so se sono riusciti bene, ho assaggiato ma per il mio palato sono assolutamente senza sapore, così come il cake. Pare che siano stati graditi.

venerdì 25 aprile 2008

Festa della Liberazione

Oggi 25 Aprile... ma quale liberazione? Liberate ME, piuttosto, che sono chiusa in casa con l'influenza!
Io sono la massima esperta nel prendere le influenze in primavera: vedo un raggio di sole, alleggerisco l'abbigliamento e, via. Il giorno dopo di solito inizio a starnutire e se non mi curo al volo (cosa che di solito non faccio), la situazione si fa via via più fastidiosa.

Mercoledì sera anche la febbre si è fatta viva, per cui ieri non ho messo il naso fuori di casa.

E anche oggi (che dopo una mattinata incerta, il cielo ci sfoggia un bel solettino primaverile. Anzi, ora che l'ho nominato è andato a nascondersi...) sono agli arresti domiciliari.

Con il frigo quasi vuoto (verdure disponibili: patate, scalogno e una bella melanzana chiara, sopravvissuta ad un round di grigliatura selvaggia).

Per la gioia della mia polpetta polpettosa, la melanzana è stata sacrificata per delle belle polpettine (fritte, in via del tutto eccezionale. Di solito le cucino al forno, un po' per la leggerezza, un po' perchè detesto friggere nella mia cucinetta).

E poi un primo coccoloso, gli gnocchetti di ricotta all'erba cipollina (le mie erbette aromatiche... devo prendermi cura del mio giardinetto. Ehem, aiuoletta...), e il pane alle olive.

E appena finito il post, relax a base di settimana enigmistica (se la Pepi mi concede questo lusso).

Un pensiero un zinzino invidioso a coloro che approfittano del "ponte" per una minitrasferta al mare.

GNOCCHI DI RICOTTA ALL'ERBA CIPOLLINA

500 gr. di ricotta
2 uova
50 gr. di grana padano grattugiato
1 manciata di erba cipollina fresca
farina

per condire
burro fuso
grana grattugiato
erba cipollina

In una ciotola amalgamare con le uova e il grana e una manciata di erba cipollina tritata; aggiungere il sale e mescola fino ad ottenere un impasto omogeneo (sarà necessario aggiungere un po' di farina).
Portare ad ebollizione l'acqua in una pentola, aggiungere il sale e, con un cucchiaio, versare delle piccole porzioni del composto di ricotta. Quando gli gnocchi vengono a galla, scolarli con una schiumarola.
Condire con il burro fuso e grana grattuggiato, ed altra erba cipollina tritata.
note - gli gnocchi alla ricotta sono un piatto piuttosto diffuso nelle nostre montagne. Questa è una versione personalizzata con erba cipollina, liberamente ispirata alla ricetta degli "gnocchi alla malghese", o "gnochi sbatui", che in Lessinia si condiscono con abbondante burro di malga e "puina fumà", ovvero ricotta affumicata. Spesso vengono serviti anche durante le Sagre di paese. A proposito, fra poco c'è la festa del Monte Veronese!

POLPETTE DI MELANZANE ALLA MENTA

1 melanzana
1 uovo
pangrattato
1 tazza di scamorza bianca grattuggiata
1 cucchiaio di capperi tritati
4/5 foglie di menta fresca
sale
Cuocere le melanzane dopo averle sbucciate e tagliate a piccolissimissimi cubetti: io le ho cucinate con il microonde (funzione Crisp), ma si posso anche saltare in padella o cuocere nel forno tradizionale (c'è anche chi le fa lessare ma io non ho mai avuto troppa simpatia per le melanzane lessate!).
In una ciotola aggiungere alle melanzane, lasciate prima intiepidire, un uovo, la scamorza grattuggiata (con la grattuggia a fori larghi), i capperi e la menta tritata, infine tanto pangrattato quanto basta a far sì che l'impasto si possa lavorare con le mani per formare delle palline, che passerete poi nel pangrattato e friggerete fino a che saranno ben dorate.
note - Con queste dosi si "producono" una ventina di polpettine poco più grandi di una noce.
Si possono servire ben calde oppure fredde (finger food style). Potete farle con qualsiasi verdura e quasi tutti i formaggi filanti.

di chi sarà la manina che cerca di rubare un panino alle olive???


sabato 22 marzo 2008

Pronti per la Pasqua?

Quest'anno, per il Pranzo di Pasqua, mi è stato affidato l'incarico di preparare stuzzicherie per l'aperitivo/antipasto. Quale migliore occasione per attingere dal meraviglioso regalo che Cavoletto, in occasione del suo 3° blog compleanno, ha tirato fuori dal suo inesauribile "cilindro delle idee buone davvero": la finger food collection!
Ci sono sempre quelle due tre mille ricette che hai voglia di provare ma non trovi l'occasione. Ecco, l'aperitivo di Pasqua è quella perfetta.


Solo un paio di piccole anteprime, giusto perchè mi sono presa una pausa e mi sono allontanata per cinque minuti dalla mia cucinetta...


Per la prima ricetta, i Biscotti al parmigiano e semi di papavero mi sono fedelmente attenuta alla ricetta di Cavoletto.

Per i Mini cheesecake, invece, ho solo fatto una piccola variante: ho utilizzato la Gelatina di Recioto della Valpolicella, perchè mi sembrava una buona idea (speriamo...).

(si ringraziano Osvaldo e Cristina per la missione a caccia dei minibicchierini).
Per i Tartufini caprino e pistacchi ho trovato un caprino primo sale moooolto appetitoso (l'ho trovato da NaturaSì), che si lavora bene e non si spalma e non ha la crosta, come da indicazioni di Sigrid.
La polvere d'arancia è un dettaglio davvero sfizioso.
Sorvoliamo sul metodo felino che ho usato per pulirmi le zampette dopo aver finito (è bene sottolinearlo) di fare tutte le pallottoline e averle rotolate copiosamente nei pistacchi tritati. SLURP!
Colgo qui l'occasione per ringraziare la mia amica C. per il bellissimo regalo (i piattini, che si intravedono nella foto dei tartufini pistacchiosi, e la mia tazzina personale del caffé, il tutto di Thun).
Poi c'è un ultima cosina, ma non l'ho fotografata (caspita, mi manca il tempo e la luce, visto che sta arrivando la maledettissima perturbazione...).

Magari domani ci scappano un altro paio di fotine meno frettolose.

BUONA PASQUA A TUTTI!

sabato 1 marzo 2008

Shakespeariana


In onore del mio Presidente e di Maurobelizzimo, voilà il mio contributo per il momento enogastronomico della serata.

A dire il vero ieri, per coccolare il mio povero Presidente febbricitante, gli avevo msn-chiesto se desiderava qualcosa in particolare per questa sera. Non avendo nulla espresso, ho proposto io questi minicakes, ispirati al Cake erbe e feta di Apemaia, ma prodotti in versione acchiappami-al-volo.

Poi lui ha informato la blogosfera di questo mio contributo e non più ho potuto cambiare idea... inoltre all'Esselunga ho trovato queste deliziose pirottine colorate e non ho resistito.

Ci sarà anche una sorpresa per il mio Presidente, che potrà scegliere se condividere con gli ospiti o portarsela a casa...


MINICAKES FETA ED ERBETTE AROMATICHE

200 gr di farina
1 bustina di lievito
3 uova
60 gr di parmigiano grattuggiato
6 cucchiai di olio extra vergine di oliva
6 cucchiai di latte
200 gr di feta un paio di manciate di erbe aromatiche (timo, origano, basilico, erba cipollina, menta, maggiorana)
sale e pepe

Preparate il forno a 180°, nel frattempo sbattete le uova intere con l’olio di oliva, aggiungete il latte e sale e pepe a Vs. gusto. Setacciate insieme mischiate farina e lievito ed amalgamate con il composto di uova, infine aggiungete la feta tagliata a dadini, il formaggio grattuggiato e le erbe tritate. Sistemate le pirottine sulla placca dal forno e versate il composto aiutandovi con due cucchiaini, senza riempirli completamente ma solo per circa 2/3 dell'altezza.
Cuocete in forno per 15/20 minuti circa.

note: potete cuocere un unico cake, versando il composto in uno stampo rettangolare da plumcake e cuocendo in forno per 45 minuti circa.