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domenica 27 novembre 2011

UN FILO PER I BAMBINI DI ROCCHETTA VARA


Apparizioni di Golosastre come stelle cadenti nelle terse notti estive.
Passano, lasciano una scia e scompaiono nel nulla.
Ma si sa, quando si avvista una stella cadente si può esprimere un desiderio.

Posso esprimerne uno anch'io?
Leggete qui

(immagini di Patrizia)

Cooperativa “Gulliver” di Borghetto Vara si occupa di assistenza domiciliare di anziani e disabili, e del sostegno educativo di minori. 
La zona in cui opera è stata gravemente colpita dall'alluvione dello 25 ottobre scorso e la Cooperativa ha subito pesantissimi danni alle due case famiglia che gestisce, che sono state completamente devastate da acqua e fango.
I bambini e ragazzi ospiti sono stati per fortuna messi in salvo e sono ospitati in situazioni provvisorie, ma non hanno più nulla: hanno perso tutto quello che avevano, esclusi i vestiti che indossavano al momento del disastro.
Inutile dirvi che serve praticamente TUTTO. Anche se,, nel frattempo grazie ad una straordinaria catena di solidarietà molte cose sono arrivate, c'è ancora molto, moltissimo da fare.


Quindi, coraggio, leggete il post (se bazzicate su Facebook guardate qui, è stato creato un evento ad hoc), e iniziate a pensare a cosa potete fare voi, pensateci benebene e poi AGITE, che di sicuro tutti possiamo fare qualcosa.

Ognuno di voi ha un contatto che ha un amico che ha un cugino che conosce benebene quel signore là che ha un'aziendina che produce qualcosa che potrebbe essere una delle tesserine del puzzle che pian pianino, giorno dopo giorno, andrà a ricomporre quell'immagine che tutte le bloggers che hanno aderito con entusiasmo al progetto "UN FILO PER I BAMBINI DI ROCCHETTA VARA", vogliono presto vedere: il sorriso dei bimbi di Rocchetta e di tutto lo staff della cooperativa Gulliver!

Basta poco.
Anche solo spammare con una e-mail tutti i vostri amici, che per una volta, ne sono certa, non saranno infastiditi (ahem... amici... non vi infastidite, vero? Vero? Ecco, bravi.).


Un grazie di CUORE a tutte coloro che con passione ed entusiasmo stanno facendo moltomoltissimo per alimentare di affetto e di azioni concrete questa meravigliosa energia.
Un grazie di CUORE anche per la più piccola cosa che potrete e vorrete fare per dare una mano.


Ah... quasi dimenticavo.
Visto che sono piombata qui a rompere un lungo silenzio, forse dovrei lasciare anche una ricettina.
Facile, molto facile. 
Che piace tanto ai bambini.
Ma anche ai grandi.
Con una foto terribile, perché la sera c'è buissimo, e una luce pessima in casa e non ho più la macchina fotografica, e faccio le fotine con il telefono e sono sempre di corsa, e... Ok, basta alibi.

Liberamente ispirata ad un piatto che ho condiviso (anche nel senso letterale del termine) con una persona speciale in un momento speciale, e che ho reinterpretato in chiave 'locale' con un prodotto del territorio veronese: il formaggio Monte Veronese, in questo caso d'Allevo Mezzano
La ricetta originale prevedeva l'utilizzo del formaggio Bagoss.
(ebbene sì, sono tuttora intollerante al lattosio, ma da brava bambina ogni tanto faccio qualche capriccio...)



GNOCCHETTI AI PORRI 
E MONTE VERONESE MEZZANO 

500 gr circa di gnocchi di patate
1 porro 
un paio di foglie di salvia
200 gr di Monte Veronese Mezzano 
sale&pepe
olio extravergine di oliva

Pulite il porro eliminando lo strato più esterno, la base con la barbetta e le foglie verdi. Tagliate a rondelle sottili il porro, e in un colapasta sciacquatelo bene sotto l'acqua corrente per eliminare ogni possibile residuo di terriccio.
Scaldate in una capiente padella una cucchiaiata generosa di olio extravergine di oliva, unite il porro a rondelle e le foglie di salvia, aggiungete un pizzico di sale, quindi abbassate la fiamma, lasciando stufare il porro fino a che diventa morbido (dipende dalla 'durezza' delle foglie).
Se necessario aggiungete una cucchiaiata di acqua (o meglio ancora una spruzzata di vino bianco secco).
A cottura ultimata rimuovete le foglie di salvia.
Preparate in una ciotola il formaggio (a temperatura ambiente, se possibile tiratelo fuori dal frigo con adeguato anticipo) a cubetti piccolissimi, oppure grattuggiatelo con la grattuggia a fori larghi.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli con la schiumarola immediatamente quando iniziano a salire a galla e aggiungeteli ai porri, unite il formaggio sempre mescolando con delicatezza per non rompere gli gnocchi.
Servite con una grattuggiata di pepe nero (se gradita) e buon appetito!

note - il gusto vivace ma nello stesso tempo delicato delicato del porro è di solito molto gradito ai bambini e alle bambine. Ma qualcuno un po' più schizzinoso potrebbe non apprezzare la temibile verdurina. In questo caso prima di condire, passate con il minipimer i porri già cotti, aggiungendo eventualmente un filo d'olio per ottenere una saporita cremina.

mercoledì 10 novembre 2010

CREMA DI FINOCCHI

CREMA DI FINOCCHI


Oggi non servono molte parole, oggi voglio solo lanciare un segnale.
Qui non si tratta di politica, si tratta di RISPETTO.

Le blogger che aderiscono a questa iniziativa vogliono fortissimamente affermare ad alta voce che NO, non ci stanno. 

Noi PRETENDIAMO il rispetto da chi  "offende gli omosessuali, le loro famiglie e i loro amici insieme e, nella sua concezione utilitaristica, tutte le donne" (P.Patané- Presidente nazionale Arcigay).
Aderisco con vero gusto a questa inziziativa, perché i finocchi a casa mia sono sempre  molto molto graditi.

Metti un finocchio a cena
(Più finocchi per tutti!)

CREMA DI FINOCCHI
un grosso finocchio (300 gr circa)
1/2 lt circa di latte di soya
50 gr di fiocchi di 5 cereali
un cucchiaino di dado vegetale
un filo di olio extravergine di oliva
pepe nero (Sichuan, in questo caso)


Ricetta superfast, super easy, super coccolosa. Nel tempo di quei tanto citati "quattro salti" avrete un piatto gustoso, leggero, caldo, confortevole, sano e completo da gustare a cena  mentre fuori piove e fa freddo (obbligatorio: tv rigorosamente spenta affinché certe uscite poco indovinate non possano rendervi le pietanze indigeste).
Tagliate il finocchio sottilissimo (0.5 con la mandolina) sciacquatelo sotto l'acqua corrente e mettetelo in una pentola di dimesioni adeguate.
Coprite con il latte di soya, unite un cucchiaino di dado vegetale e portate ad ebollizione. Lasciate bollire a fuoco lento finché i finocchi saranno morbidi (10 minuti e sono pronti di sicuro), spegnete la fiamma e aggiungete i fiocchi di cereali. Lasciate riposare per 5 minuti, quindi passate tutto al minipimer. Servite con un filo d'olio e un'abbondante grattuggiata di pepe nero.
Dosi perfette per due persone affamate. Graditi anche i crostini ;)

Un grazie speciale a Gaia e a  Madama Bavareisa.

lunedì 18 ottobre 2010

LA GOLOSASTRA SI VESTE DI ROSA

Un solo colore, un solo simbolo per un messaggio universale.

http://www.nastrorosa.it/


"La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

IL TUMORE AL SENO E L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE

In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia si calcola che nel 2010 i nuovi casi di tumore alla mammella saliranno a circa 42mila. Sconfiggere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica."



Un nastro rosa che accarezza tantissimi blog, e colora di speranza la rete.
Un colore da sempre simbolo della femminilità, per sensibilizzare tutte le donne a sconfiggere il tumore con la migliore arma a disposizione: la PREVENZIONE.
E siccome abbiamo la golosa abitudine di parlare di cibo, perché non pensiamo anche ad adottare uno stile di vita sano anche a tavola? Perché anche quel che mangiamo contribuisce alla prevenzione.

IMPARIAMO A VOLERCI BENE!

Un grazie di cuore a SemplicementePepeRosa per aver diffuso la notizia dell'iniziativa.
Un grazie di cuore a MammaFelice per impegnarsi a ospitare tutti i blog che partecipano.
Un grazie a tutte e tutti per esserci!

Arabic:شريط وردي
Urdu:گلابی ربن
Spanish:Lazo Rosa
Filipino:Lasong Rosas
French:Ruban Rose
Italian:Nastro Rosa
Galician:Lazo Vermello
Valencian:Llaç rosa
Catalan:Cinta rosa
German:Rosa Schleife
Dutch:Roze Lint
Danish:Lyserøde Sløjfe
Croatian:Ružičasta vrpca
Czech:Růžová stužka
Finnish:Roosa Nauha
Hungarian:Rózsaszín szalag
Macedonian:Розева панделка
Norwegian:Rosa Sløyfe
Korean:핑크리본
Latvian:Rozā lente
Lithuanian:Rožinis kaspinas
Persian:روبان صورتی
Polish:Różowa Wstążka
Portuguese:Fita Rosa
Romanian:Panglica Roz
Russian:Pозовая Лента
Slovak:Ružová stužka
Swedish:Rosa Bandet
Catalan:Llaç Rosa
Turkish:Pembe Kurdele
Japanese:ピンクリボン
Chinese:粉红丝带
Hebrew:סרט ורוד
Serbian:Ружичаста машна
Slovenian:Rožnati trak
Ukrainian:Рожева стрічка
Greek:Ρόζ κορδέλα

E tu hai già prenotato la tua visita di controllo?
No?
Cosa aspetti?


Durante il mese di ottobre gli oltre 390 Punti Prevenzione (ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione delle donne per visite senologiche.
Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare l'elenco degli ambulatori LILT sul territorio italiano nel sito www.lilt.it

Prendi il telefono, chiama e passa parola alle tue amiche!



































lunedì 18 gennaio 2010

Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano


Per prima cosa GRAZIE!
Grazie di cuore a Laura, che ha pazientemente organizzato la nostra giornata godereccia. Grazie alle compagne di avventura (Lorenza, con la meravigliosa Gnoma, Giovanna, Valentina, LauraPippi) grazie ai compagni, mariti, simpatizzanti che ci hanno fatto compagnia e sopportato le nostre infinite chiacchiere, grazie alle nuove amicizie che spero di aver occasione in futuro di conoscere meglio.
Finalmente siamo riuscite a riunire la combriccola che su Facebook è stata battezzata con il nome di 'La compagnia del fornello', gruppo inizialmente nato per radunare foodblogger milanesi, allargato poi anche ai forestieri.
La 'scusa' era un brunch al ristorante Sempione42, in realtà già in Stazione Centrale abbiamo dato inizio alla quasi interminabile serie di chiacchiere (e chi ci ferma?). Come se ci conoscessimo da sempre.
Lorenza ho già avuto la fortuna di incontrarla un paio di volte, Giovanna mi ha fatto compagnia al Sana, la sensazione è sempre la stessa: quando ci si incontra c'è nell'aria un meraviglioso, contagioso e tangibile entusiasmo.

Per merito dell'organizzazione super efficiente di Laura, ho avuto il mio vegan menu (che non troverete sul sito... era tutto mio. E della Gallina, che mi ha fatto compagnia!). Volete saperlo? Voilà:
ANTIPASTO
Insalatina di puntarelle e croccante di pane ai fichi con dressing al miele e balsamico
PRIMO
Gnocchetti di patate ai carciofi e mentuccia
SECONDO
Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano
DESSERT
Sorbetto al mandarino

Niente male, eh?
E siccome la Golosastra è pure una copiona, ecco che oggi vi propongo la mia versione (superfast e supereasy, pure light, và) del tortino!


TORTINO DI PATATE E PORRI
SU PASSATINA DI ZUCCHINE E ZAFFERANO
(dosi per due persone, o per il piatto unico di una sola Golosastra affamata)

2 patate medio-piccole (circa 180 gr)
1 porro
1 zucchina
2/3 foglie di salvia (facoltative)
olio extravergine di oliva
zafferano di Samassi in fili
sale&pepe

Pronti? Via! Vi servirà una pentola per la cottura a vapore, due stampini da muffin in silicone (o altro materiale, se userete il microonde ovviamente dovrà essere adatto a questo tipo di cottura!).
Pelate le patate, tagliatele a fettine sottilissimissime.
Sistematelo in 1/3 del cestello a vapore.
Lavate e mondate il porro, tagliatene metà a rondelle e sitematelo accanto alle patate. Pulite la zucchina (fettine di 2-3 mm di spessore), tagliate anche questa a rondelle e posizionatela nello spazio rimasto del cestello forato.
A me piace mettere qualcosa di profumato nell'acqua quando cucino al vapore, in questo caso ho agguantato un paio di foglie di salvia. 
Ho messo la pentola sul fuoco e ho lasciato cuocere per una decina di minuti, non di più, finché le patate cedevano alla forchetta.
Nel frattempo ho tagliato il più sottile possibile l'altra metà di porro e l'ho 'crispata' nel microonde (funzione crisp con apposito piatto appena velato di olio evo). Se avete voglia di friggerla, provate e fatemi sapere, secondo me doveva essere così; delle striscioline sottilissime, chiarissime, croccantissime. Io purtroppo non friggo in casa, Nè tantomeno il mio fegato lo tollera un granché pertanto mi sono accontentata di questo risultato estetico.
Terminato di crispare i porri li ho tenuti da parte in una ciotolina.
A questo punto le verdure dovrebbero essere cotte: prelevate patate e porri e (a scelta) passatele con un passaverdure o affidatevi a santissimo minipimer e riducetele in purea. Io avevo due patate ben farinose e non ho avuto necessità di aggiungere farina, in caso fossero troppo acquose forse preferirei aggiungere un cucchiaio di fecola.
Regolate di sale e pepe, quindi versate l'impasto nei due stampini (precedentemente oliati in modo da sformare poi con estrema facilità i tortini). Mettete nel forno a microonde alla massima potenza per 5 minuti.
Nel frattempo passate al mixer le zucchine, con un pizzico di sale e pepe, un cucchiaino da caffé di olio extravergine di oliva e 2/3 fili di zafferano (io ho usato questo che la mia sorellina mi ha portato in dono dalla Sardegna).
Preparate un letto di passatina, sulla quale adagerete il tortino. Sul cocuzzolo del tortino sistemate con garbo i ricciolini di porro crispato e servite.
Li adoooooro!
Questi sono superfast, provati oggi a pausa pranzo perché morivo dalla curiosità. La prossima volta proverò con la cottura in forno, a mio avviso miglioreranno dal punto di vista della consistenza.




martedì 1 dicembre 2009

Pagnotta al mais e semi di zucca



Quando entro in un panificio sono  incredibilmente attratta dalle svariate fogge in vendita ma in particolare dai diversi gusti. Farine differenti, olive, erbette, verdurine, semi e semini... non resisto.
E non resisto alla tentazione di riprodurre a casa!
Ebbene questo è uno dei miei preferiti, tuttavia non lo preparo spesso perché, ahimé, sono anche incredibilmente attratta dal testare personalmente il risultato. E mi divoro mezza pagnotta con la scusa di capire com'è venuta. Ok, è buona. Vi passo la ricetta? 
Come al solito il pane lo preparo molto 'a tentoni', solo da quando esiste il blog mi impegno a pesare gli ingredienti e a cercare di essere il più precisa possibile per condividere con voi i risultati (ed, egoisticamente parlando, per avere un posto sicuro dove lasciare un appunto. Spesso torno a rileggere dei post per sapere quanta farina ci va, perché nel marasma di foglietti in giro per casa non trovo la ricetta che mi serve!). L'unica cosa che stavolta non ho proprio pesato è stata l'acqua, che ho aggiunto fino ad ottenere la consistenza che volevo, ma poi ero troppo impegnata (affaticata?) ad impastare e non ho più pensato a segnare con precisione la quantità di liquido. Uff... porterete pazienza anche stavolta?






PAGNOTTA AL MAIS E SEMI DI ZUCCA
200 gr circa di pasta madre già rinfrescata*
acqua tiepida
300 gr di fioretto
300 gr di farina 0
50 gr di semi di zucca
1 cucchiaino di malto di mais
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio
acqua tiepida q.b. (circa 350 gr - puramente indicativo)
*(io di solito rinfresco la mattina, la sera la utilizzo, lascio lievitare durante la notte)

Sciogliete in una ciotola di vetro la pasta madre nell'acqua tiepida, aggiungete l'olio e il cucchiaino di malto.Miscelate le due farine con in sale e i semi di zucca, e aggiungetene poco per volta mescolando inizialmente con una spatola di legno, quindi continuate a mano impastando vigorosamente (l'avverbio  non si addice a chi dispone di uno di quei meravigliosi marcingegni che risparmiano alla purché volenterosa massaia questa fatica immane).
Se l'impasto è troppo asciutto e si sbriciola aggiungete un cucchiaino di acqua (viceversa se  troppo umido e si appiccica alle mani aggiungete farina) finché non otterrete una palla elastica.
Coprite la ciotola e lasciate riposare un paio di ore.
Riprendete l'impasto, lavoratelo brevemente, fate le tre pieghe, formate una palla, cospargetela di fioretto di mais e poggiatela sulla placca del forno anch'essa cosparsa di fioretto. Coprite con la ciotola di vetro rovesciata e lasciate riposare tutta la notte (io la lascio chiusa nel forno spento).
Al mattino, scoprite la pagnotta che sarà ben lievitata, praticate dei tagli 'a scacchiera' (o come li preferite!), infornate a forno freddo con un pentolino di acqua.
Accendete il forno a 200° (statico) e lasciate cuocere finché non sarà di un bel colore dorato (circa 40'). 
Una volta sfornata avvolgete in uno strofinaccio pulito finché si sarà ben raffreddata.





BENE, ora prestatemi un filino ino ino di attenzione. Questo è lo spazio ringraziamenti, ho condiviso il pane ora condivido con voi delle piccole gioie!



IL GIVAWAY DI BLOGMAMMA! Devo ringraziare Marianna per la splendida occasione. Ora devo tenere le dita incrociate! Sì sì sì voglio proprio andare a fare un giro qui!

Invece MAMMAFELICE promuove un giveaway in vista del Natale! 


In giro ci sono tantissime iniziative carine, io davvero non ce la faccio a star dietro a tutte voi (ma come fate?)... c'era lo Swap 2009 di Marica, e ho perso il treno anche quest'anno... c'era la Danza delle scatole di latta di Daniela, idem. Sono negata per le scadenze! 

Ora vorrei segnalare l'iniziativa di Daphne (c'è ancora un po' di tempo chissà se ce la farò... dovrò di certo pasticciare un sacco prima di ottenere qualcosa di commestibile!)...


...e quella della mitica Susina! Che non poteva che essere a tema 'the'. C'è tempo fino al 31 gennaio 2010!





LO e BRII  che mi hanno invitata a partecipare attivamente alla European Waste Week Reduction*. E io che faccio? Arrivo in ritardo. Intanto GRAZIE per aver pensato a me.
*Ho un dubbio: perché il sito http://www.ewwr.eu non ha l'opzione 'italiano'?
 
Facciamo che invece di impegnarmi per una settimana io cerco di impegnarmi un pochino tutti i giorni? Poi, si sa, nessuno è perfetto (e qualcuno è pure un po' pigro... ahem... per esempio stasera avevo  taaaanto freddo, c'erano già tutte le tapparelle chiuse e... ho buttato la buccia della clementina nel secco. Adesso vado di mia spontanea volontà in castigo nell'angolino).

Facciamo che invito tutti a leggere qui o qui.  Non si finisce mai di imparare qualche piccolo trucco quotidiano per non-contribuire ad arricchire il nostro splendido pianeta del nostro pattume.
 
Facciamo che vi 'omaggio' di uno dei gioielli creati da me e dalla Pepi tutti di riciclo? L'anima è un cerchio ricavato da una bottiglia di plastica, rivestito con stoffe e stoffette di recupero e gingillini vari raccattati in giro, bottoni, nastrini... ri-usati per creare chiccosissimi gioielli per le bambine (e perché no, per qualche mamma estrosa!).

MENO RUSCO PER TUTTI!
(e più gioielli eco-chic per tutte!)

venerdì 16 ottobre 2009

WORLD BREAD DAY 2009 - yes, we bake!



Ho deciso di partecipare a questa gustosa iniziativa soprattutto perché gli ingredienti fondamentali per ottenere un delizioso risultato sono due: StellaDiSale e ComidaDeMama.
No, non sono impazzita. Adesso vi spiego.
Il primo prezioso ingrediente è la Pasta Madre, la base da cui nascono le idee. Stella mi ha donato un pezzettino della sua pasta Pasta Madre che io gelosamente custodisco e amorevolmente curo. E con molto, molto orgoglio regalo a chi vuole avvicinarsi a questo magico mondo.
Magico, davvero, perchè ogni volta avviene un piccolo miracolo, la pasta madre ha un fascino che ti cattura.
Avevo già sperimentato la Pasta Madre preparandola da me, poi purtroppo una serie di complicate vicissitudini personali mi hanno tenuta lontana dalla cucina per un periodo e ho trascurato il mio barattolino con le immaginabili conseguenze. Un giorno di inizio estate Stella chiede se qualcuno voleva un pezzettino della sua e io non mi sono fatta sfuggire l'occasione.
Stella, precisa e professionale, ha confezionato il pezzettino di pasta madre come il più prezioso dei cristalli e l'ha affidato ad un corriere che l'ha recapitato alla Golosastra.
Forse sono un po'suonata e pure un'inguaribile romantica, ma adoro l'idea di  curare la sua pasta madre e portare avanti la sua tradizione: ogni impasto per me è speciale perché porta il profumo di Stella.


Il secondo misterioso ingrediente è questo profumato semino che viene da lontano. Si chiama Ajwain e lo assaggiai anni fa in Egitto (1993?), su piccoli deliziosi panini che ci venivano offerti a colazione. Erano dei bocconcini morbidi, alcuni decorati con miele e pistacchi, altri con il sesamo o con il cumino e... e poi c'erano questi semini che somigliavano un po' al cumino o al finocchio, ma erano più "bassi e cicciotti" e con un sapore più amarognolo e pungente e un profumo che mi ricordava timo, origano...
Li ho cercati in Italia per anni. Tentando a descriverne le caratteristiche, ma ...nulla. Chiunque finiva con il propormi del cumino.
Dopo tutti questi anni il post di Elena mi ha illuminata, lo commento immediatamente con entusiasmo e ringranziandola per avermi finalmente rivelato il mistero!
Chi conosce Elena tramite il suo blog può intuire che è una persona luminosa, entusiasta, contagiosa. E ora vi rivelerò che è pure generosa: secondo voi chi mi ha spedito a casa una bella busta con dentro un sacchettino pieno di semini di Ajwain?


world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

Passiamo alla ricetta e all'inziativa, che avevo già visto da quando bazzico in giro per blog ma alla quale non ho mai partecipato.

Come si fa a partecipare: leggete attentamente questo post di Zorra.

  • Preparate o acquistate il pane, fate delle foto (se possibile) e pubblicate un post venerdì 16 Ottobre 2009 (Il post può essere scritto anche in italiano)
  • Il post dovrà essere nuovo e dedicato unicamente a questo evento, quindi non potrà partecipare ad altri eventi promossi nel mondo dei food blog.
  • Compilate questo formulario e la propria ricetta verrà inserita nella raccolta finale.
  • Nel post aggiungete un link a questo post e possibilmente anche al roundup quando quest'ultimo sarà pubblicato.
  • Le ricette saranno accettate fino a sabato 17 Ottobre.
Bene... io ci sono e voi? Vorrei condividere con voi dei bocconcini che hanno il sapore dei deliziosi intrecci che si possono creare tra foodblogger. Anche se realmente non ci conosciamo.
Ma può sempre accadere, ed è bello scoprire che dietro una ricetta, una foto, un nickname c'è una persona vera, con uno sguardo, un sorriso, una voce, un abbraccio.
Grazie a tutt* per essere presenti ogni giorno.



BOCCONCINI ALL'AJWAIN

200 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
400 gr di farina 0

300 gr circa di acqua tiepida*
un cucchiaino di malto
un cucchiaino di sale
4 cucchiai di olio evo

una manciata di semi di ajwain


Sciogliete la pasta madre in un bicchiere abbondante di acqua tiepida. Aggiungete il malto, l'olio e poco a poco la farina, e per ultimo il sale. Impastare tutti gli ingredienti per una decina minuti  fino ad ottenere una palla morbida ed elastica.
Coprite con uno strofinaccio pulito ed umido e lasciate lievitare mezza giornata almeno in un luogo protetto da correnti e sbalzi di temperatura (perfetta una madia o il forno spento con lo sportello ben chiuso).
Riprendete l'impasto, formate delle palline e disponetele sulla placca del forno, spennellateli con  acqua tiepida in cui avrete sciolto poco malto e cospargete di semini.
Lasciate riposare un'altra oretta posizionando la placca nella parte bassa del forno spento (mettete nel forno una ciotolina o un pentolino interamente in acciaio riempito a metà di acqua calda).
Senza estrarre la placca portate la temperatura del forno a 200° (statico),   cuocete per 15/20 minuti  dal raggiungimento della temperatura, finchè avrete ottenuto una bella doratura.
Lasciate raffreddare i panini su una griglia (se preferite la crosticina più croccante) o avvolti in un canovaccio pulito (non lavato con detersivi!) se gradite la crosticina un pochino più morbida.


* la quantità dell'acqua è indicativa, può variare secondo la tipologia di farina che utilizzerete. Aggiungetene poco per volta, fino ad ottenere un impasto elastico e poco umido.


AGGIORNAMENTO: SIGNORE E SIGNORI (ed è il caso di dire pure ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, damas y caballeros!)... è PRONTO IL ROUNDUP 2009

World Bread Day 2009 - Yes we baked. - Roundup

domenica 19 luglio 2009

Sapore di sale... sapore di mare... sapore di sfida!

"Attenzione, attenzione... Signore e Signori, Ladies and Gentlemen, Mesdames et Messieurs, Damas y Caballeros... laGolosastra partecipa ad una sfida!"


C'era una volta (anzi, c'è ancora) laGolosastra, che un bel giorno riceve una mail da Deborah di Giallozafferano che la invita a partecipare ad una sfida.
LaGolosastra non ama molto le sfide, perché sogna di vincere e invece perde sempre. LaGolosastra in verità non ama molto le sfide perché sottosotto è pigra e a forza di pensare alla sfida va a finire che si dimentica di partecipare.
LaGolosastra non ama molto le sfide, perché
è convinta che le sue ricette non siano niente di speciale, sono cosine semplici che ama condividere con i golosastri e le golosastre suoi simili.

Ma questa volta la sfida ha un gusto diverso perché sa di salsedine, di cartocci golosamente divorati sotto l'ombrellone, con le spalle spelacchiate, bruciate dal sole e i capelli ancora gocciolanti di acqua di mare.

Per me questa sfida ha il suono ruspante della mazurka di periferia, di balere affollate di zanzare la sera mentre la mamma volteggia in pista con l'orchestra che suona musiche allegre e le bambine guardano con gli occhioni spalancati la cantante di lustrini vestita, di gettoni della sala giochi sprecati nella speranza che la maledetta ruspa finalmente mi restituisse una cascata di monetine tintinnanti (ovviamente non è mai successo e il titolare della sala giochi probabilmente ora viaggia su una fiammante Ferrari).

Quante estati di lunghe camminate sulla spiaggia al mattino quando c'è la secca, di piedi scottati dalla sabbia rovente di mezzogiorno per raggiungere l'ombrellone, di partitone di calcetto al baretto della spiaggia, di gelati mangiati dopo il bagno delle 4 del pomeriggio (vietatissimo entrare in acqua per tre ore dopo il pranzo neanche avessi mangiato cotechino e puré), di quintali di conchiglie raccolte dopo le giornate di maroso, di gite al largo con il pedalò, e sveglie prima dell'alba per andare in spiaggia con la felpa a vedere il sole sorgere sul mare, di amici con mille accenti diversi, di chiacchierate infinite sotto le stelle distesa sui lettini della spiaggia umidi, di litri di lacrime versate al rientro a casa, dell'emozione nell'attesa di sviluppare i rullini una volta tornata in città e poi le letterine scritte sulla carta da lettere di Snoopy, affrancate e spedite e le telefonate interurbane con i gettoni che scendono inesorabilmente.

E poi tornare l'anno dopo, stessa spiaggia stesso mare, e rivedere gli stessi amici, un po' cresciuti, un po' cambiati.


Sì, a questa sfida devo proprio partecipare. Questa sfida per me ha il sapore del crescione.

Il crescione è una specialità romagnola (in alcuni luoghi della Romagna è conosciuto come cassone) e non è altro che l'impasto della piadina che prima di essere cotto sul testo viene farcito a piacere e ripiegato a mò di calzone.
La similitudine con il nome dell'erba non è casuale. Pare infatti che in origine venisse farcito proprio con il crescione.

La Riviera Romagnola ha ospitato le mie vacanze fino alla maggiore età e il crescione è stato per anni IL pranzo sotto l'ombrellone (sostituito talvolta da un ruspante "panéto co la bòndola").

Anche ora che sono grandicella, sento la nostalgia delle spiagge romagnole e ogni anno cerco di concedermi un weekend di autentico amarcord.

A m’aracmand: non perdete mai occasione per parlare (e se possibile anche cucinare) con le donne romagnole. Ci sono sempre piccoli ma preziosi segreti da apprendere! Per esempio: è possibile anche gustarsi un'ottima piadina senza strutto (non me ne vogliano le azdore più attaccate alla tradizione).
Già da diversi anni a casa mia si prepara la piada all'olio, e quest'estate ho pure rinunciato al crescione pomodoro e mozzarella (il mio preferito) adeguando il ripieno alle mie nuove esigenze alimentari.
Il risultato è altrettanto goloso, ma più leggero!

PIADINA VEGAN

500 gr di farina
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato
1/2 cucchiaio di scorza di limone grattuggiata
acqua tiepida q. b.


Formate sul piano di lavoro una fontana con la farina setacciata con il bicarbonato e il sale, aggiungete l'olio e la scorza di limone grattuggiata. Mescolate insieme tutti gli ingredienti aggiungendo pian pianino l'acqua e lavorate con le mani rapidamente, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Lasciatelo riposare per un oretta in una ciotola coperta da un canovaccio umido.
Dividete l'impasto in otto palline.
Utilizzate per la cottura un'ottima padella di ghisa (meglio ancora un testo) mettendola a scaldare per benino sul fuoco. Tenete a portata di mano una forchetta e una paletta per girare la piada in cottura.
Stendete con il mattarello una pallina per volta formando un disco sottile, ponetela a cuocere sul testo rovente forando le bolle che si formeranno con i rebbi della forchetta. Dopo un minutino scarso (tenete d'occhio la superficie inferiore alzandola con la paletta, almeno finché non "prendete la mano") giratela e completate la cottura sull'altro lato.
La piadina si può farcire a piacere (basta usare la fantasia).
Tra le più diffuse golosità: squacquerone e rucola (oddio che buono!) o il classico prosciutto crudo.

Se invece volete provare l'emozione di papparvi un fantastico crescione, procedete in questo modo: una volta steso l'impasto, farcitelo a piacere. Piegate a metà, sigillate i bordi con una rotella o i rebbi della forchetta, quindi ponetelo a cuocere sulla piastra ben calda.
Girate dopo un minutino (anche per la cottura del crescione controllate, sollevandolo delicatamente con la paletta) e cuocete per benino anche l'altro lato. Infine mettetelo "in piedi", ovvero con il lato dritto appoggiato alla piastra (immaginate il sole che sorge all'orizzonte, visto dalle spiagge romagnole) e terminate la cottura.
Potete farcirlo con pomodoro e mozzarella (preparate il pomodoro scottato e pelato con anticipo, mescolatelo con la mozzarella a pezzetti, conditelo con sale, pepe e basilico e lasciatelo sgocciolare per benino, anche per tutto il pomeriggio. Prima di farcire il crescione aggiungete un filino ino ino di olio extravergine), con melanzane e funghi, ricotta e spianci, con la salsiccia... insomma usate la fantasia e assecondate il vostro istinto goloso.
Il mio ripieno vegan: un pugnetto di erbette miste (spinaci & bietole, in questo caso, lessate e ripassate in padella con un filo di olio extravergine di oliva e mezzo spicchietto d'aglio), un cucchiaio di mandorle tritate, un cucchiaio di lievito alimentare in fiocchi.

NOTE - Attenzione! Potrebbero aprirsi in cottura: ci vuole un po' di allenamento per farcirli con il giusto quantitativo di ripieno, che non sia troppo umido, serve un po' di attenzione nel momento della chiusura (cacciate fuori tutta l'aria in modo che non si creino bolle all'interno) e cautela nel girarli durante la cottura. E non preoccupatevi, anche qui vale la buona regola: sbagliando si impara!


piesse - credo sia il post più lungo della storia del blog! Spero nessuno si sia abbioccato...


mercoledì 4 marzo 2009

Camillo si unisce alla lotta contro il plagio!

Vi chiederete "ma chi è sto Camillo? E che c'entra con il plagio?".
Ve lo spiegherò, intanto per cortesia prendetevi cinque minutini, sorseggiando un bel thé, una calda tisana o, se preferite, gustandovi l'aroma di un buon caffé.
Così ascolterete quello che ho da raccontarvi.
Capita che un giorno un'allegra combriccola di blogger (sì, quelle simpatiche signore e signorine che ogni giorno vi tengono compagnia con le loro ricette condite da mille avventure, quelle che si impiastricciano le mani ogni giorno con farina, latte, uova e altre golose amenità, quelle che qualche volta combinano un pasticcio e bruciacchiano una torta ma non ve lo vengono certo a raccontare... o anche sì) si accorge che in giro per la rete c'è più di uno sfaccendata/o che si diletta a scopiazzare le loro ricette e pubblicarle in sedicenti foodblog.
Vogliamo definire questa azione "rubare"? Ognuno la pensi come vuole.
Tanto per chiarire, io non sono parte in causa (ahahha, da qui non ha copiato nessuno. Di solito si copia dalla più brava della classe ed io sto d'incanto con il cappello a punta e le orecchie da asino!).
Mi unisco solo, per una sorta di "difesa dell'onestà intellettuale" a questo piccolo, ma agguerrito, esercito che sta combattendo la sua battaglia per difendere quello che, spesso con qualche sacrificio, ha creato.
Io, per esempio, non ho un granché da fare tutto il giorno: lavoro, faccio la mamma, non ho la colf e ho una casa da tenere (più o meno) pulita ed in ordine, lavo, stiro (oddio, non me lo ricordate!) devo fare la spesa, devo curare le p.r. di Miss-Pepi-Italia. Ogni tanto ho voglia anche di non fare un fico secco, di fare le cornici concentriche sulla Settimana Enigmistica, di perdere tempo a farmi lo scrub, o che ne so io cosa potrei ancora inventarmi.
Il blog è solo un passatempo, che però richiede un zinzino di cura, di pazienza e di tempo da dedicarvicivicivicisi!
E chi dispone di quel minimo di tempo e ha voglia di aprire (e curare) un blog, di qualsiasi argomento esso tratti, è cortesemente pregato di evitare con cura di pescare qua e là nella farina del sacco altrui. Maggior ragione se poi nel suo bloggettino ci piazza anche un bel po' di pubblicità.
Detto questo, avrete già terminato il vostro thé-tisana-caffé, vi prego di andare a far visita alle mie amiche (vi scoccia se vi chiamo così? Anche se siete amiche virtuali, mi piace definirvi così), per vedere come la pensano in merito e le azioni che hanno intrapreso.



Fiordisale ha pubblicato una sezione apposita "antiplagio" con annesso spazio dedicato per le segnalazioni*.

Stelladisale oltre ad aver già fornito esaurienti spiegazioni sul diritto d'autore, si è resa disponibile a raccogliere le segnalazioni* in questo post.

*In base alle Vostre segnalazioni, verranno elencati i blog/siti in cui è stato pubblicata una ricetta e/o foto e/o raccolta copiata da altri blog. Vi prego, se riscontrate scopiazzature di ogni genere (anche non vostro, ma di "colleghe" o "colleghi" di altri blog) di segnalare sia il link della ricetta originale e di quella copiata, avvisando possibilmente il diretto interessato.

Cavolettodibruxelles
Essenzadivaniglia
Fiordifrolla
Cuochedellaltromondo
Susinaontherocks
Galline2ndlife

COMITATO BLOGGER ANTIPLAGIO SU FACEBOOK


...e molte altre (se non l'hanno ancora fatto) si stanno attivando!

Dai, ora vi racconto la storia di Camillo.
Galeotto fu il sito di una delle copiatrici, la tenera Laura, che più o meno ingenuamente pubblicava ricette simpaticamente scopiazzate di qua e di là. Dopo la segnalazione, ho sbirciato anch'io sul blog per vedere se per caso aveva scopiazzato anche me. Ebbene, no.
Però con l'occasione avevo addocchiato una ricetta delle note merendine per bambini, il cui ingrediente principale sono le carote. Però la ricettina in questione era preparata col tanto osannato Bimby (che non è annoverato tra i marchingegni che occupano la mia piccola cucina).
Vabbé, posso adattarla, no? Eh, no. La signora Laura ha già chiuso i battenti.
Quindi ho preso le mie belle carotine, ho girovagato un po' tra i blog, ho scopiazzato un po' di ricette su un foglio A4 (rigorosamente di riciclo) e me le sono appese con la molletta della biancheria alla maniglia del pensile della cucina (vogliate considerarlo come il mio leggio ufficiale mentre spignatto allegramente).
Siccome ho trovato ricette di torte alle carote, e io volevo delle merendine, ho suddiviso l'impasto negli stampini da muffins, gli unici che ho a disposizione oltre a quelli per le minicrostatine che non c'azzeccano proprio.
E sono stati così dati alla luce dodici Camilli (altro non sono che un incrocio tra le Camille e i Muffins).
Tra l'altro il sig. Camilo (con una elle sola) è il pusher che mi ha venduro il simpatico ortaggio arancione.

Voilà la ricetta per una sana merenda. Velocissimamente preparata con il robot da cucina.


CAMILLI
300 g di carote
100 g di mandorle
200 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
1 tazzina da caffé di olio di semi
2 uova
2 cucchiai di cremor tartaro
1 scorza di limone grattugiata

Pelate le carote, tagliatele a pezzi e mettetele nel bicchierone del robot munito di lamerotantitagliatutto. Tritatele finissime, aggiungete le mandorle con lo zucchero, lasciate andare una ventina di secondi finché non saranno ben tritate a amalgamate.
Aggiungete, con le lame in funzione, le uova dall'apposita imboccatura, quindi l'olio (io ho usato olio di semi di mais) e frullate ancora un po' fino ad amalgamare il tutto.
Con il robot ancora in funzione, abbassate la velocità, e inserite dall'imboccatura la farina, già setacciata con il cremor tartaro e quindi la scorza di un limone grattuggiato.
Verificate che tutti gli ingredienti si siano ben amalgamati, eventualmente mescolare accuratamente con una spatola (a robot spento, lo dico anche se sembra superfluo. Non voglio zampette sulla coscienza!).
Portate la temperatura del forno a 180°.
Posizionate le coppettine di carta nello stampo da 12 muffins, e riempitele fino a 3/4 dell'altezza.
Infornate per 40' circa (verificate con lo stuzzicadente, io li ho lasciati qualche minuto in più finché li ho trovati ben sodi).

martedì 30 settembre 2008

Attenzione, annunciazione!

Mi preme segnalarvi questa iniziativa di Gì-Fiordisale... forza, datevi da fare e partecipate!
(datevi da fare? Oh, da che pulpito... io ho fornito solo una ricetta già pubblicata, che pigrona!)

Concorso Pesto 2008

Ciaooo... a presto!