ORIGANO FRESCO, inserito originariamente da LaGolosastra.
1 spicchio d'aglio
Se non ho il tempo di lessare i ceci, non mi perdo d'animo e mi impegno ad aprire la superlatta!
*a volte aggiungo anche un pezzettino di cipolla,
Bene, è arrivato il momento di concedersi quei piatti sostanziosi (e, vabbé, anche un po' più calorici!) che ci scaldano l'anima.
Così come superveloci saranno le mie puntatine nel blog.
...la salsa zingara. Tutti adoravano la salsa zingara, ma in particolare una persona che la letteratura psichiatrica potrebbe definire un soggetto "zingara-addicted".


Per festeggiare il compleanno del mio "cognato"! Finalmente il tempo ci ha consentito di mangiare (alla faccia della d***a!) all'aperto e pure di fare una passeggiata digestiva. I ciliegi sono carichi di delizie, rosse, succose, dolci. E in mezzo alle vigne, oltre agli splendidi papaveri, tanta tanta rucola: un prelibato bottino da portare a casa.
Perfetto per condire la pasta, un bel piatto (piattino, i consentiti 70 gr.) di penne integrali, con una dadolata di pomodoro fresco.
Siccome il bottino era davvero consistente, un altra manciata di rucola l'ho utilizzata per insaporire una formaggella casalinga, preparata con il latte crudo (per trovare il latte crudo vicino a casa vostra, cercate su milkmaps!).
Per preparare la cagliata (con due litri di latte ho preparato una fuscella da circa 200 gr.), portate ed ebollizione il latte in una pentola di acciaio, mescolando spesso perché il latte non si attacchi sul fondo e non bruci. Quando il latte è giunto a ebollizione abbassate il fuoco e aggiungete 3 cucchiai di succo di limone ben filtrato (o di aceto); mescolate delicatamente il latte finché caglia (vedrete che forma dei granuli) quindi togliete la pentola dal fuoco.
Coprite con un coperchio e lasciate riposare per un quarto d'ora circa. Preparate una garza sterile di grandezza adeguata, foderate il fondo di in un colino, e versate la cagliata. Strizzate la garza, versate il contenuto in una ciotolina e mescolatelo con la rucola spezzettata. Mettete il tutto nella fuscella (io conservo quelle della ricotta, altrimenti potete utilizzare un colino) e ponete sopra un peso (io ho coperto con una pellicola e ho appoggiato sopra un barattolo Bormioli pieno di acqua) in modo che possa fuoriuscire tutto il siero in eccesso.
Credo che preparata in questo modo, la cagliata si possa conservare qualche giorno in frigo... non posso garantire, perché quando la preparo non ne avanza mai neppure un cucchiaino! Devo ammettere che mi piace pastrocchiare con il latte... ho letto da qualche parte che il siero che avanza (oltre che per la preparazione della ricotta) può essere utilizzato come integratore alimentare, perché ricchissimo di preziose proteine e povero in grassi. Ma quanto tempo si conserva? Ben vengano i suggerimenti...

note: questa sera mi sono dilettata anche nel preparare le tortillas in casa. Ad essere sincera non mi convincono un granché (da perfezionare... ripeterò l'esperimento con altre ricette) anche se non ne è avanzata mezza. Le abbiamo farcite con formaggio e peperoni, quelle che da Mexi chiamano "Enchilada Campesina" (wow, cenetta leggera!)

