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martedì 2 febbraio 2010

HUMMUS DI CECI


ORIGANO FRESCO, inserito originariamente da LaGolosastra.

Una persona sana di mente per il compleanno pensa ad una bella torta, con i bigné, la panna, le meringhette, le candeline... laGolosastra che ha una mente un po' contorta cosa può postare il giorno del suo 2°blogcompleanno?  Hummus di ceci? OhMyGod!
Scorrendo le ricette finora postate mi sono accorta che non ho mai pubblicato un hummus, una spalmevolezza cremosa che adoro! Se in dispensa avete una latta di ceci lessati lo preparate in un nanosecondo!
Ho letto tante versioni simili ma con piccole varianti (qualcuno aggiunge pure la cipolla, chi mette il cumino, altri il coriandolo).
Io lo preparo in maniera molto molto semplice:

250 gr di ceci lessati
succo di un limone
2 cucchiai di tahin chiaro
2 cucchiai di olio
1 spicchio d'aglio
paprika (se piace anche cumino in polvere)
sale&pepe
(prezzemolo fresco) origano fresco



Nella mia dispensa non mancano mai  un paio di latte di legumi, in particolare i ceci lessati. Posso tranquillamente dire che sono i miei 'QuattroSaltiInPadella' ovvero i salvacena (o pranzo) last minute. 
Se non ho il tempo di lessare i ceci, non mi perdo d'animo e mi impegno ad aprire la superlatta!
Per preparare uno sfizioso hummus a partire dalla comoda lattina (da 400 gr, peso sgocciolato 250 gr), sgocciolo i ceci in un colino e li risciacquo brevemente sotto l'acqua corrente (il risciacquo è un mio vizio... voi lo fate?), li metto nel bicchierozzo del minipimer, aggiungo il succo di un limone (provate, se vi piacciono, a mettere anche le zeste, io le trovo ottime nell'hummus), due generose cucchiaiate di tahin chiaro, due cucchiai scarsi di olio, lo spicchio d'aglio* spellato (grazie Lo!), un pizzico di paprika, un pizzico di sale e pepe a vostro gusto. Frullo fino ad ottenere una bella crema e servo con (prezzemolo, ma non ne avevo stavolta) fresco o, variante del giorno, origano fresco (in onore della mia pianticella che sta sopravvivendo fieramente a questo gelido inverno).
Questa volta l'ho goduriosamente spalmata su fettine di pane al farro con timo&maggiorana (fatto da Ceres, da copiare quanto prima).


*a volte aggiungo anche un pezzettino di cipolla,

Che dire?
Sono passati due anni dal primo timido post e non mi sembra vero.
Abbiamo festeggiato insieme il primo compleanno e siamo qui per spegnere la seconda candelina (su una ciotolina di hummus!). 
Nel frattempo ho avuto la fortuna di incontrare belle persone. Davvero.
Nel futuro ho voglia di conoscere presto altre persone che mi piacciono tanto e sono certa che anche stavolta non rimarrò delusa.
Vi voglio bene, davvero, di cuore.
Ogni giorno mi insegnate qualcosa di nuovo e ve ne sono grata!

martedì 11 novembre 2008

è arrivato il freddo?

Bene, è arrivato il momento di concedersi quei piatti sostanziosi (e, vabbé, anche un po' più calorici!) che ci scaldano l'anima.
Per la serie "Amarcord", dedicata in gran parte alla trattoria "La Busa", da tempo ho in mente di provare a riprodurre una cosina che tanto mi piaceva. Un pasticcio fatto con la sfoglia di farina di castagne e ripieno di taleggio e noci. Lo adoravo!
Tante volte mi sono ripromessa di provare a fare la sfoglia per la pasta con la farina di castagne, ma non ho mai trovato il momento adatto. Forse per questo motivo la mia sorellina mi ha omaggiata di una confezione di tagliatelle alle castagne prodotte da Sala Cereali.
Et voilà, pronta l'idea per il condimento. Il taleggio c'è, i frutti che lo splendido noce della Val de l'Oco ci regala sono lì che mi guardano dalla cesta... basta giusto il tempo di lessare la pasta ed è tutto pronto per servirla!
In questo periodo un tantino complicato, ho cercato di coccolare la mia mamota invitandola a pranzo o a cena il più spesso possibile, a patto di riuscire a combinare (tra le mille corse) un pasto grazie a ricettine superveloci ma comunque sfiziose.
Raccolgo il carinissimo invito di Chocolat (dolcissima di nome e di fatto... deve esserlo per forza per essersi inventata un premio così buono!) di Cookinginrome che in occasione del suo 100° post lancia la sfida "Il premio della buona azione".
(Però, ad essere sincera, la mia mamota me la sarei coccolata lo stesso. Quindi chiedo a Chocolat di partecipare non per il premio, ma per il gusto di partecipare ad un'iniziativa così carina!)

TAGLIATELLE ALLE CASTAGNE
CON FONDUTA DI TALEGGIO E NOCI DELLA VAL DE L'OCO

250 gr di tagliatelle alle castagne
200 gr di taleggio
qualche cucchiaio di latte
una noce di burro
una manciata di noci
sale&pepe

Finché aspettate che l'acqua dove cuocerete le tagliatelle inizi a bollire, tagliate a tocchetti il taleggio (a temperatura ambiente), mettetelo in un tegamino con qualche cucchiaiata di latte e fondetelo a fiamma bassissima, continuando a mescolare fino ad ottenere una cremina.
Lessate le tagliatelle in abbondante acqua poco salata (attenzione, il taleggio è molto saporito!), scolatela lasciando giusto un paio di cucchiaiate di acqua di cottura, condite il tutto con una noce di burro, la fondutina e cospargete con le noci tritate grossolanamente e una bella grattuggiata di pepe, se lo gradite.


Attenzione, bonus extra. Sempre in onore della mia mamota (e anche per voi che, visti i commenti alla ricettina della crema di radicchio, sembrate gradire le "golosità spalmabili") una salsina sfiziosa e veloce che tanto piace a casa mia. La salsa di funghi champignons! Spalmatela senza ritegno sul pane tostato, non ve ne pentirete!


SALSA AI FUNGHI CHAMPIGNONS
250 gr di champignons bianchi
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
1 cucchiaio di maionese
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale&pepe

Scegliete dei funghi freschissimi, sodi e ben chiusi. Puliteli accuratamente con una pezzuola umida e asciugateli bene con un panno asciutto. Tritateli finissimi con la mezzaluna, metteteli in una ciotola e aggiungete l'olio, la maionese (se non gradita si può evitare), il parmigiano, l'erba cipollina e (per ultimo, appena prima di servire) regolate di sale e pepe.

Tutto molto facile&veloce, vero?
Ora scappo via altrettanto velocemente e me ne vado a nanna.
Se riesco nei prossimi giorni vi racconto del mio goloso intermezzo pomeridiano...

lunedì 27 ottobre 2008

Uno sfizio superveloce

Così come superveloci saranno le mie puntatine nel blog.
Vi lascio una ricettina facilissimissima per la quale vi bastano davvero un minuto e un minipimer.
Io adoro salse, salsine & co, da spalmare allegramente sul pane. E ieri ho improvvisato un aperitivo grazie ad ciuffetto di radicchio rosso (che non sarebbe bastato per un'insalata) dal quale è nata questa salsina sfiziosa preparata tutta a crudo.
Non vi indicherò le quantità, vi basterà lavare e asciugare per bene il vostro radicchio, tagliarlo a listerelle e passarlo al mixer aggiungedo un pizzico di sale, mezzo spicchiettino di aglio (se vi piace), grana padano grattuggiato ed un ottimo olio extravergine a filo finché il composto non raggiunge la consistenza cremosa adatta ad essere spalmata.
Me la sono gustata spalmata su pane caldo alle noci (preparato con la macchina del pane: 300 gr di acqua, un cucchiaio di olio evo, un cucchiaino di sale, un cucchiaino di zucchero, 250 gr di farina 0, 250 gr di semola, 10 gr di lievito di birra, 80 gr circa di noci aggiunte quando la macchina "chiama" con il beeep! Seguite le indicazioni del produttore della Vs. macchina del pane, perché non so se le modalità sono le stesse).
Non escludo che ci si possa condire anche un bel piatto di pasta.
Ciaaao e buona settimana!

sabato 14 giugno 2008

C'era una volta...

...la salsa zingara. Tutti adoravano la salsa zingara, ma in particolare una persona che la letteratura psichiatrica potrebbe definire un soggetto "zingara-addicted".
La zingara è un prodotto industriale, tuttavia non contiene strane porcherie (conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità...).Tra l'altro è prodotta nel territorio veronese, quindi non fa neppure tanta strada per arrivare sugli scaffali del supermerato.
Spesso la potete avvistare nelle paninoteche, pub e piadinerie, usata per arricchire succulenti paninozzi, ma un tempo era reperibile anche in una nota catena di supermercati veronesi.
Uno di questi supermercati era diventato nostra meta fissa non appena il barattolone iniziava a mostrare il fondo.
Ma...traggggedia... un giorno, improvvisamente, sullo scaffale al solito posto... la salsa zingara non c'è! La settimana dopo, neppure. Un mese dopo, nulla. Al posto della salsa zingara, la salsa della suocera (sì, non è male, ma NON è la zingara).
La salsa zingara, dal quel triste dì, non viene più riassortita.
Stamattina mi sono fermata a bere un caffé in un bar dove credo di non essere mai entrata in vita mia. Nella vetrinetta cosa vedo??? La salsa zingara. Scopro che non è uscita di produzione, e si acquista dai grossisti che riforniscono paninoteche&co. Mi accordo con la signora per un barattolo la prossima settimana. Fantastico. Lo zingara-addictet credeva di essere finalmente fuori dal tunnel-el-el!
Ah, dimenticavo di raccontare che stasera saremo a cena dal suddetto zingara-addicted. E oggi mi è venuto lo sghiribizzo di tentare un'imitazione della celeberrima salsa.
Gli ingredienti indicati sulla confezione sono: peperoni, ortaggi misti (sì, ma quali???), capperi, senape, peperoncino, aceto di vino, aglio, sale, aromi naturali.
Io ho frullato nel mixer una tazza (circa) di peperoni rossi e gialli in agrodolce (che prima di frullare ho asciugato un momentino-ino-ino in padella antiaderente con un cucchiaino di cipolla tritata), un cucchiaino circa di capperi sotto sale sciacquati per bene ed asciugati, tre quattro olive verdi, un cucchiaino di senape, un pizzico di peperoncino, olio e.v.o. "de quel bon", un po' di foglioline di origano fresco. Le dosi sono un po' a occhio, perché mentre la preparavo assaggiavo e cercavo di ricordare il sapore della salsa zingara e cercavo di "correggere", ovviamente con quel che avevo in frigo e/o dispensa.
Ottima spalmata su pane tostato, crostini e simili. Beh, anche per farcire panini/piadine (credo l'abbiano inventata proprio per questo).
Da provare per "pocciare" i nachos in un abbinamento pseudo-mexicano.
Perfetta per condire la pasta.
Il soggetto dipendente la usa anche su patatine fritte, lesse e al forno e sulla pizza, spero vivamente che non l'abbia ancora provata con i biscotti della colazione.
Attenzione, crea dipendenza!
Stasera la porto allo zingara-addicted. Il suo giudizio è fondamentale.
Ah, dimenticavo: i peperoni sono un avanzo della cena di ieri, mi autoinvito a partecipare alla ricicloricetta... ottima iniziativa, la tradizione italiana è ricchissima di gustosissime pietanze create con gli avanzi!

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lunedì 2 giugno 2008

La domenica ad Illasi


Per festeggiare il compleanno del mio "cognato"! Finalmente il tempo ci ha consentito di mangiare (alla faccia della d***a!) all'aperto e pure di fare una passeggiata digestiva. I ciliegi sono carichi di delizie, rosse, succose, dolci. E in mezzo alle vigne, oltre agli splendidi papaveri, tanta tanta rucola: un prelibato bottino da portare a casa.
Cosa fare con la rucola, oltre alla "solita" insalatina?
Un pesto! Sì!
Ho lavato e asciugato bene le foglioline, le ho spezzettate e passate con il minipimer aggiugendo un pizzico di sale, qualche gheriglio di noce e ottimo olio extravergine tanto da renderlo cremoso.
Perfetto per condire la pasta, un bel piatto (piattino, i consentiti 70 gr.) di penne integrali, con una dadolata di pomodoro fresco.

Siccome il bottino era davvero consistente, un altra manciata di rucola l'ho utilizzata per insaporire una formaggella casalinga, preparata con il latte crudo (per trovare il latte crudo vicino a casa vostra, cercate su milkmaps!).

Per preparare la cagliata (con due litri di latte ho preparato una fuscella da circa 200 gr.), portate ed ebollizione il latte in una pentola di acciaio, mescolando spesso perché il latte non si attacchi sul fondo e non bruci. Quando il latte è giunto a ebollizione abbassate il fuoco e aggiungete 3 cucchiai di succo di limone ben filtrato (o di aceto); mescolate delicatamente il latte finché caglia (vedrete che forma dei granuli) quindi togliete la pentola dal fuoco.
Coprite con un coperchio e lasciate riposare per un quarto d'ora circa. Preparate una garza sterile di grandezza adeguata, foderate il fondo di in un colino, e versate la cagliata. Strizzate la garza, versate il contenuto in una ciotolina e mescolatelo con la rucola spezzettata. Mettete il tutto nella fuscella (io conservo quelle della ricotta, altrimenti potete utilizzare un colino) e ponete sopra un peso (io ho coperto con una pellicola e ho appoggiato sopra un barattolo Bormioli pieno di acqua) in modo che possa fuoriuscire tutto il siero in eccesso.

Credo che preparata in questo modo, la cagliata si possa conservare qualche giorno in frigo... non posso garantire, perché quando la preparo non ne avanza mai neppure un cucchiaino!

Devo ammettere che mi piace pastrocchiare con il latte... ho letto da qualche parte che il siero che avanza (oltre che per la preparazione della ricotta) può essere utilizzato come integratore alimentare, perché ricchissimo di preziose proteine e povero in grassi. Ma quanto tempo si conserva? Ben vengano i suggerimenti...

lunedì 19 maggio 2008

Metti un'insalatina a pranzo...

...dopo aver provveduto ad iniziare ufficialmente il cambio di stagione del mio armadio, lavoro abbandonato a metà che mi ritrovo sul groppone stasera (che caos!).
Questo veloce post è un semplice suggerimento per condire in modo sfizioso un'insalata, preferibilmente a base di valeriana (o soncino o, a Verona, "molesini") o di spinacini freschi.

Mettete in una ciotolina 2 cucchiaini di senape all'antica (quella con i grani di senape, io ho usato questa che trovo da NaturaSì), 3 cucchiaini di olio extravergine (o anche più se vi garba e soprattutto se vi è consentito!), un cucchiaino di aceto balsamico, un pizzichino-ino--ino di sale d'erbe. Se necessario, diluite con un paio di cucchiaini di acqua e condite la vostra insalatina!



Scappo a lavorareeeeeeeee!

domenica 6 aprile 2008

Que viva Mexico!


Stasera cenetta pseudomessicana, dovevo assolutamente sfruttare due avocados perfettamente maturi che non avrebbero potuto attendere oltre... cosa meglio di un guacamole?
Il guacamole mi piace un sacco (poi vedremo che incubi farò questa notte...) e piace un sacco anche alla mia Pepi (per cui evito peperoncino e/o pepe) e prepararlo è davvero facilissimo.
Basta disporre di avocado ben maturo (fatevi aiutare dal vostro fruttivendolo, se invece lo prendete al supermercato palpatelo per bene prima di sceglierlo. Qui qualche utile consiglio.)
Come per la maggior parte dei piatti tipici che si trovano in giro per il mondo, esistono millemila varianti, io vi racconto come piace a me.

Vi servono:
avocado ben maturo
cipolla bianca
pomodori maturi
lime (possibilmente, ma va bene anche il limone)
sale&pepe q.b.
peperoncino se vi piace

Io, per due avocados, trito finissima una piccola cipolla e taglio a minuscoli cubetti il pomodoro.
Preparo l'avocado divido in due parti incidendo con il coltello la buccia, tolgo il grosso seme e lo tengo da parte. Con un cucchiaio asporto la polpa e la metto in una ciotola. La schiaccio accuratamente con una forchetta, spruzzo con il succo mezzo lime, aggiungo la cipolla e il pomodoro tritati e amalgamo il tutto.
Non metto neppure un granino di sale, lo aggiungo solo al momento di servirlo.
E fino a che aspetto gli ospiti e golosastri in genere, lascio nella ciotola il seme dell'avocado (pare che aiuti a non ossidarsi).
Indispensabile essere forniti di valanghe di nachos!

note: questa sera mi sono dilettata anche nel preparare le tortillas in casa. Ad essere sincera non mi convincono un granché (da perfezionare... ripeterò l'esperimento con altre ricette) anche se non ne è avanzata mezza. Le abbiamo farcite con formaggio e peperoni, quelle che da Mexi chiamano "Enchilada Campesina" (wow, cenetta leggera!)


altre note, un po' fuori tema: ieri sera ho avuto l'onore di assistere alla preparazione (diciamo che il mio ruolo era un po' come quello di Remy nel film Ratatouille, che guida Linguini nella preparazione delle pietanze) di una cenetta in un appartamento con vista su piazza Erbe. Mi vanto un po' e metto una fotina.

mercoledì 26 marzo 2008

Metti un giorno a merenda...


...che ti viene voglia di Melitzanosalata, e hai nel frigo giusto due melanzane e la macchina del pane sta proprio per sfornare una pagnotta ai cereali...
C'è chi a merenda mangia pane e marmellata, chi un tegolino (esiste ancora???).
Io ho allegramente spalmato questa sfiziosissima salsina sul pane ancora tiepido.

La Melitzanosalata è un piatto, per la precisione viene servito come antipasto o mezé (Μεζέ), che in Grecia (e credo in quasi tutto il bacino del Mediterraneo) si trova in diverse varianti. Ne ho assaggiate con lo yogurt, con l'aceto, con i pomodori, con la maionese (orrore!).

Questa è la MIA variante (veronesissima, elaborata da me medesima a mio personale gusto) ispirata alla salsina greca.


μελιτζανοσαλάτα (A MODO MIO)

2 Melanzane
1 manciata di erbe aromatiche (timo, basilico, origano)
Olio extravergine di oliva
1 Cucchiaio di capperi sotto sale
1 spicchio d'aglio (se vi piace)
Sale&pepe quanto basta

Lavate e asciugate le melanzane, ponetele intere in una teglia e punzecchiate la parte superiore della buccia con una forchetta. Infornate a 180° per circa 45 (anche un'ora se le melanzane sono di grosse dimensioni, in ogni caso finché la buccia non si "arriccia" per bene, verificate che infilzandole con la forchetta la polpa sia, come dire... floscia?).

Stavolta ho provato con il microonde (ho accoltellato le povere melanzane, lascando incisioni profonde su tutta la lunghezza e o dato il colpo di grazia per mezzo del piatto crisp: 20 minuti, ed erano pronte!).

Quindi si svuota la melanzana con un cucchiaio, si aggiunge il sale e si lascia in un colino per un quarto d'ora a sgocciolare.
Passare la polpa con il minipimer aggiungendo le erbe aromatiche, i capperi dissalati (regolate di sale e pepe a vostro gusto) ed infine aggiungete dell'ottimo olio evo.

Spalmate allegramente sul pane, o su quello che più vi garba.
Buona (se ve ne avanza...) anche per condire una pasta!

lunedì 4 febbraio 2008

τζατζίκι: voglia d'estate


...e di sole, di mare e di vento nei capelli.

Oggi io e Stefania ci siamo fatte una scorpacciata di Tzatziki. Lo so, lo so, lo sooooooo. NON è stagione di cetrioli. Nell'orto dei nonni non c'è alcuna traccia di ortaggi estivi.

Ma Stefania è da un paio di settimane che mi chiede la Tzatziki... e così ho comprato un paio di cetrioli di bell'aspetto (provenienza Trinacria).
Erano inaspettatamente profumati, sodi, privi di semi: un insolito dono della natura di febbraio.

Abbiamo affettato un quarto di Pane di Altamura e ce la siamo pappettata (come dice Stefania) di gusto!

TZATZIKI

Yogurt greco colato
Cetrioli
Aglio
Olio evo
Sale
Aneto

Le dosi variano a seconda dei gusti, io questa mattina ho utilizzato due cetrioli piccoli e due vasi di yogurt (di solito utilizzo il Total Fage da 150 gr. anche se è yogurt di latte vaccino, ma le più buone che ho mangiato erano fatte con latte ovino), se non reperite lo yogurt greco provate a fare da voi lo yogurt colato (stranghistò) versando un ottimo yogurt intero in un colino foderato da un tovagliolo o strofinaccio ben pulito e lasciandolo scolare (un'ora più o meno).

Spellate i cetrioli e grattuggiateli con una grattuggia a fori non sottili (io li preferisco un pochino più larghi di quelli che si utilizzano per grattare il parmigiano), salateli leggermente e lasciateli in un colino per perdere l'acqua in eccesso.

Amalgamare lo yogurt con i cetrioli, aggiungere uno spicchio d'aglio* tritato finemente e condire a vostro gusto con sale, olio evo e aneto.

*per evitare incidenti diplomatici in fase digestiva, preferisco lasciare uno spicchio d'aglio intero, bucherellato con la forchetta per lasciarne uscire gli umori ad insaporire la salsa senza "appesantirla".