lunedì 18 ottobre 2010

LA GOLOSASTRA SI VESTE DI ROSA

Un solo colore, un solo simbolo per un messaggio universale.

http://www.nastrorosa.it/


"La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

IL TUMORE AL SENO E L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE

In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia si calcola che nel 2010 i nuovi casi di tumore alla mammella saliranno a circa 42mila. Sconfiggere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica."



Un nastro rosa che accarezza tantissimi blog, e colora di speranza la rete.
Un colore da sempre simbolo della femminilità, per sensibilizzare tutte le donne a sconfiggere il tumore con la migliore arma a disposizione: la PREVENZIONE.
E siccome abbiamo la golosa abitudine di parlare di cibo, perché non pensiamo anche ad adottare uno stile di vita sano anche a tavola? Perché anche quel che mangiamo contribuisce alla prevenzione.

IMPARIAMO A VOLERCI BENE!

Un grazie di cuore a SemplicementePepeRosa per aver diffuso la notizia dell'iniziativa.
Un grazie di cuore a MammaFelice per impegnarsi a ospitare tutti i blog che partecipano.
Un grazie a tutte e tutti per esserci!

Arabic:شريط وردي
Urdu:گلابی ربن
Spanish:Lazo Rosa
Filipino:Lasong Rosas
French:Ruban Rose
Italian:Nastro Rosa
Galician:Lazo Vermello
Valencian:Llaç rosa
Catalan:Cinta rosa
German:Rosa Schleife
Dutch:Roze Lint
Danish:Lyserøde Sløjfe
Croatian:Ružičasta vrpca
Czech:Růžová stužka
Finnish:Roosa Nauha
Hungarian:Rózsaszín szalag
Macedonian:Розева панделка
Norwegian:Rosa Sløyfe
Korean:핑크리본
Latvian:Rozā lente
Lithuanian:Rožinis kaspinas
Persian:روبان صورتی
Polish:Różowa Wstążka
Portuguese:Fita Rosa
Romanian:Panglica Roz
Russian:Pозовая Лента
Slovak:Ružová stužka
Swedish:Rosa Bandet
Catalan:Llaç Rosa
Turkish:Pembe Kurdele
Japanese:ピンクリボン
Chinese:粉红丝带
Hebrew:סרט ורוד
Serbian:Ружичаста машна
Slovenian:Rožnati trak
Ukrainian:Рожева стрічка
Greek:Ρόζ κορδέλα

E tu hai già prenotato la tua visita di controllo?
No?
Cosa aspetti?


Durante il mese di ottobre gli oltre 390 Punti Prevenzione (ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione delle donne per visite senologiche.
Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare l'elenco degli ambulatori LILT sul territorio italiano nel sito www.lilt.it

Prendi il telefono, chiama e passa parola alle tue amiche!



































domenica 17 ottobre 2010

VEGAN KNÖDEL


Nonostante le mie migliori intenzioni quest'anno non sono riuscita ad arrivare puntuale all'appuntamento con la quinta edizione del World Bread Day 2010 promosso da Zorra. 



Oggi ho pensato comunque di 'festeggiare' questo appuntamento in una maniera un po' insolita. Cosa si fa con il pane che avanza? Perché per quanto io sia golosa di pane&affini, mi capita ogni tanto di 'sbagliare i conti' e ritrovarmi con del pane di troppo. Una delle ricette della tradizione che mi fa impazzire sono i Canerderli o Knödel, piatto tipico della tradizione trentina, altoatesina e tirolese, anzi credo proprio che anche nella zona delle Dolomiti bellunesi sia diffuso. Esistono infinite varianti di questo grosso, saporito gnocco a base di pane: salate con speck, formaggi, verdure. Si servono in brodo o asciutti conditi con abbondante burro fuso e formaggio. Pochi sanno che esiste anche la versione dolce.  Fino a questa mattina non credevo però che fosse possibile gustarne una 'traduzione' vegan.
Ero infatti strastraconvinta che senza l'uovo tutta sta mappazza di pane raffermo non potesse in alcun modo stare assieme senza disintegrarsi durante la cottura.
Sbagliato.
Funziona.

SONO UNA GOLOSASTRA FELICE!


Vegan Knödel

VEGAN KNÖDEL
(per una persona)
100 gr di pane raffermo
50 gr di spinaci lessati e tritati
1 cucchiaio di cipolla tritata
1 cucchiaio di amido di mais
1/2 bicchiere di latte di soya
un pizzico di sale
un filino di olio extravergine di oliva

per condire: 
1 cucchiaio di burro di soya
1 cucchiaino di mandorle tritate
lievito in scaglie
erba cipollina fresca tritata
un pizzico di sale

Tagliare il pane a cubettini, inumidirlo con mezzo bicchiere di latte di soya tiepido e lasciar riposare. Potrebbe essere necessario aggiungere poco latte se il pane è troppo asciutto. Io in genere utilizzo pane del giorno prima, non secchissimo, purché con crosta sottile.
In una padella soffriggere la cipolla tritata in pochissimo olio e passare velocemente gli spinaci tritati per asciugarli il più possibile. Regolate di sale.
Unire gli spinaci al pane ammollato, aggiungere un cucchiaio di amido di mais, otterrete un composto con il quale formerete con le mani due pallotte compatte. Se risulta troppo asciutto aggiungete un goccino ino ino di latte, se invece è troppo umido un po' di pangrattato.
Mettete a bollire abbondante acqua salata (meglio ancora brodo vegetale) e lessate i canederli per una decina di minuti.
Scolateli, conditeli con il burro-veg-fuso (di solito non uso questa specie di margarina per condire, ma in questo caso l'ho fortissimamente voluta perché l'olio sui canederli proprio non ci sta, a mio avviso. Questa è quella che preferisco), con il parmigiano vegan (un cucchiaino di mandorle tritate finissime, 1/2 cucchiaino di lievito, un pizzichino di sale) e con erba cipollina tritata.
NOTE - Mi sono impegnata a misurare quel che ho usato per poter scrivere un post-apposta, ma in generale con i canederli 'regolamentari' (così come avviene con le polpette e con molte altre ricette, anche con il pane!) ho sempre fatto 'ad occhio', perché secondo l'umidità del pane, degli spinaci o altra verdura, può variare la quantità di latte da usare o può essere necessario aggiungere un pizzico di amido o una cucchiaiata di pangrattato per asciugare un po' il composto.
Provate, prendete confidenza con la consistenza dell'impasto e poi dimenticatevi la bilancia!

Piccola, facoltativa ma ASSAI interessante variante golosa: nelle foto (scattate in frettissima con una fame pazzesca!) potete forse notare che c'è un 'qualcosa' di bianco al centro del canederlo tagliato a metà. Ho provato ad 'inserire' un nucleo morbidoso, fatto di No-Muh Melty, una geniale idea mozzarellosa vegan. Per chi non vuole/non può mangiare latticini, esistono personcine deliziose come quelle di Vegusto che producono interessanti alternative al formaggio (simili a questa che avevo sperimentato) e ad altri prodotti di origine animale. Ho avuto l'occasione di degustarli ieri in occasione di questa festa, dove ho anche acquistato una confezione di No-Muh Melty da testare. Questo è il primo esperimento, decisamente approvato.
Stasera temo che sacrificherò il resto della confezione sulla pizza!

P.S. - Ho trovato su Veganblog un'altra versione vegan dei canederli (mmmh, ai funghi!... guardate qui) che la prossima volta proverò!

martedì 5 ottobre 2010

PACCHERI ALLA CREMA DI ZUCCA


C'era una missione per la Golosastra: testare una pasta su richiesta di un amico che ha aperto un negozio bio in centro storico a Verona. Nei soliti negozi non la trovavo, ma dopo tanto peregrinare l'ho scovata per caso in un negozietto in una zona che, in effetti, non è il mio territorio di caccia abituale.
Comprata, infilata nella sportina e portata a casa. E mò che ci preparo? Il tempo scarseggia, l'appetito no.
Eureka! C'è la scorta di zucca già pronta!

Chi mi legge da tempo conosce il mio rapporto conflittuale con la zucca, così quando la mia mamota  va dal contadino a fare shopping e mi porta in dono dei pezzi di artiglieria pesante (questa zucca pesava più di 4 kg) passo allegramente il pomeriggio a trucidarla.
La sbuccio, la taglio, la affetto, la cucino al vapore in piccoli pezzi e passo il tutto al minipimer.  
Senza condimento né sale, così posso utilizzarla per qualsiasi cosa.
La sera posso scollegare mano, polso, tutto l'arto fino alla spalla compresa e mandarlo in rottamazione, ma in compenso ho un sacco di ciotoline nel freezer con la  crema di zucca "prêt-à-porter".


Quindi, anche questa ricetta potrebbe essere rapida ed indolore se avete della zucca già pronta. Altrimenti tenete conto del tempo necessario a pulirla e cuocerla al vapore.
paccheri alla crema di zucca

PACCHERI CON CREMA DI ZUCCA
(e semi di zucca tostati allo shoyu)

per 4 persone
250 gr di paccheri rigati di grano duro
1 ciotola di crema di zucca cotta al vapore (circa 500 gr)
1 manciata di semi di zucca
2 cucchiaiate di shoyu
1/2 scalogno
olio extravergine di oliva
brodo vegetale q.b.
qualche pizzico di alghe miste
sale

In una padella dal fondo spesso tostate una manciata di semi di zucca sgusciati (per la serie: della zucca non si butta via quasi niente), lasciateli sfrigolare e giusto al termine della tostatura irrorateli con un paio di cucchiaiate di shoyu e lasciatelo asciugare.
Stufate in padella lo scalogno tritato finissimo con un filo di olio extravergine di oliva e aggiungete quindi la crema di zucca. Se troppo densa, aggiungete un paio di cucchiai di brodo vegetale per renderla bella fluida. Regolate di sale (non esagerate, i semi di zucca tostati con lo shoyu sono ben sapidi!).
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e conditela con la crema di zucca, un pizzico di alghe miste e una cucchiaiata di semi di zucca tostati.
Buon appetito!
AVVERTENZE: LaGolosastra non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni derivanti dall'abuso di semi di zucca tostati. Sappiate fin d'ora che possono causare pericolosissime dipendenze. Idem per i semi di girasole, qualora vi venisse la malsana idea di provarli tostati con lo shoyu.
Si sconsiglia vivamente anche l'utilizzo di mandorle tostate con lo shoyu e aromatizzate con il curry. La vostra vita non sarà più la stessa.