domenica 31 gennaio 2010

Muffins cioccolato e cocco


Muffins cioccolato e cocco, inserito originariamente da LaGolosastra.


Sì sì sì una coccola dolce con questo freddino è un toccasana. Una bella tazza di caffé o di thé caldo, un muffins e la mattinata cambia colore!
Questi muffins (detti anche MAFI) sono vegan, ovvero non contengono alcun ingrediente di origine animale. In parole povere né latte né uova. E come fanno a stare in piedi? Semplice, mentre li preparate dovrete recitare qualche parolina magica a vostra discrezione: abracadabra, salacadulamagicabulabidibodibibu, simsalabim, supercalifragilistichespiralidoso... scegliete quella che vi piace di più.
Io ho scelto PARIPANPU ed eccoli quà... i muffins sono usciti benissimo! Funziona!
Ne ho preparati 6, li ho impacchettati in qualche modo, ho preparato un thermos di thé nero alla vaniglia mi sono imbacuccata e via, alla volta di Trento per un'allegra gita fuoriporta in compagnia di Alice (la mia guru dei dolci vegan, finalmente ci siamo conosciute!), Alda, Brii, Marta e Manu (che da brava trentina ci ha fatto da guida)! 
Come sempre ci facciamo riconoscere, sul treno abbiamo fatto in 5 un casino che manco una scolaresca del liceo in gita... abbiamo tirato fuori i viveri e abbiamo fatto colazione mentre il paziente controllore emetteva il biglietto per le due lacustri che si sono salite sul treno alla Dolcé International Railway Station che non è manco dotata di biglietteria né umana né elettronica (pare che i biglietti si possano acquistare nel negozio di alimentari in centro alla metropoli di Dolcé).
Del viaggio di ritorno sono certa che vi parlerà Brii, io sto ancora ghignando.
Allora, la ricetta a cui si sono ispirati questi muffins l'avevo pescata in rete, credo da VeganBlog ma non ne sono certa, e me l'ero scritta sul solito foglietto volante. Era una dose per 6 muffins, e siccome di solito ne inforno ben di più era rimasta inutilizzata. Invece è tornata utilissima venerdì pomeriggio, il forno era già acceso per la preparazione della torta della Pepi (e prima ancora della mia focaccia da picnic, stavolta in versione vegan) quindi non mi sono fatta riguardo ad infornare solo sei muffins.
L'abbinamento cocco-cioccolato mi piace tanto tanto, vabbé, è cosa nota.
Ci avevo provato pure con la carruba, ricordate? Ah, anche con le banane!
La ricetta è per Brii, che ne farà sicuramente buon uso. A buona intenditrice...


MUFFINS VEGAN CIOCCOLATO E COCCO
100 gr di farina 00
15 gr di cocco rapé + un paio di cucchiaini da spolverizzare sul cocuzzolo
25 gr di olio di riso
125 gr di latte di cocco
70 gr di zucchero di canna
50 gr di cioccolato fondente
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 pizzico di sale

Tritate grossolanamente il cioccolato fondente. Mescolate come d'abitudine gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli umidi in un'altra Unite gli ingredienti umidi a quelli secchi e amalgamateli rapidamente con un cucchiaio evitando di mescolare troppo a lungo, giusto il tempo per fare 'assorbire' la farina (da qualche parte ho letto un perentorio 'massimo 7 mescolate'!). Aggiungete il cioccolato fondente, riempite uno stampo da 6 muffins, spolverizzateli con un pizzico di cocco rapé e infornate a 180° (ventilato) per una ventina di minuti.
Una coccola leggera, consentita anche a chi è perennemente a dieta (un muffin in cambio di una camminata pro-shopping con le amiche blogger: perfetto no?)

venerdì 29 gennaio 2010

La torta al cioccolato della Pepi!


La ricetta originale si chiama 'UN CUORE MARRONE'.  Ed è una ricetta completamente inventata dalla Pepi, galeotto fu il libro che ha ricevuto in regalo da Viviana. Indovinate un po'? Un libro di ricette per bambini che prevede anche delle pagine 'vuote' da riempire con le proprie ricette. Manco a dirlo, la Pepi ha gradito moltissimo e ha preso molto molto molto seriamente il suo nuovo incarico di inventrice di ricette.

 
Ovviamente la ricetta doveva essere realizzata. Oggi stesso. 
Ovviamente ho giusto giusto 2 uova nel frigo. Il resto non manca mai, quindi si può procedere. Mi resta solo da persuadere la cheffina che la sua torta non si regge in piedi e, last but not least, che non dispongo di uno stampo a forma di cuore. Ok, questa è una minibugia (in effetti c'è un vecchio stampo a forma di cuore da qualche parte incastrato nei pensili della cucina, ma la mamma non ha proprio voglia di rovistare) ma la cheffina non ha esitato un istante: allora la facciamo a forma di stella (perfect! Stampo al silicone pronto a portata di zampine!).
Cerchiamo di ritoccare la ricetta et, voilà, abbiamo sfornato questa stellina (con un cuore marrone, per rispettare le intenzioni originali) che a detta dell'autrice è buonizzimizzima. 
Sarà vero? Provate, è una ricetta a prova di bambino!



UN CUORE MARRONE
(che invece è una stella)
200 gr di farina 00
200 gr di zucchero di canna
2 uova
160 gr di latte intero
40 gr di cacao amaro
1 puntina di vaniglia in polvere
1 pizzico di sale
1 nocina ina ina di burro
1/2 bustina di lievito
zucchero a velo

Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero, il pizzico di sale, il cacao, la vaniglia e la mezza bustina di lievito, aggiungere quindi  le due uova e il latte continuando a mescolare. Mescolate mescolate mescolate e fate sparire per benino tutti i grumi!
Imburrate bene uno stampo a forma di stella (o di cuore, se fortunatamente ce l'avete a portata di mano!) e versate il composto.
Cuocete in forno ventilato a 175° per 40' circa, controllando la cottura infilando la torta con uno stuzzicadenti al centro: deve uscire asciutto!
Attendete qualche minuto prima di sformare delicatamente la torta su una griglia per farla ben raffreddare.
Decorate a piacere con zucchero a velo!


piesse - giuro che in passato non mi era mai capitato di sformare senza alcuna difficoltà le punte della stella... mi sa che devo prendere nota di questa ricetta per sfruttare questo grazioso stampo...

martedì 19 gennaio 2010

INSALATINA DI PUNTARELLE

INSALATINA DI PUNTARELLE


...con dressing al miele e balsamico e crostini di pane ai semi di girasole (giusto per non pubblicare un post dal titolo wertmulleriano).

In origine i crostini erano 'croccante di pane ai fichi' (ricordate il mio vegmenu ispirato alle proposte di Andrea Alfieri del Sempione42?) ma siccome io sono decisamente più ruspante (la verità è che il pane ai fichi non ce l'ho) la variante ci stava 'na meraviglia e guarda caso mi avanzava giusto giusto del pane ai semi di girasole preparato sabato. Perfetto per ricavare una manciata di crostini.

Questa mattina mentre facevo la spesa ho addocchiato certe catalogne che mi guardavano sull'attenti, quasi a voler attirare la mia attenzione. Pronti, via.
Avevo già in mente il pranzettino.
Solo che, da brava padana, mica mi sono mai cimentata in vita mia con le puntarelle. Mai mai mai. Anzi, credo di averle mangiate davvero pochissime volte (anche perché spesso mi venivano proposte con l'acciuga che io detesto con tutto il mio cuore).
E quindi? Bon, proviamoci comunque. In rete ci sono un sacco di consigli anche 'fotoguidati'  (per esempio questo) per cui tutto sommato non è difficile, basta un po' di pazienza.
La catalogna che ho acquistato non è proprio quella cicciona che si vede nelle immagini che vi ho linkato, ma quella lunga (so' troppo tecnica?) che però ho scelto badando bene che possedesse un cuoricino bello consistente di foglioline tenere che ho accuratamente pulito e tagliato a striscioline con l'aiuto dello spelucchino (le foglie 'normali' le ho lessate in abbondante acqua salata).
Ho messo in ammollo in acqua fredda con cubetti di ghiaccio, acidulata con mezzo limone, per un'oretta circa le striscioline, che si sono arricciate benissimissimo.
Ho preparato un dressing con mezzo cucchiaino di miele di tarassaco (grazie alle mie consulenti online, Valentina ed Enza!) mezzo cucchiaino di aceto balsamico: ho messo il tutto in una tazzina da caffé e scaldato brevemente nel microonde per liquefare il miele, regolato quindi di sale e pepe.
Ho condito con un cucchiaino di olio extravergine i ricciolini, li ho cosparsi con il dressing e ho aggiunto una generosa manciata di crostini (ovvero pane ai semi di girasole tagliato a cubettini e tostato brevemente in padellino antiaderente appena appena unto di olio extravergine).

Sono ufficialmente innamorata dell'insalatina di puntarelle!

lunedì 18 gennaio 2010

Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano


Per prima cosa GRAZIE!
Grazie di cuore a Laura, che ha pazientemente organizzato la nostra giornata godereccia. Grazie alle compagne di avventura (Lorenza, con la meravigliosa Gnoma, Giovanna, Valentina, LauraPippi) grazie ai compagni, mariti, simpatizzanti che ci hanno fatto compagnia e sopportato le nostre infinite chiacchiere, grazie alle nuove amicizie che spero di aver occasione in futuro di conoscere meglio.
Finalmente siamo riuscite a riunire la combriccola che su Facebook è stata battezzata con il nome di 'La compagnia del fornello', gruppo inizialmente nato per radunare foodblogger milanesi, allargato poi anche ai forestieri.
La 'scusa' era un brunch al ristorante Sempione42, in realtà già in Stazione Centrale abbiamo dato inizio alla quasi interminabile serie di chiacchiere (e chi ci ferma?). Come se ci conoscessimo da sempre.
Lorenza ho già avuto la fortuna di incontrarla un paio di volte, Giovanna mi ha fatto compagnia al Sana, la sensazione è sempre la stessa: quando ci si incontra c'è nell'aria un meraviglioso, contagioso e tangibile entusiasmo.

Per merito dell'organizzazione super efficiente di Laura, ho avuto il mio vegan menu (che non troverete sul sito... era tutto mio. E della Gallina, che mi ha fatto compagnia!). Volete saperlo? Voilà:
ANTIPASTO
Insalatina di puntarelle e croccante di pane ai fichi con dressing al miele e balsamico
PRIMO
Gnocchetti di patate ai carciofi e mentuccia
SECONDO
Tortino di patate e porri su passatina di zucchine e zafferano
DESSERT
Sorbetto al mandarino

Niente male, eh?
E siccome la Golosastra è pure una copiona, ecco che oggi vi propongo la mia versione (superfast e supereasy, pure light, và) del tortino!


TORTINO DI PATATE E PORRI
SU PASSATINA DI ZUCCHINE E ZAFFERANO
(dosi per due persone, o per il piatto unico di una sola Golosastra affamata)

2 patate medio-piccole (circa 180 gr)
1 porro
1 zucchina
2/3 foglie di salvia (facoltative)
olio extravergine di oliva
zafferano di Samassi in fili
sale&pepe

Pronti? Via! Vi servirà una pentola per la cottura a vapore, due stampini da muffin in silicone (o altro materiale, se userete il microonde ovviamente dovrà essere adatto a questo tipo di cottura!).
Pelate le patate, tagliatele a fettine sottilissimissime.
Sistematelo in 1/3 del cestello a vapore.
Lavate e mondate il porro, tagliatene metà a rondelle e sitematelo accanto alle patate. Pulite la zucchina (fettine di 2-3 mm di spessore), tagliate anche questa a rondelle e posizionatela nello spazio rimasto del cestello forato.
A me piace mettere qualcosa di profumato nell'acqua quando cucino al vapore, in questo caso ho agguantato un paio di foglie di salvia. 
Ho messo la pentola sul fuoco e ho lasciato cuocere per una decina di minuti, non di più, finché le patate cedevano alla forchetta.
Nel frattempo ho tagliato il più sottile possibile l'altra metà di porro e l'ho 'crispata' nel microonde (funzione crisp con apposito piatto appena velato di olio evo). Se avete voglia di friggerla, provate e fatemi sapere, secondo me doveva essere così; delle striscioline sottilissime, chiarissime, croccantissime. Io purtroppo non friggo in casa, Nè tantomeno il mio fegato lo tollera un granché pertanto mi sono accontentata di questo risultato estetico.
Terminato di crispare i porri li ho tenuti da parte in una ciotolina.
A questo punto le verdure dovrebbero essere cotte: prelevate patate e porri e (a scelta) passatele con un passaverdure o affidatevi a santissimo minipimer e riducetele in purea. Io avevo due patate ben farinose e non ho avuto necessità di aggiungere farina, in caso fossero troppo acquose forse preferirei aggiungere un cucchiaio di fecola.
Regolate di sale e pepe, quindi versate l'impasto nei due stampini (precedentemente oliati in modo da sformare poi con estrema facilità i tortini). Mettete nel forno a microonde alla massima potenza per 5 minuti.
Nel frattempo passate al mixer le zucchine, con un pizzico di sale e pepe, un cucchiaino da caffé di olio extravergine di oliva e 2/3 fili di zafferano (io ho usato questo che la mia sorellina mi ha portato in dono dalla Sardegna).
Preparate un letto di passatina, sulla quale adagerete il tortino. Sul cocuzzolo del tortino sistemate con garbo i ricciolini di porro crispato e servite.
Li adoooooro!
Questi sono superfast, provati oggi a pausa pranzo perché morivo dalla curiosità. La prossima volta proverò con la cottura in forno, a mio avviso miglioreranno dal punto di vista della consistenza.




sabato 2 gennaio 2010

Riso Rosso Selvaggio al Radicchio di Verona





...e formaggio di mandorle, con erba cipollina, se vogliamo dirla tutta.
Sto sperimentando l'assortimento (disponibile nel punto vendita della Cooperativa LaPrimavera vicino a casa mia) di prodotti sfusi: cereali, semi, etc..
Ognuno si riempie il suo sacchettino di carta, se lo pesa e va alla cassa. In questo modo si può acquistare una minidose giusto per provare un prodotto (come in questo caso) senza ritrovarsi con sacchettini a metà di cereali strambi che non ti sono piaciuti e non sai come liberartene (cosa che onestamente non mi capita mai) o confezioni di legumi dimenticate in fondo alla dispensa, chissà quanto tempo fà.
Su, su, confessate: è capitato anche a voi!
Inoltre, giusto per confermare le buone intenzioni di ridurre i rifiuti, meglio un sacchettino di carta riciclabilissimo che un inutile e inquinante bustina di plastica. Ed è pure più carino!
Ho provato questo riso in uno dei miei pranzetti in solitaria, e devo ammettere che: sì mi è piaciuto, però attendendo che si cuocesse per bene sono morta di fame! Forse con la pentola a pressione non si rischia di azzannare il cucchiaio di legno dalla disperazione.
La cremina di mandorle è un'idea carinissima che ho copiato pari pari dal blog di Alice, di cui mi sono innamorata a prima vista (e a primo assaggio, perché questo pseudo formaggio delizioso lo utilizzo da quando l'ho addocchiato in questa ricetta). L'ho già provato sui cereali con le zucchine (voi già sapete quanto mi piace l'abbinamento mandorle-zucchine?), sulla pizza ma soprattutto su una focaccia radicchio rosso e patate croccanti (non l'ho fotografata ma è deliziosa!). Visto che pure l'abbinamento radicchio/mandorle ha riscosso un certo successo, perché non provarlo con un risottino?
Per il formaggio di mandorle questa volta ho adottato la variante dell'erba cipollina, visto che il mio timo ormai non produce più foglioline (in compenso l'origano è in gran forma, sopravvissuto alla nevicata e alla gelata... mistero!).


RISO ROSSO SELVAGGIO 
CON RADICCHIO ROSSO DI VERONA
FORMAGGIO DI MANDORLE
ED ERBA CIPOLLINA

(dosi per una Golosastra affamata)

80 gr di riso rosso selvaggio
1/2 scalogno piccolo
1 piccolo ciuffo di Radicchio Rosso di Verona
olio extravergine di oliva
brodo vegetale q.b.
sale&pepe

(quantità per circa una tazza da the di ‘formaggio’)
1/2 tazza di mandorle lasciate in ammollo in acqua fredda per almeno 2 ore (in frigorifero)
un cucchiaio di succo di limone
un pizzico di sale marino integrale
un cucchiaino di crema di mandorle bianca
erba cipollina

Preparate con un certo anticipo il formaggio: mettete in ammollo le mandorle spellate in acqua fredda, lasciandole in frigorifero. Dopo l'ammollo, sciacquatele e passatele al mixer, aggiungete il succo di limone, un pizzico di sale ed infine la crema di mandorle (io ho usato questa che trovo da NaturaSì). Coprite e mettete a riposare in frigorifero per mezza giornata.
(io ho messo in ammollo le mandorle la sera, preparato il formaggio il mattino presto e poi lasciato riposare tutta la mattina in frigo).

Preparate il riso:  tritate lo scalogno e stufatelo brevemente con un cucchiaio scarso di olio extravergine di oliva, aggiungete il radicchio mondato e tritato e poco brodo vegetale. Lasciatelo ammorbidire un paio di minuti, quindi unite il riso rosso, tostatelo brevemente e aggiungete gradualmente  il brodo vegetale (che lascerete sobbollire in una pentola a parte, prendendo mestolo per mestolo e aggiungendolo poco per volta al riso fino a cottura ultimata).
A fuoco spento, aggiungere un filino ino ino di olio extravergine a crudo, regolate di sale&pepe, impiattare e condire con la cremina di mandorle e una spolverata di erba cipollina tritata.

note: in rete ho trovato come indicazioni di cottura 34/40 minuti. Secondo me ci vogliono almeno 10 minuti in più. 
Le dosi del formaggio sono decisamente abbondanti, anche se ho ridotto le dosi rispetto a quelle indicate da Alice, Tuttavia non ne è avanzata neanche una briciolina...