venerdì 16 ottobre 2009

WORLD BREAD DAY 2009 - yes, we bake!



Ho deciso di partecipare a questa gustosa iniziativa soprattutto perché gli ingredienti fondamentali per ottenere un delizioso risultato sono due: StellaDiSale e ComidaDeMama.
No, non sono impazzita. Adesso vi spiego.
Il primo prezioso ingrediente è la Pasta Madre, la base da cui nascono le idee. Stella mi ha donato un pezzettino della sua pasta Pasta Madre che io gelosamente custodisco e amorevolmente curo. E con molto, molto orgoglio regalo a chi vuole avvicinarsi a questo magico mondo.
Magico, davvero, perchè ogni volta avviene un piccolo miracolo, la pasta madre ha un fascino che ti cattura.
Avevo già sperimentato la Pasta Madre preparandola da me, poi purtroppo una serie di complicate vicissitudini personali mi hanno tenuta lontana dalla cucina per un periodo e ho trascurato il mio barattolino con le immaginabili conseguenze. Un giorno di inizio estate Stella chiede se qualcuno voleva un pezzettino della sua e io non mi sono fatta sfuggire l'occasione.
Stella, precisa e professionale, ha confezionato il pezzettino di pasta madre come il più prezioso dei cristalli e l'ha affidato ad un corriere che l'ha recapitato alla Golosastra.
Forse sono un po'suonata e pure un'inguaribile romantica, ma adoro l'idea di  curare la sua pasta madre e portare avanti la sua tradizione: ogni impasto per me è speciale perché porta il profumo di Stella.


Il secondo misterioso ingrediente è questo profumato semino che viene da lontano. Si chiama Ajwain e lo assaggiai anni fa in Egitto (1993?), su piccoli deliziosi panini che ci venivano offerti a colazione. Erano dei bocconcini morbidi, alcuni decorati con miele e pistacchi, altri con il sesamo o con il cumino e... e poi c'erano questi semini che somigliavano un po' al cumino o al finocchio, ma erano più "bassi e cicciotti" e con un sapore più amarognolo e pungente e un profumo che mi ricordava timo, origano...
Li ho cercati in Italia per anni. Tentando a descriverne le caratteristiche, ma ...nulla. Chiunque finiva con il propormi del cumino.
Dopo tutti questi anni il post di Elena mi ha illuminata, lo commento immediatamente con entusiasmo e ringranziandola per avermi finalmente rivelato il mistero!
Chi conosce Elena tramite il suo blog può intuire che è una persona luminosa, entusiasta, contagiosa. E ora vi rivelerò che è pure generosa: secondo voi chi mi ha spedito a casa una bella busta con dentro un sacchettino pieno di semini di Ajwain?


world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

Passiamo alla ricetta e all'inziativa, che avevo già visto da quando bazzico in giro per blog ma alla quale non ho mai partecipato.

Come si fa a partecipare: leggete attentamente questo post di Zorra.

  • Preparate o acquistate il pane, fate delle foto (se possibile) e pubblicate un post venerdì 16 Ottobre 2009 (Il post può essere scritto anche in italiano)
  • Il post dovrà essere nuovo e dedicato unicamente a questo evento, quindi non potrà partecipare ad altri eventi promossi nel mondo dei food blog.
  • Compilate questo formulario e la propria ricetta verrà inserita nella raccolta finale.
  • Nel post aggiungete un link a questo post e possibilmente anche al roundup quando quest'ultimo sarà pubblicato.
  • Le ricette saranno accettate fino a sabato 17 Ottobre.
Bene... io ci sono e voi? Vorrei condividere con voi dei bocconcini che hanno il sapore dei deliziosi intrecci che si possono creare tra foodblogger. Anche se realmente non ci conosciamo.
Ma può sempre accadere, ed è bello scoprire che dietro una ricetta, una foto, un nickname c'è una persona vera, con uno sguardo, un sorriso, una voce, un abbraccio.
Grazie a tutt* per essere presenti ogni giorno.



BOCCONCINI ALL'AJWAIN

200 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
400 gr di farina 0

300 gr circa di acqua tiepida*
un cucchiaino di malto
un cucchiaino di sale
4 cucchiai di olio evo

una manciata di semi di ajwain


Sciogliete la pasta madre in un bicchiere abbondante di acqua tiepida. Aggiungete il malto, l'olio e poco a poco la farina, e per ultimo il sale. Impastare tutti gli ingredienti per una decina minuti  fino ad ottenere una palla morbida ed elastica.
Coprite con uno strofinaccio pulito ed umido e lasciate lievitare mezza giornata almeno in un luogo protetto da correnti e sbalzi di temperatura (perfetta una madia o il forno spento con lo sportello ben chiuso).
Riprendete l'impasto, formate delle palline e disponetele sulla placca del forno, spennellateli con  acqua tiepida in cui avrete sciolto poco malto e cospargete di semini.
Lasciate riposare un'altra oretta posizionando la placca nella parte bassa del forno spento (mettete nel forno una ciotolina o un pentolino interamente in acciaio riempito a metà di acqua calda).
Senza estrarre la placca portate la temperatura del forno a 200° (statico),   cuocete per 15/20 minuti  dal raggiungimento della temperatura, finchè avrete ottenuto una bella doratura.
Lasciate raffreddare i panini su una griglia (se preferite la crosticina più croccante) o avvolti in un canovaccio pulito (non lavato con detersivi!) se gradite la crosticina un pochino più morbida.


* la quantità dell'acqua è indicativa, può variare secondo la tipologia di farina che utilizzerete. Aggiungetene poco per volta, fino ad ottenere un impasto elastico e poco umido.


AGGIORNAMENTO: SIGNORE E SIGNORI (ed è il caso di dire pure ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, damas y caballeros!)... è PRONTO IL ROUNDUP 2009

World Bread Day 2009 - Yes we baked. - Roundup

giovedì 15 ottobre 2009

la tortina per Valentina


 


Molte di noi si ritrovano anche su Facebook che è diventato una specie di salottino (adiacente alla cucina) dove si conversa allegramente del più e del meno, dove si parla spesso e molto volentieri di cose buone da mangiare: cosa preparo per pranzo/cena, cosa sto sfornando, mmmhhh che profumino, porcaloca che disastro... Insomma, l'abbiamo trasformato in un social-gnam-network!

Proprio oggi, al termine di una mattinata in giro per commissioni assai noiose ma doverose, mi intrattengo in due chat-ciacole con una cuoca pasticciona che mi fa venire lo sghiribizzo di lanciarmi in cucina a preparare una torta salata da condividere.
Detto fatto!

Una torta salata preparata in tempo record con quel che c'era in casa *, sfornata al volo e fotografata ancora bollente prima di scappare di corsissimissima al lavoro.
Una ricetta anche un po' banale, nulla di innovativo (anche se in verità ho pure sperimentato una cosa che non avevo ancora provato), ma preparata con il cuore.
Questa è la tortina per Valentina!

*(grazie di cuore al  nonno Lallo per la fornitura di porri... è iniziata la produzione invernale dell'orto! A proposito: buon compleanno, nonno!)




TORTA SALATA PORRI & MANDORLE IN SFOGLIA ALLA SALVIA

per la base:
120 gr di farina 0
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di salvia secca tritata
1 pizzico di sale
1 pizzico di cremor tartaro
vino bianco secco q.b.

per la farcitura:

2 cucchiai di farina 00
1 tazza di latte di soia
3 piccoli porri (o 1 grande)
salvia fresca
sale&pepe
olio extravergine di oliva
1 manciata di mandorle tritate grossolanamente

Preparate la sfoglia (una variante della fantastica, versatilissima ricetta di Stelladisale) mescolando la farina con un pizzico di sale e un pizzico di cremor tartaro (o di lievito non vanigliato!), la salvia secca tritata. Aggiungete l'olio e pian pianino il vino bianco quanto basta a creare un impasto elastico. Coprite e lasciate riposare.
Pulite e mondate i porri, tagliateli a rondelle e fateli saltare in padella con un filo di olio, un paio di foglie di salvia e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e lasciate ammorbidire qualche minuto.
Preparate la besciamella vegan scaldando l'olio in un pentolino. Togliete dal fuoco, aggiungete la farina setacciata mescolando con un cucchiaio di legno fino ad amalgamarla competamente senza formare grumi. Aggiungete quindi a filo il latte (io l'ho aggiunto a temperatura ambiente) mescolando di continuo. Riportate il tegamino sul fuoco basso, e continuando a mescolare portate ad ebollizione e lasciate bollire finché non si addensa.
Una volta pronta, aggiungete i porri, regolate di sale e di pepe.
Portate la temperatura del forno a  180°. Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da forno, fino ad uno spessore di 2/3 mm, quindi adagiatela in una tortiera da 22 cm lasciando fuoriuscire i bordi. Farcite la base, spolverizzate con le mandorle tritate grossolanamete, e ripiegate i bordi della pasta verso il centro.
Infornate per una ventina di minuti, finché non sarà ben dorata.


PER FAVORE.
ASPETTATE UN ATTIMO PRIMA DI ASSAGGIARE!

C'è un messaggio importante, Fra ha detto tutto e io vi rimando al suo post.

OGGI 15 OTTOBRE - BLOG ACTION DAY


domenica 11 ottobre 2009

Evviva lo strudel!


Al solito. Arriva la Golosastra a stravolgere le tradizioni. Non contenta di proporre una versione vegan (e pure light, se vogliamo), mò vi stravolgo anche il ripieno.
Io amo lo strudel. Con le mele, l'uvetta, la cannella. Accetto anche i pinoli, pur non amandoli particolarmente (infatti spesso a casa li sostituisco con le noci). Ma questo ripieno, lasciatemelo dire, è una bomba!
Che l'abbinata pere+cioccolato sia favolosa si era già detto (tra l'altro andando a ripescare questo vecchio post mi sono accorta che a) non riesco a visualizzare la foto della zuppa... ahahahh chi se l'è mangiata? b) anche l'abbinamento zucca, ricotta del Cansiglio e semi di papavero mi piace un bel po'!) e ogni volta che vedo in giro per i blog ricettine con questi due ingredienti la mia acquolina aumenta in maniera esponenziale. Così come avvenne il giorno in cui scoprii l'esistenza di questo strudel (in una versione squisitamente altoatesina). Fu durante un weekend in questo posticino qui dove un tempo andavo anche piuttosto spesso e in qualsiasi stagione.
Arrivai e subito una locandina colpì la mia (golosa) attenzione: "La settimana del buongustaio" (o qualcosa che suonava altrettanto appetitoso). Una settimana durante la quale il già succulento menu del ristorante veniva arricchito da proposte ad hoc.
Che dire? Me lo ricordo ancora questo strudel!
Volete provarlo?
Poi, non vorrei insistere, ma con una giornatina uggiosa come quella che l'autunno ci ha regalato ieri, cosa c'è di meglio di un buon the caldo con una fetta di strudel?

piesse - per i golosissimi, per i tolleranti, per quelli che non stanno mai a dieta: provatelo anche con la sfoglia classica. Per i pigri: vi concedo pure la pasta sfoglia già pronta, non vi pentirete del risultato!


Per la pasta:
200 gr di farina 00
4 cucchiai di olio di semi di mais


un pizzico di sale
un pizzico di cremor tartaro
latte di riso q.b.

Per il ripieno:
3 pere
50 gr di cioccolato fondente
1 manciata di noci tritate
2 biscotti secchi sbriciolati

1 cucchiaino di malto
zucchero a velo per la decorazione


Mettete la farina sulla spianatoia o in una ciotola abbastanza capiente, aggiungete il cremor tartaro, un pizzico di sale e l'olio. Iniziate ad impastare e aggiungete latte di riso quanto basta per ottenere una pallotta liscia ed elastica. Avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare una mezzoretta.
Nel frattempo preparate il ripieno: sbucciate le pere e tagliatele a piccoli pezzi, mettetele in una ciotola e mescolatele con delicatezza con la cioccolata tritata molto grossolanamente e le noci.
Stendete la pasta sottile su uno strofinaccio pulitissimo e infarinato, prima con il mattarello poi aiutandovi con le mani. Ritagliate con la rotella la pasta in eccesso fino a formare un  rettangolo e  disponete prima i biscotti sbriciolati su circa 2/3 della superficie e quindi il ripieno.
Con  l'aiuto di uno strofinaccio (questo video può aiutarvi a capire come) arrotolate la pasta fino a formare un cilindro e disponetelo sulla placca rivestita con carta forno.
Spennellate con poco latte di riso la superficie e infornate a 180° (io uso il forno non ventilato perché mi sembra che altrimenti si secchi troppo, essendo una versione a ridottissimo utilizzo di grassi) per 15 minuti circa (se vedete che tende a scurire troppo, coprite con carta stagnola) .
Tirate fuori dal forno, spennellate la superficie con un cucchiaino di malto (io ho barbaramente intinto il pennello in silicone e passato sulla superficie calda dello strudel!) e infornate nuovamente per una decina di minuti.

Una volta sfornato, lasciate raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo prima di servire.

lunedì 5 ottobre 2009

LaGolosastra e la zucca del contadino.


C'era una volta un contadino gentile che regalò alla mamota (la genitrice della Golosastra, n.d.r.) una bella Zucca.
Bella? Insomma, mica tanto. La Zucca, se vogliamo essere sinceri sinceri, era un pochino bruttarella: aveva qualche bozzo fuori posto e certo non avrebbe potuto partecipare a Miss-Zucca-Italia 2009. Ma si sa, qui badiamo solo fino ad un certo punto all'apparenza. Quel che conta è che sia "bella dentro".
E così LaGolosastra si armò di santa pazienza e (letteralmente) di un coltellaccio affilato e sacrificò la Zucca bruttarella in una sera di quest'autunno che si traveste d'estate.
Il suo cuore si rivelò intatto, e fu barbaramente affettato e infornato senza pietà per deliziare i palati dei commensali.
Ma già alla prima forchettata, la Golosastra si rese conto che la Zucca stava perpetrando la sua subdola vendetta, presentandosi con un sapore sinceramente un po' insulso.
Che delusione. E che faccio butto via tutto 'sto bendidio? No. Eh, no. Se vuoi la guerra, Zucca, la guerra avrai.


(mumble... mumble...)

Che ci posso fare con una zucca già cotta in forno? Gnocchi? No, non ne ho voglia. Polpette? Mah, potrebbe essere un'idea. Niente uova, però. E se provassi con i magici fiocchi di cereali? Proviamo?
Sì!

BOCCONCINI ALLA ZUCCA&RICOTTA AFFUMICATA

1 zucca
1 tazza di fiocchi di farro
1 tazza di ricotta affumicata grattuggiata (del Cansiglio)
latte di riso
sale&pepe
1/2 cipolla
semi di papavero
olio extravergine di oliva

Truc... ahem... aprite la zucca, privatela dei semi e della scorza e disponetela sulla placca foderata di carta forno. Infornate a 180/200° per 15/20'.
Sfornate, lasciandola intiepidire.
Fullate la zucca insieme ai fiocchi di farro (precedentemente ammollati in una tazza con poco latte di riso tiepido e strizzati), la ricotta grattuggiata e mezza cipolla, quindi aggiustate di sale e pepe.
Sulla placca del forno (foderata con la solita carta), pennellate poco olio extravergine e con due cucchiai formate delle quenelle a distanza regolare. Cospargetele di semi di papavero, infornate a 180' per un quarto d'ora circa.


piesse - perfetto come contorno, ma niente male anche come aperitivo o antipasto, anche per un buffet visto che si può servire tiepido e mangiare con le mani senza fare un macello!

piesse bis -  Alla fine ha vinto la Golosastra. La Zucca "nientediche" è diventata proprio buona!

giovedì 1 ottobre 2009

Amarcord - parte IV (mi pare. Ho perso il conto)



Colpa di Alessandro. E dei suoi meravigliosi Rigatoni alle Melanzane.
Vabbé, vi devo confessare una cosa. Io di solito nella pausa pranzo non cucino. In verità non dispongo di una vera pausa pranzo perché i miei orari lavorativi sono un zinzino anomali, però ci tengo a pranzare (anche perché già al termine della mattinata, nonostante la merendina, ho già un certo languorino). Cerco sempre di avere a disposizione qualcosa di pronto, magari due verdurine grigliate che preparo in abbondanza, o una porzione di cereali già conditi che posso pure portarmi in ufficio, oppure mi preparo dei frullatoni di frutta (ultima dipendenza: banana, latte di riso e farina di carrube!).
Ma è praticamente impossibile che io accenda il fornello.
Oggi è avvenuto il miracolo.
L'antefatto: su Facebook è nato un simpatico botta e risposta nei commenti alla sopra citata ricetta di Alessandro, che prevede l'uso della pancetta di cui la sottoscritta vegetariana cronica non vuole proprio sapere. E così Claudia suggerisce prima le zucchine, poi la ricotta affumicata e io, davanti al monitor con un'acquolina in bocca che non vi posso spiegare... *PUFF* improvvisamente ricordo. Mi torna alla mente uno dei miei piatti preferiti della già celebrata "Trattoria la Busa" (quella che c'era una volta ma ora non c'è più).
Mi sono resa conto che non l'ho mai proposta qui, ed è un vero peccato perché (secondo me) è meravigliosa. Dovevo assolutamente approfittare di questo strascico d'estate per raccontarvi di questi stuzzicanti sapori.
Quindi ho fatto una corsa a comprare le verdure, mi sono precipitata a casa e via, ho incredibilmente preparato il pranzo.
Ultima confessione: ho tentato di emulare Alessandro e le sue splendide immagini, ma con l'alibi della "macchinetta a pedali" che non scatta certamente foto ho fatto dei rapidi scatti e poi, vinta dalla fame, ho abbandonato la fedele macchinetta per divorare con grande appetito questo piattino!



GIRANDOLE ALLE VERDURE FRESCHE
(per due persone)
160 gr di Girandole
1 zucchina
1 melanzana
1 carota
1 spicchio d'aglio
1 pomodoro
erba cipollina fresca
ricotta affumicata del Cansiglio
olio extravergine di oliva

Pulite con cura le verdure e tagliatele a cubettini.
In un'ampia padella versate un filo d'olio extravergine e imbiondite leggermente lo spicchio d'aglio spellato ma non tritato (io preferisco lasciarlo intero, affinché lasci l'aroma senza appesantire la pietanza. Pratico qualche incisione sulla sua "pancia" perché rilasci l'umore). Unite le verdure (tranne i pomodori) e saltatele in padella per qualche minuto. Abbassate la fiamma e cuocete per 10' circa mescolando spessisimo.
Portate a bollore l'acqua salata e cuocete la pasta (per questo formato bastano 6'), scolatela, conditela con le verdure saltate in padella, il pomodoro crudo a cubetti, erba cipollina e la ricotta affumicata a scaglie.


note - il piatto originale proposto dalla trattoria erano le "casereccie", un formato di pasta all'uovo. In questo caso io ho utilizzato pasta di grano duro perché devo evitare l'uovo.
Le dosi sono puramente indicative: oggi per esempio ho utilizzato una grossa melanzana, una grossa zucchina e una carota gigante e ne è uscito condimento anche per 4 porzioni (tuttavia, per misteriosi motivi che non approfondirò, non è avanzato condimento per 3 porzioni...).