martedì 29 settembre 2009

L'apparenza inganna...


Per esempio potrebbe sembrare che io sia sparita. Invece no. Ci sono, anche se, vinta dalla pigrizia, non sto volentieri davanti al pc se non per motivi lavorativi o per dei rapidi passaggi.
Le giornate sono ancora soleggiate e si sta volentieri in giro (anche per una bella passeggiata per conoscere carinissime e giovanissime blogger) e, complice il caldo, le maledette zanzatigre sono ancora iperattive ed affamate e non appena mi accomodo alla mia postazione con il buon proposito di postare qualcosa... eccole, arrivano all'attacco. Proprio mentre scrivo uno di questi simpatici quanto utili insettini ha ben pensato di banchettare sul mio zigomo sinistro.
Penso che per andare a lavorare oggi dovrò indossare recuperare un sacco di carta con i buchi per gli occhi (avete presente Charlie Brown?).
Niente scuse, sono qui per lasciare una ricettina (molto easy, come di abitudine) per dei dolcetti vegan, che sono dei muffins ma senza uova, senza latte. E senza cioccolato.
Sono stati infatti preparati con la farina di carruba al posto del cacao.
La farina di carruba ha un alto contenuto di proteine, vitamine, minerali come calcio, magnesio, potassio: è un alimento nutriente a tutti gli effetti, povera di grassi e di sodio e soprattutto di sostanze eccitanti come il cacao.
Ora, a me il cioccolato piace in un modo indescrivibile. Ma in teoria dovrei evitarlo (eh, bravo chi ce la fa!). Ho acquistato questa confezione di polvere di carruba Rapunzel (approfittando di un'offerta) e ho timidamente fatto il primo esperimento semplicemente sostituendo il cacao con la carruba.
Siccome ho letto pure che questa polvere magica è pure un ottimo addensante, stabilizzante ed emulsionante, non potevo che pensare a Manuela e ai suoi esperimenti. E prima o poi ci provo anch'io. Anzi, chi passa di qui e ha qualche suggerimento per l'utilizzo della farina di carruba è naturalmente il benvenuto!

Intanto godetevi questa ricettina "a basso rischio"!

MUFFINS COCCO E CARRUBA (12 muffins)
3 tazze di farina 00
1 tazza di cocco rapé
1 tazza di zucchero di canna
2 cucchiai di farina di carruba
2 tazze di latte di riso
1/2 tazza di olio di semi
1 bustina di cremor tartaro

Accendete il forno a 180° (ventilato anche qualche grado meno) e predisponete già le apposite pirrottine di carta nello stampo per muffins.
Quindi seguite la procedura tradizionale per i muffins (è facile, detta e ri-detta ma la ripeto per i dummies).
Preparate due ciotole, una con gli ingredienti "secchi" ben miscelati e l'altra con gli ingredienti "umidi" anche questi bene amalgamati.
Unite il contenuto della due ciotole mescolando rapidamente, non lavorate troppo.
Disponete un'abbondante cucchiaiata di preparato per ogni stampino, quindi infornate per 15-20'.
Lasciate intiepidire e quindi estraete dallo stampo e lasciate raffreddare su una griglia.
Questi muffins vegan, contenendo meno grassi, sono un po' più asciutti: si conservano qualche giorno, avendo l'accortezza di chiuderli in un contenitore ermetico.







giovedì 17 settembre 2009

Couscous... sano!

 
Guardate un po' l'orario di questo post, e sappiate che mi sono alzata di buon ora per poter pubblicare qualcosina prima di andare al lavoro!
Già da quasi due settimane sono tornata ad occupare la mia scrivania dopo la convalescenza e il ritmo è davvero incessante. Aggiungete l'inizio della scuola (anzi, il debutto in prima della mia Pepi), l'autunno che ci è piombato addosso senza preavviso e capirete perché alla sera sono da buttar via!
Già da qualche giorno sono entrata in quella languida fase della stagione in cui indugio sotto le coperte prima di alzarmi. Suona la sveglia e, invece di scattare, tiro un po' più su le lenzuola fino a coprirmi anche il naso...
Bando alle ciance (ciancie?), sono qui per raccontarvi che lo scorso sabato sono andata in gita a Bologna per visitare il Sana! Vi racconto anche che qualche settimana fà mi arriva una mail di Letizia di Ecor con l'invito a partecipare alla presentazione della nuova rivista Valore Alimentare. Ho accolto l'invito con entusiasmo e sabato 12 settembre è arrivato in un batter d'occhio: sveglia presto, sono salita sul mio bel trenino in direzione Bologna Centrale, dove avevo appuntamento con la socia Giò.
Siamo arrivate prestissimo in fiera, ancora dovevano aprire le biglietterie! 
Dopo una passeggiata tra gli stands alla scoperta di interessanti bio-novità da degustare (di cui andrò presto a caccia e vi racconterò), alle 12 ci siamo presentate al palcoscenico di "A Sana con Gusto" dove Letizia (grazie!) ci ha accolte con la sua sorridente dolcezza. Che emozione, ho avuto il piacere di conoscere Camomilla/Fiordifrolla, Izn/Il pasto nudo, ed Ester/Kosenrufu mama
Dopo un breve aperitivo, ci siamo accomodate sul palcoscenico appositamente allestito, ed è iniziata la presentazione della rivista. O dovrei dire la ri-presentazione? Infatti Valore Alimentare qualcuno di voi probabilmente ha già avuto modo di sfogliarla, perché veniva distribuita gratuitamente in alcuni punti vendita di alimenti biologici. Ora si presenta in una veste nuova, ricca di contenuti curati da uno staff professionale e appassionato.
E sottolineo appassionato. Perché durante la presentazione sono rimasta piacevolmente contagiata dall'entusiasmo con cui ogni singolo componente dello staff ha dato voce alle proprie competenze con la passione che a mio parere sarà l'ingrediente fondamentale di questa "ricetta" rinnovata
La rivista sarà disponibile presso numerosi punti vendita di alimenti biologici ma è possibile anche riceverla comodamente a casa in abbonamento (per informazioni o per scrivere alla rivista: info@valorealimentare.it).
E a proposito di ricette, la domenica mattina dopo una giornata al Sana, non può che venir voglia di un piattino "sano". Rovistando nella dispensa mi sono resa conto che contiente più prodotti Ecor di quanti avrei mai creduto di avere! E quindi, voilà una ricetta molto Sana e abbastanza Ecor!
COUS COUS CON LENTICCHIE ROSSE E CAROTE
una tazza di lenticchie rosse
2 carote
1/2 cipolla
2 cucchiai di tahin
2 cucchiai di semi di girasole
erba cipollina fresca
olio extravergine di oliva
sale&pepe
Cucinate il cous cous secondo le indicazioni che trovate sulla confezione (io ho messo a bollire 200 gr di acqua con un cucchiaino di sale e un cucchiaio di olio, una volta portata ad ebollizione ho spento, versato il couscous, mescolato con un cucchiaio di legno e coperto per 5 minuti).
Tritate fine la cipolla, soffriggetela in una padella antiaderente con un filino di olio, aggiungete le lenticchie e le carote grattuggiate, coprite con una tazza di acqua. Abbassate la fiamma e lasciate stufare per un quarto d'ora circa (controllate la cottura e verificate che rimangano umide).
Sgranate il cous cous con la forchetta, aggiungete le carote e le lenticchie, un paio di cucchiai di tahin (facoltativo... io ne sono golosa...), una cucchiaiata di erba cipollina fresca tritata fine, regolate di sale&pepe e aggiungete un filo di olio extravergine se vi sembra troppo asciutto.
Servite guarnendo con semi di girasole.
Facile, veloce e sano!
note - Non lo so se il fatto di curare un blog goloso renda le persone più belle (sottoscritta esclusa), ma sino ad oggi le blogger che ho avuto modo di conoscere "live" non mi hanno mai delusa!

mercoledì 2 settembre 2009

Un ángel en mi mesa

 
Dopo il tofu, è atterrato sul pianeta Golosastra un altro marziano: il seitan.
Altro alimento spesso snobbato dagli onnivori, guardato spesso con sospetto. Eh, non avete tutti i torti: la prima volta che mi sono avvicinata al seitan, nei primi esperimenti da vegetariana (ormai più di 20 anni fa) devo ammettere che non fu un'esperienza da leccarsi i baffi. 
Beh, sappiate che ci sono diversi modi di gustarlo, alcuni anche molto gustosi, e oggi ve ne svelerò uno.
L'idea di postare una ricetta a base di Seitan è merito di un Angelo vegetariano (da qui il titolo del post, in spagnolo perché... suona bene, come le canzoni di Jarabe de Palo), che mi ha chiesto qualche suggerimento per cucinarlo. Gli ho prontamente mandato mail con una serie di varianti, ora gli dedico pure un post-apposta con una delle mie versioni preferite ispirata ad una ricetta di pseudo-cucina-cinese (l'altra è quella con la panatura del tofu già proposto).
La ricetta non presenta particolari difficoltà anche per chi non ha una grande confidenza con pentole&fornelli, quindi non ci sono scuse: procuratevi una seria padella antiaderente e provateci!
In cambio l'Angelo vegetariano sono certa che ci coccolerà con la ricetta di una delle sue confortevoli zuppe di legumi. Niente male come scambio, no?


SEITAN AGLI ANACARDI
300 gr di seitan al naturale
1/2 cipolla
una manciata di anacardi
olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
sale&pepe
shoyu
prezzemolo

Tritate grossolanamente gli anacardi (conservandone qualcuno per decorazione) e tostateli in una padella antiaderente. Teneteli da parte.
Potete utilizzare anche gli anacardi già tostati e salati, forse più facili da reperire. In questo caso evitate il primo passaggio, e aggiungeteli al seitan senza farli tostare (prestando attenzione alla salatura).
Tritate finemente la cipolla fine, fatela rosolare con poco olio, aggiungete il seitan a tocchetti (il mio preferito in assoluto è questo) e lasciatelo saltare qualche minuto. Quando inizia a colorire, aggiungete gli anacardi tritati, un pizzico di sale, quindi bagnate con un bicchiere di vino bianco secco e una spruzzata di shoyu.
Lasciate evaporare il liquido a fiamma bassa, mescolando di tanto intanto fino a completare la cottura. Servite decorando con qualche anacardo intero e qualche foglia di prezzemolo tritato (ahaha, io ho fatto le foto dimenticandomi il prezzemolo!).
Con lo stesso procedimento potete preparare uno stuzzichevole Seitan alle Mandorle, semplicemente sostituendo gli anacardi con queste ultime. 
note - Per trovare il seitan (e il tofu), potete fare una capatina in uno dei negozi NaturaSì (presenti sul tutto il territorio italiano). A Verona lo trovo anche all' Emporio Bio o al Biologico di via Pieve di Cadore.
Ma la prossima sfida sarà preparare il seitan in casa... non appena mi ripiglio per benino e passa anche un po' di questo opprimente caldone (non sidiceva un tempo che " La prima acqua di agosto rinfresca il bosco"?).