sabato 20 giugno 2009

Ricetta (facilissima) on demand.

Davvero, super super facile. Posso dichiarare che sono ufficialmente e follemente innamorata di questo abbinamento, da quando l'ho provato per caso in un momento di raptus svuota-frigo-e-dispensa non l'ho più lasciato.
Non ho mai pensato di pubblicare la ricetta perché mi sembrava abbastanza banale, ma mi è stata richiesta e volentieri provvedo (e colgo l'occasione per salutare e ringraziare i lettori silenti).

Ho già detto che preferisco di gran lunga i cereali alla pasta, e questa ne è un'ulteriore conferma. Un piattino senza tante raffinatezze, l'orzo banalmente lessato, le zucchine grattuggiate senza ritegno e le mandorle triturate con viuuulenza con il robot.
Ma l'equilibrio di sapori, al mio palato, è paradisiaco!

ORZO CON ZUCCHINE E MANDORLE (E TIMO FRESCO)

250 gr di orzo perlato
4 grosse zucchine
100 gr di mandorle
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
qualche rametto di timo fresco
sale&pepe

Lessate l'orzo in acqua poco salata, scolatelo e lasciatelo raffreddare.
Nel frattempo pulite e asciugate le zucchine e grattuggiatele con la grattuggia a fori larghi. Saltatele in padella con un filo di olio extravergine e uno spicchio di aglio, abbassate la fiamma e lasciatele andare per qualche minuto. Prima di togliere dal fuoco, aggiungete le mandorle tritate grossolanamente, alzate la fiamma e completate la cottura.
Condite l'orzo con le zucchine e mandorle, regolate di sale&pepe (aggiungete un filo di olio se vi sembra troppo asciutto) ed infine completate il tutto con le foglioline del timo (a me piace abbondante!).

note - le dosi sono puramente indicative, io tendo ad esagerare con zucchine, mandorle e timo a discapito del povero orzo.
Oserei dire che il giorno dopo è molto più buono!
Ho letto or ora la ricetta di Azabel (ho un momento di dipendenza da mandorle... è grave?) e sono tentatissima di aggiungere al prossimo piattino un po' di semi di papavero, per vedere/sentire l'effetto che fa...

Ciaaao, vado a bermi un caffettino in centro con la mia amica Marta! E cerco di convincerla a prepararmi , quando potò mangiare latticini, un semifreddo tutto per me!

giovedì 18 giugno 2009

La torta (sbagliata) alle ciliegie.

Da un po' di tempo meditavo di preparare questa torta di Elisabetta, perché ero certa che la mia mamota l'avrebbe adorata ma, a causa di qualche misterioso disegno del fato, ogni progetto sfumava: una volta non avevo abbastanza ciliegie (eh, secondo voi perche si dice che "una tira l'altra"?), un'altra volta sono troppo in ritardo, poi non ci sono le uova... ma insomma, ce la farò?
La scorsa domenica mattina, nonostante il caldo atroce, avevo a disposizione tutti (ma proprio tutti) gli ingredienti. E torta sia!
Preparo tutti gli ingredienti sul tavolo con largo anticipo, fuori il burro e le uova dal frigo, trito le mandorle finissime, peso la farina e snocciolo pazientemente la trentina di ciliegie con il malefico marchingegno schiacciadita.

Ok, il burro è morbidoso...via, si parte.

Monto le uova con lo zucchero, aggiungo il burro, aggiungo la farina con il lievito, mescolo e... nooooooooooooooooooooooo... asp...azz...noooooo...NOOOOO! Non erano 250 di farina, ma 150! Perché mi sono fidata della mia (labile) memoria? Porcalamiseriaccia e ora? Che faccio?
Vabbé qualcosa mi invento. Niente sprechi.

Ecco a voi, signore e signori, la torta sbagliata che si è trasformata in una crostata alle ciliegie!


CROSTATA ALLE CILIEGIE

impasto:
250 gr di farina tipo 00
80 gr di zucchero di canna
80 gr di burro morbido
2 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di sale

farcitura:
una trentina di ciliegie, snocciolate
80 gr di mandorle tritate finemente
1 cucchiaio di zucchero di canna

decorazione:
una cucchiaiata di mandorle a scaglie
un cucchiaio di zucchero di canna

Accendere il forno a 175° (ventilato) .
Montare le uova con lo zucchero, aggiungere il burro morbido (con questo caldo è sufficiente tirarlo fuori dal frigo un'oretta prima,tagliarlo a tocchetti e sarà perfetto), quindi la farina miscelata con lievito, cannella e un pizzico di sale.
Amalgamate bene gli ingredienti, quindi dividere in due l'impasto, stenderne una parte in una pirofila imburrata (io, da bambina obbediente, avevo già preparato una tortiera in ceramica diametro 24 cm, tuttavia in un'eventuale futura occasione utilizzerei una tortiera poco più grande). Sistemare al centro (lasciando un cm di bordo) le mandorle tritate, le ciliegie spezzettate grossolanamene, e distribuite una cucchiaiata di zucchero di canna. Stendete (eventualmente con l'aiuto di un mattarello) l'altra metà di pasta, quindi sistematela delicatamente sopra la farcia pressando con le dita i bordi per sigillare.
Decorate con le mandorle a scaglie e lo zucchero di canna, infornate per 40/45 minuti circa.

La mamota ha moooolto apprezzato!

martedì 16 giugno 2009

Peperoncini verdi dolci...

I peperoncini verdi dolci...
La mamota, da quando si è trasformata in appassionata telespettatrice della Prova del Cuoco, li chiama friggitelli (a proposito, anche la Trattoria Muvara li ha serviti oggi!) da non confondersi con i friarielli che sono tutt'altra cosa. Come dice Aiuolik, il nome dice tutto: danno il massimo di sé fritti in padella!

A casa li chiamiamo da sempre "peperoni a sigaretta" come mi ha insegnato la nonna Bruna e poi la mia mamota. Ne sono sempre stata golosissima, fin da bambina. Ricordo che la nonna e la mamma li bollivano in acqua e aceto (la ricettina qui), si condivano con l'olio d'oliva del nostro lago e si mangiavano allegramente con le mani. E grazie al "pòcio" che rimaneva nel piatto sono diventata campionessa mondiale della specialità olimpica di "scarpetta" (applausi)!
Preparati in questo modo si possono pure conservare. Se durano. A casa mia NON avanzano MAI!
La magica Brii li conserva anche così (e meritano, giuro!).

In questo periodo i peperoncini crescono rigogliosi nell'orto dei nonni, domenica mattina alle 6.30 eravamo già chini a raccogliere peperoncini, zucchine, cetrioli, tegoline (che poi sarebbero i fagiolini boby: a Verona li chiamiamo così, e quelli dell'orto dei nonni sono superstellari!). E noi ci facciamo delle gran scorpacciate!

La ricettina che vi propongo oggi è di Radmila, grandissima amica della mia sorellina. Radmila è sempre in giro per il mondo, tuttavia ho avuto la fortuna di rivederla dopo tanti anni in occasione di una cenetta in quel della Val de l'Oco. Radmila ha una passione per il cinema e per la regia... e per i peperoni. A quanto pare li cucina magicamente... e io ho scopiazzato questa ricettina. Semplicissima ma deliziosa.


PEPERONCINI VERDI DOLCI DI RADMILA
peperoni verdi dolci
olio extravergine di oliva
1 spicchio d'aglio
qualche foglia di sedano
mezzo limone
sale&pepe

Distribuite in una larga padella un filo di olio extravergine di oliva, fate saltare allegramente i peperoncini con uno spicchio d'aglio e le foglie di sedano, finché saranno morbidi.
Regolare di sale e pepe.
Prima di spegnere il fuoco, irrorate con il succo del limone, lasciate velocemente evaporare e servite.

sabato 13 giugno 2009

Cereali, che passione!

Davvero! Alla pasta ho quasi rinunciato del tutto, mi ha annoiata. Preferisco di gran lunga dei piattoni di cereali, d'inverno nelle comodissime, nutrientissime e confortevolissime zuppe.
Quando arriva il caldo, i cereali si presentano nel loro abito estivo, in fresche e coloratissime insalate. Sono versatili quanto la pasta, forse un po' meno comodi da cuocere (richiedono tempi di solito più lunghi) ma secondo me molto più saporiti. E indubbiamente molto molto più ricchi di sostanze nutritive e più digeribili.
Ieri tra le grinfie della Golosastra sono capitate due povere (ma belle!) melanzanone. Non avevo proprio voglia di scaldare la piastra di ghisa per grigliarle (aaah, che caldo!) quindi le ho bucherellate con la forchetta e schiaffate nel microonde. A voi il risultato: un piatto unico fresco e saporito!

piesse - ricordo a tutti l'iniziativa di BOOKSHARING! Aspetto le vostre adesioni!!!



FARRO MEDITERRANEO

250 gr di farro
2 melanzane
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 spicchio di aglio
1 manciata di erbe aromatiche (basilico, origano, timo, aneto, menta, maggiorana)
olio extravergine di oliva
una dozzina di pomodorini
formaggio di capra

Cuocete il farro (o altro cereale che vi piace) secondo le indicazioni sulla busta (in mancanza di istruzioni sulla confezione, date una sbirciatina qui). Preparate una melitzanosalada come spiegato qui. (psssst... se il caldo vi opprime e disponete di un forno a microonde, potete infilarle in un contenitore adeguato, bucherellarle con la forchetta e cuocere alla massima potenza per 10-12 minuti, finché la polpa diventa tenera).
In una grande ciotola, mescolate il farro con la melitzanosalada, aggiungete i pomodorini (lavati e asciugati e tagliati a spicchi) e il formaggio sbriciolato.
Ah, per la cronaca: io ho usato del formaggio di capra sardo di cui ignoro il nome (l'ho trovato al mercato del venerdì vicino a casa, dove c'è il banchettino di un ragazzo sardo con ottimi formaggi pecorini. E questo formaggio di capra, una bianchissima caciotta non stagionata... alla prima occasione mi informerò e vi farò sapere di che formaggio si tratta). Trattasi di una delle mie rare concessioni ai latticini... rigorosamente di capra.
Eventualmente sostituite con ricotta dura a scaglie o con la feta (o con formaggio a vs. gusto!).
Guarnire con basilico fresco, se vi garba!

venerdì 12 giugno 2009

Tea&books time!

Ecco che è tornato il sole e il caldo. E noi ci ristoriamo con un buon Thé fresco.
Vabbé, per voi sarà anche normale, ma la Golosastra non è mai stata una grande amante del Thé. Quello "normale" (non parliamo poi delle varie miscele aromatizzate a chissachè: limone, pesca, frutti di bosco...). Solo a sentirne l'odore mi viene un po' di nausea. Sarà che le suore a scuola me lo rifilavano quando avevo mal di pancia?

Per fortuna negli ultimi anni anche sullo scaffale del più sfornito supermercato si trovano differenti varietà di thé e laGolosastra ha imparato ad apprezzare il thé verde e altre amenità.

Di recente con Marta abbiamo seguito un incontro sulle spezie, e ho avuto modo di degustare un thé aromatizzato alle spezie, che in questi giorni caldi non mi faccio mai mancare. Poi ve ne offro un bicchiere, finché vi parlo di questa iniziativa che mi piace un bel po'.
Dal blog di misskappa apprendo che è possibile donare dei libri da destinare ad una biblioteca stanziale ed ad sorta di "bibliobus" che distribuiranno libri nelle tendopoli de L'Aquila.
I riferimenti li trovate qui.

E, sempre a proposito di libri, sto partecipando ad un'iniziativa grazie a Fra: il booksharing.
Le regole da seguire sono queste: chi ha voglia di partecipare mi pu mandare il suo nome, cognome indirizzo per e-mail.
Io vi spedirò una lettera con le istruzioni (nel post di Fra potete già evincere come funziona il giochino) e dopo un po' dovreste ricevere 36 libri! Se va tutto come descritto, presto dovrò andare all'Ikea e scegliere una nuova libreria!

No, non mi sono dimenticata di offrirvi il thé. Accomodatevi...

THE NERO ALLA VANIGLIA&CARDAMOMO

4 tazze di acqua
4 cucchiaini di the nero
12 baccelli di cardamomo
1/2 baccello di vaniglia
zucchero o miele q.b.


Portare ad ebollizione l'acqua con il cardamomo e il baccello di vaniglia.
Dopo 10 minuti aggiungere il the nero. Tenete in infusione per altri 3/4 minuti, dolcificate a vostro gusto (io metto circa 2 cucchiaini di mascobado).
Filtrate e lasciate raffreddare in frigorifero, servite ben fresco (con una fettina di limone se vi piace).

mercoledì 3 giugno 2009

Resta di stucco, è un barbatrucco!

Fino a qualche mese fa ero convinta che per preparare i muffins ci fosse almeno un ingrediente irrinunciabile: le uova.
Ora, siccome si fa di necessità virtù, e in questo momento la Golosastra ha la necessità di privarsi delle uova e dei latticini in genere, deve inventarsi qualche virtù perchè è pur sempre una Golosastra nell'anima. Come dire... se il lupo perde il pelo ma non il vizio, la Golosastra rinuncia a uova e latticini, ma MAI e poi MAI alle golosità!
Così, spulciando nei vari blog e siti a tema "vegan", ha scoperto che si possono preparare i muffins senza uova e senza latte! Ho tentato già qualche esperimento, prima con la farina di cocco, poi quelli con le noci pecan... buoni!
Ieri due banane maculate mi guardavano in un modo inquietante... EUREKA! Da qualche parte avevo letto che anche le banane potevano diventare un eccellente sostituto dell'uovo nella preparazione di vegandolci.
Et voilà, se consideriamo che ho tonnellate (!) di cioccolato pasquale avanzato... les jeux sont faits!

Peccato non aver avuto una bella candelina... perché ci sarebbe da festeggiare Comida!
Buon blogcompleanno, di cuore <3 perché te lo meriti, perché sei speciale!


MUFFINS VEGAN AL CIOCCOLATO
2 banane mature
1 tazza di farina 00
1 tazza di farina integrale
1/2 di tazza di latte di mandorle
3/4 tazza di zucchero di canna
2 cucchiai di malto di mais
1/2 tazza di amido di mais
1/2 tazza di olio di semi di mais
1/2 bustina di cremor tartaro
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale (che io mi sono dimenticata...)
80 gr di cioccolato fondente

Nella suddivisione "classica" degli ingredienti da muffins (secco-umido) sono andata in crisi per un istante, poi ho considerato che due banane maculate che vanno spiaccicate con la forchetta sono decisamente da annoverare tra gli ingredienti umidi!
Nella ciotola delle banane spiaccicate ho aggiunto l'olio, il latte di mandorle e il malto emulsionando bene bene con la forchetta.
In un'altra ciotola ho mixato le due farine e l'amido, aggiunto il cremor tartaro e il bicarbonato (mi sono clamorosamente scordata del sale, pazienza) e ho grattuggiato il cioccolato fondente (tenendone da parte un quadratino).
Ho mescolato il contenuto delle due ciotole rapidamente.
In uno stampo da 12 muffins ho posizionato le pirottine, suddiviso l'impasto e infornato a 175° circa (forno ventilato) per una ventina di minuti.
Una volta sfornati, ho grattuggiato il cioccolato sul cocuzzolo di ogni muffin ancora caldo!



piesse - secondo voi ho fatto bene ad "etichettare" questa ricetta come "Light"?
piessebis - andate a vedere i cherrymuffins di Paoletta, e fate tesoro dei suoi consigli!

lunedì 1 giugno 2009

L'invasione delle zucchine!

Sì sì sì ce ne sono tantissimissime! L'orto del nonno Lallo è invaso dalle zucchine e devo sfuttare in tutti i modi possibili immaginabili questo momento (anche perché i nonni sono partiti per il mare e a me spetta l'ingrato compito di saccheggiare quotidianamente l'orto!).
Le zucchine sono buone in tutti i modi: al vapore, saltate in padella, grigliate... pizza, pasta, cereali, polpette, frittate finte, eccetera... persino nei dolci!

Questa volta ho voluto sperimentare questa pasta-base ispirata ad una ricettina vista su veganblog, di cui avevo preso nota degli ingredienti.
Penso proprio che entrerà nella top-ten delle ricette più sfruttate in casa mia, come la base di Stelladisale (sperimentato anche in versione aromatizzata per lo strudel salato), perché è buona, rapida, leggera, versatile. E soprattutto veggie!
Come tutte le torte salate può essere servita come aperitivo/antipasto, o come secondo piatto. Per me è un piatto unico, un po' di frutta (sono arrivate anche le albicocchine dell'alberello del nonno) e il pranzo è risolto!

CROSTATA SALATA PATATE&ZUCCHINE

per la base:
125 gr di farina integrale
125 gr di farina 00
125 gr di acqua calda
80 gr di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro

per la farcitura:
2 zucchine
1 grossa patata
1 manciata di mandorle macinate
poca poca cipolla
sale&pepe

Pulite e affettate le zucchine, pelate le patate e affettatele (io le ho entrambe affettate prima sottilissime con la mandolina, poi tagliuzzate in modo irregolare con il coltello... mi dava l'idea di un aspetto "rustico"!), fatele saltare una decina di minuti in padella con un filino di olio extravergine di oliva e la cipolla (io ne ho usata pochissimissima, ma se vi garba potete aumentare la dose!), mescolando frequentemente. Regolate di sale e pepe.
Accendete il forno e portate la temperatura a 175 gradi circa.
Preparate l'impasto mescolando rapidamente gli ingredienti, stendete l'impasto in una teglia da forno (diametro 30 cm circa), versate le verdure sulla superficie della pasta lasciando un cm di bordo che si gonfierà leggermente in cottura. Spolverizzate con le mandorle tritate, infornate per circa 30 minuti.
Ottima anche fredda il giorno dopo!