domenica 24 maggio 2009

La chimica

Can true love be explained?
Not really.
It's a chemistry thing.


Non servono molte parole. Neppure molti ingredienti, per fare questa piccola, deliziosa magia.
Qui ne parla anche Elena/Comida.


piesse - Stasera vi aspetto qui.

giovedì 21 maggio 2009

Veggie pride!

Dopo più di 20 anni che non mangio né carne né pesce, sono ancora viva. Non è strano, credetemi. E, da un paio di mesi, sto scoprendo anche che, yes I can, posso stare anche senza uova e latticini.
Il mio "essere vegetariana" ha sempre suscitato una gran curiosità (nonché qualche perplessità). Le domande più frequenti sono "ma cosa mangi?" (perché, tu mangi solo carne e pesce?), oppure "e le proteine?" (eh, ci sono anche altrove) o meglio ancora "ah, ma sei come le capre, mangi solo erba!" (sì sì, in effetti mi piacerebbe passare la pausapranzo a brucare nei prati).
Devo ammettere che negli ultimi anni la curiosità e la perplessità sono diminuite, ci sono sempre più vegetariani in circolazione e invitare laGolosastra a cena non viene più considerato da parenti e amici come un'impresa inaffrontabile!
Io, tanto per guastare le feste, mi sono inventata un acciacchino per colpa del quale devo dimenticare l'esistenza delle uova, evitare i latticini (mi concedo solo qualche assaggio di formaggi di capra), fritti e pure la cioccolata. Sapete cosa vi dico? Quasi quasi questa dieta forzata la faccio diventare una sana abitudine. Con qualche concessione alla golosità, di tanto in tanto.

In tema di golosità (perché una Golosastra quasi vegana non bruca solo erba!), lo scorso sabato abbiamo festeggiato il compleanno della mia sorellina con un Veggie Party nella Val de l'Oco (combinazione, proprio mentre in giro per l'Europa si festeggiava il Veggie Pride!). Prossimamente dedicherò un post alla "cucina della zia Lisi", tre ricettine direttamente dal Veggie Party. Nell'attesa, vi regalo una vegan golosità spalmabile superfast.
Ovvero tre piccioni con una fava: sfruttare un panetto di tofu in scadenza fra qualche giorno, usare pochissimo i fuochi per colpa del gran caldo e (soprattutto) soddisfare il palato!



PATE' GOLOSO DI TOFU

200 gr di tofu
4 pomodori secchi
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria dissalati
una manciata di olive verdi
qualche foglia di basilico
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di lievito alimetare

Sbollentate per una decina di minuti il tofu in acqua poco salata, scolatelo e lasciatelo raffreddare.
Tritate con la mezzaluna i pomodorini, i capperi e le olive verdi e il basilico, unite il tofu schiacciato per benino con la forchetta (o passato al mixer).
Condite con cucchiaio di lievito e un filo di olio extravergine.
Spalmate allegramente su crostini di pane tostati.

martedì 5 maggio 2009

Ad andar per campi...

Si mangia di gusto! Prima di tutto perché dopo una bella camminata all'aria aperta l'appetito certo non si fa attendere. E poi si può imparare a raccogliere i regali della terra.
Ad andar per blog invece si impara a conoscere le erbette: per esempio Stella ci ha proposto con la piantaggine uno sfizioso pesto e un'invitante focaccia, e delle strepitose crespelle. Brii ha fatto manbassa di erbette e preparato questi meravigliosi strudelini. Elisabetta ci ha omaggiato di fiori di tarassaco nei suoi biscotti, seguita da Saretta che ha preparato dei muffins salati che mi fanno un sacco di voglia! E sono solo alcuni esempi... vorrei tanto imparare a riconoscere molte più erbe per "sfruttare" questa deliziosa dispensa a costo zero... ci vorrebbe la mia nonna Bruna!
Io amo l'ortica, ho fatto una bella scorta durante il weekend, e passeggiando per le vigne della Val d'Illasi ho provato anche a raccogliere un po' di piantaggine (che non sapevo si potesse mangiare... nei miei ricordi di infanzia sono i "fiori per fare i cestini"!), giusto per provarne il sapore. E ho scoperto che è buona! L'ho semplicemente sbollentata in acqua salata, gustata in una bruschettina con qualche pomodorino e pochissimo caprino. Un filo di olio della Val d'Illasi e gnammete! La prossima volta riempirò il cestino come Stella!
E con l'ortica cosa ho combinato? A parte scoprire che pizzica anche attraverso i guanti in lattice (sono ancora basita, credevo fossero sufficienti ad "isolare" dai pelucchi urticanti. E invece no!), ho raccolto un bel po' di germogli. Subito sbollentati in acqua salata e poi... che farne? Io adoro la frittata con le cimette di ortica. Ma non posso mangiare le uova.
Ok, tiriamo fuori dal cilindro qualche vegan-idea!

CAKE VEGAN ORTICA E PORRI

una manciatona di cimette di ortiche lessate
un piccolo porro
180 gr di farina integrale
20 gr di amido di mais
100 ml di panna di soia
1/2 bicchiere di latte di soia
100 gr di tofu
50 ml di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di cremor tartaro
semi di sesamo
sale&pepe qb

Ho rielaborato questa ricetta adattandola agli ingredienti che avevo a disposizione (per esempio io avevo del tofu aromatizzato alle verdure, che mi hanno regalato al bio per assaggiarlo, i primi 100 gr li avevo provati in un insalatona per scoprirema non mi garbava particolarmente e il resto l'ho schiaffato in questo cake).
Non so dirvi onestamente la quantità precisa di ortiche, ma una volta cotte erano una della dimensione di una palla da tennis.
Spadellate rapidamente i porri (lavati e tagliati a rondelle sottili) con un cucchiaino scarso di olio, alla fine aggiungete anche le ortiche e spadellatele insieme per un minutino. Aggiungete sale e pepe.
Preparate gli ingredienti secchi (farina e cremor tartaro) da una parte e gli umidi dall'altra (il tofu frullato con latte, olio e panna). Mescolate rapidamente i due composti, aggiungete porri e ortiche e versate il tutto in uno stampo da plumcake (io ho usato quello in silicone pertanto non l'ho oliato) e cospargete di semi di sesamo.
Infornate a 180° per una mezzoretta, controllate comunque la cottura con uno stecchino.

note - mi aspettavo si "gonfiasse" di più, non so se è per colpa della farina integrale, se serviva più cremor tartaro o l'impasto doveva essere più liquido. Si accettano scommesse!



venerdì 1 maggio 2009

Dolce vegan?

Perché privarsi del piacere di un dolcettino? Nonostante l'astinenza forzata da uova e latticini (e cioccolato, sgrunt!) dovevo per forza trovare un modo per soddisfare la voglia di dolce. E naturalmente ho spulciato qua e là nel web per trovare preziosi suggerimenti. E ho scoperto che non è indispensabile l'ovetto per "tenere insieme" gli altri ingredienti.
Avevo già provato dei muffins con la farina di cocco, ma me li sono pappati senza fotografarli quindi niente post.
Stavolta mi sono impegnata, e ce l'ho fatta a scattare una fotina (anzi due) prima di sacrificarli alla mia golosità (Lo, te li dedico, visto che ti avevo parlato di quelli al cocco!).
La ricetta è pura sperimentazione, ma di quelle semplici semplici che non serve neppure la bilancia per dosare gli ingredienti (non a caso è ispirata ad una ricetta made in USA tutta scritta in cups e compagnia bella). Volete provare?

VEGANPECANMUFFINS
i muffins vegani alle noci pecan
(sì lo so che ci sono anche quelli non vegan... )


1 tazza di farina integrale
1 tazza di farina 00
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di malto di mais
1/2 tazza di olio di semi di mais
1 tazza di latte di soia
1/2 bustina di cremor tartaro
1/2 stecca di vaniglia
1/2 tazza di noci pecan
sciroppo d'acero (facoltativo)

Preparate il forno acceso a 160° (elettrico ventilato).
Predisponete due ciotole, una per mescolare gli ingredienti secchi (le due farine, lo zucchero di canna, il cremor tartaro e i semini estratti dalla mezza bacca di vaniglia) e una per gli umidi (latte di soia tiepido, malto e olio). Unite i due preparati mescolando rapidamente per amalgamarli, aggiungete le noci pecan spezzettate grossolanamente.
Posizionate in uno stampo da muffins le apposite pirottine e versate il composto fino a poco meno di metà altezza.
Infornate per 20 minuti circa (fino a che sarà dorata la superficie). Attendete che si siano un po' raffreddati prima di toglierli dallo stampo. Versate un filo di sciroppo d'acero sul "cocuzzolo" dei muffins.

note - con queste dosi mi sono usciti 6 muffins ma mi avanzava un sacco di impasto e ho preparato un minicake. Voilà...



piesse - un pensierino speciale speciale per la Gnoma. La prima rosa fiorita nel nostro giardino!
Con tanto affetto, ma tanto tanto!
E buon Primo Maggio a tutt*!