lunedì 27 aprile 2009

Uno strudel per Pippi!

Pfiuuuu... sono ancora in tempo. Ci tenevo tanto a partecipare alla raccolta di Pippi, un carico pieno zeppo di Strudel! Lo strudel per me è un po' come le polpette. Mi piace in un sacco di versioni, lo preparo in mille modi diversi. Anzi, ora che ci penso le polpette le preparo solo in versione salata, mentre lo strudel è ancora più versatile.
Ma non credo di averne mai postato ricette (forse perché non sono mai riuscita a fotografarlo. In verità in archivio ho trovato diversi tentativi di ritrarre strudel interi, fette di strudel, abbozzi di profili di strudel... risultati sempre deludenti che mi hanno fatto desistere dalla tentazione di postarli!).
Questa volta è diverso. Ho preparato uno strudel apposta per Pippi, nella versione vegan appositamente sperimentata per l'occasione.
Pippi, questo strudel è per te!

VEGAN STRUDEL PER PIPPI

per la sfoglia
180 gr di farina 00
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
1 pizzico di sale
1 pizzico di cremor tartaro
2 cucchiaiate di maggiorana secca

per il ripieno
3 zucchine
mezzo scalogno
100 ml di panna di soia
sale&pepe
olio extravergine di oliva
pangrattato
mandorle
uovo finto vegan*

* (uovo finto vegan: 1 cucchiaio di amido di mais + 1 cucchiaio di acqua + 1 pizzico di zafferano)
L'impasto è quello mitico di Stelladisale, questa volta profumato da un paio di cucchiaiate di maggiorana secca (erba aromatica che io adoro abbinata alle zucchine. Anche al gorgonzola, in verità. Ma questo è un altro discorso).
Impastate rapidamente gli ingredienti, aggiungendo il vino a filo (solo quel che serve ad ottenere un impasto elastico). Lasciate riposare e nel frattempo preparate il ripieno.
Grattuggiate le zucchine con la grattuggia a fori larghi, fatela saltare rapidamente in padella con il mezzo scalogno tritato fine fine e un filino di olio extravergine. Regolate di sale e pepe.
Preparate una doppia dose di uovo finto, aggiungetelo alle verdure, mescolate con cura e amalgamate con 100 ml di panna di soia e due/tre di cucchiaiate di pangrattato.
Stendete la pasta con il mattarello su un foglio di carta da cucina, tagliatela a forma di rettangolo con la rotella dentata e adagiatela sulla placca del forno. Stendete il ripieno al centro e spolverizzate con una manciata di mandorle pestate al mortaio. Ripiegate i bordi della pasta senza chiudere completamente al centro.
Infornate a 180° fino a che la pasta non sarà ben dorata.Lo strudel ha ottenuto il gradimento degli ospiti (non vegan e pure non vegetariani) a cena, stupefatti dall'assenza di uova e latticini. Yes, we can!


Visto che avanzava un po' di panna di soia e considerato che dalla bio"frutaròla" mi ero lasciata tentare dalle patate novelle, ho provato ad utilizzarla per preparare delle "Jacked Potatoes" con l'erba cipollina fresca che si sta ripigliando dopo un inverno di letargo.VEGAN JACKED POTATOES

Ho sperimentato la ricetta indicata sul manuale di istruzioni del mio forno a microonde.
Ho scelto 4 patate di dimensioni simili, lavate e spazzolate con cura per eliminare ogni traccia di terriccio, le ho sistemate in una pirofila e praticato dei forellini con la forchetta.
Si cucinano in 12-15 minuti a 750 w (più 5 minuti di riposo). Una volta sfornate, praticate un profondo taglio a metà, salatele e cospargetele di panna di soia ed erba cipollina tritata.
Rapidissimo e sfizioso.

piesse - ho un paio di premietti nel cassetto... Un premio scintillante dalla scintillante Gallinella (grazie, anche se con l'inizio della confessione mi ha pigliato un colpo!) e un superpremio da Giò (grazie. Però io non metterò mai più per iscritto i miei buoni propositi. Ci ho provato, ricordate? Ecco. Siamo a quota zero. Che vergogna!). GRAZIE DI CUORE!

sabato 18 aprile 2009

Grattis på födelsedagen!

Il titolo del post non è un messaggio in codice. Non è neppure uno spot pubblicitario dell'Ikea. l simpatici pallini sulle A sono per augurare un superfelice compleanno* all'inarrestabile Brii!
*(dovrebbe essere una specie di "buon compleanno", almeno spero. Ahimé lo svedese proprio non lo so!)

Per celebrare il suo compleanno sarebbe più indicata una bella torta, lo so. Ma dobbiamo disintossicarci, no? E quindi oggi pranzetto vegan per tutti. E non storcete il naso, perché anche senza utilizzare né uova né latticini possiamo gustarci dei piattini appetitosi.

Per esempio queste polpette radicchio e nocciole, preparate con l'ultimo radicchio della stagione (una sorta di arrivederci al prossimo inverno).
Ho sfruttato la ricetta di Remy, utilizzando (al posto delle zucchine) dei cuoricini di radicchio rosso di Verona, tritati a crudo con il mixer, aggiunendo le nocciole tostate, i fiocchi di 6 cereali già usati per le polpette porri&zucchine, . Sono sfiziosissime, il croccantino della nocciola stuzzica il palato che è una meraviglia! Le ho cucinate sempre con il crisp, qualche minuto per lato con un filo quasi invisibile di olio extravergine. Deliziose!

Altra scoperta è la fintafrittata. Finta perché di uova non c'è neppure l'ombra. In realtà potrebbe essere una farinata, ma non è cotta nel forno ma nella padella!

Sperimentata grazie ai suggerimenti preziosi trovati in questo blog.

VEGANFRITTATA DI ZUCCHINE
Ingredienti base per la farin-frittata di ceci (per due persone circa):
100g di farina di ceci
un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
sale&pepe
acqua. q.b.

inoltre:
2 zucchine
1/2 scalogno
dado vegetale
olio extravergine di oliva
erba cipollina


Incorporate dell'acqua poco per volta alla farina di ceci, mescolando fino ad ottenere una pastella diluita, simile a quella delle crêpes.
Mescolate con una frusta per eliminare i grumi e fate riposare per almeno un'ora.
Nel frattempo pulite ed asciugate due belle zucchine, grattuggiatele con la grattuggia a fori larghi e rosolatele in una padella con un filo di olio extravergine e 1/2 cucchaino di dado vegetale finché saranno ben dorate.

Quando la pastella avrà riposato a sufficienza, scaldate bene la padella delle zucchine e versate la pastella.
Fate rapprendere bene da un lato, fino a doratura e poi giratela per farla cuocere bene anche dall'altra parte. Spolverizzate, se vi piace, con erba cipollina fresca tritata.
Forse avevo messo troppe zucchine e ho fatto un po' fatica a girarla, ma con l'aiuto di un piatto ho risolto l'impasse.
piesse - l'ho pure provata in un panino con un po' di salsa zingara, uno spettacolo!
La prossima volta (quasi quasi già stasera) la provo con le patate! Yessss!

mercoledì 15 aprile 2009

Ricetta on demand!


Ho dovuto ribaltare tutta la cucina per trovare il post-it giallo quadrato dove avevo disordinatamente appuntato questa ricetta. Evviva, l'ho trovato e pubblico subito, in onore dell'allegra associazione a delinquere delle vacanze di Pasqua!
Ora devo postare la ricetta molto rapidamente perché devo lasciare libero il pc, ma vi prometto di tornare presto presto con le mie vegansperimentazioni!
Questo dolce non è vegan, ma è senza latte in onore della Gallinella e di tutti coloro che non tollerano i latticini.
Provatelo, è buonissimo e facilissimo da preparare!
E soprattutto, molto molto utile per iniziare a smaltire le scorte di uova di Pasqua...

CAKE CIOCCOLATO & COCCO
2 uova
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di cocco disidratato grattuggiato
100 gr di farina 00
100 gr di zuccher
80 gr di olio di semi
1 bicchiere di latte di soia o di riso
2 cucchiaini di cremor tartaro

Montate con lo sbattitore elettrico (detto anche frustino per attirare un sacco di visitatori nel blog!) le uova intere a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungete il cioccolato sciolto a bagnomaria (o nel microonde) nel latte vegetale, di seguito l'olio (io ho usato olio di semi di mais bio). Aggiungete poco per volta la farina, setacciata con il cremor tartaro, senza smettere di mescolare, e per ultimo il cocco.
Versare il composto in uno stampo da plumcake, infornare a 160° per circa 40' (fate la prova stecchino!).


Un pensiero speciale a Mikamarlez e alla sua splendida terra.

venerdì 3 aprile 2009

Leggere è un gusto...


...ancora più goloso, se c'è la Golosastra! Sono molto molto emozionata nel comunicarvi che ho fatto la mia prima microintervista!
Quando Davide Nonino, che cura questa rubrica sul sito Leggere è un gusto, mi ha contattata via e-mail (il giorno del mio compleanno, pensate!) per chiedermi se avevo voglia di fare questa microintervista, non ci credevo! O meglio, ero piuttosto stupita del fatto che si interessasse al mio semplice blogghettino. Ero piacevolmente stupita, anche perché ha definito questo blog "stupendo e appassionato"! Grazie, Davide.

(piesse - è Davide che mi ha fatto notare che in archivio c'erano ben 41 ricette dolci! Che poi sono diventate presto 42... e ora sono 43!).

La 43^ ricetta dolce è stata preparata come "svuotadispensa" per eliminare una scorta di cornflakes acquistati in nonsoquale raptus. A me non piacciono, e sapevo di aver visto più di una volta ricette di biscotti simili. Ho scelto questa da sperimentare, con una minima modifica.

LE ROSE DEL DESERTO

150 gr corn flakes (circa)
125 gr farina 00
100 gr burro morbido
100 gr zucchero
1 uovo
½ bustina lievito per dolci
la scorza di un limone

Preriscaldate il forno a 150° circa.
Montare le uova intere (a temperatura ambiente) e lo zucchero finché il composto si gonfia e diventa bianco e spumoso, quindi unite il burro morbidissimo e amalgamatelo al composto.
Ora aggiungete la farina setacciata con il lievito, poco per volta, quindi la scorza di limone grattuggiata, finché avrete ottenuto un impasto molto morbido.
Mettere i corn flakes in una grossa ciotola.
Prendere un cucchiaio di impasto e tuffatelo dentro la ciotola dei corn flakes, aiutandovi con un altro cucchiaio, formando una specie di quenelle alla quale si "appicicheranno" i cornflakes.
Ora con le mani comprimete con delicatezza i fiocchi di cereali facendoli anche un po' penetrare all'interno dell'impasto. Disponete il dolcetto sulla placca del forno ricoperta di cartaforno, distanziano i mucchietti perché poi in cottura si allargheranno.
Infornare fino a quando saranno leggermente dorati (circa 15/20 minuti secondo la dimensione che gli avrete dato). Fateli raffreddare sulla teglia stessa.

mercoledì 1 aprile 2009

tutto in una notte...

Sì, lo so. O troppo o niente.
Stasera vada per il troppo!
Ho promesso una ricetta e raccolgo le ultimissime energie della giornata per postare le polpette-vegan-sperimentali per Anna! Abbiamo complottato grazie a Facebook per inventarci ste benedette polpette, ho curiosato in giro per il web e avevo trovato queste. Interessantissima ricettina che conserverò con cura ma... devo andarci piano anche con la frutta secca (ah, Susona Curiosona... non sono a dieta per diventare una top-model... è che invecchiando iniziano gli acciacchi e il mio corpicione sventola bandiera bianca!).
Per farla breve: devo quasi eliminare i formaggi (e questo per me è dolorosissimo), dimenticare l'esistenza delle uova, e altre piccole amenità. E cosa potrò mai mangiare?
Sapete che adoro le polpette e in questi giorni sto attingendo a piene mani dal magico mondo vegan, e vi assicuro che sto scoprendo nuovi modi per polpettare.
Ora vi racconto!

VEGANPOLPETTE AI FIOCCHI DI CEREALI
(OGGI CON PORRI & ZUCCHINE)

80 gr di fiocchi di cereali
2 zucchine
1 piccolo porro
una tazza di brodo vegetale
olio extravergine
pangrattato

Ammollate i fiocchi di cereali coprendoli con una tazza di brodo vegetale caldo.
Nel frattempo pulite e affettate le zucchine e il porro, e fateli saltare in padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Regolate di sale, abbassate la fiamma e lasciate stufare per qualche minuto.
Una volta pronte le verdure, passatele al mixer con metà fiocchi di cereali. Amalgamate poi al composto l'altra metà di cereali lasciati interi.
Formate con le mani delle polpette (tonde, piatte, come le preferite) e passatele nel pangrattato.
Cucinatele in padella antiaderente con un filino di olio extravergine.

note - io ho utilizzato una miscela di fiocchi di 6 cereali (avena, frumento, orzo, segale, riso, farro) e ho cotto le polpette nel piatto crisp (per 4 minuti, girate e altri 4 minuti).


Attenzione, SOLO PER QUESTA SERA bonus polpette!



Le "tonde", preparate con una tazza di miglio lessato, un pugno di spinaci lessati ben tritati, la scorza di un limone grattuggiata con mio affidabilissimo finto Zester, un pizzico di erba cipollina, regolate di sale e pepe e passate nel pangrattato. Spadellate brevemente in padellina antiaderente facendole rotolare allegramente di qua e di là!

Le "piatte", preparate con una bicchiere di amaranto cotto in due bicchieri di acqua, a fiamma bassa bassa fino a completo assorbimento. Ho aggiunto una patata lessa schiacciata con la forchetta, cinque/sei pomodori secchi tagliati a pezzettini piccini, una manciata di basilico tritato. Amalgamato il tutto, passato nel solito banalissimo pangrattato e "crispate" per tre/quattro minuti per parte.

EVVIVA LE POLPETTE!

Play the game!

"Elena... sei davvero tu? Io..." sospirò Eugenio cercando una luce nel suo sguardo. Ma Elena sembrava non ricordare, nei suoi occhi non riusciva a trovare neppure un frammento della gioia che la faceva splendere di luce propria.
Eppure ne era certo, era sicuro che fosse la stessa Elena che dieci anni prima aveva visto, per l'ultima volta, in quella baita. Un ultimo indimenticabile abbraccio. E poi il buio.
Un bambino da Pietro. Aspettava un bambino. Da Pietro.

Elena continuava a guardare negli occhi Eugenio, nella luce surreale del neon la sensazione era di trovarsi nel bel mezzo di una assurdo viaggio onirico.
Cercava quello sguardo nell'archivio delle emozioni sopite.
Lo conosceva quello sguardo. Ma l'aveva chiuso a doppia mandata nell'ultimo cassetto della sua memoria, quello dove conservava una ricca e preziosa collezione di ricordi di cui non si curava più. La polvere li ha resi così insignificanti.
La stessa polvere che copre di grigia malinconia anche il suo sguardo e il suo esile corpo, un tempo pervaso da una bellezza disarmante.
Oggi la sua vita è dedicata agli altri. Ai suoi bimbi. A sua madre. Al suo lavoro.

Eppure, lo sguardo di Eugenio stava lentamente passando una mano sulla polvere dei suoi ricordi. Ecco, un lieve bagliore...

"Tu sei..." disse con un filo di voce Elena.
"Eugenio." rispose.
"Eugenio... non è possibile!"

Elena ricordava. Sì, ricordava con estrema chiarezza Eugenio, ricordava l'inverno di ormai dieci anni fa, ricordava perfettamente quell'inverno che segnò indelebilmente la sua vita.
Ricordava con immensa gioia e profondo dolore quell'inverno.

Il fidanzamento con Pietro, il "povero" Pietro, il fidanzato che tutte le mamme sognano per la propria figlia: bel ragazzo, ottima famiglia, intelligente, educato. Semplicemente perfetto.

La storia con Eugenio, la bruciante e inconfessabile passione.

La vacanza in montagna, quando scoprì di aspettare un bambino.

L'annuncio, durante la festa in baita, accolto con entusiasmo da tutti gli amici.

L'ultimo emozionante abbraccio con Eugenio.

Il bambino, che quando nacque portava impresso nello sguardo il nome di Eugenio.


"No, Eugenio, non posso!" Elena scostò con un gesto deciso la mano di Eugenio. Aveva paura.
No. Ora che la sua vita si era assestata e navigava fluida in un sorta di calma piatta, non poteva lasciarla sconvolgere da questa onda anomala di emozioni.
Doveva proteggere la fragile cinta muraria che negli anni aveva eretto a difesa del suo piccolo regno, aveva il preciso dovere di tutelare la serenità dei suoi figli che tanto aveva faticato a conquistare. Il suo rassicurante trantran quotidiano, la casa, la scuola, il lavoro, il supermercato, il parco giochi nei pomeriggi liberi, prendersi cura dei bambini e della povera madre... non doveva in alcun modo essere sconvolto.
No. Dieci anni in cui aveva imparato a lenire il dolore silenzioso che abitava nella sua anima.
Non potevano svanire così, nel corso di una sola notte.


Questo è il mio piccolo contributo al progetto di Luca e Sabrina.
Il pennino-testimone mi è stato passato dalla mia gallinella Lo, che l'ha ricevuto da Anna, che a sua volta l'ha avuto da Luana, e lei da Germana, e lei da Caty...
Insomma, siete o no curiosi di capire dove andremo a finire?

Io passo il testimone a Marta! So che non ci deluderà!