lunedì 30 marzo 2009

E sono 42!

Sì, nel frattempo ho pure compiuto gli anni (ma un po' meno di 42...) e approfitto per ringraziare per gli auguri e i regali e i pensieri carinissimissimi.
Un paziente amico mi ha fatto notare che nel blogghettino ci sono ben 41 ricette di dolci! E se vi dicessi che io, in generale, preferisco il salato? Le stranezze della (rete) vita...
O forse potrebbe essere che qualche preparazione salata non venga dalla sottoscritta fotografata (e quindi non pubblicata) perché ha troppa fretta di papparsela?
Non per niente sono laGolosastra, anche se per un po' sarò a dieta forzata (a questo è dovuta anche la mia scarsa presenza su questi schermi).

Stasera, tuttavia, vi posto una sfiziosissima ricetta dolce liberamente ispirata ai galeotti Baklava Muffins dell' ApeMaia, un po' alle già citate treccine pecan&sciroppo d'acero che trovo talvolta da Tomasi (trattasi di limited edition!).
In pratica ho unito queste due sfiziosità e sono usciti questi golosissimi muffins!




MUFFINS ALLE NOCI PECAN & SCIROPPO D'ACERO

per il ripieno:
100 gr di noci pecan
75 gr di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di cannella
45 gr di burro fuso

per i muffins:
210g di farina 00
2 cucchiaini di lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
75 gr di zucchero di canna
1 uovo
45 gr di burro fuso
175 gr di yoghurt mescolato
75 gr di latte

per guarnire:
sciroppo d'acero
noci pecan

Pestate in un mortaio le noci pecan con lo zucchero di canna, aggiungere il burro fuso e formare un impasto morbido (potete usare anche un tritatutto).
Preparate i muffins seguendo la consueta procedura (in una ciotola mescolate gli ingredienti secchi: farina, lievito, bicarbonato e zucchero e in un’altra ciotola grande quelli liquidi, ovvero amalgamate bene uovo, burro e la miscela di yoghurt e latte).
Versate gli ingredienti liquidi nella ciotola di quelli solidi e mescolate velocemente senza lavorare troppo. Con l’impasto ottenuto riempite gli stampini da muffins per un terzo, quindi distribuite un cucchiaino di ripieno ed infine coprite con il restante impasto.
Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 15/20 minuti.
Sfornate i muffins, attendete qualche minuto per poterli estrarre senza ustionarvi dallo stampo e metteteli a raffreddare su una griglia, facendo colare su ogni muffin lo sciroppo d'acero (io ho messo un vassoio sotto la griglia per raccogliere lo sciroppo in eccesso e non pastrocciare eccessivamente il tavolo!). Potete decorare con una noce sul cocuzzolo di ogni muffin.

giovedì 19 marzo 2009

La Saga del Plagio

SOTTOTITOLO: (finalmente) sono stata scopiazzata!
Il sig. I Buonissimi ha pensato bene di onorare la Golosastra (e non solo) con una massiccia pubblicazione di post pescati direttamente da qui. Compresi quelli che di buonissimo o di banalmente commestibile non hanno nulla (es. il post autocelebrativo compleannesco).
Tutto sommato questo signore è più rispettoso di altri che, una volta pescati con le mani nel sacco, non risparmiano parole pesanti per attaccare la povera blogger che ha osato protestare perché ha trovato una foto di sua proprietà illecitamente pubblicata senza alcun riconoscimento. Almeno (apparentemente) non ha scopo di lucro: nessuna pubblicità, i post hanno il loro bel link in fondo, e sono copiaincollati senza modifiche.
Rimane il fatto che la sottoscritta, a questo signore, non ha mai autorizzato la pubblicazione dei propri post e relative foto.
L'avrei fatto volentieri se solo avesse avuto la cortesia di chiedere.
Se si propone come aggregatore, gli potrei fare pure i miei complimenti, ma vorrei decidere da sola se aggregarmi o meno alla sua simpatica combriccola.
Pertanto, carissimo Sig. I Buonissimi, se peschi anche questo post e casualmente ne leggi i contenuti, per cortesia contattami: ti faccio presente che qui nella mia casetta c'è uno spazio per i commenti aperto a tutti. Non è neppure moderato, certo se trovo un commento volgare o assolutamente fuori luogo mi riservo di eliminarlo, ma la porta l'ho sempre lasciata aperta.
Ho fiducia negli altri e vorrei continuare ad averne.

Non mi stancherò mai di ringraziare , Stella e tutte le persone che, come loro, dedicano il proprio tempo alla nostra piccola-grande famiglia!


Occhio per occhio, dente per dente, plagio per plagio.
Ieri pomeriggio ho tentato di plagiare i mitici grissinotti del mio panificio di fiducia, uno dei pochi che fa un pane che ancora mi piace, ha una focaccia pomodoro e origano deliziosa, ed inoltre vende la farina del Molino Grassi.

300 gr di farina 0
200 gr di farina Manitoba
8 gr di lievito di birra
300 gr d’acqua
4 cucchiai d’olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 tazza circa di radicchio rosso tritato fine
(semola di grano duro per formarli e olio extravergine di oliva per la placca)

Ho sfruttato la funzione "impasto" della macchina del pane, seguendo la sequenza acqua, olio, sale e zucchero, farine, lievito di birra sbriciolato. Dopo qualche minuto ho unito il radicchio.
Al termine del programma ho preso la pasta lievitata e con l'aiuto della semola ho formato dei grissotti corti e tozzi, piuttosto "rustici". Li ho disposti sulla placca del forno (2 teglie) abbondantemente oliata, infornato a 200° per un quarto d'ora circa, fino a che li ho visti ben dorati.
Sono deliziosi anche se non come quelli del panificio che sono anche più unti, ad onor del vero... stiamo leggeri, và!
Il panificio Volpato propone anche le varianti con erba cipollina, alla pizzaiola, al sesamo, alla cipolla e pure "nature". Uno tira l'altro e la bilancia NON ringrazia!

mercoledì 18 marzo 2009

Aspettando la primavera!

Lo so che qualcuno si è stufato di vedere il Camillo in pole position, ma in questi giorni sono pervasa da una pigrizia, una sorta di ultimo lembo di letargo invernale. Ma poi mi sveglio, eh?
Ho un work in progress impegnativo per i miei due neuroni addormentati... pazientate per favore! Ho bisogno di trovare un momento di intimità da dedicarvi!
Colgo l'occasione per rispondere all'invito della Cristina Naturalista e al suo meme, anche se è un compito difficilissimo individuare le 5 cose per me irrinunciabili, escludendo le persone a me care (per cui non basterebbero le 5 chances a disposizione del meme).
1 - leggere. Leggere TUTTO. Non strettamente "un bel libro", ma leggere qualsiasi cosa. Sono una lettrice vorace, dall'etichetta del bagnoschiuma alla rubrica telefonica, passando per i volantini promozionali del supermercato. Ho iniziato a leggere da sola in età prescolare, ricordo ancora i libri di Richard Scarry che adoravo! Leggevo alla mia mamma i cartelloni pubblicitari lungo la strada, decifravo i prezzi delle cose esposte sugli scaffali dei negozi, sono stata gli occhi anche di mia mamma, e ancora lo sono. Spero di trasmettere questo vizio a mia figlia!
2 - la settimana enigmistica. Caspita, anche questa è una passione che mi porto dietro da tempo. Prima di partire per le vacanze cerco di obbligarmi ad un'astinenza forzata: compro i numeri settimanali e li conservo (senza neppure dare un'occhiata alla pagina della sfinge, giuro) per godere del tempo libero in vacanza da dedicare alle parole crociate, da fare rigorosamente secondo un certo ordine (ok, ora chiamate pure lo strizzacervelli).
3 - cantare. Aaaahhh che gioia cantare. Attenzione, questo non significa che io abbia una bella voce o perlomeno intonata. Probabilmente sono uno strazio, ma mi piace cantare anche a squarciagola! Se non vi piace, vi prego, procuratevi un funzionale paio di tappi per le orecchie ma non chiedetemi di smettere di cantare!
4 - pane, pizza e focacce. Posso rinunciare ai dolci, se proprio devo rinuncio anche al cioccolato. Ma lasciatemi i carboidrati!
5 - internet. Ormai fa parte della mia vita quotidiana, un po' per lavoro, un po' per diletto. Un passatempo, un modo di tenersi in contatto con persone che altrimenti perderesti di vista, un modo per ritrovare anche persone che rimangono impresse nella tua mente ma che, per diversi motivi, hai perso di vista. Un mezzo per apprendere, per scoprire, per vedere il mondo. Vabbé, lo ammetto: datemi una vacanza e in cambio posso rinunciare ad una connessione internet!

Passo il meme a chiunque abbia voglia di farlo, siccome arrivo un po' tardino temo che quasi tutti abbiano già fatto il compitino...
Per farmi perdonare, oggi voglio condividere con voi la mia insalatina invernale, che mi sono pappata di gusto a pranzo approfittando degli ultimi cuoricini di Radicchio di Verona.


INSALATINA DI FINE INVERNO

cuoricini di radicchio rosso di Verona
funghi champignons
formaggio Vezzena
noci
sale&pepe
olio extravergine di oliva
aceto balsamico

Non vi indicherò dosi, mixate gli ingredienti con le proporzioni che vi garbano. Per il mio pranzo (piatto unico, accompagnato da un paio di fette di pane tostato) ho usato circa 6/7 cuoricini, 3 grossi funghi freschissimi, 5/6 noci, una manciata di scaglie di Vezzena (se non lo trovate provatela con altro formaggio: Monte Veronese, Montasio, Parmigiano Reggiano...).
Pulite per benino i funghi e tagliateli a fettine sottili, lavate e asciugate il radicchio e tagliatelo a listerelle, sgusciate e sbriciolate grossolanamente le noci, unite il tutto in una grande ciotola con il formaggio a scaglie, condite a vostro gusto e... buon appetito!


E se per merenda non sapete cosa fare, preparate questi biscottini. Fidatevi, meritano! La fotina è per rendere onore alla golosissima ricetta di Elisabetta di Panemieleblog! Grazie!
note - rispetto alla ricetta originale, te pareva che non facessi delle varianti? Ho usato il cioccolato al latte (causa notevoli scorte in dispensa) lo zucchero di canna e semini di vaniglia.

mercoledì 4 marzo 2009

Camillo si unisce alla lotta contro il plagio!

Vi chiederete "ma chi è sto Camillo? E che c'entra con il plagio?".
Ve lo spiegherò, intanto per cortesia prendetevi cinque minutini, sorseggiando un bel thé, una calda tisana o, se preferite, gustandovi l'aroma di un buon caffé.
Così ascolterete quello che ho da raccontarvi.
Capita che un giorno un'allegra combriccola di blogger (sì, quelle simpatiche signore e signorine che ogni giorno vi tengono compagnia con le loro ricette condite da mille avventure, quelle che si impiastricciano le mani ogni giorno con farina, latte, uova e altre golose amenità, quelle che qualche volta combinano un pasticcio e bruciacchiano una torta ma non ve lo vengono certo a raccontare... o anche sì) si accorge che in giro per la rete c'è più di uno sfaccendata/o che si diletta a scopiazzare le loro ricette e pubblicarle in sedicenti foodblog.
Vogliamo definire questa azione "rubare"? Ognuno la pensi come vuole.
Tanto per chiarire, io non sono parte in causa (ahahha, da qui non ha copiato nessuno. Di solito si copia dalla più brava della classe ed io sto d'incanto con il cappello a punta e le orecchie da asino!).
Mi unisco solo, per una sorta di "difesa dell'onestà intellettuale" a questo piccolo, ma agguerrito, esercito che sta combattendo la sua battaglia per difendere quello che, spesso con qualche sacrificio, ha creato.
Io, per esempio, non ho un granché da fare tutto il giorno: lavoro, faccio la mamma, non ho la colf e ho una casa da tenere (più o meno) pulita ed in ordine, lavo, stiro (oddio, non me lo ricordate!) devo fare la spesa, devo curare le p.r. di Miss-Pepi-Italia. Ogni tanto ho voglia anche di non fare un fico secco, di fare le cornici concentriche sulla Settimana Enigmistica, di perdere tempo a farmi lo scrub, o che ne so io cosa potrei ancora inventarmi.
Il blog è solo un passatempo, che però richiede un zinzino di cura, di pazienza e di tempo da dedicarvicivicivicisi!
E chi dispone di quel minimo di tempo e ha voglia di aprire (e curare) un blog, di qualsiasi argomento esso tratti, è cortesemente pregato di evitare con cura di pescare qua e là nella farina del sacco altrui. Maggior ragione se poi nel suo bloggettino ci piazza anche un bel po' di pubblicità.
Detto questo, avrete già terminato il vostro thé-tisana-caffé, vi prego di andare a far visita alle mie amiche (vi scoccia se vi chiamo così? Anche se siete amiche virtuali, mi piace definirvi così), per vedere come la pensano in merito e le azioni che hanno intrapreso.



Fiordisale ha pubblicato una sezione apposita "antiplagio" con annesso spazio dedicato per le segnalazioni*.

Stelladisale oltre ad aver già fornito esaurienti spiegazioni sul diritto d'autore, si è resa disponibile a raccogliere le segnalazioni* in questo post.

*In base alle Vostre segnalazioni, verranno elencati i blog/siti in cui è stato pubblicata una ricetta e/o foto e/o raccolta copiata da altri blog. Vi prego, se riscontrate scopiazzature di ogni genere (anche non vostro, ma di "colleghe" o "colleghi" di altri blog) di segnalare sia il link della ricetta originale e di quella copiata, avvisando possibilmente il diretto interessato.

Cavolettodibruxelles
Essenzadivaniglia
Fiordifrolla
Cuochedellaltromondo
Susinaontherocks
Galline2ndlife

COMITATO BLOGGER ANTIPLAGIO SU FACEBOOK


...e molte altre (se non l'hanno ancora fatto) si stanno attivando!

Dai, ora vi racconto la storia di Camillo.
Galeotto fu il sito di una delle copiatrici, la tenera Laura, che più o meno ingenuamente pubblicava ricette simpaticamente scopiazzate di qua e di là. Dopo la segnalazione, ho sbirciato anch'io sul blog per vedere se per caso aveva scopiazzato anche me. Ebbene, no.
Però con l'occasione avevo addocchiato una ricetta delle note merendine per bambini, il cui ingrediente principale sono le carote. Però la ricettina in questione era preparata col tanto osannato Bimby (che non è annoverato tra i marchingegni che occupano la mia piccola cucina).
Vabbé, posso adattarla, no? Eh, no. La signora Laura ha già chiuso i battenti.
Quindi ho preso le mie belle carotine, ho girovagato un po' tra i blog, ho scopiazzato un po' di ricette su un foglio A4 (rigorosamente di riciclo) e me le sono appese con la molletta della biancheria alla maniglia del pensile della cucina (vogliate considerarlo come il mio leggio ufficiale mentre spignatto allegramente).
Siccome ho trovato ricette di torte alle carote, e io volevo delle merendine, ho suddiviso l'impasto negli stampini da muffins, gli unici che ho a disposizione oltre a quelli per le minicrostatine che non c'azzeccano proprio.
E sono stati così dati alla luce dodici Camilli (altro non sono che un incrocio tra le Camille e i Muffins).
Tra l'altro il sig. Camilo (con una elle sola) è il pusher che mi ha venduro il simpatico ortaggio arancione.

Voilà la ricetta per una sana merenda. Velocissimamente preparata con il robot da cucina.


CAMILLI
300 g di carote
100 g di mandorle
200 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
1 tazzina da caffé di olio di semi
2 uova
2 cucchiai di cremor tartaro
1 scorza di limone grattugiata

Pelate le carote, tagliatele a pezzi e mettetele nel bicchierone del robot munito di lamerotantitagliatutto. Tritatele finissime, aggiungete le mandorle con lo zucchero, lasciate andare una ventina di secondi finché non saranno ben tritate a amalgamate.
Aggiungete, con le lame in funzione, le uova dall'apposita imboccatura, quindi l'olio (io ho usato olio di semi di mais) e frullate ancora un po' fino ad amalgamare il tutto.
Con il robot ancora in funzione, abbassate la velocità, e inserite dall'imboccatura la farina, già setacciata con il cremor tartaro e quindi la scorza di un limone grattuggiato.
Verificate che tutti gli ingredienti si siano ben amalgamati, eventualmente mescolare accuratamente con una spatola (a robot spento, lo dico anche se sembra superfluo. Non voglio zampette sulla coscienza!).
Portate la temperatura del forno a 180°.
Posizionate le coppettine di carta nello stampo da 12 muffins, e riempitele fino a 3/4 dell'altezza.
Infornate per 40' circa (verificate con lo stuzzicadente, io li ho lasciati qualche minuto in più finché li ho trovati ben sodi).

domenica 1 marzo 2009

Two gust is megl che uan!


Diceva il saggio Accorsi ai suoi esordi. Non aveva tutti i torti e io ve lo dimostrerò.
Ieri ho accompagnato la mia mamota ad un corso di cucina per non vedenti, una splendida iniziativa promossa dall'Unione Italiana Ciechi di Verona in collaborazione con l'istituto professionale Alberghiero di Verona, "Angelo Berti".

La mia presenza è in veste di accompagnatrice però siccome sono terribilmente rompiscatole, ogni tanto ci metto il naso! Durante l'incontro di ieri abbiamo preparato la pasta brisée (e quindi delle mini-quiche) e la trota (aiuto, che impressione...).
E ho pensato che per colpa della mia passione sfrenata per la base di Stella di Sale, era da molto tempo che non utilizzavo la brisée.
Più brisée per tutti! La brisée è facile da fare, sfiziosa e soprattutto versatile (si presta a mille abbinamenti, salati e dolci).
Sono la solita esagerata e, presa dall'entusiasmo, ho impastato troppa brisée. Doveva solo trasformarsi in un tortina salata per pranzo, e poi che è successo?
Ora ve lo racconto.

QUICHE SPINACI E BRIE
per la base - pasta brisée:
100 gr di farina 00
50 gr di burro
30 gr di acqua freddissima
1 pizzico di sale

per la farcitura:
100 ml di panna fresca
2 uova
300 gr di spinaci surgelati
1 pezzettino di cipolla
1 filo di olio extravergine di oliva
100 gr di brie
sale&pepe
erba cipollina

Preparate la pasta brisé impastando velocemente con le mani la farina con un pizzichino di sale, il burro freddissimo a pezzettini, aggiungendo poco per volta l'acqua freddissima.
Lavoratela in fretta fino a formare un impastico sodo ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare nel frigo per un'oretta (potete prepararla, meglio ancora, il giorno prima).
Nel frattempo preparate il ripieno: lessate gli spinaci (io li cucino nel microonde in un contenitore fattaposta), scolateli per benino e passateli in padella con la cipolla e un filo di olio extravergine finché si saranno asciugati. Regolate di sale.
In una ciotola montare con la frusta le uova, aggiungere la panna continuando a mescolare energicamente. Regolate di sale e pepe (con cautela, ricordatevi che poi ci va il brie che è ben saporito!).
Aggiungete alla crema gli spinaci tritati.
Accendete il forno a 175°.
Stendete la pasta brisé con il mattarello e foderate uno stampo diametro 22 cm, compresi i bordi.
Versate il composto sulla base, aggiungete il brie a tocchetti (tenetelo distante qualche cm dal bordo) affondandolo leggermente nella farcitura.
Infornate per una mezzoretta circa.
Lasciate intiepidire e servite!


C'è da dire, però, che avevo preparato il doppio dell'impasto (con 200 gr di farina). La pallotta avanzata l'ho parcheggiata nel frigo.
Poi, dopo pranzo, visto il tempo insulso che non invitava di certo ad uscire, visto che mi serviva un alibi per non affrontare la biancheria da stirare, mi sono inventata di preparare un dolce per merenda. Così potevo far fuori anche la brisé avanzata! Ne è uscito un mix tra il flan provenzale e la torta alsaziana. Ma con un profumino di agrumi...
E siccome non c'è due senza tre (e siccome la Golosastra è una pasticciona), c'è anche un bonus extra. Possiamo dire senza incertezza alcuna che "Tree gust is megl che uan!"

FLAN AL PROFUMO DI AGRUMI
per la base:
pasta brisé (vedi sopra ricetta della quiche)

per la farcitura:
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
zucchero a velo

Preparate la brisée come indicato per la quiche. Potete anche utilizzare questa ricetta, un po' più dolce (eventualmente riducete lo zucchero della farcitura). Quando ha terminato il suo meritato riposo nel frigo, stendetela con il mattarello e foderate uno stampo (io ho utilizzato sempre lo stampo piccino da 22 cm), se avanza un pezzettino di pasta consevatelo per ricavare le strisce con cui decorare la crostata.
Ricoprite la base di brisée con un disco di carta forno tagliato "su misura", riempite di fagioli secchi e infornate a 175° per una ventina di minuti.
Nel frattempo preparate la crema per la farcitura: montate le uova con lo zucchero (ricordate, le uova a temperatura ambiente!) aggiungete la panna, anch'essa a temperatura ambiente, i semini di mezza stecca di vaniglia, la scorza di un limone grattuggiata e la scorza di un'arancia (agrumi bio, comuque non trattati!).
Io ho aggiunto la polvere d'arancia preparata secondo le istruzioni di Cavoletto.
Il composto andrà versato sulla base che nel frattempo avrete pre-cotto nel forno, decorato con le strisce ritagliate (appoggiatele con delicatezza a formare delle losanghe), spolverizzato con poco zucchero a velo e nuovamente infornato per almeno un'altra mezzora, finché il ripieno sarà completamente rappreso.
Una volta sfornata, lasciar raffreddare (una volta che si è intiepidita meglio sformarla e raffreddare su apposita griglia).

Bonus extra, ovvero come la Golosastra ti rigira la frittata: combina un pasticcio e si inventa un dolcetto!
Allora, confesso, ho sbagliato (ahahah, tanto per cambiare) e ho fatto delle considerazioni proprio del tutto sconsiderate. Dalla ricetta della torta Alsaziana ho visto che ci andava la crema preparata con 200 ml di panna. La testolina mia ha pensato "visto che non ci metto le mele, raddoppio la dose di crema, così viene una crostata goloserrima". Peccato che ho steso la brisée nello stampo piccolo, quindi tutta quella crema non ci stava neanche con un miracolo.
Cosa potevo inventarmi per sfruttare tutta questa cremina agrumosa?


MINIBUDINI AL PROFUMO DI LIMONE E ARANCIA
200 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiai di amido di mais
1/2 stecca di vaniglia
la scorza di un limone
polvere d'arancia
mandorle a scaglie

Ovviamente la cremina va preparata come quella sopra, ho semplicemente aggiunto un paio di cucchiaiate abbondanti di amido di mais, con calma e sempre mescolando con le fruste elettriche per evitare eventuali grumi.
Ho suddiviso il composto negli stampini in silicone per 6 muffins, riempiti nemmeno a metà dell'altezza totale, ho distribuito poche scaglie di mandorle in superficie ed infornato a bagnomaria per una mezzoretta, finché si sono completamente addensati.
Niente male, davvero.
Non so se in effetti si possano definire budini, ma non saprei come altro chiamarli!