giovedì 26 febbraio 2009

Insalata!

GiustificaC'e da dire che mai come in questo periodo (considerando le temperature non proprio estive) mi viene voglia di prepararmi una bella insalatona per cena in pieno inverno; di solito la mania per le insalate mi assale in primavera avanzata.
C'è da dire anche che il mio pusher di vegetali ha sempre delle belle casse di Gentile, e quando esco la sera dal lavoro (e la cena deve essere pronta in fretta) passo a prenderne una "dose" al volo e ho risolto il dilemma del pasto serale.
C'è da dire anche che di solito mi accontento di una bella insalata verde, semplicemente condita con l'olio buono della Val d'Illasi, il mio fidato sale d'erbe e un filo di aceto balsamico.
C'è da dire anche che qualche socia blogghettara aveva promosso una bella raccolta insalatara, alla quale avevo spergiurato di partecipare.
C'è da dire anche che i miei poveri due neuroni (che funzionano alternatamente) non sono in grado di recuperare il file dove c'era segnato questo prezioso appunto.
C'è da dire anche che la ricettina la posto comunque, non si sa mai che qualche anima pia che passa di qui abbia la gentilezza di rammentarmi dove devo linkare questa ricetta (tradotto: help me!*).
C'è da dire anche (ed infine) che questa per me è LA insalatona per eccellenza, che preparo tale e quale da almeno 15 anni e che devo aver assemblato dopo aver assaggiato insalatone varie eliminando questo o quell'ingrediente per colpa della mia vegetarianetà e dopo aver aggiunto questo o quell'ingrediente per colpa della mia golosità.

*siccome le autentiche streghe captano le richieste di esSeOeSse, è arrivata la SusinaOnTheRocks a salvarmi! La raccolta è la sua e la mia Insalata Golosastra è fiera di partecipare! Grazie!


INSALATONA GOLOSASTRA

1 piccolo cespo di insalata
1 carota
2 funghi champignons
un paio di cucchaiate di mais
7 olive kalamata
una manciata di capperi
1 pezzetto di scamorza affumicata

per condire:
olio extravergine
aceto balsamico
sale d'erbe (o sale&pepe)
origano


Lavare e sciacquate con cura l'insalata (in questo caso era la Gentile, ma va benissimo quella che pi vi garba), mettetela nell'apposito attrezzo per centrifugarla e divertitevi a girare la manovella alla velocità della luce. Poi fermatevi.
Pulite bene i funghi, che devono essere belli sodi e chiusi, privateli della prima parte del gambo e affettateli sottili sottili. Pelate la carota e grattuggiatela sottile.
Dissalate i capperi (achtung, per l'occasione stasera ho fatto la variante deluxe con i frutti del cappero panteschi in olio extravergine: una goduria immensa che ogni anno la sorellina mi porta come souvenir), sciacquate brevemente le olive kalamata dalla salamoia (non chiedetemi perché, ma io ne metto sempre sette contate!), sciacquate pure il mais e tagliate a cubetti la scamorza.
Mettete tutto in una gigantesca ciotola, condite a piacere e gustatevela!

(tenete tutti le dita incrociate per il piccolo Groucho per favore
!)



lunedì 23 febbraio 2009

Un cioccolatoso lunedì!

Cosa dire che già non è stato detto sull'abbinamento cioccolato&pere? Divino. Sublime. Voluttuoso.
Perfetto per iniziare la settimana in dolcezza (si sa, il lunedì è quasi sempre e quasi per tutti uno scoglio arduo da affrontare).
In verità è una tortina preparata per la merenda della domenica pomeriggio, per festeggiare il compleanno di papà Osvaldo e per inaugurare la tortierina nuova piccina. Ma ne è avanzata una fettina ina ina e me la sono gustata in tranquillità a colazione finché il resto della casa ancora dormiva.

Vi lascio appiccicato qui sotto il post-it giallo con la ricettina adattata da mille altre ricette. E con i buoni propositi per il prossimo esperimento, per aggiustare un po' il tiro.

TORTA CIOCCOLATO&PERE

100 gr di farina 00
100 gr di zucchero di canna
75 gr di burro
2 uova
80 gr di cioccolato fondente 70%
50 gr di panna fresca
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 grossa pera
1/3 di stecca di vaniglia
1 pizzico di sale
2 cucchiaiate di Ron

Preriscaldate il forno a 160°.
In una capiente ciotola montate (Vivi, con la frusta!) le uova intere con lo zucchero (ho scoperto durante il corso di pasticceria che per montare bene le uova fino a che diventino bianche e spumosissime, devono essere a temperatura ambiente. Io le ho tirate fuori dal frigo la sera del sabato per preparare la torta la domenica nel primo pomeriggio).
Fondete a bagnomaria il cioccolato spezzettato con la panna e il burro, aggiungete la vaniglia (i semini di mezza stecca circa). Amalgamate il tutto con cura e versate il composto a filo nella ciotola delle uova montate, mescolando continuamente.
Setacciare la farina con il cremor tartaro (o lievito per dolci, va bene comunque) e aggiungerla all'impasto.
Quando sarà perfettamente amalgamato, aggiungere la pera privata della buccia e del torsolo e tagliata a tocchetti.
Versate l'impasto in uno stampo di diametro 22 cm, accuratamente imburrato, ed infornate per una mezzora.
Sformate su una griglia e lasciate raffreddare prima di servire.

note - secondo me una pera, seppur grandicella, era troppo poca (vi ho allegato anche una fotina della fetta, scattata stamani alle 7 prima di papparmela a colazione!). Due pere, comunque, sarebbero state troppe. La prossima volta ne cercherò due piccine (o me ne mangerò mezza finché la taglio!!!). E poi prima di aggiungerle all'impasto, le farei saltare in padella con rhum e zucchero, come per la crostata di qualche tempo fa. Yummi!

domenica 22 febbraio 2009

ridi, ridi...

...che la mama l'ha fato i gnochi!
Sì, lo so che c'è poco da ridere perché sono in ritardissimo, ma è comunque ancora Carnevale! E, ricordate, vi avevo già raccontato del nostro venardi gnocolar! Quest'anno la mamota ci ha preparato gnocchi e fritole giovedì, sapendo che io e la Peponzola il venerdì non abbiamo un secondo di tempo: dobbiamo correre a vedere la sfilata dei carri! Quest'anno abbiamo fatto tardissimo, siamo tornate a casa quasi alle 21, dopo aver ballato e cantato e lanciato stelle filanti e coriandoli e preso al volo un sacco di caramelle! Giusto un toast al volo e a nanna subito... e niente gnocchi del venerdì.
Pazienza. Ci siamo rifatte sabato a pranzo. E senza tanti scrupoli, ogni giorno è buono per papparsi un bel piattone di gnocchi fumanti!

GNOCCHI DI PATATE
500 gr di patate farinose
farina 00 q.b.
un pizzico di sale

Il segreto per fare ottimi gnocchi sono solo le patate. Devono essere quelle farinose e vecie (no patate nuove, troppo acquose) che sono perfette. Tanto per fare un esempio, questa volta su 500 gr di patate (pesate ancora crude e con la buccia) ho usato circa 90 gr di farina, sufficienti per preparare un primo piatto per tre persone morigerate o per due pesone golose.
La Nonna Bruna non metteva l'uovo, e io seguo la sua tradizione: lessare le patate con la buccia (attenzione, segnalo il metodo Berso... rapidissimo con il microonde e devo dire che funziona!), provo la cottura infilzando le patate con la forchetta, quindi le scolo e procedo con l'ustionante pelatura!
Una volta pelate le patate e private di eventuali imperfezioni con un coltellino, le "schiso" (schiaccio) in un ciotolone con l'apposito attrezzo (schiacciapatate) e le lascio raffreddare.
Quando le patate hanno raggiunto una temperatura ragionevole, aggiungo un pizzico di sale e poi la farina un cucchiaio per volta, finché "ne prendono" (traduco letteralmente dal "fin che le ghe ne ciàpa" o "quela che le tòl" della nonna).
Questa volta le patate erano favolose e ho usato solo 80 gr circa di farina per 500 gr di patate (ho pesato la farina apposta per voi, per farmi perdonare di tutte le volte che non sono precisa con i tempi di cottura o le dosi, visto che cucino "a ocio"!).
Una volta impastato per bene, preparare sul piano leggermente infarinato dei rotolini del diametro di circa un cm e mezzo, tagliateli a tocchetti con il coltello e fateli "rugolàr col dielon" (rotolare, con l'ausilio del polpastrello del pollice) sul "dedrìo del pìron" (sui rebbi della forchetta rovesciata) per creare le "righette" sul dorso degli gnocchi, oppure sul "dedrìo" della grattuggia, in questo caso i vostri gnocchi avranno dei simpatici quadrettini (a me piacciono di più con i quadretti, ma la Pepi ritiene che con le righette siano "così eleganti"!).
In una pentola portate ad ebollizione abbondante acqua salata, quando ha raggiunto il bollore tuffate gli gnocchi: quando vengono a galla "càteli su con la schiumarola" (per anni ho pensato che "schiumarola" fosse un termine dialettale per definire il mestolo forato).
Passiamo al condimento, e qui c'è l'imbarazzo della scelta.
I veronesi DOC (carnivori) li apprezzano conditi con la Pastisada de caval.
Un buon piatto di gnocchi fatti in casa è delizioso anche solo con burro fuso con una foglia di salvia e spolverizzati di abbondante parmigiano.
In molti li amano con il sugo di pomodoro, altri con il gorgonzola (abbinato alle noci o alla rucola). Io questa volta ho provato a condirli (oltre che con il sugo di pomodoro) con una fondutina di formaggio Monte. STRASRLURP!

EVIVA EL PAPA DEL GNOCO!

domenica 15 febbraio 2009

Baci a lume di candela...

...ah, che Golosastra romantica! In effetti il contesto poteva essere davvero quello di un intimo idillio da cronaca rosa. E invece si è rivelato un pasticciosissimo momento di complicità con la mia peponzola (che ad onor del vero dopo un'ora e quaranta di luce ondeggiante delle mie candele ha supplicato di poter accendere almeno una luce vera, perché le sembrava un fuMerale!).
Così la (poco) paziente mamma si è rassegnata ad accendere la luce della cucina, per fortuna con lampadina a risparmio energetico, e a spegnere (quasi) tutte le candele.
In quel lasso di tempo siamo riuscite a preparare insieme questi dolcetti che non hanno bisogno di cottura, sono buonissimi (o almeno a me sembrano deliziosi anche perché mi ricordano gli anni del Liceo: erano i "dolcetti ufficiali" di quasi tutte le occasioni, la ricetta originale credo fosse della mia amica e compagna di classe Lally).
Ve la lascio, preparatela a lume di candela perchè è facilissima, anche per una bambina!

BACI AL COCCO

370 gr di confettura di marroni
75 gr di cacao amaro
250 gr di cocco rapé
3 cucchiai di zucchero
1 uovo

Mescolate insieme tutti gli ingredienti (tranne una manciatona di cocco) fino ad amalgamarli perfettamente.
Formate con le mani tante palline della dimensione di una piccola noce, che rotolerete nel cocco.
Tutto qui, facile vero?


C'è qualcos'altro che bolle in pentola. O meglio, ha già bollito a lungo.
Finalmente, si tratta della ricetta per svuotare la dispensa di legumi di Mikamarlez!



Signore e signori, la prima raccolta di Mikamarlez!


Questa è una zuppa supernutriente e ricca di proteine vegetali, perfetta per le vegetariane come me, perfetta per chi nelle fredde serate invernali ama scaldarsi l'anima con una fumante zuppa, perfetta per chi ha mille avanzi nei barattolini dei cereali e dei legumi. Non è adatta invece a chi non ha tempo, perché richiede un po' di pazienza nel "programmare" la cena già dalla sera prima!
Però ne vale la pena, e soprattutto potete adattarla a quello che c'è in dispensa... sì quel sacchettino o barattolino che vi guarda male perché l'avete abbandonato!

LA ZUPPA DI MIKAMARLEZ

200 gr di riso integrale
100 gr di soya verde
100 gr di lenticchie di Brii
50 gr di fagioli rossi Azuki
1 porro
sale o dado vegetale
olio extravergine di oliva
erbe aromatiche (timo, alloro, salvia, erba cipollina)

Mescolate i legumi e lasciateli in ammollo per una notte in una capiente ciotola con abbondante acqua, che cambierete almeno due/tre volte. Ricordatevi di usare una ciotola grande perché i legumi durante l'ammollo aumentano di volume e soprattutto gettate l'acqua quando la cambiate, non utilizzatela, ed eliminate eventuali legumi che vengono a galla.

Quando i vostri legumi saranno pronti, scolateli e sciacquateli.
Mettete in ammollo per qualche minuto anche il riso, per eliminare eventuali chicchi galleggianti, quindi con l'aiuto di in un colino sciacquatelo sotto l'acqua corrente.
Prendete la parte bianca del porro lavatela e affettatela sottile, quindi stufatela brevemente con un paio di cucchiaiate di olio extravergine di oliva.
Uniteli il riso e i legumi al porro e aggiungete almeno il doppio del volume di acqua fredda. A piacere insaporite con erbe aromatiche (timo, alloro, salvia... quel che vi garba e che avete a disposizione!).
Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate andare a fuoco lento per almeno un paio d'ore. Aggiungete il sale (o il dado vegetale, se lo preferite) solo a cottura ultimata affinché la buccia dei legumi non indurisca.
Servite con un filo di olio extravergine di oliva.

note - Se avete un pezzettino di alga Kombu, aggiungetela ai legumi in ammollo: utilissima per rendere più digeribili i legumi, per facilitarne la cottura e se non sbaglio li arricchisce anche di preziosissimi sali minerali.
note bis - Questa zuppa è ogni volta diversa. Una volta c'è il farro decorticato, un'altra volta l'orzo. Ci si può sbizzarrire con le varietà di legumi, si può aggiungere la carota o il sedano o la cipolla... in più un pizzico di peperoncino, o spezie diverse (curry & co.) se vi piacciono.
Insomma, liberate la vostra fantasia e libererete la vostra dispensa!).

venerdì 13 febbraio 2009

cinque... quattro... tre... due... uno...




ZERO!


Ora spegniamo le luci (e pure il pc) e ci illuminiamo di meno anche io e la peponzola.
Prepareremo dei dolcetti e canticchieremo a lume di candela.
Io ci provo, e voi?

Clic...



piesse - anche loro ci sono!
F.A.N.
Fra
Fiordisale
Lo e Marco
Mikamarlez
Stelladisale
...e tanti tanti altre amiche e amici luminosissimi!

lunedì 9 febbraio 2009

La ruota del mulino...

...che macina la farina
e fa la polentina
la polenta è quasi cotta

me la mangio con la ricotta
me la mangio col pesciolino

la polenta di Beppino!


Faceva più o meno così la filastrocca che la mia Peponzola aveva imparato al nido. E io, dal giorno della gita al mulino, ancora la sto canticchiando.
Il mio shopping al mulino è stato abbastanza modesto (tanto, che bello, posso pure tornarci, no?) anche perché nella mia dispensa c'è già un discreto assortimento (e pensare che a casa della maggior parte delle persone che conosco la fornitura è unicamente di banalissima farina 00 del supermercato).
Però non ho saputo davvero resistere alla farina di 5 cereali (nella quale c'è anche quel grano antico che profuma lievemente di vaniglia) e ai semini di girasole e di zucca, già decorticati, che mi mancavano. Andate a sbriciare il post di Astrofiammante, con le foto del mulino!

Il primo esperimento è stato il pane (eeeeh, potevo esimermi?). Buono, il sapore è proprio buono ma... credo di dover ancora prendere un po' di confidenza con questa farina.
Il pane è stato preparato come di consueto adattando la ricetta di Lo: ho utilizzato 250 gr di farina manitoba e 250 gr di farina ai 5 cereali, circa 5 gr di lievito, un cucchiaino di sale e acqua quanto basta per ottenere un bell'impasto elastico.
Dopo 24 ore circa di lievitazione e reimpasti, ottengo una bella pagnotta gonfia gonfia ma... in cottura si è abbassato, appiattito. Uffi. Ci sono rimasta male! Vabbé, ritenta e (forse) sarai più fortunata.

Poi, dopo un paio di giorni, che cosa vedono i miei occhi sul blog di Adina?
Ecco, ve lo racconto subito...





CRACKERS DI ADINA
la ricetta originale qui

140 g di farina semintegrale
140 g di farina ai 5 cereali
50 g di burro
1 presa di sale
20 cl di latte
10 gr di semi di sesamo
10 gr di semi di girasole
10 gr di semi di zucca
10 gr di semi di ajwain
10 gr di semi di papavero

Mettete la farina, il burro, il latte e il sale in una capiente ciotola. Mescolate il tutto, quindi aggiungete i semini e acqua quanto basta per consentirvi di amalgamare bene l'impasto, otterrete un palla dalla consistenza elastica, che lascerete riposare per qualche minuto
Nel frattempo portate la temperatura del forno a 180°.
Con il mattarello stendete sottile la pasta e tagliatela con la rotella dentata (a rettangoli o losanghe, come più vi garba).
Infornate a 180° per circa 10/15 minuti, fino a che saranno ben dorati.

note - questi cracker sono rapidi e golosi... la prossima volta uso altri semini e li stendo più sottili, perché secondo me devono essere sottili e croccanti. I semi di zucca e di girasole non mi hanno consentito di tirare la sfoglia più sottile di così.

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Le ultime righe (badate bene, non sono ultime per importanza) sono a sostegno di quanto già detto con molta chiarezza ed in modo esauriente da Gisella, da Lorenza, da Marco, da Stella, da Vera&Silvia e da chissà quanti altri che hanno deciso di far sentire la loro voce.
Io vorrei far sentire il mio assordante silenzio, l'ingombrante suono di chi è rimasto totalmente senza parole. Lo sentite? LO SENTITE???

martedì 3 febbraio 2009

In quattro e quattr'otto...

...io ti sforno un buon biscotto!

Ho scovato la ricetta su... ehem... non ricordo. La verità è che non avevo uova in casa, volevo assolutissimamente fare dei biscottini per la merenda della Peponzola e dei suoi amici e ho googlato. Ho trovato questa ricettina che mi sembrava interessante, l'ho scritta al volo su un post-it giallo pulcino e ora non riesco a trovarne la fonte, anche se sono quasi certa che fosse su cookaround (se qualcuno trova il link e me lo segnala sarò lieta di inserirlo!).
Avevo deciso di dedicare questa ricettina ad una certa fortunata pennuta, (le avevo preparato in dono anche la fotina con i biscottini infiocchettati) ma siccome sto schiattando di invidia e lei lo sa il perché, i biscottini me li tengo tutti io. Ecco!


BISCOTTI ALLA PANNA
(SUPERFACILISSIMI!)
250 ml di panna fresca da montare
350 gr di farina 00
150 gr di zucchero
1 cucchiaio di lievito
1 pizzico di sale
(vaniglia e zucchero a velo, facoltativi)

In una ciotola mescolare la panna con la farina, lo zucchero, il lievito e il pizzichino di sale.
Se vi piace aggiungete i semini di mezza bacca di vaniglia.
Impastate fino ad ottenere una pallotta liscia ed elastica.
Preriscaldate il forno a 200°, stendete l'impasto con il mattarello, tagliate i biscotti nella forma che più vi piace e disponeteli sulla placca rivestita di cartaforno, un po' distanziati perchè poi cresceranno in cottura.
Infornate per 10/15' circa, finché sono appena dorati.
Quando sfornate lasciate raffreddare su una griglia, se vi piace spolverizzate di zucchero a velo (alla Pepi piace tanto mettere lo zucchero a velo, e devo ammettere che su questi biscotti ci sta bene perché non sono troppo dolci).

Temo che questa diventerà una ricetta molto sfruttata in casa, stamane ho già dovuto fare un secondo round di biscotti perchè dopo la merenda di ieri, il pacchettino da asporto e la colazione di questa mattina, ne erano avanzati solo DUE!

piesse - la prossima volta quasi quasi provo con lo yogurt al posto della panna. Secondo voi viene un macello?

domenica 1 febbraio 2009

Buon compleanno!


se vuoi anche tu una scritta glitter clicca qui

Oggi LaGolosastra compie 1 anno!
Sì sì sì, è già passato un anno dal primo, titubante post biscottoso. Sinceramente non credevo che un anno di blog volasse così velocemente.
Un primo momento di riflessione l'avevo fatto per la Gallinella, quindi ora quindi pensiamo solo a festeggiare. E per festeggiare ci faremo due risate con le infinite curiosità che si scoprono consultando i report di ShinyStats (ihihi era da una vita che volevo farlo!).

La sezione MOST REQUESTED
Le chiavi di ricerca più quotate sono "La Golosastra" (e qui non ci voleva tanta tanta fantasia) e "pane fatto in casa" (e questo lo dico con molto orgoglio e con un certo appetito) e poi, anche se ancora non capisco perchè ci si ostini con questa richiesta "buon compleanno sorellina" (tutti i mesi nella top ten, giuro!).
Frequenti anche le richieste di informazioni per "colazioni bologna mattina presto" (qualcuno sa darmi questa info così il/la disperato/a che si aggira all'alba per Bologna con una fame atroce risolverà le sue pene.).
Seguono le svariate interpellanze in merito ai picnic "come si fa un picknick" (senza la kappa, forse?) o anche "dove fare un pic nic a prato" (ma... A prato o NEL prato?).
Mi preme però rispondere a chi ha chiesto "come fare un picnic in casa". Dunque, vai in cucina, rovista nella dispensa e prepara un ricco cestino. Ora piglia il tuo bel cestino e dirigiti verso il salotto, quindi stendi la tradizioale tovaglia a quadretti sul pavimento (non vale accendere la tv) ed ecco fatto! Alla fine del picnic ricordati di non lasciare briciole e cartaccie per terra!

La sezione CUCINA&CO.
E siccome siamo qui per parlare di qualsiasi cosa commestibile e possibilmente goloso, è lecito informarsi su "la differenza dell'impasto della pizza nella teglia e quella a terra" (io non lo so, ma credo che preferirei mangiare la prima) o il "mojito allo zenzero ricetta" (Boh. Io parteggio per il partito conservatore del mojito, niente zenzero). Oppure, dato che è carnevale mi si chiede "hai delle frittelle collaudate"? Sì, ma me le sono magnate tutte! E che dire delle "torte ridicole" (sei nel posto giusto, baby!) e delle comunicazioni tipo "faccio la pizza con il bicarbonato invece del lievito" (brava/o, poi ci fai sapere com'è venuta?).
Alla faccia della globalizzazione, ci chiedono "que es el farro en argentina" (es lo mismo que en otro pais?)


La sezione STRANO MA VERO
C'è chi cerca googlando disperatamente:
"gioco per bmbini gratis per pc farcire i panini" (i tuoi BMBINI non desiderano nient'altro?)
"nano; puzza; fossa biologica" (noooooooo, vi prego! puzzachepuzzachepuzza!)
"per svegliarsi la mattina presto" (mettere la sveglia pare sconveniente?)
"vendita furoshiki"(ti darei volentieri un consiglio, tesoro, ma prima spiegami cosa sono)
"del maiale non si butta via niente" (io non uso manco niente del maiale, porello!)
"della donna non si butta mai niente" (?)
"gita scolastica iii a" (io sono stata in 3F e in 3H, mai in sez. A)
"donne anni venti" (eh no, spiace ma sono un po' più ggggiovane!)
"percè va di moda lo zebrato" (cè ne so io?)
"maltempo e cervicale"(uhmmmm, è una gufata?)


La sezione XXX (vietato ai minori di anni 18)
"incontri speciali" e "www.incontri speciali" (caspita, una voce che è presente tutti i mesi nelle statistiche. Devo preoccuparmi?)
"con la zia non è peccato" (ohssignur, non voglio sapere di cosa si parla...)
"donne con frustino" (anvedi, pure il frustino)
"donna padova uhhhh"(... aaaahhhh!)
"veronica treviso alta bionda" (forse con qualche altro indizio riesci pure a rintracciarla!)
e, direttamente da Sex&The City... "carrie golosastra"!!!

La sezione VARIE ED EVENTUALI
"appena accendo il forno, salta il salvavita" (come ti capisco. Il mio è passato a miglior vita.)
"lupo bianco abetone commenti" (uuuuh, che bei ricordi... altro che Bologna!)
"la mia amica mi ha detto una bugia" (mi spiace tanto tanto, tesoro)
"mai più confesserò..." (appostocosì)
"piscina salata vegetariana" (???)
"ebay aiuolik" (la trattoria Muvara vende golosità su eBay?)
"bonus 4 bambini" (citofonare Tremonti, please)
"flaccopesci" (ora so cos'è, o meglio chi è, e la ringrazio per attirare visite al blog!)


Qualcuno voleva sapere "che cosa significa divertiti un sacco"? Mah, c'è chi si diverte un sacco anche con poco, per esempio leggendo le statistiche d'accesso al blog! Ad oggi, il blog conta 19.380 visite (e 35.192 pagine viste, il che credo significhi che chi arriva qui non se ne va subitosubito ma si ferma a curiosare). Io non so se questi numeri sono degni di nota. Io ne sono comunque fiera e "con gioia ti dico grazie". Altra chiave di ricerca, perfetta per ringraziare chi, come te che stai leggendo, passa di qui e talvolta lascia un segno, un commento, un saluto. O anche niente. Scivola via silente ma a ShinyStats non è sfuggito!

Infine, vi informo che se io sapessi "com'è fatta la dieta ferrea" probabilmente non avrei passato un anno a spignattare, fotografare e postare (beh, e pure a magnare de gusto!).
Tanti auguri LaGolosastra!

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attenzione attenzione, aggiornamento ANSA ore 15.20!
La sezione LASTMINUTE, ovvero in una sola mattinata cosa può succedere:
"cercasi cuochi pizzaioli all'abetone" (preparo i bagagli e la tavola da snowboard?)
"broccolare" (possiamo metterla nella sezione XXX?)
"macchinetta per fare polpette" (esiste?)
"polpetta più grande al mondo" (ecco a cosa serve la macchinetta!)
"misciumeret" (sarà un'amica di Flaccopesci?)

Infine, un caro saluto all'ASL VARESE che è passata a far visita alle ore 13.19!