sabato 31 gennaio 2009

ΦΕΤΑ ΣΤΟ ΦΟΥΡΝΟ

Dopo una così bella giornata in compagnia di personcine davvero deliziose che ringrazio davvero di cuore (ai link manca Aldarita, che blogger ancora non è, ma la aspettiamo presto), l'unico mio pensiero è stato quello di impastare subitosubitosubito il pane per domani con la farina di 5 cereali macinata questa mattina davanti ai miei occhi dal magico Sig. Mauro del Molino Bertolini di Caprino Veronese (VR). Magico davvero, perché ti sa incantare mentre ti racconta la favola del grano antico le cui sementi vennero custodite gelosamente dopo la bonifica dell'Agro Pontino, e poi amorevolmente coltivate per ottenere pochi quintali di un grano che profuma di vaniglia quando lo macini.
Le parole di Mauro e Anna illuminano la strada, nel viaggio alla scoperta dei cereali, perché c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare. E vorrei tornare presto a trovarli.

Mi sono emozionata come una bambina in un negozio di balocchi, sono felice di aver condiviso questo momento con questa allegra combriccola (Lo e Viviana ci siete mancate tanto!).

Vi lascio questa ricettina super rapida, che più facile di così non si può.
Forse è un po' di voglia d'estate, che ciclicamente si fa sentire, forse un po' di voglia di Grecia (vero, Fastidiosa?). Forse poca voglia di spignattare? Qualsiasi sia il motivo, è un piattino sfizioso, per gustare in modo diverso la "solita" fetta di feta (uh, perdonatemi il gioco involontario di parole).
Da incallita vegetariana, nelle taverne greche per me non era poi facilissimo trovare un'alternativa golosa ai poco vegetariani moussaka, souvlaki, kalamarakia e compagnia bella.
E non è neppure facile comprendere, nelle taverne meno turistiche, quelle imboscate in mezzo alla campagna, il menu scritto in greco. Per fortuna qualche moderno ristoratore ha aggiunto nella carta la traduzione in inglese, così ho potuto scoprire il piacere di questa "Feta sto fourno", ovvero una fetta di formaggio Feta cotta nel forno molto caldo, magari con una passata di grill, semplicemente condita con buon origano (me rigani/ρίγανη) e un pizzico di paprika (me paprika/πάπρικα) guarnita da qualche oliva nera (elies/ελιές) e per finire un filo di olio di oliva. A seconda del posto, qualche volta era cucinata al cartoccio, altre volte in un tegamino nel forno. A sorpresa trovavo il bonus melanzane (ovviamente fritte) o qualche fetta di pomodoro.
In qualche taverna ho avuto la fortuna di mangiare il saganaki, che adoravo, e che mai sono riuscita a riprodurre a casa.
Devo proprio tornare in Grecia.

giovedì 29 gennaio 2009

BOOOOOOOOOOOMBA!

"Ecco una ricetta per un pane in cassetta delizioso, arricchito con chicchi freschi di mais, peperoncini jalapeños e formaggio piccante..."

Così recitava l'introduzione a questa ricettina, tra le tante contenute nel libretto "Pane fatto in casa" di Sale&Pepe collection.
Ogni tanto pesco qualche ricettina da questo piccolo scrigno di golosità, come quella del pane alle olive e timo, molto molto sfiziosa.
Questo pane (anche se definirlo "pane" mi sembra quasi inappropriato) mi incuriosiva davvero un sacco, e quando ieri dal mio pusher di frutta&verdura sotto casa ho addocchiato un cestino di peperoncini verdi piccantissimi non ho resistito e ne ho preso uno, giusto per provare.
PANE AL MAIS E PEPERONCINI JALAPEÑOS

250 gr di farina 00
30 gr di farina integrale
60 gr di farina di mais
60 gr di semi di mais dolce
1 cucchiaino scarso di sale
60 gr di pecorino piccante grattuggiato
1 cipolla piccolina
1 peperoncino verde piccante Jalapeño
7 gr di lievito di birra
150 ml di acqua tiepida
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaino di miele o malto
olio di semi di mais

La ricetta originale prevedeva dosi doppie per preparare due pagnotte. Io ho dimezzato e adattato le dosi per sfruttare le graaaaandi potenzialità della mia supermegamacchinadelpane (così nel frattempo sono andata a: portare la peponzola a scuola, fare poca poca spesa, affrontare la coda all'ufficio postale, pagare le bollette, salutare la mamota, etc.).
Innanzitutto ho preparato prima la vaschetta della mdp, ungendola per benino con l'olio di semi di mais (ho utilizzato quello di mais perché ho in casa quello buonobuono bio, altrimenti va benissimo l'olio extravergine di oliva).
Ho inserito gli ingredienti seguendo (più o meno) le indicazioni della mia mdp, prima l'acqua, poi il malto e il tuorlo d'uovo leggermente sbattuto, poi il sale, quindi le farine mescolate insieme.
Ho pulito e privato dei semi il peperoncino, sminuzzato per bene insieme alla cipollina, ho scolato il mais (io ho usato quello in scatola, non ho trovato mais fresco), ho grattuggiato il pecorino (io ho utilizzato un pecorino pugliese piuttosto piccantino che ci hanno regalato) e l'ho aggiunto agli ingredienti.
Per ultimo il lievito di birra sbriciolato. Ho selezionato il programma base, e la cottura media.

Ovviamente chi non avesse la mdp o non avesse bollette in scadenza da pagare, può impastare a mano, in questa sequenza:
-in una grossa ciotola unite le farine, il mais, il formaggio, cipolline e peperoncino
-mescolate bene, fare una fontana al centro
-sbriciolate il lievito nell'acqua, scioglietelo bene e versatelo al centro della fontana
-unite l'uovo e il malto (o il miele)
-incorporate gli ingredienti solidi gradualmente fino a formare un impasto morbido ma non appiccicoso
- trasferite su una superficie infarinata e impastare per 5 minuti
- rimettete l'impasto nella ciotola (pulita e asciugata), coprite con pellicola e lasciate lievitare in luogo caldo finché il volume non sarà raddoppiato (dicono circa mezz'ora)
- trasferite l'impasto su una superficie infarinata, schiacciatelo con le nocche per sgonfiarlo, modellate quindi l'impasto a forma di cilindro e mettetelo in uno stampo da pane in cassetta
- inserite il tutto in un grande sacchetto per alimenti, gonfiatelo leggermente e sigillatelo
- lasciate lievitare fino a che non raddoppia di volume (un'ora circa)
- accendete il forno a 200°
- estrate la pagnotta dal sacchetto, infornatela per 30' fino a doratura
- lasciate raffreddare su una griglia

Il libricino consiglia di abbinarlo a cucina messicana, alle insalate o di utilizzarlo per insoliti panini.
Io ne testerò il gradimento questa sera... ihihih... a me piace!

note - il formaggio deve essere un po' piccante (nella ricetta è consigliato un cheddar o un pecorino toscano stagionato).

ACHTUNGBABY - attenzione a non grattarvi bocca-naso-occhi dopo aver maneggiato il peperoncino killer. Io l'ho fatto e sto ancora piangendo. Ho anche dato una grattatina sul naso di caneGerry e non ha affatto gradito.

lunedì 26 gennaio 2009

Buon Capodanno lunare!

Siccome non ho fatto i miei buoni propositi per l'anno nuovo, prendo al volissimo l'occasione di questo "Lunar New Year" e raccolgo l'invito della mia Gallinella preferita per assolvere a questo oneroo impegno. Onerosissimo, perché poi io sono di una bravura disarmante a non mantenere i buoni propositi. Sono "solo" 8 e a me sembrano un miliardo!
Quando Lo mi ha coinvolta nel meme, mi sono sentita molto Bridget Jones: il suo Diario inizia esattamente con i buoni propositi (quasi tutti disattesi) per l'anno che inizia.
Ah, per la cronaca, io iniziai a leggere il "Diario di Bridget Jones" proprio a Capodanno. Un presagio?
Vabé, via con i buoni propositi:

1 - diventare più egoista. Non sono pazza, ma dovrei davvero pre(ten)dere più tempo per me stessa, per il mio relax totale.
2 - del sopraddetto tempo-per-me-stessa, devo assolutamente dedicarne di più al movimento, ricominciare ad andare in piscina, per esempio, o rispolverare i miei amati rollerblade. Qualsiasi cosa.
3 - assolutamente in primavera devo prendere un aeroplanino e volare dalla mia amica Alessia. Lo voglio fortissimamente. Rinuncerei anche al tanto desiderato Kitchen Aid di qualsiasi colore (tanto comunque non me lo regaleranno, né io non me lo autoregalerò, mai! )
4 - cambiare casa. Voglio una casa in cui sentirmi veramente a casa, con tanta luce, con una cucina a dimensione di Golosastra e un grande tavolo da pranzo! Se poi ci fosse anche un bel terrazzo... E magari un quadrupede felino...
5 - di conseguenza al punto 4: invitare più spesso gli amici e le amiche a cena, a pranzo, a merenda!
6 - viaggiare, sì viaggiare. Anche solo per un giorno. Beh, almeno per andare in gita a Venegono Inferiore.
7 - fare musina (chi è che sa cosa significa?) per acquistare una macchina fotografica seria e dedicarmi con più impegno a fotografare. In alternativa, trovare il coraggio di scattare con la reflex a pellicola (ho taaaanta paura di sprecarla! Con il digitale ci si fa meno problemi e si sperimenta di più)
8 - diventare più ordinata. E più brava ad eliminare tutto quello che davvero non serve più (Cri che ne dici di cominciare riordinando l'archivio di foto nel pc?)

Forse dovrei passare la palla ad altre persone: chi non ha ancora fatto i suoi buoni propositi si faccia avanti e si impossessi del meme!


Intanto vi lascio il mio esperimento del weekend. Le mantovanine al malto, dedicate alla mia *Stellina* (quando ti ripigli ricordati che ti aspetta un invito a cena!).
MANTOVANINE AL MALTO

(grazie a Cameron di Cookaround che ha pubblicato il procedimento)



250 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di malto
500 gr di farina manitoba
8 gr di lievito di birra


Ho utilizzato il metodo "solo impasto" della mdp, ho variato leggermente le dosi indicate da Cameron perché con così poca acqua mi risultava troppo asciutto.
Ho messo due cucchiai di malto perché volevo raggiungere il risultato un po' dolcino delle mantovanine al malto di De Rossi, e la prossima volta oserò di più (erano ottime, spazzolate 16 mantovanine nel corso di una cena in 4 adulti!).
In pratica: nella ciotola inserire gli ingredienti nell'ordine indicato. Selezionate il programma"solo impasto" (e lievitazione).
Estraete la pallotta dalla ciotola, dividetela in 16 pezzi (se volete le mantovanine, se le preferite più grandi dividetele in soli 8 pezzi) e seguite il procedimento spiegato da Cameron (ovvero stesura, arrotolatura, stesura di nuovo, arrotolatura di nuovo. Ok, forse non sembra ma è davvero facile, ma guardate le sue foto che sono chiarissime! Io l'ho fatto con il mattarello, non è indispensabile la macchinetta per sfogliare.).
Prima di infornare praticate il taglio sul cocuzzolo, io ho infornato a 240° con una ciotolina di acqua per mantenerle più morbide.
Le ho lasciate in forno fino a doratura, circa 15'.

Sono molto molto molto orgogliosa di aver provato a farle, fin da bambina adoro questo formato di pane! Anche la Pepi era felicissima!





domenica 18 gennaio 2009

Farina del mio sacco!

"Farina del mio sacco" è una qualità di farina che ho addocchiato al mio (e di Marta) primo incontro del corso di Pasticceria e che mi ha fatto morire dal ridere. Non è uno scherzo, hanno dato davvero un nome del genere ad una farina!
Eh, sì, avete capito bene: Corso di Pasticceria! Io e Marta ci siamo lanciate in questa miniavventura (sono solo due incontri) nella speranza di carpire i segreti e i trucchetti di mille golosità. Ai post(eri) che verranno l'ardua sentenza.
Intanto posso dire di essermi divertita, nonostante il mio pancino sia stato in tumulto per tutta la settimana (maledette influenze!) e di conseguenza la prospettiva di assaggini di cremine&co. non mi entusiasmasse particolarmente. Pasticciare in compagnia, devo ammettere, mi è piaciuto molto. Ho usato anche il Kitchen Aid: sì sììì sììììììììì, era bellissimo, biancobianco come gli albumi montati a neve!
PSSST... Qualora vi fosse un benefattore in ascolto (vabbé, in lettura) : OK, mi piace anche bianco. Di più verde, ma anche arancione. Non è male anche alluminio e il rosso è molto ciliegioso.
Dopo le doverose presentazioni, una premessa sulle tipologie di farina e la descrizione di ciò che avremmo preparato durante il primo incontro, poi ci siamo lanciate in cucina a pastrocciare, con i nostri bei grembiulini bordeaux e la cuffietta bianca (!!!).
Prima di andare a casa, brindisi con un bicchierino di Durello e poi pizza e focaccia per tutti con un bicchiere di birra (ovviamente io non ho mangiato e ho bevuto acqua... sgrunt!).
Mercoledì prossimo il secondo e ultimo incontro, che spero di affrontare nel pieno delle mie energie perchè voglio preparare la pasta sfoglia, e soprattutto voglio godermelo un po' di più!

Dopo una settimana di patate al vapore & riso bollito, innaffiati da un aromatico finocchietto DOCG, oggi mi sono un po' più lasciata andare e a pranzo... pizza per tutti!
Oltre alla "solita" pizza al piatto che non è farina del mio sacco (ricetta di Adriano, as usual) ma ormai è diventata un must con obbligatoria cadenza settimanale, sta entrando nelle abitudini anche la focaccia croccante di Adriano, che dopo un primo incerto tentativo e un seguito più incoraggiante, è entrata a far parte delle abitudini di casa ed è sempre molto molto apprezzata anche nella variante alle patate che vi illustrerò di seguito. La sperimentazione con le patate (so che la patatara per antonomasia apprezzerà) è nata dal tentativo di imitare la schiaccia di Marina di Grosseto, che golosamente divoravo quasi ogni giorno durante le mie vacanze al mare!

FOCACCIA CROCCANTE ALLE PATATE

per l'impasto (una placca da forno):
175 gr farina Manitoba
175 gr farina di semola rimacinata
280 gr acqua
13 gr olio extravergine di oliva
8 gr sale
4 gr lievito fresco

per il condimento:
3 patate medie
sale di Cervia (o fiordisale)
olio extravergine di oliva
erba cipollina (o rosmarino)

Se disponete di un'impastatrice, seguite le indicazioni di Adriano
Io (visto che Babbo Natale non ha ricevuto la mia letteria, maledetti servizi postali!) ho provato a sfruttare le potenzialità della funzione "solo impasto" della macchina del pane. Vi spiego di seguito come procedo.
Primo step: sciolgo il lievito in 125 gr di acqua tiepida, aggiungo 125 gr di farina manitoba, mescolo e lascio riposare per un'oretta e mezza (deve raddoppiare di volume).
Quindi metto il primo impasto nella ciotola della macchina del pane, aggiungo l’acqua rimanente e poco più della metà delle farine, miscelate, che restano e avvio il programma "solo impasto".
Dopo un paio di minuti apro il coperchio (nella mia si può fare, non so se tutte le mdp sia assomigliano) aggiungo il sale, poi di seguito il resto delle farine e quando si è tutto amalgamato aggiungo l'olio a filo. Quando la macchina ha finito di impastare (e si prepara per far lievitare l'impasto) io la spengo, mi piglio il mio impasto e lo metto in una pirofila leggermente infarinata con la semola e copro con una ciotolona di vetro.
Dopo un'oretta, prendo l'impasto e dò la piegatura a 3 (spiegata qui da Adriano), copro di nuovo con il ciotolone per un altro quarto d'ora (a volte anche di più perchè me la dimentico...) .
Nel frattempo preparo la placca del forno ben oliata e quando è il momento stendo la pasta tirandola con delicatezza per non schiacciare le bollicine (no mattarello, no schiacciare con le dita... sperimentate e troverete la vostra strada! Io subito non avevo capito come fare, ora è una passeggiata!).
Oggi ho saltato a pié pari il passaggio in frigo, ho solo coperto la teglia con uno strofinaccio un po' umido e l'ho lasciata sopra al piano cottura mentre portavo il forno sottostante alla massima temperatura.
Ho pulito, pelato, lavato e asciugato tre patate di medie dimensioni, le ho affettate sottilissimissime con la mandolina e le ho messe in ammollo in acqua calda salata.
Al momento di infornare, ho steso le patate (senza asciugarle così rimangono più umide e non si seccano troppo nel forno) in modo uniforme sulla superficie della focaccia.
Un filo di olio e poco sale (io non ho fior di sale, uso il sale di Cervia), un pizzico di erba cipollina (di solito metto il rosmarino, ma oggi pioveva e non mi andava di andare fuori al freddo a tagliarlo...) e via nel forno, una decina di minuti nella parte bassissima, poi in nella parte alta così si dorano per benino le patate.

Attenzione, è pericolosissima. Io soffro di una preoccupante dipendenza da focaccia alle patate.

domenica 11 gennaio 2009

Più polpette per tutti!

Ma... si è capito per caso che ho una passione per le polpette? E l'ho pure passata (DNA?) anche alla Pepi. In effetti le polpette sono proprio simpatiche. Così cicciottose... e poi sono versatili, riciclose e (volendo) vegetarianissime!
Il mio pseudonipotone oggi ha pranzato con noi e... ricordate la sua pseudoantipatia per le verdure? Ecco, ha mangiato con tanta gioia anche questa versione.
Non ha gradito molto i semini di sesamo (ma quando ha capito che si trattava dei "semi della saggezza" ha smesso di spulciare le polpette!) e ciò nonostante noi "grandi" siamo rimasti quasi a bocca asciutta! Per fortuna le ho servite come antipastino e poi c'era altro per rimpinzarsi!

Non è una ricetta sofisticata, né inedita. Però sono buone buone... croccanti fuori e morbidose dentro. E poi so che c'è qualche lettrice silente che apprezza queste dritte per rendere più appetibili le verdure...
POLPETTE CROCCANTI ALLE VERDURE

2 zucchine
1 carota
1 piccolo porro
1 panino del giorno prima
1 uovo piccolo
una tazza di formaggio grattuggiato
olioextravergine
dado vegetale
semi di sesamo

Pulite le verdure, asciugatele bene e tritatele finemente (le zucchine e la carota potete eventualmente grattuggiarla con la grattuggia a fori larghi). Passatele in padella con un filo d'olio extravergine e mezzo cucchiaino di dado vegetale. Abbassate la fiamma e lasciatele stufare qualche minuto e comunque finché si saranno ben asciugate.
Lasciatele raffreddare un po', quindi mettetele in una ciotola abbastanza capiente, aggiungete il pane sbriciolato, il formaggio grattuggiato (anche formaggi misti), l'uovo e amalgamate per benino il tutto.
Una volta ottenuto un morbido composto omogeneo (se è troppo molle aggiungete un po' di pangrattato), formate delle palline con le mani, passatele nei semi di sesamo appiattendole con il palmo della mano e disponetele in una pirofila oliata.
Cuocete in forno a 180° circa per un quarto d'ora circa, togliete la pirofila dal forno, rigirate le polpette una ad una e rimettete in forno per altri 10/15 minuti, finché non saranno ben dorate.

Consiglio 1 - chi dispone di un microonde con funzione crisp può cuocere le verdure per 10' con l'apposita teglia crisp. Consiglio 2 - per bambini particolarmente verduro-resistenti: potete passare al mixer il composto, come ho fatto io, così e verdure praticamente non si vedono. Inoltre, i semini di sesamo non sono graditi a tutti (anche se potete inventarvi qualche magica storia per convincerli ad assaggiarli). Eventualmente passate le polpette nel pangrattato.


Uh, devo comunicarvi un'altra piccola trovata della Golosastra pasticciona.
Siccome Babbo Natale non si è ricordato di caricare sulla sua slitta un bel Kitchen Aid verde pistacchio (o di altro colore a caso, non sono così capricciosa!), ho provato a sfruttare le potenzialità della macchina del pane (altrimenti detta "il sarcofago" per la sua forma assai poco ergonomica). Esiste una funzione "solo impasto" che non avevo mai sfruttato perché ammetto che per me è una goduria pasticciare con le mani nella farina. Ma qualche volta, nella mia cucinettina, manca lo spazio e alla sottoscritta manca il tempo per impiastricciare. Così ho deciso di sperimentare questa funzione. Niente male!
Ieri panini alle noci, oggi bocconcini di pane alle olive... sognando il Kitchen Aid!
In pratica seguo la ricetta base che utilizzo quasi sempre per il pane con la mdp (3oo acqua, 1 cucchiaio olio, 1 cucchiaino zucchero di canna o di malto, 1 cucchiaino di sale, 250 gr di farina 0/manitoba e 250 di semola, 8 gr di lievito fresco), lascio che impasti per bene poi aggiungo 1 ciotolina di noci tritate o di olive snocciolate a rondelle, e lascio andare.
La mia macchina del pane impiega 1h e 1/2 per impastare e lievitare. Al termine del programma, estraggo delicatamente l'impasto lievitato, lo allungo con le mani infarinate (insemolate? Vabbé, uso la semola...) sul piano del tavolo (pure infarinato) e con una spatola taglio i bocconcini, li rotolo nella semola e li dispongo sulla placca del forno. Copro con uno strofinaccio, li lascio chiusi nel forno per continuare la lievitazione.
Al momento di cuocere, tolgo lo strofinaccio e metto una ciotolina di acqua nel forno, sotto la placca. Inforno a forno spento, quindi accendo il forno a 220°, statico, e lascio cuocere (ehem, a casa mia è detto "il metodo Lo")

giovedì 8 gennaio 2009

ANIMA NERA - LIQUORE ALLA LIQUIRIZIA


La befana è arrivata... solo che non è una brutta vecchiaccia come da tradizione né lascia calze appese al camino (vale anche il termosifone in epoca moderna?). Porta in dono graditi premietti.
La Befana in questione è una frizzante nordica (ma non ve la immaginate biondo platino, è una bella mora!) con un sorriso ed un entusiasmo contagioso. E il premio che mi ha passato l'ha a sua volta stra-stra-stra-meritato.
Il regolamento vuole che dopo aver esposto l'immagine e linkato il blog del donatore (grazie Brii), venga riassegnato a minimo 7 blogger, che andranno avvertiti del premio...
vorrei premiare, in ordine sparso:

La polpetta perfetta (se lo merita anche solo per la sua parmesan crust)
Fiordisale (un punto di riferimento, sempre. "Maestra" di goloserie e di vita.)
Betta (una cara amica... benvenuta!)
Patty (scoperta da poco nel corso di spignattamenti natalizi)
Viviana (altro sorriso contagioso! E con un anno stellare che la aspetta!)
Marco (e vvvaiii... benvenuto!!!)
Marta (dedicato alla nostra golosa avventura... siamo pronte!!!)

Per evitare di cucinare, per poi dover mangiare (ahi ahi ahi forse, ma dico forse, siamo entrati in quella fase dal nome impronunciabile. Ma non sono ancora convintissima di iniziare...), vi lascio una ricettina di un liquore (coooosa? Ad ora di pranzo? Beh, lo potete preparare adesso ma non bere subito!).
Preparato come regalo natalizio ad un estimatore del famoso liquore di Marzadro, pare sia stato gradito nonostante (ovviamente) non sia uguale uguale all'originale. Questo è più intenso e cremoso, forse perché non ho lesinato sulla qualità e quantità della liquirizia.
Se vi piacciono i liquori, se vi piace la liquirizia... provatelo!
Pare che la liquirizia abbia diverse proprietà benefiche: digestiva, dissetante ed emolliente (usata dall’antica medicina come sedativo della tosse). Pare, ho detto.
Da consumare a fine pasto, con moderazione (pare anche che consumata in dosi eccessive, la liquirizia possa causare ipertensione arteriosa e disturbi neuropsochici! Aiuto!).




ANIMANERA (liquore alla liquirizia)
(si ringraziano per gli spunti e i consigli le utenti di cookaround)

700 cc acqua
45 gr liquirizia purissima
200 cc alcool a 95°
300 gr zucchero

Sciogliete nell'acqua lo zucchero e la liquirizia (purissima! Senza zucchero né aromi, io ho usato la Amarelli), a fuoco basso mescolando con pazienza. La liquirizia impiega un po' a sciogliersi completamente.
Una volta ottenuto uno sciroppo liquido e omogeneo, lasciate raffreddare. Poi unite l'alcool, mescolate con cura, lasciate riposare e filtrate con un colino (a maglie non troppo strette perché con queste dosi è bello cremoso) prima di imbottigliare.