lunedì 27 ottobre 2008

Uno sfizio superveloce

Così come superveloci saranno le mie puntatine nel blog.
Vi lascio una ricettina facilissimissima per la quale vi bastano davvero un minuto e un minipimer.
Io adoro salse, salsine & co, da spalmare allegramente sul pane. E ieri ho improvvisato un aperitivo grazie ad ciuffetto di radicchio rosso (che non sarebbe bastato per un'insalata) dal quale è nata questa salsina sfiziosa preparata tutta a crudo.
Non vi indicherò le quantità, vi basterà lavare e asciugare per bene il vostro radicchio, tagliarlo a listerelle e passarlo al mixer aggiungedo un pizzico di sale, mezzo spicchiettino di aglio (se vi piace), grana padano grattuggiato ed un ottimo olio extravergine a filo finché il composto non raggiunge la consistenza cremosa adatta ad essere spalmata.
Me la sono gustata spalmata su pane caldo alle noci (preparato con la macchina del pane: 300 gr di acqua, un cucchiaio di olio evo, un cucchiaino di sale, un cucchiaino di zucchero, 250 gr di farina 0, 250 gr di semola, 10 gr di lievito di birra, 80 gr circa di noci aggiunte quando la macchina "chiama" con il beeep! Seguite le indicazioni del produttore della Vs. macchina del pane, perché non so se le modalità sono le stesse).
Non escludo che ci si possa condire anche un bel piatto di pasta.
Ciaaao e buona settimana!

domenica 26 ottobre 2008

Tu vuò fa l' americano...

Ebbene sì, qualche volta capita tutti di cedere alle tentazioni d'oltreoceano. E ogni tanto capita che in casa qualcuno acquisti una confezione di sciroppo d'acero, a mò di tacito invito a preparare un adeguato supporto mangereccio per "stappare" la bottiglietta.
Ad essere sincera io non impazzisco per i pancakes anche se, come molti della mia generazione cresciuta a pane, Nutella e tivù, mi hanno sempre tanto tanto incuriosito quando vedevo Arnold affrontare quella montagna di frittatine a colazione (infatti a casa mia i pancakes si chiamano "le frittatine di Arnold"!).
Stamattina, complice il ritorno all'ora solare che mi confonde sempre un po' le idee, ci siamo abbuffati all'ammmeregana.
Voilà la ricetta (anche qui ci sono millemila interpretazioni, provate, collaudate e scegliete quella che vi convince di più). Questa ricetta l'avevo trovata (pensate un po') in un vecchio catalogo di cucine country-style, l'ho riadattata nel tempo alle mie esigenze (meno zucchero, meno burro. E metà dosi, perché con mezzo chilo di farina si prepara la colazione per tutta la famiglia Bradford).



PANCAKES

250 ml di latte
2 uova
250 g farina
2 cucchiaini di baking powder (o lievito per dolci non vanigliato)
1 pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero di canna
1 pizzico di cannella
50 g di burro fuso

Sbattete con il mixer il latte e le uova, aggiungete la farina (setacciata insieme al lievito e al bicarbonato), lo zucchero, la cannella e il pizzico di sale e il burro fuso (per fonderlo potete usare la padella dove poi cuocerete il pancake). Amalgamate con cura fino ad ottenere una pastella ben densa (le uova che ho usato erano grandine e ho aggiunto un paio di cucchiai di farina).
Scaldate bene una padella antiaderente, versate un mestolo di composto. Sarà pronto da girare quando sulla superficie si formeranno della bollicine. Girate quindi con l'aiuto di una paletta e portate a termine la cottura.

Servite con abbondante sciroppo d'acero, oppure con marmellata o miele. C'è chi mette anche la panna montata, chi le noci, chi la frutta secca o fresca. Insomma, mangiateli come più vi garba. Beh, confesso che io li ho provati con la nutella e pure con il dulce de leche. E continuo a preferire le brioche!

giovedì 23 ottobre 2008

Dolcetterie...

Scusate la latitanza, sarà così per un po' di tempo. Leggo i vostri commenti e perdonatemi se non rispondo prontamente. Mi aspetta un periodo di delirio, e per tirarmi su il morale mi sono preparata dei biscottini consolatori, per l'occasione ribattezzati dalla mia Pepi "Pan di Pallini" perchè in effetti fare le stelline su 3 teglie di biscottini (visto che ogni teglia contiene più o meno 28 biscotti... no, non ce la posso fare. Dei simpatici pallini andranno più che bene. In fondo quando guardiamo un cielo stellato che forma hanno le stelle?).
Per la ricetta ho pescato a piene mani dal sito del noto produttore (la trovate anche qui), ma siccome detesto la margarina, li ho preparati solo con il burro aumentando un po' la dose (circa 200 gr in tutto), utilizzando zucchero di canna e... vi dirò di più, la prossima volta il miele non lo metto perché secondo me si sente un po' troppo.
Sono buoni, sono già andati a ruba ma NON sono pandistelle. Manca qualcosa (o c'è qualcosa in più, tipo il miele, il cui sapore in questi biscottinim mi disturba un pochino) ma ci ripoveremo e aggiusteremo il tiro.

Domenica invece mi sono dilettata nella preparazione del tormentone "Dulce de Leche", scopiazzando in giro una delle varie ricette. Beh, posso dirlo che non mi fa impazzire? Troppo dolce (del resto io non amo le marmellate in genere).
Appena ho tempo provo a fare un cheesecake che ho visto in un altro blog (porcalamiseriaccia non mi ricordo dove, devo andare a cercare) con topping di dulce de leche e noci pecan.
Giusto per provare l'abbinamento che mi sembrava interessante.
Ok, ora con il tasso glicemico siamo a posto.
A prestooooo (spero!)

lunedì 13 ottobre 2008

Evviva la sucabaruca...


Annuncio specialissimo: da stasera è risolto il mio rapporto conflittuale con la zucca.
Qualche giorno fa (uh, quasi due settimane a dire il vero) vi avevo parlato del mio amore/odio per questo magnifico dono dell'orto. Ecco, da stasera dichiaro ufficialmente conclusa la guerra.
L'armistizio, grazie a Saretta, è stato firmato alle ore 19.00 circa in presenza del fidato microonde.
Infatti, dopo il suggerimento di Saretta nei commenti, questa sera ho giocato il jolly: ho infilato la zucca, tagliata a pezzi grossi, nel microonde (in apposito contenitore coperto) e ho lasciato andare per una decina di minuti.
Risultato? La polpa (cotta alla perfezione) che si stacca automagicamente e senza fatica alcuna dal'antipaticissima e durissima scorza!
Gridando al miracolo, mi sono dilettata nella preparazione di questi gnocchetti supersupersuperveloci e moltomoltomolto sfiziosi.
GNOCCHETTI DI ZUCCA CON SCAGLIE DI MANDORLA
per gli gnocchetti (per due persone)
1/2 zucca (circa 700 gr, con la famigerata scorza e i semi tutti)
sale
farina q.b.
per condire
burro fuso
salvia
mandorle a scaglie
Pulire la zucca privandola dei semi e cuocerla con il metodo superveloce al microonde (vedi sopra) o nel forno (i metodi utilizzati sono diversi, io la metto in una pirofila coperta nel forno a 180° per una mezzora, controllando di tanto in tanto con la forchetta il grado di cottura).
Una volta cotta la zucca, privarla della buccia (ihihihi) e schiacciarla con lo schiacciapatate (che in questo caso è anche uno schiacciazucca) riducendola in poltiglia (io non la frullo perché secondo me diventa troppo liquida).
Lasciatela intiepidire, quindi aggingete un pizzico di sale e iniziate ad amalgamare con la farina, mettetene poca per volta, "finché ne prende" (questa era la regola della nonna Bruna per preparare gli gnocchi di patate, rigorosamente senza uova. Io l'ho applicata anche agli gnocchi di zucca).
Quando l'impasto ha ricevuto abbastanza farina da non appiccicarsi troppo alle dita, formate dei "biscioni" che taglierete con il coltello a tocchetti (o ne farete tante palline a seconda delle vostre preferenze).
Ponete una pentola di acqua a bollire, quindi aggiungete il sale e tuffate gli gnocchi poco per volta.
Sono pronti quando salgono a galla. Scolate con una schiumarola e condite con burro (che avrete fuso con una foglia di salvia) e scaglie di mandorle.
Note - Per rendere ancora più sfizioso il piatto, servite gli gnocchi in una cialda di Grana Padano preparata in questo modo: preparato nel modo seguente: oliate leggermente una padellina antiaderente, scaldatela per bene e versatevi uno strato di grana grattugiato (deve coprire completamente il fondo) lasciandolo fondere. Con l'aiuto di una paletta antiaderente o di legno sollevate la sfoglia che si sta formando e versatela con rapidità su di un piatto fondo o in una ciotola, modellandola con le mani per farle prendere la forma di un cestino. Così ci mangiamo tutto, anche il piatto!

domenica 12 ottobre 2008

Un pranzo quasi estivo...

Un piccolo miracolo meteorologico ha voluto trasformare la "festa degli ottobrini" (momento enogastronomico/mondano che ogni anno celebriamo per festeggiare ben tre compleanni) in un piacevole pranzo all'aria aperta, che date le fresche temperature dell'ultimo periodo, avevamo già programmato di consumare tra le mura della casetta nella Val de l'Oco.
Invece abbiamo apparecchiato una bella tavola all'aperto, tutti dotati di cappellino di paglia o copricapo improvvisato per ripararci dal sole.
Come di consueto ogni partecipante ha dato il suo apporto mangereccio. Ottimi antipasti, dei primi deliziosi, i secondi non-vegetariani pare siano stati parecchio apprezzati (io e la sorellina ci siamo pappate la torta salata riservata alle vegetariane... non tutta, ovviamente), contorni vari e ben due dolci (il tiramisu al melograno della mamota e una sacher sperimentale mia). Il tutto innaffiato da deliziosi vinelli (per lo più della zona, la Cantina di Soave ancora una volta ringrazia per la scelta) e in ottima compagnia (compresi Gerry, Chica e Groucho e il pollaio tutto).
Oggi voglio condividere con voi un modo alternativo per preparare la base per le torte salate (per evitare di pigliare dal banco frigo del supermercato rotoli di pasta sfoglia, brisé, etc. preconfezionate). La torta salata che ho portato al pranzo di ieri (ah, non fotografata... spiace) l'ho preparata con un mix tra la ricetta di StelladiSale e quella di Lo), ovvero le dosi della sfoglia di StelladiSale, ma utilizzando la semola. Il ripieno era a base di biete/erbette miste (dal cesto BioMio di questa settimana) e un'ottima ricotta.
Oltre alla sopra citata sfoglia che è prepotentemente entrata a far parte della mia top-ten (?) di risorse culinarie, questa è un'altra ricettina di base che sfrutto tantissimo, in particolare con questo abbinamento di ricotta e spinaci (o erbette, biete, etc.). La trovai tempo fa sul giornaletto di NaturaSì. Vista, provata, piaciuta.
TORTA SALATA RICOTTA E SPINACI
per la base
75 gr di farina di mais
50 gr di farina 00
6 cucchiai di latte
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 uovo
25 gr di burro
per il ripieno
250 gr di spinaci (o erbette miste)
250 gr di ricotta
1 uovo
30 gr di scamorza bianca
1 cucchiaio di parmigiano
erba cipollina
sale&pepe
Preparate la base, miscelando le due farine al lievito con il setaccio, formate una fontanella e impastate gli ingredienti aggiungendoli nel seguente ordine: uovo, burro morbido, latte.
Stendete la pasta con le dita in una pirofila adatta ad essere servita in tavola, dopo averla imburrata ed infarinata (bordi compresi). Riponete in frigo per una mezzoretta.
Preparate il ripieno, mescolando gli spinaci (lessati in acqua salata e ben strizzati) con la ricotta schiacciata con la forchetta, l'uovo, una cucchiaiata di parmigiano, la scamorza a cubettini e una manciata di erba cipollina. Regolate di sale e pepe.
Riempite con questo composto la base già preparata, infornate a 175° per 40 minuti circa.
Servite tiepida.

giovedì 9 ottobre 2008

Meme e zebre

7 cose anzi 14: è il meme che mi ha passato Stella.
E io provvedo a portare a termine la mia missione, con piacere.

Quello che salverei di mio per me:
1 - La mia curiosità. Per me è vitale, è fonte di conoscenza. Sì, è vero, a volte è anche causa di guai. Ma è la mia adrenalina!
2 - I miei ricordi. Belli, brutti, ridicoli, commoventi, piacevoli, dolci. Sono racchiusi in un piccolo ma capiente bagaglio che tengo stretto stretto e non lo voglio lasciar scappare. Sono tesserine del puzzle della mia vita.
3 - La mia memoria. Anche se a volte fa cilecca. Di solito è (quasi) infallibile. Mi serve moltissimo mentre lavoro (ricordare nomi, volti, situazioni... password!). E solitamente viene anche volentieri sfruttata da amici e parenti e colleghi. E poi fa piacere anche alle persone a cui voglio bene, perché difficilmente dimentico un compleanno, una ricorrenza. La cosa ridicola è che quasi sempre non ricordo che giorno è. E quindi dimentico di fare gli auguri.
4 - La mia testardaggine. Eh, sì, sono una testa dura, e non è facile sopportarmi quando mi impunto. Ma qualche volta serve, è una testardaggine che si trasforma in tenacia, che spesso mi ha portato esattamente dove volevo arrivare. Non salverei di me la mia mancanza di costanza (aaahi!).
5 - La spontaneità. Sono fatta così, a qualcuno può dare fastidio, può sembrare che mi prenda troppa confidenza. Ma non manco di rispetto a nessuno. Non intenzionalmente, almeno.
6 - Il mio caos. Che a volte si trasforma per miracolo in un ordine preciso ed impeccabile. Come ho già detto, la costanza non è annoverata tra le mie poche virtù.
7 - La mia sensibilità. La lascio per ultima, perché non so se voglio davvero salvarla. In fondo spesso non torna a mio vantaggio, perché mi fa "sentire troppo" e qualche volta preferirei... come dire? ...attutire il colpo.
Quello che salverei nel mondo per tutti:
1 - Le bambine ed i bambini. Sono il nostro futuro, anche se non sono i nostri figli. Guardateli negli occhi e ascoltateli.
2 - La terra. La natura, il mare, i prati, le colline, i fiori e le piante, gli animali, le nostre città, l'aria che respiriamo. Dovremmo amarle un po' di più e prenderci cura del mondo che ci ospita.
3 - La vita degli altri. Non solo la nostra, tutte le vite hanno un valore immenso.
4 - La saggezza, che ormai è una virtù rara.
5 - La parola. Scritta o parlata, è il filo conduttore di mille esistenze, e il veicolo del nostro sapere, dei nostri affetti, della nostra storia, delle nostre memorie. E perché no, anche del nostro amore per gli altri.
6 - La musica, in senso lato. Anche il sibilo del vento, il fruscio delle foglie, lo sciacquio delle onde, il miagolio di un gatto.
7 - Gli amici. Quelli veri, che basta uno sguardo a riconoscerli come tali. E che non dimentichiamo mai, anche se ci separano millemila chilometri o anche solo un isolato (ma non riusciamo neppure a dedicarci un caffé, presi come siamo dalla frenesia quotidiana).
Ecco, ho scritto di getto e non rileggo neppure (così se ho scritto qualche fesseria ve la ridete di gusto!)
Finché leggete le mie divagazioni, vi lascio un paio di fettine di questa (secondo me) buffissima torta, che alla mia Pepi è piaciuta un sacchissimo (non so se per il gusto o per il simpatico aspetto "animalier").
La ricetta la vidi tempo fa da Monique, che a sua volta l'ha vista da Staximo.
Esistono millemila versioni in giro per la rete (ho letto una ricetta in cui tra gli ingredienti figurava un improbabile "Sprite").
Io ho solo sostituito l'olio con il burro (alla faccia del colesterolo, questa torta per me chiamava a voce alta il burrosissimo burro!).
'notte, il piumone mi aspetta!

domenica 5 ottobre 2008

Benvenuta Anna!


Signore e signori, sono immensamente felice di comunicare al mondo intero, isole comprese, l'arrivo della mia pseudo-nipotina Anna! Un meraviglioso esserino di 3920 kg, sorellina di un orgogliosissimo fratello maggiore (che, per inciso, è anche il fidanzato della Pepi).
Oggi Anna è arrivata finalmente a casa, e per agevolare tutto l'iter di dimissioni e trasporto a casa, il suddetto orgoglioso fratello maggiore/fidanzato della Pepi è stato nostro graditissimo ospite.
Ed io che ho un testone duroduro, mi sono ostinata anche questa volta a preparargli qualcosa di ultravegetariano a lui che non ama particolarmente (come tante bambine e bambini) le verdure. E anche questa volta, le polpette si sono rivelate uno stratagemma vincente!
Per la cronaca, con questo pranzo domenicale ho praticamente terminato la scorta di verdurine arrivate mercoledì scorso (mi avanza giusto qualche carotina...)! Tutto buonissimo!
POLPETTINE DI MIGLIO E SPINACI
1 ciotola di miglio
2 ciotole di acqua
1 carota
1/2 cipolla
2 etti circa di spinacini freschi
farina di ceci
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale
Pulite con cura gli spinaci e lessateli in acqua bollente leggermente salata per 5 minuti circa.
Lavate il miglio sotto l'acqua corrente, in una padella antiaderente (wok) scaldate un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, soffriggete brevemente la cipolla tritata, aggiungete la carota (precedentemente pulita e pelata) a rondelle sottili.
Lasciate soffriggere a fuoco moderato, aggiungete il miglio e successivamente le due ciotole di acqua bollente.
Lasciate andare a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, finché il liquido non sarà completamente assorbito. Se necessario aggiungete altra acqua bollente per portare a termine la cottura.
Una volta pronto il miglio, togliete dal fuoco e mettetelo in una ciotola con gli spinaci e il tomino sbriciolato. Passate il tutto con il minipimer (specialmente se dovete, ehem, ingannare un piccolo nemico delle verdure).
Aggiungete al composto ottenuto un cucchiaio per volta di farina di ceci (anche farina 00 va benissimo se non disponete di farina di ceci), finché non avrete ottenuto la consistenza giusta che vi consenta di formare delle polpettine. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Preparate in un piatto il pangrattato, e contemporaneamente una pirofila antiaderente ben oliata.
Preriscaldate il forno a 180°.
Inumidite i palmi delle mani e prendete un'abbondante cucchiaiata di composto, formate le polpette (io di solito preparo delle polpette rotondine palline, questa volta le ho appiattite, tanto per variare), passatele per bene nel pangrattato e depositatele nella pirofila.
Una volta pronte, infornate finché non sono ben dorate, girandole di tanto in tanto.
note - come al solito, sono ottime anche fritte, sono perfette per un aperitivo perché buone anche fredde! Oggi le ho servite come entrée, così i miei piccoli commensali avrebbero avuto più appetito. Quando è arrivata la pasta, le hanno pure spezzettate con le mani per arricchire il sugo di pomodoro!!!

Passiamo alle note dolci...
in verità questa l'ho preparata ieri per consolarmi da una mancata giornata di vendemmia (sgrunt!). Era da un po' che avevo questa ricetta nella mia cartellina (ina???) piena zeppa di articoli, appunti, ritagli, fotocopie, e varie amenità ad argomento enogastronomico.
Ieri, data l'abbondanza di mele bio fornite dal già menzionato BioMio, mi sono decisa a provarla!
Unico neo: la ricetta in originale si chiama "Dolce in cocotte alle mele". La cocotte, dice la ricetta, è un classico recipiente della cucina francese, ovale o rotondo, a pareti spesse e dotato di coperchio, adatto anche alla cottura in forno. Ebbene, tra l'infinità di carabattole che riempiono i pensili della mia cucina, proprio non esiste una cocotte o nulla di assimilabile.
Per cui mi sono accontentata di una banalissima tortiera a cerniera che ho coperto con un ancor più banale coperchio da pentola.
Chissà... noi intanto ce la stiamo pian piano pappando tutta!
DOLCE MORBIDO ALLE MELE
4 mele (renette)
1 limone
4 uova
2 bicchieri di zucchero
3 bicchieri di farina
1 bicchiere di panna
1 bustina di lievito per dolci
burro per la tortiera
zucchero a velo
cannella
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo con l'apposito attrezzo e affettatele allo spessore di 1/2 cm.
Irrorate le mele con il succo del limone.
In una ciotola montate con la frusta le uova con lo zucchero finché il composto diventa chiaro (io la prossima volta ridurrò la quantità di zucchero, a me è sembrata un tantino dolce). Incorporate la farina a pioggia, la panna ed infine il lievito (io ho aggiunto anche la scorza del limone grattuggiata e un pizzico di cannella, che nella ricetta originale non erano previsti).
Imburrate bene la tortiera, disponete le mele con cura e copritele con l'impasto.
Incoperchiate la tortiera e fate cuocere per 1 ora in forno già caldo a 190°, lasciatelo raffreddare senza togliere il coperchio e sevitelo dopo averlo cosparso di zucchero a velo!
Il risultato è un dolce (molto dolce) e morbidissimo.
note - come già detto secondo me andrebbe ridotto lo zucchero. Se, come me, non avete una cocotte, coprite con un coperchio o con la stagnola. Forse sarebbe meglio anteporre un foglio di carta forno, o imburrare per bene anche coperchio e/o stagnola (anche se in verità non si è attaccata, ritengo che il risultato potrebbe migliorare esteticamente).
Buon appetito!

giovedì 2 ottobre 2008

Continua la saga...

...delle creme&cremine "scalda-anima" per le cene dell'autunno.
Ad onor del vero è da un po' di tempo che vedo le zucche farmi l'occhiolino dal banco della frutta&verdura. Io ho un rapporto di amore/odio verso la zucca. La adoro, giuro, ma detesto tagliarla. Quando una zucca passa dalle mie grinfie, nella mia cucina sembra sia stato massacrato un povero diavolo.
Come un provetto serial killer di zucche diventa poi un'operazione assai impegnativa ripulire la cucina da questo efferato omicidio.
Ma ieri mi è arrivata la mia prima cassettina di frutta&verdura di BioMio. Avevo sentito parlare di un'iniziativa simile da Astrofiammante, ma per vari motivi non avevo ancora provato ad effettuare un ordine. Un po' perché d'estate c'è una ricca fornitura dell'orto dei nonni, ed inoltre perché comunque, per arrivare a Verona, la cassettina di BioExpress qualche kilometrino se lo doveva fare.
Ma quando ho scoperto, grazie ad un'amica, che a Pescantina c'è BioMio, ho subito provato a fare il mio primo ordine... e ieri è arrivata la mia prima cassettina!
Oltre 7 kg tra: mele, pere, uva, patate, carote, coste, cipolle, insalata gentile, spinacini e... una splendida zucca! Ah, c'erano pure 4 ovetti bio in omaggio e un simpatico ospite.
Oggi non ho resistito: crema di zucca! La "mia" crema di zucca mi piace arricchirla (oltre ad un filino di ottimo olio extravergine) talvolta con scaglie di mandorle: non pervenute in dispensa.
Ma la adoro anche in abbinamento all'Amarone (nel risotto) e ai formaggi affumicati.
E quindi? L'ho fatta così...
Ah... questa ricetta la dedico ad Annamaria (che è Unika di nome e di fatto), che mi ha segnalato questa iniziativa a cui vorrei partecipare.
CREMA DI ZUCCA
CON SEMI DI PAPAVERO E RICOTTA DEL CANSIGLIO

1 zucca da circa 1,5 kg
1 patata
1/2 cipolla
1/2 lt di brodo vegetale
semi di papavero
olio extravergine di oliva
sale&pepe

Affrontate con calma e sangue freddo la zucca, privatela della buccia, dei semi, e (se avete fretta come me) affettatela a scaglie sottili con la mandolina.
Pelate la patata e affettate anche questa con la mandolina.
In una pentola fate rosolare la cipolla sminuzzata in un filo d'olio e un cucchiaio d'acqua (io lo metto così rimane morbidina). Aggiungete la zucca e le patate, lasciate rosolare qualche istante, aggiungete il brodo vegetale e coprite con il coperchio.
Lasciate andare a fuoco basso finché la zucca e la patata non sono ben morbide (con le verdure affettate così sottili è sufficiente una mezzoretta).
Togliete dal fuoco, regolate di sale&pepe e passate con il minipimer.
Impiattate e condite con una cucchiaiata di ricotta del Cansiglio grattuggiata, una cucchiaiata di
semi di papavero ed un filo di olio di oliva.

Note - le dosi sono per 4 persone circa, io vado un po' ad occhio... se volete una crema un po' più liquida, aumentate la quantità di brodo vegetale)





Ah, non è finita.


Per le coccole spesso non basta una morbida e vellutata cremina. Ci vuole anche qualcosa di dolce.
Un altro abbinamento di sapori che mi delizia è quel meraviglioso connubio pere&cioccolato.
Tempo fa Sigrid aveva proposto delle crostatine invitantissime, che mi ripromettevo sempre di provare. Siccome le pere non erano di dimensioni omogenee, io ho provato a riprodurla con qualche variante.


CROSTATA PERE&CIOCCOLATO


BASE
200 gr farina 00
125 gr burro
75 gr zucchero a velo
25 gr nocciole tostate tritate
1 uovo
1 cucchiaio di cacao amaro
1 pizzico di sale


FARCITURA
4 piccole pere
1/2 stecca di vaniglia
1/2 bicchiere di rum
3 cucchiai di zucchero di canna


COPERTURA
150 gr di cioccolato fondente a 70%
75 gr di burro fuso
30 gr di zucchero di canna
2 uova intere
qualche nocciola per decorare


Preparate la base (sablé al cacao e nocciole): amalgamate il burro morbido con lo zucchero, aggiungete il sale, l’uovo e le nocciole tritate. Setacciate insieme farina e cacao e incorporate, omogeneo che sarà molto morbido (io pensavo fosse troppo morbido, ma va bene così!). Avvolgete con della pellicola e riponente in frigo (possibilmente per una notte).


Prima di cuocere la base, preparate il forno a 180°, tirate fuori dal frigo l’impasto e lasciatelo a temperatura ambiente per 10 minuti prima di stenderlo (Sigrid consiglia di stenderlo sulla carta da forno leggermente infarinata, infarinando anche il mattarello: seguite ciecamente le sue indicazioni) a 2-3 mm di spessore e rivestite uno stampo da crostata. Prima di infornate a vuoto, coprite la base con un disco di carta forno e con i fagioli secchi, lasciate in freezere 5' e poi cuocete le basi nel forno caldo per una decina di minuti.


Nel frattempo avrete già preparato le pere.
Sbucciatele, privatele del torsolo e affettatele sottili (circa 2/3 mm di spessore). In una padella antiaderente ponete le pere con lo zucchero, il rum e la 1/2 stecca di vaniglia aperta. Lasciate andare a fuoco vivace mescolando spessissimissimo, finché le pere non saranno morbide e il liquido completamente assente. Lasciate intiepidire.


Preparate la crema di cioccolato, fondendo a bagnomaria il cioccolato spezzettato.
Montate a parte le uova con lo zucchero, ed incorporatele al cioccolato fuso, aggiungete il burro fuso e mescolate fino ad ottenere una crema perfettamente omogenea


note - io avevo solo cioccolato al 70% in dispensa e devo dire che sono stata soddisfatta della consistenza della crema, anche usando due uova intere invece dell'uovo+3 tuorli proposti da Sigrid. Inoltre ho ridotto anche le dosi visto che la base era abbondante rispetto alla tortiera che ho usato: mi è avanzata infatti un po' di base che si è trasformata in stuzzichevoli biscottini.
Rush finale: adagiare con cura le pere sulla base della crostata, livellarle il più possibile. Versare sopra con cura la crema al cioccolato (facendo attenzione che non esca dal bordo), livellate con cura anche la superficie e (a piacere) decoratela con qualche nocciola.
Infornate a 180° per una ventina di minuti, lasciate raffreddare prima di servire.

Agevolo un dettaglio "interno". Purtroppo con la mia macchinetta/macinino non riesco a fare della foto decenti se non ho sufficiente luce naturale e, si sa, l'estate è ormai finita.


Dai, per stasera ho finito e me ne vado a nanna. Mi tengo stretto il meme inviato da Stella, perché vorrei farlo con calma. Intanto la ringrazio per il pensiero carinissssssimo!
'notte a tutti!