domenica 31 agosto 2008

Grazie dei...

...fior! No, volevo dire grazie dei premi! Che bello, che onore!

Iniziamo con i doverosissimi e sentiti ringraziamenti:
Wow... è bellissimo essere considerata tra i blog che ti mettono di buon umore! Fantastico!
Per questo premio ringrazio Maya, una simpatica apetta toscana (ma come ronzeranno mai le apette toscane?). Non leggo regole particolari, ma immagino che dovrò passare il testimone ad altri/e bloggers in numero indefinito. In ordine sparso:
Mikamarlez - non posso non darle questo premio che si chiama quasi come lei!
Cuocaprecaria - ehem, devo farmi perdonare per la mia pigrizia...
Blunotte e Fastidiosa - perchè un giorno magari ci incroceremo da qualche parte, in fondo non siamo lontane.
Altro premietto, che questa volta arriva da una altra terra meravigliosa, di cui porta il colore del cielo e del mare. Ringrazio Luciana anche per le motivazioni che ha scritto (sono onoratissima!).1)Indicare da chi si è ricevuto.
2)Dire perché si è deciso di creare il blog.
3)Dire qual è la propria arte preferita.
4)Onorare altri 13 blogs amici
2) per gioco, per curiosità e forse anche inconsciamente per scrivere da qualche parte le ricette!
3) vorrei dire che la mia arte preferita è la fotografia, ma mi sembra già di sentire qualcuno sghignazzare... SILENZIO! Non c'è nulla da ridere, non ho detto la MIA fotografia!
4) 13? E basta? Ma io vorrei onorare tutti coloro che passano di qui ad onorarmi con la loro presenza! Siete d'accordo?
Stasera, forse, se ho voglia, posto una ricettina...

venerdì 22 agosto 2008

Golosastrerie!

L'altra sera in preda ad un raptus golosastro, invece che cucinare due patate al vapore da accompagnare ad un po' di formaggio per una cena leggera (sì, lo so, fa molto mensa dell'ospedale...ma ogni tanto ci vuole), mi è saltato in mente di preparare le patate fritte VERE, come quelle che mi faceva la mia nonna Bruna quand'ero bambina: quelle tagliate a fettine rotonde. Che delizia!
E, visto che c'ero, ho sfruttato i fiori di zucchina, raccolti il giorno stesso nell'orto dei nonni, per delle sfiziosissime frittelline. E dulcis in fundo, ho preparato pure il gnocco fritto (con la scusa che c'era un bel pezzo di crescenza da finire!). Ah, io non uso lo strutto per friggere il gnocco (mi scusino gli emiliani DOC, ma ho questo brutto difetto di essere vegetariana...).
Insomma, una cena leggera. E neanche un pochino di odor di fritto in giro per casa (che schifo! La mia casa ha davvero una pessima aerazione, per questo friggo una volta l'anno e poi me ne pento!). Ecco un paio di ricettine, fatte a modo mio.


FRITTELLE DI FIORI DI ZUCCHINA

Pulite bene i fiori di zucca, lavateli e asciugateli (ocio a formiche e bruchetti...).
Mettete la farina in una terrina, aggiungete un pizzico di bicarbonato e diluitela, con l'aiuto di una frusta, aggiungendo pian pianino l'acqua frizzante freddissima (da frigo) fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea.
Lasciate la ciotola con la pastella immersa in una ciotola più grande con cubetti di ghiaccio, in modo che la pastella rimanga ben fredda!
Immergete in questa pastella i fiori di zucca e mescolate delicatamente, prestando attenzione a non romperli.
Portate a temperatura del buon olio per friggere (meglio se di oliva).
Prelevate dalla ciotola,con un cucchiaio da tavola, i fiori di zucca con una cucchiaiata circa di pastella e gettateli nell'olio ben caldo, rigirandoli di tanto in tanto finché non saranno ben dorati.
Scolate le frittelle, lasciatele asciugare su un foglio di carta da cucina e salatele. Servitele calde!


Ah, dimenticavo una delle golosità preferite della mia Pepi e anche della sottoscritta, fin da piccina: i "peperoni a sigaretta" (credo che la qualità di chiami "lungo del Veneto" o qualcosa di simile). I nonni non ne piantano sempre un bel po' nell'orto perché sanno che poi vanno a ruba (letteralmente: se non li raccogliamo al volo, qualcuno che passa di lì provvede a farli sparire. Sgrunt!)
Ne andiamo davvero tutti pazzi di questi peperoni che sarebbero perfetti da conservare per l'inverno, ma chi ci riesce a non papparseli tutti subito?
Voilà la preparazione, semplicissima.


PEPERONI A SIGARETTA SOTT'OLIO

Pulire i peperoni.
Portare ad ebollizione (in una pentola di proporzioni adeguate alla quantità di peperoni) dell'aceto bianco con una pari quantità di acqua e sale.
Quando si alza il bollore, gettate i peperoni e lasciateli bollire qualche minuto (io li preferisco un po' morbidini) scolateli con una schiumarola e lasciateli sgocciolare bene.
Se li mangiare subito, condite con ottimo olio extravergine di oliva e consumate quando sono tiepidi (buoni anche freddi) e non dimenticate di fare scarpetta per gustarvi l'olietto buono.
Se li volete conservare, attendete il giorno dopo quando si saranno asciugati e sistemateli nei vasi ben puliti, aggiungete aromi a piacere (io di solito aggiungo timo) coprire bene con olio extravergine di oliva.
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piesse - grazie alla cara Lo, sono riuscita a fare questo collage di fotine che vedevo in giro, e che mi piacciono assai. Se volete provare, fate un giretto su BigHugeLabs!

martedì 19 agosto 2008

Pesche, pesche, siori venghino...

Sarò di poche parole, non ho tanta voglia di stare davanti al PC. Nonostante questa pigrizia cronica, voglio condividere con voi questa ricettina "vintage" (il ritaglio di giornale proviene da un numero di "La Cucina Italiana" di Giugno 1994, pag. 41 per essere precisi).
Il periodo è perfetto per sfornare questa torta, data l'abbondanza di pesche che girano per casa (queste provengono da Arcé di Pescantina, zona della Pesca di Verona IGP): è morbidosa e fresca, tutto sommato anche leggera perchè senza burro.
Anche qui ci scappa la riflessione che sono già quattordici anni che cucino questa torta. Ora vado a controllare quanti capelli bianchi ho e a che livello di diramazione sono arrivate le mie zampe di gallina.
Vi lascio la ricettina, passo e chiudo, facendo finta di essere in vacanza!
TORTA DI PESCHE E AMARETTI

750 gr di pesche (gia sbucciate e tagliate)
200 gr di savoiardi
200 gr di amaretti
100 gr di zucchero
3 uova
limone, burro, sale

La ricetta originale, nonostante sia stata pubblicata nel periodo estivo, prevedeva l'utilizzo di pesche sciroppate (l'ho fatta anche d'inverno e vi garantisco che viene benissimo). Ma è un sacrilegio usare le pesche sciroppate quando siamo in piena stagione! Per cui ho sbucciato, privato del nocciolo le pesche fresche (ho usato un misto di pesche a pasta gialla e pasta bianca, le più mature, quelle prossime al collasso) fino a raggiungere il peso di 750 gr. : poi tritatele piuttosto finemente.
In una ciotola montate i 3 tuorli con tutto lo zucchero (tranne un paio di cucchiaiate) fino ad ottenere una bella spuma. Unite le pesche, la scorza di limone grattuggiata, gli amaretti e i savoiardi (tritati finissimi, potete usare il robot o il tritatutto). Mescolate bene il tutto.
In una ciotola a parte montate a neve fermissima i 3 albumi con un pizzico di sale, quindi amalgamateli con estrema delicatezza al composto, facendo attenzione a non smontarli.
Imburrate uno stampo del diametro di 22 cm e spolverizzatelo con lo zucchero tenuto da parte.
Versate il composto nella tortiera, infornate a 180° per circa 40'.
Lasciate raffreddare del tutto la torta prima di servirla.
note - la rivista consigliava appunto di preparare la torta con le pesche sciroppate, indicando comunque che è possibile prepararla con pesche fresche purché ben mature. Inoltre consigliava, poiché può essere difficile da sformare, di utilizzare una tortiera in ceramica o in vetro da forno, che possa essere portata direttamente in tavola. Io ho sempre fatto così, tuttavia grazie alle superinnovazioni tecnologiche del nuovo secolo (alias le tortiere in silicone, in questo caso quelle della silikomart) vi annuncio che la torta si può sformare in tutta tranquillità, basta attendere che si sia raffreddata.

lunedì 4 agosto 2008

Mojito Social Club

Sabato scorso, in quel della Val de l'Oco, si è celebrato il tanto atteso MojitoParty!
L'idea è stata generata da menti pericolose che, considerando la grandissima quantità di menta che cresce spontanea et infestante intorno all'orto, hanno ben pensato di dare vita a questa iniziativa.
E così ci siamo ritrovati già nel pomeriggio a predisporre la mente alla serata, mentre le bambine ed i bambini giocavano nella babypiscina (e i bambini grandi si lanciavano gavettoni), a piantar tende in mezzo alle vigne, a preparare manicaretti di vario genere per allettare i palati di coloro che hanno presenziato (mio contributo, da casa, 4 focacce pugliesi e 2 cakes salati che hanno suscitato la perplessità di qualcuno, che sosteneva che per "cake" si intende solo una preparazione dolce...).
Grande grigliata di carne per i non-vegetariani, preziosi contributi di gastronomia pugliese (nodini di fiordilatte, taralli, frise e spettacolari olive nere) da amici appena rientrati dalle vacanze in Puglia) frutta e verdura in abbondanza dal fornitore ufficiale di lime... e tanto altro ancora (giuro, non ricordo tutto quel che c'era!)
Doveroso ringraziare il capo dei Mojiteros (chissà se si può dire?) nonché coordinatore della serata e mente creativa del gruppo (suo il contributo grafico del flyer che potete vedere qui sopra), i padroni di casa che hanno accolto questa invasione di territorio, i grigliatori ufficiali e tutti, ma proprio tutti, quelli che sono stati presenti e si sono impegnati anche il giorno dopo a sistemare tutto.

Se volete prepararvi un buon Mojito, procuratevi ron blanco, lime, menta, soda, zucchero di canna e ghiaccio. Qui trovate una ricetta con le proporzioni e le modalità per prepararlo, le teorie in merito alla preparazione sono moltissime. Alla Bodeguita del Medio lo fanno così.

Io ho scoperto che non ho più l'età per strapazzarmi in siffatte serate mondane... ancora devo ripigliarmi dal sonno!
E per tirarmi su il morale, oggi pome ho riprovato la focaccia croccante di Adriano. Buona la seconda! Oppure: mooolto meglio del primo tentativo (il prezioso suggerimento di Adriano sul metodo per tirare la pasta senza schiacciarla è stato fondamentale ma posso ancora migliorare), anche oggi ho patito un bel caldone ma ero talmente presa dall'ansia da prestazione che ho superato l'ostacolo dell'opprimente calura veronese che avrebbe dovuto, piuttosto, farmi passare completamente l'ambizione di emulare il Guru dell'impasto lievitato!
Per accompagnare la focaccia (o viceversa) una bella insalatona di pomodori "cuore di bue" raccolti oggi nell'orto dei nonni, con olive Kalamata e capperi di Pantelleria e olietto de quel bon e....
LA TORTILLA DE PATATAS
(detta anche la tortilla con rito abbreviato)
la ricetta di partenza qui!
la mia versione:
5 patate di media dimensione
1 cipolla bianca non troppo grande
5 uova
3/4 cucchiai di olio extravergine
sale&pepe

Per evitare di friggere a lungo e in un mare di olio le patate, come si conviene ad un'autentica gustosissima tortilla catalana, ho sfruttato le peculiarità del piatto crisp del microonde.
Ho pelato le patate nuove e buonissime del contadino, le ho tagliate a cubetti di 1 cm circa di lato e le ho cucinate con 2 cucchiai circa di olio e mezza tazzina di acqua per circa 15 minuti (girandole frequentemente affinché non si seccassero: devono rimanere morbide). Nel frattempo ho affettato fine la cipolla e l'ho aggiunta alle patate e mescolate con cura, lasciandole andare nel Crisp per altri 5/6 minuti.
Ho quindi amalgamato le uova con il tenedor (sì dai, la forchetta... ero un po' presa dall'idioma), regolate di sale e ho preparato una padella antiaderente con due cucchiai circa di olio, sul fuoco più grande tenuto però al minimo.
Ho versato le uova, atteso che si formasse appena appena la pellicina sul fondo e ho aggiunto le patate e le cipolle distribuendole con cura per tutta l'ampiezza della padella.
Ho coperto e lasciato andare (sempre a fuoco bassissimo) finché la frittatona non si è addensata, quindi con un gesto abile (e un piatto piano!) l'ho girata per farla leggermente dorare anche sull'altro lato.
Ho lasciato intiepidire e ho servito a cubetti con la focaccia e l'insalata di pomodori.

venerdì 1 agosto 2008

La focaccia croccante di Adriano

Confesso di essermi lasciata ingannare dalle apparenze. Visto che al mio risveglio, ieri, un bel temporalone aveva rinfrescato l'aria, ho pensato che finalmente fosse arrivato il momento di sperimentare una delle mille golosità proposte dal Guru Adriano: la Focaccia Croccante!
Ho impastato la prima parte ieri mattina con il finto freschino che entrava dalla finestra della cucina, ho lasciato il composto parcheggiato finché sono stata al lavoro e...
non vi dico ieri pomeriggio ad impastare a manina (benedetta Kitchen Aid, mannaggialamiseriaccia come la vorrei in questi momenti) senza capire bene alcuni passaggi. Per esempio cosa vuol dire "incordatura"??? Io ho aggiunto l'olio poco per volta, ma non sapevo come caspita fare per non perderla!
Insomma, ho impastato per dieci minuti buoni e poi, credendo di aver raggiunto il risultato di un impasto dalla trama liscia e setosa, l'ho coperto e ho abbandonato la mia fascetta di spugna Panatta-style per concedermi una meritatissima doccia!
Altro dubbio: come si fa a stendere l'impasto sul piano infarinato "facendo attenzione a non schiacciare la pasta"? Come faccio a stenderlo senza schiacciarlo? Ho provato con parole magiche, ho provato con simil-tecniche di telecinesi, ma non funzionava.
Quindi alla fine temo di averla schiaccicchiata un tantino, infatti l'alveolatura NON è come quella di Adriano (agevolo dettaglio).

Nonostante tutto due teglie di focaccia sono svanite nei nostri pancini affamati, da sola la Pepi ne ha mangiato 3 bei quadratoni (ehem... uno farcito di scamorza bianca, prosciutto cotto, guacamole e tortilla chips. Un'autentica gourmande) e la mia mamma è (casualmente) passata a fare un salutino dopo cena, giusto per sentire com'era venuta la focaccia se ne è fatta fuori un pezzettino (e poi due, e poi tre), si è pappata una fetta di torta yogurt-pesche e per finire ha portato via un sacchettino con tre quadratoni di focaccia "così ti dico come rimane il giorno dopo!".

Tentativo da ripetere. Nel frattempo magari arriva dal cielo una Kitchen Aid (verde mela, grazie!). Ah, a proposito... l'altro pomeriggio alla Metro per la prima volta ne ho toccata una VERA (ok, era bianca ma mi accontento). Ero emozionatissima, come una bambina che vede nel negozio il suo giocattolo più ambito. Mi hanno presa per pazza.