mercoledì 30 luglio 2008

L'esercito delle donne blogger

Leggo oggi su Repubblica.it questo articolino.
Effettivamente la maggior parte delle frequentatrici di questo goloso angolino sono proprio donne (salvo qualche rara, benché gradevole e graditissima, eccezione) che a loro volta scrivono in un blog.
Donne che ogni giorno parlano di sé, del proprio piccolo grande mondo, che con le loro parole mi allietano, mi incuriosiscono qualche volta mi commuovono e spessissimo mi divertono un sacco. Perché dobbiamo dirlo, da queste parti le donne brillanti non scarseggiano di certo. Dalle loro penne (tastiere?) scaturiscono parole che mi consentono di viaggiare altrove, prendere un caffé in Toscana, mangiare una fettina di torta in Abruzzo, partire per una vacanza in tenda con un cestino pieno di focaccia (peccato per la piscina gelida...) o curiosare in una cucina d'oltreoceano.
Colgo l'occasione qui per ringraziare tutte, anche se a volte faccio la pelandrona e non lascio il mio commento perché sono stufa di stare davanti al pc.
Facciamo finta che oggi sia un ottomarzo in prendisole ed infradito, così nel bel mezzo di questa estate afosa.

Bene, ora rinfreschiamoci le idee con questa ricettina No Oven Required... ci beffiamo del caldo e ci prepariamo una coccola dolce e vitaminica!

TORTA YOGURT E PESCHE

per la base
200 gr di biscotti Digestive
100 gr di burro

per la crema
500 gr di yogurt
250 gr. di panna
2 cucchiaini circa di agar agar in polvere
5 cucchiai di zucchero a velo
2/3 pesche fresche

Preparate la base come quella del cheesecake, triturando in polvere i biscotti. Mescolateli accuratamente al burro sciolto. Distribuite il composto in una tortiera con fondo estraibile e lasciate a raffreddare in frigo.
Fate sciogliere la polvere di agar agar* in un pentolino con poca panna, dopo averlo sciolto lasciatelo una decina di minuti riposare e quindi mettetelo sulla fiamma bassa, portate ad ebollizione mescolando sempre con il frustino per evitare la formazione di grumi. Una volta sciolto, lasciatelo intiepidire qualche minuto (badate bene che non si siano formati grumi, altrimenti filtrate il liquido).
Versate il composto in una ciotola, amalgamatelo allo yogurt e aggiungete lo zucchero. Montate con la frusta per qualche minuto.
Distribuite la crema ottenuta sulla base di biscotti, rimettete in frigo per almeno 3/4 ore, finché non è ben addensata.
La torta è buonissima anche così com'è, ma visto che la stagione ci offre tanti interessanti spunti, perché non frullare con il mixer 3/4 pesche e servire la torta con questo vitaminoso topping?

*in mancanza dell'agar-agar, che potete comunque trovare nei negozi di alimenti bio (es. NaturaSì), potete tranquillamente usare come addensante la comune gelatina in fogli. A me la gelatina non mi garba un granché...

martedì 29 luglio 2008

Antò...

...fa caldo. Altro che sorseggiare bottigliette di the freddo industriale, qui ci vuole una bella scampagnata al Polo Nord.
Poca voglia di cucinare, pochissima. Sono diventata la reginetta della Caprese!
Ma ci sono sempre le verdure dell'orto e qualche cosa devo inventarmi senza sostare troppo davanti ad elettrodomestici che producono calore.
Per esempio, nel cestino c'erano anche delle belle melanzane chiare.
Fritte? Per carità, mi sono già sacrificata per la buona causa della Norma.
Anche se a pensarci bene, una caponatina me la papperei proprio volentieri...
Ok, cerchiamo soluzione alternativa, ma che sia rapida ed indolore. Schiaffiamo tutto nel mitico wok e vediamo cosa succede. E sfruttiamo le cavie (i nonni!) che vengono a cena.
Riassumiamo rapidamente il piano di battaglia:

LA MELANZANATA
4 piccole melanzane chiare
4 pomodori
5/6 pomodorini secchi
1 spicchietto di aglio
1 manciata di olive nere
1 manciata di olive verdi
1 manciata di capperi
1 manciata di origano fresco
olio extravergine di oliva
sale&pepe

Pulite le melanzane e tagliatele a cubetti, ponetele nel wok con due tre cucchiaiate d'olio e lo spicchio d'aglio (io lo lascio intero per poi toglierlo prima di servirle).
Lasciatele andare a fuoco vivace per qualche minuto, abbassate la fiamma e aggiungete il pomodoro a cubetti, le olive, i capperi dissalati, l'origano e i pomodorini secchi a listerelle.
Cucinate a fuoco lento finché le melanzane non saranno morbide (se si asciugano troppo e non volete esagerare con l'olio, aggiungete una tazzina di acqua tiepida), regolate di sale&pepe e prima di servire aggiungete un filo di olio, alzate la fiamma e fatele rosolare a fuoco vivace per gli ultimi minuti.
Servite preferibilmente tiepido... con un tagliere di formaggi freschi e del buon pane!
Se ne avanza magari provate a condire la pasta.

giovedì 17 luglio 2008

E io che mi aspettavo...

...qualche dritta su come sfruttare la superscorta di verdure dell'orto.
E invece, nulla. Sono arrivate solo prenotazioni per brioscie e granite.
Vabbé, in questi giorni (grazie anche ad una temperatura più mite) mi sono un po' sbizzarrita. Ho smaltito quasi tutta la scorta, ho ancora qualche zucchina che, temo per lei, domani diventerà polpetta. Ma la zucchina-mostro l'ho già sterminata! Metà è stata sacrificata in una frittatona con l'erba cipollina e l'altra metà... esperimento!
Tanto tempo fa gustai in un ristorante carinissimo sul Lago di Garda un primo piatto che era una sorta di lasagna al forno di verdure. Senza pasta, solo tante sfoglie sottilissime di verdure. Potremmo definirla una millefoglie di verdure?
Ecco, ho tentato di rendere utile la mezza zucchinona avanzata per preparare al volo qualcosa di presumibilmente sfiziosetto per la cena.

MILLEFOGLIE DI ZUCCHINE E PATATE
CON GRATIN AL PISTACCHIO

un paio di zucchine (o la mezza zucchinona gigante!!!)
un paio di patate di medie dimensioni
un pezzetto di scamorza affumicata
una manciata di pistacchi tritati
una manciata di pangrattato
olio extravergine di oliva
sale&pepe

Ho tagliato con la mandolina la zucchinona, ho sbucciato le patate e le ho tagliate, come le zucchine, a fettine sottilissime.
Le ho gettate meno di un minuto in acqua bollente salata (prima le patate, poi le zucchine), le ho scolate e disposte su di uno strofinaccio pulito.
Ho preparato sei stampini (ho usato quelli da muffins in silicone) disponendo sul fondo dei cerchi di cartaforno (tagliati "su misura"), ho oliato leggermente la cartaforno e i bordi cospargendo di pangrattato.
Ho rivestito il fondo di pistacchi tritati e ho iniziato a disporre, a strati alterni, prima le zucchine, poi le patate poi una fettina sottilissima di scamorza, e via di seguito fino a terminare gli ingredienti (badando bene che l'ultimo strato, quello che poi una volta rigirato lo stampo diventerà la "base" fosse di patata). Ho cosparso di pangrattato, pigiato ben bene per "compattare" il tutto e ho infornato a 175° circa per una mezzoretta.
Ho atteso intiepidire e ho sformato. Il risultato è quello che vedete nelle fotine qui sopra.
Agevolo anche immagine "sezionata".
L'abbondante scorta di pomodori è stata ampiamente sfruttata nella preparazione di salsa per condire un bel piatto di bucatini per la mia Pepi (su esplicita richiesta) con il basilico fresco, una parte di pomodori (quelli tondi e di misura omogenea) sono stati gratinati con un trito di erbette aromatiche fresche (timo, basilico, origano, erba cipollina e maggiorana), poco aglio, capperi, pomodori secchi, pecorino romano e pangrattato e olio di oliva extravergine. E non dimentichiamo una bella focaccia con pomodoro fresco e bufala a tocchetti, con basilico e olio extravergine...

Ma buona parte dei pomodori (San Marzano) e le melanzane dell'orto hanno contribuito alla preparazione di... tatatataaaaaaaaaaaaam... qualche indizio? Pare che a dare queta ricetta sia stata battezzata da tale Nino Martoglio, un noto commediografo catanese che per la ricchezza del condimento la paragonò ad una celebre opera di Vincenzo Bellini.
Sì, avete capito. Si tratta della "Pasta alla Norma", ricetta regina della tradizione siciliana.

LA PASTA ALLA NORMA
500 gr di pasta corta
salsa di pomodoro fresco
4 piccole melanzane
ricotta salata
basilico
olio di oliva extravergine
Pulite le melanzane, tagliatele a fettine e ponetele in uno scolapasta, cospargendole di sale grosso.
Potete mettere anche un peso sopra (una pentola, per esempio) e lasciatele sgocciolare per un paio d'ore almeno. Prima di procedere con la frittura (meglio in olio extravergine, tuffatele nell'olio caldo poche per volta), sciacquatele con acqua corrente e asciugatele per bene mettendole su uno strofinaccio pulito.
Dopo averle fritte, lasciatele sul carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
Nel frattempo, se volete, preparare la salsa di pomodoro fresco, preparate un kg (dato che ci siete preparatene in abbondanza, così ne avanza un vasetto per uno "spago") di pomodori San Marzano maturissimi, lavateli e tuffateli in acqua bollente salata per qualche secondo. Scolateli, pelateli e tagliateli a cubetti; poneteli in un tegame con un filo di olio e ai uno spicchio d'aglio, fateli cucinare per una mezz’oretta. Passateli con il passaverdura e rimetteteli sul tegame a fuoco lento per fare addensare.
Portate a bollore in una pentola abbondante acqua salata e lessate la pasta. Scolatela al dente, conditela con la salsa di pomodoro, la ricotta a scaglie (io la preferisco così ma molti la grattuggiano), le melanzane fritte e il basilico.
note - come mille altre ricette della tradizione, ci sono in giro unmilioneseicentoventidue varianti differenti. Chi la prepara con gli spaghetti, chi con pasta rigorosamente corta (preferibilmente penne o macchieroni, pare. Ma anche con un formato di pasta che si chiama Margherita, che a noi poveri abitanti della Padania non è dato di reperire, essendo tipica del messinese). La ricotta salata in qualche caso è sostituita dalla ricotta infornata. E veniamo alle melanzane: non si offendano i puristi se io ho utilizzato melanzane chiare coltivate in un orto veronese, tuttavia preferisco la Norma preparata con fettine di melanzane lunghe, quelle più scure. Sono più saporite e trovo che valorizzino questa ricetta strepitosa, che dedico al mio Presidente. So che la adorerebbe, in qualità di melomane e di golosastro onorario. Visto che ultimamente ci vediamo così poco, vorrei un po' coccolarmelo virtualmente.

domenica 13 luglio 2008

Colazione dalla Golosastra.

Lo so che non è esattamente come da Tiffany. Io non assomiglio minimamente ad Audrey Hepburn e qui scintillanti gioielli non ce ne sono (a parte la mia Pepi che non è in vendita!), ma vi offriamo comunque volentieri anche la colazione.
Stamattina la tavola era apparecchiata fuori nello pseudogiardino, dove il cielo prometteva nuvoloni carichi che alla fine, ahimé sono svaniti nel nulla.
Avevo promesso ai nostri amici/vicini di casa una colazione SicilyStyle, ed ecco fatto.
Ho predisposto il tutto ieri e stamattina canticchiando “Salacadula magicabula, bibidi bobidi bù”, la colazione si è automagicamente preparata da sola.
First of all: le brioscie col tuppo. Si ringrazia Gennarino.org per i sempre utilissimi suggerimenti.
Voilà la ricettina:
BRIOSCIE COL TUPPO
250 g. farina Manitoba
250 g. farina 00
75 g. zucchero
750 g burro
10 g. sale
7 g di lievito di birra
175 g di latte freddo
10 g di miele
2 uova
Non disponendo di planetaria (e giuro che in questo frangente l'ho desiderata tanto tanto) ho disposto a fontana la farina e lo zucchero, ho aggiunto il sale e poi amalgamato con il latte (in cui avevo sciolto il lievito di birra) che avremo sciolto con una parte di latte, ho amalgamato gli ingredienti aggiungendo alla fine il miele (ho usato miele d'Arancia siciliano), successivamente le uova una per volta ed infine il burro freddo a tocchettini. Ho lavorato quanto più possibile l'impasto (fno a che ho resistito, comunque non più di 25 minuti. La ricetta di Gennarino suggerisce 20/25 minuti, ma senza planetaria e con il caldo non ce l'ho fatta!).
Alla fine, come leggete sulla ricetta originale, l'impasto risulta piuttosto elastico ("sarà pronto quando tirando tra le dita un po’ di impasto si formerà un velo senza strapparsi").
Se vi sembra troppo umido, non lasciatevi ingannare e non aggiungete farina!
A questo punto avete due possibilità:
1) se volete preparare le brioche in giornata: lasciare lievitare l’impasto coperto fino a il volume non sarà triplicato
2) se volete preparare le brioche il giorno dopo (quello che ho fatto io, per la cronaca): chiudete l'impasto in un contenitore ermetico, lasciatelo in frigorifero fino al mattino successivo.
Al mattino capovolgete l’impasto sul piano di lavoro infarinato, lasciamolo a temperatura ambiente senza lavorarlo per un’ora circa.
Qundi riprendiamo l'impasto solo arrotolandolo brevemente e suddividiamo la pasta (io con queste dosi ho realizzato 7 brioscie belle grosse).
Da ogni porzione staccate un pezzettino, con il pezzo più grande formate una pallotta, al centro di questa create una conca nella quale posizionerete il pezzettino formato a pallina (il mitico tuppo!).
Lasciamo ulteriormente lievitare fino al raddoppio delle brioches.
Nel frattempo portate la temperatura del forno a 190°, spennellate con un po' di latte (altri suggeriscono con il miele, chi invece con il tuorlo. Io ho preferito il solo latte) e infornate per circa 25 minuti, fino a che non prendono un bel colore dorato.
Lasciate raffreddare su di una grata.
Con queste prelibatezze NON potete farvi mancare la granita, al vostro gusto preferito.
LA GRANITA AL CAFFE'
2.5 dl di caffé espresso
2.5 dl di acqua
80 g di zucchero di canna
baccello di vaniglia
per servire: panna e zucchero a velo
In una casseruola versate l’acqua, lo zucchero e il baccello di vaniglia; portate a ebollizione mescolando e facendo attenzione che lo zucchero non caramelli. Lasciate bollire per un minuto, togliete dal fuoco e quindi aggiungete il caffè, mescolando con cura. Lasciate che il composto si raffreddi e versatelo in un contenitore adatto per il freezer (possibilmente vetro o acciaio) filtrandolo con un colino.
Mettete lo sciroppo in freezer: ogni 30 minuti (circa) prelevate il contenitore dal freezer, mescolate con cura con un cucchiaio in modo da "rompere" i cristalli di ghiaccio che si vanno via via formando, in modo che non si congeli mai completamente (è più difficile a dirsi che a farsi, dovete solo avere la pazienza, ogni mezzoretta, di fare questa operazione. E soprattutto la memoria per ricordarvelo!).
Al momento di servire, montate la panna con poco zucchero a velo e versate la granita in un bicchiere decorandola con una cucchiaiata di panna (a me piace dire "una spalettata").
Per i piccini e tutti coloro a cui non piace e/o non possono bere il caffé o, meglio ancora, per tutti i golosastri che vogliono fare il bis: ecco anche la granita al limone, dissetantissima!
LA GRANITA AL LIMONE
180 gr di zucchero
4 bicchieri d'acqua
2 bicchieri di succo di limone
Scegliete dei bei limoni e spremetene il succo. In una casseruola portate ad ebollizione lo zucchero con l'acqua (vedi procedimento della granita al caffé). Aspettate che lo sciroppo si raffreddi ed aggiungete il succo di limone (se vi sembra troppo dolce aggiungete il succo di un altro limone). Filtrate il composto, e versatelo in un contenitore adatto al congelatore. Mettete il tutto nel freezer e rigirate il composto come già spiegato.

sabato 12 luglio 2008

Arrivano i Mostri

Oggi il raccolto dell'orto è stato un autentico bottino. Oltre 5 kg di pomodori maturissimi, tra pomodori a grappolo e S.Marzano (il cuore di bue ancora esita ma ce ne sono due quasi pronti, i cirietto sono ancora indrio come dicono i vicini d'orto), poco meno di 3 kg di zucchine (di cui una, soprannominata il MOSTRO, che sembra una mazza da baseball, lunga circa 40 cm... il nonno Lallo ogni tanto perde un colpo e gli sfugge qualche verdurina che cresce a dismisura!) e un chiletto di cetrioli.
Qualche peperone, le melanzane rimandate a lunedì.
Domani ci inventeremo cosa preparare...
Oggi posto una piatto che adoro. A dirla tutta le patate mi piacciono in mille modi, ma soprattutto calde: al forno, al vapore e... fritte! Non le amo molto consumate fredde, fatta eccezzione per questa insalata di patate che tra l'altro è stata utile per far fuori le ultime patate prima dell'acquisto delle nuove (sperando che la mia mamma al suo rientro si offra volontaria per uno shopping collettivo dal contadino).
Voilà la ricetta, senza dosi perchè faccio ad occhio (e voi fate pure a vostro gusto per le proporzioni).
Nel frattempo confesso di essermi appena pappata (alla faccia della dieta) una pallina di gelato al gusto "zabaione al Recioto di Soave". Se passate da Verona e doverosamente vi recate in visita alla Basilica di San Zeno, cercate in piazza un posticino che si chiama ZENO Gelato & Cioccolato. Troverete gusti straordinari e quasi tutti preparati con prodotti del territorio, come la Pesca di Arcé di Pescantina, la ciliegia selvatica, la crema di mascarpone della Coop. Sant'Anna, lo yogurt della Ca' Verde... e poi la nocciola IGP delle Langhe, il Pistacchio di Bronte... insomma: iniziate a leccarvi i baffi!
INSALATINA FREDDA DI PATATE
patate
cipolline borettane all'aceto balsamico
capperi di Pantelleria
grana padano
olio extravergine di oliva
sale&pepe
maionese
timo fresco
Pulite e pelate le patate, tagliatele a tocchetti di misura uniforme e cuocetele al vapore (controllate con la forchetta e toglietele dal fuoco prima che si sfaldino). Lasciatele raffreddare e condite con sale (poco, eventualmente regolate di sale dopo aver aggiunto tutti gli ingredienti), pepe, olio extravergine e una cucchiaiata di maionese (se la gradite).
Aggiungete le cipolline ben scolate (io ho usato queste), i capperi dissalati, il grana padano a scaglie e il timo fresco.
Servite fredda e, se ne avanza, consumatela entro il giorno successivo la preparazione (non so se si tratti di una bufala, ma ricordo che quando stavo svezzando Stefania parecchi libri raccomandavano di consumare i passati di verdure contenenti patate entro le 24 ore successive la cottura).

mercoledì 9 luglio 2008

A volte ritornano.

E che c'entra Stephen King? Lagolosastra non si sarà mica trasformata in una sottospecie di Carrie? Smettete di tremare dalla paura, anche se i contenuti di questo blog talvolta potrebbero avere qualche attinenza con l'horror. Continuerà a scrivere di pappe presumibilmente commestibili.
Sì, sono stata un po' assente (ringrazio tutt* coloro che sono passati di qui e che mi hanno lasciato il loro segno).
Una settimanina di vacanza (già dimenticata, sgrunt!) e un rientro al lavoro un tantino impegnativo. Ma sopravvivo, anche all'ondata di caldo che ci ha perseguitati e che ad essere sinceri fa passare la voglia di stare ai fornelli, o peggio di accendere il forno.
Anche se, da brava masochista, venerdì sera sono stata davanti al forno incandescente per un'eternità a sfornare pizza al piatto per un piccolo esercito di golosastri (forse forse un po' me ne sono pentita...) e sto accendendo il forno quasi tutti i giorni per il pane e per sfornare tonnellate di zucchine gratinate (c'è produzione in esubero nell'orto dei nonni, e sono arrivati anche i pomodori, i cetrioli, le melanzane e i peperoni...), mi riprometto sempre di mangiare solo insalate, caprese e compagnia bella.
Per una rentrée non troppo impegnativa, godetevi questa insalata di pasta, un piatto che per me, durante l'estate, è un jolly. Con questi ingredienti vi fate un bel giro dell'Italia senza muovervi dalla vostra cucina.


INSALATA DI PASTA

500 gr di malloreddus (gnocchetti sardi)
5 pomodori belli rossi (orto dei nonni - Verona)
1 grossa mozzarella (magari fiordilatte di Agerola)
1 manciata di olive Taggiasche
1 manciata di olive verdi Pugliesi
1 manciata di capperi di Pantelleria
1 manciata di pomodorini secchi (dalla Sicilia)
1 manciata di origano fresco (da casa mia)
olio extravergine di oliva (dalla Toscana)
sale&pepe a vostro gusto

Lessate la pasta, scolatela e lasciatela raffreddare.
Finché la pasta cuoce, pulite per bene i pomodori, tagliateli a cubetti e poneteli in una grande ciotola. Dissalate i capperi, scolate (e snocciolate se necessario) le olive e i pomodorini secchi, aggiungeteli ai pomodori e unite anche il fiordilatte tagliato a cubettini. Condite con ottimo olio extravergine, regolate di sale (io ho sempre il vizio del sale d'erbe), pepe (se lo gradite) e foglioline di origano fresco (ottima anche con il basilico o con il timo fresco).
Mescolate la pasta con il condimento e... buon appetito!

note: prima di aggiungere il sale, io assaggio la pasta condita: capperi, pomodorini ed olive sono piuttosto saporiti e si rischia di eccedere con la dose di sale! Conservatela in frigo in contenitore ermetico e fatene buon uso anche il giorno dopo!
Se avete voglia di grigliare un po' di verdure (melanzane, zucchine, peperoni) aggiungetele all'insalata e non ve ne pentirete.

Colgo l'occasione per dare il benvenuto ufficiale a due splendide creature.

In primis il nuovo inquilino della Val d l'Oco: è arrivato Groucho, in questa immagine scattata in un momento di terrore perché cane Gerry si aggirava per il prato e il piccolo felino deve ancora capire di che razza di essere scodinzolante si tratta!

Last, but not least, un supercalorosoaffettuosoentusiasticissimo benvenuto alla mia piccola pseudonipotina Carlotta, nata in quel di Negrar nella notte tra sabato e domenica. Congratulazioni alla mamma Cinzia (la supergolosastra di torte al cocco) e papà Giacomo (il mago dei panzerotti) per lo splendido lavoro!