giovedì 19 giugno 2008

Ma che bel premietto!

Attenzione, forse forse è arrivata l'estate! E sicuramente invece, è arrivato un premio delizioso, da una persona deliziosa a cui sono molto affezionata anche senza conoscerla per davvero.

Ci sono delle domandine facili facili a cui rispondere. Pronti?

un colore: rosso

un numero: 5

un libro: Tecniche di seduzione - Andrea de Carlo (lo scelgo per un'unica frase!)

un film: Singles - Cameron Crowe

una pietanza: pizza forever

un dessert: la Setteveli di Mannori (più facile però la Langhe di Tomasi)

un posto: il mare

un momento del giorno: quell'ora di passaggio tra la notte e il mattino, un po' prima dell'alba, quando in giro non c'è quasi nessuno e il cielo della notte comincia pian piano a schiarire. Una volta, quando ero un po' più giovane e decisamente più nottambula, adoravo quel momento!

blogs,chat,forum: blog e messenger

un punto di riferimento attuale: me medesima

un punto di riferimento storico: come sopra

un punto di riferimento di fantasia: Bridget Jones

una canzone: difficilissimo, ce ne sono millemila... se devo dirne una così su due piedi, nomino Dia de Enero (forse perché l'ho appena ascoltata?)

progetti immediati: partire per il mare!

sei felice? vorrei essere più serena

osi dire la tua età? 37


Assolvo anche l'arduo compito passatomi dal mio PresidenteInVacanza: arduo davvero, scegliere SOLO 5 canzoni "importanti". Cosa significa poi importanti? Che per colpa tua, Mr.President, devo scavare nel mio passato per stilare una lista di cinque-canzoni-cinque che hanno segnato qualche passo della mia esistenza? Cinque (stupide) canzoni che riescono sempre ad emozionarmi?

Vabbé, ci provo.

Ma sono certa che se rifacessi la lista tra 5 minuti le 5 canzoni sarebbero già differenti. Troppi episodi della mia vita hanno una loro personalissima O.S.T.!

In ordine sparso:

I say a little prayer - Aretha Franklin

Walk away - Ben Harper

Just my imagination - The Cranberries

Stand inside your love - The Smashing Pumpkins

Sex - Negrita

Passo il pacchetto all inclusive dei due meme a chi ha voglia di farlo...

Io sarò assente per un po'...


domenica 15 giugno 2008

Evviva la pizza!

Chi mi conosce sa quanto io adori alla follia la pizza, me la mangerei anche a colazione.
Non scherzo! In passato l'ho già fatto. Ricordo per esempio le colazioni all'Abetone, al Lupo Bianco, prima di iniziare la giornata sulla neve: gli altri pocciavano la brioche nel cappuccino, io mi mangiavo un paio di strepitose pizzette con una spremuta d'arancia. Pronti, via!
Per dirla tutta, io sono golosissima non solo di pizza ma pure di pane, focaccia e affini. Ma la pizza "vera", quella tonda della pizzeria, cotta nel forno a legna... è per me la numero uno.
Forse anche perché non è (generalmente) una di quelle pietanze che puoi imitare a casa. Faccio spesso la pizza a casa, ma non mi soddisfa come la tonda.
Da un po' di tempo leggevo "quaellà" nei vari blog la tecnica di impasto con il poolish. Che diavoleria mai sarà? Le prime volte che leggevo questo termine la mia mente viaggiava tra immagini di paste lucidanti per la carrozzeria dell'auto, smalto per le unghie, lucido per scarpe e altre amenità affatto appetitose.
Ma quella O in più fa la differenza.
La mia mamota ieri mi aveva chiesto la pizza per il pranzo di oggi. E ho fatto l'esperimento.

Non ho MAI MAI MAI fatto una pizza così buona. Leggera, fragrante, sottile sottile ma con un bel bordino ciccettino (fuori scrocchiarello, dentro morbidino).

Ringrazio, tra i tanti che postano ricette con il poolish, in particolare Adriano (io ho seguito le sue indicazioni, dimezzando le dosi). Ora VOGLIO un forno a legna. No, dai mi basta una pietra refrattaria. O una piastrella del bagno? Su questo attendo lumi da Adriano in merito all'utilizzo della mattonella in gres.

Con le dosi dimezzate ho ottenuto 4 bei panetti, da cui ho preparato 2 semplici pizze margherita, una pizza pomodoro, mozzarella e melanzane grigliate e una pizza "vegetariana" con pomodoro e mozzarella e verdure grigliate (melanzane, zucchine e peperoni gialli).

Doverosamente confesso di aver saltato il passaggio dei panetti in frigo (credevo fosse solo un modo per conservarli fino al momento dell'utilizzo), poi ho letto tra i commenti al post di Adriano che si tratta invece di un passaggio fondamentale perché consente la maturazione dell'impasto. Anche se non so bene che significa, la prossima volta sarò rigorosissima.

Inoltre confesso che rifarei la pizza anche per domani... ma la d***a prosegue, non si può sgarrare ancora!

piesse - devo trovare un vangelo che mi spieghi tutte le menate sulla forza dei vari tipi di farina. Quando leggo alcuni blog e/o siti di esperti panificatori il mio unico neurone va in panne!

sabato 14 giugno 2008

C'era una volta...

...la salsa zingara. Tutti adoravano la salsa zingara, ma in particolare una persona che la letteratura psichiatrica potrebbe definire un soggetto "zingara-addicted".
La zingara è un prodotto industriale, tuttavia non contiene strane porcherie (conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità...).Tra l'altro è prodotta nel territorio veronese, quindi non fa neppure tanta strada per arrivare sugli scaffali del supermerato.
Spesso la potete avvistare nelle paninoteche, pub e piadinerie, usata per arricchire succulenti paninozzi, ma un tempo era reperibile anche in una nota catena di supermercati veronesi.
Uno di questi supermercati era diventato nostra meta fissa non appena il barattolone iniziava a mostrare il fondo.
Ma...traggggedia... un giorno, improvvisamente, sullo scaffale al solito posto... la salsa zingara non c'è! La settimana dopo, neppure. Un mese dopo, nulla. Al posto della salsa zingara, la salsa della suocera (sì, non è male, ma NON è la zingara).
La salsa zingara, dal quel triste dì, non viene più riassortita.
Stamattina mi sono fermata a bere un caffé in un bar dove credo di non essere mai entrata in vita mia. Nella vetrinetta cosa vedo??? La salsa zingara. Scopro che non è uscita di produzione, e si acquista dai grossisti che riforniscono paninoteche&co. Mi accordo con la signora per un barattolo la prossima settimana. Fantastico. Lo zingara-addictet credeva di essere finalmente fuori dal tunnel-el-el!
Ah, dimenticavo di raccontare che stasera saremo a cena dal suddetto zingara-addicted. E oggi mi è venuto lo sghiribizzo di tentare un'imitazione della celeberrima salsa.
Gli ingredienti indicati sulla confezione sono: peperoni, ortaggi misti (sì, ma quali???), capperi, senape, peperoncino, aceto di vino, aglio, sale, aromi naturali.
Io ho frullato nel mixer una tazza (circa) di peperoni rossi e gialli in agrodolce (che prima di frullare ho asciugato un momentino-ino-ino in padella antiaderente con un cucchiaino di cipolla tritata), un cucchiaino circa di capperi sotto sale sciacquati per bene ed asciugati, tre quattro olive verdi, un cucchiaino di senape, un pizzico di peperoncino, olio e.v.o. "de quel bon", un po' di foglioline di origano fresco. Le dosi sono un po' a occhio, perché mentre la preparavo assaggiavo e cercavo di ricordare il sapore della salsa zingara e cercavo di "correggere", ovviamente con quel che avevo in frigo e/o dispensa.
Ottima spalmata su pane tostato, crostini e simili. Beh, anche per farcire panini/piadine (credo l'abbiano inventata proprio per questo).
Da provare per "pocciare" i nachos in un abbinamento pseudo-mexicano.
Perfetta per condire la pasta.
Il soggetto dipendente la usa anche su patatine fritte, lesse e al forno e sulla pizza, spero vivamente che non l'abbia ancora provata con i biscotti della colazione.
Attenzione, crea dipendenza!
Stasera la porto allo zingara-addicted. Il suo giudizio è fondamentale.
Ah, dimenticavo: i peperoni sono un avanzo della cena di ieri, mi autoinvito a partecipare alla ricicloricetta... ottima iniziativa, la tradizione italiana è ricchissima di gustosissime pietanze create con gli avanzi!

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lunedì 9 giugno 2008

La gita della domenica (e una cena improvvisata)


Ieri abbiamo sfidato le poco promettenti previsioni meteo e ci siamo avventurati a fare quattro passi in quel di Borghetto (non conoscete Borghetto? Malissimo! Programmate una gita, forza! Non ve ne pentirete!).
Verso l'ora di pranzo non era solo la fame a farsi sentire, ma pure il brontolio di quei nuvoloni carichi che si avvicinavano minacciosamente. Siccome siamo esseri umani dotati di qualche neurone nonché di appetito gioioso, avevamo prudentemente prenotato il nostro tavolino in un posto che amiamo molto, Casa Pierina. Un agriturismo in mezzo al verde che offre, oltre ad una cucina che mi garba parecchio, anche ospitalità ai "viandanti" (nostri amici forestieri hanno avuto modo di gradire).
Infatti nel momento in cui ci stavamo per gustare i nostri primi, la pioggia ha iniziato a scendere.
Per la cronaca, quello in foto è il piatto di Tortellini di Valeggio che si è scofanata Miss Pepi prima di andare a giocare: è tornata solo per ordinare (e divorare) la sua Crema Catalana.
Ovviamente io ho sfruttato il bonus "pasto libero settimanale" e mi sono mangiata un bis di primi: tortelli alla ricotta e asparagi e una crema di patate, porri e rosmarino. Ho spiluccato delle sfiziose patatine al forno (devo provare ad imitarle, erano dorate ben bene con i semini di sesamo... slurrrp!) e per finire, tatatataaaaaaaaan: il soufflé al cioccolato (libidine!).
Una volta rientrata a casa ho dovuto mettermi in attività perchè rischiavo di abbabbarmi sul divano e non ripigliarmi più.
E quindi ho impastato. Un esperimento, per sfruttare l'ultimo avanzo di farina di ceci: non potevo produrre l'ennesimo cake con le zucchine e i fiori, al mio prossimo rientro a casa potrei trovare la serratura cambiata. La farinata non ho il coraggio di affrontarla con il nuovo e ancora sconosciuto forno... e se facessi del pane? Mai provato con la farina di ceci... mumble, mumble... Vabbé, se viene una schifezza ci sono Clotilde, Ramona ed Ettore che saranno felicissimi di vederselo recapitare nel pollaio.
PANE CON FARINA DI CECI AL ROSMARINO
15o gr di farina di ceci
150 gr di farina Manitoba
una manciata di rosmarino fresco tritato
acqua quanto basta per impastare
sale
1/2 bustina lievito secco biologico (io uso questo)
olio
Setacciare insieme le due farine, aggiungere un pizzico di sale, la mezza bustina di lievito ed infine il rosmarino. Preparate un bicchiere di acqua tiepida e versatela a filo continuando a mescolare, quanto basta a formare una pallotta elastica, se è troppo umida e appiccicosa aggiungete un pizzico di farina (o viceversa se troppo asciutta inumidire con un po' di acqua).
Impastate, impastate e impastate e quando le braccia non ce la fanno più preparate tante palline di eguali dimensioni (io le ho fatte più o meno come una pallina da ping pong) sulla placca del forno.
Coprite con uno strofinaccio, mettete al calduccio a lievitare finché non avranno almeno raddoppiato le dimensioni.
Preparate il forno già caldissimo a 250°. Pennellate la superficie con un buon olio extravergine e infornate per circa 15 minuti.
L'esperimento è stato molto gradito, a mio parere mancava un pizzico di sale. L'abbinamento della farina di ceci con il rosmarino (la farinata insegna) è ottimo, la spennellata d'olio trasforma questi paninetti in sfiziose focaccine da farcire a piacere.
Ieri sera, in una cenetta improvvisata con il nostro vicino di casa (e carissimo amico) nelle focaccine ci è finito un cacciatorino, accompagnato da un paio di birre fresche, e stuzzichini lastminute, tra cui una torta salata con la ricettina di Stella di Sale, che per me è diventata un'istituzione. Stavolta la variante con zucchine (ma và? Che originale!) e crescenza: uno dei miei abbinamenti favoriti!

TORTA SALATA ZUCCHINE E CRESCENZA
base:
200 gr di farina 00
4 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cremor tartaro
vino bianco q.b. per impastare
ripieno:
4 zucchine (medie)
mezzo scalogno
2 uova
200 gr di crescenza
olio evo
sale&pepe

Preparate la base come indicato qui.
Lasciatela riposare e nel frattempo preparate il ripieno: pulite e affettate le zucchine, passatele rapidamente in padella antiaderente con un filino di olio e lo scalogno tritato finissimissimo (io le ho passate al microonde/funzione Crisp per 10 minuti).
Scaldate il forno a 180°.
In una ciotola sbattete le uova intere con la frusta, regolate di sale e pepe, aggiungete la crescenza a pezzetti ed infine le zucchine.
Stendete la pasta con il mattarello (questa volta l'ho lasciata meno sottile) e adagiatela in una pirofila (quando la stendete raggiungete la misura del diametro della teglia prescelta, più una decina di cm per il bordo). Versate il ripieno al centro, ripiegate i bordi per contenere il ripieno ed infornate per circa 20-25 minuti, lasciate intiepidire su una griglia e buon appetito!
(piesse - ottima anche il giorno dopo!)

sabato 7 giugno 2008

L'orto dei nonni

I nonni sono partiti per le meritatissime vacanze e a me spetta la cura dell'orto. Dopo le secchiate di acqua di ieri pomeriggio, stamattina io e la Pepi dopo un breve giretto di commissioni (caffé da Tomasi, regalino per un compleanno, approviggionamento di latte fresco ed infine doppio tentativo fallito di entrare all'Ufficio Postale pienissimo di gente), abbiamo preso la bicicletta e ci siamo fatte una super pedalata approfittando del sole mattutino, con tappa all'orto prima del rientro.

Il famoso orto è un appezzamento di terreno (40 mq circa?) che il Comune di Verona mette a disposizione degli anziani. A dire il vero prima che i miei ottenessero il loro pezzettino di terra, in casa (parlo delle case in cui esisteva una sottospecie di giardino) c'è sempre stato un miniorto.

Anche la mia sorellina, lassù sulle montagne tra boschi e valli d'or, coltiva il suo orticello. Per la Pepi "unenne" i pomodori erano solo "bonbongigia" (ovvero i pomodori della zia Lisi) e se li pappava così di gusto che la lasciavamo mangiare da sola con risultati pari soltanto all'esplosione di una granata in una cassa di pomodori maturi.

Oggi il bottino ha fruttato poco meno di due kg di zucchine, e qualche fiore (la maggior parte erano danneggiati dalle copiose precipitazioni di ieri, a mio avviso... ma non ce capisco una fava, quindi prendere questa dichiarazione da finta-esperta di vegetali con molta cautela), e altrettante credo saranno pronte per il raccolto del lunedì.

Stasera ho fatto un mini esperimento con i 6 più aitanti fiori di zucchina (che, per inciso, io ADORO fritti in pastella. Ma no se puede.)

Dopo averli puliti e privati di foglioline verdi e picciolo, li ho farciti con una pozione misteriosa, composta da mollica di pane ammollata nel latte, pomodorini tagliati a piccoli cubetti, poco parmigiano grattuggiato e scamorza affumicata a cubetti. Ah, dimenticavo sale d'erbe, pepe e erba cipollina fresca tritata. Il tutto "a ocio", con questo intruglio ho farcito con tecnica da scassinatore i fiori.

Ho leggermente oliato una minipirofilina, ho disposto i fiori con un filino di olio anche sopra e infornato a 150° per un quarto d'ora (circa).

Pare che fossero buoni.

venerdì 6 giugno 2008

Muffins Mania!


ANCORA MUFFINS??? UN'ALTRA VOLTA DOLCI IPERCALORICI?

Ma sì, tanto in casa vanno a ruba, sono perfetti per la colazione e la merenda. E io non li assagerò, prometto.
E poi oggi pomeriggio pioveva tanto tanto, siamo scappate via dalla festina di fine anno scolastico (dove la Pepi si è esibita in canti e balli) e ci siamo chiuse in casa. Per ingannare il tempo, cosa c'è di meglio che spignattare e diffondere per la casa il profumo del cioccolato?
Inoltre c'era nel cesto della frutta una povera banana abbandonata che supplicava pietà, dal manto ormai maculato come quello di un ghepardo, abbiamo deciso di provare questo esperimento.

La ricetta è quella dei precedenti muffins, abbiamo aggiunto agli ingredienti secchi un paio di cucchiai di cacao amaro, mescolato le due solite ciotole di ingredienti secchi+liquidi e alla fine, al posto dei kinder, abbiamo aggiunto 80 gr circa di cioccolato al latte (a dire il vero lo definirei una mezzavia tra cioccolato fondente e al latte, poiché non è dolcissimo... trattasi sempre di scorte di ex uova di Pasqua!).
Ho riempito 8 stampini da muffins con questo preparato e altri 6 aggiungendo anche la già citata banana-ghepardo tagliata a pezzettini (ho spolverizzato un po' di zucchero di canna sulla superficie dei muffins alla banana, prima di infornarli... giusto per riconoscerli).
Ironia della sorte: dopo aver sfornato i suddetti muffins mi sono messa al pc. Ho scaricato le foto della festina, controllato la mail, risposto a qualche commento e girovagato per gli altrui blog a sbirciare sempre nuove golosità tentatrici. Clicca qua e clicca là, sono finita sul blog di Fiordifrolla. Indovinate cos'ha preparato oggi?

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Con l'occasione vorrei anche festeggiare la pubblicazione di un librettino dedicato alle bambine e ai bambini.
Attenzione, attenzione! Signore e signori! Si tratta del primo libro illustrato dalla mia sorellina!

Le filastrocche sono di un carissimo amico, Luciano (tra l'altro papà di una della bambine più belle dell'universo interplanetario) e mia sorella, nel suo buen retiro della Val de l'Oco, ha pazientemente interpretato le buffe parole dando vita "visibile" ai simpatici protagonisti con acquerelli, cartoncini, ecoline, collages e tecniche varie ed eventuali.
Sono molto orgogliosa di parlarne qui, e grazie ai miei potenti mezzi (ovvero uno scanner) vi mostro anche la copertina di "Marucca la Mucca e altre storie strampalate di animali".


Stefania è orgogliosissima di avere la sua prima dedica stampata su un libro vero! Beh, lo sarei anch'io perché alla veneranda età di trentasette anni non ho mai avuto tale onore.


piesse - Il libro è edito da Leopoldo Bloom Editore, so che a Verona si trova in vendita alla libreria L'Aquilone.

martedì 3 giugno 2008

Il bonus extra della domenica

... che in realtà sarebbe stato il bonus del lunedì, perchè con queste festività fra capo e collo finisce che non capisco più che giorno è.
Una fantastica merenda per i bambini (anche quelli un po' cresciutelli), veloce da fare (eh, la mia passione mai rinnegata per i muffins, o maffings come li chiama la mia Pepi).
Nel frigo giaceva una miniscorta di barrette kinder che la Pepi aveva ricevuto in regalo, e... Salacadula Magicabula... Bibidibobidibù! Le barrette sono misteriosamente sparite e per magia hanno preso vita questi muffins.
Quasi del tutto divorati tra merenda (presenti all'appello 6 adulti per nulla golosi e 4 bambini) e dopocena, i quattro superstiti sono spariti nella giornata odierna, tra colazione della Pepi, dessert della sera sempre della Pepi, mentre due sono stati generosamente donati alla sorellina per la colazione di domani, così non li vedo e non cedo alla fortissimissima tentazione!
KINDER MUFFINS
ingredienti solidi:
300 gr di farina 00
60 gr di zucchero di canna
1/2 bustina di cremor tartaro
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
ingredienti liquidi:
120 gr di burro
150 gr di latte
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova
la golosità:
5 barrette kinder (o 6? ohi, non ricordo)
Come di consueto mescolare in una ciotola prima gli ingredienti secchi ovvero farina, zucchero, cremor tartaro (va benissimo anche semplice lievito per dolci), e amalgamare in un'altra ciotola i liquidi (burro sciolto, latte, vaniglia, uova).
Unire i due composti, mescolando rapidamente, quindi aggiungere le barrette kinder spezzettate.
Versare nelle apposite pirottine, posizionate nello stampo da muffins (ne sono usciti 18) e infornare a 180° per circa 20 minuti (la prova stecchino vi aiuterà).
Buonissimi ancora tiepidi, se volete conservarli per i giorni successivi (ottimi a colazione, se ne avanzano) copriteli e magari fategli fare un giretto nel microonde per intiepidirli.

lunedì 2 giugno 2008

La domenica ad Illasi


Per festeggiare il compleanno del mio "cognato"! Finalmente il tempo ci ha consentito di mangiare (alla faccia della d***a!) all'aperto e pure di fare una passeggiata digestiva. I ciliegi sono carichi di delizie, rosse, succose, dolci. E in mezzo alle vigne, oltre agli splendidi papaveri, tanta tanta rucola: un prelibato bottino da portare a casa.
Cosa fare con la rucola, oltre alla "solita" insalatina?
Un pesto! Sì!
Ho lavato e asciugato bene le foglioline, le ho spezzettate e passate con il minipimer aggiugendo un pizzico di sale, qualche gheriglio di noce e ottimo olio extravergine tanto da renderlo cremoso.
Perfetto per condire la pasta, un bel piatto (piattino, i consentiti 70 gr.) di penne integrali, con una dadolata di pomodoro fresco.

Siccome il bottino era davvero consistente, un altra manciata di rucola l'ho utilizzata per insaporire una formaggella casalinga, preparata con il latte crudo (per trovare il latte crudo vicino a casa vostra, cercate su milkmaps!).

Per preparare la cagliata (con due litri di latte ho preparato una fuscella da circa 200 gr.), portate ed ebollizione il latte in una pentola di acciaio, mescolando spesso perché il latte non si attacchi sul fondo e non bruci. Quando il latte è giunto a ebollizione abbassate il fuoco e aggiungete 3 cucchiai di succo di limone ben filtrato (o di aceto); mescolate delicatamente il latte finché caglia (vedrete che forma dei granuli) quindi togliete la pentola dal fuoco.
Coprite con un coperchio e lasciate riposare per un quarto d'ora circa. Preparate una garza sterile di grandezza adeguata, foderate il fondo di in un colino, e versate la cagliata. Strizzate la garza, versate il contenuto in una ciotolina e mescolatelo con la rucola spezzettata. Mettete il tutto nella fuscella (io conservo quelle della ricotta, altrimenti potete utilizzare un colino) e ponete sopra un peso (io ho coperto con una pellicola e ho appoggiato sopra un barattolo Bormioli pieno di acqua) in modo che possa fuoriuscire tutto il siero in eccesso.

Credo che preparata in questo modo, la cagliata si possa conservare qualche giorno in frigo... non posso garantire, perché quando la preparo non ne avanza mai neppure un cucchiaino!

Devo ammettere che mi piace pastrocchiare con il latte... ho letto da qualche parte che il siero che avanza (oltre che per la preparazione della ricotta) può essere utilizzato come integratore alimentare, perché ricchissimo di preziose proteine e povero in grassi. Ma quanto tempo si conserva? Ben vengano i suggerimenti...