mercoledì 30 aprile 2008

Cavoletto docet

Posto un tantino in ritardo queste due cosine, preparate in occasione dell'ultimo incontro di "Letture in corso", che prevedeva un interessante momento di "saluti enogastronomici" al termine della lezione settimanale.
L'influenza non è ancora passata, a dire il vero si è trasformata in qualcosa di indefinibile (sinusite?), con un risvolto per me assolutamente inaccettabile: sono totalmente priva di olfatto. Tanto per farvi capire, non percepisco neppure vagamente il sentore della crema al timo della Just (chi la conosce sa quanto è intenso il suo aroma).
Per me è terribile non riuscire ad assaporare nulla. Terribile.
Ma tant'è che ci provo lo stesso a cucinare, e ancora una volta (conoscendo la passione per il salato del mio adorato Presidente), ho pescato a piene mani dall'archivio di Sigrid.
Ricordavo di aver visto un cake (io adoro i cakes salati) che mi aveva parecchio incuriosito... gorgonzola, pere e noci: un abbinamento che mi garba davvero moltissimo.
Ho semplicemente sostituito il gorgonzola piccante con il suo cugino francese, il Roquefort (non perchè voglio tirarmela, ma perchè questo era disponibile!).
Ed in fondo un cake con un po' di erremoscia ci stava giusto bene (riservato agli adepti del corso: il riferimento al Vaniteux del Petit Prince è puramente casuale...).

Vorrei dedicare un pensiero speciale a tutte/i coloro che mi hanno accompagnata in questo bellissimo viaggio alla scoperta della letteratura per l'infanzia e della lettura ad alta voce.
Mi mancherà (anche se qualche volta arrivavo davvero stanca) l'appuntamento del martedì sera.
CAKE SALATO AL ROQUEFORT, PERE E NOCI
180 gr di farina
3 uova
1 dl olio d’oliva extravergine
1dl latte
150 gr di roquefort
100 gr di grana padano grattuggiato
1 pera william
70 gr di noci
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale&pepe

Montate le uova intere con il latte e l’olio.
Aggiungete la farina, setacciata col lievito, e il grana padano grattuggiato, poi il roquefort spezzettato e la pera tagliata a cubettini ed infine le noci tritate grossolanamente.
Regolate di sale e pepe, versate in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno, e infornate a 180° per circa 50 minuti.

(note - non ho potuto tagliarne una fetta per vedere l'interno. Era ancora caldo e se avessi ceduto alla tentazione di tagliarlo solo per fare la foto avrei combinato un pasticcio.)

Ho sperimentato anche una nuova versione, sempre di ispirazione Cavolettiana.
Ricordate i Biscottini al parmigiano e semi di papavero? Ecco, siccome dal fruttivendolo vicino a casa ho acquistato una splendida cassa di zucchine con il fiore, ho provato a fare i biscottini nella variante fiori di zucchina+zafferano. Non so se sono riusciti bene, ho assaggiato ma per il mio palato sono assolutamente senza sapore, così come il cake. Pare che siano stati graditi.

domenica 27 aprile 2008

Sagra della Sparasina

Pigozzo, 27 Aprile 2008.
Slurp! Non dico altro. Anche quest'anno mi sono sentita in dovere di "timbrare il cartellino".
Diciamo che le foto che vedete sono un vero miracolo, visto che avevo così tanto appetito che quasi non mi ricordavo di avere con me la mia digitale. Infatti la bruschettina non la vedrete mai!
Comunque: antipastino con bruschette con paté di sparasine e bruschette con radecele in agrodolce, primo con risottino alle sparasine, secondo: un piatto con un misto di sparasine, candeline, radecele e ovi duri (e panino per la doverosissima scarpetta).
Il tutto innaffiato da un fresco Garganega della Cantina della Valpantena.










sabato 26 aprile 2008

Basta saperlo!

Messaggio promozionale, che promuovo più che volentieri: sei a corto di detersivo per i piatti? Non sopporti più la pubblicità splendidasplendente? Vuoi fare anche tu qualcosa per contribuire a non distruggere il nostro pianeta? Basta un piccolo gesto quotidiano... per capire come fare, ti aiutano Lo&Ely

GRAZIE DI CUORE A LO&ELY PER AVER DATO IL VIA A QUESTA INIZIATIVA!
BRAVE!

AIUTO una bomba!

Ma come mi è venuta questa malsana idea? Questo non è un dolce, è una superbombacalorica, un concentrato di colesterolo e trigliceridi, un suicidio per diabetici.
Ma ieri pomeriggio mi annoiavo, da sola in casa, fuori il sole. Mi sono guardata un DVD (che per me corrisponde ad un miracolo, fatta eccezione per i cartoni animati), per la cronaca il film era "Perché te lo dice mamma", in cui la protagonista... vabbé, ve lo lascio gustare in pace se non l'avete visto.
Finito il DVD e le parole crociate, mi è venuto lo sghiribizzo di fare un dolce.
Un cheesecake? Un semplice cheesecake? Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa...
Perché non sfruttare le scorte di cioccolato bianco-al latte-fondente delle uova di Pasqua, archiviato in comodi sacchettini per alimenti con su scritto il contenuto in grammi (dato non più attendibile, visto che di tanto in tanto qualche mano va a pescare un piccolo momento consolatorio).
Il "solito" cheesecake si è quindi trasformato in una seria minaccia per la dieta (quale dieta?).
Voilà la pozione:

TRIPLE CHOCOLATE CHEESECAKE
200 gr di biscotti Digestive
100 gr di burro
400 gr di formaggio cremoso (philadelphia, robiola, quark...)
4 uova
4 cucchiai di zucchero di canna
una tazza di cioccolato al latte a scaglie
una tazza di cioccolato bianco a scaglie
una tazza di cioccolato fondente a scaglie

Preparate la base con i biscotti finemente tritati nel mixer e il burro fuso. Miscelateli insieme e pigiateli per benino sul fondo della vostra pirofila (nella quale avrete già imburrato con cura i bordi).
Amalgamate i formaggi con le uova intere e lo zucchero, fino ad ottenere un composto omogeneo.
Dividete in due parti il composto, aggiungete alla prima parte il cioccolato bianco e versate sulla base. Aggiungete all'altra metà del composto il cioccolato al latte e versate nella tortiera.
Infornate a 180° per 20/25 minuti, e comunque finché non sarà completamente rappreso (controllate soprattutto al centro della pirofila).
Se volete utilizzare il "metodo Nigella" per la cottura del cheesecake.
Una volta sfornato, lasciate raffreddare, poi fondete il cioccolato fondente (scusate il gioco di parole, ma l'avranno pur chiamato fondente per qualcosa, no?) e spalmatelo sul cocuzzolo del vostro cheesecake.
In alternativa, potete servire il cheesecake con il cioccolato fondente fuso al momento.

note - la prossima volta (se ci sarà una prossima volta...) dovrò utilizzare alcuni accorgimenti: fondere il cioccolato (al latte e bianco) prima di mescolarlo al composto di formaggio. Ed inoltre infornerò prima per qualche minuto la base più il primo composto e poi aggiungerò il secondo. Vorrei che la fetta fosse davvero a righe quando la taglio. Ok, è buona lo stesso, ma si sa che l'occhio vorrebbe la sua parte.
Per scattare la foto ho massacrato la torta, solo per inaugurare uno dei coppapasta comprati stamattina nel mio negozietto preferito. Yuppi!!!
Mi sono comprata anche lo stampo per i biscotti a forma di "scarpa-a-tacco" per la gioia della mia Pepi!



venerdì 25 aprile 2008

Festa della Liberazione

Oggi 25 Aprile... ma quale liberazione? Liberate ME, piuttosto, che sono chiusa in casa con l'influenza!
Io sono la massima esperta nel prendere le influenze in primavera: vedo un raggio di sole, alleggerisco l'abbigliamento e, via. Il giorno dopo di solito inizio a starnutire e se non mi curo al volo (cosa che di solito non faccio), la situazione si fa via via più fastidiosa.

Mercoledì sera anche la febbre si è fatta viva, per cui ieri non ho messo il naso fuori di casa.

E anche oggi (che dopo una mattinata incerta, il cielo ci sfoggia un bel solettino primaverile. Anzi, ora che l'ho nominato è andato a nascondersi...) sono agli arresti domiciliari.

Con il frigo quasi vuoto (verdure disponibili: patate, scalogno e una bella melanzana chiara, sopravvissuta ad un round di grigliatura selvaggia).

Per la gioia della mia polpetta polpettosa, la melanzana è stata sacrificata per delle belle polpettine (fritte, in via del tutto eccezionale. Di solito le cucino al forno, un po' per la leggerezza, un po' perchè detesto friggere nella mia cucinetta).

E poi un primo coccoloso, gli gnocchetti di ricotta all'erba cipollina (le mie erbette aromatiche... devo prendermi cura del mio giardinetto. Ehem, aiuoletta...), e il pane alle olive.

E appena finito il post, relax a base di settimana enigmistica (se la Pepi mi concede questo lusso).

Un pensiero un zinzino invidioso a coloro che approfittano del "ponte" per una minitrasferta al mare.

GNOCCHI DI RICOTTA ALL'ERBA CIPOLLINA

500 gr. di ricotta
2 uova
50 gr. di grana padano grattugiato
1 manciata di erba cipollina fresca
farina

per condire
burro fuso
grana grattugiato
erba cipollina

In una ciotola amalgamare con le uova e il grana e una manciata di erba cipollina tritata; aggiungere il sale e mescola fino ad ottenere un impasto omogeneo (sarà necessario aggiungere un po' di farina).
Portare ad ebollizione l'acqua in una pentola, aggiungere il sale e, con un cucchiaio, versare delle piccole porzioni del composto di ricotta. Quando gli gnocchi vengono a galla, scolarli con una schiumarola.
Condire con il burro fuso e grana grattuggiato, ed altra erba cipollina tritata.
note - gli gnocchi alla ricotta sono un piatto piuttosto diffuso nelle nostre montagne. Questa è una versione personalizzata con erba cipollina, liberamente ispirata alla ricetta degli "gnocchi alla malghese", o "gnochi sbatui", che in Lessinia si condiscono con abbondante burro di malga e "puina fumà", ovvero ricotta affumicata. Spesso vengono serviti anche durante le Sagre di paese. A proposito, fra poco c'è la festa del Monte Veronese!

POLPETTE DI MELANZANE ALLA MENTA

1 melanzana
1 uovo
pangrattato
1 tazza di scamorza bianca grattuggiata
1 cucchiaio di capperi tritati
4/5 foglie di menta fresca
sale
Cuocere le melanzane dopo averle sbucciate e tagliate a piccolissimissimi cubetti: io le ho cucinate con il microonde (funzione Crisp), ma si posso anche saltare in padella o cuocere nel forno tradizionale (c'è anche chi le fa lessare ma io non ho mai avuto troppa simpatia per le melanzane lessate!).
In una ciotola aggiungere alle melanzane, lasciate prima intiepidire, un uovo, la scamorza grattuggiata (con la grattuggia a fori larghi), i capperi e la menta tritata, infine tanto pangrattato quanto basta a far sì che l'impasto si possa lavorare con le mani per formare delle palline, che passerete poi nel pangrattato e friggerete fino a che saranno ben dorate.
note - Con queste dosi si "producono" una ventina di polpettine poco più grandi di una noce.
Si possono servire ben calde oppure fredde (finger food style). Potete farle con qualsiasi verdura e quasi tutti i formaggi filanti.

di chi sarà la manina che cerca di rubare un panino alle olive???


giovedì 24 aprile 2008

Sfizio superfast


Per la mia patatina che adora questo abbinamento... ieri ho preparato per cena dei piccoli "nidi" farciti di spinaci e feta.
Tempo: poco. Pochissimo. Avevo impegnato la mia mattinata con il Flan Provenzale e dovevo scappare a lavorare!
La magia è presto fatta: ho prelevato dal freezer una pastasfoglia, tre cubotti di spinaci e dal frigo un uovo e 200 gr circa di feta.
Ho lessato e spadellato gli spinaci, tritati, mescolati con la feta sbriciolata e un uovo sbattuto (ne ho tenuto da parte un cucchiaino per spennellare la sfoglia) e regolato di sale.
Ho tagliato la sfoglia in pezzi quadrati che ho disposto nelle minipirofiline, ho farcito con il composto di spinaci e feta, ripiegando i bordi della sfoglia (e li ho spennellati con l'uovo sbattuto).
Ho cacciato al volo tutto in forno (180° per 15/20 minuti circa, finchè comunque la sfoglia non è ben dorata) e lasciato poi a raffreddare su una grata.
(Ehem... confesso che inizialmente volevo fare una sorta di Spanakopita - σπανάκιπίτα, con la fillopasta che avevo nel freezer. Ma mentre la scongelavo distrattamente l'ho disintegrata, recuperando prontamente gli ingredienti con la pastasfoglia)

Amarcord - III^ puntata. Le gite scolastiche.

Alzi la mano chi è stato in gita scolastica a Parigi!
Ecco, anch'io. Nel 1990, ultimo anno di Liceo Artistico, il primo di aprile (non è uno scherzo) siamo partite alla volta di Parigi.
I miei ricordi culinari della trasfertona non sono un granché: alloggiavamo in un hotel in cui ci servivano solo le petit déjeuner, petit di nome ma NON di fatto. Dico solo che riempivo gli zaini di piccole baguettes beurre et fromage, croissants, e quanto riuscivamo a pigiarci dentro.
Ammetto di essermi portata in giro anche mini scatole di Kellog's assortiti...
A pranzo non si rientrava all'hotel, e la cena era prevista in un orrendo ristorante italiano (sì, avete letto bene. Italiano. E si chiamava Juventus!) dove ho provato davvero nostalgia per un piatto di pasta della mia mamota.
Uno dei pochi ricordi golosi che ho, è legato alla boulangerie in un vicoletto vicino all'hotel.
Benché la colazione, come ho già detto, fosse davvero luculliana, non riuscivo ad evitare di fare la mia visitina quotidiana: il profumo del pane fresco e di altre delizie che proveniva dalla boulangerie mi costringeva a fermarmi.
In questa boulangerie mi sono innamorata di un dolce che durante il mio soggiorno ho acquistato ogni mattina: una piccola tortina che loro chiamavano "Flan".
Io e la mia amica Momy ne andavamo davvero pazze, abbiamo pure tentato di portarne uno a casa (che ovviamente si è spiaccicato nello zaino!).
Dopo anni trovai su "Grazia", mi pare, una ricetta di un dolce chiamato "Flan Provenzale": conservo ancora la ricetta, che rispolvero ogni volta che ho voglia di rievocare il profumo che aleggiava nel vicolo della boulangerie.


FLAN PROVENZALE
250 gr di farina
100 gr di burro
75 gr di zucchero
3 tuorli
un pizzico di sale

per la farcitura:
4 uova e 8 tuorli
mezzo baccello di vaniglia
1 litro di latte intero
250 gr di zucchero di canna

Preparare la pasta: versate a fontana la farina sul piano di lavoro, mettete al centro il burro tagliato a pezzettini, lo zucchero e il sale e lavorate con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sabbioso. Diluite i tuorli con due cucchiai di acqua, uniteli alla farina ed impastate velocemente.
Avvolgete in un canovaccio pulito e lasciate riposare in frigo per una mezzora.
Preparare la farcitura: portate ad ebollizione il latte con la vaniglia e lo zucchero, nel frattempo sbattete i tuorli con le uova intere. Versate quindi il latte (intiepidito) a filo nel composto di uova e mescolate con una frusta.
Accendete il forno a 180°, imburrate ed infarinate uno stampo. Tirate la sfoglia sottile, stendetela nella teglia ed eliminate la pasta in eccesso passando il mattarello sui bordi.
Bucherellate il fondo, copritelo con la cartaforno e riempite di fagioli secchi perchè la crostata non faccia le bolle durante la cottura.
Cuocete nel forno caldo per 20/25 minuti, poi eliminate carta e fagioli e riempite la base con il composto della farcitura.
Infornate, portando la temperatura a 170°, per circa 40 minuti (finché si sar ben rappreso).
Una volta sfornato fate raffreddare a temperatura ambiente, poi in frigo.
Prima di servire, spolverizzare la superficie con un paio di cucchiai di zucchero di canna e passare sotto il grill per qualche minuto per caramellare la superficie.
note: questa volta ho ridotto le dosi... un po' a ocio. Per cui vi riporto la ricetta originale.
Per utilizzare gli albumi, suggerisco di fare delle sfiziose meringhette.

sabato 19 aprile 2008

My first time...

...with MMF!
Dopo aver visto in rete mille decorazioni con il Mars Mallow Fondant (o MarshmallowFondant tuttoattaccato o MMF), ovviamente mi sono incuriosita. Ecco spiegata la foto della pallotta color albicocca sbiadita fotografata ieri.
Premessa: io detesto il MMF, ma in genere alle bambine ed ai bambini piace un sacco.
Quindi, quale occasione migliore per sperimentare questo intruglio? Il 5° compleanno della mia pseudonipotina Arianna. E così mi alleno per la torta di compleanno della mia Pepi, che fra poco diventa anche lei cinquenne! Ha già visto torte con "scarpe a tacco" che le hanno fatto venire i lucciconi agli occhi, ma ha subito cambiato idea optando per i minipony, le barbie etc, etc.
Nel frattempo devo procurarmi i coloranti alimentari, possibilmente un assortimento di rosa-viola-fuxia, possibilmente anche qualche glitter che comunque non disturba.
Oggi ho fatto il primo esperimento monocromatico, e (per essere la prima volta) sono abbastanza soddisfatta. Soprattutto perchè mi sono divertita un sacco!
Questo è il risultato, frutto della collaborazione con Stefania* che ha aggiunto, nel suo stile piuttosto barocco, tutti i cuoricini, le stelline, e le farfalline e i fiorellini fatti con i suoi ministampini per biscotti (ha provato anche a fare qualche danno, ma sono riuscita ad evitare il peggio. I miei vicini credo se ne siano accorti... ehem...).
La ricetta e le spiegazioni del MMF qui.
La ricetta della crema con cui ho farcito la torta qui.
(la torta è fatta con 4 uova, 230 gr di burro, 230 gr di zucchero, 230 gr di farina 2 cucchiaini e mezzo di lievito, vaniglia. Mescolare il tutto fino ad ottenere una crema densa, liscia e lucida ed infornare a 160° fino a che la prova dello stuzzicandenti non vi dice che è pronta! Ricetta base tratta dal libro "Il Party dei Piccoli").

Ora scappo alla festinaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
*P.S.- Stefania mi sta chiedendo "L'hai scritto il mio nome, vero? L'hai scritto che l'ho fatta anch'io?".

venerdì 18 aprile 2008

Pane fatto in casa

Il profumo del pane caldo che cuoce nel forno... è uno degli aromi che mi mette più appetito.
Io adoro il pane in tutte le sue forme, quindi non potevo che agguantare al volo l'allegato al numero di Aprile di Sale&Pepe: un libricino (per me) davvero carino sul pane fatto in casa, autrice tale Linda Collister.
Ci sono tante ricette stuzzicanti, ma la prima che ho voluto provare è stata questa.
Non userò parole mie per descriverlo, trascrivo il trafiletto che accompagna la ricetta (e ditemi un po' se non vi viene l'acquolina in bocca).
"Mangia questo pane ancora tiepido, intingendolo nel miglior olio extravergine di olive e nel più sofisticato aceto balsamico che puoi permetterti, accompagnando il tutto con un buon bicchiere di vino. Sarà un modo estremamente rilassante per iniziare un pasto, ma anche per accompagnare gli antipasti e raccogliere l'intingolo dell'insalata. Ho messo a punto questa ricetta copiando le bellissime forme di pane delle panetterie del Sud della Francia. Volevo un pane ripieno di olive nere, grandi e succose (scegli le più ricche che riesci a trovare). Il buono è soprattutto la crosta, tanta e croccante, fatta apposta per essere sgranocchiata. Davvero perfetto in un giardino d'estate, con un bicchiere di vino, prima di cena".
Trascurando il dettaglio del "giardino d'estate" (dato il tempo che c'è in questi giorni sarebbe più indicato "un caminetto mentre fuori nevica").
Davvero questo pane merita, davvero dovete scegliere le olive più ricche (queste erano così ciccione che non riuscivo a snocciolarle con l'apposito attrezzino, ho dovuto provvedere con il mio coltellino. La t-shirt che indossavo può garantire che si tratta di olive sugosissime (si può dire?).
Le briciole che NON sono rimaste, invece, vi assicurano che è stato davvero molto, molto, molto gradito.
Per correttezza riporto la ricetta di Linda Collister, io da brava disobbediente ho fatto a modo mio (non disponendo di lievito madre).


PANE CON OLIVE E TIMO
200 gr di farina bianca per pane non trattata*
30 gr di farina integrale*
100 gr di lievito madre*
1 cucchiaino di sale
15o gr circa di acqua tiepida
100 gr di olive denocciolate
2 cucchiai di foglie di timo fresco, senza gambi

*io ho usato:
300 gr di farina (già mixata: farina 0+semola rimacinata+lievito esiccato da pasta madre bio), il resto uguale (l'acqua non l'ho misurata, vado ad occhio).

Ho preparato l'impasto base e l'ho lasciato lievitare al calduccio per tutta la mattina.
Ho steso la pasta su di un piano infarinato, formando un lungo rettagolo (diciamo cm 50, largo 15... più o meno). Ho sistemato le olive e il timo fresco sulla parte centrale, ho ripiegato la pasta sul ripieno e sigillato lungo un lato, pizzicando per bene. L'ho poi delicatamente arrotolata, per formare una salsiccia lunga, quindi l'ho trasferita con attenzione sulla teglia da forno e l'ho chiusa per darle la forma di una ciambella. Ho coperto con uno strofinaccio leggermente umido e l'ho lasciata a lievitare ancora un paio d'ore.
Una volta portato il forno alla max temperatura (per il mio è 250°), ho scoperto l'anello e praticato delle piccole incisioni sulla superficie.
Ho infornato per una ventina di minuti, finché la superficie non è diventata bella dorata.
Lasciate intiepidire sulla griglia prima di tagliare. Lo so, è difficile resistere e la tentazione è di divorarlo immediatamente!


piesse - domani faccio un esperimento... vi anticipo qualcosa con la foto dell'oggetto misterioso...

martedì 15 aprile 2008

la merendona del martedì

A pranzo, GIURO, ho mangiato solo frutta (una vaschetta di fragole e una banana).
Ma a merenda...

Giustificata dal fatto che di solito il martedì alle 20.00 inizio IL corso, consumo una cenetta frugale un'oretta prima, altrimenti per colpa di Mirco che tiene le lucine tenui tenui (e ci fa esercitare con gli sbadigli!) mi viene un abbiocco micidiale.
Oggi ho rubacchiato un po' di pasta di pane e mi sono fatta questa supermerendona che è anche la mia cena: calzoni farciti con i pomodorini freschi, la mozzarella e le olive verdi (essendo l'azione un pochino premeditata, avevo già lavato i pomodorini, tagliati e conditi con la mozzarella e le olive, un paio di foglie di basilico, sale. Ho lasciato sgocciolare il tutto prima di farcire i calzoncini...)

Vado a prepararmi e scaaaaaaaaaaaaaaappooooooooooooooooo!

domenica 13 aprile 2008

è domenica, pranzo dalla mamota

Piove, piove (ad essere sincera in questo preciso istante un raggio di sole ha deciso di onorarci della sua presenza). A pranzo, come da tradizione, la mamota ci invita e noi portiamo il nostro contributo.
La domenica di Pasqua ho comprato il numero di Aprile di Sale&Pepe, dove a pag. 38... "Voilà... il Soufflé", oltre a fornire preziosi consigli per cucinare un perfetto soufflé, presenta una ricettina "di stagione" a base di asparagi.
L'ho adattata alle mie esigenze: l'originale prevedeva la scomoda, per me che sono vegetariana, presenza di prosciutto, che ho eliminato. Inoltre ho preferito fare dei mini soufflés individuali (mi piacciono un sacco le monoporzioni, forse un retaggio della mia ex vita da single).
Il risultato comunque è un soufflé delicatissimo, del quale riporto la ricetta adattata.
Nonostante la produzione locale sia più orientata all'asparago bianco, ho preferito per ragioni puramente cromatiche scegliere gli asparagi verdi.

SOUFFLE' AGLI ASPARAGI VERDI

30 gr di farina
2 dl di latte
un mazzo di asparagi verdi (180 gr di asparagi puliti)
3 tuorli
4 albumi
40 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
20 gr di burro
sale

Pulite gli asparagi, eliminate la base legnosa del gambo e raschiateli con un pelapatate.
Tagliateli a rondelle e cuoceteli al vapore per 10 minuti circa (finché saranno morbidi).
Scolateli e frullateli con il mixer fino ad ottenere una crema omogenea.
Sciogliete 20 gr di burro in una casseruola, unite la farina amalgamandola perfettamente con una frusta, lasciatela tostare brevemente e aggiungete a filo, senza smettere di mescolare, il latte tiepido e cuocete per 5 minuti circa, finché la besciamella non risulterà ben densa.
Versatela in una ciotola, poi incorporate il parmigiano e il passato di asparagi.
Lasciate intiepidire.
Scaldate il forno a 190° (lo porterete a 180° solo dopo aver infornato i soufflés).
Imburrate per bene gli stampini da soufflé (io ho usato quelli individuali e ne sono venuti ben 7!) o uno stampo unico da un litro.
Sbattete in una ciotola capiente i tuorli con una presa di sale e uniteli al composto di besciamella e asparagi.
Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e amalgamateli al composto con estrema delicatezza.
Versateli negli stampi e infornate, posizionandoli sulla griglia sistemata ad un terzo dell'altezza del forno.
Portate la temperatura a 180° e cuocete per 30/35 minuti circa (45 minuti se usate lo stampo grande) senza MAI aprire il forno fino alla fine della cottura, altrimenti si afflosciano.
Servire immediatamente!

Il dolce. Questa è una sottospecie di invenzione lastminute, ispirata da un dessert che mi ha incuriosito sul blog di Berso.

Siccome non disponevo degli ingredienti necessari e ho deciso di eliminare la presenza del liquore a favore della mia Pepi, alle 11 di questa mattina mi sono lanciata con i miei stivaloni di gomma e l'ombrello in uno dei supermercati che a Verona è aperto la domenica mattina.

E ho comprato un barattolino di Nutella!

Ho assemblato un dessert in questo modo: con 40 gr di biscotti Digestive tritati finissimi e 20 gr di burro sciolto ho fatto le basi dei bicchierini, un po' come se fosse un cheesecake, suddividendo il composto in 6 bicchierini e pressandolo ben bene con il pestello del mortaio.

Sulla base ho "depositato" un microcucchiaino di Nutella.

Ho preparato una crema pasticcera con 250 ml di latte, 1 uovo intero e 1 tuorlo, 75 gr di zucchero di canna, 20 gr di farina e un pezzettino di bacca di vaniglia.

Ho versato la crema ancora calda nei bicchierini, riempiendoli fino a circa 2/3 dell'altezza, con l'aiuto della mia Pepi, molto orgogliosa di pastrocciare con creme e cremine.

Alla crema pasticcera avanzata, ho amalgamato un paio di cucchiai di Nutella, mescolando energicamente affinché risultasse un composto omogeneo, l'ho poi distribuito equamente nei bicchierini (e quel che avanzava nella ciotolina... ehem... sparito nel nulla!).

Ho messo il tutto in frigo. Al momento di servire ho aggiunto un ciuffetto di panna montata (ahimé, quella spray) e una nocciola intera.Semplici, rapidi e goduriosi!Mi rammarico solo di essermi scordata la mia digitale a casa, per cui le foto sono (se possibile) anche peggio del solito.

Dopo queste scorpacciate, temo che dovrò fare un esame di coscienza e mettermi un po' a dieta. Inaugurerò una sezione "ricette light"?

sabato 12 aprile 2008

muffins e muffins bis

Ho appena finito di preparare il dolcetto (i dolcetti) per questa sera: saremo ospiti da Cinzia&Giacomo per una superscorpacciata (e per super si intende proprio SUPER) di panzerotti.
Mi offro sempre molto volentieri di pensare al dolce. Purtroppo Giacomo non ama il cioccolato, io invece lo adoro e scelgo sempre ricette dove questo ingrediente è previsto.
Finora ho sfruttato compromessi come la crostata di frutta, il cheescake, la torta morbidosa al cocco (con fondutina di cioccolato a parte!)... Per stasera ho preparato un "impasto base" per i muffins, con yougurt al cocco, e poi ho fatto i muffins alla fragola e anche quelli al cioccolato!

MUFFINS AL COCCO E FRAGOLE
MUFFINS AL COCCO E CIOCCOLATO

base per circa 12 muffins:
1 vasetto di yougurt al cocco
2 uova
80 gr di burro sciolto
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
140 gr di zucchero
250 gr di farina 00
5 gr di cocco grattuggiato
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

1 tazza di fragole lavate, pulite e tagliate a pezzetti

100 gr di cioccolato al latte a pezzettini

Mescolare separatamente gli ingrediendi umidi (i primi 3) e quelli secchi (zucchero, farina, lievito e un pizzico di sale).
Amalgamate i due composti senza mescolare troppo, e dividete l'impasto ottenuto in due differenzi ciotole.
Nella prima mescolate il composto con le fragole.
Nella seconda ciotola aggiungete il cioccolato.
Ponete i composti nelle apposite pirottine e infornate a 180° per circa 20'.
note: un'ideuzza dell'ultim'ora: ho sciolto nel microonde un serpentone di marshmallow della mia Pepi (senza la sua autorizzazione, ehem...), l'ho spalmato sul cocuzzolo dei muffins alle fragole e ho completato con fragole sminuzzate. Ecco, ora sono ancora più fragolosi.







...una pasta last minute!


Dovete ancora inventarvi il pranzo? Voilà un primo, che volendo è anche un bel piatto unico dal momento che ci sono carboidrati, proteine e un po' di verdurine vitaminose.
Il tempo di cuocere la pasta e avrete già pronto il condimento (altro che quattrosaltiinpadella!).
Guardate cosa avete nel frigo e inventate il vostro primo piatto.
Questo è quel che ho "assemblato" oggi, di ritorno dalla mattinata di: giretto dal fruttivendolo (una cassa di fragole meravigliose, spartite fifty-fifty con la mamota), spesa "normale" e minispesuccia bio.
Le zucchine le avevo preparate ieri sera per cena: di circa 1,5 kg di zucchine grigliate abbiamo avanzato sono una microciotolina.
I pomodorini di Pachino e la feta nel mio frigo non mancano quasi mai, il timo è disponibile in ogni momento (evviva il giardino... ohops, l'aiola!).
Le dosi sono per 3 pax, ma se poi aggiungete un secondo vanno bene anche per 4!

PENNE SUPERSPRINT CON POMODORINI, ZUCCHINE GRIGLIATE E FETA
250 gr di penne rigate
200 gr di pomodorini
200 gr di feta
una tazza di zucchine grigliate
olio extravergine di oliva
timo fresco
sale&pepe a piacere

Mentre lessate la pasta, in un'ampia padella fate saltare a fuoco vivace i pomodorini (lavati e tagliati a spicchi) con poco olio extravergine per qualche minuto, aggiungete la feta e le zucchine, regolate di sale e insaporite con il timo.
Scolate la pasta con un minutino di anticipo, spadellatela insieme al condimento e ad un cucchiaio di acqua.
Servite con un filo di olio crudo e timo fresco.

note: alla feta e pomodorini potete abbinare, al posto delle zucchine, olive nere di kalamata e capperini di pantelleria oppure melanzane grigliate (meglio ancora fritte, yum yum!), oppure un bel trito di erbe aromatiche fresche (timo, basilico, maggiorana, etc...).

giovedì 10 aprile 2008

piovepiove...

Oggi giornata umidissima. Povera la mia cervicale!
E comunque ho calato la scialuppa e ho affrontato la mia giornata: di corsa al lavoro, saltino a casa per sbafare qualcosa al volo, poi fuori di nuovo a prendere la Pepi a scuola, caffé con le mie donne (di cui due quattrenni-quasi-cinquenni scatenate), spesina e passeggiatina fino a casa, sotto l'ombrello.

Per merito di un appuntamento lavorativo del tardo pomeriggio saltato causa maltempo, e per colpa del mio vicino di casa che ieri dalla sua mamma ha mangiato un succulento "gatò" di patate (quello very very partenopeo), mi sono messa a spignattare per la cena per prepararne uno riservato ai vegetariani. Perchè privarsi di questa delikatessen solo perchè si è scelto di non mangiare salumi&co.? Perchè non concedersi questa sostanziosa pietanza che ti scalda l'anima in una giornata fintoprimaverile, dopo tutta questa pioggia?
Ecco qui, finché la Pepi si sta addormentando nel suo lettino, in compagnia di Gianni Rodari illustato da Anna Laura Cantone, io posto la mia ricettina e poi mi improvviserò creativa per inventare un invito speciale per il compleanno della mia pseudonipotina che fra 10 giorni compie 5 anni!


GATEAU (O GATÒ) DI PATATE E FUNGHI
1 kg di patate a pasta gialla
1/2 kg di champignons
1/2 scalogno
3 uova
1 scamorza bianca
burro
pangrattato
sale&pepe a piacere
timo fresco

Pelate le patate, lavatele e cuocetele al vapore(se preferite potete lessarle, intere e con la buccia).
Nel frattempo pulite per bene i funghi, eliminte l'estremità terrosa del gambo e sciacquateli rapidamente sotto il getto dell'acqua fresca per eliminare il terriccio, quindi tagliateli a fettine.
Soffriggete il mezzo scalogno tritato in un noce di burro (occhio a non farlo bruciacchiare, piuttosto aggiungete un paio di cucchiai di acqua insieme allo scalogno così si mantiene morbido), aggiungete i funghi tagliati, regolate di sale e abbassate il fuoco. Cuocete per qualche minuto, finché si asciuga il loro liquido.
Una volta cotte le patate, schiacciatele con lo schiacciapatate (eh, scusate il gioco di parole ma non saprei come altro spiegarle questo passaggio!), aggiungete una bella noce di burro (credo che a Napoli ne aggiugano ben più di una noce... fate vobis!), unite le uova intere, regolate di sale e pepe e aggiungete una manciata di parmigiano grattuggiato.
Imburrate una pirofila e cospargetela completamente di pangrattato anche sui bordi.
Versate circa metà del composto di patate e livellatelo col dorso di un cucchiaio.
Su questa base disponete i funghi (lasciate un cm e mezzo dal bordo), cospargeteli di foglioline di timo fresco e aggiungete la scamorza grattuggiata o tagliata a piccoli dadini.
Coprite con l'altra metà del composto e livellatelo con cura.
Cospargete con molto pangrattato, un po' di parmigiano grattuggiato e mettete qua e là con nonchalance dei microtocchettini di burro.
Infornate a 180° per una mezzoretta, finché la superficie sarà ben dorata.
(io ho aggiunto del timo fresco anche nel piatto. Ma a me piace tanto il timo...)

domenica 6 aprile 2008

Que viva Mexico!


Stasera cenetta pseudomessicana, dovevo assolutamente sfruttare due avocados perfettamente maturi che non avrebbero potuto attendere oltre... cosa meglio di un guacamole?
Il guacamole mi piace un sacco (poi vedremo che incubi farò questa notte...) e piace un sacco anche alla mia Pepi (per cui evito peperoncino e/o pepe) e prepararlo è davvero facilissimo.
Basta disporre di avocado ben maturo (fatevi aiutare dal vostro fruttivendolo, se invece lo prendete al supermercato palpatelo per bene prima di sceglierlo. Qui qualche utile consiglio.)
Come per la maggior parte dei piatti tipici che si trovano in giro per il mondo, esistono millemila varianti, io vi racconto come piace a me.

Vi servono:
avocado ben maturo
cipolla bianca
pomodori maturi
lime (possibilmente, ma va bene anche il limone)
sale&pepe q.b.
peperoncino se vi piace

Io, per due avocados, trito finissima una piccola cipolla e taglio a minuscoli cubetti il pomodoro.
Preparo l'avocado divido in due parti incidendo con il coltello la buccia, tolgo il grosso seme e lo tengo da parte. Con un cucchiaio asporto la polpa e la metto in una ciotola. La schiaccio accuratamente con una forchetta, spruzzo con il succo mezzo lime, aggiungo la cipolla e il pomodoro tritati e amalgamo il tutto.
Non metto neppure un granino di sale, lo aggiungo solo al momento di servirlo.
E fino a che aspetto gli ospiti e golosastri in genere, lascio nella ciotola il seme dell'avocado (pare che aiuti a non ossidarsi).
Indispensabile essere forniti di valanghe di nachos!

note: questa sera mi sono dilettata anche nel preparare le tortillas in casa. Ad essere sincera non mi convincono un granché (da perfezionare... ripeterò l'esperimento con altre ricette) anche se non ne è avanzata mezza. Le abbiamo farcite con formaggio e peperoni, quelle che da Mexi chiamano "Enchilada Campesina" (wow, cenetta leggera!)


altre note, un po' fuori tema: ieri sera ho avuto l'onore di assistere alla preparazione (diciamo che il mio ruolo era un po' come quello di Remy nel film Ratatouille, che guida Linguini nella preparazione delle pietanze) di una cenetta in un appartamento con vista su piazza Erbe. Mi vanto un po' e metto una fotina.