lunedì 25 febbraio 2008

AMARCORD...


Avete presente Marcel Proust alla ricerca del sapore perduto delle Madeleine?

Da qualche giorno mi girava per la testa di recuperare il ricordo di questa insalatina che, un tempo, mangiavo all'Olivo (in piazza Bra, Verona). Si tratta di un'insalata sfiziosissima, con verdure miste grigliate e condita con un filo di olio extravergine di oliva e... sorpresa... una fondutina di robiola tiepida. Qualche crostino di pane tostato non può che rendere più interessante l'insieme.

Oggi a pranzo mi sono tolta questo sfizio, e vi spiego rapidamente di cosa avete bisogno se volete provarla...


LA GRIGLIATINA

Insalata (lattuga o gentile, o ciò che preferite)
Radicchio rosso
Zucchine grigliate
Melanzane grigliate
Peperoni rossi e gialli grigliati
Olio evo
Sale e pepe
Robiola (io uso questa)

Mescolate in una ciotola insalata e radicchio (serve dirlo ben lavati?) tagliati a listerelle, aggiungete le verdure grigliate e condite con sale e olio (le proporzioni a Vs. gusto).

Fondete nel microonde (o a bagnomaria) la robiola con un goccino di latte, versatela sulla vostra insalatina, se volete aggiungete dei crostini di pane tostato (in questa versione ho messo dei cubetti di pane alle noci) e... Buon appetito!

LE RICETTE DI RECUPERO





No, non si tratta di recuperare gli avanzi (peraltro l'arte del recupero degli avanzi ha generato nella cucina tradizionale ricette deliziose, mi vengono in mente per primi i canederli).

Sabato mattina avevo acquistato un bel po' di ricotta fresca della Ca' Verde e pensavo di fare la "Ricotta in crosta di patate", molto amata dalla little family. Poi è sopraggiunto un graditissimo invito per una pizza e la ricotta è finita nel cheesecake.


Ovviamente avevo già pelato le patate (uffi...).


Allora ho improvvisato questi sformatini "approssimativi", nel senso che sono stati fatti in un lampo prima di uscire per la pizza e sinceramente vanno perfezionati. Sono graditi consigli in merito.




SFORMATINI DI PATATE, RADICCHIO ROSSO E MONTE VERONESE



4 patate di media grandezza

1 cespo di Radicchio rosso di Verona

1/2 scalogno

100 gr circa di Monte Veronese

olio evo

pangrattato

sale e pepe




Pelate e pulite accuratamente le patate, tagliatele a fette dello spessore di poco meno di mezzo centimetro (a occhio, per carità...) e cuocetele al vapore lasciandole "al dente".

Lavate il radicchio e tagliatelo a listarelle, fatelo brevemente saltare in padella con mezzo scalogno ben tritato e un filo di olio, sale e pepe.

Preparate degli stampini leggermente oliati e completamente cosparsi di pangrattato.

Disponete, alternandoli, strati di patate, radicchio e monte veronese, terminando con un ultimo strato di patate. Coprite l'ultimo strato di patate con il pangrattato ed un filo d'olio e infornate a 200° per un quarto d'ora circa, finché il pangrattato è ben dorato.




note: potete prepararli anche in anticipo, io li ho mangiati ieri a pranzo, infornandoli una decina di minuti e aggiungendo sul cocuzzolo dello sformatino una fettina supplementare di Monte... slurp.

Sono saporiti ma leggeri, e si possono sfruttare per un antipasto o per un secondo vegetariano.




sabato 23 febbraio 2008

Nigella Chocolate Heaven


La prima volta che ho sentito nominare la celeberrima Nigella Lawson non è stato alla tivù ma leggendo un libro tragicomico (era il diario di una tipa stile Briget Jones, ma con marito e prole da gestire. Molto ma molto ma moltissimo meglio Bridget...).

Poi ne ho sentito parlare da chi vede i canali satellitari, e ogni tanto vedo quaellà per la rete alcune ricette. Oggi ne ho vista pure una su youtube e, non avendoci capito un bel niente delle sue spiegazioni tra mille mugolii, ho trovato la ricetta qui. Speriamo bene. Io ci ho provato (personalizzando qualcosa, ovviamente) e stasera inviterò un paio delle mie cavie abituali a testare il risultato.
A voi solo le fotine... sorry...

CHOCOLATE CHEESCAKE

base:
200 g di biscotti digestive
1 cucchiaio di cacao amaro
100 g di burro morbido

impasto:
500 g di formaggio cremoso (ricotta setacciata, quark, robiola)
150 g di zucchero semolato
3 uova intere
3 tuorli
150 ml yogurt naturale
1/2 baccello di vaniglia
200 g di cioccolato fondente

Preparate la base sbriciolando fino a ridurli in polvere i biscotti con il mixer. Unite poi il cacao e frullate ancora per qualche istante ed aggiungete il burro già morbido finché gli ingredienti sono ben amalgamati.
Ponete l'impasto ottenuto in una tortiera, pigiando bene con le mani per farlo aderire alla base. Lasciatelo nel frigo finchè preparate l'impasto per farcirlo.
Nel frattempo in una ciotola capiente amalgamate lo zucchero con il formaggio (meglio a temperatura ambiente), aggiungete le uova intere più i tuorli ed infine lo yogurt fino ad ottenere un impasto liquido.
Fondete il cioccolato (150 gr circa) nel microonde o a bagnomaria, lasciatelo raffreddare un po', quindi versatelo a filo nel composto preparato precedentemente, senza smettere di mescolare, fino a che si sono amalgamati perfettamente.
Prendete la tortiera dal frigo e avvolgetela prima nella pellicola trasparente poi in un foglio di alluminio. Ponetela in una pirofila più grande, versare la crema al cioccolato sulla base e poi riempite la pirofila più grande di acqua bollente (non superate con l'acqua la metà dell'altezza della pirofila piccola).
Cuocete in forno per 1 ora circa.
Lasciate raffreddare un pochino prima di sformarla.
Guarnite con 50 gr (o di più, se preferite) di cioccolato fuso.



Note: Anche se non capite l'inglese, il video di youtube può essere d'aiuto nella preparazione (soprattutto il passaggio per imbacuccare la pirofila per cuocere il cheescake a bagnomaria).

Io ho variato un paio di passaggi (innanzitutto il cheescake io l'ho sempre fatto con i biscotti Digestive... ). Ho saltato a pié pari il cucchiaino di cacao sciolto in acqua... non mi ispirava fiducia. E poi Nigella usa una polverina che da quanto ho capito è un preparato zuccherato vanigliato e che ne so. Io ho aggiunto mezzo baccello di vaniglia naturale e vediamo stasera com'è andata...
p.s. - ancora BUON COMPLEANNO OSVALDO!







mercoledì 20 febbraio 2008

Dei piccolissimissimi muffins...


Nella dispensa giaceva in attesa di ispirazione un barattolino, arrivato direttamente da Bronte, di polvere di Pistacchio.

Ieri, in onore rispettivamente di:


  • zia Lisi, che ama come me i pistacchi (e tempo fa mi portò dalla Sicilia la deliziosa Frastucusa)

  • papà Osvaldo, nel giorno del suo X compleanno (AUGURIIIIIIIIIIIIIII!!!)

  • tutta la ciurma del Corso di letteratura per l'Infanzia

  • la mia little family e la mamota e nonno Lallo

ho sperimentato (e ringrazio le sopra citate cavie di essersi più o meno volontariamente sottoposte alla prova dell'assaggio) questa ricettina.

Ne avevo lette diverse con ingredienti simili, alla fine ho tentato di utilizzarne un paio che mi convincevano più delle altre e ne ho fatto un unica "pozione". Spero riuscita... a giudicare dalle briciole avanzate, credo di sì.


MINI MINI MUFFINS AI PISTACCHI E CIOCCOLATO BIANCO

300g di farina
130g di zucchero
150g di cioccolato bianco
80g di polvere di pistacchio (o pistacchi tritati)
60g di burro fuso
180ml di latte
1 uovo
2 cucchiaini di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato

Accendete il forno a 180°.
Fate fondere nel microonde (o a bagnomaria) circa 150 gr di cioccolato bianco in una ciotola con il burro, di seguito aggiungete il latte senza smettere di mescolare.
In un'altra ciotola mescolare molto bene lo zucchero con la farina, il lievito, il bicarbonato e i pistacchi.
Amalgamare i due composti, mettere negli appositi stampini/pirottine in carta ed infornate.

Note: Il tempo di cottura varia a seconda degli stampini che utilizzerete. In questo caso ho usato sia delle piccole pirottine in carta da 35 mm (e non li ho lasciati in forno più di una dozzina di minuti. Ho controllato che fossero dorati e verificato con uno stecchino che l'interno fosse ben sodo.) sia degli stampini da muffins "normali", in questo caso rimasti in forno per circa 20 minuti.
Facoltativo: una volta raffreddati, potete fondere un po' di cioccolato bianco e decorare i vostri mini o maxi muffins... sono ancora più golosi!

domenica 17 febbraio 2008

La saga continua...


...ennesima puntata dell'avventura "Le mani in pasta" (mi diverto tantissimo ad impastare, è un'azione quasi... catartica).

Ancora con lievito di birra, ma prima o poi so che entrerò nel tunnel della Pasta Madre anch'io.

Anche stasera erbette aromatiche, ma vi anticipo in attesa di ricevere una cosina che ho trovato su eBay e che credo proprio sia una spezia che 15 anni fa ho assaggiato in Egitto e che, fino ad oggi non sono mai riuscita a trovare.
Di questo devo pubblicamente ringraziare Comida de Mama perchè curiosando sul suo blog ho avuto l'illuminazione! Sì, sì, sì credo proprio siano quei semini che durante una vacanza in Egitto anni fa trovavo su deliziosi paninetti che divoravo a colazione. Da allora provo a descriverne il sapore, ma finora nessuno ha saputo dirmi cosa caspita fossero...

Attendo l'arrivo del pacchettino, sperimenterò e vi terrò aggiornati.

Intanto, per accompagnare la cenetta con la mamota, dei bocconcini preparati con il favoloso origano che la zia Lisi mi ha portato da Pantelleria.

Le mele e la cannella...


...un abbinamento per me irrinunciabile. Un po' invernale, perchè ha il potere di scaldarti l'anima.

A me ricorda tantissimo le merende in Alto Adige, le gran fette di strudel divorate dopo lunghe camminate o dopo una giornata sulle piste da sci. Mi ricorda un vassoio di dolcetti natalizi che la padrona di casa di un appartamentino di Ortisei che avevamo affittato per il periodo natalizio ci fece trovare la sera della vigilia.

Oggi pomeriggio mi sono trovata a risolvere in extremis il problema "dolce-da-portare-a-cena-dai-miei". Lo so che ho perso tempo a tentare di abbioccarmi sul divano invece di "agire" fin dal primissimo pomeriggio. Mea culpa, ahimé la pigrizia...
Per farla breve, dopo aver mentalmente passato in rassegna ciò che la dispensa metteva a disposizione, e considerando il poco tempo a disposizione, perchè non affidarsi alla rassicurante ricetta multiuso dei Muffins?

Et, voilà. In pochissimo tempo ecco pronti dei soffici muffins (molto graditi dalla mamota che ne ha trattenuti due per la colazione di domani...).


MUFFINS MELA E CANNELLA

(ingredienti per 12 muffins)

250 gr di farina 00
150 gr di zucchero di canna
un cucchiaio di lievito per dolci
un cucchiaino di bicarbonato
100 gr di burro
2 uova
200 ml di latte
mezza bacca di vaniglia
due mele golden
un cucchiaino di cannella in polvere


Pre-riscaldate il forno a 200°. Nel frattempo sbucciate e e togliete il torsolo alle mele, tagliatele a cubetti e ponetele in una padella antiaderente a caramellare per una decina di minuti con 15 gr di burro e un paio di cucchiai di zucchero di canna.
Mescolare, come vuole la leggenda, in due ciotole separate gli ingredienti solidi e quelli liquidi.
Ovvero: nella prima ciotola farina, zucchero, lievito e bicarbonato e nella seconda burro morbido, uova intere, latte.

Amalgamate i due composti, aggiungete infine la vaniglia, le mele caramellate e la cannella.

Riempire gli appositi stampi per muffins (o le pirottine in carta) fino a 3/4 della loro altezza ed infornare per 15/20'.

Note: io ho spolverizzato i muffins con qualche scaglietta di mandorla prima di infornare...






venerdì 15 febbraio 2008

Ricotta in crosta di patate




Buona sera buona sera... proseguono in questi giorni gli esperimenti della serie "mani in pasta". In pratica (a parte oggi, che mi sono affidata alla vecchia fedele macchina del pane) ho impastato tutte le mattine con le mie manine, prima di andare al lavoro, in modo da trovare ad ora di pranzo (diciamo meglio nel primo pomeriggio prima di scheggiare a prendere la Pepi a scuola) una pasta ben lievitata. Giusto il tempo per: sbizzarrirmi nell'improvvisare qualche simpatica variante (olive, erbette aromatiche, etc.), formare dei graziosi paninetti da lasciare a riposare ancora fino all'ora di cena, e sono già fuori dalla porta per correre a scuola.

Questi miniesperimenti sono stati davvero molto apprezzati tanto che si è detto "il pane non lo compriamo più!" (eh, sì... e il tempo dove lo trovo???).

In realtà sto meditando di convertirmi al religioso culto della pasta madre. Solo che poi temo di non riuscire a prendermi cura di lei come si deve.

Però... non c'è nulla da fare: il profumo del pane caldo stuzzica l'appetito come niente altro al mondo!


Pane a parte, oggi il menu propone... Ancora una torta salata? Sì (chi mi conosce sa che le adoro, poi per chi come me non mangia né carne né pesce sono un ottimo stratagemma per risolvere un secondo), ma con una pratica variante alla solita pasta sfoglia e/o brisée. E soprattutto molto più leggera... Provate, su...


RICOTTA IN CROSTA DI PATATE

4 patate a pasta gialla di media grandezza
2 uova
400 g di ricotta vaccina
4 pugni di pangrattato
olio e.v.o.
erba cipollina fresca (o liofilizzata)
sale e pepe a piacere


Preparate il forno preriscaldato a 200° e nel frattempo sbucciate e lavate bene le patate, dopo averle ben asciugate affettatele sottilissime con l'aiuto della mandolina.
Cospargete bene d'olio extravergine una pirofila rotonda (anche sui bordi), quindi spargete sull'olio uno strato uniforme ma sottile di pangrattato, in modo da coprire tutta la superficie della teglia, sempre compresi i bordi.

Adagiatevi le patate formando due/tre strati sottili ed infornate per circa mezz'ora, o comunque finché le patate formeranno una crosta, dorata a vostro piacere.

Lavorate in una ciotola la ricotta con la forchetta, le uova, l’erba cipollina, il pepe e il sale per qualche minuto fino ad avere un composto omogeneo.
Quando la crosta di patate è pronta, versatevi il composto di ricotta e infornate di nuovo per circa un quarto d'ora.
Sfornate e servite caldo o tiepido, a vostro gusto.

martedì 12 febbraio 2008

Le mani in pasta...


In questi giorni ho una particolare propensione per il pastrocci con la farina.

E così anche ieri ho trovato il tempo (non chiedetemi DOVE) per impastare un mezzochiletto di farina e preparare il pane per la cena.

L'ispirazione del momento è stata: "ERBE AROMATICHE, SLURP!".

Nel mio giardino (oddio, giardino è una parola grossa. Diciamo che somiglia di più ad un'aiola...) più che coltivare fiori e fiorellini, preferisco dedicare spazio e (poche) energie alle mie erbette aromatiche. Salvia, alloro e rosmarino ormai sono di dimensioni ciclopiche (e, per assurdo, sono quelle che utilizzo di meno), il timo, uno dei miei prediletti, resiste a tutti le temperature. L'erba cipollina sta riprendendo vigore dopo il suo letargo invernale dall'aspetto "paglioso", la maggiorana e la menta cercano il loro spazio a causa di una invadente lavanda.

D'estate non manca il basilico, ovviamente.


Così, dopo aver impastato il già citato mezzochiletto di farina manitoba, con 10 gr circa di lievito di birra (sciolto in acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero), olio extravergine Salvagno e un cucchiaio di sale, ho impastato allegramente aggiungendo altra acqua finche la pallotta non è diventata bella compatta ed elastica.

L'ho amorevolmente maltrattata ancora per un po' e poi l'ho lasciata riposare, coperta con un panno umido e al calduccio, un'ora e mezza o poco più (giusto il tempo di pranzare e riassettare la cucina).

L'ho ritrovata già ben aumentata di volume... ho diviso la pallotta in tre parti (quasi) uguali e ho incorporato ad ognuna, rispettivamente:


  • una manciata di erba cipollina fresca tritata

  • una manciata di foglioline di timo fresco

  • una manciata di basilico tritato (scongelato)

Da ogni parte ho ricavato cinque micropalline che ho posizionato sulle placche del forno, coperto per benino e lasciate a riposare ancora al calduccio.... e me ne sono andata a lavorare, lasciando un post-it con preghiera di accendere il forno a 250° alle 18.30 precise!


Quando sono arrivata a casa, le micropalline erano dei morbidosissimi paninotti... una spennellata di olio extravergine e via, nel forno finché non sono diventati belli dorati in superficie!

Ne è valsa la pena.
(N.B. - la foto, scattata stamattina prima di andare al lavoro, ritrae gli ultimi due superstiti al basilico. Che ora non esistono più. So che qualcuno stamattina a colazione, ha chiesto pane e prosciutto al posto dei soliti biscottini...)

domenica 10 febbraio 2008

La merenda della domenica





Dopo aver passato la giornata in visita alla Fieragricola, per vedere improbabili (per me cittadina) trattori giganti e mototrebbiatrici grandi come una villetta e accarezzare agnellini, mucche e coniglietti... eccoci a casina per una merenda con i nostri vicini di casa nonché carissimi amici.


Nella dispensa ci sono ancora tante goloserie ricevute in dono lo scorso Natale, tra cui del cioccolato fondentissimo Venchi. Ora, io sono golosissima di cioccolato, purché sia al latte e possibilmente con nocciole piemonte intere da sgranocchiare.


I puristi della degustazione del cioccolato non saranno d'accordo, ma io utilizzo il cioccolato fondente solo nella preparazione di dolci.


Oggi, per la merenda della domenica pomeriggio, ho preparato questi biscotti al cioccolato modificando solo in alcune parti (es. tipo di zucchero e vaniglia) una ricetta scovata su un vecchio foglietto a quadretti ingiallito scritto a lapis, di ignota provenienza.


In effetti dovrei fare un po' d'ordine tra le ricette. Prendo appunti ovunque: agenda, post-it, foglietti di ogni colore, tovaglioli di carta... e poi pagine di riviste (se non le intere riviste, se ne vale la pena), fotocopie, stampe da internet. E soprattutto su di un paio di quadernini dove segno nel caos totale anche alcune modifiche apportate in fase di sperimentazione.


Lo so di essere disordinata, tant'è che scrivendo questo blog forse (inconsciamente) spero di dare un senso al mucchio di foglietti infilati ovunque!


(Chiedo umilmente perdono per la scarsa qualità delle immagini. Eppure giuro che mi impegno, ma non ci capisco nulla di esposizione e paroloni vari. Vorrei tanto offrirvi delle fotine spettacolari come quelle che vedo in altri blog. Ma non mi riesce... )


BISCOTTI CIOCCOLOSI


175 g farina 00
150 g zucchero di canna
175 g cioccolato fondente extra
55 g burro
2 uova
½ bustina di lievito vanigliato
mezzo baccello di vaniglia
un pizzico di sale
zucchero a velo

Fate fondere a bagnomaria o nel microonde il burro insieme al cioccolato spezzettato. Montare a spuma le uova intere insieme allo zucchero di canna, poi aggiungere il cioccolato, la vaniglia (con un coltellino affilato, aprite il baccello a metà per il lungo, stando attenti a non tagliarvi, e sempre con il coltello, raschiate via i semini interni) e incorporare la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.
Rivestite con la cartaforno la placca e disponete aiutandovi con due cucchiaini, a distanza di due/tre cm l’uno dall’altro, il composto preparato.
Infornare per circa 15 minuti a 180°.
Lasciar raffreddare su una griglia e spolverizzare con lo zucchero a velo.




NOTE: nella ricetta originale le dosi erano doppie (ma queste quantità sono per me sufficienti a sfornare una buona scorta di biscotti), lo zucchero utilizzato quello bianco e al posto della vaniglia naturale era indicata una bustina di vanillina. Tanto vi dovevo!

giovedì 7 febbraio 2008

Dedicato al mio Presidente...


Questa è per te, mio Presidente!

Siccome ogni tuo desiderio è un ordine, ecco una cosina facile facile da fare (a meno che qualche maniaco ossessivo compulsivo non si dedichi alla preparazione faidate della pastasfoglia...).

Nel mio frigo c'è sempre una scorta di un paio di rotoli di pastasfoglia pronta, anzi prontissima (anzi arcipronta. Il Presidente e pochi altri adepti capiranno la citazione).

Pronta all'uso, nel senso che non mi devo cimentare nella (per me) quasi impossibile impresa di impastare una sfoglia come si deve. Tolgo dal frigo, srotolo e via!

Pronta a salvare una cena improvvisata, pronta a trasformare avanzi di verdura in uno sfizioso antipasto o secondo, pronta a diventare, come per magia, un succulento strudel. Non dimentichiamo i sempre graditissimi stuzzichini, le pizzette di pastasfoglia, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, è una validissima alleata.

Oggi, tra l'altro, mi sono fermata a fare "shopping" nel negozietto della Ca' Verde e tra le altre cose mi sono portata a casa una deliziosa ricottina di mucca (e l'immancabile Mediterraneo, di cui sono golosissima) e mi sono sentita in dovere di unirla a giuste nozze con un bel porro che era in bella vista nel mio cesto della verdura.


TORTINA DI PASTA SFOGLIA, PORRI E RICOTTA


Un rotolo di pasta sfoglia pronta

250 gr di ricotta di mucca

un paio di porri

scamorza bianca

un uovo

un paio di foglie di salvia

olio extra vergine di oliva

sale e pepe



Preparate la pasta sfoglia srotolata in una pirofila di dimensioni adatte, nel frattempo accendete il forno a 180°. Pulite i porri, tagliarli a rondelle sottili e spadellateli a fuoco vivace con un cucchiaio di olio evo, una cucchiaiata d'acqua e un paio di foglie di salvia.

In una ciotola lavorate la ricotta con la forchetta, aggiungete un uovo intero, un pizzico di sale e pepe ed infine i porri e un pezzetto (a piacere) di scamorza bianca a cubettini.

Infornare per una mezzora circa fino a quando la pastasfoglia sarà ben dorata e il ripieno sodo.

Una volta sfornata, lasciar raffreddare su di una griglia.

Si può servire fredda o tiepida, come antipasto o come secondo, accompagnandola da una variopinta insalata.


CONTENUTI EXTRA

Ieri sera ho fatto la pizza per la mia little family e per la zia Lisi.

Siccome era avanzato un po' di impasto, oggi ho provato a riciclarlo inventando dei paninetti sfiziosi. L'ho reimpastato (si può dire così) con una manciata di erba cipollina liofilizzata (finchè non è bella rigogliosa l'erbettina fresca uso quella liofilizzata, non quella secca che secondo me sa vagamente di paglia).

Ho ricavato otto paninetti che ho lasciato coperti e al calduccio a lievitare nuovamente per tutto il pomeriggio, li ho spennellati di un ottimo olio extra vergine di oliva Cadianum, gentilmente donato dalla zia Lisi e Davide, e infornati a 250° finchè non hanno preso un bel colore dorato croccantoso.

Eccoli qui!



(che meraviglia sentire nell'aria il profumo del pane che cuoce nel forno!)

mercoledì 6 febbraio 2008

La Coccolosa...

RICETTA VIETATA AI MAGGIORI DI ANNI 18!
Se non hai dimestichezza con bilancia, dosi, ingredienti, forno, etc. QUESTA è la torta che fa per te.

C'è un dolce a base di cocco che prendo sempre quando ceno da Mexi, di cui la mia amica C. va pazza... ho sperimentato tante ricette nel tentativo di imitarla, ma nulla di soddisfacente.
Ma... un giorno ho trovato questa ricetta di una semplicità disarmante e ho provato, apportando qualche modifica per avvicinarla al Coco Dulce di Mexi.

Risultato? Una dolce morbido, golosissimo, insomma una coccola di cocco e cioccolato, una torta Coccolosa.
Giuro, è davvero semplicissima da fare, non serve neppure una bilancia per dosare gli ingredienti.

Volete provarla?


TORTA COCCOLOSA

2 vasetti di yogurt al cocco
2 vasetti di zucchero di canna
2 vasetti di farina 00
1 vasetto di farina di cocco
1 vasetto di burro ammorbidito
3 uova
1 bustina di lievito
vaniglia
una tavoletta (100 gr) di cioccolato


Accendete il forno a 180°, nel frattempo amalgamate insieme, con l'aiuto di uno sbattitore elettrico, tutti gli ingredienti utilizzando il vasetto dello yogurt per dosarli.
Versate il composto in uno stampo imburrato (io utilizzo gli stampi in silicone, senza imburrare!) e infornate per 30 minuti circa.

Una volta sfornata lasciate raffreddare.
Fondete a bagnomaria il cioccolato, versatelo sulla superficie della torta e stendetelo con l'aiuto di una spatola.
Decorate con una spolverata di farina di cocco.
SI RINGRAZIA DI CUORE LA PICCOLA STEFANIA PER LA PREZIOSISSIMA (E ATTIVISSIMA) COLLABORAZIONE!

ChocoMuffins


Spiacente di deludere il Presidente Onorario dei Golosastri, ma anche le prossime ricettine saranno dolci. Prometto prossimamente di dedicarmi di più al salato.

In questi giorni di vacanza carnevalesca, io e Stefania ci siamo prese l'impegno di smaltire le scorte di cioccolato frutto dei bottini di S.Lucia e Natale.

Le ricette sono facilissimissime, tanto che potete lasciar pasticciare le vostre bambine e i vostri bambini (nel caso di Stefania, 4 anni e mezzo, con qualche aiutino) che saranno felicissimi di annunciare al mondo intero "questa cosa l'ho fatta IO!" (per poi ritrattare: "Beh, l'abbiamo fatta INSIEME!"...).

I muffins sono una di quelle cosine che mi piace proprio tanto, perchè sono semplici, morbidosi, cicciottelli... e sono davvero eclettici perchè si prestano a mille interpretazioni sia nella classica variante dolce che nell'insolita versione salata, con verdure & Co.

Questa volta abbiamo improvvisato dei muffins semplici semplici, incorporando al composto del golosissimo cioccolato al latte spezzettato.


CHOCO MUFFINS

190 gr di burro
250 ml di latte
2 uova intere
200 gr di zucchero
380 gr farina 00
1 bustina lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
80 gr cioccolato a pezzetti

Si dice in giro che il segreto per dei muffins perfetti sia miscelare separatamente ingredienti "solidi" e la parte più "liquida". Io che sono una credulona agisco di conseguenza: amalgamare il burro ammorbidito con le uova e il latte, in un'altra ciotola miscelare il resto degli ingredienti escluso il cioccolato.

Unire i due composti senza lavorare troppo, aggiungere infine il cioccolato a pezzettini (qui abbiamo utilizzato cioccolato al latte, ma sono ottimi anche con il fondente. Questione di gusti personali, seguite il vostro cuore... o il vostro palato!).

Imburrare uno stampo da muffins o predisporre le apposite pirottine in carta (il preparato è per 12 muffins grandi), riempire fino a 3/4 ed infornare (in forno già caldo a 180°) per 20-25 minuti.

Una volta sfornati, se vi piace, spolverizzateli di zucchero a velo... e buona merenda!

lunedì 4 febbraio 2008

τζατζίκι: voglia d'estate


...e di sole, di mare e di vento nei capelli.

Oggi io e Stefania ci siamo fatte una scorpacciata di Tzatziki. Lo so, lo so, lo sooooooo. NON è stagione di cetrioli. Nell'orto dei nonni non c'è alcuna traccia di ortaggi estivi.

Ma Stefania è da un paio di settimane che mi chiede la Tzatziki... e così ho comprato un paio di cetrioli di bell'aspetto (provenienza Trinacria).
Erano inaspettatamente profumati, sodi, privi di semi: un insolito dono della natura di febbraio.

Abbiamo affettato un quarto di Pane di Altamura e ce la siamo pappettata (come dice Stefania) di gusto!

TZATZIKI

Yogurt greco colato
Cetrioli
Aglio
Olio evo
Sale
Aneto

Le dosi variano a seconda dei gusti, io questa mattina ho utilizzato due cetrioli piccoli e due vasi di yogurt (di solito utilizzo il Total Fage da 150 gr. anche se è yogurt di latte vaccino, ma le più buone che ho mangiato erano fatte con latte ovino), se non reperite lo yogurt greco provate a fare da voi lo yogurt colato (stranghistò) versando un ottimo yogurt intero in un colino foderato da un tovagliolo o strofinaccio ben pulito e lasciandolo scolare (un'ora più o meno).

Spellate i cetrioli e grattuggiateli con una grattuggia a fori non sottili (io li preferisco un pochino più larghi di quelli che si utilizzano per grattare il parmigiano), salateli leggermente e lasciateli in un colino per perdere l'acqua in eccesso.

Amalgamare lo yogurt con i cetrioli, aggiungere uno spicchio d'aglio* tritato finemente e condire a vostro gusto con sale, olio evo e aneto.

*per evitare incidenti diplomatici in fase digestiva, preferisco lasciare uno spicchio d'aglio intero, bucherellato con la forchetta per lasciarne uscire gli umori ad insaporire la salsa senza "appesantirla".

Le Fritole della Mamota...


...è carnevale! Ve ne siete accorti? Quest'anno è arrivato un po' de scondon, devo ammettere che quasi quasi non ero preparata.

Ma la mia mamota sì! E ci delizia con le sue produzioni golose.
Il post è dedicato a lei e alle sue Fritole, e ai ricordi di infanzia che il profumo di questi dolci (che, con le Castagnole, si preparano solo nel periodo di Carnevale) riesce ad evocare.
Il Carnevale è sicuramente uno dei periodi dell'anno che da piccina amavo di più: mi piaceva travestirmi e soprattutto truccarmi (vanità che non mi sono portata appresso con il tempo), la gioia di andare a vedere i carri il venardi gnocolar, i coriandoli, le stelle filanti e manciate di caramelle da prendere al volo... e le giornate che pian piano si facevano più lunghe e luminose, preludio della primavera ormai alle porte.


Grazie Mamota! E' anche per queste cose che ti vogliamo tanto bene!
Un plauso speciale a Nonno Lallo, il tuttofare, oggi nella veste di "friggitore ufficiale". Sei stato proprio bravo!






FRITOLE

1 kg farina 00
5 uova
2 bicchieri di latte
300 gr di zucchero
1/2 bicchierino di Grappa
1 bustina di lievito per dolci
4 mele
150 gr uvetta sultanina
scorza grattuggiata di un limone e un arancia
un pizzico di sale

In una terrina amalgama la farina con le uova, il latte e lo zucchero; aggiungi al composto ottunuto il sale e l'uvetta sultanina (precedentemente ammollato in acqua tiepida con un cucchiaio di grappa), le mele e la scorza di limone e di arancia grattugiate.
Amalgama con cura fino ad ottenere un composto piuttosto omogeneo; aggiungi per ultimo il lievito e la grappa.
Lascia riposare un'oretta il composto.

In una ampia padella porta a temperatura di ebollizione l'olio e versa a cucchiaiate l'impasto precedentemente ottenuto. Attenzione: non riempire troppo la padella, le frittelle dovranno galleggiare nell'olio. Gira le frittelle una volta che il lato immerso nell'olio avrà raggiunto un bel colore dorato scuro; completa la cottura dell'altro lato quindi scola le frittelle ponendole su un doppio foglio di carta da cucina assorbente. Spolvera le frittelle con lo zucchero semolato.
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INNO AL PAPA' DEL GNOCCO

Composto nel 1927 da Berto Barbarani e da Gianni Monicelli, musicato a 4 voci dal M.o Carmelo Preite e cantato in Arena durante la cerimonia dell'incoronazione.


Sona el Rengo! - El nostro canto
par l'Arena se despande.
e l'è questo un giorno grande
che in la Storia restarà...

Finalmente, o Papà Santo,
della piassa la Madona,
la se cava la corona
Te sì el Re de la cità!!!

T'eri morto par 'na finta
ma no mai par la to gente
che g'à el Baldo (e la lo sente)
e San Zen par protetor.

Anca st'ano l'emo vinta
col favor de bona stela
e de Marco Paparela
degno e forte batidor!

Ti vegnù da la contrada
che g'à el burcio come stema,
con la man che mai non trema
te dispensi vita e umor!

Lavandar de gran bugada
no te adopari malissia,
la passion te meti in lissia,
te resenti ogni color.

Gloria e gloria!
In fin che negro
Bate el Rengo venerando
leva in segno de comando
el gran gnoco sul piron.

Alto el gnoco, forte e alegro
par che el diga a tuti quanti:
Veronesi - Forsa - Avanti!
sempre alegri e mai passion.

domenica 3 febbraio 2008

le Pucce



Le acquisto spesso da Oscar (Panepomodoro a Verona, vicino alla chiesa di San Zeno) mio pusher di goloserie pugliesi (insieme a focacce deliziose sempre di sua produzione e a strepitosi latticini che giornalmente arrivano dalla Puglia: burratine, fiordilatte, scamorza in acqua e chi più ne ha più ne metta).

Oggi ho provato a cimentarmi nell'emulare la sua maestria...

Ad essere onesta, prima di infornarle credevo di aver miseramente fallito il tentativo.
La consistenza non lasciava sperare in nulla di commestibile.
Ho preso coraggio e ho infilato la pirofila nel forno già caldo caldo e... voilà!
La mia little family ha già dato il suo benestare ed in questo momento altre due volenterose cavie (grazie, Cristina e Osvaldo) probabilmente si apprestano alla degustazione. Anzi, è appena arrivato sms: "Pucce oltre ogni aspettativa...".
Ok, a questo punto posto la fotina e la ricettina delle Pucce "amodomio".


PUCCE

1/2 kg di farina Manitoba
1 panetto lievito di birra
1 cipolla
una manciata di olive nere
una manciata di capperi di Pantelleria
un grosso pomodoro
olio extra vergine di oliva
acqua
sale

Sciogliete il lievito in acqua tiepida (300 ml circa, con aggiunta di un cucchiaino di zucchero) ed incorporatelo alla farina aggiungendo un cucchiaio di sale e un paio di cucchiai di olio evo e, se occorre, altra acqua fino ad ottenere una pasta morbida ed elastica.

Lasciate lievitare coperto e al calduccio per 1 ora.

Nel frattempo spellate il pomodoro, eliminate i semi e tagliatelo a tocchetti, snocciolate le olive (facoltativo, io le preferisco snocciolate) e spezzettatele, dissalate i capperi e spadellate a fuoco lentissimo in poco olio evo (non deve soffriggere, ma rimanere morbida) la cipolla tagliata grossolanamente.

Quando la pasta ha raddoppiato (più o meno) il suo volume, incorporatevi tutti gli ingredienti.

L'impasto risulta un tantino viscido. Non vi allarmate, va bene così.

Formate delle piccole pagnottine della grandezza di un pugnetto, infarinatele per bene e disponete già nella pirofila rivestita di carta forno. Lasciate riposare, sempre al calduccio e ben coperte, per un'altra oretta.

Infornate a forno caldo, a 250°, le pucce.

Fate cuocere per 35 minuti, circa e comunque finché sono ben dorate.


NOTE

Le Pucce, tipiche della gastronomia tradizionale pugliese (il cui nome pare derivi da puccidattu e dal latino buccellatum che indicava un pane militare, come il buccellato toscano) mi pare di capire che esistano in diverse varianti.
Queste che ho tentato di imitare sono quelle che ho avuto modo di assaggiare, come anticipavo, da Oscar, ma ho letto di varianti con le sole olive (puccia con l'aulìe), con il pomodoro e il cipollotto, e altre ancora.
In diversi siti indicano di utilizzare olive nere leccesi (sostituite le olive nere di Gaeta che avevo in casa) e il cipollotto (sostituito con una "banale" cipolla bianca).

Unico particolare (non irrilevante): non dispongo di forno a legna. Ahimé...

sabato 2 febbraio 2008

la mia prima volta...


Sono qui. Anch'io. Catturata dal fascino (subdolo?) del blog.
Contagiata da chi, prima di me, ha condiviso con il mondo le sue emozioni enogastronomiche e deliziato con sapori, profumi, descrizioni e splendide immagini i golosi e i curiosi che gironzolano per il web.
Per prima vorrei ringraziare, pur non conoscendola, ApeMaia che ha ispirato alcuni dei miei esperimenti.
Galeotti furono i Baklava Muffins, ma curiosando saltuariamente nel suo blog ho attinto a piene mani dalle sue ricette.
Il mio primo post lo voglio dedicare a lei e ai suoi premiatissimi (meritatamente, davvero) Biscottini Arachidi e Cacao, che amici e parenti Golosastri hanno mooolto apprezzato.
Vorrei riuscire ad eguagliare la sua maestria non solo culinaria, ma anche di fotografa.
Giuro che mi impegnerò.
Per ora vogliate perdonarmi, ma sono una absolute beginner.

(n.b. - posto in onore di ApeMaia la ricetta originale da lei pubblicata, in calce mi permetto di aggiungere una nota con alcune modifiche apportate in fase di sperimentazione).


BISCOTTINI ARACHIDI E CACAO

Ingredienti:
300gr. di farina
150gr. di zucchero
2 cucchiai di cacao in polvere
2 cucchiaini di lievito
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale
150 gr. di arachidi sgusciate e tritate grossonalmente
120gr. di burro ammorbidito
1 uovo
3 cucchiai di rum
zucchero a velo per spolverare


Lavorare a spuma burro e zucchero, aggiungere l’uovo sempre lavorando, poi farina, lievito e cacao setacciati insieme, il sale la vanillina e le arachidi ed impastate aggiungendo il rum. Lavorate fino ad ottenere una pasta omogenea.
Formate delle palline della grandezza di una noce, sistematele su una piastra foderata di carta forno ed appiattitele con il dorso di una forchetta.
Cuocete i biscotti in forno preriscaldato a 160° per 20 minuti circa.
Una volta raffreddati spolverizzateli con zucchero a velo.
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Note personali: ho ridotto la quantità di arachidi perchè mi risultavano troppo... come dire... "invadenti". Al posto della vanillina ho utilizzato una punta di vaniglia naturale.
Ammetto di averli già sperimentati con le noci al posto delle arachidi (sostituendo il rum con del Nocino casalingo) e la prossima volta ho dei Pistacchi di Bronte che mi pregano di onorarli della loro presenza... mi vedo costretta a fare un altro esperimento...